Giovedì, 05 Febbraio 2026 15:32

Carnevale, tradizioni e identità tra maschere e pariglie In evidenza

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Cagliari. La presentazione del Carnevale sardo 2026 all'assessorato regionale al Turismo. al centro, l'assessore Franco Cuccureddu, con il suo staff Cagliari. La presentazione del Carnevale sardo 2026 all'assessorato regionale al Turismo. al centro, l'assessore Franco Cuccureddu, con il suo staff

Trentasette località, un milione di euro dall’assessorato regionale al Turismo nell’ottica della destagionalizzazione e della visibilità di una Sardegna originale e multicolore

Mario Frongia

Ci sono tutti. Valori, luoghi, persone. Tradizioni, volti, urla, smorfie, scherzi e beffe. Posture di un passato mai troppo lontano. Non mancano i riferimenti a stagioni, luna, sole, fuoco, pioggia. Ma anche bestiame, ritmi dei raccolti e delle semine. Croste e squarci di un popolo. Abituato a rimboccarsi le maniche, stringere i denti, spendere sorrisi con parsimonia. Ma adesso, per l’intero mese di febbraio, il cerchio si stringe. Anima e sentimento per andare a caccia dei significati di una sfilza di maschere, costumi, canti e balli che provengono dalla notte dei tempi. Carnevale in Sardegna, storia di tante storie. Sparse e unite  in decine di comunità fiere di sfilare, incollare cartapesta, ritrovarsi per le strade e le piazze immerse in coriandoli e stelle filanti. Dal Carrasegare ‘Osincu di Bosa al Su Marti Perra di Gairo passando per Paulilatino con Atobios, Samugheo con A Maimone e le maschere tradizionali sarde che sfilano con quelle di Basilicata e Slovenia. Senza scordare, tra le tante piazze, Marrubiu con Su Marrulleri, Tempio con Lu Carrasciali e Re Giorgio, la Pentolaccia a cavallo di Benetutti, Sos Batiledhos di Lula, le maschere olzaesi Maimones Murronarzos e Intintos, Lo Carraixali de l’Alguer, la favata e festa in maschera per i bambini a Cannigione, la sfilata dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Sa Sartiglia a Oristano, i Thurpos di Orotelli, Boes, Merdules e Filonzana di Ottana.

Una terra che sa combattere. L’isola, alle prese con gli invasi che traboccano, guarda oltre. E indossa da nord a sud l’abito delle feste. Tra passato e presente, dai riti arcaici ai dj set. Con una serie di ricchi passaggi che rendono merito ad associazioni, municipalità, circoli, pro loco. Anche per questa visibile e abile tessitura l’assessorato regionale al Turismo ha il plauso degli operatori. Senza scordare quello delle comunità. Non solo a Tempio, Oristano, Mammoiada, Santu Lussurgiu e Sinnai, centri in cui da sempre l’appuntamento carnevalesco ha un seguito di visitatori e turisti, anche nelle altre comunità si tiene alta l’asticella del ricordo, della festa multicolore, della cultura e di un’identità coraggiosa e fiera. Tra pariglie di cavalli e carri allegorici, esibizioni acrobatiche e gruppi in maschera, la visione è quella di una terra ancestrale. Affascinante e da non perdere. Se a Fonni si propone Su’Arrase’are, Terralba risponde con Su mattisi de coa, Ovodda con Mehuris de Lessia, Bonorva con S’Ischiglia,  Guspini con Cambas de linna, Paulilatino con Da Cursa a Sa Pudda, Sinnai con su Cranovali, Ardara con  Carazzas. Un mix che conquista. “Il Carnevale diventa protagonista, con celebrazioni che riflettono identità, tradizioni e specificità di ogni comunità. Maschere tradizionali, giostre equestri e carri allegorici raccontano la straordinaria varietà culturale dell’Isola, rendendo ogni evento unico e riconoscibile. L’obiettivo - ha detto l’assessore Franco Cuccureddu - è rafforzare e strutturare il Carnevale in Sardegna con una promozione coordinata degli eventi, supportata da mirate azioni di marketing e comunicazione, sia sui canali tradizionali sia su quelli digitali”. E ancora. “Il cartellone segue la linea della destagionalizzazione, delocalizzazione e spostamento dei flussi nello spazio e nel tempo, strategie che la Regione sta perseguendo con forza per far sì che la Sardegna diventi sempre più una regione turistica in tutti i mesi dell'anno”. Insomma, un altro passo meditato e condiviso. Franco Cuccureddu ha presentato il Cartellone dei Carnevali in Sardegna, portando in dote un finanziamento di un milione di euro a sostegno delle manifestazioni di maggiore rilevanza. Oltre trentasette le istanze presentate da enti e associazioni operanti nei piccoli Comuni.  

Thurpos, Sartigliette e ciclisti. “Il finanziamento complessivo copre fino a centomila euro e raggiunge la metà del costo complessivo per far sì che gli eventi più tradizionali, quelli dei carnevali arcaici del nuorese, le giostre equestri dell'Oristanese, i carnevali più moderni ma oramai radicati nella tradizione come a Tempio o Marrubiu. Elementi che possono fungere da attrattori nel periodo, nel mese di febbraio, forse più difficile per il nostro turismo. Al cartellone del carnevale - ha aggiunto l’assessore - quest'anno si aggiunge la novità: dopo quindici anni il Giro ciclistico torna in Sardegna. Un grande evento che coinvolge oltre 500 tra atleti e tecnici e che accenderà i riflettori degli sportivi di tutto il mondo”. Ma non è tutto. Il cartellone del carnevale isolano 2026 nasce accompagnato da uno spot - creato e diretto dal regista Mario Giua Marassi - in due versioni che andrà essenzialmente sui social oltre che sugli aeroporti e sui siti web. L’assessorato ha firmato un accordo con Vola Gratis e Last Minute che promuoveranno assieme al carnevale sardo, pacchetti di volo e di hotel e strutture ricettive extralberghiere.

Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2026 15:41