“Le Aziende sanitarie non possono diventare un sistema di porte girevoli. Occorre una governance che possa programmare” dice Alberto Urpi
Mario Frongia
La qualità dell’assistenza e delle cure sanitarie. La tempestività e la vicinanza, specie se si pensa alle categorie fragili, fasce pediatriche e adolescenziali più terza età, alle prestazioni mediche e ai luoghi di analisi ed esami strumentali. Infine, l’accesso alle strutture e ai professionisti della salute. La lista non si esaurisce ma dà un’idea di quali siano le problematiche di un’assistenza equa e di livello degno di un paese occidentale. Senza scordare quanto sia drammatico l’accesso alle varie appendici sanitarie. Da quest’insieme, vera e propria croce delle zone dell’interno e delle periferie, quasi fossero aree destinate a cittadini di serie B, nasce la rabbia del sindaco di Sanluri e consigliere regionale all’opposizione, Alberto Urpi. “Quattro direttori generali in due anni non sono un fatto fisiologico, ma il segnale evidente di una criticità nella governance della nostra Asl. In queste condizioni diventa difficile garantire programmazione, efficienza e qualità dei servizi ai cittadini”. Lo spunto è nato dall’ennesimo cambio alla direzione generale della Asl 6. “La continua alternanza ai vertici rischia di rallentare i processi decisionali e di indebolire la capacità del sistema sanitario territoriale di rispondere con efficacia ai bisogni reali delle comunità. La sanità, per funzionare, ha bisogno di stabilità, visione e responsabilità”. Colpisce, e non poco, il silenzio della maggioranza di governo regionale presente nel Medio Campidano. Un silenzio così composto e disciplinato da far quasi pensare a una nuova forma di presenza politica invisibile. Viene da chiedersi se i rappresentanti del territorio siano semplici spettatori di decisioni prese altrove, magari a Cagliari, oppure se intendano prima o poi far sentire la propria voce”.
Situazione critica. L’assenza di un dibattito aperto e libero su temi nevralgici come assistenza e cure mediche, preoccupa l’onorevole Urpi. “In un contesto complesso che ferisce troppo spesso la dignità delle persone e non garantisce una filiera sanitaria degna di questo nome, assistiamo a un continuo via vai di dirigenti, provenienti da tutta la Sardegna e ora anche da fuori regione, senza che su questo si apra un confronto pubblico degno di questo nome. Ma è tutto normale e condiviso? Oppure va bene così, purché si decida altrove?”. Ma non solo. Il consigliere regionale richiama la maggioranza regionale a un’assunzione precisa di impegno. “Su un tema così delicato non può prevalere il silenzio. I rappresentanti del territorio hanno il dovere di esprimere una posizione chiara e di contribuire a garantire scelte coerenti e nell’interesse dei cittadini. Il mio è un richiamo istituzionale, non una polemica. È necessario uscire da una logica di continua discontinuità e assicurare finalmente una guida autorevole e stabile alla Asl. Solo così sarà possibile rafforzare la fiducia dei cittadini e dare risposte concrete al territorio. I cittadini meritano risposte, non silenzi. Il territorio merita rappresentanti che rappresentino davvero”.

