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Continua a migliorare il quadro epidemiologico della Sardegna. Lo evidenziano i dati contenuti nell’ultimo monitoraggio settimanale realizzato della Fondazione Gimbe per la settimana dal 26 al 1 giugno. Rispetto al precedente periodo di riferimento, diminuisce ulteriormente il numero dei nuovi casi, così come il numero degli attualmente positivi per 100mila abitanti. “La Sardegna, fra le regioni nella più bassa fascia di rischio, continua a consolidare un andamento positivo ormai in progressione da settimane. In attesa del report settimanale dell’ISS, i dati che possiamo osservare sono assolutamente confortanti e premiano gli sforzi e i sacrifici profusi su tutto il territorio”, dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas.

“Continua ad allentarsi significativamente la pressione sugli ospedali – precisa il presidente – dove il tasso d’occupazione passa dal 10% all’8% in aerea medica e, ancora più importante, dall’13% al 6% nelle terapie intensive. Gli effetti della campagna di vaccinazione producono riflessi sempre più evidenti sulla situazione generale. Oggi la Sardegna incrementerà la platea dei cittadini chiamati alla vaccinazione estendendo la campagna ai più giovani. Attraversiamo una fase determinante nella lotta al virus. Le restrizioni si stanno allentando, ma la battaglia non è ancora conclusa. Questo è il momento della responsabilità in cui ciascuno di noi è chiamato a difendere i risultati raggiunti, attraverso i comportamenti individuali e l’adesione alla campagna vaccinale. Il ritorno alla nuova normalità è ‘qui e ora’ e la nostra economia ha già ripreso a respirare. Il nostro impegno per proseguire su questa strada è totale”, conclude il Presidente.

Sul fronte della campagna vaccinale, nell’Isola, dove sono state inoculate circa 927mila dosi, oltre il 40% della popolazione ha già ricevuto la prima somministrazione. Attualmente sulla piattaforma di Poste Italiane sono state circa 480mila le prenotazioni eseguite dalla sua attivazione in Sardegna. 

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Proroga degli ammortizzatori sociali dedicati specificamente al comparto fino al 31 dicembre da parte del Governo, congelamento dei licenziamenti previsti per il 30 giugno, in attesa dell’individuazione di una nuova via industriale che possa garantire ai sardi la continuità territoriale e il pieno diritto ad una mobilità all’altezza delle esigenze dell'Isola, il futuro ai lavoratori e la salvaguardia della preziose professionalità acquisite in decenni di attività.

Questa la strategia che il presidente della Regione Christian Solinas ha illustrato ai liquidatori di Air Italy, convocati in videoconferenza per un esame della situazione della società in liquidazione.

Fin dalla prossima settimana  Solinas avvierà un confronto con il Governo per ottenere la proroga della Cassa integrazione, in modo da evitare il licenziamento dei dipendenti, e poter disporre del tempo necessario per definire una strategia industriale che, anche con la creazione di una newco regionale o interregionale in accordo con la Regione Lombardia, possa portare ad una soluzione strutturata e duratura.

Solinas si confronterà anche con il presidente della Regione Lombardia, per esplorare una eventuale soluzione che veda le due Regioni artefici comuni della creazione del nuovo soggetto.

Nessuna strada resterà inesplorata, ha detto il governatore, rimarcando la necessità che il Governo consideri la vertenza Air Italy come una grande vertenza nazionale, quindi facendosi carico non solo dell’attuale emergenza occupazionale, ma anche del sostegno presso Bruxelles delle ipotesi industriali che scaturiranno dagli approfondimenti delle prossime settimane. Il Governo, ha detto il Presidente Solinas, deve occuparsi dei lavoratori di Air Italy così come sta facendo per quelli di Alitalia.

I liquidatori hanno confermato la disponibilità a verificare con i soci la possibilità di agevolare una soluzione industriale pubblica e di interesse generale purché in presenza di condizioni normative ed economiche chiare e compatibili, indispensabili per proseguire il regime di liquidazione in bonis, e hanno confermato che, al momento, la società è in grado di onorare le pendenze relative alla cessazione del rapporto di lavoro dei 1380 dipendenti e quelle nei confronti dei fornitori.

Il sostegno del Governo alla richiesta del prolungamento degli ammortizzatori sociali è dunque la premessa per ciò che potrà essere in futuro un nuovo soggetto industriale.

Sulla ipotesi della creazione di una newco regionale,  Solinas ribadisce che la fattibilità di un progetto di questa portata è legata alla volontà di far convergere la volontà di tutti, in un’azione comune che possa essere portata avanti di comune accordo con il Governo davanti all’Unione Europea per superare ostacoli che non sono di natura economica né organizzativa, ma di natura burocratica in sede europea, con particolare riferimento al regime della concorrenza e degli aiuti di stato.

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“Polemiche pretestuose e antisportive, contro una squadra che può andare a testa alta, sicura di avere sempre conquistato con il proprio valore e il proprio sacrificio, senza regali o favoritismi, ogni singolo punto della classifica”. Sulle polemiche scatenate dopo la partita Benevento-Cagliari interviene anche il presidente della Regione Christian Solinas, per difendere la squadra rossoblù da una polemica che, dice il presidente, “non fa bene allo sport e a quei valori immortali che esso incarna e insegna”.

“Il Cagliari, il nostro amato Casteddu, rappresenta a testa alta tutti i Sardi e non ha mai rubato punti, né avuto regali, né favori da alcuno”, sottolinea Solinas. “Alimentare polemiche, insinuazioni e complottismi non giova e appare francamente poco consono agli alti insegnamenti che lo sport può dare: tra questi – conclude  – c’è quello di dover accettare sportivamente le sconfitte come le vittorie, e anche le decisioni arbitrali che possono risultare poco gradite”.

 

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"Un grande risultato ottenuto grazie all’impegno di tutti i cittadini sardi, ma un punto di partenza piuttosto che di arrivo". Con soddisfazione, ma anche con estrema prudenza, il presidente della Regione Christian Solinas commenta la classificazione della Sardegna come “zona bianca”, stabilita dal Governo.

"È il risultato", dice Solinas, "dei tanti sacrifici fatti in questi mesi dai sardi, delle loro attenzioni e dello scrupolo posto nell’osservanza delle regole di sicurezza, della loro partecipazione allo screening di massa che sta entrando nella sua fase numericamente più rilevante. Per questo dobbiamo considerare questo riconoscimento come un motivo in più per mantenere alta la guardia contro il virus, affinché lo sforzo non sia vanificato da atteggiamenti imprudenti.
La zona bianca, prosegue il Presidente, non rappresenta certamente un invito al “liberi tutti”, alla mitigazione delle precauzioni e delle norme di sicurezza; deve essere anzi interpretata da tutti noi come una sprone alla massima responsabilità"


Da questo risultato può scaturire una ripresa graduale di attività produttive che in questi mesi hanno sofferto danni gravissimi, fiaccando l'economia sarda. "Ma tutto", prosegue Solinas, "deve essere fatto con prudenza e attenzione". Per questo  "confermo il mio fermo intendimento di proteggere la Sardegna con tutti gli strumenti che possano garantire severi controlli sanitari per coloro che entreranno nel nostro territorio regionale, a tutela della salute, che non impedirà ma anzi faciliterà la libera circolazione delle persone. Ho già avuto interlocuzioni con il Governo e con il Ministro Speranza al quale ho chiesto l’intesa. Confidiamo che con il nuovo Governo Draghi possa concretizzarsi una piena condivisione nei confronti di un sistema che sarà garanzia per i sardi e per i turisti, e che farà della Sardegna una terra sicura e sempre più ospitale". 

Per oggi è prevista un'ordinanza che dovrebbe regolamentare le riaperture. L'ipotesi è: coprifuoco alle 23,30, ristoranti chiusi alle 23, bar alle 21. Palestre e piscine saranno aperte forse dalla settimana prossima, a seguito del monitoraggio dell'andamento dell'epidemia. 

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"A distanza di un anno i fatti ci hanno dato ragione. L'idea del presidente della Regione, tacciata come bislacca, è diventata una linea di tendenza internazionale: numerosi Paesi hanno applicato l'idea del passaporto sanitario. La Sardegna ora sta spegnendo di nuovo i focolai: abbiamo bisogno di controllare gli accessi per garantirci salute e benessere. Spero che il governo questa volta sia al nostro fianco". Parole del presidente della Regione Christian Solinas, che rilancia l'idea del travel pass per approdare sull'isola. E intanto commenta i risultati dello screening di massa che  "consente, come vediamo dai numeri, un abbassamento della curva del contagio e con l'azione combinata con i vaccini ci farà avere di nuovo una Sardegna Covid free. 

Il risultato più immediato, però, è quello della conquista della zona bianca: "Dobbiamo provare a raggiungerlo ma chiediamo il contributo di tutti per riuscire a mantenerlo nei prossimi mesi, per garantire certezze il sistema economico-produttivo". 

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"La nuova 195 è una delle grandi incompiute della rete viaria sarda che abbiamo ereditato. L’ultimo di una lunga serie di incidenti mortali riporta in evidenza la necessità di garantire collegamenti stradali celeri, efficienti, sicuri nella fascia costiera. Occorre un impegno concreto di Anas per portare a compimento un'opera ferma da decenni, simbolo di incuria e lungaggini burocratiche”. Lo ha detto il presidente della Regione Christian Solinas, sollecitando Anas affinché imprima la necessaria accelerazione sui cantieri, a partire da quello relativo alla nuova 195 Sulcitana. Il riferimento al nuovo incidente è quello nel quale ha perso la vita Gianmarco Gimmy De Agostini, cagliaritano di 30 anni, rimasto vittima di uno scontro frontale all'altezza del chilometro 6,500 (in un tratto che non sarà interessato dai lavori)

"Come noto, l’intero tracciato della 195 costituirà il collegamento veloce tra Cagliari e Pula attraverso i territori comunali di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro - dice il Presidente - ma nonostante la strategicità dell’arteria e i finanziamenti stanziati, quei 15 km totali di nuova strada sono ancora una chimera".

"È un ritardo decennale, ormai inaccettabile – sottolinea - Abbiamo il dovere di consegnare ai nostri figli infrastrutture moderne ed efficienti. I gravi ritardi accumulati nella progettazione ed esecuzione dei lavori in tutta la Sardegna, il non rispetto dei cronoprogrammi, il mancato incremento della dotazione organica di Anas nell’Isola, sono gravissimi e rendono urgente porre in essere tutte quelle azioni necessarie allo sviluppo della rete viaria sarda affinché le tragedie a cui ancora oggi assistiamo non si verifichino più”, ha sottolineato ancora il Presidente Solinas.

L’intero tracciato della nuova 195 aspetta ancora di essere completato. È costituito dai Lotti 1 e 3, in continuità con il Lotto 2 del CACIP (ancora in fase di progettazione). Il lotto 3, tra Sarroch e Pula, è stato aperto al traffico nel mese di ottobre e si estende per oltre 6 km, tra la fine del Lotto 2 e la rotatoria di accesso all’abitato di Pula (Via Diaz), con una sezione stradale a 4 corsie ad eccezione dell’ultimo tratto di circa 1,5 km che si riduce ad una corsia per senso di marcia. Sono in costruzione il Lotto 1 (circa 8 km a 4 corsie) e l’Opera Connessa Sud (di 2,750 km a 2 corsie). Il lotto 1 in particolare consentirà di bypassare il tratto stradale storico, interno alle località costiere della Città Metropolitana di Cagliari.

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Il Tar della Sardegna dice no: niente sospensiva per l'ordinanza del ministero della Salute che ha classificato la Sardegna in zona arancione, con conseguente chiusura di bar e ristoranti fino - almeno - a sabato 6 febbraio. La prima sezione del tribunale amministrativo ha rigettato la richiesta presentata dalla Regione che chiedeva di sospendere gli effetti della decisione di Roma, considerata dannosa per l'economia e ingiusta, visto che tutti i valori del Covid nell'isola sono ampiamente tornati sotto la soglia di allarme. 

Quasi scontato, ormai, il ritorno in zona gialla dal prossimo fine settimana. Ma da Villa devoto il presidente Christian Solinas commenta amareggiato il verdetto: "Rispetto la sentenza del Tar, come ogni altro pronunciamento della Magistratura, ma sono certo che le ragioni della Sardegna fossero prevalenti sulle argomentazioni puramente tecnicistiche e farisaiche avanzate dal Ministero. Abbiamo condotto una battaglia difficile, ma sono orgoglioso di avere difeso gli interessi legittimi della Sardegna, che faremo emergere anche nella discussione di merito". L'udienza è fissata per il 17 febbraio. 

Solinas considera l'assegnazione della fascia arancione come un "atto di prevaricazione. Ricordo ancora una volta che dietro i colori assegnati da certi moderni “Dottori della Legge”, dice il Presidente Solinas, ci sono i volti delle persone sofferenti, le attività economiche e produttive in crisi che hanno faticato in questi mesi per restare in vita e assicurare un futuro ai propri titolari e dipendenti. I dati ufficiali e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla attestavano l'ingiustizia del provvedimento adottato; erano già stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l'indicatore RT non è mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione. Ed anche l'ultimo rapporto Gimbe confermava una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramento. Il Ministro era stato sordo alle nostre ragioni, prosegue il Presidente Solinas, e non ci era stato consentito di esprimere i nostri elementi di valutazione, che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti. Questa sentenza, conclude il Presidente, conferma purtroppo una decisione arbitraria di uno Stato ostile alla Sardegna". 

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Ricorso della Regione Sardegna al Tar contro l'ordinanza del ministro della Salute Speranza che conferma l'isola in zona arancione. L'ha annunciato il governatore Christian Solinas. L'atto è stato depositato in piazza del Carmine  nel capoluogo sardo, e non nel Lazio. E si attende la fissazione dell'udienza. Che, per essere utile, dovrebbe arrivare nei primi giorni della settimana prossima. 

"Difendiamo i legittimi interessi e i diritti della Sardegna contro un provvedimento immotivato, che danneggia gravemente il nostro tessuto economico e produttivo affliggendo la Sardegna con un nuovo insopportabile atto di prevaricazione. Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo di continuare il proprio lavoro", ha spiegato Solinas. 

"Tuteliamo dunque le ragioni e i diritti della Sardegna. La collocazione in arancione - prosegue Solinas - appare immotivata, e nemmeno è possibile individuare con certezza a quali dati si sia fatto riferimento per adottarla. I dati da noi trasmessi dopo essere stati tardivamente avvisati dal Ministero, quelli pubblicati da Agenas e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla, confermano l'ingiustizia del provvedimento adottato, tanto più che sono stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l'indicatore RT non è mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione. Non vi è alcun sovraccarico dei servizi assistenziali. L'ultimo rapporto Gimbe, pubblicato ieri - dichiara ancora il presidente della Regione Sardegna - conferma una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramento. Il Ministro della Salute, con l'ordinanza impugnata, ha quindi stabilito sussistesse la necessità e l'urgenza di collocare la Sardegna in zona "arancione" e vi ha dato corso senza che in merito l'Amministrazione abbia potuto concretamente esprimersi o apportare i propri elementi di valutazione (che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti), applicando un Dpcm pubblicato il venerdì della stessa settimana cui si riferivano i dati presi in considerazione. La Regione, ritenendo tale decisione ingiusta e ingiustificata, ha chiesto, con spirito di leale collaborazione, che il provvedimento venisse modificato, in ragione delle non corrette modalità di adozione del provvedimento e dell'insussistenza dei presupposti per l'applicazione delle misure in esso previste, ma senza esito. Ciò sebbene l'art. 2, comma 3 del Dpcm del 14.1.2021 attribuisca al Ministro della Salute il compito di aggiornare l'ordinanza adottata, a seguito di verifica settimanale del permanere dei presupposti che ne hanno giustificato l'adozione".

"Il Ministro non ha ritenuto di provvedere in tal senso e dopo ore di discussione con gli organi tecnici sulle misure da adottare oggi ha deciso di tenere la Sardegna in zona arancione. La Regione Sardegna - conclude Solinas - si vede quindi costretta a chiedere l'annullamento dell'ordinanza impugnata all'intestato Tar, con richiesta di urgenza e di intervento immediato inaudita altera parte".

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In una lettera inviata al ministro della Salute Speranza, il presidente della Regione Christian Solinas ha chiesto l’immediata modifica dell’ordinanza del 22 gennaio scorso e il ritorno della classificazione gialla per la Sardegna. In caso contrario, ha scritto il Presidente, saranno avviate azioni legali volte ad evitare ogni ulteriore danno ad un territorio già duramente provato dalla crisi.

La collocazione della Sardegna tra le Regioni ad alto rischio, prosegue il Presidente Solinas, in ragione dell’incidenza dei contagi per 100 mila abitanti, avrebbe certamente meritato maggiore ponderazione e condivisione, vista anche la mole di provvedimenti statali che le Regioni, con cadenze imprevedibili, sono tenute ad applicare con enormi sforzi interpretativi. Fino al 14 gennaio, prosegue il Presidente Solinas, la Sardegna era saldamente in zona gialla, e proprio il 14 gennaio si è deciso inopinatamente di abbassare sensibilmente le soglie di rischio per l’ingresso in zona arancione, con immediata esecuzione. Proprio a questa collocazione si è vista candidata, a nostro avviso immotivatamente, la Sardegna, prosegue il Presidente. I dati immediatamente precedenti a quella data, relativi all’incidenza epidemiologica, segnalavano evidenze migliori di molte altre regioni e un trend in miglioramento. La collocazione della Sardegna in arancione, dunque, prosegue il Presidente Solinas, appare immotivata, e nemmeno è possibile individuare con certezza a quali dati si sia fatto riferimento per adottarla. I dati da noi trasmessi dopo essere stati tardivamente avvisati dal Ministero, prosegue, quelli pubblicati da Agenas e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla, confermano l’ingiustizia del provvedimento adottato, tanto più che sono stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l’indicatore RT non è mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione.

Non vi è alcun sovraccarico dei servizi assistenziali.

Nello spirito della leale collaborazione che deve guidare i rapporti tra Istituzioni, le chiedo dunque, prosegue il Presidente Solinas rivolgendosi al Ministro, di modificare l’ordinanza del 22 gennaio.

In caso contrario, prosegue il Presidente, il dovere di tutelare gli interessi generali della Sardegna mi imporrà di intraprendere ogni azione in favore della mia terra. Per la Sardegna, conclude Solinas, non è possibile accettare uno scenario così gravemente dannoso.

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"Mi unisco al doloroso ricordo, che si eleva oggi in ogni angolo del mondo da ogni coscienza libera, delle sofferenze indicibili patite da una moltitudine di persone. Un ricordo che impegna tutti noi a tramandare la memoria della Shoah, a riflettere sulle sue radici e sulle sue terribili conseguenze". Inizia così il messaggio del presidente della Regione Christian Solinas in occasione della Giornata della Memoria. 

"Il Giorno della Memoria induce ad una riflessione che non può e non deve esaurirsi su ciò che accadde quasi 80 anni fa, ma che deve interrogarci ancora oggi sulle radici della violenza che, purtroppo, in molti, troppi casi si mostrano ancora presenti nel mondo, generando odio e discriminazione", prosegue Solinas, "Sono i frutti malvagi di una perversa concezione dell’uomo e della società, che hanno trovato espressione in varie sfaccettature, tutte accomunate dalla cieca volontà di sopprimere l’avversario, il debole, il diverso, l’ostacolo alla propria volontà di dominio. La Shoah, dunque, trascende il limite storico e diventa un perenne monito all’umanità’, un monito che dobbiamo continuare ad ascoltare perché ciò che accadde non accada mai più. La persecuzione nazista ha ucciso milioni di donne, uomini, bambini perché ebrei. Un peso insopportabile per l’umanità’, un orrore incancellabile. Ricordare, dunque, perché la coscienza umana sia una sentinella sempre attenta ai segnali di violenza che si riaffacciano nella nostra società sofferente. Perché il valore sacro di ogni vita umana sia sempre al primo posto". 

 

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