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L’assessore dell’Industria Emanuele Cani interviene in merito all’impugnazione della Legge regionale sulle aree idonee da parte del Governo. “La decisione del Governo di impugnare la legge regionale 20 sulle aree idonee presuppone che la Sardegna debba subire in maniera passiva la transizione energetica, anteponendo ancora una volta gli interessi degli speculatori alla tutela di ambiente e paesaggio”.

 

“Noi rimaniamo convinti delle nostre ragioni e siamo determinati, ora più che mai, a difendere di fronte alla Corte Costituzionale le prerogative autonomistiche della nostra Isola riconosciute dalla Costituzione e dallo Statuto sardo, contribuendo a una transizione giusta ma che tuteli il territorio dalla speculazione”, sottolinea Cani.

 

“Il futuro della Sardegna e del suo sviluppo energetico devono restare appannaggio dei sardi - conclude l’assessore- e ci aspettiamo su questo una mobilitazione trasversale di tutte le forze politiche isolane”.

 

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Promuovere nuovi prodotti che possono stare sul mercato anche in periodi e stagioni diverse da quelle estive. Il turismo nei borghi, rappresenta uno di questi segmenti importanti per far capire che la Sardegna è viva, attrattiva e vitale in tutti i mesi dell'anno. Questo il senso dell’incontro promosso dall’Assessorato regionale del Turismo sul tema dei borghi, dei cammini e degli itinerari turistico-culturali. Un incontro che ha visto la partecipazione di numerosi sindaci e assessori comunali al turismo.

“Oggi abbiamo riunito i borghi certificati della Sardegna - ha sottolineato l’assessore Franco Cuccureddu - quelli riconosciuti nell'associazione dei borghi più belli d'Italia e con la bandiera arancione”.

L’obiettivo della Regione è riuscire ad aggregare un'offerta per tutti quei luoghi che sono già pronti ad intercettare la domanda di turismo lento e presentarla su un mercato fortemente in crescita.

Infatti, quello della scoperta dei borghi e dello slow tourism è diventato il terzo pilastro dell'offerta in Italia.

“Si tratta di aggregare l'offerta e presentarla nelle prossime fiere, a partire dalla Bit di Milano - prosegue Cuccureddu - dove ci sarà uno spazio riservato all'offerta nei borghi a fianco a quella archeologica e poi ad una fiera specifica che sarà dedicata esclusivamente ai borghi e ai cammini, quindi essenzialmente al turismo lento”.

La Regione riconosce il crescente ruolo dei piccoli centri nello sviluppo del turismo legato al patrimonio storico, culturale e identitario. Il mondo dei borghi ha avuto negli ultimi anni, soprattutto dal post covid, una crescita esponenziale a livello mondiale. Oggi in Italia il turismo nei borghi rappresenta il terzo pilastro dell’offerta turistica con oltre trentacinque milioni di presenze.

Complessivamente dopo le città d’arte, che è di gran lunga il primo segmento e dopo il marino balneare, si posiziona il turismo nei borghi. Necessaria dunque una promozione mirata ai target, che possano far sì che anche la Sardegna si posizioni in questo speciale mercato che in termini numerici si sta via via affermando. Lo sviluppo di queste destinazioni è una leva determinante di incremento economico e nuova occupazione.

“A breve - ha detto ancora l’assessore Cuccureddu - porteremo in Giunta una delibera che in questa fase transitoria riconosce nei borghi certificati, quelli che sono già pronti per essere inseriti nel mercato e quindi che hanno un tour operator che già commercializza queste offerte“.

In Sardegna attualmente sono nove i borghi più belli d'Italia e sono sette i borghi Bandiera arancione. Questi ultimi hanno la caratteristica di essere nell’entroterra e il loro territorio deve distare almeno 15 chilometri dalle coste. I borghi più belli d'Italia non hanno invece vincoli particolari ma devono rispettare oltre 90 parametri che sono legati alle bellezze, alla storicità, ai monumenti, ai musei, all'offerta culturale, a quella ricettiva  che vanno dagli aspetti storici a quelli ambientali, da quelli paesaggistici a quelli dell'offerta gastronomica, per esempio.

“Siamo molto felici della partecipazione all’incontro. I borghi presenti sono equamente rappresentativi della Sardegna. Si va dalla Gallura alla Maddalena, da Tempio ad Aggius sino a Carloforte, passando naturalmente per il Nuorese, che ha diversi borghi inseriti tra le bandiere arancioni o tra i borghi più belli d'Italia, come lo stesso borgo di Lollove, Oliena, Gavoi ad esempio, ma anche Sardara e tanti altri. Devo sottolineare che tutti i partecipanti sono stati felici e entusiasti di poter partecipare a questa avventura che parte oggi e che punta a strutturare la nuova offerta turistica che va ad affiancarsi a quella tradizionale del marino balneare, dove siamo estremamente competitivi a livello mondiale,   ha concluso Cuccureddu”.

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L’innovazione nella prevenzione in Sardegna passa anche attraverso l’ambulatorio oncologico itinerante, per garantire uno screening diffuso, veloce ed ovunque vicino al cittadino. Arrivano nell’isola due nuovissimi motorhome, moderni camper attrezzati per lo screening oncologico nel territorio, veri e propri laboratori su quattro ruote, allestiti con mammografo ed ecografo ed equipaggiati con personale specializzato appositamente formato. I due motorhome, del costo complessivo di 1 milione di euro, saranno operativi entro l’anno con un raggio d’azione esteso su tutto il territorio regionale attraverso convenzioni tra le due capofila Asl 8 ed Asl 1 e le altre Aziende sanitarie dell’isola.

 

La novità è contenuta all’interno di una delibera adottata nel corso dell’ultima Giunta regionale riguardante le misure finanziate all’interno del PNES 2021-2027, il Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) approvato lo scorso 4 novembre in Commissione europea e di cui la Sardegna è beneficiaria con oltre 35 milioni di euro, vincolati all’uso nell’ambito del miglioramento dei servizi sanitari e socio-sanitari. L’assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale è stato nominato Organismo Intermedio del PNES per la Regione Sardegna.

"La prevenzione occupa un ruolo fondamentale nel modello di salute regionale perché consente di intervenire tempestivamente o di evitare del tutto l'insorgenza di gravi malattie, garantendo cure migliori ai cittadini e minori costi per il sistema sanitario pubblico", spiega l'assessore alla Sanità Armando Bartolazzi. “La Regione punta sulla prevenzione non come spesa ma come investimento, perché è l’unica leva in grado di mantenere la sostenibilità del sistema a lungo termine”.

 

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"Se la nave Liburna della compagnia Moby potrà servire la tratta Santa Teresa di Gallura - Bonifacio in sostituzione della Giraglia questo sarà stato possibile grazie agli sforzi che l’assessorato dei Trasporti sta portando avanti dall’inizio di questa vicenda, ma la partita non è ancora chiusa".
Lo dichiara con fermezza Barbara Manca, Assessora dei Trasporti della Regione Sardegna, replicando ad alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dal deputato della Lega Dario Giagoni, che ha accusato la Regione di inerzia per non aver inviato la richiesta formale di autorizzazione in deroga per la motonave Liburna al Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera.
 
"Evidentemente l'onorevole Giagoni non si è informato sul lavoro portato avanti dall'assessorato dei Trasporti in questi mesi ed è interessato a utilizzare le fragilità del collegamento marittimo Sardegna-Corsica con il solo scopo di attirare l'attenzione dei media - sottolinea l'assessora -. Di questo suo costante interessamento a livello istituzionale noi non ne siamo a conoscenza e, se così è stato, non capiamo perché non ci abbia informati, visto che la competenza della tratta è della Regione.   Numerose volte abbiamo reso noto alla stampa di aver individuato noi la via dell'autorizzazione in deroga alla classe di sicurezza internazionale per navi delle caratteristiche della Liburna avendo avuto rassicurazioni dalla Moby della disponibilità della nave in tempi brevi. A seguito della nostra richiesta formale al Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto in data 11 dicembre, anche con il coinvolgimento della Corsica con cui siamo in costante contatto, lo stesso Comando ci ha risposto formalmente il 9 gennaio rendendosi disponibile ad un incontro con il nostro Assessorato e con l’Organismo nave per valutare la sussistenza delle condizioni per il rilascio della deroga per la singola tratta Santa Teresa di Gallura – Bonifacio. A fronte degli scambi formali sono parallelamente intercorse, e tutt’ora intercorrono, diverse comunicazioni informali tra il nostro Assessorato, il Comando Generale, la Moby, l’Autorità di Sistema Portuale e i Sindaci di Santa Teresa di Gallura e Bonifacio, per la predisposizione della documentazione della nave per la quale dovrà essere richiesta la deroga e che Moby ha promesso di completare entro i prossimi giorni, probabilmente già domani. Questi documenti sono necessari per avviare formalmente l’esame della proposta da parte del Comando Generale delle Capitanerie nella speranza che la stessa venga accolta perché, è bene ribadirlo, la Liburna non ha oggi la certificazione ad operare un trasporto passeggeri su una line internazionale. Capiamo che si tratti di passaggi burocratici complessi ed elaborati, ma un iter di autorizzazione così importante, che sottostà a leggi di carattere internazionale, non può saltare nessuno step affinché la stessa procedura si completi correttamente. 
Quanto dichiarato da Giagoni è quindi assai tendenzioso, ma è tipico di chi lascia le macerie nei cantieri consapevole che arriverà qualcuno dopo di lui a ricostruire le fondamenta".
 
"Piuttosto, visto il forte interesse sul tema manifestato dal deputato della Lega e visto che il servizio marittimo in questione è di competenza regionale, perché non ci ha mai interpellato sul tema? Sarebbe stato sicuramente utile per tutti - sottolinea l'esponente della Giunta Todde. Invito Giagoni a contattarci per ogni esigenza, così da sfruttare meglio il suo ruolo di rappresentante in Parlamento degli interessi del popolo sardo. 
 
"Noi preferiamo dare ai cittadini solo notizie vere e realistiche, ma soprattutto pensiamo che sia utile farlo solo quando abbiamo ottenuto dei risultati concreti e abbiamo individuato soluzioni percorribili. I proclami non ci interessano - conclude Manca -. Invito tutti i partiti, per il bene dei cittadini, a collaborare per la ricerca di soluzioni utili. È molto più costruttivo che diffondere erroneità e inesattezze per ottenere spazio sui giornali".
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Come preannunciato, la giunta regionale, su proposta della presidente Alessandra Todde, ha istituito l'Unità di progetto per sostenere la candidatura del sito minerario di Sos Enattos a Lula a ospitare l’Einstein Telescope.

 

«Prosegue il nostro lavoro a sostegno della candidatura della Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope», dichiara la presidente Todde. «Dopo lo stanziamento di 350 milioni di euro, il via libera alla realizzazione del Centro ricerche e aver ospitato il G7 della Scienza a Sos Enattos – proseuge la presidente –’istituzione dell’Unità di progetto rappresenta un altro tassello per non farci sfuggire questa irripetibile opportunità per la Sardegna».

 

La struttura avrà il compito di coordinare dal punto di vista tecnico, per ciò che compete alla Regione, tutte le attività necessarie per la stesura del "Bid Book", il fascicolo a corredo della candidatura, che dovrà essere presentato entro il 2025. Avrà inoltre la responsabilità di coinvolgere gli enti regionali per l'acquisizione della documentazione e dei pareri preliminari per la costruzione dell'infrastruttura, qualora nel 2026 venisse assegnata alla Sardegna.

 

Nello specifico l’Unità di progetto dovrà, tra l’altro, definire e attuare le iniziative politiche e culturali per sostenere la candidatura di Sos Enattos, dovrà coordinare ed attuare le attività svolte dalla Cabina di regia e della Governance multilivello e collaborare con l'Area Ricerca e Innovazione del Centro Regionale di Programmazione, che rimane il referente per le attività e i progetti di ricerca propedeutici alla candidatura.

 

«L’Unità di progetto – conclude Todde – rivestirà un ruolo fondamentale di coordinamento e di supporto tecnico, utile per raggiungere questo importante obiettivo per il futuro delle nostre zone interne e dell’intera Isola».

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Oggi siamo qui per celebrare una giornata importante per tutta l’Amministrazione regionale”. Così l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi durante l’inaugurazione stamane a Nuoro del nuovissimo deposito della Sardegna Centrale che dà l’avvio all’infrastrutturazione dell’Hub del Farmaco nell’isola, un progetto di logistica integrata per la gestione e la distribuzione centralizzata di farmaci e dispositivi medici verso tutte le strutture del Servizio Sanitario Regionale. “L’Hub del farmaco”, prosegue l’assessore, “rappresenta un’infrastruttura di estrema importanza che ottimizzerà la distribuzione dei farmaci in tutta la Sardegna. In particolare per quel che riguarda i farmaci innovativi. È un ottimo esempio di quello che intendiamo per rifunzionalizzazione della sanità sarda”.

A seguire, L'assessore Bartolazzi ha fatto visita al CESP, Centro Etico Sociale Prato Sardo. Il centro, di proprietà del Comune di Nuoro, è gestito dal 2013 dalla Cooperativa sociale Lariso. Nello spazio del CESP sono numerose le attività rivolte ai cittadini nuoresi e del territorio, fra cui il progetto “Dopo di Noi” rivolto a giovani con difficoltà che vengono coinvolti attraverso attività laboratoriali e cognitive finalizzate in particolare allo sviluppo delle competenze trasversali.

Il Cesp è anche sede formativa accreditata dalla Regione Sardegna e sono numerosi i corsi di formazione professionale in atto. Inoltre, da diversi anni il CESP è anche sede del CENTRO ESTIVO SENZA PENSIERI, che accoglie 140  bambini e bambine dai 6 agli 11 anni. “Queste sono le realtà sociali che rappresentano l’eccellenza dei nostri territori, votate all’inclusione e all’accoglienza. Da questi luoghi arrivano segnali preziosi verso le istituzioni che hanno il compito di raccogliere le buone prassi e tradurle in politiche attive”, ha concluso Bartolazzi.

 

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Più di tre ore di confronto approfondito su tutti i temi del settore. Questa mattina nella sala stampa della Regione Sardegna si è tenuto il primo tavolo del settore ittico delle lagune convocato dalla presidente Alessandra Todde alla presenza dell’assessore all’Agricoltura e riforma agro-pastorale Gian Franco Satta, di gran parte dei consiglieri regionali della commissione Agricoltura, di una decina di sindaci, delle organizzazioni di categoria del settore e di una ventina di cooperative.

Il tavolo convocato dopo il primo incontro del 19 dicembre ha affrontato tutte le criticità di un settore che coinvolge 28 compendi ittici gestiti da 20 cooperative con circa 1.000 fra lavoratori e soci.

Hanno partecipato all’incontro anche il presidente della commissione Agricoltura Antonio Solinas, i consiglieri regionali Alessandro Solinas, Emanuele Cera e Salvatore Cau e vari sindaci fra cui quello di Cabras Andrea Abis.

Da parte di tutte le parti in causa c’è stato un unanime ringraziamento alla presidente Todde e alla Regione perché “non si era mai fatto un tavolo del genere” che “affrontasse problemi mai risolti nelle legislature precedenti”.

Entrando nel merito delle questioni, il confronto è partito dai problemi idraulici che affrontano le tante lagune del nostro territorio ai tempi del cambiamento climatico e delle recenti mareggiate. La necessità di dragaggi che consentano di ripristinare l’ossigenazione delle acque è avvertita da tutti. Sulla suddivisione fra manutenzione ordinaria (in capo ai concessionari delle lagune) e straordinaria, la proposta della presidente Todde è quella di “affrontare il tema infrastrutturale mettendo immediatamente a terra le risorse, visto che dal 2018 a oggi sono stati spesi solo 6 milioni mentre ci sono molte altre dotazioni finanziarie”.

L’idea dunque è quella di coinvolgere “in modo laico” i Consorzi di bonifica, enti con dotazione strumentale e di personale adeguate per la gestione degli interventi necessari in corso di programmazione, lasciando alle Unioni di comuni la programmazione strutturale degli interventi.

I rappresentanti delle organizzazioni datoriali e i presidenti delle cooperative hanno poi illustrato i problemi relativi alla pesca delle anguille e di altre specie chiedendo di condividere le possibili modifiche alla normativa delle “griglie” e alle compensazioni e all’abbattimento dei cormorani, uccelli che nel periodo invernale mangiano quantità ingenti di pesci nelle lagune. Da parte dell’assessorato all’Agricoltura e del servizio Pesca si è fatto notare che le normative sono di carattere comunitario e nazionale, mentre le norme regionali sono di competenza dell’assessorato all’Ambiente, garantendo comunque la volontà di affrontare il tema con tutte le parti coinvolte.

Ultimo problema affrontato è quello relativo ai bandi che devono suddividere le risorse aggiuntive previste dal Consiglio Regionale: 6 milioni che si aggiungono ai 6 milioni già stanziati dalla Giunta. Sui Piani di azione necessari per accedere ai bandi, l’impegno è quello di coinvolgere cooperative e associazioni datoriali per definirli meglio.

“Da questa riunione – ha concluso l’incontro la presidente Alessandra Todde – usciamo con l’impegno di rivederci a scadenza mensile, nel frattempo ho convocato una riunione urgente con l’assessorato all’Ambiente che ha competenze importanti in materia e ci fornirà le risposte necessarie sui temi sollevati. Prima del prossimo tavolo dunque come Regione faremo i compiti a casa e fisseremo e condivideremo le priorità da affrontare in modo da non farci trovare impreparati davanti a possibili eventi critici ambientali e che potremmo avere già a maggio. Nel frattempo – ha continuato la presidente Todde – parallelamente faremo partire tavoli tecnici che affrontino i temi specifici che avete sollevato, coinvolgendovi direttamente nelle soluzioni”.

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"Il “Decreto Salva Casa”, convertito in Legge 105/2024, è una modifica al Testo Unico dell'Edilizia, il DPR n. 380/2001. La Regione Sardegna, che ha potestà legislativa primaria in materia urbanistica ed edilizia, ha una sua norma sulla stessa materia, la Legge Regionale n. 23/1985.

“Finora il coordinamento tra le due norme era, di fatto, affidato alla prassi. Il recepimento del "Salva Casa" passa perciò attraverso un'operazione di collegamento tra le due norme che costituisca un quadro unitario, evitando che professionisti e amministrazioni debbano ogni volta interpretare leggi che si sovrappongono”, dichiara l’Assessore Spanedda.

Per questa ragione, l’integrazione dei due testi normativi, per quanto possa apparire complessa, è necessaria. 

“Un recepimento acritico del Salva Casa non è utile perché, sotto alcuni aspetti, il quadro normativo regionale corrisponde meglio alle esigenze di semplificazione della norma nazionale."

L'applicazione immediata nelle Regioni a Statuto ordinario ha portato in alcuni casi a contenziosi che hanno vanificato l'orientamento alla semplificazione della norma. La Regione Sicilia, che pure a differenza della Sardegna aveva già una norma di collegamento col Testo Unico nazionale, pur avendo emesso nell’immediato una circolare per il recepimento del Salva Casa, a fine novembre ha comunque legiferato per chiarire il quadro normativo”, prosegue l’Assessore.

Stiamo lavorando quindi per offrire ai cittadini, ai professionisti, alle imprese e alle amministrazioni locali uno strumento robusto, chiaro e immediatamente utilizzabile.

È un primo passo verso un nuovo Testo Unico dell’Edilizia regionale che permetterà di offrire un quadro chiaro delle norme che regolano il settore in Sardegna.

Il Disegno di Legge verrà portato in Giunta, discusso in Commissione Consiliare e in Aula, ma non mancheranno momenti di confronto con le associazioni di categoria e con quanti saranno interessati a contribuire ad una legge snella e facilmente leggibile.

"I tempi lunghi segnalati sono solo i tempi naturali delle Istituzioni”, aggiunge.

"Pensare di risolvere la questione abitativa e il tema della legge urbanistica attraverso una norma edilizia è poi quanto meno improprio: la crisi abitativa si risolve con una seria politica della casa, tema che infatti la Giunta sta affrontando. Le regole dell’edilizia e la necessità di offrire a tutti un'abitazione sono cose diverse, temi ugualmente importanti nel governo del territorio, che però richiedono soluzioni su piani differenti. A meno che non si pensi di risolvere la questione della dignità dell'abitazione trasformando garages in abitazioni da 20 metri quadri, una prospettiva che potrebbe esser resa possibile da un recepimento affrettato del "Salva Casa"", conclude.

 

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Sarà necessario almeno un altro mese di esercizio provvisorio prima dell’approvazione della manovra finanziaria. La Commissione Bilancio del Consiglio regionale, con i soli voti della maggioranza e l’astensione della minoranza (il consigliere Alessandro Sorgia non ha partecipato al voto per ragioni politiche) ha approvato il Disegno di Legge della Giunta che autorizza la proroga della spesa per dodicesimi fino al 28 febbraio. Il provvedimento passerà ora all’attenzione dell’Aula che dovrà necessariamente approvarlo entro il 31 gennaio. «Avremmo voluto approvare la manovra finanziaria entro dicembre ma questo non è stato possibile come avvenuto per ben 8 volte negli ultimi 11 anni – ha detto l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni – il ritardo è dovuto al fatto che abbiamo dovuto procedere a due variazioni, la prima a luglio e la seconda a novembre. Provvedimenti che hanno tenuto impegnati gli uffici e non ci hanno permesso di poter lavorare alla legge finanziaria. La manovra verrà approvata la prossima settimana in Giunta, l’obiettivo è approvarla definitivamente entro febbraio».

Un obiettivo che la minoranza ritiene però irrealizzabile: «Visti i tempi tecnici pensare a un’approvazione a febbraio mi sembra molto difficile – ha detto il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Fausto Piga – meglio prevedere da subito una proroga di due mesi. Il discorso sarebbe diverso se la maggioranza presentasse una manovra tecnica. Allora si potrebbe pensare a un’approvazione in tempi rapidi».

Possibilità, quest’ultima esclusa categoricamente dalla maggioranza. Sia il presidente della Commissione Alessandro Solinas (M5S) che il consigliere Antonio Solinas (Pd) hanno chiarito che la manovra sarà a tutti gli effetti di natura politica. «La Commissione procederà secondo quanto previsto dal Regolamento consiliare – ha detto il presidente - sentendo le parti sociali e discutendo le eventuali proposte di modifica». Decisi anche i relatori alla manovra: il presidente della Commissione Alessandro Solinas per la maggioranza, Fausto Piga per l’opposizione.

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Approvata dalla Giunta Todde la riorganizzazione della rete scolastica della Regione Sardegna per l’anno scolastico 2025/2026. Un importante risultato per l’Isola che ha difeso la scuola con una battaglia contro le regole imposte dal Governo. “Abbiamo ottenuto un grande traguardo –  ha sottolineato l’assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas – unendo solo due autonomie scolastiche e non nove come chiedeva il Ministero”.

 

Per Cagliari accorpamento dell’Ugo Foscolo con Istituto comprensivo Via Stoccolma, per la Gallura accorpamento dell’Istituto comprensivo di Aggius a quello di Tempio, ovvero le due sole proposte provenienti dalle conferenze provinciali. Per questo anno scolastico sono salve ben sette autonomie scolastiche.

La Regione aveva già deliberato lo scorso mese di dicembre, facendo la scelta di proporre una riorganizzazione di sei e non nove Autonomie, basandoci sui numeri reali degli studenti e non sulle stime fatte dal Ministero.

Con un nuovo decreto ministeriale del 14 gennaio scorso viene stabilito che per il prossimo anno scolastico le Regioni potranno beneficiare di una deroga pari al 2.99% del numero di autonomie assegnate (225) che corrisponde a 7. Questo ha specificato che la Sardegna può legittimamente accorpare solo due Autonomie che permette così di preservare l’autonomia decisionale dei territori.

 

“Una nuova delibera dopo quella di dicembre - ha detto ancora l’assessore Portas - adottata dopo il decreto del Governo che ci ha permesso di ottenere quello che avevamo rivendicato e cioè un numero di accorpamenti che fosse più congeniale rispetto ai numeri reali e due soli accorpamenti decisi dai territori. Riteniamo che poi occorra sicuramente lavorare con i territori, con le Province, con i Comuni e con le scuole per riorganizzare la rete sulla base della qualità della scuola e non su meri dati numerici. Abbiamo interlocuzioni con il Governo, con le altre Regioni che si sono dotate di un piano di dimensionamento per fare in modo che si arrivi a risultati che siano effettivamente congeniali a quella che è la situazione della Sardegna.

Noi dovevamo teoricamente dimensionare per arrivare a 225 autonomie invece con la deroga del 2,99% siamo riusciti a ottenere solamente due autonomie invece di nove accorpate. Quindi questo è un grande risultato anche perché comunque possiamo ragionare sul futuro. È chiaro che i numeri a cui dovremmo arrivare l'anno prossimo, che sono 220 autonomie ci richiedono uno sforzo maggiore di condivisione. Ma anche questo numero di 220 l'anno prossimo potrebbe essere rivisto, in quanto come Regioni stiamo chiedendo al Ministero di rivedere i parametri e quindi ragionare su quello che è l'effettiva situazione dei numeri degli iscritti ma anche delle situazioni regionali specifiche.”

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