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comuni montani, saranno finanziati tutti i progetti idonei beneficiari del fondo di sviluppo delle montagne italiane
Tutte le proposte risultate idonee ad accedere all’annualità 2023 del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (Fosmit) saranno finanziate. Lo ha stabilito la Giunta regionale, che ieri, su proposta dell’assessore degli Enti locali Francesco Spanedda, ha approvato la delibera che allarga la platea dei beneficiari anche agli enti che, pur essendo stati ammessi al contributo, non erano stati finanziati per esaurimento del fondo.
“Considerato il numero elevato di domande pervenute e risultate ammissibili al finanziamento - spiega l’assessore Spanedda -, abbiamo deciso di utilizzare parte delle risorse dell’annualità 2024 per scorrere le graduatorie e finanziarle tutte”.
La misura prevede due linee di intervento, volte a promuovere progetti di azione di tutela, sviluppo sostenibile e salvaguardia dell’ambiente. Beneficiari dei finanziamenti sono le Comunità montane e le Unioni di comuni composte da comuni totalmente o parzialmente montani.
Relativamente all’annualità 2023, sono risultate idonee 25 proposte per la linea 1 e 11 per la linea 2. In un primo momento, per la linea 1 sono state ammesse a finanziamento 18 proposte per una spesa complessiva di 15.967.315 euro (con risorse residuali sullo stanziamento iniziale pari a 46.881 euro), mentre 7 proposte sono risultate ammesse al contributo e non finanziabili per esaurimento fondi, per un totale di 6.460.000 euro. Per la linea 2, invece, sono state ammesse a finanziamento 9 proposte per una spesa complessiva di 1.800.000 euro (con risorse residuali di 64.545 euro), mentre 2 proposte sono risultate ammesse e non finanziabili sempre per esaurimento fondi, per un totale di 400.000 euro.
Alla Regione sono già state assegnate risorse per l’annualità 2024 pari 12.615.842 euro, distribuite nelle due linee di intervento. Per non escludere a causa dell’esaurimento delle risorse quegli enti che hanno presentato progetti idonei, la Giunta ha quindi previsto di destinare parte dell’annualità 2024 per lo scorrimento dell’intera graduatoria. Nello specifico, 6.413.118 euro per la linea 1 e 335.454 euro per la linea 2.
“Si tratta di interventi fondamentali per il futuro delle nostre comunità montane - afferma l’assessore - e utili per la valorizzazione e la tutela del patrimonio ambientale dell’isola. La Regione è impegnata nel promuovere e sostenere ogni iniziativa che punti a far superare il gap infrastrutturale di queste realtà e ogni forma di sviluppo sostenibile”.
Con il nuovo bando verranno finanziati prioritariamente i Comuni che non hanno beneficiato del contributo nel bando precedente.
Cambiamenti climatici, la Regione avvia il tavolo tematico in ambito costiero
La Regione accelera i lavori per l’elaborazione della nuova Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici in ambito costiero. Ieri, infatti, la Giunta ha deliberato l’avvio dei lavori per l’istituzione di un Tavolo Tematico per l’elaborazione della Strategia e si pone l’obiettivo di definire gli orientamenti e le raccomandazioni per integrare l’adattamento climatico negli strumenti di pianificazione e programmazione regionale. “La Sardegna è particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico e la Regione ha il dovere di agire con una strategia mirata e integrata”, afferma l’assessora della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, che ha portato la proposta in giunta.
Il Tavolo tematico sarà composto da un gruppo di lavoro che riunisce diversi settori dell’amministrazione regionale per trovare soluzioni concrete ai problemi causati dal cambiamento climatico nelle zone costiere. Parteciperanno esperti e rappresentanti degli assessorati dell’Ambiente, del Turismo, degli Enti Locali e Urbanistica, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle coste sarde, proteggere le aree più a rischio e pianificare interventi che aiutino i territori a fronteggiare eventi climatici estremi, come l’erosione delle spiagge e l’innalzamento del livello del mare. Il coordinamento è affidato alla Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, che guiderà il lavoro e assicurerà che le decisioni prese si trasformino in azioni concrete per la tutela del territorio. L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara sarà il sito pilota per la sperimentazione delle misure previste dal piano regionale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del programma Interreg EuroMED, che mira a rafforzare la resilienza climatica dei territori mediterranei attraverso l’adozione di soluzioni basate sulla natura. Il progetto “NaTour4CChange”, in particolare, è finalizzato a sviluppare strategie per la sostenibilità del turismo costiero e la gestione degli ecosistemi di transizione.
“Questo Tavolo Tematico - ha dichiarato l’assessora Laconi - rappresenta un passo fondamentale per garantire che l’adattamento climatico diventi un pilastro della pianificazione regionale. Grazie alla collaborazione tra assessorati e al supporto di progetti europei come NaTour4CChange, possiamo sviluppare soluzioni innovative per proteggere le nostre coste e promuovere un turismo sostenibile, coniugando sviluppo economico e tutela ambientale.”
Sono 5 i Comuni Plastic Free 2025 premiati per il loro impegno per l’ambiente
Sono 122 i Comuni Plastic Free 2025 che si sono distinti per la lotta contro gli abbandoni illeciti, la promozione di comportamenti responsabili, le opere di sensibilizzazione sul territorio nonché per l’impegno in una gestione virtuosa dei rifiuti urbani. L’elenco di borghi, paesi e città italiane che hanno superato la valutazione di Plastic Free Onlus, basata su ben 23 punti, è stato svelato a Montecitorio, in una conferenza stampa alla presenza dell’On. Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati, e dei vertici dell’associazione ambientalista. Cinque i Comuni Plastic Free della Sardegna: Oristano; Aglientu, Badesi e Castelsardo nella provincia di Sassari; Teulada nel Sud Sardegna.
“Sono molto orgoglioso che la nostra iniziativa, giunta alla quarta edizione, raccolga ogni anno sempre più adesioni passando da 111 a 122 Comuni Plastic Free. – ha dichiarato Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, l’associazione nata nel 2019 per contrastare l’abuso e l’inquinamento da plastica, oggi presente in oltre 30 Paesi nel mondo – I tantissimi Comuni che hanno deciso di sottoporre il proprio operato amministrativo in tema ambientale alla nostra valutazione sono il frutto dell’impegno quotidiano e concreto dei nostri referenti e volontari sul territorio. Attraverso una sensibilizzazione continua dei cittadini ma soprattutto dei giovani nelle scuole, riusciamo anno dopo anno a tenere alta l’attenzione delle pratiche virtuose necessarie per un futuro libero dall’eccesso di plastica. L’auspicio è che – ha concluso De Gaetano (Plastic Free) – sempre più Amministrazioni colgano l’incitamento e il supporto dei nostri 1.100 referenti italiani, donando così alle proprie comunità luoghi più piacevoli, puliti e sani da vivere”.
A ogni Comune Plastic Free verrà assegnato un livello di valutazione espresso in tartarughe: 1, 2 o 3, fino a un massimo di “3 tartarughe gold”. La consegna dei riconoscimenti e delle targhe con il relativo attestato di virtuosità si terrà il prossimo 8 marzo a Napoli presso il Teatro Mediterraneo, in un evento che celebrerà l’impegno per l’ambiente delle Amministrazioni locali.
“Per la nostra regione si tratta di quattro piacevoli riconferme e di una new entry di spessore come il capoluogo Oristano – dichiara Maria Francesca Carone, referente regionale Plastic Free Sardegna – Gli amministratori si dimostrano sempre più sensibili alle tematiche ambientali e ciò è testimoniato anche dall’aumento dei protocolli d’intesa siglati per sostenere e incentivare le azioni di pulizia e sensibilizzazione dei nostri referenti e volontari sui territori. Una attenzione che percepiamo anche negli stessi eventi da noi organizzati e sempre più partecipati”.
Ad illustrare l’impegno dell’associazione sui territori e l’impatto dell’azione di sensibilizzazione sulle amministrazioni sono stati Margherita Maiani e Lorenzo Zitignani, rispettivamente Segretario e Direttore generale di Plastic Free Onlus. La regione con più Comuni Plastic Free è stata l’Abruzzo, ben 16, seguita da Sicilia (14), Puglia e Veneto (12), Lombardia e Campania (10).
Ambiente, piano regionale di prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi 2025
La Giunta Regionale, su proposta dell'assessora della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, approva con largo anticipo il piano regionale 2023-2025 per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi. “A differenza degli anni passati – commenta l’assessora – quest’anno pubblichiamo in tempi consoni un provvedimento fondamentale per la lotta al fuoco. Un intervento strategico che punta su azioni tempestive per la tutela del territorio e sul massimo coinvolgimento di tutte le componenti operative. Un passaggio cruciale, reso ancor più necessario dagli effetti dei cambiamenti climatici, che rischiano di rendere la prossima stagione ancora più complessa delle precedenti”.
Se fino a pochi anni fa la campagna antincendi boschivi (AIB) prendeva avvio il 15 giugno, nel 2024 il sistema di protezione regionale aveva già anticipato al 1° maggio l’emissione del bollettino di pericolosità da parte del Centro funzionale decentrato. Una decisione senza precedenti, resasi necessaria per fronteggiare un numero di incendi da record già nel mese di aprile. Quest’anno l’anticipo si conferma strategico, considerato che il patrimonio boschivo e forestale sardo risulta particolarmente vulnerabile a causa dell’aumento delle temperature, della siccità prolungata e delle ferite ancora aperte dai fenomeni di disseccamento. “Abbiamo ritenuto essenziale agire con la massima tempestività – sottolinea l’assessora Laconi – perché gli effetti dei cambiamenti climatici impongono nuove strategie. Il nostro obiettivo è quello di essere pronti prima che l’emergenza si manifesti, proteggendo il territorio con tutti i mezzi a nostra disposizione.”
Il PRAI 2025
Il Piano Regionale Anti Incendio -PRAI 2025 si articola in nove sezioni, tra cui il piano generale, le prescrizioni regionali antincendio e le pianificazioni ripartimentali. Il testo del 2024 è stato confermato con alcune integrazioni volte a migliorare l’efficacia degli interventi. Oltre alla programmazione anticipata, a rafforzare il dispositivo regionale contribuisce una maggiore solidità del sistema aereo. A differenza dello scorso anno, quando l’incertezza sull’esito delle gare aveva rallentato l’operatività del sistema AIB, quest’anno la Regione parte da una posizione più stabile: la flotta aerea è già interamente a disposizione del Corpo Forestale e del sistema regionale antincendi. “Poter contare fin dall’avvio della campagna sui mezzi aerei – evidenzia ancora l’assessora Laconi – ci permette di rispondere con tempestività e maggiore efficacia, evitando che gli incendi si espandano e mettano in pericolo il nostro territorio”.
Il piano prevede il massimo coinvolgimento di tutte le componenti operative, tra cui il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, i Vigili del Fuoco, l’Agenzia Forestas, la Protezione Civile, le organizzazioni di volontariato, le compagnie barracellari e le amministrazioni locali. Tra le misure principali spicca il coinvolgimento attivo dei comuni, autorizzati a impiegare personale e mezzi delle organizzazioni di volontariato per attività di prevenzione. Viene inoltre rafforzata la cooperazione tra le regioni attraverso programmi di gemellaggio, con l’obiettivo di potenziare il presidio territoriale nei mesi più critici. Infine, il piano prevede un sostegno concreto alle organizzazioni di volontariato e il potenziamento della flotta aerea, con la disponibilità immediata dei mezzi per garantire interventi più tempestivi ed efficaci.
L’esponente della giunta Todde ha evidenziato l’importanza di un’azione coordinata e preventiva. “Sappiamo che il 2025 potrebbe riservarci condizioni meteo ancora più difficili. Per questo l’esecutivo regionale si è attivato per anticipare la pianificazione e garantire una risposta efficace. L’obiettivo è proteggere le nostre foreste, le campagne e le montagne, con un sistema di prevenzione e intervento che sia all’altezza della complessità delle condizioni in cui si opera e del valore del patrimonio ambientale che si protegge. Accanto al rafforzamento delle risorse e delle strategie operative, il PRAI 2025 prevede una capillare campagna di sensibilizzazione, per diffondere le prescrizioni regionali antincendio e promuovere comportamenti responsabili tra cittadini e operatori del settore. Ogni gesto di attenzione può fare la differenza – conclude l’assessora – perché prevenire è la chiave per proteggere il nostro patrimonio ambientale.”
Particolare importanza riveste il Centro Funzionale Decentrato nell'ambito delle attività previsionali, per garantire quotidianamente l'emissione del Bollettino di previsione di pericolo incendi, che definisce in maniera univoca il livello di allerta correlato al raggiungimento di una specifica pericolosità in una determinata zona territoriale nell'ambito delle 25 “Zone di Allerta” in cui è stato suddiviso il territorio della Sardegna. L'emissione del Bollettino di previsione sarà anticipata al 1° maggio. Inoltre, considerato l’andamento meteorologico stagionale, il periodo in cui vige lo stato di elevato pericolo di incendio boschivo, ordinariamente dal 1° giugno al 31 ottobre, potrà essere modificato, anche per ambiti territoriali specifici e per ulteriori periodi dell’anno.
I comuni potranno inoltre avvalersi del personale e dei mezzi delle organizzazioni di volontariato con sede nel rispettivo territorio comunale per lo svolgimento di attività di prevenzione previste nelle prescrizioni regionali antincendio. Le organizzazioni di volontariato e i gruppi comunali di protezione civile rivestono un ruolo fondamentale. Per questo sono state autorizzate sia per attività di controllo e sorveglianza, anche in assenza di interventi diretti di spegnimento, sia per attività di prevenzione inerente il presidio territoriale, nelle giornate in cui è prevista una fase operativa di attenzione rinforzata o preallarme.
Per favorire le attività di prevenzione degli incendi e lo sviluppo di una coscienza ambientale finalizzata alla conservazione del bosco, quale bene insostituibile per la qualità della vita, ci sarà una capillare attività di informazione, sensibilizzazione e educazione delle diverse componenti della popolazione, attraverso la divulgazione delle “Prescrizioni regionali antincendio” in tutti i comuni, province, città metropolitane, scuole, associazioni di categoria, strutture turistico-ricettive, porti e aeroporti, tramite i rispettivi siti internet e altri idonei strumenti di comunicazione e organizzando almeno 4 incontri territoriali aperti ai sindaci e ai tecnici comunali.
Siccità: la Regione Sardegna chiede lo stato di emergenza nazionale
La Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, scrive alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per chiedere lo stato di emergenza nazionale da parte del Consiglio dei Ministri, sulla grave situazione idrica nel territorio dell’isola. Il livello di emergenza dei serbatoi del sistema idrico regionale presenta un peggioramento degli indicatori e in alcuni casi segnala il livello di emergenza (codice rosso). L’ultimo bollettino, aggiornato al 31 dicembre 2024 riporta che nel sistema degli invasi erano presenti 750 milioni di metri cubi d’acqua, pari a circa il 41% del volume autorizzato. “I fenomeni siccitosi che si sono susseguiti negli ultimi anni e che hanno determinato consistenti riduzioni delle risorse idriche disponibili per i settori idropotabile e agrozootecnico – scrive la Presidente – nonché la persistenza della criticità a causa dei modestissimi deflussi nel trimestre ottobre dicembre 2024, non hanno consentito di ripristinare le scorte idriche. Il livello di emergenza dei serbatoi del sistema idrico multisettoriale regionale, ha determinato un peggioramento degli indicatori di stato per il monitoraggio della siccità che per alcuni sistemi idrici (alto Cixerri, alto Taloro, Posada e Ogliastra) risultando al livello di emergenza (codice rosso)”. Una situazione che non è stata superata con la deliberazione della giunta regionale del 30 luglio 2024, che ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, successivamente prorogato sino al 30 giugno 2025, con deliberazione di giunta del 18 dicembre 2024. “Si ritiene, pertanto, che nonostante le misure proattive poste in essere per contrastare le situazioni di criticità mediante i provvedimenti regionali – prosegue la missiva della Presidente della Regione Sardegna – ricorrano altresì i presupposti per l’attivazione di mezzi e poteri straordinari finalizzati ad assicurare una maggiore efficacia operativa e di intervento, in relazione al rischio derivante da deficit idrico in atto e al fine di scongiurare l’evolversi dello stesso in una condizione emergenziale”. Oltre alla Presidente del Consiglio dei ministri, la lettera è stata trasmessa al Capo del Dipartimento della protezione civile Fabio Ciciliano.
Ambiente, al via il progetto Ceas Aperti 2023, la Sardegna protagonista della sostenibilità
Da domani, sino al 25 ottobre, 45 Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità (CEAS) apriranno le porte alla collettività per promuovere uno stile di vita responsabile.
Con il mese di settembre 2024 - in coerenza con la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e nell’ambito delle iniziative promosse dalla rete regionale INFEAS (Informazione, formazione ed educazione ambientale e alla sostenibilità) - si rinnova l’appuntamento con CEAS Aperti, giunto alla sua terza edizione, dedicata al tema del consumo di suolo. Capofila nell’organizzazione delle attività di quest’anno è il Comune di Capoterra con il suo CEAS “Laguna di Santa Gilla”, sotto la supervisione della Città metropolitana di Cagliari in collaborazione con il centro regionale di coordinamento INFEAS. Il progetto ha carattere regionale ed è sostenuto dal Servizio sostenibilità ambientale valutazione strategica e sistemi informativi dell’assessorato regionale della difesa dell’ambiente (SVASI).
I CEAS, centri di educazione all’ambiente e alla sostenibilità, sono i principali osservatori dei sistemi ambientali locali, punti di riferimento per l'animazione e la partecipazione di cittadini ed imprese, attivatori di buone pratiche e di interventi dedicati all'educazione ambientale e allo sviluppo locale sostenibile.
CEAS Aperti 2024 è un progetto della rete INFEAS con attività gratuite legate al tema della sostenibilità, che si rivolge ai cittadini interessati e al mondo della scuola.
Dal 24 settembre al 15 ottobre, 45 CEAS apriranno le loro porte alla collettività, con 79 eventi in programma che comprendono passeggiate esplorative, escursioni, incontri, cineforum, laboratori di vario titolo, mostre, etc. incentrati sul tema della sostenibilità e la difesa dei suoli. Le iniziative sono pensate per coinvolgere famiglie, adulti e bambini. Tema di quest’anno sarà il suolo, filo conduttore di tutte le attività. Il suolo rappresenta una delle risorse fondamentali del nostro pianeta, dai servizi di approvvigionamento (materie prime, prodotti alimentari etc.) e regolazione naturale (del clima, della qualità dell’acqua, di protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi etc.) a quelli di supporto agli habitat delle specie e alla conservazione della biodiversità. Nonostante la sua importanza, la cui salvaguardia costituisce il presupposto per gli equilibri necessari al nostro pianeta per rimanere in salute e garantire la vita, sconsiderati abusi nel suo utilizzo ne pongono in discussione il futuro, come le pratiche agricole e forestali scorrette, le dinamiche insediative poco lungimiranti, il disseto idrogeologico etc. È dunque necessario agire tempestivamente favorendo nuovi tavoli di dibattito e di riflessione che consentano di elaborare e programmare efficaci azioni capaci di arginare il degrado in atto.
L’evento di chiusura si svolgerà il 24 e il 25 ottobre a Capoterra, con il coinvolgimento esteso della Città metropolitana di Cagliari. Nell’occasione, i responsabili dei CEAS della Sardegna si incontreranno per un meeting sulla sostenibilità: una due giorni densa di attività e incontri che favoriranno il confronto su alcuni temi importanti e per la stesura del Catalogo regionale del turismo scolastico.
“Come rappresentante del governo regionale” afferma l’assessora alla difesa dell’ambiente Rosanna Laconi “siamo lieti di promuovere un evento che vede il coinvolgimento attivo della popolazione, compresa la più giovane, bambini e ragazzi sensibilizzati in prima persona al rispetto dell’ambiente e accompagnati, attraverso l’attività laboratoriale dei CEAS, al processo di maturazione del concetto di sostenibilità, unico modello di sviluppo in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente senza pregiudicare i bisogni delle generazioni future”.
“Come Città Metropolitana – dice Francesco Lilliu, vice sindaco metropolitano - siamo felici di prendere parte al progetto Ceas Aperti. La tematica scelta per questa edizione, il suolo, rappresenta un aspetto ineludibile del modello di sviluppo delle nostre società. Siamo per questo in prima linea, assieme a Regione ed Enti Locali, nella promozione di uno sfruttamento responsabile della risorsa suolo, in chiave di valorizzazione e tutela delle risorse naturalistiche di cui è ricco il nostro territorio”.
“Siamo entusiasti - ha sottolineato Beniamino Garau, Sindaco di Capoterra -di assumere il ruolo di capofila per questa edizione di CEAS Aperti 2024: si tratta di una grande sfida e di un significativo impegno nell'organizzazione di un evento di rilevanza regionale. Questo è un chiaro riflesso della nostra dedizione e del nostro indirizzo verso la sostenibilità ambientale, valore in cui crediamo fermamente come amministrazione comunale”.
Ambiente, deperimento e dissecamento foreste: le risultanze del tavolo tecnico
Nella seduta straordinaria del Tavolo Tecnico fitosanitario forestale regionale, coordinata oggi dall’assessora della difesa dell'ambiente Rosanna Laconi, in presenza anche dell’assessore dell’agricoltura Gianfranco Satta, è stato fatto il punto sul preoccupante fenomeno di deperimento e disseccamento che sta colpendo la copertura forestale boschiva di gran parte del territorio regionale. Un fenomeno che, nelle ultime settimane, si è aggravato in modo sensibile.
Il Tavolo Tecnico già da tempo porta avanti un’importante attività di coordinamento della ricerca e definizione delle relative problematiche fitosanitarie, promuovendo una serie di progetti specifici sulle tematiche entomologiche e fitopatologiche, promossi sia a seguito di evidenze scientifiche che da segnalazioni sitospecifiche provenienti dalle diverse realtà territoriali.
Grazie all'attività sinergica condotta dal Corpo forestale, dalle agenzie regionali AGRIS e FoReSTAS, e al prezioso supporto scientifico dell'Università di Sassari, è stato possibile condurre un monitoraggio approfondito utilizzando tecnologie all'avanguardia come l'analisi di immagini satellitari, droni e indagini di campo. Le aree maggiormente colpite includono la Gallura, il Nuorese, l'Ogliastra, la Baronia e il Sarrabus.
In questo quadro contestuale dal quale emerge la necessità scientifica di ulteriori approfondimenti e valutazioni, anche nelle more degli effetti che potrebbero essere determinati dagli eventi meteo climatici autunnali, l'assessora ha rappresentato la necessità di anticipare alcune azioni, attraverso un’intensificazione dei lavori della task force interdisciplinare finalizzata all’estensione del Piano di monitoraggio, al potenziamento dell’indagine delle cause e dell’intensità dei disseccamenti.
Per tali scopi si ricorrerà all’utilizzo di tutte le strumentazioni tecnologiche disponibili. Il Piano sarà propedeutico ad una serie di attività diagnostiche che permetteranno di chiarire, il più rapidamente possibile, l’eziologia dei fenomeni in atto, al fine di predisporre e definire le azioni di contrasto più idonee e tempestive.
A tal fine, l'assessorato ha predisposto una delibera, che verrà discussa alla prossima Giunta regionale, con la quale sono stanziati 1.150.000 euro, suddivisi sulle annualità 2024 e 2025, per sostenere le attività di monitoraggio e ricerca. La Protezione civile, il Corpo forestale e l’agenzia Forestas collaboreranno mettendo a disposizione mezzi e strumenti per consentire valutazioni scientifiche accurate da parte dell’agenzia AGRIS e dell’Università di Sassari.
Il Tavolo Tecnico, in considerazione degli ulteriori approfondimenti necessari, si riunirà nuovamente la prossima settimana per acquisire e analizzare i nuovi contributi e perfezionare strategie e azioni di monitoraggio e intervento.
Ichnusa, uno spot contro chi sporca per dire no all'abbandono di vetro nell'ambiente
Bottiglie abbandonate per strada, nelle piazze, nei parchi e nelle spiagge. Un contrasto di immagini in bianco e nero con, in risalto, a colori, bottiglie di birra, vuote, gettate nel posto sbagliato, che diventano una mancanza di rispetto. La musica, riconoscibile fin dalle prime battute, la stessa che negli anni ha raccontato scorci e valori della Sardegna più autentica. E un messaggio chiaro, diretto e netto, per dire no al degrado: "Se deve finire così, non beveteci nemmeno”. La firma, se c'era bisogno di dirlo, è quella di Ichnusa che, con queste immagini significative, torna in comunicazione con un messaggio forte per ispirare un cambiamento.
A raccontare il messaggio di rispetto e responsabilità del birrificio sardo è uno spot realizzato dall'agenzia LePub Italia che arriva alle soglie dell'estate, quando cresce la voglia di stare insieme fuori casa, per sensibilizzare sui comportamenti sbagliati che feriscono luoghi e comunità. Secondo uno studio Astra Ricerche/Ichnusa, il primo in Italia dedicato al fenomeno, 1 italiano su 4 ha ammesso di aver abbandonato, una o più volte, bottiglie di vetro per strada o nell'ambiente. In altre parole, è chiaro che per risolvere un problema diffuso, complesso e che riguarda tutti serve l'impegno di tutti, a cominciare dal proprio.
Per assicurare massima visibilità al suo messaggio, la campagna di Ichnusa vivrà prima di tutto sul territorio, con affissioni in Sardegna e nelle principali città italiane, e da questo week end anche in tv, sul web e sui social media. Inoltre, nei mesi caldi della stagione, raggiungerà i consumatori anche attraverso un'attivazione sui punti vendita e punti di consumo.
"Con questa nuova campagna vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro: chi abbandona una bottiglia di birra non rispetta l'ambiente e la nostra comunità", afferma Michela Filippi, Marketing Manager di Ichnusa. "Siamo molto orgogliosi delle nostre birre, proprio per questo non vogliamo vederle contribuire al degrado della terra che amiamo. Anzi, i dipendenti del nostro birrificio si uniscono ai volontari di Legambiente Sardegna in giornate di pulizia dei luoghi della movida di sette località sarde per fare il primo gesto concreto e dare così il buon esempio.”
Aperte al pubblico due nuove aree verdi a Mulinu Becciu
Martedì 16 gennaio sono state aperte al pubblico due aree verdi in via Gherardo delle Notti, nel quartiere di Mulinu Becciu, per un’estensione complessiva di circa 7.650 metri quadrati, in seguito alla riqualificazione degli spazi fortemente degradati.
Per la prima area, che è di circa 5mila metri quadri, è stata realizzata un’ampia area a prato, sono state installate un’area fitness con un attrezzo multi-sport e un’area giochi per bambini, entrambe con pavimentazione anti-trauma.
Nella seconda area ha trovato spazio un’area cani recintata con doppio ingresso e fontanella a doppio uso (umano e animale).
In entrambe le aree sono stati messi a dimora esemplari arborei adulti e arbusti della macchia mediterranea, servizi da fornitura idrica.
Gli interventi sono ricompresi nei lavori di recupero e potenziamento di aree verdi degradate che hanno interessato 27 aree verdi cittadine, finanziati con fondi PON Metro React-EU.

