Giovedì, 23 Aprile 2026 13:21

Monumenti Aperti trentesima edizione: il programma regionale In evidenza

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Dopo l’”anteprima” cagliaritana, segnata dal record storico di presenze con 120.156 visite registrate, entra nel vivo la trentesima edizione di Monumenti Aperti con un calendario di appuntamenti che coprirà l’Isola da nord a sud. Il programma regionale si concentrerà prevalentemente lungo il mese di maggio per poi riprendere in ottobre, soprattutto in quei comuni impegnati nelle elezioni amministrative di giugno. Sempre a maggio inizierà anche il programma nazionale, che però vedrà la massima partecipazione in autunno.

 

Sono 60 i comuni della Sardegna che parteciperanno all’ edizione 2026 di Monumenti Aperti, confermando ancora una volta la straordinaria capacità della manifestazione di coinvolgere l’intero territorio regionale in un grande racconto corale del patrimonio culturale.

Tra le novità si segnalano le new entry di Buddusò e Ulassai, che arricchiscono ulteriormente la rete dei centri partecipanti, accanto a importanti ritorni: Ales, Marrubiu, Monastir, Narcao, Nuoro, Sant’Anna Arresi, Teulada e Usini tornano infatti a far parte del circuito, contribuendo a rafforzare una presenza diffusa e capillare.

Complessivamente, in tutta l’isola saranno oltre 600 i monumenti visitabili, affiancati da più di 50 itinerari pensati per accompagnare il pubblico alla scoperta di luoghi, storie e identità locali. Un patrimonio reso accessibile grazie all’impegno di oltre 15.000 volontari, cuore pulsante della manifestazione, che con passione e competenza guideranno i visitatori in questo viaggio attraverso la storia e la cultura della Sardegna.

Tra i siti di maggiore rilievo spiccano l’area archeologica di Loelle a Buddusò, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo ad Ales, la Stazione dell’Arte a Ulassai, il santuario prenuragico di Monte d’Accoddi a Sassari, la Cattedrale di Santa Chiara a Iglesias, il Museo Salvatore Fancello a Dorgali e il Nuraghe Arresi a Sant’Anna Arresi: luoghi simbolo che raccontano epoche e identità diverse, dalla preistoria all’età contemporanea.

Accanto alle aperture dei monumenti, l’edizione si arricchisce anche di iniziative speciali, tra cui il progetto dedicato all’architettura rurale realizzato in collaborazione con la Regione Sardegna, che punta a valorizzare un patrimonio diffuso spesso meno conosciuto ma fondamentale per comprendere il paesaggio e la storia dell’isola.