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 Coniugare la crescita professionale dei cittadini con la tutela dell'inestimabile identità culturale dell'isola: è questo l'obiettivo strategico della nuova misura dell’Assessorato del lavoro. In quest'ottica si inserisce un'iniziativa sperimentale di ampio respiro che unisce le politiche attive per l'occupazione alla salvaguardia della nostra storia e del nostro paesaggio.

“Con questo progetto vogliamo dare una risposta concreta e di prospettiva a tanti giovani diplomati e laureati che hanno scelto di investire la propria vita e i propri studi nella cultura e nella bellezza della nostra terra. Penso, ad esempio, a chi sogna di fare la guida archeologica, a chi ha studiato per valorizzare la nostra storia e troppo spesso si scontra con la mancanza di opportunità immediate.

La Sardegna – osserva l’assessora del Lavoro Desirè Manca - offre un patrimonio immenso che tutto il mondo ci invidia, ma questo patrimonio ha bisogno di gambe, competenze ed entusiasmo per essere raccontato e protetto. Non stiamo semplicemente attivando un cantiere occupazionale della durata di due anni: stiamo offrendo a questi ragazzi la possibilità di fare un'esperienza sul campo altamente qualificata, radicata nel proprio comune e nel proprio territorio. È un modo per dire loro, con i fatti, che lo sbocco occupazionale che cercano è possibile qui, a casa nostra, trasformando una straordinaria vocazione culturale in una reale e dignitosa opportunità di lavoro”.

L’Assessorato regionale del Lavoro della Sardegna ha pubblicato l’Avviso rivolto ai Comuni.

Grazie a uno stanziamento di 25,5 milioni di euro (24,5 milioni regionali e 1 milione di cofinanziamento PR FSE+, Programma Sardegna del Fondo sociale europeo plus), i Comuni sardi potranno assumere da 1 a 8 disoccupati (diplomati o laureati) con contratti di 24 mesi. I lavoratori saranno impiegati direttamente nei progetti comunali per il recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico del territorio.

L'iter per l'accesso ai finanziamenti si sviluppa in due momenti principali. Nella prima fase, che si apre oggi 1° luglio e si concluderà il 30 ottobre 2026, i Comuni interessati devono inviare tramite PEC la propria proposta progettuale e il piano occupazionale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per territorio, che avrà il compito di valutarne la conformità e dichiararne la congruità rispetto alla tutela del bene. Successivamente, le amministrazioni che avranno ottenuto il via libera formale dalla Soprintendenza potranno passare alla seconda fase, quella della candidatura telematica vera e propria. Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente online attraverso il portale Sardegna Lavoro, all'interno del sistema SIL, in una finestra temporale molto precisa: dalle ore 10:00 del 1° dicembre fino alle ore 23:59 del 18 dicembre 2026.

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Dal 12 al 15 ottobre, alla Fiera di Cagliari, si svolgerà la terza edizione di “Archeologika”. “Dopo i successi delle scorse edizioni, l’Assessorato regionale del Turismo ha confermato la manifestazione che mette a disposizione delle realtà sarde del mondo dell’archeologia un prestigioso spazio istituzionale di esposizione, promozione e dibattito – ha sottolineato l’assessore Gianni Chessa – La millenaria storia e l’immenso patrimonio culturale della Sardegna rappresentano un prezioso tesoro identitario, che può contribuire concretamente allo sviluppo del turismo. Prosegue il nostro progetto per proporre una Sardegna sempre più attrattiva e competitiva nel mercato turistico mondiale”.

“All’interno di un’unica cornice uniremo siti museali e archeologici, esperti nazionali e internazionali, stampa specializzata e tour operator, agenzie culturali e amministrazioni locali, realizzando un grande evento con percorsi multimediali, ricostruzioni in 3D, megaschermi, momenti di realtà virtuale immersiva, stand, laboratori e convegni sul turismo archeologico”, ha aggiunto l’assessore Chessa.

L’edizione 2023 sarà realizzata in collaborazione con la Fondazione Mont’e Prama e si avvarrà del patrocinio dei Ministeri del Turismo e della Cultura, del Comune di Cagliari, della Camera di commercio e delle Università di Cagliari e Sassari

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