Da Sa Battalla al mondo contemporaneo, la foto di una comunità forte, coscienziosa e dinamica. “Dalle sconfitte e dalle lezioni della storia si possono costruire grandi vittorie” ha detto Alberto Urpi
Mario Frongia
Un altro step vincente. Frutto di visione, competenza, intuito e senso dello Stato. Sanluri legge, ascolta, commenta. E mette a dimora i semi dello sviluppo, tra coscienza critica, analisi culturali, rievocazioni storiche. Impossibile non vederne i progressivi ed efficaci passi in avanti delle rassegne, con il coinvolgimento dei grandi nomi del teatro, dell’editoria, della tv e dei principali organi di informazione nazionale. Aldo Cazzullo, altra preziosa intuizione del sindaco e consigliere regionale Alberto Urpi e della sua Giunta, ha chiuso e riaperto un cerchio dalle potenzialità straordinarie. Aggregazione, confronto e inclusione. Per un passato da rievocare con cura per capire e crescere. Il Comune di Sanluri, in collaborazione con la Pro loco, l’Associazione enti locali, il Cedac e le associazioni cittadine, ci ha preso gusto. La XIV edizione della rievocazione storica Battaglia di Sanluri, per tutti Sa Battalla del 30 giugno 1409, ha proposto un programma ricco e vasto. Un gigantesco passo indietro ha coinvolto per per due giorni residenti, ospiti, turisti. La foto che non si scorda ha ritratto perfette riproduzioni dell’epoca di abiti, corazze, armi e mestieri. “Continuiamo ad investire sul turismo storico e culturale. La battaglia di Sanluri - ha detto il primo cittadino - ha caratterizzato profondamente la storia della Sardegna. È stato un momento cardine del Medioevo nel Mediterraneo che ha avuto ripercussioni importati negli assetti geopolitici successivi. Abbiamo aggiunto ulteriori elementi a questa edizione: oltre alla rievocazione sul campo e al castello, sono stati apprezzati dei passaggi recitati utili a capire la battaglia. Sa Battalla è un momento di storia di tutti i sardi che è importante conoscere”.
Un sabato speciale. Opinionista, divulgatore e firma di pregio, Aldo Cazzullo ha raccontato “Da Sa Battalla a Dante, la nascita di una patria”. In sostanza, un viaggio articolato e avvincente nel Medioevo della Sardegna. La corte esterna del Castello di Sanluri, gremitissima, ha risposto con attenzione ed entusiasmo. La conversazione con il giornalista e scrittore ha colto nel segno. I saggi di Aldo Cazzullo hanno fatto luce e approfondito aspetti salienti del Belpaese. Un percorso tra passato e futuro. Nel centro della Marmilla, sotto le stelle, in un’atmosfera conviviale con la degustazione dei vini della Cantina Su Entu, si è compiuto un piccolo grande miracolo che ha sposato identità, storia, territorio. “Sa Battalla è stato lo scontro campale tra i sardi del Giudicato di Arborea guidati da Guglielmo III di Narbona e i catalano-aragonesi dell’erede al trono Martino II. Si scontrarono nelle campagne di Sanluri, nella località Su Bruncu de sa Battalla. Vinsero gli aragonesi trucidando l’esercito sardo in località S’occidroxiu, Ovvero, il macello. “Parliamo dello scontro militare che ha sancito la definitiva crisi del Giudicato d’Arborea e ristabilito il potere della Corona d’Aragona in Sardegna. Ovvero, ha posto fine all’indipendenza dell’Isola”. Tratti sobri e precisi, momenti di studio e approfondimento applauditi dalla platea. “Il nostro impegno prosegue. Figure qualificate della cultura nazionale che dal vivo dialogano con il pubblico, parlano di Sa Battalla e delle conseguenze successive, nel Mediterraneo e fino al Regno di Sardegna che diventa Repubblica, accrescono il senso della storia e dell’appartenenza. Per il nostro territorio - ha rimarcato il sindaco Alberto Urpi - sono esperienze che fino ad alcuni anni fa sembravano improponibili. Ma siamo cresciuti, questi momenti si ripetono periodicamente. Ed è così che dopo aver ospitato storici del calibro di Alessandro Barbero e Roberto Giacobbo, siamo arrivati ad Aldo Cazzullo”. La nota finale è piuttosto interessante: “Tra Sa Battalla e il festival SanluriLegge siamo riusciti a dimostrare che anche d'estate nei nostri centri, non costieri e lontani dal mare, si possono fare grandi numeri. La ricetta? Bisogna crederci e impegnarsi tanto, ma si può. Grazie - ha concluso il primo cittadino - ai tantissimi che lo hanno reso possibile”.

