Trentasette località, un milione di euro dall’assessorato regionale al Turismo nell’ottica della destagionalizzazione e della visibilità di una Sardegna originale e multicolore
Mario Frongia
Ci sono tutti. Valori, luoghi, persone. Tradizioni, volti, urla, smorfie, scherzi e beffe. Posture di un passato mai troppo lontano. Non mancano i riferimenti a stagioni, luna, sole, fuoco, pioggia. Ma anche bestiame, ritmi dei raccolti e delle semine. Croste e squarci di un popolo. Abituato a rimboccarsi le maniche, stringere i denti, spendere sorrisi con parsimonia. Ma adesso, per l’intero mese di febbraio, il cerchio si stringe. Anima e sentimento per andare a caccia dei significati di una sfilza di maschere, costumi, canti e balli che provengono dalla notte dei tempi. Carnevale in Sardegna, storia di tante storie. Sparse e unite in decine di comunità fiere di sfilare, incollare cartapesta, ritrovarsi per le strade e le piazze immerse in coriandoli e stelle filanti. Dal Carrasegare ‘Osincu di Bosa al Su Marti Perra di Gairo passando per Paulilatino con Atobios, Samugheo con A Maimone e le maschere tradizionali sarde che sfilano con quelle di Basilicata e Slovenia. Senza scordare, tra le tante piazze, Marrubiu con Su Marrulleri, Tempio con Lu Carrasciali e Re Giorgio, la Pentolaccia a cavallo di Benetutti, Sos Batiledhos di Lula, le maschere olzaesi Maimones Murronarzos e Intintos, Lo Carraixali de l’Alguer, la favata e festa in maschera per i bambini a Cannigione, la sfilata dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Sa Sartiglia a Oristano, i Thurpos di Orotelli, Boes, Merdules e Filonzana di Ottana.
Una terra che sa combattere. L’isola, alle prese con gli invasi che traboccano, guarda oltre. E indossa da nord a sud l’abito delle feste. Tra passato e presente, dai riti arcaici ai dj set. Con una serie di ricchi passaggi che rendono merito ad associazioni, municipalità, circoli, pro loco. Anche per questa visibile e abile tessitura l’assessorato regionale al Turismo ha il plauso degli operatori. Senza scordare quello delle comunità. Non solo a Tempio, Oristano, Mammoiada, Santu Lussurgiu e Sinnai, centri in cui da sempre l’appuntamento carnevalesco ha un seguito di visitatori e turisti, anche nelle altre comunità si tiene alta l’asticella del ricordo, della festa multicolore, della cultura e di un’identità coraggiosa e fiera. Tra pariglie di cavalli e carri allegorici, esibizioni acrobatiche e gruppi in maschera, la visione è quella di una terra ancestrale. Affascinante e da non perdere. Se a Fonni si propone Su’Arrase’are, Terralba risponde con Su mattisi de coa, Ovodda con Mehuris de Lessia, Bonorva con S’Ischiglia, Guspini con Cambas de linna, Paulilatino con Da Cursa a Sa Pudda, Sinnai con su Cranovali, Ardara con Carazzas. Un mix che conquista. “Il Carnevale diventa protagonista, con celebrazioni che riflettono identità, tradizioni e specificità di ogni comunità. Maschere tradizionali, giostre equestri e carri allegorici raccontano la straordinaria varietà culturale dell’Isola, rendendo ogni evento unico e riconoscibile. L’obiettivo - ha detto l’assessore Franco Cuccureddu - è rafforzare e strutturare il Carnevale in Sardegna con una promozione coordinata degli eventi, supportata da mirate azioni di marketing e comunicazione, sia sui canali tradizionali sia su quelli digitali”. E ancora. “Il cartellone segue la linea della destagionalizzazione, delocalizzazione e spostamento dei flussi nello spazio e nel tempo, strategie che la Regione sta perseguendo con forza per far sì che la Sardegna diventi sempre più una regione turistica in tutti i mesi dell'anno”. Insomma, un altro passo meditato e condiviso. Franco Cuccureddu ha presentato il Cartellone dei Carnevali in Sardegna, portando in dote un finanziamento di un milione di euro a sostegno delle manifestazioni di maggiore rilevanza. Oltre trentasette le istanze presentate da enti e associazioni operanti nei piccoli Comuni.
Thurpos, Sartigliette e ciclisti. “Il finanziamento complessivo copre fino a centomila euro e raggiunge la metà del costo complessivo per far sì che gli eventi più tradizionali, quelli dei carnevali arcaici del nuorese, le giostre equestri dell'Oristanese, i carnevali più moderni ma oramai radicati nella tradizione come a Tempio o Marrubiu. Elementi che possono fungere da attrattori nel periodo, nel mese di febbraio, forse più difficile per il nostro turismo. Al cartellone del carnevale - ha aggiunto l’assessore - quest'anno si aggiunge la novità: dopo quindici anni il Giro ciclistico torna in Sardegna. Un grande evento che coinvolge oltre 500 tra atleti e tecnici e che accenderà i riflettori degli sportivi di tutto il mondo”. Ma non è tutto. Il cartellone del carnevale isolano 2026 nasce accompagnato da uno spot - creato e diretto dal regista Mario Giua Marassi - in due versioni che andrà essenzialmente sui social oltre che sugli aeroporti e sui siti web. L’assessorato ha firmato un accordo con Vola Gratis e Last Minute che promuoveranno assieme al carnevale sardo, pacchetti di volo e di hotel e strutture ricettive extralberghiere.

