Dura presa di posizione delle istituzioni regionali dopo l’atto intimidatorio compiuto a Lula ai danni di due ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), impegnati nelle attività collegate al progetto dell’Einstein Telescope. La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha espresso la propria solidarietà ai due studiosi, definendo l’episodio «un fatto grave» che coinvolge non solo le vittime, ma l’intera comunità sarda.
Secondo la presidente, si tratta di un gesto isolato che non rappresenta il territorio né la popolazione di Lula, una comunità che, come molte altre nell’Isola, guarda al progetto scientifico come a un’importante occasione di crescita economica, occupazionale e sociale.
Todde ha ribadito che la Sardegna ha scelto di puntare sulla ricerca, sull’innovazione e sulla conoscenza come strumenti fondamentali per costruire il proprio futuro. Per questo motivo, ha sottolineato, ogni tentativo di intimidire chi lavora per sviluppare nuove opportunità è destinato a non avere successo.
La governatrice ha inoltre richiamato il valore strategico dell’Einstein Telescope, il grande osservatorio europeo per lo studio delle onde gravitazionali candidato a sorgere nel sito di Sos Enattos, nel Nuorese. Un’infrastruttura che, secondo la Regione, potrebbe rappresentare una svolta per il territorio, favorendo l’arrivo di ricercatori e investimenti, creando occupazione qualificata e rafforzando il ruolo della Sardegna nei grandi progetti scientifici internazionali.
«La Sardegna sarà sempre dalla parte della legalità e della scienza», ha ribadito Todde, assicurando pieno sostegno ai ricercatori e la fiducia nel lavoro degli investigatori affinché venga fatta chiarezza sull’accaduto.
La presidente ha infine rivolto un messaggio di vicinanza all’INGV, ai suoi vertici e a tutto il personale impegnato nelle attività di ricerca sull’Isola, confermando l’impegno della Regione nel sostenere chi opera per lo sviluppo della conoscenza e dell’innovazione.
Alla condanna si è unito anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha definito quanto accaduto «un atto intimidatorio gravissimo» nei confronti di due professionisti impegnati in un progetto di grande rilevanza per la Sardegna e per l’Italia. Comandini ha espresso solidarietà ai ricercatori, sottolineando come episodi di questo genere non possano ostacolare un percorso che punta a fare dell’Isola uno dei principali poli europei della ricerca scientifica.

