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Mentre la Sardegna rischia di entrare in lockdown per 15 giorni, come annunciato dal governatore Christian Solinas, per i dipendenti della Regione arriva lo smart working: questa modalità di lavoro deve essere estesa ad almeno il 75% dell'organico. Lo prevede una circolare del direttore generale dell'assessorato regionale al Personale Silvia Cocco, indirizzata a tutti i suoi colleghi della macchina amministrativa che fa capo a Villa Devoto.

Nel documento si legge che “al fine di contemperare l’esigenza del contrasto della diffusione della malattia infettiva Covid 19 con la necessità di assicurare l’erogazione dei servizi, cosi come raccomandato nel decreto Rilancio” la direzione generale “ritiene inderogabile disporre che le direzioni in indirizzo, nel valutare la consistenza del contingente di personale in regime di lavoro a distanza, assicurino una percentuale non inferiore al 75%, tenendo in debita considerazione la potenzialità organizzativa dei diversi servizi e/o direzioni, la tipologia di servizi erogati e i compiti svolti”.

Il fine ultimo è limitare l’eccessiva presenza di dipendenti nei luoghi di lavoro.

La Cocco precisa che “resta inteso che le Direzioni in indirizzo avranno cura di gestire le rotazioni periodiche (settimanali, plurisettimanali o mensili) del personale posto in regime di lavoro agile sulla base delle priorità connesse alle esigenze di servizio e di eventuali esigenze personali dei dipendenti legate all’emergenza sanitaria in atto”.

In ogni caso “dovrà essere attuata un’attenta programmazione delle giornate di lavoro in presenza e da remoto, con una equilibrata flessibilità, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti e di quanto stabilito dai protocolli di sicurezza”.

Seguirà un incontro con i sindacati, per la definizione dei dettagli. Ma intanto, chiude la direttrice, La Regione deve organizzarsi per il lavoro da casa.

Intanto nel pomeriggio il presidente Solinas ha diramato una nota che preannuncia un possibile lockdown. 

"La progressione della curva dei contagi sta registrando una accelerazione che impone ulteriori e tempestive azioni per evitare di compromettere la tenuta del sistema sanitario e la regolare erogazione delle cure. Lo comunica il Presidente della Regione Christian Solinas.

Fino ad ora, grazie all’impegno straordinario del personale ospedaliero, territoriale e amministrativo, dice il Presidente, l’emergenza è stata governata in modo ordinato ed efficace. Oggi, però, siamo dinanzi ad un fatto nuovo: le catene di contagio si moltiplicano esponenzialmente perché troppi hanno abbassato la guardia e stanno sottovalutando la portata del fenomeno tanto che il semplice appello al buon senso ed alla responsabilità nell’osservanza delle buone pratiche (distanziamento personale, divieto di assembramento, igiene delle mani) sembrano non essere sufficienti.

Siamo pronti, prosegue il Presidente Solinas, se nelle prossime ore i numeri dei ricoveri continueranno a salire con il trend attuale, ad intervenire in maniera radicale per invertire questa tendenza e tutelare al meglio la salute di tutti i sardi. Ciò significa, d’intesa con il Ministro della Salute ed con l’ausilio del nostro Comitato Tecnico Scientifico, applicare in Sardegna uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus. Naturalmente, conclude il Presidente Solinas, appronteremo di pari passo una serie di misure economiche di supporto per sostenere le perdite derivanti dalla sospensione temporanea delle attività"

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