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Governance Poll 2025: cresce la fiducia dei sardi nella Presidente Alessandra Todde. Se si votasse oggi, aumenterebbe il consenso rispetto al 2024
I dati diffusi oggi dal Governance Poll 2025, elaborato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, attestano un risultato significativo per la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. Se si tornasse oggi alle urne, la Presidente otterrebbe il 46,5% dei consensi, con un incremento di +1,1 punti percentuali rispetto al risultato ottenuto alle elezioni regionali del febbraio 2024.
Todde si colloca così al settimo posto nella classifica nazionale dei 18 presidenti di Regione per crescita di consenso rispetto al giorno dell’elezione, e al secondo posto assoluto tra i governatori espressione del centrosinistra. Un risultato di particolare rilievo, considerando che si tratta della prima rilevazione utile dalla sua elezione.
Secondo i dati storici raccolti da Il Sole 24 Ore, Alessandra Todde è inoltre la presidente sarda che ha registrato il maggiore incremento di fiducia nel primo anno di mandato: un risultato superiore a quello di tutti i suoi predecessori. Durante il primo anno, infatti, l’ex presidente Christian Solinas aveva registrato una crescita dello 0,2%
Todde è anche l’unica, tra i presidenti eletti senza aver raggiunto la maggioranza assoluta al primo turno, ad aver aumentato durante il primo anno di mandato il proprio gradimento rispetto ai voti ottenuti il giorno delle elezioni.
Il sondaggio è stato condotto tra il 7 aprile e il 27 giugno 2025 su un campione rappresentativo di 1.000 elettori per ciascuna Regione, selezionati per genere, età e area geografica di residenza. Le interviste sono state effettuate con metodologia mista (telefonica e online), e presentano un margine di errore del ±3,7%.
Agli intervistati è stato chiesto:
“Le chiedo un giudizio complessivo sull’operato del Presidente della Regione. Se domani ci fossero le elezioni regionali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale Presidente della Regione?”
*COMMENTO M5S SARDEGNA*
“I risultati confermano in modo netto la crescita della fiducia dei sardi nei confronti della Presidente Todde. Un trend positivo che riflette la solidità del rapporto con i cittadini e il riconoscimento del lavoro portato avanti nei primi mesi di governo”, così il M5S Sardegna commenta i dati pubblicati dal Sole24ore nella Governance poll 2025
Nuovo stadio Sant'Elia: parere positivo della conferenza di sevizi decisoria. Confermata la compatibilità ambientale dell'intervento
Si è tenuta ieri nell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente la seconda seduta della Conferenza di Servizi decisoria relativa al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (P.A.U.R.), richiesto dal Comune di Cagliari per la realizzazione del nuovo stadio nel quartiere Sant’Elia. La Conferenza ha ritenuto che la documentazione acquisita, pur in attesa della formalizzazione di alcune integrazioni, sia idonea all’espressione di una valutazione ambientale positiva.
Tutti gli enti coinvolti si sono espressi favorevolmente e, pertanto, sussistono le condizioni per formulare un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale dell’intervento, subordinatamente alla trasmissione degli approfondimenti già preannunciati dal proponente.
“Desidero esprimere soddisfazione per l’importante risultato conseguito – ha dichiarato l’assessora Rosanna Laconi – e rivolgere un sentito ringraziamento a tutti gli enti e le amministrazioni che hanno contribuito ai lavori della Conferenza, nonché alla Direzione generale dell’Ambiente e al Servizio valutazione impatti e incidenze ambientali per l’impegno e la professionalità dimostrati in ogni fase del procedimento. La chiusura di un iter così articolato, avviato nel 2023, testimonia l’efficacia della cooperazione istituzionale e permette il compimento di un importante passo avanti verso la realizzazione di un progetto strategico per la città di Cagliari e la Sardegna intera”.
La seduta, convocata ai sensi della L.R. n. 2/2021 e delle direttive regionali in materia di valutazione ambientale (Deliberazione della Giunta regionale n. 11/75 del 2021), è stata coordinata dal Servizio valutazione impatti e incidenze ambientali. Vi hanno preso parte i rappresentanti del Comune di Cagliari, in qualità di proponente, insieme ai progettisti e ai tecnici delle società coinvolte, tra cui Cagliari Calcio, Sportium, Progetto CMR, Percassi e Ambiente S.p.A.
Hanno inoltre partecipato, per competenza istituzionale, numerosi enti, tra cui la Direzione generale dei Trasporti, la Città Metropolitana di Cagliari, l’A.R.P.A.S., la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, l’ASL di Cagliari, il Servizio tutela del paesaggio della Sardegna meridionale, il Servizio tutela dell’atmosfera e del territorio, insieme ad altri soggetti regionali e tecnici.
Nel corso dei lavori sono state analizzate le integrazioni documentali trasmesse dal proponente in seguito alla prima seduta del 2 ottobre 2024, oltre alle osservazioni formulate dagli enti intervenuti. Il Servizio V.I.A. ha illustrato gli esiti dell’istruttoria tecnica, che ha consentito un’attenta valutazione degli impatti del progetto sulle componenti ambientali, paesaggistiche e sanitarie.
Le verifiche hanno evidenziato che le integrazioni fornite rispondono in misura significativa ai rilievi precedentemente espressi, pur permanendo la necessità di ulteriori chiarimenti su alcuni aspetti specifici.
La determinazione conclusiva e il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale – comprensivo anche dell’Autorizzazione Paesaggistica – saranno oggetto di deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.
Sopralluogo nei cantieri di completamento della 4 corsie Sassari-Alghero
L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu si è recato nei giorni scorsi nei cantieri della strada statale 291, nel tratto della 4 corsie Sassari-Alghero in fase di realizzazione, per un sopralluogo. “I lavori stanno procedendo spediti secondo il cronoprogramma – spiega Piu – ho incontrato l’impresa che sta realizzando l’intervento e mi sono accertato dello stato dell’arte. Attualmente dobbiamo risolvere alcune criticità che riguardano delle interferenze di linee elettriche, telefoniche e idriche e il perfezionamento di una pratica espropriativa, ma contiamo nella collaborazione dei soggetti coinvolti per la loro tempestiva risoluzione. Il traguardo, fissato alla primavera 2028, resta la nostra priorità per un’opera attesa da troppo tempo è che è fondamentale per il territorio”.
L’itinerario Sassari - Alghero riveste una prioritaria importanza strategica nel sistema viario regionale, collegando tra loro i due centri di Sassari e Alghero, e garantendo l’accessibilità ad una delle porte di ingresso alla Sardegna, rappresentata dallo scalo aeroportuale di Alghero - Fertilia. A settembre 2024 sono stati consegnati i lavori per il completamento dell’opera che prevede la realizzazione del tratto compreso tra lo svincolo di Mamuntanas e la città di Alghero (lotto 1) e la bretella di collegamento tra la S.S.291 e l’aeroporto di Fertilia (lotto 4).
“Nel corso del sopralluogo abbiamo percorso il lotto 1, ramo B e il lotto 4, ramo C – riferisce l’assessore – e ho potuto constatare come i lavori stiano procedendo spediti”. Lungo il lotto 1, ramo B, sono state realizzate le bonifiche del piano di posa dei rilevati dove si è in fase di avanzamento con la formazione degli stessi. Sono visibili le lavorazioni inerenti alla realizzazione dei micropali del viadotto Rio Calvia 1 e del Rio Serra oltre che della fondazione dei muri di sostegno al km 2+000 / 2+320. Sono presenti le travi in acciaio relative alla carreggiata destra del Viadotto Serra. Lungo il lotto 4, ramo C, con direttrice aeroporto, sono in fase di esecuzione i pali di grande diametro del viadotto Ferrovia. Sono state completate le fondazioni profonde della spalla B e pila 5 e qui sono già in programma le prove di collaudo. Sul viadotto Sassu risultano complete la realizzazione delle fondazioni profonde di spalle e pile. Sono in corso di realizzazione i rilevati stradali e le trincee e risultano complete all'80% le bonifiche del piano di posa”.
Parco fotovoltaico sul colle di Sant'Elia, l'assessore Spanedda: "Chiediamo l'immediata cancellazione dell'area dal bando"
“In merito alla manifestazione di interesse recentemente pubblicata da Difesa Servizi S.p.A., esprimiamo forte contrarietà all’inserimento, tra le aree oggetto di concessione, di una vasta porzione del Colle di Sant’Elia. Si tratta di una scelta priva di fondamento tecnico e giuridico, con forti criticità amministrative, paesaggistiche e urbanistiche”. L’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, commenta così la messa a bando della concessione per una centrale fotovoltaica su un'area di 37 ettari sul colle di Sant'Elia, a Cagliari, parte di una più ampia manifestazione d'interesse che riguarda molteplici siti del demanio militare su tutto il territorio nazionale.
L’assessore definisce questa impostazione “semplicemente inaccettabile. Non si può bandire un’area come potenzialmente disponibile, per finalità industriali e commerciali, quando essa è soggetta a vincoli che ne rendono inattuabile qualsiasi trasformazione rilevante”, spiega.
Da subito, l'Assessorato ha effettuato i necessari approfondimenti e predisposto una nota, in invio oggi, al Commissario straordinario di Difesa Servizi s.p.A., chiedendo di eliminare dall'elenco dei siti oggetto del bando l'area del Colle di Sant'Elia.
Gli uffici, in collaborazione con l'Assessorato dell'Ambiente, hanno infatti attentamente esaminato la situazione dell'area, evidenziando alcune importantissime criticità.
“Innanzitutto la manifestazione d'interesse bandita da Difesa Servizi s.p.A. è relativa ad uno sfruttamento commerciale e industriale di aree già oggetto di trasferimento all’Amministrazione regionale, a seguito degli accordi del 2008, sulla base dell'art. 14 dello Statuto”, afferma l’esponente della Giunta regionale.
In secondo luogo, l’assessore precisa che “l'area non è idonea all'installazione di impianti fotovoltaici, ai sensi della Legge Regionale n.20/2024, che nel caso specifico si appoggia ai numerosi vincoli paesaggistici (apposti a suo tempo anche dal Ministero per la Cultura), archeologici e alle regole urbanistiche per le quali la Regione Sardegna ha competenza primaria ai sensi dello Statuto”.
Il Colle di Sant'Elia, inoltre, è soggetto a numerosi vincoli ambientali che richiedono attente e delicate valutazioni su ogni tipo d'impianto.
“Risulta oltretutto paradossale – sottolinea - che la manifestazione d’interesse faccia riferimento a una normativa nazionale secondo la quale tutte le aree militari sarebbero automaticamente “idonee” alla trasformazione: questa impostazione contrasta con la normativa regionale vigente, con le previsioni del Piano Urbanistico Comunale e con la pianificazione paesaggistica della Sardegna”. Sono tutte ragioni che la Regione Sardegna è fermamente determinata a far valere in ogni sede, in nome della tutela dei cittadini, del territorio, del paesaggio, dell'ambiente naturale e del suo patrimonio”, prosegue l’assessore.
“A tutela del valore ambientale, paesaggistico e simbolico del Colle di Sant’Elia, chiediamo con fermezza l’immediata cancellazione dell’area dalla manifestazione di interesse. Ribadiamo, in piena sintonia con le dichiarazioni della Presidente della Regione Alessandra Todde e del Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, la nostra ferma volontà di opporci a ogni tentativo di valorizzazione impropria del sito”.
L’assessore conclude affermando che saranno attuate “tutte le azioni necessarie, in ogni sede, per impedire lo snaturamento di un’area di rilevanza storica, culturale e naturalistica per la città di Cagliari e per tutta la Sardegna. Confermiamo il nostro impegno per una gestione del patrimonio regionale ispirata a legalità, trasparenza e rispetto dei valori ambientali”.
Programmazione territoriale, 16 milioni nel marghine per valorizzare ambiente e cultura e rafforzare i servizi ai cittadini
Valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, potenziamento dei servizi essenziali, rafforzamento della governance territoriale: sono queste le tre direttrici di “Marghine al Centro”, il Progetto di Sviluppo Territoriale al centro dell’incontro che si è tenuto oggi a Macomer, dove l’assessore della Programmazione, Giuseppe Meloni, insieme ai sindaci dell’Unione dei Comuni del Marghine – Macomer, Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Noragugume, Silanus e Sindia – ha condiviso con il partenariato economico-sociale l’Atto Aggiuntivo all’Accordo di Programma.
“Quella di oggi – ha affermato l’assessore Meloni - è una tappa importante: si conclude il percorso di co-progettazione del progetto “Marghine al Centro”, costruito insieme ai Comuni e alle comunità locali. Un lavoro condiviso che parte dalle vere esigenze del territorio e punta a valorizzarne le potenzialità. Investire nella coesione significa usare bene le risorse, rispettare i tempi e dare risposte concrete ai cittadini, migliorando i servizi e la qualità della vita. Con questa nuova fase - ha spiegato - mettiamo a disposizione più fondi: da 11,3 della scorsa programmazione a oltre 16,3 milioni di euro.
Le risorse serviranno a completare gli interventi già avviati e a finanziare nuove azioni su ambiente, cultura, sport e servizi essenziali, soprattutto per i giovani e le fasce più fragili. Perché migliorare il territorio significa prendersi cura delle persone che lo abitano”.
All’incontro era presente anche l’assessora degli Affari generali, Mariaelena Motzo, che ha elogiato il lavoro dell'assessore Meloni e di tutto il personale dell’Assessorato e del CRP “per l'impegno mostrato nel portare la progettazione integrata nei territori”.
“Penso si stia facendo un ottimo lavoro per chiudere la programmazione territoriale – ha affermato Motzo - i 16 milioni stanziati rappresentano un'opportunità per tutto il territorio, che va colta e gestita al meglio. Adesso bisogna essere bravi a chiudere gli affidamenti e bandire le gare per non rallentare questo processo virtuoso. Bisogna lavorare tutti insieme per raggiungere gli obiettivi, lasciando da parte i campanilismi, ragionando come territorio di area vasta per una crescita collettiva e proficua per tutti. È prioritario invertire la tendenza allo spopolamento e investire nella progettualità per permettere alle aziende di nascere e progredire sul territorio, con un occhio anche allo sviluppo tecnologico che rappresenta una grande occasione in ottica di innovazione e crescita futura".
L’Atto Aggiuntivo segue la strategia del Progetto iniziale, con il completamento degli interventi inseriti nel primo accordo siglato nel 2017 e la realizzazione di nuovi interventi per soddisfare le esigenze provenienti dal territorio.
Il percorso ha visto il coinvolgimento attivo di tutto il territorio, con l’obiettivo principale di adeguare le proposte presentate alle effettive esigenze emerse nel corso dell’attuazione degli interventi inseriti nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017.
Il Progetto si concentra su 3 azioni:
Azione 1: valorizzazione dell'offerta ambientale e culturale, finalizzata alla creazione di percorsi che mettano in connessione aree naturalistiche ed archeologiche e percorsi legati alla religiosità, valorizzando gli attrattori culturali già fruibili e innalzando il grado di accessibilità turistica complessiva dell’area, anche attraverso alcuni centri di promozione e informazione;
Azione 2: miglioramento dei servizi essenziali del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il benessere sociale ed economico della comunità attraverso l’ampliamento dell’offerta di servizi primari, sia in termini di accessibilità generale che turistica, e mediante interventi di riqualificazione, messa a norma e adeguamento degli impianti sportivi esistenti. Con l’Atto Aggiuntivo la strategia si amplia ulteriormente includendo il settore socio-assistenziale, non previsto nella prima fase del progetto.
Azione 3: “governance territoriale”: l’obiettivo è rafforzare il ruolo e le competenze degli enti locali, per migliorare la gestione e l’attuazione del progetto di sviluppo del territorio.
La presidente Todde a Bruxelles per parlare a nome delle Regioni italiane
La delegazione italiana sarà rappresentata dalla presidente della RAS, Alessandra Todde, che parlerà a nome di tutte le Regioni italiane.
Dermatite nodulare dei bovini, Bartolazzi in Prefettura a Nuoro: "Al ministero abbiamo chiesto vaccini subito e abbattimenti selettivi per non danneggiare le nostre aziende"
Parco fotovoltaico a Sant’Elia: il Presidente Comandini scrive al Ministro della Difesa: “Rispettate gli impegni presi nel 2008”
“L’inserimento nel disciplinare di gara del bando Energia 5.0 dell’Agenzia Difesa Servizi dei 37 ettari di terreni militari sul colle cagliaritano di Sant’Ignazio a Sant’Elia compromette quanto già avviato dall’accordo Stato – Regione firmato nel 2008 tra l’allora Presidente della Regione Sardegna Renato Soru e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, che prevedeva la restituzione alla Regione Sardegna di ben 350 beni demaniali militari, inclusi i siti oggetto del bando di gara suddetto, accordo rafforzato successivamente dal Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e la Ministra della Difesa Roberta Pinotti. Pertanto, nessun parco fotovoltaico dovrà e potrà sorgere in quelle aree già destinate ad entrare nel patrimonio regionale”.
Il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in una lettera inviata al Ministro della Difesa Guido Crosetto, invita l’esponente del governo nazionale a rispettare gli accordi e, a tutela delle prerogative autonomistiche della Sardegna di intervenire, con la massima urgenza, presso l’Agenzia Difesa Servizi S.p.A affinchè i succitati siti, ricadenti nel comune di Cagliari, vengano rimossi dall’elenco dei beni demaniali messi a gara.
“Quei terreni devono tornare nella disponibilità dei sardi – ha scritto nella lettera il Presidente Comandini – e non possiamo accettare che la Spa Difesa servizi, la società in house del ministero della Difesa, inserisca nel disciplinare di gara quelle aree che, per accordi presi a suo tempo, devono essere restituite ai sardi”.
Il Presidente Comandini precisa nella lettera che l’inserimento nel disciplinare di gara dei terreni di Sant’Elia va anche contro l’articolo 14 dello Statuto speciale per la Sardegna, dove si legge chiaro che “la Regione, nell’ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali”.
Il Presidente Comandini nella lettera esprime forte preoccupazione e ricorda che la Sardegna è una delle regioni con la maggiore concentrazione di servitù militari a livello nazionale: “Abbiamo già fatto troppi sacrifici in nome della sicurezza nazionale, ora è il momento di far tornare i terreni nella disponibilità dei sardi e rigettiamo con forza ogni decisione unilaterale che riguarda il nostro territorio”.
Inaugurato il centro per l'impiego di Samugheo. L'assessora Manca Desirè Manca: “La lotta allo spopolamento passa dalla creazione di servizi e opportunità occupazionali"
“In un momento in cui la politica nazionale procede costantemente al taglio dei servizi alla persona e dei finanziamenti alle Regioni per sostenere gli Enti locali, le amministrazioni regionali si trovano in grande difficoltà. Siamo costretti a muoverci in un contesto per niente facile ma continuiamo a lavorare con un obiettivo: creare tutte quelle condizioni e mettere in atto tutte le azioni più utili ad evitare lo spopolamento delle zone interne, e non solo interne, della Sardegna.
Non si può pensare che la lotta allo spopolamento passi solo attraverso il riconoscimento di un sostegno economico una tantum, ma piuttosto sono convinta che siano necessarie azioni concrete, come la creazione di opportunità occupazionali e di servizi, oltre alla valorizzazione delle tradizioni e della cultura di ciascun territorio, come abbiamo intenzione di fare a Samugheo”.
Queste le parole dell’assessora del Lavoro Desirè Manca che questa mattina, assieme al Presidente della III Commissione permanente del Consiglio Regionale, Alessandro Solinas, e al Direttore generale dell’Agenzia Sarda per le Politiche del Lavoro, Luca Mereu, ha inaugurato un Centro per l’impiego a Samugheo.
“Perché tra le tante cittadine sarde abbiamo deciso di aprire un CPI proprio a Samugheo? Perché la volontà di questa Giunta – ha ricordato l’assessora del Lavoro – è sempre stata quella di restituire centralità a quei territori che nel tempo l’hanno persa, come questo paese di 2.600 abitanti, che ne ha perso 500 durante l’ultima amministrazione. Un trend che dobbiamo invertire non solo offrendo nuove opportunità di lavoro e creando nuovi servizi ma anche salvaguardando l’attività predominante.
In quest’ottica, gli Uffici del mio Assessorato stanno già vagliando la possibilità di poter sostenere dei progetti pilota di formazione, sostenuti dalla Regione Sardegna, finalizzati alla valorizzazione delle attività predominanti e all’innalzamento dei livelli occupazionali.
Gli sforzi che questa Giunta, con coraggio, sta compiendo sono tantissimi, alcuni richiedono tempo e tanti fondi, ma le ricadute saranno positive e importanti.
Questo piccolo passo, l’apertura di un centro per l’impiego a Samugheo, dà inoltre ai cittadini la possibilità di sentirsi vicini alle istituzioni, e credo – ha concluso l’esponente della Giunta – sia il primo di un percorso che ci porterà ad andare avanti con azioni molto più coraggiose”.
Psnai, la presidente Alessandra Todde: “Mentre il Governo fa l'accabadora delle aree interne, noi le rianimiamo"
“Mentre il governo, nel nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), parla di “declino irreversibile”, noi scegliamo un’altra strada: quella del rilancio, non dell’abbandono. Una via di vita, non di eutanasia”, lo dichiara la presidente della Regione Alessandra Todde in merito alle intenzioni del governo sulle aree interne. “Nel PSNAI si legge testualmente: ‘accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile’. Una dichiarazione che sa di resa: è l’eutanasia dei piccoli comuni”, sottolinea la presidente Todde.
“Noi come Regione abbiamo scelto di investire. Lo abbiamo fatto con il Fondo Unico per i Comuni. Lo facciamo oggi con 40 milioni per le imprese nei centri con meno di 3.000 abitanti. Con fondi per l’internazionalizzazione delle PMI. Con nuovi accordi di programma per migliorare i servizi locali, in un’ottica di programmazione territoriale partecipata.
Semplifichiamo i contributi per ogni nuovo nato o bambino adottato nei comuni sotto i 5.000 abitanti. E continuiamo a investire: oggi abbiamo inaugurato un nuovo centro per l’impiego a Samugheo”, evidenzia Todde.
“La Giunta ha indicato il Centro Regionale di Programmazione come Autorità responsabile per le Aree interne, con il compito di guidare l’intero ciclo delle strategie.
Crediamo nelle Aree Interne: nella loro cultura, nella loro intelligenza, nella loro forza.
Per questo – aggiunge – portiamo grandi progetti anche nella Sardegna centrale, dall’Einstein Telescope al collegamento ferroviario Abbasanta-Nuoro”.
“Le Aree Interne non si archiviano, si rilanciano. Non si dichiarano morte, si rianimano. Non si accompagnano al declino, ma alla rinascita”, conclude la presidente della Regione.

