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La Sardegna sta costruendo un sistema di protezione civile fondato sulla prevenzione, sulla pianificazione e sulla capacità dei territori di affrontare i nuovi scenari determinati dalla crisi climatica. È il messaggio lanciato dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervenuta questa mattina all’evento nazionale “CapRischio - Strategie di protezione civile per i territori 2021-2027”.

Nel corso della tavola rotonda dedicata alle strategie per l’utilizzo dei fondi di coesione per accrescere la capacità dei territori, la presidente ha illustrato il percorso avviato dalla Regione per rafforzare la resilienza dell’Isola di fronte ai rischi naturali e agli effetti del cambiamento climatico.

“Gli eventi meteorologici estremi che stanno interessando il Mediterraneo e la Sardegna ci impongono un cambio di paradigma. Non possiamo limitarci a gestire le emergenze: dobbiamo investire sulla prevenzione, sulla pianificazione e sulla capacità dei territori di reagire in modo coordinato”, ha dichiarato Todde.

La presidente ha evidenziato il valore della nuova legge regionale sulla protezione civile, approvata nel maggio scorso, che introduce un modello di governance multilivello fondato sugli Ambiti territoriali di protezione civile e sul rafforzamento del ruolo delle comunità locali e del volontariato.

A rappresentare il sistema regionale nella sessione dedicata al progetto CapRischio è stato il direttore generale della Protezione civile regionale, Mauro Merella, che ha illustrato il percorso che ha portato la Sardegna a diventare una delle realtà più avanzate nell’organizzazione degli Ambiti territoriali di protezione civile.

Merella ha ricordato come il modello sia stato costruito progressivamente insieme alle Prefetture, ad ANCI Sardegna e al Dipartimento nazionale della Protezione civile, attraverso un percorso che ha coinvolto l’85% dei Comuni sardi e circa il 50% dei sindaci dell’Isola.

“CapRischio rappresenta per la Sardegna un passaggio decisivo perché ci consente di rafforzare un percorso avviato negli ultimi anni insieme ai Comuni, alle Prefetture, ad ANCI Sardegna e al Dipartimento nazionale della Protezione civile. Abbiamo costruito un modello di protezione civile di prossimità basato sugli Ambiti territoriali, che oggi ci permette di lavorare in una logica multirischio e multilivello. L’obiettivo è far vivere i centri operativi d’ambito durante tutto l’anno, rafforzare la pianificazione condivisa e mettere le istituzioni nelle condizioni di affrontare le emergenze come un unico sistema. L’esperienza del ciclone Harry ha dimostrato che questa strada è quella giusta: i territori non si sono sentiti soli e la forte integrazione tra tutti i livelli del sistema ha contribuito a ottenere un risultato importante, con nessuna vittima registrata durante l’emergenza”, ha dichiarato Mauro Merella.

Concludendo il suo intervento, la presidente Todde ha ribadito il valore strategico dell’inclusione della Sardegna tra le regioni beneficiarie di CapRischio 2021-2027.

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Nel 2025 la spesa delle famiglie sarde per i beni durevoli si è attestata a 1 miliardo e 654 milioni di euro, in calo dello 0,8% rispetto all’anno precedente. I dati emergono dall’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic giunto alla 32esima edizione. La flessione è molto più contenuta della media nazionale (-2,1%) e colloca la Sardegna fra le regioni che hanno reagito meglio al rallentamento del mercato. La spesa media per famiglia arriva a 2.212 euro, quindicesimo dato regionale in Italia, con un calo del -0,8%.
 
A sostenere il profilo dell’isola sono soprattutto l’usato e diversi comparti per la casa. Le auto nuove si fermano a 299 milioni di euro e calano del 7,2%, mentre le auto usate salgono a 588 milioni di euro con un +2%, una delle migliori dinamiche nazionali. I motoveicoli valgono 44 milioni di euro e lasciano sul terreno l’1%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 141 milioni di euro e crescono del 4%, i mobili totalizzano 355 milioni di euro e flettono del 2,5%, l’elettronica di consumo si attesta a 36 milioni di euro con un -2,4%. Sul fronte digitale, l’information technology raggiunge 43 milioni di euro e cresce del 2,6%, mentre la telefonia sale a 148 milioni di euro con un +1,1%. La Sardegna è l’ultima regione italiana per la spesa media a famiglia in motoveicoli, elettrodomestici ed elettronica di consumo.
 
“In Sardegna la spesa complessiva per beni durevoli cala appena dello 0,8% - dichiara Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic - con una dinamica nettamente migliore della media italiana, e dentro questo risultato si leggono segnali di vivacità tutt’altro che marginali. La crescita delle auto usate, degli elettrodomestici, dell’information technology e della telefonia dice che le famiglie continuano a spendere, ma selezionano con più attenzione i capitoli di acquisto. Il dato più emblematico arriva da Nuoro, che è l’unica provincia italiana a chiudere l’anno con una crescita della spesa familiare nei durevoli: un segnale che racconta bene la capacità di reazione di un territorio apparentemente periferico ma ancora dinamico”.
 
CAGLIARI: IN CALO LA SPESA PER AUTO NUOVE, TENGONO LE USATE. Cagliari si conferma il principale mercato sardo dei beni durevoli con 496 milioni di euro di spesa complessiva nel 2025, pari al 51° valore nazionale, ma registra un calo dell’1,4%. La spesa media per famiglia è di 2.455 euro, la più alta della regione, anch’essa in flessione dell’1,4%. La mobilità vale una parte importante del paniere: le auto nuove arretrano a 106 milioni di euro (-6,4%), le auto usate avanzano a 175 milioni (+0,6%) e i motoveicoli a 17 milioni (+3%). Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici arrivano a 37 milioni di euro (+3,9%), l’elettronica di consumo ferma a 10 milioni (-1%), i mobili a 91 milioni (-3%). In crescita l’information technology, a 11 milioni di euro (+1,3%), mentre la telefonia tiene a 49 milioni (+0,1%).
 
A SASSARI TIENE IL MERCATO DEI BENI DUREVOLI, QUASI 500 MILIONI LA SPESA. Con 494 milioni di euro di spesa in beni durevoli e una flessione contenuta allo 0,6%, Sassari è la provincia che più si avvicina a Cagliari per dimensione del mercato e una delle più vivaci dell’isola. La spesa media per famiglia è di 2.151 euro, in calo dello 0,6%. Nel comparto della mobilità le auto nuove valgono 95 milioni di euro e scendono del 5,7%, le auto usate raggiungono 180 milioni grazie a un +1,4%, mentre i motoveicoli si fermano a 17 milioni (-0,4%). Nei beni per la casa gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 40 milioni di euro (+3,5%) pur essendo la provincia ultima in Italia per la spesa media per nucleo familiare (175 euro). L’elettronica di consumo frena a 11 milioni (-1,6%) e i mobili a calano a 103 milioni (-2,2%). Più brillante la componente digitale: l’information technology sale a 14 milioni di euro con un +4,8%, una delle migliori performance provinciali italiane, e la telefonia raggiunge 33 milioni con un +2,5%.
 
NUORO PRIMA IN ITALIA PER CRESCITA DELLA SPESA IN DUREVOLI. Nuoro è la provincia che nel 2025 sorprende di più: la spesa complessiva in beni durevoli arriva a 205 milioni di euro e cresce dello 0,5%, miglior risultato d’Italia, mentre la spesa media per famiglia sale a 2.173 euro con un analogo +0,5%, anche in questo caso primo dato nazionale per dinamica. Il risultato poggia su una mobilità a due facce: le auto nuove si fermano a 23 milioni di euro (-11,8%), ma le auto usate raggiungono 74 milioni e crescono del 4,6%, una delle migliori variazioni del Paese; i motoveicoli valgono 3 milioni e perdono appena lo 0,6% con provincia ultima in Italia per la spesa media per nucleo familiare (28 euro). Tra gli altri comparti spiccano gli elettrodomestici, che toccano 21 milioni di euro con un +5,6%, miglior dinamica della Sardegna. L’elettronica di consumo scende a 5 milioni (-3,7%), i mobili tengono a 56 milioni (-0,4%), l’information technology sale a 6 milioni (+1,5%) e la telefonia a 17 milioni (+0,8%).
 
A ORISTANO 143 MILIONI DI EURO DI SPESA IN BENI DUREVOLI, CROLLANO AUTO NUOVA E MOTOVEICOLI. Oristano chiude il 2025 con 143 milioni di euro di spesa in beni durevoli, ultimo mercato della Sardegna per volumi, e una flessione del 2%; la spesa media per famiglia si attesta a 2.072 euro, anch’essa in calo del 2%. Il ridimensionamento interessa soprattutto la mobilità: le auto nuove si fermano a 20 milioni di euro (-18%), le auto usate raggiungono 52 milioni (+3,7%) e i motoveicoli franano del 21,6% a 2 milioni con le famiglie oristanesi penultime in Italia per la spesa media (29 euro). I comparti per la casa offrono elementi di tenuta: gli elettrodomestici salgono a 12 milioni di euro (+4,1%), l’elettronica di consumo arretra a 3 milioni (-3,7%) e i mobili tengono a 34 milioni (-0,7%). Nel digitale, l’information technology arriva a 4 milioni di euro (+0,7%), mentre la telefonia vale 16 milioni con un -0,4%.
 
EX SUD SARDEGNA: LA SPESA PER AUTO USATA CORRE A +3%, TRA LE MIGLIORI D’ITALIA. Nel 2025 il Sud Sardegna totalizza 316 milioni di euro di spesa complessiva in beni durevoli, in lieve calo dello 0,5%, con una spesa media per famiglia di 2.067 euro (-0,5%). Il tratto più interessante del quadro provinciale è la tenuta dell’auto usata: 108 milioni di euro e +3%, uno dei dati migliori del Paese. Le auto nuove si fermano invece a 55 milioni di euro (-4,8%), mentre i motoveicoli valgono 5 milioni e segnano un -5,1%. Sul fronte della casa, gli elettrodomestici raggiungono 30 milioni di euro (+3,5%), l’elettronica di consumo arretra a 7 milioni (-3,9%) e i mobili scendono a 71 milioni, con una flessione del 4,5%, la più pesante della regione. L’information technology sale a 8 milioni di euro (+2,5%), la telefonia a 32 milioni (+2,3%), a conferma di un orientamento di spesa ancora favorevole verso i comparti più utili nella vita quotidiana.
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Significativo riconoscimento per la sanità sarda a livello nazionale: il progetto di ARES Sardegna, presentato per tutta la regione, si è aggiudicato il finanziamento dell'avviso pubblico "Grandi Anziani" indetto da AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), posizionandosi al primo posto nell’Area Sud Italia e al terzo posto assoluto in tutta Italia.

Il progetto vincitore, rinominato significativamente A Kent’Annos in Salude, è stato sviluppato da ARES, in raccordo con le Direzioni Generali delle Politiche Sociali e della Sanità dell'Assessorato regionale. Finanziato con 3,47 milioni di euro di fondi europei PNRR (Missione 6), il piano rappresenta un’importante evoluzione dell'assistenza territoriale nell'isola, coinvolgendo in modo capillare tutte le Aziende Sanitarie sarde, i Distretti Socio-Sanitari e gli Ambiti PLUS.

“Questo rilevante risultato a livello nazionale premia il lavoro di squadra e la sinergia tra gli enti coinvolti dal progetto, Assessorato, Aziende sanitarie e Università sarde, Ambiti PLUS e quindi Comuni, che ora opereranno insieme per il miglior risultato a beneficio dei nostri grandi anziani in tutti i territori”, afferma la Presidente ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde. “La Sardegna è una delle regioni più longeve del mondo e questo rappresenta per noi un motivo di orgoglio, ma anche una grande responsabilità. Vivere più a lungo deve significare poter vivere meglio, con servizi adeguati, assistenza di qualità e la possibilità di rimanere il più possibile nella propria casa e nella propria comunità. Il finanziamento ottenuto riconosce la qualità del lavoro svolto dalla Regione, da ARES e da tutti i partner coinvolti, ma soprattutto conferma la validità di una visione che mette la persona al centro”, spiega la Presidente.

Il progetto A Kent’Annos in Salude nasce per rispondere a esigenze assistenziali tipiche dei territori sardi, dove il 27% della popolazione è over 65 anni e la densità di popolazione è bassa. La strategia regionale intende superare l'approccio "ospedalo-centrico" per investire sulla cura di prossimità, nella comunità di riferimento e quindi presso il domicilio della persona. L’obiettivo è la presa in carico di 1.410 grandi anziani (prevalentemente tra gli 80 e i 90 anni) focalizzata su tre direttrici:

· Deterioramento cognitivo: stimolazione cognitivo-motoria a domicilio con tecnologie adattive dalle interfacce chiare e semplificate;

· Aderenza terapeutica: dispenser digitali intelligenti per non dimenticare i farmaci, d’intesa con le farmacie del territorio;

· Isolamento sociale: monitoraggio domotico e forte coesione con gli Enti del Terzo Settore per combattere tale rischio di isolamento.

Il progetto, concepito per diventare un modello regionale strutturale, punta a migliorare la sicurezza e la qualità della vita degli anziani nella propria comunità. Parallelamente, mira a ridurre accessi a pronto soccorso e ricoveri impropri, e perciò evitabili, e a garantire la continuità assistenziale, abbattendo le disuguaglianze territoriali.

La cabina di regia del progetto sarà guidata da ARES Sardegna, in collaborazione con l’Assessorato Regionale - Direzioni Politiche Sociali e Sanità -, e in sinergia con le Aziende Sanitarie sarde, le Università di Sassari e Cagliari.

“Questa iniziativa non mira alla semplice fornitura di tecnologie o di dispositivi elettronici, bensì alla definizione di un nuovo modello di prevenzione e di cura che integri stabilmente la sfera sanitaria con quella sociale, portando effettivamente la medicina di prossimità a casa dei nostri anziani più fragili, abbattendo distanze che per loro costituiscono un problema più che per altri utenti”, spiega il Direttore Generale di Ares, Giuseppe Pintor. Al termine dei 18 mesi iniziali previsti dal progetto, questa architettura organizzativa sarà perciò pronta per diventare uno standard strutturale di tutta la sanità di prossimità in Sardegna”, conclude il Direttore Generale.

La delegazione sarda ha presentato oggi i dettagli operativi del progetto a Roma, in occasione dell'illustrazione dei progetti vincitori del bando presso la sede di AGENAS.

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La Sardegna introduce nuove misure per tutelare i lavoratori dai rischi legati alle ondate di calore. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha firmato un’ordinanza urgente che limita le attività lavorative svolte all’aperto nelle ore più calde della giornata nei comparti maggiormente esposti alle alte temperature.

Il provvedimento, entrato in vigore con effetto immediato e valido fino al 31 agosto 2026, interessa i settori agricolo, florovivaistico, edile e impiantistico. Nelle giornate in cui la piattaforma Worklimate indicherà, alle ore 12, un livello di rischio “alto” per stress da calore, sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.

L’ordinanza si applica su tutto il territorio regionale e punta a prevenire malori, infortuni e situazioni di pericolo legate alle temperature elevate che caratterizzano sempre più frequentemente la stagione estiva.

Sono esclusi dal divieto gli interventi considerati indispensabili per la collettività, come quelli di pubblica utilità, protezione civile e tutela della pubblica incolumità. Potranno quindi proseguire le attività svolte dalle pubbliche amministrazioni, dai concessionari di servizi pubblici, dalle imprese incaricate e dall’Agenzia FoReSTAS. Resta comunque obbligatorio adottare tutte le misure di prevenzione e sicurezza previste dalla normativa vigente per la protezione dei lavoratori.

La Regione ricorda inoltre che il mancato rispetto delle disposizioni contenute nell’ordinanza può comportare l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 650 del Codice penale, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.

Con questo intervento la Giunta regionale intende rafforzare la prevenzione e garantire condizioni di lavoro più sicure durante i periodi di caldo intenso, salvaguardando la salute di chi opera quotidianamente all’aperto.

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Sarà la cittadina gallurese il vero epicentro politico della Sardegna nel prossimo fine settimana. Su ben 148 comuni isolani chiamati alle urne nell'ultima tornata elettorale amministrativa, Tempio Pausania – co-capoluogo della neonata provincia della Gallura Nord-Est Sardegna – è infatti l’unico centro ad andare al ballottaggio. Nelle altre quattro grandi municipalità sarde con più di 15mila abitanti o capoluoghi di provincia, la partita si è chiusa già al primo turno il 7 e 8 giugno scorsi.

Domenica 21 e lunedì 22 giugno, i cittadini saranno richiamati alle urne per scegliere chi guiderà l'amministrazione locale. La sfida decisiva vedrà il sindaco uscente Giovanni Antonio Giuseppe Addis contendersi la fascia tricolore con la candidata civica Gianna Masu.

Il primo turno ha evidenziato un fortissimo interesse da parte della comunità tempiese, facendo registrare un’affluenza eccezionale pari al 68% degli aventi diritto. Si tratta di un balzo in avanti notevole rispetto alla precedente tornata elettorale, che si era fermata a un più modesto 57% di votanti. Questo rinnovato fervore democratico si traduce ora in un bacino di voti contendibile e in una campagna elettorale serrata per convincere gli indecisi e gli astenuti.

La scheda elettorale metterà gli elettori di fronte a due visioni diverse per il futuro del territorio, rappresentate da due figure di comprovata esperienza amministrativa.

Giovanni Antonio Giuseppe Addis – "Tempio Tradizione e Futuro" alla guida della coalizione che sostiene la continuità, Addis si presenta al ballottaggio forte del 32,83% dei consensi (corrispondenti a 2.539 voti) ottenuti al primo turno.

È un veterano dell'amministrazione locale, avendo fatto il suo primo ingresso in consiglio comunale nel lontano 1985. Nel corso degli anni ha ricoperto numerosi incarichi di giunta. Divenuto sindaco nel 2019 per subentro a seguito dell'incompatibilità del predecessore Andrea Biancareddu, Addis è stato poi confermato direttamente dai cittadini nel 2020 e punta ora a un nuovo mandato per completare i progetti avviati.

A contrastare l'amministrazione uscente c'è la coalizione civica guidata da Gianna Masu, che ha conquistato l'accesso al secondo turno con il 24,89% delle preferenze (pari a 1.925 voti). Manager della pubblica amministrazione, Masu è attualmente dirigente comunale presso la città di Olbia. Ha alle spalle un solido bagaglio professionale legato alla pianificazione strategica, allo sviluppo economico locale e alla promozione turistica. Ha inoltre curato importanti progetti territoriali in sinergia con istituti accademici ed enti attivi nel quadrante del Nord-Est sardo.

Con l'apertura dei seggi ormai imminente, l'attenzione è tutta rivolta alle strategie di mobilitazione dell'elettorato messe in atto dai due comitati. In un contesto dove ogni singola preferenza può fare la differenza, Tempio Pausania si appresta a scrivere una pagina cruciale per la governance della Gallura interna e per gli equilibri politici della nuova provincia sarda. Spetterà ai tempiesi stabilire se premiare l'esperienza e la continuità di Addis o scommettere sul rinnovamento tecnico proposto da Masu.

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Negli ultimi dieci anni la Sardegna ha perso quasi una imprese del commercio su sei, con il commercio al dettaglio che segna un calo superiore al 20%. Solo nel 2025 il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni nel settore resta negativo di oltre mille imprese. Una flessione che si concentra in particolare nei centri storici delle città sarde, dove negli ultimi tredici anni gli esercizi di vicinato — alimentari, abbigliamento, edicole, ferramenta — sono diminuiti di circa il 13%, mentre cresce il peso di bar e ristoranti, segno di una trasformazione del tessuto urbano che non garantisce gli stessi servizi essenziali ai residenti.

A pesare su questo scenario contribuiscono anche fattori strutturali: l'invecchiamento della popolazione sarda, con un tasso di natalità quasi dimezzato in vent'anni, e la crescita dell'e-commerce, che a livello nazionale ha più che raddoppiato il proprio valore in pochi anni, sottraendo ulteriori quote di mercato al commercio fisico di prossimità.

"Di fronte a numeri di questa portata, le risorse stanziate dalla Regione con il disegno di legge di variazione di bilancio (DL 203) per i contributi alle imprese commerciali sono un segnale positivo ma del tutto insufficienti", dichiara Sandro Guiso Direttore Regionale "parliamo di poco più di 4 milioni di euro per il 2026, una cifra che non è in grado di intervenire in modo significativo su un fenomeno che riguarda migliaia di attività in tutta l'Isola".

Confcommercio Sardegna ha portato questi dati in audizione in Consiglio regionale, chiedendo un incremento della dotazione finanziaria e l'introduzione di criteri che premino in modo specifico le attività nei centri storici e nei comuni più piccoli, dove il negozio resta spesso l'unico presidio di servizio per la comunità.

"Non si tratta di assistenzialismo, ma di un investimento sul territorio", prosegue Emanuele Frongia componente l’Assemblea dell’Associazione e già Vice Presidente di Confcommercio Sud Sardegna "Ogni euro destinato al commercio di vicinato torna alla collettività in termini di occupazione, sicurezza e vitalità dei centri urbani. Continueremo a chiedere alla politica regionale un impegno più coerente con la gravità della situazione."

 

 
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Alla vigilia dell’esame di maturità, che prenderà il via domani per migliaia di studentesse e studenti in tutta Italia, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha rivolto un messaggio di augurio alle ragazze e ai ragazzi sardi che si apprestano ad affrontare una delle prove più importanti del loro percorso scolastico.
 
“Ciao ragazze e ragazzi, siete circa 12.000 che vi apprestate ad affrontare la maturità. In bocca al lupo a tutte e a tutti voi”, ha dichiarato la Presidente. “So che in queste ore ci sono ansia, notti insonni, paura di dimenticare tutto, voglia di fare bene, aspettative vostre e dei vostri amici. È normale, state chiudendo un pezzo importante della vostra vita e ne state aprendo un altro”, ha aggiunto.
 
“Portate con voi quello che avete imparato, le persone che hanno creduto in voi, gli errori che vi hanno fatto crescere. La Sardegna ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro entusiasmo, della vostra energia”, ha proseguito Todde.
 
“Non credete a chi vi dice che va tutto male, che in Sardegna non ci sono opportunità, che in Sardegna non c’è futuro. Io ho imparato nella mia vita che il futuro si costruisce, che la fiducia si costruisce, che le opportunità si costruiscono”, ha sottolineato la Presidente.
 
“E allora è necessario che voi vi impegnate per fare in modo che questa sia una terra di opportunità”, ha evidenziato. “Io vi posso raccontare la mia maturità, non solo notti insonni, perché ovviamente le aspettative erano tantissime, ma anche voglia di riscatto, voglia di dimostrare, voglia di far capire che ce la potevo fare. E mi è servito, eccome se mi è servito”, ha ricordato Todde.
 
“Buon esame di maturità a tutte e a tutti voi”, ha concluso la Presidente.
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Ai loro occhi la Sardegna è ormai l’isola delle vacanze esclusive. Una destinazione da sogno, certo, ma sempre più riservata a chi può permettersela. È come se ai cancelli invisibili dei porti di Olbia, Porto Torres e Cagliari ci fosse una selezione non scritta: entra chi ha un portafoglio abbastanza capiente.

Le classifiche elaborate da Altroconsumo e Assoutenti raccontano infatti un’estate in cui raggiungere e soggiornare nell’Isola può trasformarsi in un investimento da migliaia di euro.

Secondo Altroconsumo, per una coppia bastano circa cento euro per raggiungere la Sardegna, ma il vero salasso arriva una volta sbarcati. Gli alloggi fanno impennare la spesa e Villasimius conquista un primato poco invidiabile: è la località balneare più cara tra venti mete italiane analizzate dall’associazione. Una settimana costa in media 1.654 euro. Sul podio nazionale c’è anche Stintino, dove servono 1.522 euro.

Ma è l’indagine di Assoutenti a fotografare gli scenari più estremi. Per una famiglia composta da quattro persone, una settimana a Baja Sardinia può sfiorare i 5mila euro. Una cifra che, in altre destinazioni italiane, consentirebbe addirittura tre vacanze. A Rimini, Milano Marittima oppure sulle spiagge venete di Caorle, Bibione e Jesolo la stessa famiglia riesce infatti a trascorrere una settimana con una spesa compresa tra i 1.400 e i 1.700 euro.

Il confronto è impietoso. Se a Vieste, in Puglia, bastano poco più di 1.250 euro, in Sardegna il conto lievita fino a diventare il più alto del Paese. 

Eppure il turismo italiano continua a crescere. Le tensioni internazionali, dalla guerra in Medio Oriente alle preoccupazioni legate allo scenario iraniano, stanno spingendo molti italiani a rinunciare ai viaggi più lunghi e a scegliere mete nazionali. Giugno dovrebbe chiudersi con un aumento dell’1% delle presenze, un dato che, rapportato ai circa 27 milioni di italiani in movimento durante l’estate, assume un peso tutt’altro che marginale.

Crescono però anche i prezzi. Secondo Assoutenti, una famiglia con due figli che sceglie un hotel tre stelle dal 9 al 16 agosto spenderà mediamente oltre 2mila euro, con rincari superiori al 12% rispetto all’anno scorso.

La Sardegna, inoltre, paga più di altre regioni il caro-trasporti. Le tariffe dei traghetti sono aumentate dell’11% e per chi parte l’8 agosto e rientra il 16 il costo può diventare proibitivo: servono circa 1.665 euro per la tratta Civitavecchia-Olbia e oltre 1.400 euro per il collegamento Genova-Porto Torres. Per raggiungere Palermo da Napoli, invece, ne bastano poco più di 800.

Paradossalmente, mentre i collegamenti marittimi continuano a pesare sui bilanci delle famiglie, i voli internazionali registrano una diminuzione dei prezzi del 23%. 

Altroconsumo, osservando un periodo diverso e prendendo in considerazione una coppia nella prima settimana di agosto, evidenzia invece una lieve flessione dei costi medi: viaggio e sette notti ammontano complessivamente a circa 1.050 euro.

Resta però il nodo dell’accessibilità. Tra le località più costose da raggiungere figurano proprio Stintino e Villasimius, dove solo il trasferimento può superare i 540 euro. L’alloggio a Villasimius costa in media 1.117 euro a settimana per due persone, uno dei valori più elevati dell’intera classifica nazionale.

La Sardegna continua a essere una delle mete più desiderate d’Italia. Ma anno dopo anno, per molti italiani, il sogno rischia di trasformarsi in un lusso.

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“Le leggi della Sardegna non si possono aggirare. Difenderemo fino in fondo le prerogative della nostra autonomia”.

Così la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde interviene sulla decisione del Governo di autorizzare, attraverso la procedura prevista dalla ZES Unica per il Mezzogiorno, il progetto previsto nell’area di Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, in un contesto di straordinario valore ambientale e paesaggistico che si affaccia sull’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, uno dei principali sistemi naturalistici del Mediterraneo, istituito nel 1997 e sottoposto a molteplici livelli di tutela ambientale.

La vicenda nasce dal mancato accoglimento, da parte del Governo, dell’opposizione formalmente presentata dalla Regione Sardegna al progetto promosso dalla società Tavolara Bay Srl. La Regione ha già annunciato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ritenendo che la procedura adottata determini una compressione delle competenze regionali in materia di pianificazione territoriale, tutela paesaggistica e governo del territorio.

“Parliamo di un intervento che interessa una zona di altissimo pregio ambientale e paesaggistico, sulla quale la Regione, gli enti locali e i cittadini avevano già espresso osservazioni, dubbi e contrarietà. Riteniamo che le competenze regionali, le norme urbanistiche e gli strumenti di tutela del paesaggio debbano essere pienamente rispettati”, afferma la Presidente.

Nel corso dell’iter autorizzativo, numerosi soggetti istituzionali coinvolti nella tutela del territorio hanno espresso valutazioni critiche sull’intervento, evidenziando la necessità di garantire il pieno rispetto degli strumenti urbanistici vigenti e delle norme poste a salvaguardia delle aree costiere e dei beni paesaggistici. La Regione ribadisce che la semplificazione amministrativa non può tradursi in un indebolimento delle prerogative costituzionalmente riconosciute alle autonomie speciali né nella riduzione delle garanzie poste a tutela del territorio.

“Siamo favorevoli allo sviluppo quando rispetta le leggi, le comunità e il valore dei luoghi. La Sardegna non è contraria agli investimenti e non chiude la porta alle opportunità di crescita. Chiediamo però che ogni intervento avvenga nel rispetto delle regole e delle competenze riconosciute alla nostra Regione”, sottolinea Todde.

La Presidente richiama inoltre la necessità di coniugare crescita economica, attrazione degli investimenti e salvaguardia del patrimonio ambientale, nel rispetto delle norme che regolano l’utilizzo del territorio e delle competenze attribuite alla Sardegna dal proprio Statuto speciale. La tutela delle coste e del paesaggio rappresenta infatti uno degli elementi fondamentali delle politiche regionali di sviluppo sostenibile e di valorizzazione delle risorse identitarie dell’Isola.

“Le nostre coste rappresentano un patrimonio pubblico straordinario. Sono identità, ambiente, economia durevole e futuro. Per questo continueremo a difendere il diritto della Sardegna a decidere del proprio territorio e a far valere le prerogative che derivano dalla nostra autonomia speciale”, conclude la Presidente.

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Urne aperte in Sardegna per una tornata di elezioni amministrative che coinvolge quasi un terzo dei Comuni dell'isola. Sono circa 400mila i cittadini sardi chiamati a eleggere 148 nuovi sindaci e a rinnovare altrettanti consigli comunali. I seggi resteranno aperti oggi fino alle 23:00 e domani, lunedì, dalle 7:00 alle 15:00, quando inizieranno immediatamente le operazioni di spoglio.

Si tratta di un appuntamento elettorale particolarmente corposo: alla naturale scadenza dei mandati del 2021 si cumulano infatti i rinnovi dei Comuni andati al voto nel 2020, l'anno dell'emergenza Covid, che allungò i tempi delle amministrazioni. Nei centri con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, qualora nessun candidato sindaco riesca a superare la soglia del 50% delle preferenze, si tornerà alle urne per il ballottaggio il 21 e 22 giugno. 

La sfida più attesa e politicamente rilevante si gioca nel Campidano, con i riflettori puntati soprattutto su Quartu Sant’Elena, il centro più popoloso di questa tornata. Alta attenzione anche per i risultati di Sestu, Sanluri, Tempio Pausania e Porto Torres.

La mappa geografica del voto fotografa in modo nitido il peso demografico e politico delle aree interne e dei piccoli borghi dell'isola, con una distribuzione provinciale che vede la provincia di Oristano guidare la classifica per numero di municipi al voto:

Provincia di Oristano: 37 Comuni

Città Metropolitana di Sassari: 27 Comuni

Città Metropolitana di Cagliari: 27 Comuni

Provincia di Nuoro: 20 Comuni

Gallura (Nord-Est Sardegna): 13 Comuni

Medio Campidano: 11 Comuni

Ogliastra: 7 Comuni

Sulcis Iglesiente: 6 Comuni

Il vero nemico di questa domenica elettorale, specialmente nei piccoli centri, non è l'avversario politico ma l'indifferenza. Sono ben 62 i Comuni in cui è stata presentata un'unica lista. In questi contesti, il candidato sindaco non deve battere una coalizione rivale, ma deve sconfiggere l'astensionismo. 

Perché l'elezione sia ritenuta valida a tutti gli effetti, la legge prevede il raggiungimento di un doppio quorum: deve recarsi alle urne almeno il 40% degli elettori iscritti nelle liste del Comune.

La lista unica deve raccogliere almeno il 50% dei voti validi (escludendo quindi schede bianche e nulle).

Se anche uno solo di questi due parametri non dovesse essere raggiunto, l'intera tornata verrebbe annullata, spalancando inevitabilmente le porte al commissariamento del Comune da parte della Regione.

Ecco il quadro dettagliato, suddiviso per territori, di tutte le amministrazioni locali sarde chiamate al rinnovo:

Città Metropolitana di Cagliari Quartu Sant’Elena, Sestu, Ballao, Burcei, Dolianova, Domus de Maria, Elmas, Escolca, Goni, Guamaggiore, Mandas, Maracalagonis, Muravera, Nuraminis, Nurri, Orroli, Ortacesus, Sadali, San Basilio, Serdiana, Settimo San Pietro, Silius, Suelli, Ussana, Uta, Villa San Pietro, Villaputzu.

Città Metropolitana di Sassari Porto Torres, Bessude, Bonnanaro, Bottidda, Bultei, Burgos, Cossoine, Giave, Ittireddu, Ittiri, Laerru, Mara, Nule, Nulvi, Osilo, Ossi, Pattada, Perfugas, Ploaghe, Pozzomaggiore, Romana, Siligo, Tergu, Thiesi, Usini, Valledoria, Viddalba.

Provincia di Oristano Abbasanta, Allai, Arborea, Assolo, Asuni, Baressa, Busachi, Curcuris, Flussio, Fordongianus, Ghilarza, Gonnosnò, Gonnostramatza, Laconi, Masullas, Mogoro, Montresta, Neoneli, Norbello, Nurachi, Palmas Arborea, Pau, Paulilatino, Samugheo, San Nicolò d'Arcidano, San Vero Milis, Santa Giusta, Santu Lussurgiu, Sennariolo, Siamaggiore, Siapiccia, Simaxis, Suni, Ulà Tirso, Usellus, Villa Sant'Antonio, Zeddiani.

Provincia di Nuoro Atzara, Austis, Birori, Bortigali, Desulo, Gavoi, Lei, Lodè, Mamoiada, Noragugume, Ollolai, Olzai, Onifai, Osidda, Ottana, Posada, Seulo, Tiana, Tonara, Torpè.

Gallura (Nord-Est Sardegna) Tempio Pausania, Aggius, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, La Maddalena, Luogosanto, Monti, Oschiri, Padru, San Teodoro, Sant'Antonio, Santa Teresa.

Medio Campidano Sanluri, Barumini, Gonnosfanadiga, Guspini, Lunamatrona, Pabillonis, Segariu, Siddi, Tuili, Ussaramanna, Villanovafranca.

Ogliastra Arzana, Elini, Gairo, Ilbono, Loceri, Urzulei, Ussassai.

Sulcis Iglesiente Giba, Musei, Piscinas, Santadi, Tratalias, Villamassargia.

 

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