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La Giunta regionale della Sardegna ha approvato una deliberazione che aggiorna i tetti di spesa per l'acquisto di prestazioni di specialistica ambulatoriale da parte dell’Azienda regionale della salute (ARES) per gli anni 2025 e 2026.

Il provvedimento nasce dall’esigenza di adeguare le risorse disponibili ai bisogni sanitari reali dei cittadini, alla luce di recenti modifiche normative e di un aggiornamento del fabbisogno trasmesso da ARES.

Per l’anno 2025, il tetto di spesa complessivo per la specialistica ambulatoriale viene incrementato di 300 mila euro, grazie a quanto previsto dalla legge regionale di assestamento di bilancio. Queste risorse aggiuntive sono destinate alla medicina iperbarica, un ambito di cura importante per numerose patologie, che richiede tecnologie e competenze specialistiche.

Un ulteriore intervento riguarda le prestazioni di emodialisi, considerate prestazioni salvavita. La quota di fondi vincolati a questo servizio viene aumentata da 10 a 11 milioni di euro, in coerenza con il fabbisogno aggiornato rilevato sul territorio. Questa quota è confermata sia per il 2025 che per il 2026, garantendo continuità e sicurezza ai pazienti che necessitano di trattamenti dialitici regolari.

Nel complesso, i tetti di spesa per la specialistica ambulatoriale risultano pari a:

  • 70.260.409,70 euro per il 2025
  • 70.598.374,84 euro per il 2026

L’aggiornamento dei tetti di spesa consente alla Regione di programmare in modo più efficace l'offerta sanitaria, assicurando che le risorse pubbliche siano indirizzate verso i servizi più necessari. In particolare, il rafforzamento dei finanziamenti per emodialisi e medicina iperbarica rappresenta una tutela concreta per i pazienti più fragili, riducendo il rischio di interruzioni o carenze nelle cure.

La deliberazione prevede inoltre la sostituzione degli allegati alla precedente decisione della Giunta, rendendo il quadro delle risorse più chiaro e aggiornato, e conferma il ruolo di ARES nella gestione e nel pagamento delle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, nel rispetto delle norme nazionali e regionali.

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La Giunta regionale ha approvato l’attribuzione delle risorse aggiuntive regionali destinate al personale del Servizio sanitario regionale impegnato nelle attività di donazione, prelievo, trasporto e trapianto di organi e tessuti. Per l’anno 2025 sono stanziati complessivamente 1 milione ed 850 mila euro, come previsto dalla Legge di assestamento 2025-27 approvata nel mese di settembre.

Le risorse, definite a seguito del confronto con le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria e del comparto sanità, sono finalizzate a sostenere e valorizzare un ambito di attività di alta specializzazione e particolare complessità, che coinvolge una pluralità di professionalità e competenze fondamentali per garantire livelli elevati di assistenza. La ripartizione prevede l’assegnazione di incentivi al personale dell’ARNAS “G. Brotzu” per le attività di donazione, prelievo e trapianto, al personale dell’AREUS per le attività di trasporto e al personale delle ASL e delle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari per le attività di donazione e segnalazione dei potenziali donatori.

Il provvedimento conferma le modalità già sperimentate positivamente nel triennio precedente e amplia la platea dei beneficiari, includendo tutto il personale coinvolto nei percorsi di trapianto, indipendentemente dal profilo professionale di appartenenza. Le aziende sanitarie provvederanno alla distribuzione delle risorse attraverso accordi integrativi aziendali, nel rispetto della normativa vigente.

«La donazione e il trapianto di organi rappresentano uno dei livelli più alti di solidarietà e di qualità del nostro sistema sanitario”, ha dichiarato la Presidente Alessandra Todde, Assessore ad interim della Sanità. “Con questo intervento riconosciamo e valorizziamo il lavoro di tutte le professioniste e i professionisti che, spesso in condizioni di grande complessità, garantiscono cure salvavita e risposte tempestive ai cittadini. Investire in questo settore significa rafforzare un’eccellenza della sanità sarda e sostenere un modello di assistenza fondato sulla competenza, sulla rete e sulla collaborazione tra servizi».

La Direzione generale della Sanità è incaricata di curare gli adempimenti necessari all’attuazione del provvedimento, assicurando il corretto utilizzo delle risorse e la continuità delle attività di donazione e trapianto sul territorio regionale.

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La Giunta regionale ha approvato la ripartizione delle risorse finanziarie regionali e nazionali destinate alle prestazioni aggiuntive del personale del Servizio sanitario regionale, finalizzate allo smaltimento delle liste d’attesa e al contrasto della carenza di personale sanitario. Il provvedimento si inserisce nel quadro delineato dalla Legge regionale n. 13 del 2025 e dal Decreto-legge n. 202 del 27 dicembre 2024 e dà continuità a un intervento già attivo negli anni precedenti.

“Ridurre le liste d’attesa e garantire risposte tempestive ai bisogni di salute dei cittadini è una priorità assoluta per la Regione “, sottolinea la Presidente Alessandra Todde, assessore ad interim della Sanità. “Con questo provvedimento valorizziamo l’impegno del personale sanitario e forniamo alle aziende strumenti concreti per affrontare le criticità legate alla carenza di organico. È un intervento necessario per migliorare l’accessibilità ai servizi e rafforzare la qualità del sistema sanitario pubblico, nell’interesse delle persone e dei territori”.

Per il triennio 2025-2027 sono stanziati complessivamente 3,5 milioni di euro annui di risorse regionali, cui si aggiungono, per il solo 2025, i finanziamenti nazionali assegnati alla Sardegna per un totale di oltre 3,9 milioni di euro, destinati alla dirigenza medica e al personale sanitario del comparto. Le risorse saranno ripartite tra le aziende del Servizio sanitario regionale sulla base di criteri oggettivi e condivisi, che tengono conto della carenza di personale, della popolazione assistita e dell’eccedenza dei tempi medi di attesa rispetto agli standard previsti.

Il provvedimento è il risultato di un confronto con le organizzazioni sindacali regionali della sanità e si applica al personale sanitario dipendente delle aziende del SSR, sia a tempo indeterminato che determinato, consentendo l’erogazione di prestazioni aggiuntive su base volontaria, in via eccezionale e temporanea, a integrazione dell’attività istituzionale. La Direzione generale della Sanità è incaricata di curare gli adempimenti necessari all’attuazione del provvedimento e al monitoraggio dell’utilizzo delle risorse, al fine di assicurare un impatto efficace e misurabile sulla riduzione delle liste d’attesa.

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La Giunta regionale ha approvato il cofinanziamento regionale per l’acquisizione di due motorhome attrezzati destinati allo svolgimento degli screening oncologici organizzati, nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) 2021–2027. L’intervento consente di integrare le risorse già previste dal programma nazionale e di rafforzare le azioni di prevenzione, garantendo una maggiore equità di accesso ai servizi sanitari, in particolare nei piccoli centri e nelle aree più periferiche dell’Isola.

“La prevenzione”, spiega la Presidente Alessandra Todde, Assessore ad interim della Sanità, “è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute delle persone e per ridurre l’impatto delle patologie oncologiche. In una regione come la Sardegna, caratterizzata da un territorio orograficamente complesso e da una diffusa frammentazione insediativa, è fondamentale avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. Con queste unità mobili rafforziamo la capacità del sistema sanitario regionale di intercettare precocemente le malattie, promuovendo una cultura della prevenzione che deve essere accessibile a tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive».

I due motorhome, che saranno acquistati dall’Azienda Regionale della Salute (ARES) e messi a disposizione delle ASL capofila di Sassari e Cagliari, opereranno in collaborazione con tutte le aziende sanitarie del territorio regionale. Le unità mobili permetteranno di portare direttamente nei territori le attività di diagnosi precoce, contribuendo ad aumentare l’adesione ai programmi di screening oncologico e a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure.

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia regionale volta a migliorare la copertura degli screening oncologici e a garantire pari opportunità di salute su tutto il territorio della Sardegna.

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La Presidente Alessandra Todde, assessore ad interim della Sanità, ha partecipato all’Arnas Brotzu alla presentazione ufficiale del percorso per l’applicazione della terapia genica avanzata per la cura della beta-talassemia. Si apre da questo momento una nuova prospettiva in Sardegna per il trattamento delle malattie ereditarie del sangue, all’interno dell’ospedale cagliaritano individuato come unico centro accreditato regionale e tra i primi in Italia per l’impiego dell’innovativa procedura.

“La talassemia è una delle malattie più antiche e radicate nella storia del popolo sardo. Ha segnato la vita di centinaia di persone e delle loro famiglie, imponendo per decenni trasfusioni continue e sacrifici quotidiani enormi”, ha dichiarato la Presidente al margine dell’iniziativa.

“Oggi possiamo dire che per questi pazienti si apre una svolta. Al Brotzu prende avvio una terapia genica avanzata che utilizza le cellule staminali, opportunamente modificate, per permettere all’organismo di produrre un’emoglobina funzionante e ridurre, fino a eliminare, il ricorso alle trasfusioni. È una procedura altamente specialistica, possibile solo in centri dotati di competenze multidisciplinari, terapie intensive dedicate, sistemi accreditati per la raccolta e la processazione cellulare e personale formato nel trapianto ematopoietico. Per questo”, prosegue la Presidente “è un fatto politico e sanitario poter dire che questo centro di eccellenza è qui, in Sardegna. Non solo al servizio dei pazienti sardi, ma aperto anche a chi dal resto d’Italia vorrà curarsi qui”.

Ancora: “Le competenze sulla talassemia non nascono oggi. Vengono da lontano: dal lavoro, dalla visione e dal sacrificio del professor Antonio Cao e di tutti i clinici che hanno costruito nel tempo l’eccellenza del Microcitemico. Un patrimonio che non deve andare disperso, ma riconosciuto e rafforzato”.

“È importante sottolineare che quello che annunciamo oggi è il risultato di un grande lavoro di squadra, ottenuto grazie al lavoro multidisciplinare di tante persone che si sono dedicate, spendendo energie e tempo per raggiungere un obiettivo ambizioso, che può cambiare realmente la vita delle persone”.

“Di solito siamo abituati a raccontare ciò che non funziona, e i problemi non mancano, ma restituire fiducia ai cittadini significa anche raccontare ciò che funziona, ciò che dimostra che la sanità pubblica, quando è sostenuta da competenze e investimenti, può fare la differenza”, ha concluso la Presidente Todde.

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La presidente Alessandra Todde, nella sua veste di assessora ad interim della Sanità ha partecipato stamane alla Conferenza sociosanitaria della Asl di Cagliari, alla presenza del commissario straordinario della Asl8 Aldo Atzori e dei 70 sindaci ricompresi all’interno dell’organismo territoriale che ha per compito di definire le politiche sanitarie locali, analizzare le criticità e programmare interventi socio-sanitari integrati in grado di garantire più equità, più efficienza e più accessibilità ai servizi offerti al cittadino.

Un appuntamento importante, che è servito a fare il punto sulla situazione all’interno di un ambito territoriale molto vasto ed eterogeneo, che comprende oltre 140 mila abitanti e che dall’Area vasta cagliaritana si estende all’Area Ovest, al Sarrabus Gerrei, al Sarcidano e alla Barbagia di Seulo, fino alla Trexenta.

“Ripartiamo dall’ascolto, dalla condivisione e soprattutto dal metodo. Una delle cose che ho chiesto al commissario, e che credo sia emersa chiaramente anche oggi, è arrivare preparati: con i numeri, con i dati sulle azioni fatte, con una rappresentazione chiara delle criticità e anche dei passi avanti. Solo così si può impostare un percorso e, soprattutto, misurarsi in modo serio su ciò che ha funzionato e su ciò che non ha funzionato”, così la Presidente Todde, durante i lavori della Conferenza.

“Sono state evidenziate le azioni introdotte per il recupero di circa 30.000 prenotazioni per anticipare visite ed esami con l’obiettivo di agire sulle liste d’attesa. Inoltre, sono state condivise le azioni PNRR per chiudere i cantieri delle 15 case comunità e dei 3 ospedali di comunità previsti nel territorio della Asl 8”, ha proseguito la Presidente.

“Dai territori sono emerse criticità importanti: dagli ospedali di Isili e Muravera, che devono consolidare la loro missione con il supporto di personale dedicato, fino ai temi strutturali dell’invecchiamento della popolazione e dell’accesso ai servizi di emergenza. È da qui che dobbiamo partire per costruire risposte credibili”.

La Presidente Todde si è poi soffermata sul Progetto PNRR, che prevede la realizzazione in Sardegna di 50 Case della Comunità e 13 Ospedali di Comunità. “Non sono scatole vuote, devono essere erogatori di servizi integrati con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i servizi già esistenti. Abbiamo sei mesi decisivi davanti a noi per far funzionare questa integrazione. È una sfida che riguarda la qualità della presa in carico delle persone, soprattutto nei territori più fragili”.

A proposito di pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, la Presidente ha ricordato anche la recente sigla, per entrambe le categorie, dei rispettivi accordi integrativi, con l’introduzione nel caso dei medici di medicina generale di meccanismi incentivanti finalizzati ad incoraggiare l’esercizio della professione in contesti disagiati e disagiatissimi.

“Sappiamo che la carenza di medici di medicina generale è ancora un problema serio. Oggi ne mancano circa 473, anche se quando ci siamo insediati ne mancavano oltre 543. C’è un’inversione di tendenza, ma il lavoro da fare è ancora lungo. Per questo dobbiamo rafforzare l’integrazione, utilizzare in modo intelligente la telemedicina, sostenere i presìdi territoriali e favorire la mobilità dei professionisti”.

La Presidente ha infine ribadito la necessità di uscire dalla fase commissariale: “Le ASL hanno bisogno di una prospettiva di medio-lungo periodo. Le interlocuzioni sono in corso e l’obiettivo è chiudere il prima possibile, garantendo continuità sui progetti strategici, in particolare quelli del PNRR, che stiamo seguendo direttamente per evitare qualsiasi rallentamento”.

“La sanità sarda -ha concluso la Presidente Todde- ha bisogno di responsabilità condivise e di una gestione collettiva. Per questo sto assicurando una guida ad interim, proprio per accompagnare questo passaggio”

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La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha incontrato nella sua veste di assessore ad interim le segreterie regionali delle organizzazioni sindacali confederali, CGIL, CISL e UIL. L’incontro, finalizzato a proseguire il dialogo sul tema sanitario e ad illustrare lo stato di attuazione degli impegni assunti con la firma del Protocollo di relazioni sindacali del 4 agosto 2025, si è svolto nel pomeriggio nella sede dell’assessorato regionale della Sanità.

“Ripartiamo da un impegno che avevamo preso ad agosto, con l'intesa programmatica sottoscritta. C’erano dei punti ben precisi che oggi non solo sono stati ripresi, ma sui quali abbiamo cercato di dare sostanza, attraverso i numeri e attraverso il confronto. Il lavoro è in corso” ha proseguito la Presidente. “Esistono aspetti che sicuramente dovranno essere integrati e meglio considerati. Ma abbiamo cristallizzato un metodo: confrontarsi sui numeri e sui processi è il modo migliore per capire se le cose stanno andando bene o meno bene e, soprattutto, se stanno avanzando”.

“Questo serve anche a far capire alle organizzazioni sindacali che noi non siamo immobili, ma che, ovviamente con fatica e all’interno di un percorso, il contesto della gestione della sanità si sta muovendo. Ci sono tantissimi punti di miglioramento, ma ci sono già dei segnali che possono essere misurati. Penso, per esempio, al lavoro che viene fatto sul PNRR, sugli ospedali e sulle case di comunità, che però giustamente devono essere riempite di servizi. Per questo, al prossimo incontro, sarà importante avere anche questo tipo di dato”.

La Presidente Todde ha poi sottolineato ancora una volta l’importanza della condivisione: “Il nostro impegno ora è quello di costruire insieme la prossima variazione di bilancio. Questo significa non avere le organizzazioni sindacali semplicemente come interlocutori durante le audizioni in Consiglio, ma averle come parte attiva nella fase di proposizione, in modo da poter integrare una proposta realmente condivisa. Significa anche monitorare insieme quelli che sono aspetti fondamentali, come lo stipendio del personale, le perequazioni, le mobilità e la possibilità di avere uniformità rispetto a una gestione che in questo momento risente ancora molto delle differenze tra centro e periferie”.

“Molti temi sono stati affrontati. Credo però che oggi abbiamo sottoscritto ancora una volta che la leale collaborazione c’è e che serve il contributo di tutti per rispondere a un contesto che i sardi vivono sulla loro pelle e rispetto al quale vogliono delle risposte anche immediate”.

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Ha preso avvio oggi all’ARNAS “G. Brotzu” il piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa, un intervento che segna l’inizio di una nuova fase per la sanità sarda e che sarà progressivamente esteso a tutte le Asl dell’Isola. Insieme al commissario straordinario della struttura, Maurizio Marcias, la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, ha voluto testimoniare la vicinanza della Regione al personale sanitario impegnato nello sforzo straordinario per abbattere le liste d'attesa.

“Oggi ho voluto essere al Brotzu in un fine settimana che segna un passaggio importante per la sanità della Sardegna. Da oggi prende avvio il piano straordinario di abbattimento delle liste d’attesa”, ha dichiarato la presidente. “Sono stata qui – sottolinea – per esprimere al personale sanitario la vicinanza della Regione. Medici, infermieri e operatori stanno affrontando uno sforzo fuori dall’ordinario. Ci sono eccellenze, ma soprattutto c’è motivazione e la volontà di rispondere all’urlo che arriva dai sardi, alla sofferenza che vediamo ogni giorno”, ha aggiunto Todde.

“Quella di oggi è stata la prima di una serie di giornate che intendiamo dedicare all’abbattimento delle liste d’attesa”, ha dichiarato il commissario dell’ARNAS G. Brotzu, Maurizio Marcias. “Si tratta di una criticità nazionale e, come nel resto del Paese, anche la Sardegna ne risente. Stiamo intervenendo in modo strutturato per dare risposte concrete ai bisogni di salute della popolazione sarda, sia sul fronte degli interventi chirurgici sia su quello della specialistica ambulatoriale”.

Nel corso della visita, che ha avuto luogo sia al “Brotzu”, che all’oncologico “Businco”, la presidente, accompagnata oltre che da Marcias anche dal prof. Antonio Macciò (direttore dipartimento Chirurgia Oncologica), dal prof. Antonello Pani (direttore dipartimento Internistico), dal dott. Paolo Siotto (direttore dipartimento Diagnostica avanzata), dal dott. Giovanni Cossu (direttore SC Neurologia e Stroke), dal dott. Fausto Zamboni (direttore SC Chirurgia Epatobilio pancreatica), dal prof. Giovanni Caocci (direttore Ematologia), dal dott. Gianfranco Fancello (direttore SC Senologia chirurgica), dal dott. Emiliano Cirio (direttore dipartimento Cardiovascolare) e dal dott. Giuseppe Dessì (direttore dipartimento Emergenza-urgenza), ha attraversato i principali reparti coinvolti in questa fase di rilancio dell’attività assistenziale: il blocco operatorio, con la ginecologia oncologica e la chirurgia d’urgenza pediatrica; l’emodinamica interventistica, con l’urologia; la chirurgia ortopedica e la terapia antalgica; gli ambulatori di nefrologia e dialisi; la neurologia; la cardiologia ambulatoriale; la chirurgia senologica, l’ematologia e il trapianto di midollo oncologico; la radiologia oncologica.

“Sono convinto – aggiunge Marcias –che, replicando queste iniziative, riusciremo a dare un segnale chiaro e progressivamente a ridurre le liste d’attesa”, ha aggiunto Marcias, ringraziando “la Presidente della Regione e tutti i professionisti e gli operatori che oggi hanno dedicato la loro giornata per offrire una risposta concreta e reale a questo bisogno di salute”.

La visita al Brotzu e al Businco “è solo l’avvio di un percorso che coinvolgerà progressivamente tutti i territori della Sardegna”, ha evidenziato, concludendo, la presidente Todde. “La sanità pubblica cambia solo se si interviene sul lavoro quotidiano e sulla capacità di dare risposte concrete a chi aspetta cure da troppo tempo. Ed è quello che vogliamo fare”.

L’avvio del programma straordinario dell’abbattimento delle liste d’attesa è frutto, oltre che dello sforzo del personale medico, anche dal lavoro del gruppo di supporto al Ruas (Responsabile Unico assistenza sanitaria), prof. Luigi Minerba, e dalla società in house di Information Technology della Regione, SardegnaIT, che ha predisposto algoritmi per identificare le priorità degli elenchi.

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale Armando Bartolazzi, ha approvato la ripartizione di 6 milioni di euro destinati alle aziende sanitarie locali della Sardegna per la realizzazione di progetti aziendali di assistenza primaria e continuità assistenziale relativi all’annualità 2025. Le risorse, stanziate in attuazione della legge di assestamento di bilancio regionale 2025-27, saranno suddivise tra le otto ASL sarde in base a criteri che tengono conto della popolazione residente (20%), del numero delle sedi carenti di assistenza primaria (40%) e della spesa storica per progetti aziendali (40%).

La distribuzione delle risorse è così articolata:

  • ASL 1 Sassari – € 1.263.556,83
  • ASL 2 Gallura – € 823.157,30
  • ASL 3 Nuoro – € 721.369,27
  • ASL 4 Ogliastra – € 97.150,62
  • ASL 5 Oristano – € 1.257.732,70
  • ASL 6 Medio Campidano – € 429.586,06
  • ASL 7 Sulcis – € 262.204,50
  • ASL 8 Cagliari – € 1.145.242,72.

“Con questo intervento – dichiara l’assessore Armando Bartolazzi – la Regione continua a investire concretamente nel rafforzamento dell’assistenza sanitaria di prossimità, sostenendo le aziende sanitarie nel miglioramento dei servizi territoriali e nella continuità dell’assistenza ai cittadini. È un passo importante per garantire equità di accesso alle cure in tutto il territorio, soprattutto nelle aree più fragili o temporaneamente carenti di medici di base.” L’assessore ha inoltre ricordato che, come previsto dall’Accordo integrativo regionale per la medicina generale siglato lo scorso settembre, le risorse serviranno anche a preparare il terreno per l’erogazione delle nuove indennità ai medici che sceglieranno di operare nei territori temporaneamente disagiati. Tuttavia, per l’annualità 2025, l’intero importo è destinato ai progetti aziendali, in attesa della definizione dei criteri attuativi dell’indennità. “È una misura – conclude Bartolazzi – che conferma l’impegno della Giunta per una sanità territoriale più vicina, efficiente e moderna, capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità locali.”

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Con una dotazione complessiva di 74.765.000 euro, la Giunta regionale della Sardegna ha approvato il programma triennale 2025–2027 di interventi per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico delle strutture del sistema sanitario regionale, comprese ARES e AREUS.
 
Le risorse, provenienti dal bilancio regionale e dall’Accordo Stato-Regione del 2019, sono destinate a opere di ristrutturazione, messa a norma, efficientamento energetico e potenziamento tecnologico, con l’obiettivo di rafforzare la rete ospedaliera e territoriale e garantire servizi sanitari più moderni, sicuri e omogenei in tutta l’Isola.
Si intende così assicurare una riqualificazione complessiva del sistema ospedaliero e territoriale, in coerenza con le programmazioni del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021–2027, del PNRR e dei fondi comunitari e nazionali.
L’Assessorato ha definito la ripartizione dei fondi sulla base delle esigenze espresse dalle Aziende Sanitarie, individuando gli interventi prioritari in funzione dell’urgenza, della popolazione servita, dello stato di avanzamento dei lavori e della coerenza con gli indirizzi della programmazione sanitaria regionale.
 
“Con questo piano triennale di investimenti diffusi – dichiara l’assessore regionale della Sanità Armando Bartolazzi – interveniamo concretamente per migliorare la qualità e la sicurezza delle strutture sanitarie e per rinnovare la dotazione tecnologica, in linea con gli standard più avanzati. È un segnale tangibile della volontà della Regione di costruire una sanità più efficiente, equa e vicina ai cittadini, dal grande ospedale al più piccolo presidio territoriale”.
 
Tra i principali interventi previsti:
• ASL 1 di Sassari: oltre 11,8 milioni di euro per la messa in sicurezza e la ristrutturazione dell’Ospedale A. Segni di Ozieri, il completamento della Casa della Salute di Thiesi, e la riqualificazione di varie strutture territoriali e ambulatoriali nel Sassarese, da Sorso a Ploaghe, fino al complesso di Rizzeddu. Previsti anche interventi per l’ammodernamento del blocco operatorio dell’Ospedale di Alghero e per l’acquisto di nuove dotazioni biomediche e informatiche.
• ASL 2 Gallura: circa 2,8 milioni per il completamento della nuova camera iperbarica dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e per lavori di sistemazione esterna, con ulteriori fondi per tecnologie e arredi sanitari.
• ASL 3 Nuoro: 4 milioni di euro destinati principalmente alla messa a norma antincendio e alla ristrutturazione del Presidio San Francesco di Nuoro, con interventi anche a Macomer e all’acquisto di apparecchiature e arredi sanitari innovativi.
• ASL 4 Ogliastra: 1,2 milioni di euro per l’ampliamento del poliambulatorio di Tortolì e ulteriori risorse per il completamento tecnologico del Presidio di Lanusei e della Casa della Salute di Tortolì.
• ASL 5 Oristano: 5,8 milioni per la manutenzione straordinaria del Presidio Mastino di Bosa, l’ammodernamento del Poliambulatorio di Oristano e la realizzazione del nuovo Hospice di Oristano, oltre a interventi su varie guardie mediche del territorio.
• ASL 6 Medio Campidano: oltre 3 milioni di euro per la riqualificazione del Poliambulatorio di Sanluri e il completamento della struttura psichiatrica di Serramanna.
• ASL 7 Sulcis: 2,8 milioni per il nuovo reparto di dialisi del P.O. CTO di Iglesias, il rifacimento degli impianti al P.O. Sirai di Carbonia, e interventi di messa in sicurezza e ristrutturazione edilizia dei presidi ospedalieri.
• ASL 8 Cagliari: 14 milioni di euro per l’adeguamento antincendio dei principali presidi (SS. Trinità, Binaghi, Marino, San Giuseppe e San Marcellino), oltre alla ristrutturazione della Cittadella della Salute di Cagliari, con ulteriori 2,5 milioni per il rinnovo tecnologico delle strutture aziendali.
• Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari (AOUCA): 6,8 milioni per la realizzazione di una nuova sala operatoria robotica al Policlinico Duilio Casula e per l’acquisizione di tecnologie avanzate e strumentazione biomedica.
• Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari (AOUSS): 8,1 milioni per la ristrutturazione della Terapia Intensiva e della Cardioanestesia del P.O. SS. Annunziata, oltre all’acquisto di nuove apparecchiature, tra cui un macchinario cuore-polmone e sistemi di sterilizzazione per la chirurgia.
• ARNAS G. Brotzu: 3,7 milioni di euro per il rinnovo tecnologico delle sale operatorie e per l’acquisto di nuovi ecografi.
• AREUS: 500.000 euro per il potenziamento del servizio di elisoccorso regionale e per dotazioni tecnologiche e informatiche.
• ARES: 600.000 euro per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico su edifici adibiti a uso amministrativo.
•
Le somme verranno erogate in base ai cronoprogrammi definiti dai soggetti attuatori, con la supervisione dell’Assessorato della Sanità. Le economie derivanti dai ribassi d’asta resteranno a disposizione delle Aziende Sanitarie per il completamento delle opere.
“Dalle grandi strutture universitarie agli ambulatori territoriali – conclude l’assessore Bartolazzi – vogliamo dare un segnale concreto di attenzione ai bisogni reali del territorio, con investimenti che generano salute, lavoro e svilupo”
 
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