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Mandato ad Arst, che già cura gli interventi di mobilità ciclistica regionale, come Soggetto Attuatore dei due lotti funzionali della Ciclovia della Sardegna. Il primo lotto funzionale a cui sono destinati 16.662.512, riguarda l’itinerario Cagliari – Elmas – Barumini, i tratti Cagliari – Elmas (lungo 4 km) e il tratto Samassi - Barumini (che si estende per 38 km). Il secondo lotto funzionale, che potrà godere delle risorse assegnate alla Sardegna con i fondi PNRR pari a e ad esso saranno destinate le risorse di cui al Decreto n. 4/2022, pari a 33.000.00 riguarda invece l’itinerario “Barumini - Terralba – Bosa” (che si estende complessivamente per 120 km), in continuità quindi con il primo lotto funzionale.

Con la delibera proposta dall’Assessore dei Lavori Pubblici, Aldo Salaris e approvata dalla Giunta nel corso dell’ultima seduta, è pronto a passare alla fase operativa il progetto della Regione per rendere la Sardegna percorribile in bicicletta sia in ambito urbano e sia extraurbano, e di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo sia per spostamenti sistematici e sia per fini turistici e ricreativi. Arst dovrà completare la progettazione e curare l’esecuzione dei lavori di realizzazione attraverso specifiche gare d’appalto.

“Il progetto relativo alle ciclovie della Sardegna punta a fare della mobilità ciclistica una forma di trasporto sostenibile e contribuisce alla svolta green della nostra regione - spiega l’Assessore dei Lavori Pubblici, Aldo Salaris - Grazie ai 2700 km circa di rete ciclabile regionale, di cui una buona parte è stata inserita nel Sistema Nazionale delle Ciclovie, sarà possibile interconnettere i porti, gli aeroporti e i principali centri urbani della Sardegna con i centri turistici e con gli ambiti paesaggistici, culturali e naturalistici dell’Isola. Un risultato straordinario a cui puntiamo e che consideriamo strategico da raggiungere”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

Il percorso della Ciclovia della Sardegna individuato dal progetto di fattibilità tecnica ed economica redatto dall’Assessorato dei Lavori Pubblici e dal soggetto attuatore Arst, con la consulenza scientifica dell’Università di Cagliari e trasmesso un anno fa al Ministero per l’istruttoria e l’approvazione di competenza, si sviluppa per circa 1.147 km, di cui 1.117 km su una ciclovia vera e propria e per circa 30 km lungo un itinerario bici + treno.

La Ciclovia, che lungo il suo percorso tocca 152 centri abitati e attraversa 115 territori comunali, si articola in 19 itinerari (o tronchi) di cui uno è appunto intermodale (bici+treno). Il percorso è contraddistinto da una configurazione spaziale ad anello, che trova inizio e conclusione in corrispondenza della città di Sassari.

Il primo itinerario raggiunge la città di Alghero con il percorso bici+treno che utilizza il collegamento ferroviario esistente. Da Alghero ha inizio la ciclovia vera e propria, che percorre in senso orario le coste dell’Isola da nord-ovest a sud-est fino a Cagliari toccando, fra gli altri, i centri di Porto Torres, Castelsardo, Santa Teresa Gallura, Arzachena, Olbia, Siniscola, Tortolì e Villasimius. Raggiunta la città di Cagliari, la Ciclovia risale lungo un percorso che tocca Barumini, Oristano e Tharros, e prosegue lungo la fascia costiera occidentale sino a raggiungere Bosa per poi ritornare nel territorio più interno con il centro di Macomer. Percorrendo un tratto di ferrovia dismessa la ciclovia raggiunge Ozieri e prosegue lungo un percorso interno che completa quindi l’anello a Sassari.

Ad oggi, per la realizzazione della Rete Ciclabile Regionale sono disponibili complessivamente 65.862.512 a valere su diverse fonti finanziarie: 8.000.000 fanno capo al Piano regionale delle Infrastrutture; 1.200.000 sono risorse regionali per la progettazione della Ciclovia della Sardegna; 7.000.000 sono fondi europei (PO FESR 2014-2020); 16.662.512 sono fondi statali destinati al 1° Lotto funzionale; 33.000.000 sono fondi PNRR per il 2° Lotto funzionale della Ciclovia.

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I dati sugli arrivi nell’Isola nel mese di luglio confermano il trend positivo registrato nel mese precedente. Oltre 1,3milioni i passeggeri sbarcati nei porti e negli aeroporti della Sardegna, in crescita rispetto al 2021 e in aumento anche rispetto al 2019, con un dato superiore del 6,5% rispetto al periodo pre-pandemia che segna così un importante recupero. Sono numeri che confermano la forte attrattività della nostra regione e la dinamicità del comparto turistico che resta competitivo nonostante le incertezze sul panorama internazionale. Lo dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas, che esprime soddisfazione per l’andamento generale della stagione turistica.

Nel mese di luglio gli scali navali, secondo i dati forniti dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, registrano complessivamente oltre 607mila arrivi con un incremento del 14% rispetto al 2021 e del 6,92% rispetto al 2019, un dato che si attesta complessivamente come il  migliore della stagione. Tra i numeri più significativi troviamo quello registrato dal porto di Olbia e Porto Torres, rispettivamente con oltre 370mila e 143mila passeggeri sbarcati.

Bene anche gli arrivi negli aeroporti: 763 mila sbarchi complessivamente sui tre scali dell’Isola. Cagliari-Elmas  con oltre 302mila passeggeri si riporta sui livelli registrati a luglio 2019. Alghero, con oltre 113.343 passeggeri sbarcati nel mese che si è appena concluso, segna un netto incremento rispetto al 2021 (+32%) e una crescita anche rispetto al 2019 (+7,36). Lo stesso per Olbia, con 347.351 arrivi a luglio (+26,3% rispetto al 2021 e +12,24 sul 2019). Olbia con 665mila passeggeri, nel mese di luglio, complessivamente tra arrivi e partenze segna il suo record storico.

Segnali molto positivi, commenta il Presidente Solinas. La situazione internazionale, segnata dagli scioperi del traffico aereo nelle ultime settimane e dai rincari, non ha scoraggiato i turisti, che continuano a scegliere la Sardegna come meta delle proprie vacanze. Continueremo promuovere ovunque la nostra Isola, investendo sulle sue bellezze naturalistiche, le sue eccellenze e la sua cultura, che costituiscono un qualcosa di unico e un valore in grado di attrarre ed essere un volano per l’economia di tutta la regione.

Le aspettative sono ottime anche per il mese di agosto, secondo l'assessore al Turismo Gianni Chessa, ma al momento, dice, possiamo già affermare che questa prima parte dell’estate sia stata sicuramente un successo per tutta l’Isola, come era nelle previsioni.

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Sono già pronti, a decorrere dall’esercizio 2022, i cinque milioni di euro a regime destinati alla riclassificazione del personale regionale. Il finanziamento è il risultato di un emendamento alla Legge Regionale 17 (27 ottobre 2021) fortemente voluto dall’Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione, Valeria Satta, che giovedì prossimo, 4 agosto alle 11, ascolterà in videoconferenza i rappresentanti dei sindacati CGIL-FP, CISL-FPS, UIL-FPL, CLARES, SNAF e FESAL.

“La riunione di giovedì servirà ad un confronto con le organizzazioni sindacali – spiega l’assessore Satta – relativamente all’articolazione del programma di riclassificazione del personale. Tra le misure che abbiamo ipotizzato prevediamo ad esempio l’introduzione della figura del quadro, le riclassificazioni del personale inquadrato nelle categorie A e B, oltre alle progressioni orizzontali”.

“La riclassificazione – prosegue l’assessore – era attesa dai dipendenti da oltre vent’anni, in quanto l’ultima risale al 2001, anno in cui si effettuò un cambiamento delle categorie. Si tratta di uno strumento fondamentale ai fini dell’efficienza della Regione, che adesso, grazie a questo nuovo stanziamento, permetterà di ottimizzare le funzioni dell’amministrazione e delle varie categorie mediante metodologie di lavoro più moderne. Allo stesso tempo, sarà un’importante occasione in cui verranno riconosciute la professionalità e l’anzianità dei lavoratori.”

Il finanziamento è destinato alla riclassificazione del personale dell’amministrazione centrale e delle agenzie che non hanno bilancio autonomo.

“Il confronto di giovedì – conclude l’esponente della Giunta Solinas – sarà fondamentale per la preparazione di una bozza di delibera di indirizzi da portare in Giunta che, se approvata, verrà trasmessa al Co.Ra.N. per poter aprire il tavolo con le stesse sigle sindacali”.

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Lo storico leader democristiano della Sardegna, Giorgio Oppi, è morto questa mattina all'ospedale Brotzu di Cagliari. Ottantadue anni, da settimane era ricoverato in Rianimazione per il peggioramento del suo stato di salute, causato da una pancreatite. La malattia lo aveva portato prima al Santissima Trinità, a giugno, poi i medici hanno deciso di trasferirlo nell'ospedale di piazzale Ricchi. Le sue condizioni sono state altalenanti a lungo. Nei giorni scorsi l'aggravamento irreversibile e, questa mattina, il decesso. 

Nato a Iglesias, Oppi era in politica dal 1970. Solo due le tornate elettorali nelle quali era rimasto fuori dai palazzi del potere. Gioventù nella Dc, poi nel Ccd e infine nell'Udc, di cui era indiscussa guida fin dalla fondazione. Oppi ha rivestito numerosi ruoli istituzionali, dal consiglio regionale al Parlamento. 

Numerose le manifestazioni di cordoglio per un uomo e politica che in Sardegna conoscevano tutti, da generazioni. 

“Un uomo al quale mi legava un'antica, profonda amicizia, un interlocutore e un alleato leale, autorevole, di grandissima esperienza, alla quale, fin dai miei primi passi nella politica, ho guardato con stima e amicizia”, ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, “La Sardegna intera, non solo il mondo politico, oggi perde una figura centrale, straordinario esperto delle Istituzioni, che mancherà e resterà nel ricordo di tutti. Il suo impegno costante nelle più grandi battaglie della Sardegna resta un ricordo vivo, una traccia indelebile del suo operato”. 

Il presidente ricorda il lungo percorso nelle istituzioni, che lo ha visto sempre attivo e tenace protagonista di tante stagioni politiche e dei momenti più delicati che hanno segnato la storia dell’Autonomia sarda e della nostra società. “Combattivo, mai arrendevole o remissivo, forte nell'animo, è stato uomo del dialogo che ha saputo mettere da parte egoismi e personalismi per privilegiare il bene pubblico. Giorgio Oppi – prosegue il Presidente Solinas - ha incarnato al meglio la figura del ‘politico vicino alla gente’. Iniziando la sua attività politica nella DC, per poi confluire nel CCD e nell’Unione di Centro, partito che ha animato fino alla fine con passione, straordinario entusiasmo e grande preparazione, è stato uno dei personaggi politici sardi di maggior rilievo e spessore. È stato consigliere comunale, regionale, due volte Assessore, deputato, ancora consigliere regionale, contribuendo ad arricchire il dibattito politico e a veicolare temi di primaria importanza per la regione, sostenendo settori chiave della nostra economia. Sempre pronto all’ascolto, non ha mai perso il legame con il suo territorio d’origine, il Sulcis, né il senso di appartenenza alla Comunità”.

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“Anche i primi dati di luglio confermano la tendenza già emersa a giugno, con un consistente aumento rispetto al 2021, anno di lenta ripresa del turismo verso la Sardegna, e un consolidamento dei dati record del 2019. Il mercato italiano resta una garanzia, mentre quello estero appare in aumento. Ci aspettiamo una crescita importante delle presenze turistiche. Siamo la Regione che ha investito più risorse proprio per il sostegno alle imprese, comprese quelle turistiche, e assisteremo a una ripresa dell’intero settore, con una ricaduta positiva sull’intera economia della nostra Isola”. Così il presidente della Regione, Christian Solinas, ha commentato i dati degli arrivi negli scali portuali e aeroportuali delle prime settimane di luglio.

Dal 1 al 10 luglio, nei porti sardi, secondo i dati forniti dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, si sono registrati 184.250 arrivi, con un incremento del 21,69% rispetto allo stesso periodo del 2021, Un dato in crescita (+11.34%) anche rispetto al 2019. Mentre, fino a domenica 17 luglio, nei tre aeroporti isolani sono arrivati oltre 410mila passeggeri, tra voli di linea e non, con un incremento di oltre il 34% rispetto al 2021 e di quasi l’1% nei confronti del 2019, nonostante le difficoltà  che in queste settimane si sono registrate nel trasporto aereo.

“Per gli operatori turistici sardi sarà una boccata di ossigeno considerevole – ha aggiunto l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa – La Regione ha messo in campo tanti strumenti e finanziamenti per differenziare l’offerta turistica, oltre che per allungare la stagione estiva. Dopo luglio e agosto, che registrano sempre numeri eccezionali, anche il mese di settembre potrebbe riservare interessanti soprese in termini di presenze”

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“La Sardegna ha atteso a lungo la fine dell’embargo e ora il traguardo è finalmente a un passo: il quindici dicembre Bruxelles, dopo tanti anni, voterà per adottare il provvedimento di revisione delle restrizioni”. Lo ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas, che oggi, a Sassari, ha incontrato il sottosegretario al Ministero della Salute, Andrea Costa, in visita ai laboratori e alle nuove aree dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. Presenti anche gli assessori regionali della Sanità, Mario Nieddu, e dell’Agricoltura, Gabriella Murgia. “L’attività di eradicazione – prosegue il Presidente – è costata impegno e sacrificio, ma l’Isola ha saputo portare avanti la battaglia guardando con fermezza agli obiettivi, intraprendendo una strada virtuosa che oggi viene considerata un esempio per tutta l’Europa”.

Una road-map, quella decisa in accordo con la Commissione europea e il Ministero della Salute, stabilita per assicurare i risultati positivi già evidenziati nel corso dell’ultimo audit e che, a dicembre, porterà alla revisione delle restrizioni che pesano sulle esportazioni dei suini e dei prodotti suinicoli.

“Parliamo di una produzione di qualità e di un comparto che registra numeri importanti sul nostro territorio, con un patrimonio di oltre 190mila capi censiti, la cui consistenza è cresciuta negli ultimi anni. Sul fronte dell’eradicazione della peste suina africana abbiamo ottenuto risultati concreti e ora è indispensabile e doveroso che i risultati e i sacrifici degli allevatori e delle comunità, vengano riconosciuti senza ulteriori indugi”, sottolinea il Presidente, ricordando che la Sardegna ha risposto puntualmente a tutte le richieste dell’Europa, arrivando a implementare anche la sorveglianza sul selvatico, in passato ritenuta carente.

“Siamo a un passo da un risultato storico – precisa il Presidente – che è frutto di un indispensabile lavoro di squadra su cui abbiamo sempre puntato. In questo contesto l’attività dell’Istituto Zooprofilattico riveste e ha rivestito un ruolo fondamentale, come testimonia l’esperienza dell’Unità di progetto per l’eradicazione della Peste suina africana”.

Nell’anima dell’Istituto, ricorda il Presidente: “Una vocazione per il territorio, la tutela della Sanità animale e della sicurezza alimentare, in linea con gli obiettivi generali, la programmazione e le priorità definiti dalla Giunta. Per capire l’importanza dell’attività dell’Istituto è sufficiente guardare ai numeri relativi ai nostri allevamenti e alle produzioni. L’Istituto Zooprofilattico della Sardegna rappresenta una realtà dinamica che guarda al futuro della ricerca a supporto della tutela della qualità e della crescita delle produzioni del nostro territorio”.

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Investire in cultura per valorizzare e rendere fruibile al pubblico il nostro immenso patrimonio storico. Con queste parole il Presidente della Regione Christian Solinas annuncia che la Regione realizzerà il Museo e centro di documentazione della Sardegna Giudicale, previsto nel “Sistema Regionale dei Musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo.

L’amministrazione regionale, in quanto soggetto titolare del futuro Museo, metterà a disposizione le necessarie risorse da destinare alla realizzazione del museo e per le ulteriori opere che si renderanno necessarie per suo il funzionamento, con la forma di gestione più idonea, che sarà individuata in accordo con i partner istituzionali coinvolti.

Confermata oltre alla sede di Palazzo Arcais ad Oristano anche quella di Sanluri, nell’edificio ex Monte Granatico, in virtù della sua vocazione culturale legata alla valorizzazione delle testimonianze dell'epoca medievale e del valore identitario per la civiltà giudicale della Sardegna, in quanto esempio di borgo fortificato da mura e castello medioevali ed in considerazione del fatto che le sue campagne sono state teatro de Sa Battalla il 30 giugno del 1409.

L'Accordo di Programma Quadro in materia di Beni Culturali ha destinato per la realizzazione del Museo Giudicale la somma di 3 milioni di euro.

L’Assessorato Regionale alla Cultura svolgerà il ruolo di coordinamento per garantire un efficace ed efficiente avanzamento della progettazione e della realizzazione degli interventi, mediante incontri periodici al fine di tenere costantemente aggiornate le parti coinvolte nella realizzazione di entrambe le sedi del museo.

“ Inoltre – dice l’assessore Andrea Biancareddu - verrà richiesto al Ministero della Cultura, in qualità di soggetto titolare del Museo, di confermare la disponibilità dei due relitti di barche di epoca giudicale rinvenuti nel corso degli scavi del porto antico di Olbia (conservati nei depositi della sede di Olbia della Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari e Nuoro), da esporre, previo restauro, nella sede di Palazzo Arcais di Oristano”.

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Approvati gli indirizzi operativi per l’erogazione dei contributi ai privati per abbattere le barriere architettoniche, con due importanti novità: vengono fissate le direttive per finanziare con i fondi regionali anche le costruzioni realizzate dopo il 1989, così come deciso dalla legge regionale 22, e vengono incrementati i contributi per i meno abbienti. Con la delibera approvata nel corso dell’ultima seduta di Giunta su proposta dell’Assessore dei Lavori Pubblici, Aldo Salaris, viene infatti disciplinato il regolamento che dà a tutti gli effetti attuazione alla legge, per consentire anche a chi risiede in alloggi privati costruiti o integralmente recuperati sulla base di un progetto presentato dopo l'11 agosto 1989 di accedere ai contributi regionali del Fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche alla pari degli inquilini degli alloggi costruiti prima di quella data.

“La Regione è impegnata a mettere in campo iniziative, progetti, misure utili ad agevolare l’autonomia di tutte le persone, in particolar modo di quelle con difficoltà fisiche o psichiche, e a rendere più vivibili gli spazi, sia quelli domestici e sia quelli urbani”, spiega il Presidente della Regione Christian Solinas. “La pandemia ci ha costretto a rivedere i modelli abitativi, lavorativi, ricreativi, sportivi, incidendo sulla sfera privata di ognuno di noi. In un momento ancora complicato come quello attuale sentiamo il dovere di sostenere stili di vita sani e il più possibile improntati al benessere: contribuire con un reale sostegno economico e normativo all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici è scuramente uno dei modi per farlo”, ha concluso il Presidente.

“Con questa delibera portiamo a compimento il lavoro cominciato nel corso della Legislatura per favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche e rendere più vivibili le abitazioni, soprattutto quelle delle famiglie più bisognose, in linea con il lavoro di ammodernamento che l’Assessorato dei Lavori Pubblici sta portando avanti sul fronte dell’edilizia privata e pubblica”, spiega l’Assessore dei Lavori Pubblici Aldo Salaris. “Quella appena approvata era una misura particolarmente attesa: gli indirizzi operativi appena approvati uniformano la materia e rappresentano un valido strumento d’aiuto per le famiglie. I fondi verranno distribuiti ai Comuni sulla base delle domande che avranno superato le verifiche previste per l’istruttoria”, ha concluso l’Assessore Salaris.

Per preservare il principio di parità di trattamento, sia per l’accesso e sia per l’entità del contributo, verranno predisposte tre distinte graduatorie: quella per gli inquilini degli “Edifici Ante 1989”, finanziata sia con risorse regionali che statali e nel rispetto della normativa nazionale; quella per gli inquilini degli “Edifici Post 1989”, finanziata con risorse regionali e nel rispetto della normativa nazionale; quella per altri beneficiari a cui saranno destinati fondi regionali dopo il completo soddisfacimento delle prime due graduatorie. In quest’ultimo caso - e questa è un’altra delle novità apportate con la delibera approvata nel corso dell’ultima seduta di Giunta - saranno agevolate le fasce di reddito meno abbienti: verrà consentito l’accesso al contributo ai beneficiari già presenti nelle due graduatorie ma con un indicatore ISEE del nucleo familiare inferiore o uguale a 20.000 euro. Definite anche le fasce dell’indicatore ISEE (fascia A da 0 a 5.000 euro; fascia B da 5.001 a 10.000 euro; fascia C da10.001 a 15.000 euro; fascia D da 15.001 a 20.000 euro).

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La situazione degli invasi nell’Isola si presenta con un livello di “severità idrica bassa” rispetto al preoccupante fenomeno siccitoso che sta interessando il resto della Penisola. La vigilanza resta d’obbligo, ma nessun rischio di restrizioni. Dagli ultimi dati forniti dal Sistema di monitoraggio e preallarme della siccità attivato dall’Autorità di bacino, al 30 giugno erano presenti nel sistema degli invasi della Sardegna 1.421 milioni di metri cubi d'acqua, pari a circa il 78% del volume utile di regolazione autorizzato (valori leggermente superiori rispetto a quelli di giugno del 2021 dove il totale del volume invasato era 1400 Mmc e una percentuale di riempimento di 76,79%). Rispetto a maggio il valore del volume idrico invasato lo scorso mese ha comunque subito una diminuzione, pari a 127 milioni di metri cubi, a causa delle erogazioni al comparto irriguo, cui sono state assegnate via via integrazioni con l’obiettivo di soddisfare la sete delle campagne.

“La situazione nel suo complesso resta fortunatamente sotto controllo – spiega l’assessore dei Lavori Pubblici, Aldo Salaris - In alcuni sistemi della Sardegna Nord Occidentale (Bidighinzu, Temo, Cuga) si riscontra localmente un livello di severità idrica medio, quindi una condizione che anche se non determina restrizioni rimane da monitorare costantemente e con ancora più attenzione”. Non a caso, la task forse di monitoraggio sui volumi idrici degli invasi, che coinvolge Regione e Autorità di bacino, proseguirà la sua attività per tutta la stagione estiva in maniera tale da garantire il fabbisogno e predisporre eventuali piani d’emergenza qualora si rendessero necessari, senza intaccare le scorte necessarie a garantire il pieno soddisfacimento dell’uso idropotabile. “Nel complesso – prosegue l’assessore Salaris – la situazione non prevede restrizioni, ma vigilanza e monitoraggio. Un risultato a cui siamo arrivati anche grazie a una gestione ottimale della risorsa, frutto della sinergia positiva di tutti i soggetti che si occupano a vario titolo di acqua e che fanno capo alla Regione”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

Guardando all’indicatore che misura i vari scenari in relazione alla siccità, la Sardegna, sempre nel mese di giugno, registra un valore dell’indicatore pari a 0,43, corrispondente a uno scenario complessivo su tutta la regione di severità idrica bassa.  Sono i successivi scenari di severità, considerati ‘da bollino rosso’, che al momento non interessano la nostra Isola, quelli che determinano rischi di crisi idrica e restrizioni idriche via via crescenti.

 

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Una riflessione di Fabiana Callai

Partendo dal territorio notiamo come il paesaggio sia una delle principali caratteristiche della nostra Sardegna, legato strettamente alla cultura e alle sue manifestazioni storico-artistiche. Costituisce motivo di riflessione il fatto che, se tutto questo patrimonio artistico- culturale che è racchiuso nella nostra Isola venisse maggiormente preservato e tutelato avremo un turismo culturale più sviluppato tanto da poterlo considerare di diritto una leva strategica di sviluppo dell’economia della nostra isola.

Una comunicazione culturale rivolta quindi non solo agli addetti ai lavori, ma anche a chi alla cultura non si è mai avvicinato. Una cultura capace di emozionare.

La comunicazione emozionale ci  trascina inevitabilmente a vivere i momenti della storia passata con grande pathos, alla scoperta delle identità del nostro territorio , dei valori e delle tradizioni della nostra terra , attraverso un viaggio immaginario  indietro nella storia.

Attraverso le emozioni e la comunicazione culturale ci troveremo poi coinvolti attivamente nell’osservazione di tutto ciò che di bello il nostro territorio ci offre,  attratti quindi dalla cultura in generale che, non sentiremo più fredda e distante perché facente parte di un lontano passato ma viva ed emozionante.

Il territorio, i  luoghi , le opere d’arte, musei e tutte le manifestazioni storico – artistiche della nostra isola, sono prima di tutto narrazioni che diventano turistico- attrattive quando vengono raccontate e valorizzate.  Quando ripercorrendo la Storia della nostra Isola scopriamo una cultura che ci emoziona, e #torniamoadimmaginare   “una Sardegna che ha tutto il diritto di essere sognata”.

 

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