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La giunta regionale ha disegnato la nuova mappa della gestione della sanità in Sardegna, con la nomina dei commissari delle Asl che dovrebbero traghettare la salute dei sardi versi la riforma del settore. L'Ats, innanzitutto, destinata a diventare Ares: alla guida è stato confermato Massimo Temussi. Conferme anche alla guida della Aou di Sassari, dove resta Antonio Spano, e alla Aou di Cagliari, dove il ruolo di Dg rimane in capo a Giorgio Sorrentino.

Alla Asl numero uno, quella di Sassari, va Flavio Sensi, attuale commissario della Asl di Sassari, indicato da Fratelli d'Italia. Alla 2 (Olbia), approda Francesco Logias, direttore della Nefrologia all'ospedale San Francesco di Nuoro, in quota Riformatori, ma vicino anche a Forza Italia. I sardisti, come richiesto, invece, piazzano Gesuina Cherchi, responsabile del coordinamento Usca di Nuoro, alla guida della Asl nuorese. In Ogliastra è stato nominato Ugo Stochino, medico igienista di Arzana, attuale direttore del servizio di Igiene pubblica nelle Asl di Lanusei e Nuoro. Ed è il pezzo della Lega.  Alla Asl numero 5 di Oristano arriva Francesco Cossu, già direttore ad interim della struttura complessa direzione ospedaliera della Assl, indicato da Forza Italia. Di riferimento azzurro anche  Alessandro Baccoli, dirigente dell'ospedale di Ghilarza, nominato alla Asl del Medio Campidano. Il Sulcis Iglesiente  resta all'Udc di Giorgio Oppi: il nuovo commissario è Gianfranco Casu, già commissario di Laore. Sempre quota Udc  Bruno Simola, ex dirigente amministrativo del Brotzu, nominato al vertice dell'Asl di Cagliari. sempre nel capoluogo, all'Arnas Brotzu conferma per Paolo Cannas. 

Viene dal Veneto, invece, la nuova guida per l'Areus, l'azienda regionale per l'emergenza urgenza: il nome è quello di Cinzia Simonetta Bettelini, fino a pochi giorni fa commissaria della Azienda sanitaria di Cosenza. Il suo nome è stato fatto dalla Lega.

Nella seduta del 31 dicembre la giunta ha anche prorogato per sei mesi Adamo Pili come commissario di Area, Stefania Masala alla guida dell'Isre, Alberto Piras commissario di Enas e Gian Michele Camoglio all'Ersu di Cagliari. All'agenzia Laore, rimasta orfana di Gianfranco Casu, approdato alla Asl del Sulcis Iglesiente, dovrebbe arrivare Mimmo Solina, già dirigente del Comune di Cagliari, e considerato molto vicino al Partito sardo d'Azione.

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La Regione  ha una strategia digitale per la promozione turistica della Sardegna che passa per un'app. Ne parla l'assessore regionale al Turismo Gianni Chessa, con 'amministratore unico del Crs4 Giacomo Cao, il fondatore di Video On Line Nicola Grauso, l'innovatore sociale Andrea Pugliese e la comunicatrice del settore turismo Elsa Pascalis. Modera la giornalista del Tg2 Anna Mazzone.

Perché il turista ha cambiato modo di organizzare i suoi viaggi: ora lo fa attraverso strumenti mobili, come smartphone e tablet. E per questo nasce l'app della Sardegna, con contenuti sempre aggiornati e aperta ai Comuni. Si troverà tutto quello che serva al turista per arrivare in Sardegna e soggiornarvi, dalle strutture ricettive ai ristoranti, fino ai parcheggi. 

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“L’accordo con la Città metropolitana di Cagliari, per la condivisione di interventi di natura tecnologica e lo scambio di servizi di alta qualificazione nel settore dei sistemi informativi e telematici, è solamente il primo passo del percorso predisposto dalla Regione per mettere a disposizione di Comuni ed altri enti alcuni preziosi servizi regionali, come ‘Kentos’, la nostra rete telematica veloce fino a 100 Gbps, la videosorveglianza, le videoconferenze”. Lo ha detto l’assessore regionale degli Affari generali, Valeria Satta, che, questa mattina in assessorato, ha firmato col sindaco Paolo Truzzu l’accordo quadro con la Città metropolitana di Cagliari, prima pubblica amministrazione ad aderire, e presentato la ‘Carta dei Servizi tecnologici della Regione Sardegna’.

“La candidatura del Data center regionale a Polo strategico nazionale  – ha aggiunto l’assessore Satta – consentirà di soddisfare non solo le esigenze del sistema Regione, ma anche quelle di altre pubbliche amministrazioni, regionali e nazionali, con servizi al massimo dell’efficienza, ormai indispensabili. Finora, sei comuni sardi e cinque agenzie hanno già presentato la manifestazione di interesse per aderire. Perciò, a breve saranno sottoscritti gli accordi quadro, che consentiranno di avere una Sardegna più ‘smart’ e al passo coi tempi, sempre nell’interesse del cittadino”.

La Città Metropolitana, in qualità di ente di secondo livello, è la prima pubblica amministrazione ad aderire ufficialmente al data center regionale. “Questa collaborazione con la Regione è un passo strategico verso una crescita digitale che metta al centro le esigenze delle amministrazioni, dei cittadini e delle imprese”, ha sottolineato il sindaco Truzzu. “Il nostro intento è quello di proporre l’estensione dell’accordo quadro a tutti i Comuni della Città Metropolitana che vorranno aderire”.

Nel corso dell’incontro è stata presentata la Carta dei servizi che il Polo Strategico Regionale mette a disposizione delle amministrazioni locali, tra i quali videosorveglianza, videoconferenze, pagamenti elettronici, conservazione e protezione dati, domini e posta elettronica, cloud computing. Nei prossimi mesi sarà inoltre avviata una ‘Academy’ volta alla formazione di nuove competenze digitali per i dipendenti della pubblica amministrazione.

Oltre ad usufruire dei servizi del Polo Strategico Regionale, la Città Metropolitana contribuirà alla sua implementazione e ne supporterà la candidatura a Polo Strategico Nazionale. Quello della Regione Sardegna è infatti uno dei 35 data center, su un totale di 1.252 censiti, individuati dall’Agenzia per l’Italia Digitale quali potenziali poli strategici nazionali.

 

 

 

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Sono in arrivo in tempi brevi 10 milioni per le aziende danneggiate dall’alluvione e altri 3 milioni dei 5 stanziati in precedenza per intervenire sulle strade rurali. E ancora: via libera a quasi venti milioni per i Consorzi di bonifica, per i crediti vantati con Enas, e alla stabilizzazione degli avventizi, e alla proroga degli aiuti alle associazioni degli allevatori. Sono alcune delle misure urgenti approvate ieri con l’assestamento di bilancio, grazie agli emendamenti presentati dalla Giunta, per sostenere il comparto agricolo. “Non abbiamo perso tempo”, sottolinea il presidente della Regione, Christian Solinas. “Davanti a disastri e a tragedie che colpiscono tutti i sardi, stiamo dando risposte immediate per consentire alle nostre imprese di andare avanti in una situazione economica già delicata. Queste misure servono a dare un primo e rapido ristoro agli agricoltori e un segnale concreto di attenzione della Giunta al settore in vista di un ritorno alla normalità”.

Ecco gli interventi. Dieci milioni di euro vengono affidati all’Agenzia Laore per i primi interventi urgenti a favore di aziende agricole che hanno subito danni a causa dell’alluvione del 28 novembre scorso. Tre milioni di euro serviranno invece a integrare le risorse della sottomisura 4.3.1 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per ampliare il numero delle domande finanziabili presentate per “investimenti volti a migliorare le condizioni della viabilità rurale e forestale”.

Con l’assestamento di bilancio vengono anche sbloccati 19,7 milioni a favore di Enas (Ente acque della Sardegna) per rimborsare i Consorzi di bonifica dei costi energetici sostenuti per il sollevamento delle acque.

“Sono stati stanziati altri due milioni di euro – evidenzia l’assessore regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia – per la stabilizzazione degli avventizi dei Consorzi di bonifica. Con questo passaggio importante chiudiamo una lunga vertenza, che abbiamo ereditato dal passato e seguito costantemente in Assessorato, sbloccando l’assunzione di decine di lavoratori, che aspettavano da tempo una soluzione positiva, e mettendo in condizione i Consorzi di operare con i giusti organici”.

Con un altro emendamento sono stati prorogati fino al 31 gennaio del 2022 gli aiuti alle associazioni degli allevatori previsti dalla legge regionale 21 del 2000. Saranno anche estesi alle mense delle case di riposo gestite dalle amministrazioni comunali i finanziamenti destinati alle campagne di educazione alimentare per stimolare il consumo di prodotti agroalimentari sardi.

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Quaranta milioni di euro subito disponibili per il ristoro dei danni subiti dalle popolazioni colpite dall’alluvione. Il Presidente della Regione Christian Solinas, prendendo la parola in apertura della seduta del Consiglio Regionale, ha illustrato all’Aula i provvedimenti che entrano a far parte, con un emendamento proposto dalla Giunta, della manovra di assestamento di Bilancio.

“Ieri – ha detto il Presidente – insieme al Capo della Protezione Civile Nazionale Borrelli, ad alcuni rappresentanti istituzionali della Regione e al Sindaco Ciccolini, ho visitato Bitti per verificare i gravi danni subiti da quella comunità”.

“Fin da sabato, la Giunta Regionale da me riunita d’urgenza ha provveduto a dichiarare lo stato di emergenza, e avviato la procedura per richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità. Oggi – ha detto il Presidente – propongo a quest’Aula un emendamento per lo stanziamento immediato di 40 milioni di euro per dare in tempi rapidi un segno di presenza della Regione e delle Istituzioni, e per sostenere le volontà di ritorno alla normalità delle popolazioni colpite. Tale intervento è finalizzato a consentire un immediato ristoro alle famiglie, affinché possano ritornare nelle abitazioni nelle quali è possibile fare rientro in sicurezza”.

“L’intervento economico proposto dalla Giunta – ha proseguito il Presidente – consentirà anche un immediato intervento sulle opere infrastrutturali danneggiate. Ulteriori stanziamenti sono previsti per il prossimo anno, per completare gli interventi necessari. Abbiamo inoltre chiesto al Governo una corsia preferenziale per la realizzazione degli interventi da attuare, perché le opere di mitigazione del rischio idrogeologico soffrono troppo spesso per le ben note lentezze dei percorsi burocratici”.

“La Regione – ha aggiunto il Presidente Solinas – ha messo in campo tutte le proprie forze: la colonna mobile della Protezione Civile, mezzi di ogni genere, centinaia di uomini della Protezione Civile, del Corpo Forestale, dell’Agenzia Forestas, riuscendo ad agire tempestivamente con 48 ore di anticipo sull’evento calamitoso, con la collaborazione dei Sindaci per la chiusura di scuole ed esercizi commerciali, per la pulizia di alvei e foci fondamentale per favorire il rapido deflusso delle acque”.

“Anche nelle fasi di evacuazione abbiamo osservato la massima attenzione all’emergenza sanitaria – ha detto ancora il Presidente – allestendo aree covid e no covid per i cittadini”.

“Sono particolarmente grato – ha aggiunto il Presidente Solinas – al Capo dello Stato Sergio Mattarella, che mi ha raggiunto al telefono mentre mi trovavo a Bitti e ha voluto manifestare affetto, vicinanza e attenzione a tutti i cittadini sardi e alle istituzioni”.

“Ora è fondamentale – ha detto il Presidente – l’unità e la collaborazione tra istituzioni. A Bitti – ha detto – ho trovato una comunità forte anche nella disgrazia e nella difficoltà di questi giorni. Uniti – ha concluso il Presidente – potremo affrontare e superare anche questo momento difficile”.

Dopo l’intervento del presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, nella seduta del Consiglio regionale dedicata all’emergenza maltempo dei giorni scorsi, è intervenuto l’assessore della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, con delega alla Protezione civile, per illustrare le attività svolte e la risposta dell'organizzazione regionale: “L’avviso di allerta di elevata criticità per rischio idrogeologico, riferito ad alcune aree dell’Isola, e un preallarme per l’intero territorio regionale, per le giornate di venerdì 27 e sabato 28 novembre è stato diramato tempestivamente dalla Protezione civile nella giornata di giovedì 26, allertando i Comuni affinché assumessero le adeguate misure preventive secondo il 'Piano regionale di Protezione civile”.

“Abbiamo considerato la chiusura degli uffici per il fine settimana e lo svolgimento dello ‘smart working’ in tutte le amministrazioni, che così hanno avuto il tempo per disporre la chiusura di alcune strutture pubbliche – ha aggiunto l’assessore Lampis - Inoltre, la Protezione civile ha contattato i sindaci neoeletti di 115 comuni e ha organizzato una videoconferenza di coordinamento alla quale hanno partecipato anche le Prefetture. Da quel momento tutte le operazioni sono state seguite costantemente grazie ai collegamenti garantiti anche dai ponti radio regionali, unico modo che ci ha permesso di avere un contatto diretto con il sindaco di Bitti. Proprio recentemente, grazie ad uno stanziamento di 10 milioni di euro, la Giunta regionale ha predisposto l’istituzione di un punto radio in tutti i 377 comuni della Sardegna, dotazione importante per attivare in qualsiasi situazione un filo diretto con gli amministratori locali”.

“Il ciclone mediterraneo ha investito la Sardegna con precipitazioni intense sulla parte orientale (in particolare, Ogliastra, Baronie, Barbagie e Nuorese) e nel Medio e Alto Campidano e in misura minore in altre zone, come Sarrabus e Gerrei. Rispetto agli eventi storici, le piogge sono state simili a quelle dell’evento che investì Villagrande Strisaili nel dicembre 2004, mentre la struttura spaziale del fenomeno e la sua evoluzione temporale ricordano quello del novembre 2013 in Gallura. Dal punto di vista idrologico e idraulico le piene più importanti si sono registrate nei bacini del Cedrino, del Posada e del Fluminimannu di Pabillonis. Evacuazioni preventive si sono rese necessarie nei comuni di Galtellì, Torpè, Posada e Villacidro, ma i maggiori danni si sono registrati a Bitti, dove purtroppo ci sono state anche tre vittime”.

“Il sistema regionale non si è fatto trovare impreparato e ha schierato tutte le forze a disposizione per affrontare l’emergenza, Corpo forestale, Protezione civile e Forestas. A loro va un sentito ringraziamento per l’attività svolta in questi giorni difficili, da estendere ai vigili del fuoco, ai militari dell’Esercito, ai volontari ed ai primi cittadini”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

 



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Si terranno sabato 12 dicembre  la ciclopedalata e la passeggiata  a Molentargius organizzate dalle  associazioni sportive dilettantistiche Cra e Cral Regione Sardegna, con l’APS NaturalMente Sardegna,  in collaborazione con la Assl di Cagliari,  pensata nell'ambito del progetto  “Insieme LiberaMente”, con il quale verranno promosse alcune iniziative finalizzate al benessere psicofisico della popolazione. Nella locandina sopra tutti i dettagli. 

L’intervento, sulla scorta delle specificità istituzionali dell’Ats Sardegna, si incardina nelle attività di recupero e integrazione sociale volte a migliorare i servizi all’utenza e, in tal senso, intende sostenere nuove soluzioni operative con incontri, passeggiate e ciclopedalate in collaborazione con le associazioni di settore come l’Aps Fiab Cagliari (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) e l’Asmar (Associazione Sarda Malati Reumatici) .

L’iniziativa, in linea con le vigenti norme di sicurezza sanitaria, sarà svolta all’aperto nel rispetto del distanziamento sociale nell’ambito del compendio naturale del Parco del Molentargius i cui tracciati ciclopedonali si snodano in sicurezza verso il lungomare Poetto, il promontorio di Sant’Elia e il colle di Monte Urpinu.

Andare in bici e camminare all’interno di un ambiente naturale consente di seguire percorsi sensoriali che rappresentano un’opportunità per rendere dinamica la mente e il corpo, condividere con gli altri difficoltà e soddisfazioni sul vissuto. Riattiva la capacità di stare in gruppo, favorisce la nascita di esperienze e relazioni che contribuiscono a rafforzare l’autostima e, in questo contesto, ogni persona diventa un anello importante all’interno del gruppo.
Al fine di avviare un valido percorso esperienziale saranno previste  iniziative conoscitive e formative all’aperto volte ad aggregare i partecipanti e a  favorire la valutazione delle capacità psicomotorie dei singoli con una rielaborazione finale volta a rafforzare l’esperienza vissuta.

Il progetto, col supporto delle Associazioni del Terzo Settore, intende rafforzare le azioni di prevenzione intraprese dalle strutture sanitarie al fine di sensibilizzare la popolazione nel perseguire stili di vita sani ed equilibrati. Inoltre, la crescita del benessere psicofisico della popolazione consente di favorire l’invecchiamento attivo col fine di limitare i costi sociali associati alle patologie degenerative.

In un periodo di restrizioni sociali associate all’attuale pandemia sanitaria l’iniziativa intende promuovere l’attività motoria all’aperto e la fruizione integrata dei parchi cittadini e, in tal senso, l’intervento risulta sinergico al Progetto “Parchi della Salute” volto alla valorizzazione dei parchi interni ai presidi sanitari già avviato dall’Associazione ICS Ingegneri Cultura e Sport col supporto della ASSL di Cagliari. 

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Dopo anni di blocco del turn-over, la Regione Sarda avvia un nuovo piano di assunzioni. La Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato il piano triennale di fabbisogno del personale (2020-2022), che consentirà, a regime, 580 assunzioni grazie a una disponibilità finanziaria di circa 27 milioni di euro. “Proseguiamo un percorso già ben avviato – commenta con soddisfazione il Presidente della Regione, Christian Solinas – verso una Regione moderna ed efficiente, più vicina alle imprese e alle famiglie, tagliando la burocrazia e consolidando la macchina amministrativa in funzione dello sviluppo della nostra economia. Abbiamo già intrapreso un processo di snellimento e semplificazione normativa e ora compiamo un altro passo decisivo grazie a nuove assunzioni, indispensabili per un buon funzionamento degli uffici, sbloccando i concorsi pubblici in Regione dopo dieci anni”.

Il piano prevede l’assunzione di 479 unità di personale amministrativo e tecnico. Tra questi, oltre a 136 dipendenti ex Esaf (Ente sardo acquedotti e fognature), 140 posti verranno occupati: mediante scorrimento delle graduatorie dei concorsi di altre amministrazioni previa stipula di convenzione (50, ad esempio gli idonei del concorso Aspal), secondo le procedure previste dall’articolo 52 della legge 31 del 1998 (48), per incremento della mobilità del 20% (19) e con selezioni interne (23) in base all’articolo 1 della legge 18 del 2017. Dopo 17 anni, inoltre, sono state bandite le selezioni interne per 80 posti tra le categorie D, C e B. Altre 123 unità verranno invece acquisite attraverso concorsi (categoria D), più procedure concorsuali e scorrimento graduatorie (categoria C) per un totale di 66 posti. Altri 57 dipendenti verranno assunti attraverso varie procedure di mobilità.

Per il reclutamento dei dirigenti sono previsti concorsi per 29 posti: 18 per l’Amministrazione, 5 per il Corpo forestale e altri 6 con mobilità da riprogrammare e con scorrimento graduatorie. Anche per quanto riguarda il personale del Corpo forestale sono previsti concorsi (anche in questo caso l’ultimo bando risaliva al 2003): la categoria A verrà incrementata di 36 unità attraverso procedure concorsuali e mobilità da bandire, mentre altre 36 tra categorie C e B verranno acquisite con selezioni interne (6) e con procedure concorsuali e mobilità da bandire (30).

“È un grande risultato per la Giunta Solinas”, sottolinea l’assessore regionale del Personale, Valeria Satta. “Dopo tanti anni, finalmente si potrà rafforzare la macchina regionale acquisendo numerose figure professionali che sicuramente porteranno energie nuove e ulteriori competenze a tutta l’amministrazione”. Inoltre, “con il nuovo piano del fabbisogno, dopo quindici anni di attesa, potranno tornare in Regione i dipendenti del soppresso Esaf, trasferiti ad Abbanoa per effetto della legge 10 del 2005. Il reingresso dei lavoratori, che avverrà su base volontaria, attualmente coinvolge 128 unità, ma il numero potrà crescere ancora per effetto di nuove manifestazioni di interesse, considerato che nel Piano di fabbisogno – conclude l’assessore Satta – la disponibilità è per 136 assunzioni”.

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“Nonostante il momento difficile che stiamo vivendo e il grande sforzo in atto sul fronte sanitario, la Regione non si ferma e continua a lavorare per il futuro e la qualità del trasporto. Con la rimodulazione del piano di investimenti proseguiamo nel percorso di rinnovo totale del parco viaggiante dei treni sardi. La Sardegna attualmente dispone di tanti mezzi datati, con un’età media tra le più elevate d’Italia. Grazie all’aumento della disponibilità economica sarà possibile dotare i territori di infrastrutture efficienti con conseguenti risparmi in termini di investimenti in manutenzione ciclica e revamping”. Lo dichiara il presidente della Regione, Christian Solinas, a commento dell’approvazione della delibera, su proposta dell’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde, che prevede di integrare e modificare il Contratto di servizio stipulato nel 2017 della durata di 9 anni, 2017-2025, tra la Regione Sardegna e Trenitalia.

Nello specifico, viene aggiornato il volume complessivo degli investimenti del Contratto posti a carico della Regione, che passa dai primi 9 milioni e 400 mila euro a una dotazione finanziaria complessiva di 62 milioni e 300 mila euro per effetto dei 52 milioni e 900 mila euro delle risorse definite dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), previste dal “Piano di investimenti per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario”.

L’incremento della disponibilità economica a disposizione del Contratto consente l’acquisto di ulteriori 4 unità DMU (Diesel Multiple Unit) rispetto alle 8 DMU inizialmente previste dal Contratto, per complessivi 12 DMU; di effettuare l’acquisto di tutti i 12 treni DMU con capacità maggiori, 300 posti, rispetto a quella a 200 posti originariamente prevista; l’acquisto delle 12 unità in configurazione ibrida (unità diesel elettriche, dotate di pantografo utilizzabile nelle tratte in futuro elettrificate e con batterie utilizzabili anche per percorrere l'ultimo tratto su linee non elettrificate, evitando l'uso di carburante nei centri abitati, nonché utili per il ricovero del treno senza necessità di materiale rotabile di soccorso); l’acquisto di 2 nuove locomotive diesel per il sistema di soccorso a supporto della restante flotta; il completo rinnovo della flotta, che vedrebbe così l’immissione in servizio di 22 nuovi treni che si aggiungerebbero ai 10 Minuetto e agli 8 ATR che verranno mantenuti in servizio, per un totale di 40 treni entro il 2022.

“Migliori standard, performance, più comfort e accessibilità per le persone che ogni giorno scelgono il treno per lavoro, studio, svago o turismo - spiega l’assessore Giorgio Todde - I nuovi convogli, dotati di moderni motori Diesel a bassa emissione per la salvaguardia dell’ambiente, assicureranno la rivoluzione del trasporto ferroviario regionale e invoglieranno i cittadini a scegliere il treno, evitando sempre più l’utilizzo dell’auto”.

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Mentre la Sardegna rischia di entrare in lockdown per 15 giorni, come annunciato dal governatore Christian Solinas, per i dipendenti della Regione arriva lo smart working: questa modalità di lavoro deve essere estesa ad almeno il 75% dell'organico. Lo prevede una circolare del direttore generale dell'assessorato regionale al Personale Silvia Cocco, indirizzata a tutti i suoi colleghi della macchina amministrativa che fa capo a Villa Devoto.

Nel documento si legge che “al fine di contemperare l’esigenza del contrasto della diffusione della malattia infettiva Covid 19 con la necessità di assicurare l’erogazione dei servizi, cosi come raccomandato nel decreto Rilancio” la direzione generale “ritiene inderogabile disporre che le direzioni in indirizzo, nel valutare la consistenza del contingente di personale in regime di lavoro a distanza, assicurino una percentuale non inferiore al 75%, tenendo in debita considerazione la potenzialità organizzativa dei diversi servizi e/o direzioni, la tipologia di servizi erogati e i compiti svolti”.

Il fine ultimo è limitare l’eccessiva presenza di dipendenti nei luoghi di lavoro.

La Cocco precisa che “resta inteso che le Direzioni in indirizzo avranno cura di gestire le rotazioni periodiche (settimanali, plurisettimanali o mensili) del personale posto in regime di lavoro agile sulla base delle priorità connesse alle esigenze di servizio e di eventuali esigenze personali dei dipendenti legate all’emergenza sanitaria in atto”.

In ogni caso “dovrà essere attuata un’attenta programmazione delle giornate di lavoro in presenza e da remoto, con una equilibrata flessibilità, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti e di quanto stabilito dai protocolli di sicurezza”.

Seguirà un incontro con i sindacati, per la definizione dei dettagli. Ma intanto, chiude la direttrice, La Regione deve organizzarsi per il lavoro da casa.

Intanto nel pomeriggio il presidente Solinas ha diramato una nota che preannuncia un possibile lockdown. 

"La progressione della curva dei contagi sta registrando una accelerazione che impone ulteriori e tempestive azioni per evitare di compromettere la tenuta del sistema sanitario e la regolare erogazione delle cure. Lo comunica il Presidente della Regione Christian Solinas.

Fino ad ora, grazie all’impegno straordinario del personale ospedaliero, territoriale e amministrativo, dice il Presidente, l’emergenza è stata governata in modo ordinato ed efficace. Oggi, però, siamo dinanzi ad un fatto nuovo: le catene di contagio si moltiplicano esponenzialmente perché troppi hanno abbassato la guardia e stanno sottovalutando la portata del fenomeno tanto che il semplice appello al buon senso ed alla responsabilità nell’osservanza delle buone pratiche (distanziamento personale, divieto di assembramento, igiene delle mani) sembrano non essere sufficienti.

Siamo pronti, prosegue il Presidente Solinas, se nelle prossime ore i numeri dei ricoveri continueranno a salire con il trend attuale, ad intervenire in maniera radicale per invertire questa tendenza e tutelare al meglio la salute di tutti i sardi. Ciò significa, d’intesa con il Ministro della Salute ed con l’ausilio del nostro Comitato Tecnico Scientifico, applicare in Sardegna uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus. Naturalmente, conclude il Presidente Solinas, appronteremo di pari passo una serie di misure economiche di supporto per sostenere le perdite derivanti dalla sospensione temporanea delle attività"

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C'è il via libera della Giunta Regionale al riconoscimento dell'attribuzione dell'incarico di coordinamento di Unità di Progetto a funzionari dell'amministrazione regionale.

L'esecutivo, su proposta dell'assessore al Personale Valeria Satta,  con delibera del 30 settembre, ha espresso "parere favorevole sull'ipotesi di accordo concernente la modifica del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro del 15 maggio 2001 – Dipendenti dell'Amministrazione, Enti, Istituti, Aziende e Agenzie regionali, che prevede l'introduzione dell'art. 105-quater, ai fini dell'ulteriore corso del procedimento di contrattazione". 

Stando a quanto riportato nel provvedimento si recepisce l'ipotesi di modifica del contratto proposta dal Coran (Rappresentanza negoziale della Regione) sottoscritta anche da un numero di organizzazioni sindacali pari al 93,88% del dato associativo nel comparto di contrattazione. 

La delibera prevede che  "la norma definisce il trattamento economico spettante al funzionario coordinatore di Unità di Progetto, per tutta la durata di svolgimento dell'incarico, e, in via retroattiva, anche per il periodo in cui le funzioni siano state svolte prima dell'entrata in vigore della disciplina di cui all'introducendo art. 105-quater del CCRL. Di fatto tale norma estende alle Unità di Progetto la disciplina dettata dalla legge regionale n. 31/1998 per le direzioni di servizio, in tema di trattamento retributivo da riconoscersi al funzionario che sostituisca il dirigente o coordinatore titolare in caso di assenza o vacanza". 

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