Venerdì, 11 Settembre 2020 08:54

Giacomo Cao, il prof dell'aerospazio guida il Crs4: "Senza ricerca un Paese si ferma"

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"La ricerca per un Paese è fondamentale. Senza non si va avanti”.  Ad affermarlo è il professor Giacomo Cao, docente del Dipartimento di Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali dell'Università di Cagliari, che dallo scorso luglio ricopre la prestigiosa carica di amministratore unico del Crs4.  Il Centro di ricerca e sviluppo studi superiori in Sardegna, il cui socio unico è Sardegna Ricerche, svolge attività di ricerca e trasferimento tecnologico alle imprese ed opera in diversi settori nel campo delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni. Cao è anche presidente del Distretto aerospaziale della Sardegna, un consorzio a partecipazione mista, che attualmente conta 29 soci. La società ha scopo consortile, mutualistico e non lucrativo. Tra i suoi obiettivi c’è quello di sostenere l’attrattività di investimenti in settori produttivi ad alta tecnologia e di rafforzare il sistema della ricerca regionale sarda, nazionale e internazionale. “Nei primi sette anni di vita il Dass ha attratto investimenti per oltre 60 milioni di euro”, spiega Cao. “Le ricadute potenziali per la Sardegna sono diverse. L’isola oggi sta diventando un punto di riferimento nel settore aerospaziale”, assicura il prof. 

Professor Cao,  quali sono i programmi del Crs4?

“Sono configurati in settori. Questi sono disponibili in rete, sul sito www.crs4.it.  Dal settore delle bioscienze, a quello di attività computazionali ad alta intensità di dati, passando per l’attività computazionale ad alte prestazioni per le energie dell’ambiente, al comparto dedicato in modo più ampio alla società dell’informazione, fino al settore di reti e sistemi ad alte prestazioni e a quello di visualizzazione mediante i computer. Ciascuno ha i suoi programmi specifici”.

Ma quanto è importante la ricerca? 

“Senza ricerca un Paese non va avanti:  è cruciale sia sotto il profilo di quella cosiddetta di base (volta ad esempio a scoprire nuovi farmaci e nuovi meccanismi con cui operano le molecole nel corpo umano), sia con riferimento a quella che consente di andare a sviluppare nuove tecnologie.  La ricerca è importantissima, nessun Paese industrializzato può farne a meno”. 

Lei è anche presidente del Distretto aerospaziale. Qual è il possibile indotto dal settore? 

“Il distretto nei primi sette anni di vita ha attratto investimenti per oltre 60 milioni di euro.  Tra questi ci sono investimenti che impiegheranno una cinquantina di persone, ma soprattutto investimenti che consentiranno alla Sardegna di diventare un punto di riferimento su alcune tematiche nel campo aerospaziale.  Questa è una delle ricadute più rilevanti che si è avuta sul territorio.  Una volta che si decide di investire in una tematica come quella dell’aerospazio l’obiettivo è incrementare la numerosità della forza lavoro impiegata consentendo ai soggetti che effettuano i vari investimenti di avere sempre maggiori ritorni a livello industriale e territoriale”.

 Quali progetti ci sono in campo? 

“Sono tanti.  Ci sono stati investimenti importanti relativi alla realizzazione di piattaforme di test per motori a propellente liquido e solido per i vettori che portano in orbita satelliti. In particolare una piattaforma è già operativa, l’altra è in fase di ultimazione.  Poi ci sono altri progetti che coinvolgono lo studio e l’approfondimento della possibilità di navigazione aerea basata su sistemi inerziali.  Questa è una novità molto importante ed è relativa a un progetto che viene portato avanti da un gruppo di soci del distretto”. 

Quali sono le ricadute potenziali per la Sardegna?  

“Abbiamo già accennato sopra alle ricadute positive per la Sardegna. L’isola oggi sta diventando un punto di riferimento nel settore aerospaziale. Tuttavia, per la Sardegna ci sono state ricadute anche nel passato. Quest’anno in occasione del trentennale del Crs4 saranno rappresentati i ritorni degli investimenti regionali effettuati.  Il Crs4, per esempio, è stato il soggetto che ha messo in piedi per la prima volta un sito web in Italia, nel 1993.  Possiamo dire che il Crs4 è stato un pioniere riconosciuto su questa tematica”.




 

Ultima modifica il Martedì, 29 Settembre 2020 13:31

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