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È in pieno svolgimento la campagna fitosanitaria 2026 contro i lepidotteri defogliatori della sughera, avviata il 2 maggio e coordinata da Agris Sardegna su impulso dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente. Ad oggi sono già stati trattati oltre 16.000 ettari in quattro aree dell’isola. Venerdì 8 maggio, salvo avverse condizioni meteo, gli elicotteri raggiungeranno le sugherete di Sinnai e Burcei (circa 2.000 ettari), con base alla Stazione forestale di Campu Omu. Seguirà l’area di Sant’Antonio di Gallura e Calangianus per completare i 30.000 ettari programmati — il massimo trattabile nella finestra stagionale utile, a fronte di una superficie a rischio stimata da Agris Sardegna e Università di Sassari in circa 40.000 ettari.

L’infestazione

Dal 2023 le sugherete sarde sono colpite da una gradazione crescente di Lymantria dispar, Malacosoma neustria e Tortrix viridana: i bruchi di queste tre specie, in tarda primavera, defogliano estesamente le querce da sughero, indebolendole, riducendo la produzione di sughero e creando disagi nei centri abitati. L’infestazione, già contrastata con trattamenti aerei nel 2024 e nel 2025, è ancora in fase di culmine. I rilievi autunnali 2025 della rete DIBOMED — circa 700 punti gestiti da CFVA, Agris Sardegna e Università di Sassari — hanno registrato indici massimi di infestazione di Lymantria dispar in più località dell’area di Sinnai e Burcei (Funtana Ona, Monte Maria, Arcu su Cabriolu), confermandone l’inserimento tra le priorità della campagna.

Il quadro istituzionale

Con deliberazione n. 50/30 del 24 settembre 2025, su proposta dell’assessora Rosanna Laconi, la Giunta regionale ha dichiarato per il terzo anno consecutivo lo stato di emergenza fitosanitaria, avviando le procedure di autorizzazione in deroga ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 150/2012. Con successivo provvedimento, di concerto con l’Assessore della Programmazione, sono stati stanziati 2.350.000 euro. Il Ministero della Salute ha rilasciato l’autorizzazione all’uso del formulato biologico. I trattamenti sono eseguiti con 4 elicotteri usando il Foray Avio 76B a base di Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk), insetticida biologico selettivo innocuo per l’uomo e le specie non bersaglio.

Stato di avanzamento al 6 maggio

La campagna interessa 17 Comuni in 7 cantieri: Sant’Antonio di Gallura, Calangianus, Telti, Berchidda, Monti, Villanova Monteleone, Putifigari, Ittiri, Bosa, Montresta, Abbasanta, Norbello, Aidomaggiore, Santu Lussurgiu, Iglesias, Sinnai e Burcei. Aree già trattate:

• Berchidda-Monti-Telti: 9.600 ha (2–5 maggio)

• Putifigari-Villanova Monteleone-Ittiri: 4.000 ha (2–3 maggio)

• Abbasanta: 2.400 ha (4 maggio)

• Iglesias: 2.400 ha (7 maggio, in corso)

Sinnai-Burcei (2.000 ha) è prevista per l’8 maggio, subordinatamente a meteo e sviluppo larvale, con base a Campu Omu. I Comuni sono stati informati da Agris Sardegna con comunicazione formale del 9 aprile; il CFVA applicherà i cartelli informativi nei punti principali della viabilità nei giorni precedenti l’intervento.

“Siamo al terzo anno di lotta attiva, con risultati che confermano la validità della strategia. Le sugherete sono un asset strategico per la Sardegna, ambientale, economico, identitario e la loro tutela, fondata su evidenze scientifiche è un impegno inderogabile per questa Regione”, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.

Con il completamento della campagna, la Regione avrà trattato 30.000 ettari di sugherete in una sola stagione, confermando la capacità di rispondere con tempestività e metodo a un’emergenza fitosanitaria di scala regionale.

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Arrivano in Sardegna 300mila dosi di vaccino contro la dermatite nodulare bovina, la Lumpy Skin Disease. La disponibilità delle dosi consente l’avvio della campagna vaccinale a partire dal 6 maggio, in attuazione del decreto dell’Assessorato regionale della Sanità che ufficializza il proseguimento del Piano di vaccinazione obbligatoria su tutto il territorio regionale. Il Piano riguarda tutti gli stabilimenti con presenza di bovini e bufalini e tutti i capi detenuti in Sardegna, con priorità per le aree soggette a restrizione e per gli allevamenti vaccinati da più tempo. Le dosi sono fornite gratuitamente dalla Regione e la gestione operativa è affidata ai Servizi veterinari di Sanità animale delle ASL, con il supporto dell’IZS Sardegna. La LSD è classificata dalla normativa europea come malattia di categoria A, che richiede interventi immediati di controllo ed eradicazione in caso di rilevamento. Per questo la Regione raccomanda agli allevatori la massima adesione alla campagna vaccinale, a tutela del patrimonio bovino isolano, della sanità animale e della continuità produttiva delle aziende. “L’obiettivo è mantenere alta la copertura immunitaria raggiunta e prevenire nuove recrudescenze della malattia. La collaborazione degli allevatori è decisiva per proteggere gli allevamenti e l’intero comparto zootecnico sardo”, sottolineano gli uffici dell'assessorato regionale della Sanità.

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Nell'ambito dell'interlocuzione istituzionale avviata a seguito della nota trasmessa dall'assessora della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna, Rosanna Laconi, è pervenuto il riscontro formale del Ministero dell'Interno in merito all'assetto della flotta nazionale Canadair in vista della prossima campagna antincendio boschivo (AIB) 2026.
La risposta del Viminale – indirizzata anche, per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – fa seguito alla richiesta regionale formulata in relazione agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, n. 10160/2025, che ha inciso sull'affidamento del servizio di gestione operativa e logistica della flotta.
Nel riscontro, il Ministero evidenzia che, a seguito di apposita istruttoria con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, sono già stati adottati gli atti necessari per dare esecuzione alla pronuncia giurisdizionale: il 23 gennaio 2026 è stato pubblicato il provvedimento n. 39, che ha integrato il precedente atto amministrativo n. 533 del 17 settembre 2024 e il relativo Disciplinare di gara, assicurando la piena continuità del contratto in essere.
In tale quadro, viene espressamente chiarito che il servizio non ha subito né subirà interruzioni e che il numero degli assetti aerei impiegati nella campagna AIB 2026 sarà analogo a quello dello scorso anno.
Quanto alla dislocazione territoriale dei mezzi, il Ministero richiama le competenze del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, cui spetta la definizione del dispositivo operativo annuale.
“La nota pervenuta dal Ministero delinea un quadro di continuità operativa che consente di guardare alla campagna antincendio boschivo ormai alle porte con maggiore serenità e fiducia – dichiara l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi –. La conferma del mantenimento degli assetti aerei costituisce una condizione essenziale per garantire l'efficacia del dispositivo di tutela del territorio e del patrimonio ambientale. In questo contesto, proseguiremo nel confronto istituzionale affinché la distribuzione dei mezzi assicuri una copertura pienamente adeguata alle specificità e ai livelli di rischio dell'intera Sardegna”.

La Regione prosegue, per il tramite della Direzione generale della Protezione civile, l'attività di monitoraggio e raccordo con le strutture statali competenti, nell'ambito della pianificazione regionale antincendio e della definizione del dispositivo operativo per la stagione AIB 2026, al fine di assicurare la tutela del territorio, del patrimonio ambientale e della sicurezza dei cittadini.

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La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, assieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha partecipato oggi a Roma alla riunione odierna del Consiglio dei Ministri, nel corso della quale sono stati esaminati diversi progetti di impianti eolici e agrivoltaici riguardanti il territorio regionale. “Ho preso parte ai lavori insieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, per rappresentare e difendere gli interessi della Sardegna in un passaggio particolarmente rilevante per il futuro energetico dell’Isola”, dichiara la Presidente Todde.

Nel corso della riunione, la Regione ha ribadito il parere negativo già espresso sui progetti in esame. Il Consiglio dei Ministri ha tuttavia richiesto ulteriori approfondimenti tecnici su alcune delle proposte, aprendo una fase di confronto che coinvolgerà la Regione, le comunità locali e il Ministero dell’Ambiente. “La nostra posizione – prosegue la Presidente – nasce da valutazioni tecniche puntuali elaborate dagli uffici regionali, che saranno ora integrate da un ascolto attento e diretto dei territori interessati”.

La Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel percorso di transizione ecologica, sottolineando la necessità di scelte equilibrate e condivise. “La transizione energetica richiede decisioni fondate – conclude Todde – capaci di tenere insieme tutela del paesaggio, sviluppo e consenso delle comunità. Nelle prossime settimane lavoreremo per costruire una sintesi che tenga conto di tutti questi elementi, nel pieno rispetto delle esigenze della Sardegna”.

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Nell’ambito di un’attività di monitoraggio e interlocuzione istituzionale avviata sin dal deposito della sentenza, l’assessora della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna, Rosanna Laconi, ha trasmesso al Ministro dell’Interno una richiesta formale di chiarimenti sull’assetto della flotta nazionale Canadair in vista della prossima campagna antincendio boschivo (AIB) 2026.

La nota – indirizzata anche, per conoscenza, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – fa seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, n. 10160/2025, che ha annullato gli atti di affidamento del servizio di gestione operativa e logistica della flotta.

Nei giorni immediatamente successivi alla sentenza, l’Assessorato, per il tramite della Direzione generale della Protezione civile, ha attivato e mantenuto un costante canale di interlocuzione con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, seguendo l’evoluzione della vicenda e verificando gli impatti sul dispositivo operativo nazionale. Tale Direzione è la struttura titolare della pianificazione regionale antincendio e del raccordo con i soggetti statali.

In tale sede sono state acquisite, e nel tempo reiterate, indicazioni rassicuranti sulla continuità operativa del dispositivo aereo nazionale anche per la stagione AIB 2026.

Tali indicazioni, tuttavia, non hanno finora assunto carattere formale. Per questo motivo, con l’approssimarsi della stagione estiva, l’Assessora ha ritenuto necessario richiedere un riscontro ufficiale all’Amministrazione titolare del servizio.

“La Sardegna è un territorio insulare ad altissima esposizione al rischio incendi – dichiara l’assessora Laconi – e lo schieramento dei Canadair, con particolare riferimento alla base operativa di Olbia, rappresenta un presidio essenziale e non surrogabile. Sin dal deposito della sentenza abbiamo attivato un canale strutturato di confronto con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, dal quale sono emerse rassicurazioni sulla continuità del servizio. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, è necessario che tali indicazioni trovino una conferma formale”.

Nell’ambito delle interlocuzioni con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile sono state inoltre acquisite indicazioni rassicuranti anche rispetto a possibili criticità legate all’approvvigionamento di carburante avio, in relazione agli effetti della crisi internazionale in corso: la qualificazione dell’attività antincendio boschivo come servizio di pubblica utilità ne garantirebbe infatti la priorità anche in scenari complessi.

Nella nota trasmessa al Viminale, l’assessora richiama il quadro delle competenze istituzionali e chiede di conoscere le iniziative che il Governo intende adottare, nelle more delle determinazioni conseguenti alla sentenza, per assicurare la piena copertura della campagna AIB 2026 e, in particolare, l’operatività della flotta Canadair nelle basi sinora individuate, inclusa quella di Olbia.

“La sicurezza dei cittadini, la tutela del patrimonio ambientale e l’incolumità degli operatori impegnati sul fronte del fuoco – conclude l’assessora Laconi – richiedono certezze formali e tempestive. La Regione è pronta a fare la propria parte, ma è indispensabile che il quadro nazionale sia definito con chiarezza e in tempi compatibili con l’avvio della stagione AIB”.

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Approvata la programmazione delle risorse destinate a iniziative di studio, formazione, ricerca, esplorazione, tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio carsico e speleologico della Sardegna. Lo ha stabilito l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.

Il provvedimento riguarda i capitoli dedicati alla conservazione e valorizzazione del patrimonio speleologico e carsico regionale: 350.000 euro per trasferimenti agli Enti locali e 380.000 euro per investimenti destinati alla valorizzazione, messa in sicurezza e adeguamento delle grotte e dei sistemi carsici. Le risorse saranno assegnate ai Comuni attraverso un Avviso pubblico predisposto dal Servizio Tutela della natura e politiche forestali della Direzione generale della Difesa dell'Ambiente.

"Il patrimonio carsico e speleologico della Sardegna esprime un valore complesso, che intreccia dimensioni ambientali, scientifiche e culturali. La delibera va nella direzione di sostenere i Comuni nel lavoro di studio, salvaguardia e valorizzazione, favorendo una fruizione che sia compatibile con la tutela e capace di coinvolgere le comunità locali." Sottolinea l’assessora Rosanna Laconi.

La programmazione dà continuità al percorso già avviato con le deliberazioni del 2024 e del 2025, che hanno consentito di finanziare iniziative comunali volte ad approfondire la conoscenza dei sistemi di grotta e dei sistemi carsici, a salvaguardare il capitale naturale di particolare interesse ambientale, paesaggistico e scientifico, e a svilupparne le potenzialità in ambito culturale, didattico, turistico e scientifico. Tra i criteri di priorità per l'assegnazione dei contributi figurano il cofinanziamento da parte del soggetto attuatore, la priorità ai Comuni con minore popolazione residente e il riconoscimento del sito come Monumento naturale, geosito UNESCO o altro riconoscimento anche in fase di candidatura. Tra i criteri specifici sono previste misure per la messa in sicurezza, la riduzione dei rischi, il miglioramento dell'accessibilità, la tutela della fauna cavernicola, la prevenzione di furti e danneggiamenti, la regolamentazione degli accessi, le attività di studio e ricerca, gli interventi su grotte marine o di miniera, il coinvolgimento di scuole, CEAS e associazioni speleologiche.

"L'attenzione è rivolta a proposte credibili, ancorate ai contesti locali e in grado di tenere insieme protezione dei luoghi e qualità dell'esperienza. Non c'è valorizzazione senza sicurezza, sostenibilità e conoscenza: è da questo punto di equilibrio che prende forma l'intervento pubblico." Ha detto ancora l’assessora Laconi.

Le risorse del 2027 potranno essere utilizzate per lo scorrimento della graduatoria delle proposte idonee non finanziabili nell'annualità in corso.

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Dal 15 al 17 aprile a Villasimius prende il via il 3° Pilot Destinations Exchange Workshop, nell’ambito del progetto europeo NaTour4ClimateChange (NT4CC), dedicato allo scambio di esperienze tra le destinazioni turistiche costiere del Mediterraneo impegnate nello sviluppo di nuove strategie di adattamento al clima e valorizzazione delle “soluzioni basate sulla natura” in chiave turistica. Il progetto NaTour4CChange è un laboratorio di sperimentazione delle soluzioni che consentiranno di aumentare la resilienza delle destinazioni turistiche costiere dentro un’ottica di cooperazione internazionale sulle sfide comuni.

La Sardegna è impegnata su questo percorso con un tavolo di lavoro che comprende gli assessorati con competenze su Ambiente, Turismo, Enti Locali, Beni Culturali e Protezione civile, a rimarcare come l’approccio debba essere il risultato dell’integrazione tra responsabilità, piani e azioni, e considerazioni ambientali, sociali ed economiche. A livello locale, la Sardegna partecipa alla sperimentazione con due aree pilota: le Aree Marine Protette di Capo Carbonara e di Tavolara.

“La Sardegna vuole essere protagonista delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e della tutela delle coste nel Mediterraneo, dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Progetti come NaTour4CChange sono un’opportunità concreta per rafforzare la cooperazione tra territori che condividono le stesse sfide e per sperimentare soluzioni innovative basate sui servizi ecosistemici. Il confronto tra le destinazioni costiere del Mediterraneo che si svolge a Villasimius dimostra quanto sia importante costruire strategie comuni capaci di coniugare tutela dell’ambiente, resilienza climatica e sviluppo sostenibile del turismo. Per la Regione Sardegna è una priorità promuovere politiche che proteggano il patrimonio naturale e allo stesso tempo valorizzino i territori, attraverso modelli di governance partecipata e le Nature-based Solutions (NBS) come indicate dall’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) quali strumenti privilegiati di adattamento al cambiamento climatico”.

All’iniziativa, finanziata dal programma Interreg EuroMED ed ospitata dall’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, partecipano, oltre all’AMP di Capo Carbonara, l’AMP di Tavolara Capo Coda Cavallo, il Parco Naturale di Cabo de Gata (Andalusia), la municipalità di Dugi Otok (Dalmazia), il Parco Naturale di Hutovo Blato (Erzegovina), la municipalità di Ori Zarkou (Creta), l’AMP di Cap Ferrat (Costa Azzura), i rispettivi rappresentanti regionali e i partner tecnici (IUCN, Plan Bleu, , Conference of Peripheral Maritime Regions of Europe, Hellenic Society for the Protection of Nature e l’Istituto per il Turismo della Croazia, Capofila del progetto).

“Il progetto ha importanti ripercussioni sul turismo costiero. “I cambiamenti climatici, li abbiamo verificati proprio nelle scorse settimane col ciclone Henry, hanno ormai degli effetti davvero impattanti, soprattutto sulle nostre coste.” Lo ha detto L’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu. “ È un aspetto che deve necessariamente produrre dei cambiamenti nel modo di pensare e di vivere la quotidianità, ma anche nel modo di programmare il futuro dello sviluppo turistico. I centri costieri della Sardegna sono più o meno tutti, direi tutti, ma qualcuno in maniera più accentuata, dipendenti dall'economia turistica. E’ evidente che degli adattamenti vadano fatti e vadano fatti rapidamente. Questo progetto, che unisce realtà importanti europee per scambiarsi dalle buone pratiche, ma anche per verificare qual è lo stato di avanzamento nelle procedure, nelle norme, negli adeguamenti degli ordinamenti ai cambiamenti climatici è assolutamente importante. Per quanto riguarda la regione Sardegna, in maniera particolare per il turismo, noi abbiamo cercato di ragionare sulle tre sostenibilità: ambientale, sociale ed economica legate al turismo, proprio dando degli incentivi per seguire le strategie che sono quelle prescritte anche dai protocolli europei di delocalizzazione e di destagionalizzazione finalizzate proprio a preservare il più possibile quelle risorse non rinnovabili.”

Tra gli ospiti internazionali, interverranno la Project manager del progetto Izidora Marković Vukadin e Damir Krešić, direttore dell’Istituto per il Turismo della Croazia, un centro studi divenuto Osservatorio dell’Organizzazione Mondiale del Turismo per la gestione sostenibile del turismo nel mare Adriatico. L’incontro di Villasimius costituisce il terzo appuntamento di scambio tra le destinazioni pilota, dopo le sessioni di progetto svoltesi negli anni precedenti a Marsiglia e a Barcellona e dedicate rispettivamente ai Climate Action Plans e alle Nature-based Solutions.

Il tema centrale del confronto sarà questa volta rappresentato dalla valorizzazione delle misure ambientali di adattamento, finalizzata a promuovere nel mercato turistico le destinazioni turistiche che fanno questa scelta “naturale” per aumentare la loro resilienza climatica, e nel contempo stimolano il coinvolgimento attivo dei turisti rispetto al tema del cambiamento climatico.

“Stiamo dando via alla terza giornata del progetto europeo Interreg, che fa parte del programma europeo Interreg, Nature for Climate Change. Momento importante questo perché di fatto ci stiamo confrontando su una problematica particolarmente attuale nella regione Sardegna, cioè come gestire i cambiamenti climatici in rapporto allo sviluppo del turismo, quindi difendere le nostre coste dagli effetti dei cambiamenti climatici e nel contempo garantire comunque anche il turismo nelle nostre coste. Quest'ultima fase in realtà rappresenta un momento di valutazione di progetti già realizzati di fatto che sono stati preparati e la verifica se questi progetti sono veramente attuabili, realizzabili nel nostro territorio. Il progetto prevede la partecipazione di sei siti pilota, quindi sei comunità che si affacciano sul Mediterraneo e che lavoreranno per tre giornate a Villasimius confrontandosi appunto su queste tematiche.” Ha concluso l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi.

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Valorizzazione del personale attraverso la riclassificazione e le progressioni, carenze di organico nomine, equiparazione con le altre forze di Polizia incentivi, idoneità alla mansione, blocco delle carriere e riforma della Legge 26, istitutiva del Corpo. Sono tanti i temi che i rappresentanti sindacali del Corpo Forestale della Sardegna hanno illustrato all’assessore degli Affari generali e del Personale, Sebastian Cocco.

“Questo primo momento di incontro segna l’avvio di un percorso che per essere efficace dovrà fondarsi su alcuni presupposti chiari: il rispetto reciproco dei ruoli, la lealtà nei rapporti e la volontà concreta di collaborare nell’interesse comune. Per questo prosegue la serie di incontri con le organizzazioni sindacali del personale dipendente della Regione. Oggi è stato il turno del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, con le cui organizzazioni c'è stato un incontro molto franco, molto schietto sulle questioni che riguardano soprattutto l'avvio della campagna antincendio”, ha dichiarato Cocco.

“Ci sono delle criticità – ha sottolineato l’assessore – che noi intendiamo affrontare subito, come quella del superamento della carenza di organico. Il Corpo Forestale purtroppo ha un'età media di oltre 50 anni, che è incompatibile con la funzione principale, che è quella del presidio del territorio. Ma con il concorso in atto per gli agenti forestali e quelli che faremo per gli ufficiali contiamo di consegnare una dotazione organica che consenta al Corpo Forestale di svolgere quello che eccellentemente fa da decenni. Presidiare il territorio della Sardegna. Il confronto tra istituzione e rappresentanze sindacali non è mai un esercizio rituale ma piuttosto uno spazio necessario dove cercare soluzioni”.

Vivo apprezzamento per l’interessamento dimostrato dal titolare degli Affari Generali è stato fatto dai rappresentanti delle sigle sindacali, che hanno rimarcato soprattutto la carenza di personale che per i raggiunti limiti di età e pensionamenti sta assottigliando di parecchio il numero totale degli agenti idonei alla mansione. In pensione, hanno ribadito i sindacati, stanno andando il doppio di quelli assunti.

“Credo fortemente in un dialogo serio e franco, capace di affrontare anche le questioni più complesse senza irrigidirsi in posizioni pregiudiziali. Da parte mia - conclude l’assessore Cocco - c’è il massimo impegno a garantire un confronto costante che non si esaurisca negli incontri formali, ma che diventi una pratica ordinaria di relazione istituzionale”.

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Martedì, 07 Aprile 2026 08:55

Raccolta differenziata, Sardegna terza in Italia

La Sardegna si conferma un’eccellenza nazionale nella gestione dei rifiuti, ma i nuovi dati accendono un campanello d'allarme sulla velocità del progresso verso gli obiettivi del 2029. Secondo l’ottava edizione dell’Ecoforum Sardegna di Legambiente, l’Isola mantiene un solido terzo posto in Italia con una percentuale di raccolta differenziata del 76,5%, posizionandosi subito dopo Emilia-Romagna (78,9%) e Veneto (78,2%).

Nonostante il prestigioso piazzamento, il dossier "Comuni Ricicloni" — basato sui dati Arpas del 2024 — evidenzia una leggera flessione nel numero dei territori più virtuosi, segnando una battuta d'arresto che preoccupa gli esperti.

Il dato più significativo riguarda i cosiddetti comuni "Rifiuti Free", ovvero quelle amministrazioni che non solo superano il 65% di differenziata, ma riescono a contenere la produzione di secco residuo sotto i 75 kg per abitante all'anno.

Nel 2024 sono 218 su 377 (il 57,8% del totale), contro i 222 dell’anno precedente. L'obiettivo 80%: Anche i comuni che hanno già raggiunto la soglia dell'80% di differenziata (target regionale per il 2029) sono scesi a 185, rispetto ai 206 del 2023.

Tuttavia, c'è una nota di speranza: ben 37 territori sono ormai a un passo dal traguardo, avendo superato la quota del 79%.

Mentre l'interno oscilla, le zone costiere mostrano una resilienza incoraggiante. Sono 24 le località balneari che vantano una differenziata pari o superiore all'80%, con un incremento dei comuni costieri "Rifiuti Free", passati da 9 a 11 in un solo anno. Un segnale importante per un'Isola che deve gestire picchi di produzione di rifiuti legati al turismo stagionale.

Note dolenti arrivano invece dai centri che ancora non raggiungono la soglia minima del 65% prevista dalla legge nazionale (un obiettivo che risale addirittura al 2012). In questa "lista nera" figurano 8 comuni (erano 5 nel 2023), tra cui spicca ancora Sassari. Il capoluogo del nord si ferma al 61%, ma la progressiva rimozione dei cassonetti stradali a favore del sistema "porta a porta" lascia presagire un netto miglioramento per il 2025.

Il quadro generale resta positivo, ma la presidente regionale di Legambiente, Marta Battaglia, invita a non abbassare la guardia. Il problema principale resta quel 30% di rifiuti urbani che ancora segue un modello di economia lineare (produzione-consumo-smaltimento), anziché rientrare nel ciclo del riuso.

«A pochi anni dalle scadenze del piano regionale — avverte Battaglia — tutti gli sforzi devono essere orientati a invertire la tendenza. È necessario adeguare gli strumenti in campo per incidere concretamente sulla riduzione del secco residuo».

La sfida per la Sardegna nel 2026 sarà dunque quella di trasformare le buone abitudini dei cittadini in un sistema industriale di economia circolare capace di azzerare gli sprechi e riportare i comuni verso i vertici della classifica nazionale.

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Con una delibera approvata su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente e della Protezione Civile, Rosanna Laconi, la Giunta regionale estende all’intero sistema regionale il modello operativo per l’utilizzo dei droni e delle tecnologie a pilotaggio remoto, finora sviluppato nell’ambito della protezione civile. Le strutture dell’amministrazione regionale potranno avvalersi dell’organizzazione tecnica già costituita dalla Direzione generale della Protezione Civile — con operatori certificati, una flotta di quadricotteri e piloti qualificati — per le proprie attività istituzionali di monitoraggio, controllo e prevenzione, senza dover costituire un proprio operatore aeronautico.

Il provvedimento si inscrive in un percorso avviato con il protocollo d’intesa sottoscritto con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) il 24 giugno 2024, che ha definito regole, standard operativi e modalità di utilizzo dei sistemi a pilotaggio remoto in ambito pubblico, attraverso un tavolo tecnico congiunto. I lavori del tavolo hanno già prodotto risultati concreti: è stato approvato il primo scenario operativo specifico per attività di monitoraggio territoriale in spazi aerei non segregati, e il personale del Nucleo UAS della Protezione Civile ha ottenuto la qualifica di formatore per i nuovi scenari.

Il passo odierno risponde anche a un’indicazione espressa dallo stesso ENAC, che ha chiesto alla Protezione Civile regionale di attivare un coordinamento unico a livello di Regione, al fine di evitare duplicazioni di accordi e tavoli tecnici e di standardizzare le procedure in scenari operativi analoghi. In questa direzione, la Giunta aveva già approvato nel settembre 2025 un primo protocollo coinvolgendo il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Il provvedimento odierno estende il modello all’intero sistema Regione.

“Un progetto nato nell’ambito della protezione civile diventa oggi patrimonio operativo dell’intero sistema pubblico regionale. L’obiettivo non è semplicemente adottare nuove tecnologie, ma mettere a disposizione di tutte le strutture regionali un’infrastruttura già collaudata, costruita con ENAC, per operare in modo coordinato ed efficace. Droni e sistemi a pilotaggio remoto diventano così strumenti concreti per monitorare il territorio, controllare le infrastrutture, prevenire i rischi e intervenire con maggiore tempestività”.

Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente e della Protezione Civile Il protocollo definisce ruoli e responsabilità con precisione: la Direzione generale della Protezione Civile mette a disposizione mezzi, piloti certificati e competenze operative; le Direzioni aderenti individuano le proprie esigenze, garantiscono l’accessibilità alle aree di volo e utilizzano i dati acquisiti per le finalità istituzionali di competenza. La collaborazione avviene nel pieno rispetto dell’autonomia operativa di ciascuna struttura.

Le applicazioni sono trasversali: dalla gestione delle emergenze al monitoraggio ambientale, dal controllo delle infrastrutture alla tutela degli ecosistemi, fino al supporto alle politiche di pianificazione e sviluppo sostenibile. L’obiettivo è migliorare la qualità e la tempestività delle informazioni disponibili, rendendo le attività delle strutture regionali più coordinate ed efficienti.

Con questa delibera, la Regione Sardegna consolida un modello di amministrazione più efficiente e interconnessa, in cui l’innovazione tecnologica si traduce in strumenti operativi concreti al servizio della sicurezza, della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile del territorio.

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