Sabato, 11 Gennaio 2025 09:47

Beni architettonici e del paesaggio, tra competenza, cultura e futuro In evidenza

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Cagliari. Da sinistra, Caterina Giannattasio, Tiziana Maffei, Francesco Mola e Ivan Blecic Cagliari. Da sinistra, Caterina Giannattasio, Tiziana Maffei, Francesco Mola e Ivan Blecic

La terza edizione della Scuola di specializzazione funge da ponte e associa territorio, partecipazione collettiva, inclusione e sostenibilità. “Con l’interdisciplinarietà e i sei dipartimenti coinvolti trattiamo da visuali differenti casi di studio della realtà isolana” ha detto Caterina Giannattasio

Mario Frongia

Un filo verde che annoda con garbo e acume ambiente e patrimonio, strutture e competenze. Un piccolo grande puzzle culturale identitario e funzionale. Con la Sardegna e alcune delle sue perle, per storia, luoghi e tradizione, che guarda al domani. Soprattutto a quello dei giovani e delle giovani che partecipando alla Scuola potranno accedere a varie opzioni occupazionali, pubbliche e private, di un comparto in forte espansione. Il titolo, infatti, è preferenziale per i concorsi e i bandi di Soprintendenza e ministero della Cultura, oltre che per le gare legate al restauro del patrimonio paesaggistico. “L’obiettivo? Formare professionisti che possano fornire competenze specialistiche per la cura e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico. Figure che avranno un’attenzione particolare per la sostenibilità e la tutela attiva del territorio”. Caterina Giannattasio, direttrice e deus ex machina della Scuola che fa capo al Dicaar (Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura) dell’Università di Cagliari, lancia scienza e coscienza verso un presente che è già futuro. Architetti, ingegneri, storici dell’arte e archeologi made in Sardinia. Forgiati con scrupolo, rigore accademico e una mentalità scientifica senza confini. Comunque, abbastanza smart da poter interagire su casi concreti e in sinergia con le istituzioni. Gambe e cervello per affrontare con perizia e conoscenza il percorso della Scuola. La messa a terra è più che concreta e ha in agenda luoghi iconici quali la Rotonda di Tempio e la Reggia di giudicale di Oristano. Riuso, sostenibilità e accessibilità ai gioielli isolani spiccano tra i temi della specializzazione. Il percorso ha previsto venti posti con tre borse di studio. L’orizzonte del rapporto tra patrimonio costruito e paesaggio nel bacino del Mediterraneo, studi architettonici, urbani e territoriali, riuso, sostenibilità e accessibilità, è sempre più roseo e intrigante.

La Sardegna e i suoi tesori. Per i diplomati in Beni architettonici e del paesaggio la strada è tracciata. “Seguiamo, tra l’altro, le carceri storiche, Buoncammino a Cagliari e San Sebastiano a Sassari. Siamo impegnati - ha detto la professoressa Giannattasio - anche a Oristano e Tempio, con gli ex ospedali psichiatrici di Villa Clara e Rizzeddu a Cagliari e Sassari e con i borghi abbandonati come Osidda”. Tra studi, ricerche e sopralluoghi il team segue anche torri costiere, castelli e mura medievali, paesaggi militari: non a caso in aula magna hanno presenziato numerosi ufficiali dei vari corpi. Alla Scuola accedono laureati magistrali e specialisti in Architettura, Ingegneria edile, Archeologia, Conservazione beni architettonici e ambientali, Conservazione e restauro beni culturali, Storia dell’arte, Conservazione patrimonio storico-artistico, Storia dell’Arte e laureati con il vecchio ordinamento inerenti alle discipline del bando. Le lezioni si aprono in questi giorni e si chiudono a giugno.

Il bersaglio e le indicazioni europee. “In un momento di forti trasformazioni del paesaggio emerge l’importanza di sensibilizzare le comunità alla cura del patrimonio culturale. Nel 2005, il Consiglio d’Europa con la Convenzione di Faro ha sottolineato gli aspetti importanti del patrimonio culturale in relazione a diritti umani e democrazia. L’Italia - ha segnalato Caterina Giannattasio - nel 2020 ha ratificato la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società e si è impegnata a incoraggiare la formazione professionale continua e lo scambio di conoscenze e competenze, all'interno e all'esterno del sistema educativo”. Ma non solo. “La Sardegna, per le sue specificità ambientali, culturali e storico-politiche, necessita di attenzioni e cure sui paesaggi storici e archeologici, industriali, rurali, militari. Così come i territori delle aree interne, soggette al crescente fenomeno di spopolamento. Anche per questo - ha rimarcato la professoressa Giannattasio - occorre formare esperti di alta competenza nella cura del patrimonio sardo”.

Tra professionalità, cura e cooperazione. “Sui temi della Scuola una particolare importanza va data all’approccio partecipativo nella tutela attiva del patrimonio architettonico e paesaggistico. Il valore della partecipazione collettiva e delle pratiche integrate per garantire una conservazione efficace e consapevole” ha detto nella preziosa prolusione in aula magna di Architettura Tiziana Maffei, direttrice della Reggia di Caserta. La specialista ha elogiato sia la preparazione per studenti e studentesse volta alla tutela dell’immenso patrimonio regionale, sia la collaborazione tra le istituzioni. “Il corso - ha aggiunto Caterina Giannattasio - ha un’impostazione didattica connotata da attività laboratoriali concrete, applicate a casi di studio presenti nel territorio e selezionati in condivisione con le istituzioni locali”. Il rettore Francesco Mola ha ribadito il ruolo della Scuola “che rappresenta la formazione di terzo livello. Noi ci muoviamo in questa direzione con le scuole di specializzazione, i dottorati di ricerca e i master”. Con il rettore alla cerimonia inaugurale hanno preso parte anche il vicesindaco di Cagliari, Gabriella Mancini, i prorettori Fabrizio Pilo (Territorio e innovazione) ed Elisabetta Gola (Comunicazione e immagine) e Ivan Blečić, direttore del Dicaar

Ultima modifica il Sabato, 11 Gennaio 2025 09:57