Un Einstein Telescope in miniatura, il “papà” di Einstein Telescope. Così Massimo Carpinelli ha chiamato l’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Centro Virgo), che dirige, per mostrare l’esperimento e il centro di ricerca di Cascina alla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e al vicepresidente Giuseppe Meloni, in occasione dell’incontro “Da Virgo a Einstein Telescope. L’impatto delle grandi infrastrutture di ricerca sui territori e l’economia”.
All’incontro, dedicato al futuro della ricerca gravitazionale e alle sue ricadute economiche, hanno anche partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore all’Energia e all’Ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca, e il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Antonio Zoccoli.
Proprio Zoccoli ha spiegato perché Virgo può essere considerato il “papà” di ET. “Questo è uno dei tre luoghi dove sono state “viste” le onde gravitazionali nel mondo. Abbiamo dimostrato che siamo in grado di costruire un centro di ricerca per osservare quello che Einstein, cento anni fa, aveva previsto: le onde gravitazionali”.
Un’ambizione che oggi si rinnova con la sfida di ET, che amplifica le potenzialità di osservazione delle onde gravitazionali, il loro studio e le potenziali applicazioni. Gli investimenti per rafforzare il progetto e la candidatura della Sardegna per ET, la collaborazione nazionale e internazionale per realizzare il futuro osservatorio delle onde gravitazionali sono stati i temi al centro dell’intervento della presidente della Regione, Alessandra Todde.
“Einstein Telescope è per noi un progetto trasformativo, lo ribadisco”, ha dichiarato Todde, richiamando le parole di Zoccoli e Carpinelli e il ruolo decisivo dell’esperimento Virgo nello sviluppo della ricerca sulle onde gravitazionali. “ET è un progetto col quale riteniamo di poter far diventare anche la Sardegna un luogo leader nella ricerca e nell’innovazione, un esempio per Italia e Europa”.
La Presidente ha fatto il punto sul lavoro portato avanti dalla Regione negli ultimi due anni e mezzo per rafforzare la candidatura del sito di Sos Enattos, nel Nuorese. Un impegno che si sviluppa sul piano internazionale, attraverso le politiche regionali e con il coinvolgimento delle comunità locali.
Sul fronte delle alleanze internazionali, Todde ha ricordato l’accordo siglato con il Land della Sassonia per sostenere una candidatura congiunta basata sulla configurazione a doppia L, con l’osservatorio distribuito su due siti europei.
La Regione ha inoltre individuato 350 milioni di euro per la costruzione dell’opera e stanziato circa 70 milioni per gli interventi infrastrutturali e il rafforzamento del territorio. A queste misure si aggiunge il supporto amministrativo fornito all’INFN per l’iter autorizzativo del progetto.
“In Sardegna non partiamo da zero”, ha ricordato Todde, citando il patrimonio scientifico già presente nell’Isola, dal CRS4 al Sardinia Radio Telescope, dai laboratori ETICO di Monserrato alle strutture di INFN, INAF e INGV. A Sos Enattos sono già partiti i cantieri del centro di ricerca ET-SUnLab.
Un passaggio dell’intervento è stato dedicato alle ricadute sul territorio e alla necessità di preparare la Sardegna alle opportunità legate alla realizzazione dell’infrastruttura.
“Insieme a università, scienziati e sindaci, stiamo coinvolgendo capillarmente le comunità locali, sia in termini informativi che di preparazione alle innumerevoli opportunità che Einstein Telescope potrà portare nel territorio” ha concluso la presidente.
Un investimento riconosciuto dall’INFN e che Zoccoli ha ricordato. “È ora che dobbiamo costruire le competenze perché Einstein Telescope possa nascere tra dieci anni e costruire assieme la leadrship europea nella ricerca sulle onde gravitazionali”.

