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La campagna elettorale di Christian Stevelli è già partita. È lui a guidare una coalizione di dieci liste del centrodestra per la conquista del municipio di Quartu: di fede Psd'Az, il candidato sindaco conta anche sul sostegno  di Riformatori Sardi,  Lega, Forza Italia, Fratelli D’Italia, Sardegna Forte, Udc-Podeus-Uds, Noi Per Quartu, Sardegna Venti20. Da poco si è aggiunto un gruppo di giovani con Io Sono Quartu. Si vota il 25 e 26 ottobre. E Stevelli è già in pista. 

Stevelli, quali sono le ragioni che l’hanno spinta a presentare la sua candidatura?

Vivo da 20 anni in questa città, in tutto questo tempo ho notato un aumento importante di problemi e criticità che avevano necessità di un azione diversa e più efficace, ho scelto di mettermi in gioco per provare a dare questa spinta propulsiva.

 Qual è il vostro programma elettorale?

Difficile descriverlo in poche parole:  oltre che sul  decoro urbano e puntiamo sulla sistemazione di strade ed illuminazione, abbiamo un progetto di rilancio della città. E sulla valorizzazione del nostro straordinario litorale.

 Ci parli delle sue liste

Dieci liste tra partiti e civiche che mettono a correre le rappresentanze di tutte le categorie di cittadini e tutte le realtà del vastissimo territorio di Quartu che daranno la garanzia di rappresentanza e di supporto necessario per governare bene. Con questa coalizione, molta ampia, plurale e unita vogliamo far tornare protagonisti i quartesi

È ancora presto ma, quali sono le sue aspettative?

Essere ricordato come un sindaco che ha lasciato il segno in positivo di una città che lo merita.

Cosa ha da migliorare una città come Quartu?

Quartu è come Cenerentola: bella dentro ma trasandata fuori, se miglioriamo l’aspetto esteriore il risultato è garantito. 

Cosa è pronto a fare il centrodestra?

A portare avanti con convinzione e caparbietà il programma che presenterà agli elettori

 State definendo il vostro programma di rilancio della città. Cosa ci dice in merito?

A breve sarà pubblicato sul sito e sarà cliccabile e scaricabile tutto il programma aperto anche suggerimenti dei cittadini. Stiamo scrivendo il programma di Governo insieme ai cittadini, le associazioni, i settori produttivi. Non sarà un libro dei sogni ma lo strumento concreto per rilanciare Quartu.

 Ha qualcosa da rimproverare all’attuale amministrazione comunale?

La mancanza di un progetto preciso, il resto è una conseguenza.

Come coordinerà il suo ruolo di consulente del presidente della Regione con quello di sindaco?

Pur essendo un vantaggio importante anche per la città, ricoprire dei ruoli che necessitano di un impegno a tempo pieno è estremamente difficile: rimetterò il mandato nelle mani di chi quella fiducia mi ha concesso,  che deciderà al meglio.

 

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A quasi vent’anni dal suo ultimo mandato, Graziano Milia riscende in campo per Quartu. Era il 2001 quando salutava la città da sindaco e lasciava le chiavi del municipio di via Eligio Porcu al commissario Piergiorgio Portas, prima dell’arrivo di Davide Galantuomo. Poi l’esperienza alla provincia di Cagliari, come presidente, e l’incarico al Consiglio delle Autonomie locali della Sardegna. Ma, nel cuore, è rimasto sempre fedele alla sua città: così a marzo, appena prima del lockdown per l’emergenza sanitaria, ha ufficializzato la sua candidatura, in vista delle elezioni che si svolgeranno tra ottobre e novembre.

Perché la scelta di ricandidarsi?

È stata una scelta molto sofferta e pensata. Mi è stato chiesto di rifletterci, così ho iniziato a fare delle verifiche su ciò che si potrebbe fare per la città e ho trovato delle possibilità molto confortanti. Dall’altra parte, però, dovevo capire quali fossero oggi le mie capacità per ricoprire un ruolo di questo genere: non sono più un ragazzo, non è una cosa nuova per me e quindi non sono spinto dalla curiosità, come spesso accade. Tra l’altro, nella mia vicenda politica, ho avuto anche una condanna di abuso d’ufficio. Gli aspetti positivi, alla fine, hanno prevalso: ho più esperienza, sono maturato, ho un bagaglio di relazioni istituzionali che prima non avevo. Ma ciò che forse mi ha convinto di più è che non sono un politico in carriera, quindi sono libero di poter fare il sindaco senza essere distratto dalla mia carriera.  Quartu deve chiudere un percorso che negli anni ’90 aveva iniziato chi c’era prima di me di definitiva trasformazione di un grande borgo agricolo in città. All’inizio del nuovo millennio eravamo ad un passo, ma quel processo si è arenato e bisogna riprenderlo e portarlo a compimento.

Quali sono i punti chiave del suo programma elettorale?

Riqualificare, ricostruire, rigenerare. Tutto ciò che inizia con “ri-”. Questo perché bisogna puntare a una città che abbia un ruolo in un ambito più ampio, a partire da quello della città metropolitana, ma io dico anche in tutta la Sardegna. Non può una città che per numero di abitanti è la terza della Sardegna da parecchi anni non svolgere un ruolo più generale: questo significa attrarre servizi di interesse più generale, far vivere a Quartu esperienze che siano utili alla Sardegna e quindi anche al rilancio della città. Insieme a questo l’altra grande sfida è trasformare Quartu in una città di mare, cioè in qualcosa che storicamente non è mai stata: forse per farlo bisognerebbe tornare agli insediamenti nuragici.

Cosa farebbe, da sindaco, per rendere Quartu una città turistica?

Che si debba intervenire in molteplici punti è chiaro, lo direbbero tutti: migliorare la città, valorizzare 25 km di costa, Molentargius. Ma quello che bisogna fare in più questa volta è creare gli strumenti che rimarranno anche per il futuro. Prima ho fatto riferimento alla trasformazione da borgo agricolo a città: quello che è mancato allora, quando si era arrivati a un passo dall’obiettivo, sono proprio gli strumenti. Faccio un esempio: un consorzio turistico in comune con le altre città che hanno la costa.

Ci sono tre parole nello slogan del suo piano di rinascita: Quartu, Sardegna e futuro. Come immagina il futuro della città?

Immagino una città che pensa a se stessa ma che allo stesso tempo è inserita a pieno nelle dinamiche della Città metropolitana. E la immagino soprattutto con una grande proiezione verso il futuro, per renderla una città più agile. Credo che sia un luogo dove si possano sperimentare processi di smart city e fare un grande sforzo sulle energie rinnovabili. Tutto ciò all’insegna dell’innovazione.

Nella sua campagna elettorale sta puntando sulla partecipazione dei cittadini. Quali sono le richieste più frequenti e ciò che gli abitanti percepiscono come più urgente?

Il percepito spesso non risponde alla realtà. Quello che bisogna fare è puntare su una mobilitazione collettiva, perché un sindaco da solo non può fare nulla. Io ho detto “la Quartu che vogliamo”, che significa anche “i cittadini che vogliamo”. Non ci si può limitare a dire: “Risolviamo il problema delle buche”, perché quello va fatto e basta. Ma lo sforzo collettivo deve andare nella direzione della rinascita della città. Ecco perché ho deciso di assumere un profilo politico assolutamente civico: non perché io disprezzi i partiti anzi, ma penso che, in questo momento particolare, sia necessaria una mobilitazione che tocca tutti. E mi auguro che anche gli altri candidati alla carica di sindaco ragionino così: io per primo dico sin d’ora che se negli altri programmi ci saranno progetti o idee utili li farò miei e dirò da dove provengono. Se davvero vogliamo far rinascere Quartu bisogna iniziare a pensare in modo diverso da ciò a cui eravamo abituati.

Trasporti e collegamenti. Quali idee?

È la base dello sviluppo della città. La prima necessità è di completare tutto il piano della viabilità, dentro Quartu e ai confini. La seconda è svolgere una battaglia per far arrivare la metropolitana di superficie al Poetto. Perché senza questa non ha alcun senso realizzare da via Brigata Sassari un altro tratto di metropolitana che va a Margine Rosso. Quel tracciato da solo sarebbe inutilizzabile. Corriamo il rischio di mettere sottosopra Quartu per una linea che - vista la scelta di passare da Quartucciu-Selargius-Monserrato - ci porterebbe in piazza Matteotti in 50 minuti: io temo che non la userebbe nessuno. Diverso invece è se si chiude l’anello con il Poetto: questa è la nostra proposta. E pensiamo anche a un collegamento veloce con mezzi elettrici veloci e corsie apposite in viale Marconi che colleghi così Cagliari e Quartu.

Quartu anche città dello sport?

Si può fare molto. A partire dalla zona di Is Arenas: riprendere il vecchio piano integrato d’aria, ma non solo. Bisogna anche aggiungere qualcosa che trasformi quell’area in una zona d’accesso al parco: servizi adeguati prima di tutto.  Il parco di Molentargius si sviluppa in gran parte nel comune di Quartu ma purtroppo è anche la parte meno utilizzata. Ora è il momento di pensare a valorizzarla: creare i servizi per poter accedere al parco è fondamentale. Ma penso anche alle strutture sportive nelle scuole: c’è tutto un lavoro da riprendere e oggi abbiamo gli strumenti per farlo al meglio.  Ciò che mi ha impressionato di Quartu negli ultimi anni è stata la distrazione nel richiedere finanziamenti, pubblici o privati che siano. Il nostro grande impegno ora dev’essere quello di recuperare quanto più possibile.

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“Chiedo al Psd’Az la candidatura a sindaco di Quartu”. Lucio Torru, il consigliere comunale più votato della città, è pronto a una nuova sfida. La corsa alle prossime elezioni amministrative, se il partito darà l’ok, la farà da candidato sindaco. Niente di ufficiale ancora, ma l’esponente del Partito sardo d’azione quartese è certo delle sue possibilità e vorrebbe mettersi in gioco. “Sono il più votato da dieci anni - dice Torru - questo vuol dire che mi viene riconosciuta l’esperienza, la capacità e i titoli. Forse oggi sono l’unica persona adatta a stare con la gente - continua il consigliere - e a far camminare la macchina burocratica, perché ne conosco ogni angolo. Ho anche il favore dei cittadini, in tanti mi hanno chiesto di candidarmi”.

Per Torru, da ormai vent’anni al Comune, la “vera sfida sarebbe quella tra me e Milia: nelle piazze e nei bar, se si fa un giro per Quartu, si fanno solo i nostri nomi”.

Nessun commento sul lavoro fatto in questi anni dal sindaco Stefano Delunas, ma solo una presa di coscienza: “A Quartu in questi 5 anni è mancata la forza politica, da parte di tutti i partiti - spiega Torru - Ora bisogna darsi da fare per le opere pubbliche e per la ricerca di finanziamenti europei”.

“È una lotta con la burocrazia”, confessa, “Quartu ha le sue potenzialità ma bisogna progettare alternative di tipo turistico-economico che possano creare ulteriore sviluppo che, al momento, non offre niente”.

Le idee, in parte, ci sono già: “Completare almeno la 554, finanziata da 10 anni ma per cui non si è ancora mosso un coccio”, attacca il consigliere sardista, “fare il proseguo di via della Musica e risolvere i problemi del cimitero ancora fermo”. Ma anche “rilanciare l’edilizia, con la nuova legge regionale, perché ormai le maestranze non ci sono più”.

E poi un sogno: “Chiamare Cellino e dirgli di comprare una squadra e portare il Quartu in Serie A”.

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