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Un corso per imparare a progettare giochi analogici e digitali. Questo è la proposta dell'associazione Creative Factory: un laboratorio di game design denominato "La città interattiva", gratuito per i soci. Basterà quindi tesserarsi al costo di 45 euro per avere diritto, per la durata dell'anno solare, a partecipare a tutte le attività dell'associazione senza ulteriori costi aggiuntivi. 

Il laboratorio si svolgerà dal 26 agosto al 9 settembre 2023 presso la sede dell'associazione Creative Factory in Viale Elmas 33/35, Cagliari, dove verranno messe a disposizione 7 postazioni multimediali performanti per venire incontro a chi non ha la possibilità di accedere a una strumentazione consona.

L'iniziativa, realizzata in collaborazione con Sardinia Game Scene, l'Università di Cagliari e la Game Maker Academy, offre l'opportunità di scoprire i segreti dietro la progettazione di giochi analogici e digitali. Il programma include masterclass tenute da esperti del settore e un project work finale, in cui i partecipanti avranno l'occasione di ideare, sviluppare e progettare i propri giochi.

Il progetto nasce nell’ambito del bando “Fermenti in Comune” indetto dall’ANCI e co-finanziato dal Consiglio della Presidenza dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Organizzato dall'associazione Creative Factory e dal Comune di Cagliari come ente capofila e co-finanziatore, si avvale della collaborazione
dei partner locali: Cineteca Sarda Società Umanitaria e la casa di Produzione Mommotty Srl.

Il laboratorio di Game Design "La Città Interattiva" è a numero chiuso e l’iscrizione è aperta a un massimo di 12 partecipanti, compilando il modulo al seguente link https://forms.gle/W5AzSF3F6f1S1zE4A.  Per ulteriori informazioni mandare una mail a: INFO@CAGLIARICREATIVEFACTORY.COM

Qui di seguito il programma del corso nel dettaglio:

PROTOTIPAZIONE PER GAME DESIGNER: PROGETTARE UN GIOCO ANALOGICO
● Sabato 26 agosto 2023, ore 10.00/13.30 - 15.00/19.00
Workshop condotto da Andrea Piano in collaborazione con la Sardinia Game Scene. In questo workshop gli studenti potranno confrontarsi con una delle fasi più importanti dello sviluppo di giochi e videogiochi, la prototipazione analogica. Attraverso l’uso di teorie e metodi pratici impareranno a creare prototipi di gioco gradualmente più complessi e potranno sperimentare nei loro progetti. Sono previsti due interventi frontali dedicati al processo creativo e alle metodologie di design, seguiti da attività laboratoriali individuali o di gruppo. Non sono richieste competenze di programmazione, né strumentazione tecnica. Andrea Piano è dottorando di ricerca presso l’Università “Sapienza” di Roma, con un progetto di ricerca che indaga il rapporto con la natura e con la sostenibilità nell’immaginario collettivo videoludico. Tra i suoi interessi di ricerca anche la rappresentazione del cultural heritage e del folklore nel videogioco, con particolare attenzione alla mitologia. Si occupa inoltre di fornire consulenze come game designer e di formazione professionale.


REALIZZARE UN VIDEOGIOCO SENZA PROGRAMMARE
● Domenica 27 agosto 2023, ore 10.00/13.30 - 15.00/19.00
L'Esperimento dell'Università di Cagliari in collaborazione con Ivan Blečić e Raffaele Argiolas. Durante la masterclass i docenti presenteranno uno strumento totalmente digitale, online e gratuito per realizzare videogiochi senza alcun bisogno di competenze di programmazione. Si tratta di Walklets, una piattaforma per la creazione rapida di giochi geo-narrativi. Consente di creare esperienze di geotelling e storytelling interattivi, combinando la visita, lo spostamento e le attività in uno spazio o territorio più o meno ampio, creando la "realtà mista" attraverso l'estensione ludica, l'alterazione e l'amplificazione dell'esperienza dei luoghi.
Ivan Blečić, dal 2015, è professore associato nel settore scientifico disciplinare ICAR/22 Estimo e valutazione presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell'Università di Cagliari. Si occupa di sviluppo di giochi e giochi di simulazione, nonché delle tecniche e strumenti per lo storytelling. Si occupa dei temi riguardanti la pianificazione e l’analisi territoriale, valutazione urbanistica e ambientale con particolare attenzione ai possibili nessi di questi temi con le tecnologie di informazione e comunicazione. Il percorso di ricerca riguarda sia una riflessione e un'elaborazione teorica che l’applicazione pratica di tecniche, strumenti e metodologie.
Raffaele Argiolas è dottore di ricerca con una ricerca sul rilievo e la modellazione di elementi storici per la loro implementazione in flussi di lavoro HBIM. I suoi temi di interesse includono l'utilizzo di strumenti digitali, quali la realtà aumentata e ambienti virtuali, per la comunicazione dell'architettura e del patrimonio culturale, oltre ad alcuni dimostratori di serious game e tour virtuali. Ha svolto attività legate alla produzione e post-produzione di contenuti multimediali interattivi all'interno di progetti di ricerca sulla promozione del territorio e del patrimonio.


CREARE VIDEOGIOCHI CON FUNGUS DI UNITY 3D
● Dal 28 al 30 agosto 2023, ore 16.00/20.00
Masterclass con Andrea Assorgia della Game Maker Academy.
Tre giornate dedicate alla scoperta dello strumento Open Source gratuito per la creazione di giochi di narrazione interattivi in Unity 3D. Si tratta di Fungus, progettato per essere facile da imparare per i principianti di Unity 3D, specialmente per chi non ha esperienza di programmazione. Invece, per gli utenti esperti, fornisce un flusso di lavoro rapido e intuitivo per lo scripting visivo e la narrazione interattiva. Imprenditore informatico e autore di giochi, Andrea Assorgia si occupa di videogiochi per lavoro e per passione da più di 20 anni. Ha diretto la creazione dell’esperienza VR dei bombardamenti per la mostra “1943 VR - i bombardamenti di Cagliari”. Ha creato diversi videogame per la valorizzazione turistica e culturale della Sardegna per diverse organizzazioni ed enti pubblici tra i quali il comune di Alghero, il Lazzaretto di Cagliari e il museo della laguna di Capoterra. E’ direttore didattico di Game Maker Academy e docente di creazione videogame presso corsi di formazione regionali. Da sempre attivo nel panorama ludico locale e nazionale, è membro dei Fabbricastorie e presidente di Ottava Arte, entrambe associazioni dedite alla diffusione della cultura ludica. Ha conseguito una specialization promossa da Michigan State University suddivisa in cinque corsi sul tema “Game Design and Development”.


LAVORO DI GRUPPO ED ESERCITAZIONI PRATICHE PER LA REALIZZAZIONE DI UN GIOCO ANALOGICO O DIGITALE
● Dal 31 agosto al 9 settembre 202 [orari da definire]
In questa fase i partecipanti potranno mettere in pratica tutto ciò che è stato appreso durante i precedenti incontri. Suddivisi in piccoli gruppi, come in una game jam i partecipanti ideeranno, progetteranno e svilupperanno un prototipo di gioco, analogico o digitale, a discrezione del gruppo. La sede dell'associazione sarà aperta per permettere ai partecipanti di lavorare al meglio e in uno spazio adeguato alle necessità. L'ultima giornata di sabato 9 settembre sarà dedicata alla presentazione e fase dei test dei progetti realizzati.

Sabato 19 e domenica 20 agosto 2023, in occasione dell’esibizione delle Frecce Tricolori in programma al Poetto, verranno adottate alcune temporanee modiche alla circolazione veicolare.

La nuova viabilità, in vigore il 19 e 20 agosto dalle 14 alle 21, è stata adottata con Ordinanza dirigenziale n.1683 del 21/07/2023.

Questo il dettaglio delle prescrizioni sulla circolazione che non  coinvolgeranno i Mezzi di soccorso, VVFF, CTM, taxi e autorizzati:

L'istituzione del divieto di transito nel viale Poetto in direzione Poetto , nel tratto tra via San Bartolomeo e piazza Arcipelaghi. Sarà consentito l'attraversamento del viale Poetto per chi percorre la via Vergine di Lluc;

L'istituzione del divieto di Accesso nella via Tramontana direzione viale Poetto dalla rotonda con la via S.Bartolomeo;

L'istituzione nella via Vergine di Lluc, all'incrocio con il viale Poetto del divieto di svolta a destra nel viale Poetto direzione Poetto con direzione obbligatoria diritto o sinistra;

L'istituzione nella via S'Arrulloni all'incrocio con il viale Poetto del divieto di svolta a sinistra nel viale Poetto direzione Poetto con direzione obbligatoria a destra;

L'istituzione nel lungomare Poetto all'incrocio con la piazza Arcipelaghi del divieto di transito;

L'istituzione della direzione obbligatoria a sinistra nella Via Rodi all'incrocio con la via Isola S.Pietro;

L'istituzione nel lungomare Poetto direzione via Isola S.Pietro, all'incrocio con la via dell'Idrovora dell'obbligo di svolta a destra nella via Idrovora;

 L'istituzione del divieto di Accesso nella via Isola S.Pietro all'incrocio con il lungo Saline;

L'istituzione del divieto di Accesso nel lungo Saline direzione Cagliari dalla rotonda con la via Idrovora; 

L'istituzione del divieto di Accesso nella via Idrovora dalla rotonda con il lungo Saline; 

L'istituzione nella via Ippodromo direzione lungomare Poetto, all'incrocio con la via Ausonia dell'obbligo di svolta a destra nella via Ausonia;

L'istituzione nella via Ausonia, all'incrocio con la via Ippodromo dell'obbligo di svola a Sinistra;

L'istituzione nel viale Europa, all'incrocio con la via Vidal del divieto di transito.

Questo il dettaglio delle vie interessate, il giorno domenica 20 agosto 2023, dalle 00,00 alle 21,00, dal divieto di sosta con rimozione forzata: nella via Isola S.Pietro ambo i lati;

nell'area adibita a parcheggio adiacente al lungomare Poetto e avente accesso dalla via isola S.Pietro;

nella via Ippodromo nel tratto compreso tra la via Ausonia e la via dei Fantini;

nel Lungomare Poetto altezza stabilimento Aereonautica per posizionamento gazebo (occupazione suolo pubblico);

piazza degli Arcipelaghi (area asfaltata) area ex distributore.

Il giorno 20/08/2023 dalle ore 00:00 alle ore 21:00:

l'area sterrata limitrofa a via Isola di San Pietro (zona ex campi calcio) è riservata per sosta dei veicoli autorizzati (autorità, veicoli di servizio, veicoli del personale volontario di Protezione Civile);

nella via Isola S.Pietro un'area lungo il lato dx è riservata ai bus CTM, un'area lungo il lato sx (per la direzione lungomare poetto) è riservata agli autobus dell'organizzazione;

nella piazza Arcipelaghi (area asfaltata) area ex distributore un'area è riservata per il posizionamento del P.M.A.

Il pranzo di Ferragosto in Sardegna sarà quest’anno particolarmente salato. Lo afferma Adiconsum Sardegna che, sulla base degli ultimi dati sui prezzi diffusi dall’Istat, calcola le ripercussioni per le famiglie isolane.

“Rispetto allo scorso anno i prodotti alimentari costano in media in regione l’11,5% in più, mentre e bevande sono rincarate del 12,2% - spiega il Presidente Giorgio Vargiu – Ipotizzando un pranzo di Ferragosto per 8 persone realizzato in casa, la maggiore spesa sarà di circa +18/+20 euro a famiglia rispetto a quanto speso nel 2022. Non andrà meglio a chi deciderà di trascorrere il 15 agosto al ristorante: i menu rincarano infatti in media del +5,3%, con punte del +8,5% a Olbia”.

“Sarà più costoso anche utilizzare l’automobile per gli spostamenti – avvisa Vargiu – In base agli ultimi dati forniti dai distributori di carburanti al Mimit aggiornati alla data del 12 agosto, la benzina in modalità servito raggiunge il prezzo massimo di 2,369 euro al litro a Cagliari, 2,339 euro il gasolio. Prezzi altissimi anche a Olbia (2,349 euro la verde, 2,249 euro il diesel) e Arbus (2,222 euro/litro la benzina, 2,122 euro/litro il gasolio)”.

“I rincari estivi si susseguono senza sosta in Sardegna, e renderanno le vacanze sull’isola un vero e proprio salasso, allontanando i turisti che opteranno verso mete più economiche – aggiunge Giorgio Vargiu – Una situazione aggravata dal fenomeno del caro-voli, con le tariffe aeree per la Sardegna che sono oramai del tutto fuori controllo”.

Resteranno aperti anche a Ferragosto i Musei Civici di Cagliari, con l Galleria Comunale d’Arte, il Palazzo di Città e il Museo “Cardu” che saranno pronti ad accogliere i visitatori con orario continuato dalle 10 alle 20.

 Apertura straordinaria per i Musei comunali che saranno visitabili anche lunedì 14 agosto 2023.

 Ricca e diversificata l’offerta culturale comunale. A partire dal Palazzo di città che ospita la personale dedicata alla fotografa Inge Morath. Un’occasione imperdibile per conoscere l’opera di questa straordinaria artista a cent’anni dalla nascita, prima donna a far parte della mitica Agenzia Magnum dove fu assistente

di Henri Cartier-Bresson, attraverso oltre 150 immagini e altri documenti. La mostra, dopo essere stata inaugurata a Monaco di Baviera ed essere stata poi allestita a Venezia, è approdata a Cagliari e rappresenta un evento fotografico di grande interesse e importanza. Esposti in mostra gli scatti realizzati nel corso dei tanti reportage in giro per il mondo, così come foto di scena e i celebri ritratti di importanti personalità del Novecento come Henri Moore, Pablo Picasso, André Malraux, Doris Lessing, Marilyn Monroe, Gloria Vanderbilt e Fidel Castro. (info 070.6776482 infoeprenotazioni@museicivicicagliari.it).

 Da Castello ai Giardini Pubblici dove si trova la Galleria Comunale che ospita due collezioni permanenti di  arte italiana del Novecento: la Collezione Ingrao e la Collezione sarda con le sculture di Francesco Ciusa. Fino al 1° ottobre è possibile, inoltre, visitare

la mostra dedicata a Mirella Mibelli “Segno, Colore, Superficie”, curata da Gianni Murtas e organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Spettacolo – Musei Civici di Cagliari, in collaborazione con l’Archivio Mirella Mibelli. (info 070.6776454 infoeprenotazioni@museicivicicagliari.it).

 Infine il Museo d’arte siamese “Stefano Cardu” dove è possibile ammirare una straordinaria e originale Collezione d'Arte orientale, costituita da un ingente numero di manufatti provenienti dal Siam, l'attuale Thailandia, databili perlopiù al XIX secolo, donati alla città di Cagliari dal collezionista Stefano Cardu,  avventuroso viaggiatore che visse per tanti anni in Oriente. (info 070.6776543 infoeprenotazioni@museicivicicagliari.it).

 Tutti aperti anche i Beni culturali comunali: Grotta della Vipera,  Passeggiata Coperta e Galleria dello Sperone, Anfiteatro Romano e Cripta di Santa Restituta che osserveranno i seguenti orari:

dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

 Apertura con orario spezzato 9/13 e 16/20 anche per il Centro comunale d’arte Exmà dove sono appena state inaugurate le mostre “Nero notte”, personale del pluripremiato illustratore Daniele Serra, e “1993| 2023, 30 anni con l’Exmà” mostra fotografica che ripercorre la storia passata e recente dell’ex mattatoio cittadino diventato il primo centro comunale d’arte e cultura della città. (info: 070666399).

 

All’ultimo secondo, ma quel che contava era passare il turno. Cagliari-Palermo si è chiusa con la Domus al completo e una prova con luci e ombre. Il 2-1 al 123’ (in rete Dossena - sempre fuori con Liverani a favore di Altare, preferito del patron - e Di Pardo, 1-1 intermedio di Soleri, rigore e tap in fallito da Pavoletti nel primo tempo) ha dato una botta di autostima al gruppo. Indispensabile anche per superare le criticità attuali e trovare il passo giusto, specie mentale, per il debutto in campionato di lunedì 22 a Torino contro i granata. La Coppa Italia non è mai stata avara di sorprese: l’Empoli è stato battuto dal Cittadella. Dunque, ben venga il passo avanti. Un premio per la tenacia di Claudio Ranieri e il suo saper entrare nella testa dei suoi. Poi, occorre un minimo di obiettività. Dalla tifoseria, anche quella più affascinata, arriva il monito: la rosa è incompleta, la serie A chiede altro, dopo il miracolo della risalita non si può pensare che si sia attesi da una passeggiata di salute. Sir Claudio non si scosta. E anche questo gli fa onore: “Spero che entro mercoledì arrivino i rinforzi che ho chiesto” la sintesi delle parole del tecnico nel post Palermo. Dunque, un difensore centrale esperto e due attaccanti. La solita solfa: pur con i sedici milioni di euro incassati dai movimenti di Cragno, Bellanova, Marin, Waluckiewiz e altri, paiono sfumati almeno una decina di buoni papabili per difesa e attacco. Mentre si apprezza l’esordio dei nuovi Sulemana e Oristanio (out Jankto, ancora lungo il percorso di Shomurodov), il Genoa neopromosso ha già chiuso con Retegui e Messias. E il Cagliari? Ha visto i saluti di pedine gradite al tecnico (Nzola, Palomino, Ferrari, Baschirotto, Mina, Petagna, Okereke, Gabbiadini). Ma non solo. Il tergiversare della presidenza, alle prese anche con i casi Nandez e Pereiro, ai quali ha chiesto di dimezzarsi lo stipendio con risposta intuibile, e quello inerente Makoumbou, con avance da Roma e Fiorentina, e il braccio di ferro sull’ingaggio risicato del congolese legittimamente da rivalutare, comporta più rischi che benefici. Tanto che Ranieri l’ha sottolineato con enfasi. Il mercato chiude alle 20 di venerdì 1° settembre. Ma prima ci sono Torino fuori e Inter in casa. È il caso di riflettere sulla scossa da dare ai meritati desideri di Ranieri e alla fiducia, nonostante tutto, dei quattordicimila abbonati?

 

 

Mario Frongia

L'Istat ha reso noti oggi i dati territoriali dell'inflazione di luglio, in base ai quali l'Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica completa di tutte le città e delle regioni più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita. Non solo, quindi, delle città capoluoghi di regione o dei comuni con più di 150 mila abitanti.

 In testa alla graduatoria, Genova dove l'inflazione tendenziale più alta d'Italia, pari a +8,2%, si traduce anche nella maggior spesa aggiuntiva annua, equivalente a 1787 euro per una famiglia media.

Medaglia d'argento per Varese, +6,5% su luglio 2022, e un incremento di spesa pari a 1714 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Milano che, pur avendo un'inflazione poco più alta di quella media italiana, +6,3%, ha una spesa supplementare pari a 1710 euro annui per una famiglia tipo.

Al quarto posto Grosseto, che con la terza inflazione annua più elevata d'Italia, +7,5%, ha una stangata pari a 1691 euro.

Seguono Lodi (+6,5%, +1650 euro), Perugia (+6,9%, +1585 euro), al settimo posto Siena con 1578 euro (al quinto posto per inflazione con +7%), poi Bologna (+6,3%, +1572 euro). Chiudono la top ten Alessandria (+6,9%, +1533 euro), ex aequo con Lucca (+6,8%, +1533 euro).

 Sull'altro fronte della classifica, la città più virtuosa d'Italia in termini di spesa aggiuntiva più bassa è ancora una volta Potenza, con l'inflazione più bassa del Paese (+3,5%) e dove in media si spendono "solo" 691 euro in più all'anno. Al 2° posto Catanzaro, seconda per inflazione (+4,3%, +803 euro). Medaglia di bronzo Reggio Calabria (+4,7%, +878 euro). Bene anche Caserta (4° posto), Ancona (7°), Bari (8°) e Cagliari (10° posto, con +5,5% e 1033 euro).

 In testa alla classifica delle regioni più "costose" (Tabella n. 2), con un'inflazione annua a +7,9%, abbondantemente la più alta d'Italia, la Liguria che registra a famiglia un aggravio medio pari a 1630 euro su base annua. Segue l'Umbria, dove la crescita dei prezzi del 6,7% implica un'impennata del costo della vita pari a 1513 euro, terza la Lombardia, dove nonostante l'inflazione sia inferiore a quella nazionale, +5,8%, il rincaro annuo è di 1507 euro.

 La regione più risparmiosa è ancora una volta la Basilicata, +3,6%, pari a 697 euro, seguita dal Molise (+5,1%, +934 euro). Medaglia di Bronzo per la Calabria (+5,2%, +951 euro).

 

Per incrementare la lotta integrata contro le infestazioni delle cavallette, l’Assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta  ha provvedono, tramite gli uffici, al trasferimento a favore dell’ Agenzia Laore in un’unica soluzione di 3 milioni di euro per l’attuazione degli interventi di natura meccanica dei terreni consistenti nelle lavorazioni superficiali dei terreni. La locusta del Marocco continua ad interessare, seppur in maniera inferiore, alcune aree della Sardegna centrale. Sulla base dei dati trasmessi dall’ Università di Sassari e dall’Agenzia Laore nel corso del 2022, i Comuni interessati dalle infestazioni acridiche sono stati 26 (Bolotana, Bortigali, Lei, Noragugume, Olzai, Orani, Orotelli, Ottana, Silanus, Teti, Anela, Benetutti, Illorai, Sedilo, Sorradile, Austis, Bono, Bottida, Bultei, Burgos, Dualchi, Esporlatu, Nughedu Santa Vittoria, Oniferi, Sarule, Bidonì). L’Agenzia Laore sta svolgendo le attività inerenti all’attuazione del programma secondo i criteri e le direttive impartite dalla Giunta Regionale. Il nuovo finanziamento aggiuntivo a quello del 2022, sarà utilizzato dall’Agenzia Laore per l’esecuzione delle operazioni di monitoraggio 2023 delle grillare (siti di ovideposizione con presenza) e per l’attuazione degli interventi obbligatori di natura meccanica dei terreni, consistenti nelle lavorazioni superficiali degli stessi. Tali attività di prevenzione delle future infestazioni acridiche in Sardegna sono previste come misura di eradicazione delle infestazioni acridiche in forma gregaria dell’anno 2024 da attuarsi in applicazione dell’Ordinanza ministeriale.

“ Laore - sottolinea l’assessore Satta - provvederà ad eseguire il monitoraggio 2023 delle grillare con i mezzi tecnici ritenuti più idonei e fornire al Servizio Fitosanitario Regionale i dati e la mappatura dei siti di ovideposizione dell’organismo specificato in fase gregaria. Inoltre viene disposta l’esecuzione obbligatoria delle lavorazioni meccaniche consistenti nella lavorazione superficiale dei terreni delle zone infestate, che saranno poste in capo a imprese attive nel settore della produzione agricola primaria, agli Enti pubblici proprietari o conduttori a qualunque titolo di terreni. Sarà attivato un regime di aiuti in “de minimis” a compensazione dei costi sostenuti per le lavorazioni meccaniche che verranno effettuati. Stiamo dando ulteriori fondi, ha concluso l’assessore Valeria Satta, rendendo però obbligatorie le arature, come gli allevatori e agricoltori hanno sempre richiesto e lo rendiamo obbligatorio perché poi chiaramente, chi vuole poter beneficiare delle risorse inerenti ai danni subiti, deve comunque garantire di aver arato il terreno”.

Mercoledì, 09 Agosto 2023 15:01

Anche Palomino è sfumato

Anche Palomino è sfumato. Andrà in Argentina. Il centrale difensivo ex Atalanta chiesto con urgenza da Ranieri, non vestirà il rossoblù. E come lui, non saranno utili alla causa la girandola di nomi messi in gioco dallo scorso giugno. Da Baschirotto a Colley passando per Ferrari. Niet. Giocheranno altrove. È il mercato, non una novità. Ma i tifosi cominciano a chiedersi quale sia la strategia del club. Strategia che, sempre su input di Ranieri, ha in cima alla lista il difensore “esperto” da affiancare a Dossena (debuttante) e due punte. Poi, con l’enorme tegola che terrà fuori per mesi Lapadula e Mancosu, più Rog in mezzo al campo, l’elenco va certamente aggiornato. Ma il club su questo pare andare a fari spenti. Ci si augura che da qui alle 20 del 31 agosto, con slittamento di dodici ore, le esigenze del tecnico autore del più grande miracolo della recente storia sportiva, vengano esaudite. Senza, si spera, veder tornare in auge la tattica fallimentare cara alla presidenza. Ovvero, le figurine vintage, in disarmo, o quella di ricorrere ai senza contratto o acciaccati da riatletizzare.

Aver riconquistato la serie A è stato un successo memorabile dell’allenatore di Testaccio, già fenomenale con il Leicester, e di un gruppo che, assortito male e rinforzato così così a gennaio come prova l’addio a Prelec. Adesso, con la A non si scherza. Specie dopo nove anni con un’altra retrocessione in avvio, il successo con Rastelli e le annate da incubo tra salvezze stentate e una gestione orribile in campo e fuori, culminata con la disastrosa caduta in B dopo l’osceno pareggio di Venezia. La sintesi di una conduzioni presidenziale deficitaria sotto vari punti di vista. Tuttora, il direttore sportivo Nereo Bonato, che ha portato in cassa circa sedici milioni di euro dalle operazioni Bellanova, Cragno, Marin eccetera, prima di muovere un dito deve sentire il patron. Normale.

C’è tempo, tutte le squadre sono cantieri aperti, l’ultima settimana è quella decisiva. Tutto vero. Ma chi aspetta troppo rischia di essere preso per il collo o, peggio, bidonato con pedine da adattare. In più, il diesse deve provare a risolvere i casi Nandez e Pereiro. Il primo ha rifiutato la Juve ma non ha ceduto alle pressioni del vertice societario che insiste affinché si dimezzi lo stipendio. Stessa musica per Pereiro, contratto super, ma mica lo ha firmato da solo!, poche richieste e valigia in mano. Ecco perché le ipotesi Prati (Spal) per il centrocampo o la gragnola di idee (Okereke, Petagna, Colombo, Petkovic eccetera) per completare l’attacco sono in alto mare. Intanto, i supporter rispondono presente: sono oltre tredicimila gli abbonamenti sottoscritti. Numeri importanti. Adesso, c’è da aspettare il campo: sabato con il Palermo per i trentaduesimi di Coppa Italia. Il 22 agosto trasferta a Torino in casa granata per la prima di campionato. Dita incrociate.       

 

 

Mario Frongia

In Sardegna business da 117 milioni di euro. Nell’Isola 225 gelaterie di cui 149 sono laboratori artigiani. MariaAmelia Lai (Presidente Confartigianato Sardegna): “Ai piccoli piaceri estivi non si rinuncia neanche nei momenti di difficoltà e sono gli ingredienti a fare differenza anche se quelli naturali sono diventati carissimi: zucchero, latte e frutta”.

Semplice, ricercato, elaborato o di gourmet, al cioccolato o alla panna, alla frutta o con ingredienti sardi come pompìa, fichi neri, corbezzolo, menta sarda o torrone di Tonara. Al gelato, soprattutto
d’estate, in Sardegna, come nel resto d’Italia, non ci rinuncia quasi nessuno. Quello artigianale, inoltre, fa parte del bagaglio della tradizione italiana e, anche a detta dei medici, è uno degli alimenti più adeguati specie per i bambini, in quanto fornisce il giusto apporto calorico oltre a elementi importanti per la crescita come proteine, calcio, fosforo, ferro e vitamine A, B1 e B12. 
Dalla classifica più “fresca” dell’anno, tratta dal dossier “Gelaterie: le imprese artigiane e la spese delle famiglie per i gelati”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonte ISTAT 2022, si scopre come nella nostra regione le gelaterie artigianali siano ben 149, su un totale di 225 laboratori di gelateria, impiegano circa 400 persone (quasi 900 addetti in totale), con una media di 1 impresa ogni 7mila abitanti e un giro d’affari di oltre 117 milioni di euro. In pratica ogni nucleo familiare ogni anno spende 160 euro per coni, coppette, granite, ghiaccioli e sorbetti. “Ai piccoli piaceri della vita, non si rinuncia, neppure in tempo di crisi – afferma la Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Amelia Lai - anzi, a fronte delle difficoltà che la popolazione sta affrontando, statistiche alla mano, si indulge più spesso ai propri capricci. Infatti il nostro invito per questa estate è di consumare i salutari e buoni gelati artigiani sardi anche perché i prezzi sono sostanzialmente invariati rispetto all’anno scorso, anche se l’aumento delle materie prime è stato sensibile”. “Nessuno ha intenzione di imporre aumenti esponenziali ai propri clienti –aggiunge la Presidente – soprattutto in un momento in cui siamo già così preoccupati dall'inflazione, di tutto c'è bisogno fuorché dell'aumento del costo di un prodotto così amato e così popolare”.

Analizzando meglio i dati nazionali e regionali, scopriamo come la nostra regione sia al 15esimo posto come percentuale di aziende artigiane (66,1%) contro l’81,9% dell’Alto Adige, che occupa il primo posto, e una media nazionale 75,5%. Quanto al giro d’affari, i dati dicono come la spesa della Lombardia superi i 328 milioni di euro mentre in Italia si sfonda la quota di 1miliardo e 788 milioni.

Il gelato artigianale, quindi, rappresenta insomma uno dei simboli del food made in Italy la cui produzione merita di essere sostenuta e valorizzata. Confartigianato infatti ribadisce come le produzioni di generi alimentari debbano essere realizzate in piena conformità alle norme di igiene, sicurezza e qualità degli alimenti in funzione della tutela del consumatore ed è, pertanto, assolutamente necessario garantire una professionalità adeguata e una piena conoscenza delle complesse tecniche produttive e delle metodologie di autocontrollo del ciclo di produzione.

“Specie nel gelato sono sempre gli ingredienti a fare differenza – continua la Presidente - infatti l’impegno delle gelaterie artigiane è quello di garantire ai consumatori una grande attenzione alle materie prime. Alcuni ingredienti, infatti, sono diventati carissimi: zucchero, latte, frutta ma anche il packaging. I nostri maestri gelatieri hanno cercato di contenere gli aumenti per poter assicurare ai consumatori, in questa estate così calda, un buon gelato artigianale, realizzato a regola d’arte”. “Da qualche anno registriamo un aumento costante delle gelaterie artigiane e non – conclude la Presidente Lai – a conferma di come i sardi continuino a preferire la qualità e la genuinità del prodotto delle nostre imprese e che non esiste limite alla fantasia dei gelatieri artigiani che sono riusciti a inventare centinaia di gusti. Quindi, non si rinuncia alla qualità e genuinità dei prodotti realizzati con materie prime, rigorosamente fresche, senza conservanti e additivi artificiali, e lavorati secondo le tecniche tradizionali. Inoltre, i gelatieri artigiani sono sempre più attenti a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela”.

Anche in questo 2023, nelle gelaterie stravincono i sapori decisamente classici, a fronte dei 600 a disposizione: primeggiano “fragola”, “cioccolato” seguiti da “nocciola”, “limone”, “crema”, “pistacchio” e “stracciatella” anche se non perdono colpi neanche i sempreverdi “tropicana”, “limoncello”, “tè verde”, “arcobaleno” o addirittura “loacker”. Per chi ha problemi di dieta
(uno su dieci), ecco il gelato alla soia. Nella nostra isola, invece, crescono anche i gusti sardi come “sebadas”, “mirto” e “pardula” o persino i gusti al formaggio.

Tra i gusti di tendenza per l'estate spiccano il gelato all’Aperol Spritz, il gelato al gusto di salmone con zeste di lime ed erba cipollina e altri sapori gastronomici come il gelato al gusto cacio e pepe, oppure l'inconsueto gelato alla nduja calabrese, da servire su una mini-bruschetta. Tra i trend dell’estate non può mancare anche un riferimento al film del momento, quello con protagonista la bambola più famosa del mondo. Infatti la sorpresa è il gusto Barbie, tutto rosa con variegatura di cioccolato alla rosa, macarons meringhe e marshmallow.

Il prezzo medio del cono due gusti si aggira sui 3,50 euro. Alcune delle gelaterie più famose hanno rincarato il cono due gusti a 4 euro, ma i punti vendita dei quartieri si tengono sotto i 3 euro. Al
chilo la forbice va da 20 a 28 euro. Spesso a fare la differenza sono i costi generali dell’attività, per esempio le spese per l’affitto dei locali e ovviamente la posizione: se in centro il prezzo può addirittura raddoppiare e, di conseguenza, lievita anche lo scontrino. Nelle strade più centrali, o turistiche, molti artigiani per ammortizzare spiegano che è inevitabile aumentare il prezzo della pallina e l’eventuale servizio al tavolo.

Secondo i dati dell'Istituto del Gelato Italiano e Bva-Doxa, il gelato è amato dal 93% degli italiani, i quali vanno pazzi soprattutto per il pistacchio, seguito da cioccolato e nocciola. Per essere certi di avere sul cono o nella coppa un gelato davvero di qualità, ecco i consigli per riconoscere quello davvero artigianale. Nell'ultimo anno, sulla base di dati dell'Osservatorio Sigep (Salone internazionale della gelateria, pasticceria, panificazione artigianale e del caffè) il consumo pro-capite in Italia è di quasi 3 kg a testa per un giro d'affari che nel 2022 ha raggiunto i 2,7 miliardi (+16%), mentre in Europa ha sfiorato i 10 miliardi (+13%). Se si analizzano i dati a livello mondiale, invece, il Paese più “goloso” in assoluto è risultato, a sorpresa, la Nuova Zelanda con oltre 28 kg a testa di gelato consumato all'anno. Seguono gli Stati Uniti, con oltre 20 kg pro capite e Australia a quota 18 kg. In tutto il mondo sono state censite circa 100.000 gelaterie artigianali.

Se l’offerta di gelato è massiccia e pressoché onnipresente, non sempre coni e coppe sono davvero artigianali. Per un palato allenato non è difficile cogliere la differenza e individuare quelli industriali e semi-industriali, ma chi non è così esperto potrebbe lasciarsi trarre in inganno.

Ecco come riconoscere il prodotto davvero di qualità. - Innanzitutto il colore: se il nostro cono o la nostra coppa ha “palline” dal colore troppo intenso e vivace, ad esempio nel caso di menta e pistacchio, è possibile che il gelato sia stato preparato con semi-lavorati. In questo caso, anche il sapore potrebbe risultare troppo marcato a livello gustativo proprio a causa degli aromi aggiunti.
- Occhio al “neutro”- La tradizione vuole che il gelato venga preparato in laboratorio, dosando gli ingredienti secondo specifiche ricette, che ovviamente comprendono emulsionanti e addensanti. Tutto questo richiede maestria e conoscenza degli ingredienti e delle tecniche: un gelato preparato in questo modo è delizioso, ma ha una struttura non molto forte, ragion per cui va consumato a distanza di poche ore dalla produzione. Molti gelatieri, però, ormai adoperano un preparato chiamato “neutro”, che fornisce una base di additivi con addensanti naturali come farina di semi di carrube, di guar, di tara e pectine. Questo preparato riesce a dare la giusta struttura al gelato e per questo viene adoperato nella maggior parte dei gelati che si trovano in commercio. Ma al netto di questo, sono poi gli ingredienti a fare la differenza: per scoprire se sono davvero di qualità occorre leggere l’apposita tabella che ogni gelateria deve obbligatoriamente esporre.
- Meglio i prodotti di stagione. È sempre meglio utilizzare materia prima fresca laddove possibile. Anche quando utilizziamo frutta secca, come nocciole e pistacchio, andiamo ad aggiungere alla base del nostro gelato solo ed esclusivamente un’alta percentuale di pasta di nocciole IGP Trilobata pura e pasta di pistacchio di Bronte IGP. Il risultato finale sarà molto diverso dall’utilizzo di puree industriali al cui interno ci sono sempre aggiunte di aromi.


Dopo siccità, ondate di pioggia e grandine della primavera, seguite dal grande caldo delle scorse settimane, si abbatte sull’agricoltura e l'allevamento sardo la piaga degli incendi. Non c’è pace per il mondo agropastorale isolano che continua a fare la conta dei danni nelle aziende colpite dagli eventi calamitosi susseguiti negli ultimi mesi e settimane. L’ultimo, solo in ordine cronologico, è proprio il problema dei roghi che, in particolare domenica, hanno devastato ettari di vegetazione e colpito numerose aziende e coltivazioni. 

DANNI. In attesa dei numeri ufficiali, dalle prime stime Coldiretti Sardegna, i problemi maggiori sul fronte ambientale stanno emergendo nell’area tra Posada, Siniscola, La Caletta e Gairo, per i territori della Baronia e nel Sarrabus tra Muravera e Villaputzu, nel Sud Sardegna, ma sono andati in fumo centinaia di ettari di vegetazione con foraggere e agrumeti e si registrano i primi danni su infrastrutture, recinzioni, macchine agricole e impianti di irrigazione, pompaggio ed elettrici. Nel vasto rogo che ha imperversato sulla Baronia grande paura per aziende e famiglie che in queste ore stanno facendo la conta dei danni, mentre restano gravi i danni al patrimonio boschivo e ambientale.
 
TERRITORI. Sono centinaia, dunque, gli ettari di territorio andati persi a causa del fuoco conte piante da frutto in particolare che avranno bisogno di anni prima che possano tornare a produrre senza dimenticare danni ambientali ed economici per le aziende che hanno visto spazzato via un ingente patrimonio. Nell’area del Sarrabus, al momento, sono circa una decina quelle coinvolte. “Abbiamo vissuto momenti di paura e adesso possiamo davvero dire che siamo stati fortunati - commenta Giorgio Demurtas, allevatore e presidente di Coldiretti Cagliari - le fiamme e soprattutto il forte fumo stavano mettendo a rischio la vita degli animali e siamo andati a soccorrerli a rischio della nostra stessa incolumità. Alla fine ci è andata bene e per questo ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato, dall’amministrazione comunale alle forze dell'ordine e i tanti amici e volontari che ci anno sostenuto per limitare i danni e salvare per miracolo gli animali”. Per l’agrumicoltore Manuele Meloni “l’evento che ci ha colpito è molto grave con tantissimi danni alla nostra azienda se pensiamo al mancato reddito per le produzioni perse e i costi per ricostruire e sostituire i macchinari colpiti - dice - abbiamo già danni per molte migliaia di euro con tre filari di piante bruciate in tutto il perimetro che non recupereremo più, oltre a recinzioni, tubazioni, motori e cavi che stiamo sostituendo - conclude - sembrava un’apocalisse, ma ci siamo già rimboccati le maniche e stiamo ripartendo". 
 
COLDIRETTI SARDEGNA. “Quella di ieri è stata una giornata drammatica sul fronte incendi in Sardegna e anche le aziende agricole e di allevamento hanno dovuto fare i conti ancora una volta con questa piaga che da troppi anni si abbatte sull’isola ogni estate - sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu - ci si aspettava refrigerio dopo le giornate afose che avevano creato anche danni alle colture, soprattutto in pieno campo, ieri invece abbiamo registrato incendi che hanno mandato in fumo ettari di terreni e proprietà, bruciato e danneggiato infrastrutture e attrezzature agricole senza contare gli animali morti e le centinaia di persone sfollate - conclude - non è possibile che ogni anno si ripresenti lo stesso scenario e non si esca da questa piaga che ci affligge da troppo tempo". Per il direttore Coldiretti Sardegna, Luca Saba, inoltre “bisogna tenere sempre alta l’attenzione su questo fronte perché gli incendi oltre a danneggiare il nostro immenso patrimonio paesaggistico e naturalistico, creano grossi danni economici alle nostre aziende che devono già fronteggiare gli effetti sui cambiamenti climatici e gli eventi atmosferici imprevedibili - sottolinea - questo rappresenta un altro importante freno all’economia agropastorale sarda”.
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