Venerdì, 04 Settembre 2026 10:39

In Situ, Isili guarda all’Europa: gran finale con artisti da Spagna e Polonia In evidenza

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Da un piccolo paese del Sarcidano all’Europa, senza perdere il filo che lega arte, territorio e comunità. Dopo un primo weekend che ha riempito il teatro e portato il pubblico dentro musei, atelier e laboratori artigiani, In Situ si prepara al gran finale: sabato 5 e domenica 6 settembre Isili torna a trasformarsi in un palcoscenico diffuso, questa volta aprendo ancora di più i suoi confini con compagnie e artisti provenienti dall’Italia, dalla Spagna e dalla Polonia.

Sarà un ultimo fine settimana ad alta intensità per il Festival organizzato dal Gruppo E-Motion e diretto da Francesca La Cava, che per la sua edizione 2026 ha costruito proprio a Isili un crocevia tra danza contemporanea, arti visive, tradizioni artigiane e linguaggi internazionali.

Dopo il successo degli appuntamenti del 29 e 30 agosto, il Festival riparte sabato con una giornata che avrà un’attenzione particolare anche per i più piccoli e le famiglie.

Alle 18 al Parco Asusa andrà in scena Bianca e Rossa di ASMED – CRID Sardegna, uno spettacolo pensato per avvicinare anche il pubblico dei bambini al linguaggio della scena e trasformare il Festival in un’esperienza capace di coinvolgere generazioni diverse.

In serata In Situ tornerà al Teatro Sant’Antonio, dove dalle 21prenderà il via una nuova successione di spettacoli.

Il Gruppo E-Motion presenterà Sa Ballada, seguito da Puzzle di Resextensa – Porta d’Oriente e da Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo della Compagnia Francesca Selva.

Tre lavori e tre differenti modi di attraversare il corpo, il movimento e la scena contemporanea, in una serata che riunirà alcune delle esperienze della danza italiana coinvolte nel progetto.

“Il primo weekend ci ha restituito esattamente l’immagine di In Situ che avevamo immaginato: un Festival che non arriva semplicemente in un territorio, ma prova a entrarci dentro, incontrando le persone, gli artigiani, i luoghi e la loro memoria”, sottolinea la direttrice artisticaFrancesca La Cava. “Adesso vogliamo compiere un altro passo e portare Isili dentro una dimensione ancora più ampia. Domenica avremo artisti che arrivano dalla Spagna e dalla Polonia: compagnie, esperienze e linguaggi diversi che si incontreranno qui, in un paese di meno di 2.500 abitanti. È questa una delle sfide più belle di In Situ: dimostrare che anche dai piccoli centri possono partire relazioni culturali capaci di attraversare i confini”.

Il viaggio raggiungerà infatti il suo punto culminante domenica 6 settembre, quando il Teatro Sant’Antonio diventerà il luogo d’incontro tra Sardegna ed Europa.

Accanto al Gruppo E-Motion arriverà dalla Spagna EnclaveDanza, che porterà a Isili Terra Ferida, mentre dalla Polonia sarà protagonista il Teatr Tańca Zawirowania con In Pursuit Of….

Un finale internazionale che sintetizza il percorso costruito durante l’intero Festival: partire da un luogo fortemente legato alla propria identità e metterlo in relazione con esperienze artistiche provenienti da altri territori e altri Paesi.

Perché il cuore di In Situ resta proprio Isili.

Lo è stato nel primo weekend, quando gli artisti sono entrati nei laboratori delle tessitrici Daniela e Dolores Ghiani e il pubblico ha attraversato il MARATÈ – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto; lo sarà ancora nel fine settimana conclusivo, quando il paese tornerà ad accogliere artisti e spettatori trasformando luoghi della quotidianità in spazi di incontro e produzione culturale.

Continua intanto al MARATÈ anche “Archeologie contemporanee – Trame del presente”, la personale di Renzo Francabandera inaugurata in occasione dell’apertura del Festival e visitabile fino al 27 settembre. Un progetto che attraverso materiali recuperati, immagini e frammenti della memoria dialoga con uno dei temi centrali di questa edizione: ciò che resta, ciò che viene tramandato e ciò che può essere trasformato.

Il secondo weekend chiuderà così un’edizione che ha scelto ancora una volta di scommettere su un piccolo centro dell’interno della Sardegna come luogo nel quale produrre, e non soltanto ospitare, cultura contemporanea.

Sabato le famiglie, poi la danza italiana. Domenica l’Europa. E al centro, ancora una volta, Isili.

Un paese di meno di 2.500 abitanti che per nove giorni ha messo in relazione il gesto di una tessitrice con quello di un danzatore, la memoria con la sperimentazione, il rame e il telaio con il corpo e la scena.

Il Festival In Situ è realizzato grazie al patrocinio e al contributo del Comune di Isili, del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna.