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Un augurio di buon lavoro ai numerosi sindaci sardi già eletti, in ragione del raggiungimento del quorum, viene rivolto dal presidente della Regione Christian Solinas. “Le sfide importanti che ci attendono in questa fase delicata – dice il Presidente – possono essere vinte con il sostegno delle comunità che essi da oggi possono legittimamente rappresentare. La Regione – prosegue il Presidente – assicura il proprio costante supporto per un lavoro comune e coordinato, nel quadro di una piena e leale collaborazione tra le Istituzioni”.

Un particolare augurio viene rivolto dal presidente al nuovo sindaco ed a tutta la comunità di Austis, che dopo un lungo commissariamento può finalmente avere una guida ed un consiglio comunale democraticamente eletti.

“Qualche segnale positivo – prosegue il Presidente Solinas – seppure in un trend purtroppo sempre negativo, viene dai dati dell’affluenza alle urne, nettamente superiori a quelli registrati nelle amministrative del 20 e 21 settembre scorsi sul territorio nazionale, e che testimoniano una grande maturità democratica del popolo Sardo unita, nonostante le tante difficoltà del momento, al desiderio di partecipazione alla vita delle Istituzioni”.

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Si è tenuta stamani in modalità “virtuale” la conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa tra il Centro di ricerca regionale CRS4 e l’associazione La Sardegna verso l’Unesco. Alla conferenza erano presenti: Giacomo Cao, amministratore unico del CRS4 e Michele Cossa, presidente dell’Associazione La Sardegna verso l’Unesco. (qui la mappa virtuale del nuraghi in Sardegna)

L’associazione La Sardegna verso l’Unesco, nata con l’intento di sviluppare la conoscenza del patrimonio culturale della Sardegna, ha recentemente sottoposto istanza di inclusione dei monumenti della civiltà nuragica alla Commissione italiana Unesco, nella lista del patrimonio dell’umanità. Gli oltre 6000 siti archeologici inseriti in questa lista sono quelli mappati nel geoportale Nurnet realizzato nel 2013 dal CRS4. Il 31 marzo 2021 si conoscerà l’esito dell’istanza.

Michele Cossa, presidente dell’associazione interviene dicendo: “Finalmente l’unicità della nostra archeologia diventa centrale nella nostra identità ed economia. Grazie a questa collaborazione la Sardegna potrà contare su una mappatura uniforme, precisa, dettagliata del patrimonio nuragico sardo. Oggi la tecnologia va a supporto della cultura per sostenere un progetto che attraverso l’Unesco permetterà alla Sardegna di trovare una nuova dimensione, con evidenti ricadute di carattere non solo culturale ma anche e soprattutto economico. Comincia un’avventura straordinaria, profonda e dalle ampie prospettive, avendo ben chiari e scolpiti nel cuore gli insegnamenti atavici che, chi ha popolato questa terra migliaia di anni fa ci ha lasciato attraverso i suoi manufatti più rappresentativi, i nuraghi. Avremo quindi due comitati scientifici, uno umanistico, archeologico/paesaggistico; l’altro tecnologico informatico e aerospaziale che coniugheranno le loro competenze a favore del bene comune”.

“Il CRS4 – commenta Giacomo Cao, amministratore unico del CRS4 – aderisce all’iniziativa portata avanti dall’associazione per dare un concreto apporto tecnologico alla mappatura dei siti attraverso l’uso delle tecnologie GIS – sistemi informativi geografici. Il geoportale è solo un punto di partenza, il supporto dei nostri ricercatori, Roberto Demontis, Eva Lorrai e Laura Muscas, sarà fondamentale per la creazione di una piattaforma web GIS che gestirà i dati relativi alle informazioni di tutto il patrimonio culturale nuragico e prenuragico della Sardegna”. Conclude Cao: “L’iniziativa, accolta all’unanimità dal Consiglio Regionale, consente al CRS4, e più in generale al Parco scientifico e tecnologico della Sardegna, coordinato da Sardegna Ricerche, di contribuire, ci auguriamo in modo significativo, al raggiungimento di un importante obiettivo in chiave storica e turistica per la nostra Isola, mettendo a frutto alcune tecnologie anche innovative sviluppate all’interno del Centro”.

 

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Il mercato del lavoro sardo non sta vivendo un momento positivo. Lo si evince da un recente studio curato dall'Osservatorio del mercato del lavoro dell’Aspal (Agenzia regionale per il lavoro) che evidenzia una situazione dai toni più neri che grigi. A preoccupare, dopo il lockdown, è l'importante crescita degli inattivi: coloro che un'occupazione non la cercano nemmeno più. Così tanti che hanno fatto calare, paradossalmente, il numero di colro che vengono classificati come disoccupati.

“Al momento si contano circa 58mila posti di lavoro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”, afferma Massimo Temussi, direttore generale dell’Aspal. Tuttavia, lo stesso Temussi tiene a precisare che si può trarre un grande vantaggio dal periodo che stiamo attraversando. “Bisogna sfruttarlo per acquisire nuove competenze e certificazioni. Cosa che in altri momenti non si potrebbe fare”. Inoltre la Regione sta attivando numerose misure di politica attiva necessarie per la ripartenza.  "Se abbiamo seminato bene, se tutto riparte a febbraio-marzo potrebbe essere una stagione di segno più”. 

Qual è lo stato di salute del mercato del lavoro in Sardegna?

“Si contano circa 58mila posti di lavoro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Sono percentuali altalenanti, il picco lo abbiamo avuto a maggio quando tutto era completamente fermo a causa del coronavirus. Tuttavia stiamo cercando di aumentare l’occupabilità per poter ripartire.  Gli effetti economici della crisi non li vedi nell’immediato, ma in prospettiva. Se abbiamo seminato bene, se tutto riparte, a febbraio-marzo potrebbe essere una stagione di segno più”.

Quali sono i settori più colpiti?

“Il settore che più di tutti ha inciso sulle migliaia di disoccupati è il turistico, diretto e indiretto. Il dato positivo è che negli ultimi quattro anni, il mercato delle vacanze ha avuto un’impennata, creando circa 70mila posti di lavoro. Questi ora li abbiamo persi, perché siamo tornati indietro almeno di 4 anni. Ma, ovviamente la situazione ora è così in tutta Italia”. 

 Quali sono le prospettive?

“Stiamo cercando di investire il più possibile nelle politiche attive per riattivare il lavoro con incentivi forti.  Questa Giunta lo sta facendo. Per esempio si pensi all’ultima delibera su 18 milioni di euro di incentivi indirizzati a diverse tipologie di soggetti, quelli rimasti fuori dal mercato del lavoro.  Poi ci sono gli incentivi alle imprese erogati dall’assessorato del Lavoro che vanno dai 30 ai 70mila euro. Oppure quelli dell’assessorato alla Programmazione che invece dà liquidità. Le misure sono diverse e ce ne saranno altrettante. Ma, per riattivare il lavoro non sono bastate in nessuna regione d’Italia e d’Europa.  Adesso sarà determinante la spesa corretta dei fondi che arrivano dal Recovery Fund - che sarà una vera leva finanziaria - e la ripartizione della partenza 2021 del nuovo percorso di programmazione. Questo vede quasi un raddoppio di fondi a favore della Sardegna sui punti prioritari che sono: il Fondo Sociale Europeo, che riguarda l’attivazione del lavoro, e il Fondo europeo di sviluppo regionale, per gli investimenti di infrastrutture.  Questi due fondi insieme sono positivi. Da un lato perché sono rientrati nel cosiddetto obiettivo uno. D’altro lato, il raddoppio delle risorse fa sì che ci siano quasi due miliardi e mezzo da investire totalmente in Sardegna.  Sono cifre di tutto il rispetto che possono sicuramente riattivare l’economia della nostra regione. Devo dire che questa Giunta sta facendo uno sforzo veloce e forte in questa direzione”.

Se uno guarda alle tabelle la disoccupazione in Sardegna è diminuita... 

“Paradossalmente è così: è un effetto classico nel breve periodo. Ma in realtà l’effetto vero e proprio della disoccupazione non lo abbiamo ancora visto, perché le aziende, attualmente, non possono licenziare. Non sappiamo quanti disoccupati reali ci sono perché c’è il blocco licenziamenti. Quando questo finirà vedremo l’impatto sull’economia reale.  Adesso le persone sono state messe in cassa integrazione. Si è fatta una proroga per il rinnovo, quindi gli effetti reali sull’economia del lavoro non li sappiamo.  In questo momento le persone si trovano in una fase di limbo, non stanno neanche cercando un lavoro perché sono confuse, hanno bisogno di una guida”. 

Quali possibilità ci sono?

“Bisogna sfruttare questo periodo per acquisire competenze. Cosa che in altri momenti non si potrebbe fare.  Si possono rafforzare le competenze che già si hanno o assimilarne delle nuove e prendere certificazioni.  Quello che ora stiamo facendo è ripartire con delle misure di politica attiva.  Per esempio sulle grosse vertenze: tra Porto Canale e che Air Italy, ci sono 600 lavoratori. Quello che possiamo fare per loro, come agenzie e come assessorato in particolare con accordi ministeriali, è dare una formazione, in alcuni casi anche di riconversione professionale o di certificazione delle competenze per far sì che a febbraio, post Covid, - se Dio vuole - riparta un po’ di economia. Così, le persone si saranno nel frattempo professionalizzate o avranno un certificato delle competenze che prima non avevano.  Oggi una delle parole chiave per la ricerca del lavoro è certificare le competenze.  Le aziende cercano persone con un certificato di competenza acquisita, un corso professionalizzante dal punto di vista sia teorico che pratico. È importante tenere a mente che in questo momento ci sono centinaia di migliaia di posti di lavoro disponibili, in tutta Europa, che non trovano risposta perché non ci sono i curriculum adeguati. Questo è l’effetto dell’innovazione digitale degli ultimi anni, che va a ritmo velocissimo cerando posti di lavoro che prima non c’erano”.



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La Sardegna potrà essere esplorata in bicicletta, completamente immersi nella natura con il semplice suono dell’ambiente circostante. La Rete ciclabile della Sardegna sta muovendo i primi passi per trasformarsi in realtà: l’Arst è stata scelta dalla Regione per curare la realizzazione del progetto. A disposizione ci sono 8 milioni di euro, stanziati  dall’assessorato dei Lavori Pubblici. 

“La Rete ciclabile ha un duplice obiettivo: favorire a livello locale l’utilizzo della bicicletta, come forma di mobilità sostenibile, e realizzare un’offerta turistica distribuita su scala regionale”, afferma l’ingegner Alessandro Boccone, dirigente Arst e responsabile del procedimento.  “Puntiamo ad avere un’offerta completa e strutturata, capace di entrare nel mercato internazionale, che invogli i cicloturisti a venire in Sardegna. E che sia in grado di competere con altre realtà geografiche europee, come ad esempio le Isole Baleari, più piccole della Sardegna e che attraggono più di 200.000 cicloturisti/anno”, continua. 

L’Arst deve curare la progettazione e l’azione della rete insieme all’Università di Cagliari.  Esistono tanti tracciati frammentati sparsi sul territorio regionale,  percorribili in bici: ora si cercherà di metterli insieme in modo da dare loro una scala più ampia che esca dalla visione strettamente locale. I percorsi ciclabili sorgeranno anche nelle linee ferroviarie dismesse.

Rete ciclabile regionale: a che punto siamo?

“L’Arst è soggetto attuatore.  Il sistema sardo si collega a quello nazionale attraverso i porti e gli aeroporti dell’Isola. L’incarico arriva dall’assessorato regionale dei Lavori Pubblici, ente promotore e finanziatore dell’opera.  In queste attività ci siamo avvalsi anche della preziosa collaborazione dell’Università di Cagliari, in particolare dal Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità (Cirem) che ha le migliori competenze, tecniche e scientifiche, per studiare e pianificare il miglior intervento possibile. Assieme abbiamo svolto un’azione diffusa di coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni e sono state accolti tanti suggerimenti e contributi, come ad esempio quelli della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (Fiab). Tutto questo lavoro ha portato alla definizione del piano regionale della mobilità ciclistica della Sardegna, approvato con delibera di giunta regionale a fine 2018. La Sardegna così, pur partendo in ritardo rispetto a altre regioni in Italia, è passata all’avanguardia per poter disporre di un Piano di riferimento a favore dello sviluppo della mobilità ciclabile”.

Cosa è il cicloturismo?

“Semplicemente, è il turismo praticato con l’utilizzo della bicicletta: è scelto da chi vuole fare una vacanza salutare, a contatto con l’ambiente, muovendosi alla giusta velocità. Con la bicicletta non sei chiuso dentro un vettore (macchina, aereo, treno che sia), ma ti muovi nel territorio, tra la natura e le persone. Fai in tempo a sentire i rumori, le voci, gli odori che ti circondano. È la forma migliore per viaggiare e conoscere un territorio. In Sardegna esistono dei tracciati già realizzati. Ma sono corti, frammentati, sparsi sul territorio regionale: si cercherà di adattarli alle caratteristiche e agli standard dimensionali previsti dal Piano e di dare loro una scala più ampia che esca dalla visione strettamente locale e che costituisca un’occasione di viaggio più accattivante e completa”.

Quali sono i vantaggi di questa forma di turismo?

“L’obiettivo di candidare la nostra Isola a nuova meta internazionale per il cicloturismo è particolarmente importante e suggestivo. I vantaggi sono tanti. La sostenibilità, innanzitutto. Consapevoli del fatto che occorre preservare le risorse naturali del nostro pianeta, dobbiamo ragionare sul fatto che ogni azione incidente sull’ambiente deve essere tale da non pregiudicare il patrimonio naturale da lasciare ai nostri posteri. Ora: quale forma di mobilità e di offerta turistica sostenibile è migliore della bicicletta? Puntare sul cicloturismo, poi, vuol dire allargare e completare l’offerta della Sardegna: da tutti gli studi del settore, emerge che circa il 70% dei nostri turisti è attratto dalla favolosa suggestione ‘sole-mare-coste’: se risulta evidente, quindi, la forza attrattiva del nostro splendido mare, assai maggiore di altre aree in Italia, tale proposta, però, presenta grossi limiti spazio/temporali, per una concentrazione di turisti principalmente lungo le coste e nei mesi estivi.  La Rete può quindi consentire di attrarre nuovi turisti nei mesi primaverili e autunnali (i periodi migliori per usare la bici), che viaggiano attraverso aree ancora poco interessate ai maggiori flussi turistici, per piccoli centri dell’interno dove si trova ancora un’offerta genuina basata su prodotti naturali locali". 

Come è strutturata la Rete?

“È  formata da tanti piccoli tratti che collegano nodi potenziali di partenza/arrivo di un itinerario. Il cicloturista può studiarsi il proprio itinerario basandosi sul proprio grado di allenamento e sul tipo di tracciato che vuole percorrere: può quindi personalizzare il proprio viaggio. In molti di questi nodi, poi, esistono stazioni ferroviarie e automobilistiche, potendo consentire, così, di iniziare il viaggio in bicicletta e di terminarlo con un mezzo pubblico, favorendo l'intermodalità vettoriale e ancora la sostenibilità. Durante il percorso poi si trovano piccoli centri nei quali il cicloturista può trovare ristoro e assistenza, favorendo così la nascita di attività di servizio ai nuovi flussi turistici e l’innesco di nuove economie indotte.”

Quali sono i prossimi passi?

“Siamo nella fase di approvazione delle progettazioni di fattibilità tecnica-economica (Pfte). Nella rete sono stati individuati 5 itinerari, per complessivi 650 chilometri, che sono quelli chiamati prioritari, selezionati perché collegano i principali porti e aeroporti dell’isola, le aree a maggior pregio ambientale e sono collegati con la rete ferroviaria. Entro l’anno saranno consegnati i primi progetti definitivi. Il più avanti è l’itinerario che andrà da Cagliari fino a Isili: disegnato a fianco della rete delle Ferrovie dello Stato fino a San Gavino, prosegue da Sanluri sulla ex sede ferroviaria delle Complementari e accanto al Flumini Mannu fino a Isili, dove si trova la rete ferroviaria Arst e del Trenino Verde.  Il secondo itinerario è quello che parte da Alghero, passa per Porto Torres, Castelsardo e arriva fino a Badesi. Quindi il terzo, forse il più atteso, che va da Chia fino a Cagliari e poi prosegue per Villasimius e Villaputzu. Il quarto, invece, parte da Terralba, passa per Oristano, Tharros e arriva fino a Bosa, dove si attacca al quinto che, passando per Macomer, Tirso-Illorai, arriva fino a Ozieri-Chilivani sulla sede di un’altra ferrovia smantellata.”

I percorsi ciclabili potrebbero sorgere sulle linee ferroviarie dismesse?

“Assolutamente sì. Questi ex tratti ferroviari sono ideali perché si trovano, per lo più, lungo sedi protette e hanno pendenze molto dolci. Le ferrovie secondarie vennero costruite a partire dal 1888, quando la trazione era a vapore, con le locomotive che erano macchine capaci di superare pendenze leggere, al massimo del 3 per cento (‘il 30 per 1.000’ come dicono i ferrovieri). Anche i tratti in salita, quindi, possono essere percorsi agevolmente in bicicletta”.

Quale messaggio si può dare?

“In un’isola che dovrebbe vivere di turismo, ecco la strategia e un'offerta sostenibile che può allargare il periodo di alta stagione a tutto l’anno e coinvolgere tutte le aree dell’isola. Sono convinto che realizzare la rete ciclabile regionale rappresenti un sicuro investimento per il futuro. Non è un sogno, ma l’applicazione di una politica intelligente, originale, coraggiosa”. 



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"Nessun pericolo per il regolare svolgimento delle elezioni amministrative in programma domenica e lunedì prossimi: sono del tutto prive di fondamento le notizie circolate in queste ultime ore".  Lo assicura il Capogruppo Sardista in Consiglio Regionale Franco Mula, al termine della Conferenza dei Capigruppo che si e’ svolta questa mattina in Consiglio Regionale, su iniziativa, precisa Mula, dello stesso presidente Christian Solinas, "che ancora una volta ha dimostrato la sua piena e saggia volontà di adottare provvedimenti condivisi con le forze politiche". 
"L’attuale indice di circolazione del virus", prosegue Mula, "e la comprensibile pressione cui sono sottoposte le nostre strutture sanitarie, impongono una severa riflessione e, in assenza di un rapido miglioramento dei dati, determineranno alcune scelte a tutela della salute pubblica. Ma e’ del tutto fuori luogo parlare di un lockdown totale per la Sardegna", dice Mula. Che prosegue: "Il presidente Solinas ha come sempre coinvolto i rappresentanti delle forze politiche presenti in Consiglio per condividere con essi un’analisi della situazione e discutere sulle scelte più opportune da adottare. Un ulteriore passaggio sarà effettuato alla presenza del nostro Comitato tecnico Scientifico, sempre alla presenza di tutti i capigruppo. Ciò che ne scaturirà sarà dunque il frutto di un’analisi attenta e di una piena condivisione politica, nell’interesse di tutti i Sardi e a tutela e protezione delle attività economiche e produttive.   Domenica e lunediì intanto", conclude Mula, "le elezioni si svolgeranno regolarmente in tutti i Comuni sardi".
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Mentre la Sardegna rischia di entrare in lockdown per 15 giorni, come annunciato dal governatore Christian Solinas, per i dipendenti della Regione arriva lo smart working: questa modalità di lavoro deve essere estesa ad almeno il 75% dell'organico. Lo prevede una circolare del direttore generale dell'assessorato regionale al Personale Silvia Cocco, indirizzata a tutti i suoi colleghi della macchina amministrativa che fa capo a Villa Devoto.

Nel documento si legge che “al fine di contemperare l’esigenza del contrasto della diffusione della malattia infettiva Covid 19 con la necessità di assicurare l’erogazione dei servizi, cosi come raccomandato nel decreto Rilancio” la direzione generale “ritiene inderogabile disporre che le direzioni in indirizzo, nel valutare la consistenza del contingente di personale in regime di lavoro a distanza, assicurino una percentuale non inferiore al 75%, tenendo in debita considerazione la potenzialità organizzativa dei diversi servizi e/o direzioni, la tipologia di servizi erogati e i compiti svolti”.

Il fine ultimo è limitare l’eccessiva presenza di dipendenti nei luoghi di lavoro.

La Cocco precisa che “resta inteso che le Direzioni in indirizzo avranno cura di gestire le rotazioni periodiche (settimanali, plurisettimanali o mensili) del personale posto in regime di lavoro agile sulla base delle priorità connesse alle esigenze di servizio e di eventuali esigenze personali dei dipendenti legate all’emergenza sanitaria in atto”.

In ogni caso “dovrà essere attuata un’attenta programmazione delle giornate di lavoro in presenza e da remoto, con una equilibrata flessibilità, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti e di quanto stabilito dai protocolli di sicurezza”.

Seguirà un incontro con i sindacati, per la definizione dei dettagli. Ma intanto, chiude la direttrice, La Regione deve organizzarsi per il lavoro da casa.

Intanto nel pomeriggio il presidente Solinas ha diramato una nota che preannuncia un possibile lockdown. 

"La progressione della curva dei contagi sta registrando una accelerazione che impone ulteriori e tempestive azioni per evitare di compromettere la tenuta del sistema sanitario e la regolare erogazione delle cure. Lo comunica il Presidente della Regione Christian Solinas.

Fino ad ora, grazie all’impegno straordinario del personale ospedaliero, territoriale e amministrativo, dice il Presidente, l’emergenza è stata governata in modo ordinato ed efficace. Oggi, però, siamo dinanzi ad un fatto nuovo: le catene di contagio si moltiplicano esponenzialmente perché troppi hanno abbassato la guardia e stanno sottovalutando la portata del fenomeno tanto che il semplice appello al buon senso ed alla responsabilità nell’osservanza delle buone pratiche (distanziamento personale, divieto di assembramento, igiene delle mani) sembrano non essere sufficienti.

Siamo pronti, prosegue il Presidente Solinas, se nelle prossime ore i numeri dei ricoveri continueranno a salire con il trend attuale, ad intervenire in maniera radicale per invertire questa tendenza e tutelare al meglio la salute di tutti i sardi. Ciò significa, d’intesa con il Ministro della Salute ed con l’ausilio del nostro Comitato Tecnico Scientifico, applicare in Sardegna uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus. Naturalmente, conclude il Presidente Solinas, appronteremo di pari passo una serie di misure economiche di supporto per sostenere le perdite derivanti dalla sospensione temporanea delle attività"

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"Stiamo seguendo con attenzione la situazione e apprezziamo l'impegno della compagnia Tirrenia che continua a garantire i collegamenti tra Sardegna e Penisola previsti dal bando, pur in assenza di una nuova convenzione e di una proroga. Anche nei giorni scorsi abbiamo sollecitato, attraverso ulteriori interlocuzioni della nostra direzione generale dell'Assessorato dei Trasporti, una tempestiva presa di posizione del Ministero - la cui competenza e l'impulso per la definizione del bando è esclusiva - per la risoluzione del problema e per capire a che punto sia il nuovo bando, ma non abbiamo avuto nessuna risposta chiara ed esaustiva". È quanto afferma l'assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde, sul tema dei collegamenti della continuità marittima.

"L'intervento del consigliere Meloni che solleva la questione individuando la chiara responsabilità del Ministero dei Trasporti appare perciò provvidenziale, anche se tardivo, perché essendo il ministro della stessa compagine politica del consigliere, lo stesso sarebbe potuto intervenire prima. Auspichiamo però adesso il suo impegno nel sollecitare il ministro a sbloccare la situazione per garantire ai sardi il diritto alla mobilità", sottolinea l’esponente della Giunta Solinas che puntualizza: "è concreto il rischio che se il Ministero, al quale spetta il compito di attivare la procedura propedeutica alla definizione del bando, non concretizza tutte le azioni di sua competenza, compresa l'attivazione della proroga, Tirrenia potrebbe non garantire più i collegamenti marittimi da e per la Sardegna in regime di continuità”.

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"Il sistema del bando a sportello, da sempre utilizzato in numerose occasioni per svariate tipologie di sostegno finanziario pubblico, assicura assoluta trasparenza e non è funzionale ad alcun tipo di favoritismo. E’, anzi, l’unico strumento valido nell’attuale situazione per non perdere finanziamenti destinati a iniziative di sicura ricaduta per la Sardegna". Lo sostiene l’assessore del Turismo, Gianni Chessa, che interviene nel dibattito sulle modalità di erogazione dei contributi fissati dalla Legge regionale n.7 del 1955.

"Ogni anno - precisa l'assessore Chessa - l’Assessorato pubblica un bando per contributi a favore di organismi pubblici e privati che organizzano manifestazioni di vario tipo, tali da determinare un'interessante affluenza di pubblico e di appassionati, e da suscitare interesse per la località che li ospita".

"Dal momento che anche nella Finanziaria 2020, come sempre accade, sono state iscritte e vincolate le somme relative a questa finalità, l’Assessorato ha deciso di mettere a disposizione i fondi per quegli enti organizzatori che, prima e dopo la pandemia, nel rispetto delle regole di sicurezza, hanno deciso di svolgere iniziative a carattere turistico e sportivo, soprattutto nel periodo estivo. Data la situazione di emergenza e considerando il tempo a disposizione dell’amministrazione per istruire le pratiche ed impegnare le somme, si è scelta la procedura di legge più rapida: quella, appunto, del bando a sportello. Questo tipo di bando consente di evitare che le somme finiscano tra quelle inutilizzate e di fare in modo che valide iniziative possano ricevere il giusto sostegno da parte della Regione. Inoltre le somme residue, non utilizzate nei vari cartelloni, verranno redistribuite in quei cartelloni con più domande".

"Quest’anno - conclude l’assessore Chessa - si è voluto dare sostegno anche a quelle iniziative di valore sociale destinando, all’interno del bando, uno spazio dedicato agli enti che realizzano manifestazioni rivolte a persone con disabilità. Inoltre, si è voluto individuare un programma di grandi iniziative sportive, che hanno già visto esempi di assoluto valore e di risalto internazionale per la nostra Regione, come il mondiale di padel, l’Atp 250 di tennis e il rally".

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Il presidente della Regione Christian Solinas ha prorogato l'ordinanza dell'11 settembre - impugnata dal Tar - che imponeva l'obbligo di tampone o il certificato di negatività a tutti i viaggiatori in ingresso in Sardegna. Il governatore ha firmato oggi l'ordinanza per ribadire gli obblighi che erano stati contestato dal governo: proprio domani, data di scadenza della precedente ordinanza, si discute il merito del ricorso presentato dal consiglio dei ministri.E Solinas gioca in contropiede. 

Quindi fino al 23 ottobre "Tutti i passeggeri che intendono fare ingresso nel territorio regionale - si legge nel testo - provenienti dall’estero e/o dal territorio nazionale, dal 14 settembre sono invitati a presentare, all’atto dell’imbarco, l’esito di un test – sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido – eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza, che abbiano dato esito negativo per covid-19. I passeggeri potranno, alternativamente, dimostrare, sempre all’atto dell’imbarco, di aver compilato on line apposita autocertificazione comprovante di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio regionale, ad un test sierologico, molecolare o antigenico, il cui esito è risultato negativo, avendo cura di indicare obbligatoriamente: a) il tipo di test effettuato e la data di esecuzione; b) il nome della struttura (pubblica, privata o privata accreditata) presso la quale lo stesso test è stato effettuato". 

Questo perché, come scritto dal presidente nel nuovo documento, "nel corso delle ultime due settimane il numero dei soggetti in isolamento domiciliare è cresciuto di circa 650 unità con ciò triplicando il dato percentuale relativo al picco del periodo del lockdown e attestandosi in oltre 2190 casi", si legge". Inoltre "nel corso delle ultime due settimane il numero dei soggetti ricoverati in ospedale in reparti non intensivi ha avuto un incremento di circa 14 unità, conciò raggiungendo in buona sostanza il dato percentuale del periodo del lockdown e attestandosi in circa 116 casi".

In più "il numero dei soggetti attualmente ricoverati in terapia intensiva è pari a 19unità con un incremento notevole, nel corso delle ultime due settimane,strettamente connesso e proporzionale all'aumento esponenziale dei decessi passati da 140 a 156 in ragione di ben 16 morti. Il sopraddetto incremento esponenziale dei soggetti risultati positivi deve essere posto in relazione per un verso al numero effettivo di posti letto liberi -pari a sole 14 unità in terapia intensiva e a 28 unità in terapia semintensiva - e per altro verso con i dati sulle proiezioni degli arrivi dai traghetti e dagli aerei secondo i quali sono attesi più di 100.000 sbarchi e circa 300.000 arrivi in aereo nel trimestre ottobre/novembre/dicembre". 

 

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Su richiesta dell’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde, si è riunito il Comitato paritetico di monitoraggio - l’organo che ha la funzione di vigilare sul rispetto del contratto di servizio - per invitare Alitalia a trovare soluzioni di imminente attuazione per il ripristino dei collegamenti aerei in regime di continuità territoriale, in particolare sugli scali di Alghero e Olbia.

“L’Assessorato sta lavorando incessantemente, con tutti i soggetti coinvolti mantenendo il tavolo di confronto permanente per garantire ai sardi la mobilità da e per l’Isola con frequenze e tariffe adeguate”. Lo dichiara l’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde a margine dell’incontro in videoconferenza con i vertici di Alitalia ed Enac, in cui sono emerse le principali criticità relative alla continuità territoriale.

“L’attuale situazione caratterizzata dalla pandemia del Covid-19 – prosegue l’assessore Todde - ha fatto sì che il coefficiente di riempimento fosse inferiore al 50 per cento. La conseguenza immediata è stata quella di una riduzione dei voli sugli scali minori dell’Isola”.

Il nuovo calendario delle frequenze penalizza in particolare gli aeroporti del nord della Sardegna – Olbia e Alghero – dove gli ultimi voli per Roma sono programmati alle 11 del mattino, mentre i primi da Milano per i due aeroporti non sono prima delle 15. Dei tre voli giornalieri previsti dal contratto di servizio ne sono garantiti attualmente due.

“Assieme ad Alitalia, che dimostra grande collaborazione e spirito costruttivo, stiamo valutando, per sopperire ai voli cancellati, eventuali variazioni di orario che permetteranno ai cittadini del nord Sardegna di spostarsi agevolmente”, puntualizza Todde.

L’esponente della Giunta Solinas conclude con l’impegno di “far garantire al vettore i voli per tutto il periodo natalizio, con forte incremento nei giorni festivi e assicura la vendita dei biglietti già dai prossimi giorni”. 

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