Domenica, 21 Settembre 2025 17:56

Libertà, giovani, propaganda, diritti da difendere In evidenza

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Una veduta di Sanluri (di ringrazia  media. getty images) Una veduta di Sanluri (di ringrazia media. getty images)

Polemica in Medio Campidano sull’incontro della presidente Todde con le scuole: “Niente domande scomode, vanno concordate con lo staff”. Il consigliere regionale Alberto Urpi: “Se così fosse sarebbe grave, gli studenti sono la società civile di oggi e domani. Servono chiarimenti”. La precisazione di Villa Devoto

 Mario Frongia

La cronaca, sale di una sana quotidianità democratica. Con episodi che meritano chiarimenti. La sintesi è la seguente: nei giorni scorsi, un documento interno, concordato dalla presidenza della Giunta e il responsabile della comunicazione di Villa Devoto con i vertici delle scuole, dà la traccia all’incontro e alla gestione dei temi da affrontare con la presidente, Alessandra Todde, venerdì 3 ottobre. La governatrice, nel solco di una serie di visite e incontri con gli studenti, fa tappa a San Gavino dove la aspetteranno circa 140  allievi e allieve delle quinte dell’istituto Marconi-Lussu e del liceo Piga di Villacidro. Il documento trapela. Sardegna Chiama Sardegna va all’attacco: “Mette il bavaglio ai ragazzi, la scuola viene trasformata in palco per propaganda politica: un’iniziativa da boicottare”. Si intuisce che le domande devono essere concordate preventivamente con lo staff della presidente. “Se così fosse sarebbe molto grave. Gli studenti sono la società civile di oggi e del domani” rimarca Alberto Urpi, sindaco di Sanluri e consigliere regionale. Il primo cittadino ha da sempre a cuore orizzonti e contesti delle nuove generazioni. Futuro, sviluppo, socioeconomia ma anche qualità della convivenza democratica sono la piattaforma dell’onorevole Urpi. Il dibattito sale di tono.

Territorio e scuole da tutelare, impostazione da correggere. “Se le cose sono come denunciate, sarebbe un insulto per i giovani e le scuole del nostro territorio. La presidente Todde, anche in campagna elettorale, ha esaltato trasparenza e giustizia mentre adesso sembra voler evitare le domande degli studenti. Sono loro i rappresentanti della società civile di oggi e domani, aver paura dei loro quesiti, se confermato, sarebbe gravissimo”. L’onorevole Urpi mette i puntini sulle i. “C’è da chiedersi cosa ne pensano gli iscritti al Movimento 5 stelle, urlatori della mancata trasparenza. Governare significa sottoporsi a tutte le domande senza che queste siano filtrate dall’ufficio stampa della Regione. Come rappresentante del territorio spero arrivi quanto prima una smentita e un chiarimento” chiede il sindaco di Sanluri.

La risposta di Villa Devoto. Ufficio stampa e consulente alla comunicazione di Alessandra Todde hanno risposto con un lungo comunicato. “È falso parlare di domande concordate ed edulcorate. La presidente ha incontrato studenti a Ozieri, Ghilarza, Tortolì Oristano, Nuoro eccetera, e ha risposto a tutti i quesiti senza sottrarsi ad alcuna domanda. Negli incontri sono state trattate tutte le tematiche, dall’attualità politica, a trasporti, continuità territoriale, transizione energetica, sanità, territorio e caso decadenza. Ma anche percezione del proprio futuro in Sardegna, sul diritto allo studio e sui provvedimenti che incidono sulla loro vita e su quella delle loro famiglie”. E ancora. “L’invito (alle scuole, ndr) che viene dalla presidenza è teso a comunicare gli argomenti da trattare per poter dare risposte esaustive. L’accusa di concordare le domande mal di concilia con l’attitudine della presidente alla trasparenza e al confronto”.

Il primo step. L’associazione politica Sardegna Chiama Sardegna con i portavoce Danilo Lampis e Cristiana Cacciapaglia ha aperto il caso. L’associazione è in possesso di un documento interno della scuola. Lo scritto indica rigide indicazioni sui quesiti che dovranno essere posti alla Todde. In una scheda riassuntiva, è la denuncia, si legge che “gli studenti vanno preparati” per evitare brutte figure. Ma c’è scritto anche che su richiesta della presidente “no quesiti politici e strumentalizzazioni, no vicende giudiziarie”. Sarà “necessario puntare  su domande su temi che li riguardano o li preoccupano, possibilmente legati al territorio come lavoro e opportunità per i giovani, istruzione e formazione, fuga dei cervelli, energie rinnovabili, servizi per i giovani”. In ogni caso “le domande, una volta elaborate, andranno condivise con il responsabile della comunicazione della presidente”. Cacciapaglia e Lampis alzano il tiro: L’impostazione è inaccettabile. La scuola dovrebbe essere palestra di democrazia, non un palcoscenico di propaganda politica. Stabilire a priori quali domande si possono fare e quali no significa minare la libertà di pensiero degli studenti, svilendo il senso stesso dell’incontro. In questo modo si alimenta la distanza tra giovani e politica, quando invece bisognerebbe avvicinarli al dibattito pubblico e al senso della partecipazione. Molti studenti di quinta hanno già diritto di voto: trattarli come spettatori passivi e non come cittadini a pieno titolo è un grave errore politico ed educativo. Invitiamo studenti e docenti a riflettere e a non prestarsi a questo meccanismo. Se non verranno date garanzie di apertura e libertà nei quesiti, la scelta più coerente è boicottare l’iniziativa”.

Ultima modifica il Domenica, 21 Settembre 2025 21:57