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Affluenza al 60,36% a Cagliari per il referendum confermativo
A conclusione delle operazioni di scrutinio delle schede elettorali relative al Referendum confermativo di domenica 22 e oggi, lunedì 23 marzo 2026, si registra nel Comune di Cagliari un’affluenza complessiva del 60,36 per cento.
Il dato è stato ufficializzato nel pomeriggio di della stessa giornata di oggi, alle ore 15, al termine delle verifiche effettuate nelle 173 sezioni elettorali cittadine.
In termini assoluti, hanno partecipato al voto 74.127 elettrici ed elettori su un totale di 122.812 aventi diritto.
Referendum, vince il “No”. Todde: “Difesa la Costituzione”. Comandini: “Ora stabilità e riforme”
La vittoria del “No” al referendum segna un passaggio politico rilevante per la Sardegna, rafforzando il quadro istituzionale e offrendo, secondo i vertici regionali, una prospettiva di maggiore stabilità. Un esito che si intreccia con la recente pronuncia della Corte d’Appello di Cagliari, che ha definitivamente escluso l’ipotesi di decadenza della presidente della Regione, Alessandra Todde.
A commentare la fase è il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che sottolinea il valore della sentenza: “È certamente una buona notizia per i sardi e per la Sardegna, che ha bisogno di stabilità e continuità amministrativa. È senza dubbio un riconoscimento della buona fede della presidente Todde. Ora, insieme, dobbiamo proseguire nel mandato che i sardi ci hanno dato, liberare maggiori energie all’interno del Consiglio regionale e portare avanti le riforme avviate”.
Parole che si inseriscono in un contesto politico che, dopo settimane di tensioni e incertezze, sembra ora orientato a una fase più operativa. La decisione della Corte d’Appello, infatti, chiude definitivamente una vicenda che aveva alimentato il dibattito politico regionale, restituendo piena legittimità all’azione dell’esecutivo guidato da Todde.
La stessa presidente ha affidato ai social un messaggio dal tono netto, legando il risultato referendario a un principio più ampio: “La vittoria del No difende la nostra Costituzione. La Costituzione è e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna”.
Un’affermazione che richiama esplicitamente il valore della Costituzione italiana come punto di riferimento dell’azione politica e amministrativa, e che rafforza la lettura del voto come espressione di tutela dell’assetto istituzionale.
Il doppio binario – da un lato il pronunciamento giudiziario, dall’altro l’esito del referendum – contribuisce così a delineare una fase nuova per la legislatura regionale. Per la maggioranza, si tratta ora di tradurre il consenso in azione concreta, accelerando sulle riforme e sulle politiche già avviate.
Referendum, affluenza boom: a Cagliari supera il 47 per cento. Seggi aperti oggi fino alle 15
Seggi aperti fino alle ore 15:00 di oggi per l'ultimo atto del referendum confermativo sulla riforma della giustizia. Una consultazione che sta registrando una partecipazione straordinaria: alle ore 23:00 di domenica, l'affluenza nazionale si è attestata al 46,07%, un dato che doppia clamorosamente il 22,73% registrato alla stessa ora nel precedente referendum del giugno 2025.
A differenza delle consultazioni abrogative, in questo caso non è previsto il quorum: la riforma sarà approvata o respinta in base alla maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente da quanti elettori si siano recati alle urne.
In Sardegna sono circa 1,3 milioni gli elettori chiamati a esprimersi. Sebbene il dato regionale medio si sia fermato intorno al 39%, spicca la risposta della città di Cagliari, dove l'affluenza ha toccato il 47,37% (58.171 votanti su oltre 122mila aventi diritto).
Anche la politica isolana ha risposto presente: la Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha votato in tarda mattinata a Nuoro, presso la scuola “Ferdinando Podda”. "Il voto è il fondamento della nostra democrazia", ha dichiarato la Presidente. "Invito tutti a contribuire a una scelta che riguarda il futuro delle nostre istituzioni".
Il Paese si presenta geograficamente spaccato nella partecipazione. L'Emilia Romagna guida la classifica nazionale con il 53,69% di votanti, seguita da Toscana (52,49%) e Lombardia (51,83%). Faticano invece le regioni del Sud e le Isole: la Sicilia registra l'affluenza più bassa con il 34,94%, seguita dalla Calabria (35,70%).
Il quesito sottoposto ai cittadini mira a modificare profondamente l'architettura della magistratura italiana, intervenendo su diversi articoli della Costituzione (dall'87 al 110). Ecco i punti cardine: separazione delle carriere: Giudici (chi emette le sentenze) e Pubblici Ministeri (chi accusa) diventeranno due corpi distinti, senza più possibilità di passare da un ruolo all'altro.
Due CSM: l'attuale Consiglio Superiore della Magistratura verrebbe sdoppiato in due organi indipendenti, uno per i giudicanti e uno per i requirenti, entrambi presieduti dal Capo dello Stato.
Il Sorteggio: per la prima volta, i membri "togati" dei due CSM verrebbero estratti a sorte tra i magistrati, nel tentativo di limitare il peso delle correnti interne.
L'Alta Corte Disciplinare: nasce un nuovo organismo di 15 giudici incaricato di decidere sulle sanzioni per i magistrati, garantendo un giudizio terzo e uniforme.
Poiché il Parlamento non aveva raggiunto la maggioranza dei due terzi durante l'approvazione nel 2025, l'articolo 138 della Costituzione ha attivato questo passaggio referendario. Non si tratta di proporre nuove idee, ma di confermare o bocciare un testo già scritto: un "SÌ" farà entrare in vigore la riforma, un "NO" la cancellerà definitivamente.
Dalle 15:01 inizierà lo spoglio delle schede, che potrà essere seguito in tempo reale sul portale Eligendo e tramite l'omonima app mobile.
Elezioni e Referendum in Sardegna: affluenza bassa, primi sindaci eletti a Cardedu e Oniferi
È un mix tra entusiasmo locale e disinteresse nazionale quello emerso dalla prima giornata di voto in Sardegna, dove si sono svolte le elezioni amministrative in sette Comuni e il referendum su lavoro e cittadinanza. A spiccare, per ora, sono Cardedu e Oniferi, i due paesi che possono già festeggiare i nuovi sindaci: Marcello Vacca e Antonello Piras. Entrambi candidati unici, hanno superato il temuto ostacolo del quorum del 40% richiesto nei casi di liste solitarie.
Per Vacca, 54 anni, già consigliere d’opposizione, e per Piras, anche lui 54enne, ingegnere e funzionario regionale con un passato da vicesindaco, il traguardo è ormai una formalità. Nonostante sul sito del Ministero dell’Interno l’affluenza risultasse ieri sera ancora leggermente sotto il 40%, le forze politiche locali hanno già conteggiato il superamento della soglia minima. A Goni, invece, il quadro è completamente opposto: la partecipazione si è fermata allo 0,77%. Un flop annunciato, frutto della scelta dei partiti locali di non presentare candidati per favorire la prosecuzione del commissariamento, poi smentita da una lista improvvisata con nomi esterni al territorio.
Oltre a Cardedu, Oniferi e Goni, si vota anche a Nuoro, Monastir, Soleminis e Luras. In totale, sette i Comuni sardi chiamati al rinnovo di sindaco e consiglio comunale. Nuoro è il più grande e l’unico a poter andare al ballottaggio, previsto per il 22 e 23 giugno nel caso in cui nessuno dei quattro candidati in corsa superi il 50% dei voti. Anche qui, però, la partecipazione è stata modesta: l’affluenza si è fermata al 43,8%.
Tra gli altri centri, si registra un picco positivo a Luras, dove si è toccato il 58,3%, il dato più alto della regione. Complessivamente, nell’Isola, l’affluenza si attesta al 43,9%, con forti differenze tra Comune e Comune.
Il vero grande assente di questo appuntamento elettorale è però il referendum. I cinque quesiti – quattro in materia di lavoro e uno sulla cittadinanza – hanno raccolto, nel primo giorno di votazione, una partecipazione molto bassa: appena il 22% a livello nazionale. Ancora più bassa in Sardegna, dove si è registrato un 18,9%. Numeri lontanissimi dal quorum del 50% necessario per la validità della consultazione.
Un dato che si confronta negativamente con il referendum del 2011 sull'acqua pubblica, l’ultimo celebrato in due giorni, quando già nella prima giornata si era raggiunto il 41%. Neanche l’appello finale lanciato da Pd, M5s e Avs dal palco di Roma è riuscito a mobilitare gli elettori. A peggiorare il clima, alcune polemiche nate in seggi dove presidenti avrebbero chiesto anticipatamente agli elettori se intendessero ritirare tutte le schede, un comportamento che ha sollevato critiche e segnalazioni.
I seggi sono riaperti stamattina alle 7 e rimarranno aperti fino alle 15. Poi inizierà lo spoglio delle schede sia per le comunali che per il referendum. In attesa dei risultati ufficiali, il primo dato politico è già chiaro: l’astensione è la vera protagonista di questa tornata elettorale.

