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 “Al mio insediamento ho trovato una situazione occupazionale molto critica, soprattutto per giovani e donne. Per questo abbiamo deciso di partire dai dati, rendendo operativo l’Osservatorio del lavoro, da cui è emerso uno squilibrio evidente: l’85% delle richieste formative era concentrato nel settore del benessere, non in linea con le reali esigenze del mercato. Da qui è nata una scelta politica chiara: riequilibrare l’offerta formativa, limitando i percorsi saturi e investendo in settori strategici e innovativi ad alto potenziale occupazionale. In questa direzione abbiamo destinato 50 milioni di euro allo sviluppo della formazione nel settore aeronautico, con percorsi per assistenti di volo, piloti, manutentori, tecnici radar e operatori di droni, ambiti finora assenti ma oggi fondamentali per creare occupazione”. Così l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, è intervenuta oggi alla Camera dei Deputati in occasione del convegno “Mismatch e Orientamento: la filiera professionale e il ruolo delle Regioni”. Accanto a questo, la Regione ha attivato nuovi percorsi legati all’innovazione, con hub dedicati all’intelligenza artificiale e al settore audiovisivo, ampliando le prospettive per i giovani. “Abbiamo inoltre introdotto ‘Filo Sardegna’, una misura che collega direttamente formazione e impresa, con l’obiettivo di accompagnare i giovani verso una reale assunzione. Non solo formazione, ma percorsi costruiti sulle esigenze concrete del mercato del lavoro”. “Per troppo tempo i nostri giovani sono stati costretti a lasciare l’Isola per formarsi e lavorare. Vogliamo invertire questa tendenza – ha concluso l’esponente della Giunta – offrendo loro la possibilità di costruire il proprio futuro in Sardegna e gettando le basi per un sistema formativo moderno, collegato al lavoro e capace di restituire dignità e opportunità”.

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La Regione Sardegna segna una svolta storica nelle politiche a favore dei sardi all’estero con l’approvazione del Piano triennale per l’emigrazione 2026-2028 e del Programma annuale per l’emigrazione 2026, approvati dalla Giunta regionale su proposta dell’assessora del Lavoro Desirè Manca.

“Il nuovo Piano e il Programma annuale superano il tradizionale modello di assistenza passiva e promuovono una strategia di partenariato attivo con le comunità sarde nel mondo. Si tratta di un cambio di paradigma – spiega l’assessora del Lavoro - da una gestione isolata a una collaborazione strutturale e continuativa con i Circoli dei Sardi, riconoscendo formalmente le richieste di maggiore coinvolgimento avanzate dalle comunità all’estero”.

Il 2026 viene riconosciuto come Anno dell’emigrazione sarda in Germania, storica meta dei flussi migratori dalla Sardegna, mentre la Regione istituisce una Cabina di regia inter-assessoriale per coordinare tutte le politiche a favore degli emigrati. Contestualmente, sarà avviata una riforma della rendicontazione e un censimento completo di Circoli e Federazioni sarde nel mondo, strumenti fondamentali per garantire trasparenza, efficacia e programmazione mirata delle iniziative.

Con uno stanziamento complessivo di 2.139.000 euro e il parere favorevole della Consulta regionale per l’emigrazione, il Piano e il Programma pongono le basi per una politica di emigrazione partecipativa, innovativa e inclusiva, dove Circoli e giovani diventano protagonisti attivi delle iniziative culturali, sociali ed economiche.

“Questa iniziativa rappresenta un passo decisivo per rafforzare i legami con le comunità sarde all’estero e promuovere sviluppo sociale, culturale ed economico per tutta la Sardegna – conclude l’assessora Desirè Manca –. È un invito concreto a tutti i giovani e ai Circoli a partecipare attivamente, contribuendo al futuro della nostra comunità nel mondo”.

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L’Assessora regionale del Lavoro Desirè Manca ha attivato un coordinamento con le Regioni Sardegna, Puglia e Lazio coinvolte nella vertenza Tiscali, con l’obiettivo di promuovere un’azione condivisa e coordinata a tutela dei lavoratori.

Nel corso della riunione odierna, alla quale ha partecipato l’assessore del Lavoro della Regione Puglia, e il Presidente della Task force pugliese per l’occupazione, si è prospettato di interessare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di richiedere un incontro ufficiale. Al momento, la Regione Lazio non ha ancora preso parte all’incontro.

“Si tratta di una vertenza di livello nazionale, che per l’impatto occupazionale e territoriale richiede una risposta coordinata. Per la Sardegna sarebbe un dramma occupazionale e non possiamo restare fermi; anche se non siamo stati ancora contattati dai sindacati che seguono la vertenza, alla luce delle notizie pubblicate a mezzo stampa e dei numeri, abbiamo ritenuto necessario attivarci per costruire un percorso unitario e condiviso tra tutte le Regioni coinvolte, promuovendo direttamente il confronto con gli altri territori a tutela dei lavoratori e delle famiglie. La procedura di licenziamento collettivo prevede 180 esuberi complessivi, di cui 81 nella sola area di Cagliari — inclusi 12 giornalisti — e 74 nella Regione Puglia”, sottolinea l’assessora del Lavoro Desirè Manca.

L’assessora del Lavoro ribadisce inoltre la piena disponibilità dell’Assessorato al confronto con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori, evidenziando che, allo stato attuale, non è ancora pervenuta alcuna richiesta formale di incontro o di coinvolgimento istituzionale.

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La Regione Sardegna ottiene il ripristino della mobilità in deroga. Grazie all’inserimento di una specifica norma correttiva nel Decreto Milleproroghe, è stato sanato il vuoto normativo derivante dalla recente Legge di Bilancio che aveva determinato l'interruzione del sussidio.
L’esito positivo della vicenda è stato accolto con soddisfazione dall’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, che fin dall’insorgere della criticità si era fatta promotrice delle istanze dei lavoratori, agendo in sinergia con le sigle sindacali.
"È un risultato fondamentale che restituisce certezze a oltre 300 nuclei familiari nell'Isola", ha dichiarato l'esponente della Giunta. "La precedente manovra finanziaria nazionale conteneva una grave lacuna che abbiamo denunciato con fermezza. Privare questi lavoratori di una risorsa vitale in una fase di estrema fragilità economica rappresentava una distorsione sociale che non potevamo accettare”.
L'Assessorato aveva sollecitato un intervento d'urgenza per individuare una soluzione normativa efficace.
"Il recepimento del nostro appello – prosegue l'assessora Manca – dimostra l'efficacia di un'azione regionale basata su basi tecniche solide e su una chiara determinazione politica. Abbiamo agito tempestivamente per correggere un errore che avrebbe gravato esclusivamente sulle spalle dei sardi ed evitare un impatto sociale che sarebbe stato drammatico per i territori coinvolti”.
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Si è svolta oggi a Oristano la Conferenza Regionale per le Politiche del Lavoro, promossa dall’Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, con il supporto dell’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro (ASPAL). L’iniziativa rappresenta un passaggio centrale nel percorso di rinnovamento delle politiche del lavoro della Regione che coinvolge rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro, della formazione, delle organizzazioni sindacali e datoriali, dell’inclusione sociale.

Un appuntamento annuale che quest’anno si colloca in un momento decisivo per la Sardegna.

“Dopo oltre quarant’anni, la Regione è pronta a voltare pagina sulla formazione professionale. Lo scorso anno, a Nuoro, fu scelto un tema che rappresentava un impegno e una visione: ‘Seminiamo il futuro, formazione e lavoro per una Sardegna che cresce’. Oggi quel seme ha iniziato a germogliare. Il tema di questa edizione, ‘Dalla formazione all’occupazione. Politiche attive per il lavoro che cambia’, non è uno slogan, ma la sintesi di un percorso concreto portato avanti insieme a istituzioni, enti e stakeholder”, ha dichiarato l’assessora Desirè Manca.

L’intervento dell’assessora si è concentrato sulle principali novità, a partire dalla riforma della formazione professionale, definita un asse fondamentale per il rafforzamento delle politiche attive. “Abbiamo avviato un processo di riforma non solo tecnico o amministrativo, ma culturale – ha spiegato – Una formazione più vicina ai fabbisogni reali del sistema produttivo, flessibile, capace di accompagnare le transizioni lavorative e di dialogare con imprese, territori e servizi per il lavoro. Non è formazione fine a sé stessa, ma leva di occupabilità”.

Tra le iniziative più innovative, l’esponente della Giunta ha citato la creazione di hub formativi nei settori audiovisivo, comunicazione digitale e intelligenza artificiale, e le misure sperimentali per voucher formativi destinati al conseguimento del Cabin Crew Attestation (CCA), della licenza di pilota di linea (ATPL) e della licenza di manutentore aeronautico (LMA).

Un focus particolare è stato dedicato al quadro occupazionale regionale, evidenziando segnali positivi di stabilità e crescita del lavoro, con un aumento delle assunzioni e dei contratti a tempo indeterminato, e maggiore partecipazione di giovani, donne, lavoratori maturi e cittadini stranieri. “Le politiche del lavoro devono occuparsi anche di chi resta indietro e, in quest’ottica, abbiamo rafforzato programmi per l’inclusione e il contrasto al precariato, con particolare attenzione al fenomeno del part-time involontario, spesso causa di sfruttamento, soprattutto per le donne. Fondamentale è stato il lavoro di rete con sindacati, imprese, terzo settore, organizzazioni datoriali, associazioni di categoria, consulenti del lavoro, cooperative sociali e istituzioni, tra cui il Tribunale di Sorveglianza, per progettare azioni condivise e sostenibili”.

In conclusione, l’assessora ha rivolto un messaggio di responsabilità collettiva: “La Sardegna può e deve essere una terra in cui il lavoro cresce, cambia e include. Sta a tutti costruire un cambiamento giusto, sostenibile, partecipato e condiviso”.

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“In Sardegna, il comparto della manutenzione aeronautica sta vivendo una fase di significativo ampliamento, grazie alla presenza di nuove iniziative industriali, al consolidamento di operatori già attivi nel settore, all’avvio di investimenti strutturali negli scali regionali e al potenziamento dei servizi di supporto alle operazioni di manutenzione. Questo scenario in espansione – ha sottolineato l’assessora del Lavoro - porterà ad un aumento tangibile della domanda di professionalità tecniche in grado di operare secondo gli standard internazionali ENAC/EASA. Sulla base delle analisi condotte da diversi osservatori internazionali, il settore della manutenzione aeronautica si conferma tra quelli con il più elevato fabbisogno di personale qualificato a livello europeo”. Con questa premessa l’assessora del Lavoro Desirè Manca ha illustrato il nuovo intervento sperimentale destinato ai giovani, dai 18 ai 30 anni, diplomati, disoccupati e residenti in Sardegna, che punta a favorire l’accesso alla formazione aeronautica attraverso l’erogazione di voucher individuali finalizzati al conseguimento della Licenza di Manutentore Aeronautico (LMA). “Con questo intervento abbiamo pensato anche a chi vorrebbe formarsi in un settore con altissime potenzialità ma non se lo può permettere, intendiamo infatti rimuovere le barriere economiche che potrebbero limitare la partecipazione a tali percorsi formativi, garantendo a tanti ragazzi sardi l’opportunità di intraprendere una professione ad alta specializzazione e con rilevanti prospettive occupazionali”.

Il voucher comprenderà la quota di iscrizione al percorso LMA, le attività di pratica in hangar e su aeromobili certificati, i materiali didattici, oltre ad un ulteriore importo forfettario per le spese di vitto e alloggio.

Sarà l'Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro (ASPAL) ad occuparsi dell'attivazione dell’Avviso, nel quale saranno definiti tutti i requisiti di partecipazione.

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“I dati diffusi dalla Banca d’Italia confermano che la Sardegna sta vivendo una fase di crescita concreta e diffusa, trainata da settori strategici come il turismo, l’agroalimentare e gli investimenti pubblici. Il dato più significativo riguarda l’occupazione: il tasso è salito al 58,6%, con un incremento di 1,5 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.
Questo risultato – sottolinea l’assessora del Lavoro, Desirè Manca – non è casuale, ma è il frutto di un percorso chiaro e di misure mirate volte a sostenere l’occupazione stabile, la formazione professionale e la competitività delle imprese. Le nostre politiche per il lavoro stanno incidendo in modo concreto, favorendo l’incontro tra domanda e offerta e creando opportunità reali, soprattutto per le categorie di lavoratori che hanno più bisogno di essere sostenute per entrare o rientrare nel mercato del lavoro.”
“Gli interventi che stiamo attuando oggi – prosegue l’esponente della Giunta – rappresentano un investimento sul domani: per il lavoro, per i giovani e per l’intero tessuto produttivo regionale. Continueremo a sostenere chi crea valore e occupazione, perché solo con più lavoro di qualità potremo garantire una Sardegna più forte, dinamica e giusta.
La crescita dell’occupazione, unita al rafforzamento del potere d’acquisto delle famiglie e alla fiducia delle imprese – conclude l’assessora – dimostra che la Sardegna sta costruendo le basi di un futuro più solido e sostenibile.”

 
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L’assessora del Lavoro Desirè Manca audita oggi in II Commissione ha illustrato il contenuto della delibera sulla programmazione dell’offerta formativa per il triennio 2026-2029 dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) che propone di fissare un tetto massimo del 30% del numero totale dei corsi inerenti il profilo professionale di operatore del benessere. 
Seduta conclusasi con il parere favorevole della Commissione lavoro, alla quale si è aggiunta la proposta di valutare la possibilità di ridurre il numero degli iscritti in maniera graduale: con un tetto massimo del 50% per il primo anno e del trenta 30% a partire dal secondo.
“Considerato che si tratta di processo sperimentale – annuncia l’assessora del Lavoro – siamo pronti ad accogliere la proposta della Commissione, con lo spirito collaborativo sempre intercorso tra l’organo della Giunta e del Consiglio regionale”.
“Questa riprogrammazione   – ricorda in conclusione l’esponente della Giunta  –  è stata pensata a seguito delle numerose interlocuzioni con gli stakeholder e dei tavoli con le associazioni di categoria, che hanno evidenziato l’importanza di implementare strategie che affrontino la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dalle aziende e quelle effettivamente possedute dalle persone in cerca di occupazione o già occupate. Al termine del proficuo confronto con la Commissione affronteremo questo processo in maniera graduale”.

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È stata pubblicata sul sito Aspal Sezione Avvisi la graduatoria relativa all’assegnazione dei voucher formativi finalizzati al conseguimento delle patenti D, DE e la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC persone).

“Le 451 istanze pervenute, tutte istruite, e l’adesione di 13 autoscuole, certificano la bontà di una questa misura che l’Assessorato del Lavoro, alla luce dei dati sulla carenza di autisti qualificati nella nostra regione, ha messo in campo per formare nuovi professionisti, ma soprattutto per offrire concrete opportunità occupazionali ai giovani sardi. La partecipazione è stata imponente, tale da superare la capienza della somma a disposizione di un milione e 100 mila euro”.

Questo il commento dell’assessora del Lavoro Desirè Manca, che sottolinea: “Tra i comparti lavorativi che soffrono un disequilibro tra domanda e offerta, nella nostra regione spicca quello strategico dell’autotrasporto, pertanto in un più ampio programma di lotta al mismatch riteniamo che questa sia un’ulteriore risposta alle esigenze del mercato del lavoro”.

“Siamo già al lavoro per attuare una revisione dei corsi formativi a catalogo affinché l’offerta regionale sia finalmente allineata alla reale richiesta di professionalità da parte delle imprese”.

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“I contratti part-time, quando imposti dal datore di lavoro, possono diventare una trappola da cui difficilmente si riesce ad uscire. Dietro il fenomeno del part-time involontario si cela una forma di precariato che colpisce soprattutto le donne, costrette a lavorare meno ore, ad accettare buste paga ridotte e spesso a fare straordinari non retribuiti. Di fatto, è un ostacolo a un’indipendenza economica reale che impedisce al lavoratore di pianificare il futuro, una famiglia, di avere una qualità della vita dignitosa. Troppo spesso è una condanna a una vita di povertà. Per questo abbiamo studiato una nuova misura di contrasto a questo fenomeno, volta al miglioramento delle condizioni lavorative, che consiste nell’erogazione di un incentivo in favore delle aziende che trasformano i contratti part-time in assunzioni a tempo pieno”.

Così l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, illustra la misura approvata dalla Giunta, alla quale l’Assessorato del Lavoro ha destinato un milione di euro, per offrire un incentivo alle aziende che provvedono alla trasformazione di un contratto a tempo determinato e parziale (part time) in un contratto di lavoro a tempo indeterminato e pieno (full time), previo accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore.

“Nello specifico – spiega l’assessora del Lavoro – per ciascuna trasformazione di un contratto a tempo determinato e parziale in un contratto a tempo indeterminato e pieno, proponiamo l'erogazione di un incentivo pari al 75% della retribuzione lorda annua, di un lavoratore di età compresa tra 18 e i 35 anni non compiuti e donne, di un incentivo pari al 70% della retribuzione lorda annua, di un lavoratore di età compresa tra 35 e i 50 anni non compiuti, e pari al 65% della retribuzione lorda annua, di un lavoratore di età superiore ai 50 anni”.

“Gli ultimi dati a riguardo delineano un quadro preoccupante: Il rapporto Istat 2025 rileva un aumento del part-time involontario, un fenomeno che, tra tutte le Regioni d’Italia, colpisce maggiormente la Sardegna, ultima in classifica, e in particolare i giovani e le donne. Il 24% delle lavoratrici, infatti, non ha un contratto full time, pur desiderandolo, per ragioni che possono essere di diversa natura, come l’indisponibilità dell’azienda. L’indagine si estende a tutti gli under 35%, di questi il 28,1 % – spiega l’assessora del Lavoro Desirè Manca – ha un lavoro a termine, e il 5,9 % ha anche un part-time involontario. Per quanto riguarda la popolazione femminile i numeri crescono ancora, con un 13,7 % di lavoratrici che ha un part-time involontario e il 4,3 per cento di queste ha anche un contratto a termine”.

“Lavoriamo per incrementare e salvaguardare i livelli occupazionali – conclude l’assessora del Lavoro – e ci impegniamo soprattutto per garantire una qualità della vita dignitosa a tutte le persone, e in particolare, sempre con un occhio di riguardo nei confronti di chi ha più difficoltà”.

 

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