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Dopo il primo appuntamento dello scorso 27 giugno, prosegue “Un dono a chi dona”, il progetto promosso dall’Avis Provinciale Sassari, in collaborazione con Sardegna for You e con il sostegno della Fondazione di Sardegna, nato per offrire ai donatori un percorso gratuito di prevenzione e tutela della salute.

Il secondo appuntamento è in programma sabato 18 luglio, nella sede provinciale dell’Avis di Sassari (S.V. Taniga – San Giacomo Medas – Loc. San Camillo), dove saranno effettuati tre screening specialistici gratuiti riservati ai donatori: tiroideo, pneumologico e dermatologico con controllo dei nei. 

Il progetto, avviato lo scorso 27 giugno, prevede circa 1.000 screening gratuiti che, nel corso dei prossimi mesi, coinvolgeranno le 36 sedi comunali dell’Avis Provinciale di Sassari, con l’obiettivo di promuovere la prevenzione e offrire un riconoscimento concreto a chi sceglie di donare il sangue.

Per partecipare è necessario rivolgersi alla propria Avis comunale, che raccoglie le prenotazioni, fino a esaurimento posti disponibili.

“Un dono a chi dona” nasce con un obiettivo preciso: prendersi cura della salute dei donatori, affiancando alla cultura della donazione quella della prevenzione, attraverso visite specialistiche gratuite.

“Questa iniziativa rappresenta per noi un modo concreto per ringraziare chi sceglie di donare il sangue - spiega Antonio Dettori, il presidente dell’Avis Provinciale di Sassari -, offrendo servizi di prevenzione che permettono di monitorare il proprio stato di salute e favorire la diagnosi precoce di eventuali patologie”.

 

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Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, il Sindaco del Comune di Sassari e della città Metropolitana, Giuseppe Mascia, il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, e il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Gavino Mariotti, hanno sottoscritto il Piano Città degli immobili pubblici, un accordo istituzionale volto a pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, promuovendo una rigenerazione urbana sostenibile, in linea con le esigenze delle amministrazioni pubbliche e dei territori e generando valore economico, sociale, ambientale e culturale.

All’evento di presentazione è intervenuta l’On. Lucia Albano, Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze. Il Piano Città prevede la riqualificazione di importanti complessi pubblici, con l’ottica di offrire non solo occasioni di straordinarie operazioni di recupero di beni che, sebbene in disuso e in degrado, possiedono un intrinseco valore architettonico, storico e culturale, ma anche di alimentare, attraverso tali interventi, processi più ampi di rigenerazione urbana, ambientale, sociale, che potranno abbracciare le più vaste aree urbane che ne caratterizzano il contesto. Tra questi spicca, per l’espressività dell’opera, l’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano a Sassari, di proprietà dello Stato, oggi inutilizzato, che sarà oggetto di una gara di progettazione indetta nelle prossime settimane dall’Agenzia del Demanio.

L’intervento mira a innescare un’operazione di rigenerazione di grande respiro, realizzando il nuovo Polo Giudiziario della città con un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, e restituendo alla comunità nuovi spazi da fruire, caratterizzati da qualità architettonica, identità urbana e un mix funzionale che vedrà protagonisti funzioni museali e socio culturali integrate, nella vasta area dell’ex carcere, a quelle giudiziarie. Carico di significatività è il passaggio da spazi di detenzione dei giudicati, caratterizzati da muri di “chiusura” verso l’esterno, a spazi di produzione della giustizia, i cui confini diventano soglie di “apertura” alla città.

Un altro immobile di rilievo è l’ex Hotel Turritania, di proprietà dell’amministrazione comunale, progettato tra il 1942 e il 1944 e per anni utilizzato come albergo e casa dello studente, rimasto poi in stato di abbandono per lungo tempo. L’edificio di 5 piani si trova su un’area oggetto di interventi di riqualificazione finanziati con fondi del PNRR e si avvia a divenire un nuovo modello di edilizia residenziale sociale, volto a soddisfare bisogni e a offrire servizi.

“Il Piano Città di Sassari è uno strumento dinamico e flessibile attraverso cui l’Agenzia del Demanio analizza, pianifica e sviluppa di intesa con il territorio progettualità per attivare i più ampi processi di rigenerazione urbana e rispondere col patrimonio pubblico ai fabbisogni della collettività – ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. La strategia è fondata sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare storico e ambientale per una Sassari sostenibile e attenta al territorio, inclusiva, proiettata verso il futuro. Al centro vi sono il rilancio del centro storico, spazi museali e potenziamento dei servizi territoriali, dal Polo Giudiziario ai programmi di Social Housing.”

“Questo accordo ha il grande pregio di riaprire un discorso inspiegabilmente rimosso dall’agenda della politica cittadina per diverso tempo, ossia il destino dell’ex carcere di San Sebastiano” ha rilevato il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana, Giuseppe Mascia, auspicando che “accordi analoghi possano interessare altri centri del nostro territorio”. Tornando poi a San Sebastiano, “per la sua posizione, per la sua dimensione, per la sua storia e per la moltitudine di singole storie individuali e collettive di cui è tuttora custode, quell’edificio oggi rappresenta una ferita, uno strappo con il passato della città e della comunità – ha rimarcato Mascia - restituirgli una funzione coerente con la sua identità, sul piano architettonico e simbolico, significa guardare avanti e riconsegnare a Sassari il diritto a immaginarsi più bella, più vivibile, più ospitale e più inclusiva”. In generale, ha concluso il sindaco, “il Piano Città rappresenta una straordinaria opportunità di riportare bellezza e vita all’interno e intorno a immobili che, quando acquisiranno di nuovo funzioni di servizio al pubblico e saranno visitabili, favoriranno, con l’aiuto di tutte le istituzioni coinvolte, il processo in atto di rigenerazione sociale, culturale, economica, immobiliare e urbanistica della città, a iniziare dalla sua parte storica”.

"Con il Piano Città, il Governo sta costruendo un modello di valorizzazione fondato sulla sinergia tra istituzioni, superando frammentazioni e mettendo finalmente a sistema competenze, strumenti e livelli amministrativi – ha dichiarato On. Lucia Albano, Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze - Si tratta di un approccio che consente di integrare il patrimonio pubblico con le esigenze dei territori e con i processi di rigenerazione urbana, in una logica unitaria e non più episodica. L’obiettivo è chiaro: rendere il patrimonio pubblico uno strumento attivo di trasformazione, capace di generare sviluppo e risposte concrete, attraverso una governance più efficace e strumenti operativi adeguati”.

“Restituire valore a edifici pubblici significa riconsegnare risorse preziose alla vita sociale e culturale della comunità – ha sottolineato la Presidente della Regione Alessandra Todde - La firma del Piano Città degli immobili pubblici di Sassari rappresenta un impegno concreto per la valorizzazione storica, culturale e funzionale del patrimonio pubblico. L’obiettivo è trasformare beni spesso trascurati, con un approccio improntato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale in risorse preziose per la collettività, riportandoli al centro della vita sociale della città. Grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, intendiamo dare concretezza ad una visione che mette insieme tradizione e innovazione, con uno approccio volto alla valorizzazione storica degli asset pubblici come attivatori di sviluppo urbano e sociale”.

“Il recupero e la valorizzazione degli edifici ex Ipai e di Palazzo Segni rappresentano per l’Università degli Studi di Sassari un passaggio strategico di grande rilevanza – ha dichiarato il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari Gavino Mariotti - Non si tratta soltanto di restituire alla comunità spazi di pregio storico e architettonico, ma di ripensarli come luoghi vivi e funzionali. Con questi interventi rafforziamo il legame tra Ateneo e territorio, contribuendo allo sviluppo culturale, sociale ed economico della città in un'ottica attenta alla sostenibilità ambientale”.

Il Piano Città degli immobili pubblici di Sassari seleziona un primo portafoglio immobiliare di 12 beni (3 dello Stato, 3 del Comune, 2 della Città Metropolitana, 2 della Regione e 2 dell’Università). Potranno essere aggiunti ulteriori immobili da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri Enti e Istituzioni.

Immobili dello Stato

  1. Ex Carcere San Sebastiano
  2. Villa Melis
  3. Ex Palazzo Intendenza Di Finanza

**Immobili Comune di Sassari **

  1. Ex Hotel “Turritania”
  2. Ex Tipografia Chiarella
  3. Palazzetto dello Sport Immobili

Città Metropolitana

  1. Ex sede Archivio di Stato
  2. Ex Questura di Sassari

**Immobili Università degli Studi di Sassari **

  1. Ex Ipai
  2. Palazzo Segni

**Immobili Regione Autonoma Sardegna **

  1. Villa Pozzo/ Ex Villa Caria
  2. Ex centro regionale di formazione San Camillo

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata al Piano Città degli immobili pubblici di Sassari

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Anche quest’anno l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari celebra la Giornata Mondiale della Prematurità.

Istituita nel 2011 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle nascite pretermine, la ricorrenza è rappresentata anche dai calzini viola, disposti in sequenza. Un’immagine che esprime con immediatezza il dato fondamentale: uno di quei calzini è più piccolo, perché un bambino su dieci nasce prematuro.

Il simbolo della giornata è il colore viola, scelto perché rappresenta insieme fragilità e forza, resilienza e speranza: qualità che caratterizzano i piccoli nati prima del tempo e le loro famiglie, impegnate in un percorso lungo, complesso e spesso emotivamente intenso.

 

Per richiamare l’attenzione di tutta la comunità è stata organizzata dal reparto di Neonatologia e Tin dell’Aou di Sassari una giornata di riflessione presso l’aula magna del complesso didattico dell’Università degli studi di Sassari.

«La Giornata Mondiale della Prematurità è un momento prezioso per ricordare quanto sia fondamentale sostenere i nostri piccoli nati prima del tempo e le loro famiglie. – ha dichiarato all’apertura dei lavori Mariantonia Cossu, direttrice della Neonatologia e Tin dell’Aou di Sassari - La Terapia Intensiva Neonatale è un luogo in cui la tecnologia più avanzata si intreccia con l’umanità, con un impegno condiviso da medici, infermieri, ostetriche, psicologi e operatori. Accompagniamo i genitori in un percorso complesso, fatto di paure ma anche di grandi speranze e ogni giorno vediamo quanto la loro presenza sia un elemento terapeutico essenziale».

 

In seguito alla proiezione di alcuni emozionanti video che hanno raccolto le testimonianze di famiglie di nati pretermine, ha preso la parola Guido Calciolari, neonatologo e neuropsichiatra infantile che ha sviluppato un intervento dal titolo “Gesti semplici, grandi risultati: i benefici della Care sul neurosviluppo”.  Il dottor Calciolari ha ricordato come «i primi reparti di neonatologia sono nati negli anni Settanta, quando l’obiettivo principale era riuscire a far respirare un neonato prematuro. Oggi il nostro lavoro guarda non solo alla sopravvivenza, ma alla qualità della vita». Calciolari ha inoltre evidenziato come «gli studi sui bambini prematuri mostrino che alcune fragilità iniziali possono riflettersi sul neurosviluppo, influenzando aspetti cognitivi e comportamentali. Per questo il “care” precoce, la vicinanza e la presenza costante dei genitori rappresentano fattori determinanti».

In seguito, sono intervenute Patricia Posadinu, infermiera del Nido dell’Aou di Sassari con una relazione dal titolo “Tutti i benefici di un contatto: lo skin nell’assistenza al neonato” ed Emanuele Murtas del Servizio di Psicologia Ospedaliera con un intervento dal titolo “Il supporto psicologico alle famiglie in Terapia Intensiva Neonatale”.

 

«La TIN è un luogo dove nasce una sinergia quotidiana tra operatori sanitari, psicologi, tecnici, volontari e genitori – ha sottolineato Maria Zichi, coordinatrice del Reparto di Neonatologia e Tin - una rete che rende possibile un’assistenza altamente specializzata e umanizzata, riconosciuta come un’eccellenza della sanità regionale».

E’ in quest’ottica che anche nel pomeriggio della giornata odierna, sempre nel complesso didattico dell’Università, verranno condivise le esperienze dei genitori. Uno spazio sarà dedicato all’importanza della lettura e i suoi benefici nella Terapia Intensiva Neonatale. Interverranno il Comitato Unicef di Sassari, l’associazione Nati per Leggere e il Sistema Bibliotecario Coros Figulinas. Interverrà in seguito Mery Tanda, dell’associazione Save the Children di Sassari che farà una relazione dal titolo “Il sostegno alla famiglia nel percorso di cura del neonato prematuro”.

 

Infine, nella serata del 17 novembre il Palazzo Bompiani e Palazzo Ducale saranno illuminati di viola. «L’illuminazione viola del Palazzo Bompiani è un gesto simbolico ma potente: un invito a tutta la comunità a sentirsi parte di questa rete di cura, vicina ai neonati prematuri e alle loro famiglie», ha concluso la direttrice della Neonatologia. 

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L'Istat ha reso noti oggi i dati territoriali dell'inflazione di febbraio, in base ai quali l'Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica completa di tutte le città più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita. Non solo, quindi, delle città capoluoghi di regione o dei comuni con più di 150 mila abitanti.

In testa alla graduatoria, Bolzano dove l'inflazione tendenziale pari a +2,6%, pur essendo "solo" la terza più alta d'Italia dopo Siracusa (+2,8%) e Rimini (+2,7%), si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua, equivalente a 753 euro per una famiglia media.

Medaglia d'argento per Rimini, che con +2,7%, l'inflazione più alta tra le città capoluogo di regione o con più di 150 mila abitanti, ha un incremento di spesa annuo pari a 734 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Siena che con +2,6% ha una spesa supplementare pari a 663 euro annui per una famiglia tipo.

Al quarto posto Padova, che con un'inflazione del 2,4%, registra una stangata pari a 617 euro. Segue Siracusa (+2,8%, +600 euro), Bologna (+2,1% e +584 euro), al settimo posto Imperia (+2,6%) che in termini di costo della vita registra un rincaro di 582 euro, poi Piacenza ex aequo con Ferrara (+2,1%, +571 euro per entrambe). Chiude la top ten, Bergamo con +2% pari a +559 euro.

 

Sull'altro fronte della classifica, purtroppo non c'è più nessuna città in deflazione. La città più virtuosa d'Italia è Lodi, dove con +0,8%, l'inflazione più bassa d'Italia, si ha un aumento annuo di 210 euro. Al secondo posto Caserta, +1% e un maggior costo di 214 euro. Medaglia di bronzo per Catanzaro, +1,3% e +230 euro.

Seguono, nella classifica delle città risparmiose, Aosta, Firenze e Forlì-Cesena, tutte e 3 con la seconda inflazione più bassa d'Italia, +0,9%, e un aumento del costo della vita pari, rispettivamente a 234, 235 e 245 euro. Al settimo posto Bari (+1,3%, +255 euro), poi Sassari (+1,3%, +262 euro) e Brindisi (+1,4%, +266 euro). Chiudono la top ten delle migliori, con 279 euro, Trapani (+1,3%) e Cremona (+1%).

 

In testa alla classifica delle regioni più "costose" (Tabella n. 2), con un'inflazione annua a +2,1%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 597 euro su base annua. Segue il Friuli Venezia Giulia (+1,9%, +450 euro) e al terzo posto Veneto ed Emilia Romagna, ex aequo con + 449 euro e un'inflazione pari, rispettivamente, a +1,8% e +1,7 per cento

La regione più risparmiosa è la Valle d'Aosta: +0,9% e +234 euro. In seconda posizione la Sardegna, in terza il Molise.

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 Prosegue a Sassari il ciclo di incontri “La lezione della storia: 1984 – 2024”, promosso dalla Regione in occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Enrico Berlinguer. Il secondo appuntamento è previsto a Sassari il 12 dicembre, alle 16.30, nell’auditorium provinciale in via Monte Grappa.
“Dalla figura di Berlinguer emerge un insegnamento prezioso: la capacità di essere fedeli ai propri valori, unendo coerenza e onestà intellettuale alla disponibilità di rivedere le proprie idee quando il contesto lo richiede - ha dichiarato Alessandra Todde, presidente della Regione. La sua integrità, mai settaria, la capacità di mettersi in discussione, senza perdere autorevolezza, la semplicità con cui viveva un sistema di valori che permeava tanto la politica quanto la vita quotidiana, ripropongono alla nostra attenzione un modello di leadership capace di affrontare con coraggio anche le questioni più scomode. Un messaggio quanto mai attuale, che invita a riflettere su come i valori, la coerenza e il coraggio possano essere strumenti essenziali per affrontare le complessità del presente e costruire un futuro più giusto e consapevole”.
Si alterneranno sul palco Giovanna Botteri, Massimo D’Alema, Maurizio Mannoni, Beppe Pisanu (RPT PISANU) , Barbara Floridia, Lucia Annunziata intervistati e in dialogo con Luciano Tancredi, direttore editoriale del Gruppo SAE e di Sardinia Post, con Giacomo Bedeschi, direttore della Nuova Sardegna, e giornalisti delle due testate. Chiuderà i lavori la presidente della Regione Alessandra Todde.
L’iniziativa si inserisce fra quelle promosse dall’amministrazione regionale per valorizzare la memoria storica e il dibattito culturale, attraverso il coinvolgimento di cittadini e istituzioni in un percorso di crescita collettiva. 
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La Polizia locale ha rinnovato stamattina, 5 novembre, l’appuntamento periodico con la donazione del sangue. Anche questa volta, circa trenta agenti del Comando di via Carlo Felice hanno risposto alla richiesta dell’Avis provinciale. All’iniziativa era presente anche il sindaco Giuseppe Mascia, che ha sottolineato l’importanza di questo momento di sensibilizzazione e aiuto concreto, supportando così la struttura sanitaria che affronta tutto l’anno gravi criticità per l’insufficienza di plasma, necessario per assicurare le trasfusione ai pazienti talassemici, oncologici e per gli interventi chirurgici.

Nell’autoemoteca posizionata davanti al Comando, gli agenti hanno atteso il turno per realizzare questo gesto particolarmente sentito e fortemente voluto dal Corpo di Polizia locale. Purtroppo la carenza di donatori rende la situazione sempre più critica e il rischio è che possa essere compromesso il regolare svolgimento delle attività assistenziali. La giornata di oggi, inserita in un calendario fisso di donazioni da parte del personale del Comando, è un modo per dare un contributo tangibile e allo stesso tempo sensibilizzare la popolazione sulla grave carenza di sangue.

La Polizia locale ha un filo diretto con la direzione del Servizio Trasfusionale aziendale dell’Azienda ospedaliero-universitaria e da sempre accoglie le richieste di supporto, che purtroppo si fanno sempre più frequenti a causa della carenza di donatori.

Per donare ci si può prenotare chiamando il Servizio Trasfusionale, al secondo piano del Palazzo Rosa in via Monte Grappa 82, ai numeri 0792061461-496, dalle 8 alle 14, allo 0792061625 dalle 15 alle 18.30; oppure al numero dell’Avis comunale di Sassari in via Cesare Pavese 1 079252577, dalle 8 alle 12, o 3701434967, dalle 13 alle 20.

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La Faradda sarà protagonista del documentario in onda su Rai Tre domenica 3 novembre dalle 10. Il reportage offre uno sguardo unico sulla festa, raccontando l'evoluzione del rituale attraverso i secoli, e dando voce ai protagonisti che ogni anno rendono possibile questo evento: dai gremianti ai maestri artigiani, che lavorano alla preparazione dei ceri, fino ai cittadini che partecipano con devozione. Un’occasione imperdibile per rivive e per alcuni scoprire la storia e le emozioni di una delle feste più sentite della Sardegna, riconosciuta anche dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

«Attraverso immagini suggestive e approfondimenti storici, il racconto ripercorre la storia e il significato di questa affascinante manifestazione, patrimonio culturale di Sassari e dell'intera isola» spiegano i componenti del gruppo di lavoro che per l’occasione hanno ottenuto gli accrediti dal Comune di Sassari, in modo da non perdere nessun momento della giornata: dalla mattina, con la vestizione della Bandiera e dei Ceri, fino allo scioglimento del Voto, nella piazza di santa Maria di Betlem. Un rito antico e che ancora oggi unisce la comunità sassarese in una celebrazione di fede e tradizione.

Il documentario è prodotto da Bibigula per Rai Sardegna, produttore Rai Donatella Meazza, produttore esecutivo per Bibigula Gaia Lampis

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Si chiama "Valigie Rosa", il progetto di solidarietà del club Inner Wheel Sassari Centro (IWSC) che mira a fornire supporto immediato e dignità alle donne vittime di violenza. L'iniziativa si inserisce nel contesto del Codice Rosa, un pdta - percorso diagnostico terapeutico assistenziale - dell'Aou di Sassari che coinvolge diverse strutture aziendali e che garantisce un percorso prioritario per le vittime di violenza, fisica, sessuale, psicologica.

L'iniziativa è stata presentata questa mattina nei locali della direzione generale dell'Aou di Sassari, alla presenza della presidente del club IWSC, Rosa Foddai, della direttrice sanitaria dell'Aou, Lucia Anna Mameli, della direttrice amministrativa Aou, Dolores Soddu, dei direttori delle strutture coinvolti nel Pdta Codice rosa attivato dall'azienda di viale San Pietro: Alessandra Nivoli e Fabrizio Demaria, referenti del Coordinamento codice rosa, previsto dall’Aou come figura trasversale della ssd Psichiatria e della Psicologia ospedaliera, quindi Paolo Pinna Parpaglia direttore del Pronto soccorso e Obi, e Giampiero Capobianco, direttore del dipartimento Tutela salute donna e bambino oltre che della Clinica ostetrica e ginecologica. Erano presenti, inoltre, anche i rappresentanti delle altre strutture aziendali coinvolte nel Pdta Codice rosa. Ad aprire i lavori è stata la dirigente degli Affari generali, legali e Comunicazione Marina Iole Crasti.


Le “Valigie Rosa” sono kit di emergenza contenenti beni di prima necessità come indumenti e prodotti per l’igiene personale, pensati per quelle donne che, vittime di violenza, arrivano in pronto soccorso senza alcun effetto personale e che, in considerazione della loro situazione, non possono fare rientro a casa.


Da qui l’importanza di non lasciare sole le donne in questi momenti difficili: «Il nostro obiettivo – afferma Rosa Foddai, presidente del club Inner Wheel Sassari Centro – è duplice: fornire un aiuto immediato e sensibilizzare la comunità sulla gravità della violenza contro le donne, un fenomeno che non deve essere sottovalutato o ignorato».


Grazie alla generosità dimostrata durante una serata di beneficenza e alle donazioni successive, il club è riuscito a realizzare 40 valigie, offrendo un primo gesto concreto di cura e attenzione.


«Queste valigie – afferma la direttrice sanitaria di Aou Sassari Lucia Anna Mameli nell'esprimere apprezzamento per il progetto – rappresentano più di un semplice gesto di solidarietà; sono l’esempio di una comunità che si prende cura delle sue donne, garantendo loro rispetto e sostegno nei momenti di maggiore vulnerabilità».


«L’impegno del club Inner Wheel Sassari Centro – aggiunge Dolores Soddu, direttrice amministrativa dell'Aou di Sassari – è una conferma del fatto che la strada che abbiamo intrapreso, quella della collaborazione tra il volontariato e le istituzioni, può davvero fare la differenza nella vita delle persone».


Il Pronto soccorso rappresenta quindi il contesto sanitario al quale le vittime di violenza si rivolgono più frequentemente per chiedere aiuto. «La nostra struttura – afferma Paolo Pinna Parpaglia – è spesso il primo punto di contatto per le vittime di violenza. Il nostro obiettivo è garantire un riconoscimento precoce e un supporto efficace, rispettando sempre la dignità e la riservatezza delle vittime».

Nel 2023, in Italia, le richieste di aiuto per episodi di violenza domestica o di genere subita dalle donne sono state 13.793.

Al Pronto soccorso del Santissima Annunziata di Sassari, con il codice relativo alla violenza di genere, nell’ultimo anno sono state registrate 73 vittime.

Questi dati, che riflettono una realtà allarmante, sottolineano l’importanza di iniziative come quella del club Inner Wheel Sassari Centro.

 

«L’iniziativa della valigia rosa – aggiunge Fabrizio Demaria – contribuisce a garantire alle vittime un sostegno logistico. La valigia rappresenta l’opportunità per ripartire in libertà da un luogo di sicurezza da cui ripristinare i bisogni individuali della persona, dopo l’atto forzoso subito da chi le ha violate, e beneficiare di accoglienza e protezione necessarie».

 

«Il progetto ‘Valigie Rosa’ – afferma Alessandra Nivoli – è un esempio di come la solidarietà e l’empatia possano trasformarsi in azioni concrete. Questi zainetti non sono solo un simbolo ma un sostegno tangibile».

 

«Le ‘Valigie Rosa’ – conclude Giampiero Capobianco – sono molto più di un semplice kit di emergenza. Sono, per le donne vittime di violenza, un faro di speranza e un ponte per iniziare un percorso che permetta loro di ricostruire la propria individualità e dignità».


L'AOU SASSARI E IL CODICE ROSA

Il potenziamento dei servizi di supporto alle vittime e la sensibilizzazione continua sono fondamentali, per garantire una società equa e libera dalla violenza di genere. Un tema di forte attualità e che, ogni giorno, riporta sulle pagine di cronaca dei giornali atti di violenza, aggressione e femminicidi.

E l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari è partita proprio da qui, con un percorso assistenziale che, rispondendo alle linee guida nazionali, è stato approvato a luglio 2023.


IL PDTA CODICE ROSA. Un percorso, il Pdta elaborato dall’Aou di Sassari, Percorso Codice Rosa e per persone in condizioni di fragilità, vittime di violenza d'abuso, che rappresenta un vero e proprio strumento di aiuto, che ha l’obiettivo di garantire una tempestiva e adeguata presa in carico delle donne, e dei loro figli minori, a partire dal triage del Pronto soccorso. Uno strumento che le accompagni e le orienti, se consenzienti, ai servizi presenti sia all’interno della Aou sia sul territorio, per elaborare un progetto di assistenza multidisciplinare per la fuoriuscita dall'esperienza di violenza.

Le struttura aziendali coinvolte nel Pdta Codice rosa sono: Coordinamento codice rosa con Psichiatria e Psicologia ospedaliera, Qualità accreditamento clinical governance e risk management, Pronto soccorso e Obi, Neuropsichiatria infantile, Clinica ostetrica e ginecologica, Medicina Legale, Clinica Malattie infettive e tropicali.


STANZE CODICE ROSA. Nel 2023 l’Aou di Sassari ha istituito due "Stanze codice rosa" dedicate alle vittime di violenza di genere, nelle quali vengono accolte, assistite, sostenute e curate. Le stanze sono state aperte nel Pronto soccorso del Santissima Annunziata e al piano terra del Palazzo Materno-Infantile della Clinica Ostetrica e Ginecologica.

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Giovedì, 30 Novembre 2023 16:57

L'Aou di Sassari premiata con due Bollini Rosa

C'è anche l'Aou di Sassari tra i 367 ospedali premiati dalla Fondazione Onda con i Bollini Rosa per il biennio 2024-2025. Si tratta di un riconoscimento riconosciuto agli ospedali che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili. Il numero di ospedali premiati quest'anno è salito da 354 a 367 rispetto al biennio precedente, evidenziando anche un miglioramento qualitativo con 126 strutture che hanno ottenuto il massimo riconoscimento. L'Aou di Sassari è tra le 188 strutture a cui vengono riconosciuti due Bollini Rosa.

La premiazione, che si è svolta nella fine mattinata di oggi il ministero della Salute, ha visto la partecipazione di 31 enti e società scientifiche che hanno patrocinato l'11a edizione dei Bollini Rosa. Gli ospedali premiati sono valutati sulla base di servizi personalizzati per la salute femminile e la gestione di patologie trasversali a entrambi i generi.

La valutazione, condotta tramite un questionario di candidatura composto da circa 500 domande, ha coinvolto 367 ospedali. Un Advisory Board presieduto dal Prof. Walter Ricciardi ha validato i Bollini conseguiti, considerando anche elementi qualitativi rilevanti non inclusi nel questionario. Tre criteri di valutazione sono stati presi in considerazione: specialità cliniche, percorsi diagnostico-terapeutici gender-oriented e servizi clinico-assistenziali. La cerimonia ha incluso un riconoscimento speciale a 34 referenti Bollino Rosa per il loro impegno, tra questi anche la referente dell'Aou di Sassari Maria Grazia Morittu della struttura Affari generali e comunicazione e Urp.

"I due bollini rosa - afferma la direzione generale dell'Aou di Sassari - confermano come gli ospedali sassaresi siano dalla parte della donna. Il nostro impegno, intanto, ha consentito quest'anno, con l'approvazione del nuovo atto aziendale, l'attivazione della Breast unit come vera e propria struttura, quindi a luglio scorso l'approvazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale Codice rosa per le vittime di violenza. A queste iniziative si aggiungono quelle che ci consentiranno di avere apparecchiature all'avanguardia per la diagnostica dedicata alla Senologia".

Sul sito www.bollinirosa.it è possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivisi per regione, con l’elenco dei servizi valutati.

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In dieci mesi 101 casi di donne vittime di violenza, 46 di violenza di genere, 55 di violenza altrui. Queste ultime per il 44 per cento sono state vittime di violenza o aggressione in famiglia, 44 per cento per vari motivi o non dichiarati e 12 per cento sul lavoro. Sono questi i dati registrati dal Pronto soccorso dell’Aou di Sassari, da gennaio a ottobre, di quest’anno che danno il quadro di un fenomeno, la violenza di genere, che rappresenta un problema sociale complesso e diffuso. Numeri che sono stati esposti ieri sera, durante il convegno Codice Rosa: percorso di assistenza alle vittime di violenza. L'impegno dell'Aou di Sassari, organizzato dall’Aou di Sassari nell’aula magna dell’Università di Sassari nell’ambito dell’(H)Open week contro la violenza sulle donne, organizzato dalla Fondazione Onda.

Il quadro delineato sin da subito dagli esperti fa capire quanto il potenziamento dei servizi di supporto alle vittime e la sensibilizzazione continua siano fondamentali, per garantire una società equa e libera dalla violenza di genere. Un tema di forte attualità e che, ogni giorno, riporta sulle pagine di cronaca dei giornali atti di violenza, aggressione e femminicidi.

E l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari è partita proprio da qui, con la presentazione di un percorso assistenziale che, rispondendo alle linee guida nazionali, è stato approvato a luglio di quest’anno.

Un percorso, il Pdta elaborato dall’Aou di Sassari, Percorso Codice Rosa e per persone in condizioni di fragilità, vittime di violenza d'abuso, che rappresenta un vero e proprio strumento di aiuto, che ha l’obiettivo di garantire una tempestiva e adeguata presa in carico delle donne, e dei loro figli minori, a partire dal triage del Pronto soccorso. Uno strumento che le accompagni e le orienti, se consenzienti, ai servizi presenti sia all’interno della Aou sia sul territorio, per elaborare un progetto di assistenza multidisciplinare per la fuoriuscita dall'esperienza di violenza.

A moderare gli interventi che si sono succeduti in un'aula magna gremita, sono stati la professoressa Alessandra Nivoli e il dottor Fabrizio Demaria, referenti del Coordinamento codice rosa, previsto dall’Aou come figura trasversale della Clinica psichiatrica e la Psicologia ospedaliera, e che coinvolge un gruppo multidisciplinare di professionisti al servizio della vittima di violenza. e a illustrare la “genesi” del Pdta è stata Fulvia Ferrari (Qualità, accreditamento e gestione del rischio) che ha ricordato come il pronto soccorso sia la porta d’accesso di questo percorso. «È importante che vengano colti subito i segnali di questa violenza – ha detto la dottoressa Laura Piras, del Pronto soccorso generale, perché le possa essere attribuito subito un codice di priorità».

Un codice (quello rosa è virtuale), definito nel contesto dell'organizzazione del Pronto Soccorso, che attiva un percorso specifico che è fondamentale nell’impegno per contrastare la violenza di genere. Si attivano quindi subito i professionisti del Pdta, lo psicologo, lo psichiatra, il ginecologo, l’infettivologo, il medico legale e gli assistenti sociali

«Dobbiamo rispettare i tempi della vittima, in questo caso della donna che arriva nel nostro pronto soccorso ginecologico – ha detto Maria Carmela Fadda della Clinica di Ginecologia e ostetricia – dobbiamo rispettare i suoi silenzi, essere empatici nei suoi confronti». Un ruolo complesso quello svolto dai professionisti. «Il nostro diventa un intervento di riparazione del terremoto emotivo della vittima – ha detto la psicologa Stefania Casula – dobbiamo sostenerla, perché non corra il rischio di una sua ri-traumatizzazione».

Un percorso che deve essere allargato con l’inserimento di altri soggetti fragili, come i minori. «La nostra attività – ha detto Alessandra Carta, della Neuropsichiatria infantile – è volta alla prevenzione verso le categorie più a rischio. È importante intervenire con la prevenzione primaria, con una formazione che comprenda territorio, scuole, famiglie». Un’azione che consente di avvicinare i soggetti più a rischio alle cure degli specialisti: minori, minori con problemi di neuro-sviluppo.

Sugli aspetti legali, del percorso e sull’importanza del codice rosso finalizzato a rafforzare la tutela delle vittime di maltrattamento e violenza sessuale si sono soffermati la professoressa Claudia Trignano e il sostituto procuratore del Tribunale di Sassari Angelo Beccu.

E' stata invece la dottoressa Monica Fiori del Centro di vittimologia della Clinica psichiatrica a illustrare la presa in carico psichiatrica della vittima di violenza. Il professor Giordano Madeddu di Malattie infettive ha, invece, parlato del ruolo dell'infettivologo nei casi di violenza sessuale. Di consulenza psichiatrica in urgenza ha parlato anche la dottoressa Franceschina Piras dell'Spdc dell'Asl 1 Sassari.

La dottoressa Simona Serra del Servizio sociale della Direzione medica di presidio dell'Aou di Sassari ha spiegato il ruolo del servizio all'interno del percorso Codice rosa e dell'attività di raccordo con i servizi territoriali di tutela.

 A chiudere il convegno è stato un dibattito scientifico con i responsabili delle strutture aziendali che hanno partecipato alla stesura del Pdta e che sono le protagoniste dello stesso percorso. A discutere con il pubblico erano presenti, oltre ad Alessandra Nivoli (Clinica psichiatrica) e Fabrizio Demaria (Psicologia ospedaliera),  Roberto Foddanu (Qualità accreditamento e gestione del rischio) coordinatore del gruppo di lavoro che ha prodotto il documento aziendale, Paolo Pinna Parpaglia (Pronto soccorso e Obi), Stefano Sotgiu (Neuropsichiatria infantile), Giampiero Capobianco (Ginecologia e ostetricia), Claudia Trignano (Medicina Legale), Sergio Babudieri (Malattie infettive). Un dibattito partecipato con numerose domande da parte del pubblico e il racconto di una dottoressa della sua vicenda che l’ha vista vittima di stalking di un paziente psichiatrico. Al dibattito sono intervenuti anche il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Massimiliano Pricchiazzi e il comandante provinciale della Guardia di finanza Stefano Rebecchesu.

A portare i saluti istituzionali sono stati il professor Giampiero Capobianco per il rettore dell'Uniss, il sindaco di Sassari Nanni Campus, il professor Paolo Castiglia per la direzione strategica dell'Aou di Sassari, il direttore generale dell'Asl 1 Sassari Flavio Sensi, il dottor Gianni Caria procuratore generale del Tribunale di Sassari, il dottor Francesco Cattari per l'Ordine delle psicologhe e degli psicologi delle Sardegna e il dottor Nicola Addis presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Sassari.

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