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"Lascio un gruppo politico dopo ventidue anni di militanza, un leader incontrastato ed amici, con cui ho condiviso progetti e iniziative che rimarranno uniche nella storia politica della nostra regione: i Referendum regionali del 2012; la prima proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare “Insularità in costituzione”, che porterà ad un risultato incredibile per la nostra Sardegna. Mi rendo conto, che queste iniziative, pur importanti, non sono state sufficienti a cambiare il sistema politico, che risulta essere sempre più distante dai cittadini, per la mancanza di attrattività e quindi di una partecipazione attiva importante". 

Con queste parole lo storico esponente dei Riformatori a Quartu, Gabriele Marini, annuncia la sua fuoriuscita dal partito. 

"Il rammarico è non essere riuscito a far prevalere tale principio nell’organizzazione che lascio, posso dire di averci provato seriamente, ma non sempre, il partito ha corrisposto all'emergere di opinioni differenti e un efficace confronto di idee, che nel tempo hanno determinato incertezze politiche ma anche scelte improvvide per la mancanza di ascolto delle sollecitazioni dei dirigenti quartesi", spiega Marini, "Ecco le principali ragioni che mi hanno determinato a lasciare i Riformatori. Da tempo si sono allontanati dalla politica nei territori e in particolare da Quartu che ha dato tanto alla crescita regionale del partito. Questo è il mio modo per dire basta ad un percorso politico senza via d'uscita, nella convinzione che non si governa una "Regione o una Città senza coinvolgere i cittadini".

Lascia i Riformatori ma, precisa, non la politica.  "Ho 57 anni, sono stato Consigliere comunale eletto nelle liste dei Riformatori a Quartu per tre mandati, dal 2001 al 2015,  ho ricoperto l'incarico di assessore e vicesindaco, primo dei non eletti in Consiglio regionale nel 2014, nella lista dei Riformatori", prosegue la lettera, "L'entusiasmo e le energie che accompagnano la mia attività politica è per me pari alla responsabilità che ancora sento nei confronti dei cittadini, ai quali intendo offrire la mia credibilità personale. La mia idea è che per troppo tempo la politica ha immaginato di poter governare senza i cittadini, occupandosi poco dei loro bisogni, del loro disagio e delle loro speranze. La politica che parla a se stessa, che fa gioco a sè, non è una buona politica. E questo non piace nè a me nè agli elettori. 

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Il nuovo sindaco di Quartu Graziano Milia ha presentato la giunta che governerà la terza città della Sardegna per i prossimi quattro anni. Quattro uomini e quattro donne. Il vice sarà l'ex storico ex primo cittadino di Villasimius Tore Sanna, che tiene anche deleghe pesanti come il Bilancio e il Turismo. L'architetto Aldo Vannini gestirà l'urbanistica. 

Ecco la lista degli assessori. 

Salvatore Sanna.  Vicesindaco. Ambiente, Turismo, Bilancio e Personale

Marco Camboni. Servizi Sociali e Politiche Generazionali

Cinzia Carta. Pubblica Istruzione. Sport, Innovazione, Politiche di genere e LGBT

Tiziana Cogoni. Flumini e Territori Extraurbani

Antonio Mauro Conti. Lavori Pubblici, Servizi Tecnologici e Manutenzioni

Barbara Manca. Mobilità e Trasporti

Rossana Perra. Attività Produttive e Valorizzazione del Territorio

Aldo Vannini. Urbanistica e Programmazione Strategica

Il primo commento arriva dall'esponente di Forza Italia Antonello Picci: “Giudicheremo dai fatti e sul merito degli atti che produrrà questa Giunta. Quello che oggi emerge spudoratamente è la presenza del PD dentro ad una Amministrazione nata da un candidato sindaco che per un anno di campagna elettorale si è presentato come un movimento civico libero dai partiti. Insomma del PD non ce ne liberiamo mai, prima Delunas ora Milia: tipo quei mostri dei videogames che li elimini e rispuntano sempre". 

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Lunedì, 09 Novembre 2020 17:47

Milia sindaco di Quartu, a Nuoro confermato Soddu

Graziano Milia  il nuovo sindaco di Quartu: attestandosi sul 57% delle preferenze ha sconfitto lo sfidante al ballottaggio Christian Stevelli, che si ferma al 42%. Milia torna in via Eligio Porcu a guidare l'ente che era stata la sua casa dal 1993 al 2001. 

A Nuoro la vittoria va al sindaco uscente Andrea Soddu, che con un polo civico al ballottaggio ha doppiato il candidato di centrodestra Pietro Sanna. Massimo Mulas, per il centrosinistra, ha sconfitto l'avversario di centrodestra Alessandro Pantaleo. 

In tutti i Comuni al ballottaggio in Sardegna si registra la vittoria delle coalizioni civiche, poi sostenute al ballottaggio dagli sconfitti al primo turno di centrosinistra,  o di centrosinistra. 

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Dice grazie ai tredicimila quartesi che hanno dato il loro voto a lui e alla coalizione di centrodestra che lo sostiene. E al "grido di tutti i sardi,  Fortza Paris" chiama tutti a raccolta per la sfida finale, quella del ballottaggio contro Graziano Milia. “Come nello sport anche nella vita bisogna dare il massimo per raggiungere i propri obiettivi. In questa gara i vincitori saranno i  quartesi che vogliono una città diversa". Il sardista Christian Stevelli  è risultato vincente al primo turno della tornata elettorale per la conquista del governo del palazzo di vie Eligio Porcu: ha incamerato il 44,20% delle preferenze contro il 36,25 del principale avversario, Graziano Milia. Il ballottaggio dell'8 e 9 novembre è tra loro. Consapevoli, entrambi, che non si tratta di un girone di ritorno ma di una nuova sfida che parte dallo 0-0 e palla al centro. 

"Solo che io gioco con la stessa squadra. Milia no", afferma Stevelli.

In che senso?

"Il mio avversario dovrà snaturare quel finto progetto civico che aveva messo in piedi con il coinvolgimento anche di persone del centrodestra. Dovrà fare accordi con altri e avvicinarsi al governo nazionale fatto di pezzetti di versi di politica". 

Stevelli, contava di vincere al primo turno?

"La volontà c'era, avevamo un ottimo programma e un'ottima coalizione. Ma io ho pagato uno scotto: girava voce che io non sia quartese, nonostante viva da vent'anni in questa città. Ricordo che Milia, quando è diventato sindaco per la prima volta, viveva a Quartu da soli sette anni. IN realtà quindi io avevo anche questo vantaggio, ma troppi hanno raccontato una storia diversa. Io invece mi sento assolutamente quartese, anzi: chi decide di vivere una città ha molta più identità di chi qui è costretto a vivere". 

Qual è l'appello a chi non è andato a votare?

"Se non si vota si subisce quello che è successo in questa città, che ha un bisogno assoluto di rilanciarsi e la necessità di cittadini consapevoli che scelgono il loro futuro. Possono decidere di restare così o di andare verso un futuro migliore, rappresentato dal nostro progetto politico". 

Come lavorerà durante queste due settimane che portano al ballottaggio?

"Agiremo intensamente per spiegare  ancora di più per far capire, se qualcuno non l'avesse ancora percepito, che il mostro è un progetto vero, di rilancio, e non qualcosa di trito e ritrito. E c'è da dire che ha già avuto il benestare della giunta regionale, del presidente Christian Solinas in primis. Quindi sui punti  strategici avremo la possibilità di partire subito. È quello che Quartu merita e si aspetta". 

Per ora secondo lei chi ha vinto? 

"Ha vinto l'astensionismo. Credo sia necessario coinvolgere la gente. Continuerò a girare, a farmi conoscere. Perché l'astensionismo fa perdere tutti".  

Ancora colazioni ai bar?

"Colazioni, pranzi. Per ora no possiamo fare cene, anche se Solinas vuole fare qualcosa di diverso da questo governo che sta devastando l'economia. Noi siamo una coalizione di centrodestra civica e sardista che pensa alla gente. Quindi, va bene l'attenzione alla salute ma è fondamentale anche l'economia. Sarò un sindaco che manterrà l'equilibrio tra salute e economia". 

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Christian Stevelli avanti di otto punti, con il 44,20% delle preferenze. Ma non basta. La corazzata di dieci liste del centrodestra che sostiene il candidato sardista non riesce a sfondare la soglia del 50% utile per la vittoria al primo turno e il nome del nuovo sindaco di Quartu uscirà solo dal ballottaggio, tra due settimane. La sfida sarà con Graziano Milia (sei liste alle spalle, 36,3% dei voti): il già primo cittadino della terza città della Sardegna ha superato di gran lunga il candidato ufficiale del centrosinistra Francesco Piludu, espressione del Pd, che si ferma al 14,5%. Crolla, ancora, il Movimento 5 Stelle, che con il consigliere comunale uscente Guido Sbandi supera di una manciata di voti il 3%. Francesco Pandolfi, che nella scheda ha insistito per far aggiungere "Maestro" in virtù della sua attività di maestro di arti marziali. si ferma all'1%, prendendo il doppio dei voti di Alberto Grimaldi, che "incassa" lo 0,5%. 

In una città che ha disertato le urne - l'affluenza è rimasta al di sotto del 50% - la lista più votata è stata a sostegno di Milia: la "Milia sindaco Q" ha preso il 17% dei voti. Ottimo risultato per il partito sardo d'azione, che sprimeva Stevelli, che supera l'11%. La Lega invece supera di pochissimo il 3%. Tracollo per il Pd, che non va oltre il 6,2% dei voti. 

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Poteva essere Antonello Picci il candidato sindaco per il centrodestra alle comunali di Quartu, invece la scelta è caduta sul sardista Christian Stevelli.  Picci, imprenditore di 45 anni, è stato capo di gabinetto quando il sindaco era Mauro Contini e ha presentato, qualche giorno fa insieme al coordinatore regionale Ugo Cappellacci, la lista di Forza Italia per la corsa elettorale del 25 e 26 ottobre, a sostegno della candidatura di Stevelli come sindaco. 

“Avere Quartu, Regione e Città metropolitana tutte con il medesimo colore politico ci aiuterà ad amministrare meglio la città anche con il supporto della Regione”, dice Picci a margine della conferenza di presentazione. E la sua tesi è confermata dalla presenza della vicepresidente della Regione Alessandra Zedda: esponente di spicco di Forza Italia, rappresenta la linea comune che potrebbe arrivare da Villa Devoto a via Eligio Porcu.

La lista un elenco composto da 28 persone nuove e abbastanza giovani che svolgono diverse professioni. “FI ha costruito una lista totalmente rinnovata”, spiega Picci. “Penso che la nostra cittadina abbia delle chances che nessuno oggi ha colto davvero fino in fondo”, aggiunge. La pensa allo stesso modo Cappellacci. “FI è pronta a far sì che Quartu  sia finalmente a tutti gli effetti la terza città della Sardegna. Per ora lo è in termini di abitanti”, afferma. 

Picci, cosa ha da migliorare una città come Quartu?

“Questa è una domanda a cui bisognerebbe rispondere, forse, impiegando qualche ora. Io penso che la nostra cittadina abbia delle chances che nessuno oggi ha colto davvero fino in fondo.  Noi partiamo da un gap negativo molto lungo e pensare di fare cose fantastiche oggi forse è fuori luogo. Io partirei dalle cose banali, i buchi nelle strade per esempio. Cose che magari una cittadina friulana o magari Reggio Emilia ha risolto 30 anni fa, noi invece dobbiamo ancora iniziare.  Ripartirei dall’ABC per poi capire che l’unica chance è il nostro mare, il nostro litorale. Questo darà lo slancio definitivo alla nostra città”.

Da chi è composta la vostra lista?

“Da individui che nella vita hanno dimostrato di saper fare qualcosa.  Sono persone concrete e questo dà l’idea che siamo pronti a metterci a disposizione dell’amministrazione della città.  FI ha costruito una lista totalmente rinnovata, questo ci fa ben sperare che i cittadini apprezzino. Abbiamo cercato di trovare una composizione eterogenea. Dal commerciante al libero professionista, passando per il giovane avvocato, la fioraia, il pensionato e persone che sono attive nel mondo del volontariato.  Ognuno di questi porta con sé il proprio bagaglio di esperienze e di capacità che credo saranno molto utili all’amministrazione della città”.

Ha qualcosa da rimproverare all’attuale amministrazione comunale? 

“Anche in questo caso bisognerebbe articolare la risposta in qualche minuto in più.  Questa amministrazione si sia caratterizzata per una sostanziale inerzia su tutto.  Non ci sono argomenti o settori di interesse della pubblica amministrazione che hanno avuto particolare slancio. Direi che è stata una parentesi che dobbiamo superare, da relegare al passato. Ovviamente astraendo dai giudizi sulle persone, però nell’insieme la definirei un’amministrazione fallimentare”.

Quali sono le vostre aspettative per le elezioni? 

“Le nostre iniziative sono di vincere e che FI abbia il successo che meritano i candidati che abbiamo messo in campo. Questo ci darà la forza di incidere. Quando con il coordinatore Cappellacci abbiamo fatto la lista, è stata una mia precisa richiesta quella di avere carta bianca per stilare una lista totalmente svecchiata.  Questo ci darà la possibilità di entrare in Consiglio comunale con un’energia nuova. Forse è una scelta faticosa ma è una sfida che ci piace cogliere”.

Cosa ci dice in merito al vostro programma elettorale?

“Il programma del nostro candidato sindaco ha proposto è abbastanza lungimirante. Potrà metterlo in pratica grazie all’entusiasmo della nostra lista e delle altre nove che si affacciano alle elezioni con la sua candidatura.  Un elemento non trascurabile, che il candidato sindaco sottolinea, è che c’è una congiuntura favorevole, noi avremmo la città di Quartu, la Regione e la Città metropolitana tutte con il medesimo colore politico. Questo ci aiuterà ad amministrare meglio la città anche con il supporto della Regione”.

Perché votare Forza Italia?

“Votare FI significa sapere con certezza che non abbiamo alcun tentennamento di posizione politica. Stiamo da una parte ben precisa, abbiamo dei valori talmente profondi...Lo slogan è ‘Volti nuovi e radici profonde’ proprio perché i valori della libertà, i valori liberali e della libera iniziativa, i valori più tradizionali come quelli della famiglia, sono ciò che ci fa sentire a nostro agio e gli elettori sanno che votandoci avranno la serenità di conservare questi valori che per noi sono molto importanti”.

Alla presentazione della lista era presente anche il coordinatore regionale e deputato Ugo Cappellacci.  

Cappellacci, cosa è pronta a fare Forza Italia per Quartu?

“A far sì che Quartu sia finalmente, a tutti gli effetti, la terza città della Sardegna. Per ora lo è in termini di abitanti.  Ha un potenziale enorme che non ha ancora avuto la possibilità di esprimere totalmente.  Tra le cose che abbiamo messo nel nostro programma abbiamo previsto un ufficio che si occuperà direttamente del recupero di finanziamenti europei per mettere in campo progetti di alto valore e contenuto.  Abbiamo a cuore il litorale, finalmente vedremo l’adozione del PUL (Piano di utilizzo dei litorali, ndr). Abbiamo anche a cuore Flumini e gli altri quartieri periferici che devono essere integrati con la città.  Non ci si può limitare alla semplice manutenzione ma bisogna andare oltre e far sì che diventino realtà vive, operative e tutta questa complessità messa insieme deve essere rilanciata dal punto di vista imprenditoriale”.

Da dove deve ripartire Quartu?

“Per quanto ci riguarda Quartu riparte dalla rigenerazione, dai valori antichi e profondi che sono quelli di Forza Italia, l’impresa, la libertà, la famiglia e la persona. Questi valori sono declinati in una squadra completamente giovane, persone che hanno tutte un loro lavoro, che non vivono di politica e che sono portatori di questi valori.  FI non si nasconde dietro simboli civici perché in qualche modo è la lista civica di Italia che ha coinvolto persone che vengono dal mondo del lavoro delle professioni per dare un impegno in politica”.

Qual è l’emergenza principale di Quartu?

“Quartu ha bisogno di rinascere dal punto di vista imprenditoriale e commerciale. Ha molte potenzialità, però ancora oggi ci sono dei quartieri che sono staccati dalla città. Sono abitati da persone che non vivono e non lavorano a Quartu ma lavorano fuori e vengono in città solo per dormire.  Credo si possa dare alla città il potenziale per essere un centro economico importante che sia attrattivo di lavoro, di persone e di interesse”.

 

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“Zero partiti. Siamo un’opzione per gli elettori quartesi, per chi è stanco dei partiti”. Lo afferma Alberto Grimaldi, uno dei sei candidati sindaco alle elezioni amministrative per il Comune di Quartu del 25 e 26 ottobre.  Grimaldi è consulente del lavoro con oltre 30 anni di esperienza e ha deciso di voler offrire il suo contributo e la sua esperienza professionale alla terza città della Sardegna.  “Ci proponiamo come un’alternativa. Ho un programma elettorale scritto da un cittadino che vive le problematiche tutti i giorni". L’aspirante sindaco ha presentato, la sua lista ‘Grimaldi per Quartu’, composta da 20 candidati. “Ci siamo scelti insieme perché tutti viviamo direttamente i problemi della città. Ho dato priorità a delle donne molto in gamba”, continua.  Secondo Grimaldi a Quartu è necessario gestire correttamente le risorse: “Sono poche. Chi conosce il bilancio sa perfettamente che non ci sono soldi. Occorre fare delle scelte precise, investiamo su quelli che sono veramente i problemi di Quartu”, spiega. Ripartendo dalle piccole cose. “Strade, buche, marciapiedi, ottimizzazione del cantiere comunale. Se non investiamo denari nella formazione dei dipendenti, nelle risorse umane non si riesce a stare sul mercato”. 

Grimaldi, perché ha deciso di presentare la sua candidatura come sindaco? 

“La mia candidatura nasce anche per un evento casuale. Cinque anni fa un mio amico mi disse: ‘Vuoi venire a teatro?’.  Non sapevo che a Quartu ci fosse un teatro. Mi portò ad assistere a una seduta del consiglio comunale. Mi trattenni fino a oltre la mezzanotte perché era veramente un teatro, una recita. Mi colpì in particolare modo l’alzata di mano generale dei consiglieri che ribattevano l’uno con l’altro, invocavano questo ‘per fatto personale’.  Mi chiesi cosa fosse e andai a cercarlo nel regolamento del Consiglio comunale e lo trovai. Il ‘per fatto personale’ era una norma che prevedeva che il consigliere comunale potesse ribattere a un altro consigliere, in deroga alla tempistica, perché si sentiva offeso personalmente. Mi si aprì un mondo. Mi son detto: ‘Ma veramente queste persone amministrano la terza città della Sardegna? Passano ore a litigare e sono anche pagati per questo. È incredibile’.  Da lì iniziai a studiare e a documentarmi - anche con difficoltà perché il Comune di Quartu come trasparenza non è il massimo - e nacque una passione. I bilanci, le delibere di Giunta, i verbali del Consiglio comunale.

Passione strana...

"Già. Ma pian piano nacque in me questa voglia di dare il mio contributo, di partecipare, anche gratuitamente. Anche grazie alle mie competenze, alla mia professione. Sono consulente del lavoro e  sono stato facilitato, grazie alla professione che svolgo, nel comprendere tanti atti complessi come il bilancio e  le delibere di Giunta. Sono andato a vedere i vari programmi elettorali che furono scritti negli anni precedenti, alla fine erano copia e incolla, sempre le stesse cose. Allora da lì l’idea di dare un contributo come cittadino e intraprendere un percorso giuridico che è quello che poi ti porta a fare una raccolta firme, fare una lista civica e presentarti come candidato. Io oggi sono qui. Faccio parte dei 6 candidati sindaci e ho un programma scritto da un cittadino che vive le problematiche tutti i giorni. Ci proponiamo come un’alternativa, non capita spesso che un cittadino si candidi come sindaco, è una cosa rara. Quindi noi siamo un’opzione per gli elettori quartesi, per chi è stanco dei partiti. Lo slogan di Grimaldi per Quartu è ‘Zero partiti’”.

Non avete nessun orientamento politico?

“Assolutamente no. Io ho avuto un’esperienza nel 2015 come candidato a Cagliari. Presi 30 voti dagli amici di una vita, ormai vivevo a Quartu da tanti anni, ma nella mia inesperienza politica volevo con umiltà partire dal basso e vivere una campagna elettorale dall’interno.  Mi è stata molto utile, ha arricchito il mio bagaglio culturale, ho visto come si fa una campagna elettorale, come si mette su una lista civica. Ho visto anche che si litiga quando ci sono tanti partiti in coalizione. Tutti vogliono fare le prime donne, tutti vogliono essere i candidati sindaco, si fanno i passi indietro e gli accordi qualora venga eletto tizio.  Questo è solitamente il sistema di lottizzazione che avviene all’interno di un Comune, penso che ci conosce la politica sappia perfettamente di cosa sto parlando.  Ecco quindi l’importanza di fare una scelta consapevole, perché negli ultimi anni a Quartu - per chi non lo sapesse - è accaduto proprio questo. Un sindaco è stato eletto dal Pd, da una coalizione di Centro sinistra, poi tutte queste persone non si sono accontentate di un caffè al bar o di una colazione pagata, ma hanno preteso debito di riconoscenza.  Il sindaco si è girato, li ha salutati dicendo: ‘Io non vi do proprio un bel niente’”. 

Da dove deve ripartire Quartu? 

“Da chi liberamente, senza partiti politici alle spalle, può decidere come utilizzare le risorse finanziarie senza essere ricattato in continuazione, soprattutto in sede di approvazione del bilancio che è il momento più cruciale, perché se non si approva si va tutti a casa e nessuno vuole lasciare la poltrona. Quindi assistiamo al depauperamento delle risorse finanziarie  perché occorre accontentare troppe persone. E non si riesce a concentrare le risorse su poche cose, le risorse sono poche. Chi conosce il bilancio di Quartu sa perfettamente che non ci sono soldi.

Se dovesse entrare in via Eligio Porcu, che situazione si aspetta di trovare?

"Il sindaco uscente Delunas dice che sta lasciando una Ferrari con il pieno in eredità al suo successore.  Questa Ferrari non l’ha vista nessuno. Ma se andiamo a vedere esattamente di cosa sta parlando, si riferisce a immobili che vengono inseriti nel cosiddetto piano triennale delle alienazioni, è un obbligo di legge inserire gli immobili in vendita del Comune. Ma è un gratta e vinci, perché non si sa se si venderanno. Gli unici immobili che sono stati venduti, quelli più appetibili erano il Bar del Parco e la Collina a Margine Rosso. Gli altri non lo so, chi se la compra una piscina a Quartu a poco meno di tre milioni di euro? Io no sicuramente.  Poi alla fine assisteremo anche a chi gestisce attualmente la piscina che se ne andrà da Quartu. Andrà in altri Comuni dove gli offriranno di gestire la piscina comunale. Come abbiamo visto associazioni calcistiche sportive dilettantistiche che sono andate via dal Comune di Quartu perché i campi non davano la possibilità di giocare". 

Ma i soldi come si recuperano? 

"Da queste vicende si comprende  l’importanza di poter scegliere liberamente cosa fare dei denari, che sono pochi. Investirli in poche cose: strade, buche, marciapiedi, ottimizzazione del cantiere comunale che attualmente è incredibile: terza città della Sardegna, da anni il deposito comunale è bloccato per una tettoia in amianto, pochi dipendenti, di età avanzata. Una macchina amministrativa inefficiente. Do due numeri giusto per rendervi conto dell’idea in che condizioni siamo.  Il rapporto dipendenti comunali cittadini è di uno a 126.  Il Comune di Quartu dovrebbe avere almeno 563 dipendenti per 71mila abitanti, invece ne ha meno di 300.  Ogni anno 10 di questi se ne vanno in pensione, è veramente una situazione tragica.  Se non investiamo denari nella formazione dei dipendenti, nelle risorse umane non si riesce a stare sul mercato. Io parlo da consulente del lavoro, sono 30 anni che faccio questa professione e so perfettamente che se i dipendenti non vengono formati, incentivati e valorizzati non c’è impresa che tenga.  Occorre fare delle scelte precise, i denari sono pochi, investiamo su quelli che sono veramente i problemi di Quartu, l’orologio si è fermato 30 anni fa. Dobbiamo solo copiare quello che hanno fatto gli altri decidendo cosa fare”.

Da chi è composta la sua lista ‘Grimaldi per Quartu’?

“Sono in tutto 20 i componenti della lista, di cui 11 donne e 9 uomini. Abbiamo iniziato la presentazione e ho dato priorità a delle donne molto in gamba. Saranno loro a parlare, perché mi fa piacere che i candidati parlino. Non son attori, non sono teatranti, sono cittadini comuni. Ci siamo scelti insieme perché tutti viviamo indirettamente i problemi della città. Anche la presentazione della lista, così come il programma, ha seguito dei criteri da cittadino che vive i problemi”.

 

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La campagna elettorale di Christian Stevelli è già partita. È lui a guidare una coalizione di dieci liste del centrodestra per la conquista del municipio di Quartu: di fede Psd'Az, il candidato sindaco conta anche sul sostegno  di Riformatori Sardi,  Lega, Forza Italia, Fratelli D’Italia, Sardegna Forte, Udc-Podeus-Uds, Noi Per Quartu, Sardegna Venti20. Da poco si è aggiunto un gruppo di giovani con Io Sono Quartu. Si vota il 25 e 26 ottobre. E Stevelli è già in pista. 

Stevelli, quali sono le ragioni che l’hanno spinta a presentare la sua candidatura?

Vivo da 20 anni in questa città, in tutto questo tempo ho notato un aumento importante di problemi e criticità che avevano necessità di un azione diversa e più efficace, ho scelto di mettermi in gioco per provare a dare questa spinta propulsiva.

 Qual è il vostro programma elettorale?

Difficile descriverlo in poche parole:  oltre che sul  decoro urbano e puntiamo sulla sistemazione di strade ed illuminazione, abbiamo un progetto di rilancio della città. E sulla valorizzazione del nostro straordinario litorale.

 Ci parli delle sue liste

Dieci liste tra partiti e civiche che mettono a correre le rappresentanze di tutte le categorie di cittadini e tutte le realtà del vastissimo territorio di Quartu che daranno la garanzia di rappresentanza e di supporto necessario per governare bene. Con questa coalizione, molta ampia, plurale e unita vogliamo far tornare protagonisti i quartesi

È ancora presto ma, quali sono le sue aspettative?

Essere ricordato come un sindaco che ha lasciato il segno in positivo di una città che lo merita.

Cosa ha da migliorare una città come Quartu?

Quartu è come Cenerentola: bella dentro ma trasandata fuori, se miglioriamo l’aspetto esteriore il risultato è garantito. 

Cosa è pronto a fare il centrodestra?

A portare avanti con convinzione e caparbietà il programma che presenterà agli elettori

 State definendo il vostro programma di rilancio della città. Cosa ci dice in merito?

A breve sarà pubblicato sul sito e sarà cliccabile e scaricabile tutto il programma aperto anche suggerimenti dei cittadini. Stiamo scrivendo il programma di Governo insieme ai cittadini, le associazioni, i settori produttivi. Non sarà un libro dei sogni ma lo strumento concreto per rilanciare Quartu.

 Ha qualcosa da rimproverare all’attuale amministrazione comunale?

La mancanza di un progetto preciso, il resto è una conseguenza.

Come coordinerà il suo ruolo di consulente del presidente della Regione con quello di sindaco?

Pur essendo un vantaggio importante anche per la città, ricoprire dei ruoli che necessitano di un impegno a tempo pieno è estremamente difficile: rimetterò il mandato nelle mani di chi quella fiducia mi ha concesso,  che deciderà al meglio.

 

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A quasi vent’anni dal suo ultimo mandato, Graziano Milia riscende in campo per Quartu. Era il 2001 quando salutava la città da sindaco e lasciava le chiavi del municipio di via Eligio Porcu al commissario Piergiorgio Portas, prima dell’arrivo di Davide Galantuomo. Poi l’esperienza alla provincia di Cagliari, come presidente, e l’incarico al Consiglio delle Autonomie locali della Sardegna. Ma, nel cuore, è rimasto sempre fedele alla sua città: così a marzo, appena prima del lockdown per l’emergenza sanitaria, ha ufficializzato la sua candidatura, in vista delle elezioni che si svolgeranno tra ottobre e novembre.

Perché la scelta di ricandidarsi?

È stata una scelta molto sofferta e pensata. Mi è stato chiesto di rifletterci, così ho iniziato a fare delle verifiche su ciò che si potrebbe fare per la città e ho trovato delle possibilità molto confortanti. Dall’altra parte, però, dovevo capire quali fossero oggi le mie capacità per ricoprire un ruolo di questo genere: non sono più un ragazzo, non è una cosa nuova per me e quindi non sono spinto dalla curiosità, come spesso accade. Tra l’altro, nella mia vicenda politica, ho avuto anche una condanna di abuso d’ufficio. Gli aspetti positivi, alla fine, hanno prevalso: ho più esperienza, sono maturato, ho un bagaglio di relazioni istituzionali che prima non avevo. Ma ciò che forse mi ha convinto di più è che non sono un politico in carriera, quindi sono libero di poter fare il sindaco senza essere distratto dalla mia carriera.  Quartu deve chiudere un percorso che negli anni ’90 aveva iniziato chi c’era prima di me di definitiva trasformazione di un grande borgo agricolo in città. All’inizio del nuovo millennio eravamo ad un passo, ma quel processo si è arenato e bisogna riprenderlo e portarlo a compimento.

Quali sono i punti chiave del suo programma elettorale?

Riqualificare, ricostruire, rigenerare. Tutto ciò che inizia con “ri-”. Questo perché bisogna puntare a una città che abbia un ruolo in un ambito più ampio, a partire da quello della città metropolitana, ma io dico anche in tutta la Sardegna. Non può una città che per numero di abitanti è la terza della Sardegna da parecchi anni non svolgere un ruolo più generale: questo significa attrarre servizi di interesse più generale, far vivere a Quartu esperienze che siano utili alla Sardegna e quindi anche al rilancio della città. Insieme a questo l’altra grande sfida è trasformare Quartu in una città di mare, cioè in qualcosa che storicamente non è mai stata: forse per farlo bisognerebbe tornare agli insediamenti nuragici.

Cosa farebbe, da sindaco, per rendere Quartu una città turistica?

Che si debba intervenire in molteplici punti è chiaro, lo direbbero tutti: migliorare la città, valorizzare 25 km di costa, Molentargius. Ma quello che bisogna fare in più questa volta è creare gli strumenti che rimarranno anche per il futuro. Prima ho fatto riferimento alla trasformazione da borgo agricolo a città: quello che è mancato allora, quando si era arrivati a un passo dall’obiettivo, sono proprio gli strumenti. Faccio un esempio: un consorzio turistico in comune con le altre città che hanno la costa.

Ci sono tre parole nello slogan del suo piano di rinascita: Quartu, Sardegna e futuro. Come immagina il futuro della città?

Immagino una città che pensa a se stessa ma che allo stesso tempo è inserita a pieno nelle dinamiche della Città metropolitana. E la immagino soprattutto con una grande proiezione verso il futuro, per renderla una città più agile. Credo che sia un luogo dove si possano sperimentare processi di smart city e fare un grande sforzo sulle energie rinnovabili. Tutto ciò all’insegna dell’innovazione.

Nella sua campagna elettorale sta puntando sulla partecipazione dei cittadini. Quali sono le richieste più frequenti e ciò che gli abitanti percepiscono come più urgente?

Il percepito spesso non risponde alla realtà. Quello che bisogna fare è puntare su una mobilitazione collettiva, perché un sindaco da solo non può fare nulla. Io ho detto “la Quartu che vogliamo”, che significa anche “i cittadini che vogliamo”. Non ci si può limitare a dire: “Risolviamo il problema delle buche”, perché quello va fatto e basta. Ma lo sforzo collettivo deve andare nella direzione della rinascita della città. Ecco perché ho deciso di assumere un profilo politico assolutamente civico: non perché io disprezzi i partiti anzi, ma penso che, in questo momento particolare, sia necessaria una mobilitazione che tocca tutti. E mi auguro che anche gli altri candidati alla carica di sindaco ragionino così: io per primo dico sin d’ora che se negli altri programmi ci saranno progetti o idee utili li farò miei e dirò da dove provengono. Se davvero vogliamo far rinascere Quartu bisogna iniziare a pensare in modo diverso da ciò a cui eravamo abituati.

Trasporti e collegamenti. Quali idee?

È la base dello sviluppo della città. La prima necessità è di completare tutto il piano della viabilità, dentro Quartu e ai confini. La seconda è svolgere una battaglia per far arrivare la metropolitana di superficie al Poetto. Perché senza questa non ha alcun senso realizzare da via Brigata Sassari un altro tratto di metropolitana che va a Margine Rosso. Quel tracciato da solo sarebbe inutilizzabile. Corriamo il rischio di mettere sottosopra Quartu per una linea che - vista la scelta di passare da Quartucciu-Selargius-Monserrato - ci porterebbe in piazza Matteotti in 50 minuti: io temo che non la userebbe nessuno. Diverso invece è se si chiude l’anello con il Poetto: questa è la nostra proposta. E pensiamo anche a un collegamento veloce con mezzi elettrici veloci e corsie apposite in viale Marconi che colleghi così Cagliari e Quartu.

Quartu anche città dello sport?

Si può fare molto. A partire dalla zona di Is Arenas: riprendere il vecchio piano integrato d’aria, ma non solo. Bisogna anche aggiungere qualcosa che trasformi quell’area in una zona d’accesso al parco: servizi adeguati prima di tutto.  Il parco di Molentargius si sviluppa in gran parte nel comune di Quartu ma purtroppo è anche la parte meno utilizzata. Ora è il momento di pensare a valorizzarla: creare i servizi per poter accedere al parco è fondamentale. Ma penso anche alle strutture sportive nelle scuole: c’è tutto un lavoro da riprendere e oggi abbiamo gli strumenti per farlo al meglio.  Ciò che mi ha impressionato di Quartu negli ultimi anni è stata la distrazione nel richiedere finanziamenti, pubblici o privati che siano. Il nostro grande impegno ora dev’essere quello di recuperare quanto più possibile.

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Chiedo al Psd’Az la candidatura a sindaco di Quartu”. Lucio Torru, il consigliere comunale più votato della città, è pronto a una nuova sfida. La corsa alle prossime elezioni amministrative, se il partito darà l’ok, la farà da candidato sindaco. Niente di ufficiale ancora, ma l’esponente del Partito sardo d’azione quartese è certo delle sue possibilità e vorrebbe mettersi in gioco. “Sono il più votato da dieci anni - dice Torru - questo vuol dire che mi viene riconosciuta lesperienza, la capacità e i titoli. Forse oggi sono lunica persona adatta a stare con la gente - continua il consigliere - e a far camminare la macchina burocratica, perché ne conosco ogni angolo. Ho anche il favore dei cittadini, in tanti mi hanno chiesto di candidarmi”.

Per Torru, da ormai vent’anni al Comune, la “vera sfida sarebbe quella tra me e Milia: nelle piazze e nei bar, se si fa un giro per Quartu, si fanno solo i nostri nomi”.

Nessun commento sul lavoro fatto in questi anni dal sindaco Stefano Delunas, ma solo una presa di coscienza: “A Quartu in questi 5 anni è mancata la forza politica, da parte di tutti i partiti - spiega Torru - Ora bisogna darsi da fare per le opere pubbliche e per la ricerca di finanziamenti europei”.

È una lotta con la burocrazia”, confessa, “Quartu ha le sue potenzialità ma bisogna progettare alternative di tipo turistico-economico che possano creare ulteriore sviluppo che, al momento, non offre niente”.

Le idee, in parte, ci sono già: “Completare almeno la 554, finanziata da 10 anni ma per cui non si è ancora mosso un coccio”, attacca il consigliere sardista, “fare il proseguo di via della Musica e risolvere i problemi del cimitero ancora fermo”. Ma anche “rilanciare l’edilizia, con la nuova legge regionale, perché ormai le maestranze non ci sono più”.

E poi un sogno: “Chiamare Cellino e dirgli di comprare una squadra e portare il Quartu in Serie A.

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