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Rabbia Ranieri: "A Firenze la nostra gara più brutta"
Il tecnico amaro dopo la sconfitta del Franchi: "Devo al più presto trovare la quadra di questa squadra. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo parlare poco e lavorare di più. Radunovic? Non è sereno"
Rabbia e delusione si mischiano al realismo. Claudio Ranieri era vistosamente scuro in volto al termine della sconfitta del Franchi. Al di là del risultato con un 3-0 deciso da episodi, al tecnico non è piaciuto l'atteggiamento dei suoi: "Non abbiamo giocato come sappiamo, il primo gol è stata una mazzata, e dopo 20 minuti ci siamo ritrovati sotto 2-0 contro una squadra che tiene bene palla. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ma non siamo contenti. Forse è la nostra partita più brutta. L'unica ricetta che conosco è lavorare. I più giovani non sentono il peso della classifica e pensano a giocare, lo terrò a mente".
A Firenze altro errore decisivo di Boris Radunovic: "In questo momento non è sereno - ha ammesso il Sir -. Riparlerò col ragazzo e poi deciderò. In questi momenti in generale meno si parla e meglio è. Dobbiamo lavorare ancora di più perché quello che stiamo facendo non è sufficiente. La Fiorentina è forte ma nei vari frangenti dovevamo essere più furbi. Dobbiamo cambiare mentalità e capire di non voler retrocedere". L'assenza di Luvumbo si è fatta sentire, ma l'angolano dopo i crampi a fine gara nell'infrasettimanale col Milan, non era in gran forma: "Non stava molto bene, altrimenti l'avrei fatto giocare. Sentiva un po' di dolore questa mattina, quindi non l'ho rischiato. Vediamo per la prossima gara".
E la prossima gara sarà contro un'altra big, la Roma che seppur in difficoltà ha giocatori che possono risolvere il match in qualsiasi momento. Sarà una sfida particolare per il tecnico: "La Roma è nei miei ricordi di bambino, ma adesso devo pensare al Cagliari e a preparare al meglio la partita. In questo momento possiamo solo chiedere scusa ai nostri tifosi perché non abbiamo fatto la partita che dovevamo. Devo al più presto trovare la quadra di questa squadra. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo parlare poco e lavorare di più. La prossima sarà un'altra partita dura e difficile. Il fatto di aver preso il gol nemmeno dopo 3 minuti ha complicato le cose - ha detto il tecnico a Dazn - perché la Fiorentina non ci dava punti di riferimento ed il 2-0 l'ha messa ancor di più in salita. Non ci arrendiamo, abbiamo fatto delle buone gare e abbiamo perso - ha chiosato Ranieri -. Oggi non siamo stati noi, giusto aver perso".
Cagliari, sprofondo viola
Fiorentina, 3-0 che fa male
Il Cagliari affonda al Franchi, i viola dominano e controllano. Lo sfogo pre gara di Ranieri si è infranto sull'Arno. E domenica arriva la Roma
Mario Frongia
Firenze. Tre minuti dal fischio d'avvio di Di Bello (sì, l'arbitro del rigore non dato al Bologna contro la Juve, riparte dal Franchi dopo essere stato in castigo) e arriva il primo schiaffo: sponda aerea di Milenkovic, Radunovic esce male, Nico Gonzalez porta avanti la Fiorentina. Il Cagliari? Annichilito. Il portiere serbo pure ma gli errori sono ormai troppi. Eppure, neanche sei minuti e Nandez potrebbe rimetterla a posto, dribbling su Terracciano, piattone destro a porta vuota che Duncan (ex rossoblù lasciato andare troppo in fretta dal patron) salva in corner. Poi, c'è un solo film, regia di Vincenzo Italiano. L'autorete di Dossena arriva dall'ennesima puntata devastante di Koyade. Il 2-0 è frutto di un dominio viola sulle seconde palle, di una mediana con Makoumbou e Deiola che soffrono e non trovano misura e tempi di gioco. Petagna e Shomurodov? Generosi ma innocui. La reazione dei ragazzi di Claudio Ranieri è blanda e imprecisa. Di certo, lontana dal manifesto del tecnico alla vigilia. "Il gruppo sa soffrire, lotta e non molla. Altrimenti, me ne sarei già andato". Poi, l'uzbeko ci prova, a lato. Poco per impensierire i toscani che con Bonaventura, Arthur e Gonzalez - che paiono Xavi, Busquets e Iniesta! - dettano legge. Il Cagliari balla. Ranieri, braccia in conserta, è impassibile. A tratti, urla su Zappa e Dossena. Male. Così come Nandez che perde palla, Gonzalez entra in area e crolla spintonato da Wieteska. Di Bello fa giocare.
In avvio, motivazioni e realtà. I padroni di casa, con 11 punti, reduci dal pareggio a Frosinone, a caccia del terzo posto. Dettaglio: la scorsa stagione i viola hanno chiuso sconfitti in finale di Conference league dal West Ham. Il Cagliari, neopromosso in A, ultimo con 2 punti e 2 gol, alla ricerca di una boccata di ossigeno. Il posticipo della settima giornata mette di fronte due formazioni agli antipodi. Ranieri dà la fascia dal 1' a Deiola, Sulemana tira il fiato, ma la scelta non convince. Dietro Zappa, Dossena Hatzidiakos e Augello a guardia del riconfermato, e incerto, Radunovic. L'annunciato duo Petagna-Shomurodov è chiamato a sbloccarsi: Luvumbo è affaticato. Le scelte non premiano il tecnico. E neanche gli applausi dei trentamila del Franchi, da indimenticato allenatore che ha riportato trofei a Firenze dopo ventuno anni, possono averlo rincuorato. La realtà è questa: i rossoblù idem. Piuttosto, che Prati e Oristanio non siano nei primi undici scomoda varie suggestioni. Ma va così. anzi, anche peggio: ultras fiorentini i sardi si sono scontrati prima della gara. Danni ingenti, un agente ferito.
Piglio meno peggio, ma non basta. Il Cagliari riparte con Prati, Oristanio e una girata di testa di poco alta di Dossena su corner di Augello. Anche per Ranieri c'è un limite, fuori Deiola e Shomurodov, impalpabili. L'assetto cambia in avanti con un 3-1-1. Anche se la Fiorentina rimane in controllo, qualcosa di buono si intravede. Ma non basta per impensierire Terracciano. La linea alta e il pressing più continuo sul giro palla dei gigliati pare arginare il senso unico della gara. Arriva una traversa di Petagna, in fuorigioco. Italiano, in vista delle coppe, dà il via ai cambi. La musica non si inverte. La Fiesole canta e sostiene i suoi, il presidente Comisso, in tribuna, si gode il vantaggio. Il Cagliari riparte con sventagliate da dietro, quasi sempre imprecise. Alla mezzora Pavoletti subentra a Petagna. In campo anche Obert e Di Pardo per Hatzidiakos e Zappa. In campo avverso ecco Nzola, molto vicino ai colori rossoblù in fase di mercato. Ma il secondo tempo rimane meno bello e più noioso del primo. La Fiorentina mette a segno 13 tiri contro 6 e il 62 per cento di possesso palla. La chiude Nzola. Un 3-0 che fa molto male. E domenica c'è la Roma di Mourinho alla Domus.
Parola di presidente. La richiesta alla Regione dei 50 milioni di euro per lo stadio assieme ai Giganti di Monte e Prama agli Uffizi. Nulla per caso e come sempre con secondi fini. Tommaso Giulini ha parlato a Firenze nel pre gara. Senza contradditorio, meglio evitare domande scomode. Per dire, Ranieri avrebbe gradito una punta da doppia cifra, come chiesto a luglio. Niet. E la squadra annaspa.
Fiorentina-Cagliari, la vignetta di Frédéric Art
Cagliari ospite della Fiorentina nel monday night della settima giornata di serie A. I rossoblù, in cerca dei primi tre punti stagionali, affrontano una della squadre più in forma di questa prima parte di stagione. Noi di vivilasardegna la "giochiamo" con la splendida vignetta di Frédéric Art.
Fiducia a tempo per Radunovic, Ranieri prepara Scuffet
Incertezza tra i pali al Franchi contro la Fioretina. Ranieri potrebbe dare un'ultima chance al serbo o far esordire l'ex Udinese
"Radunovic ha commesso un altro errore. Parlerò col ragazzo, vedremo. Abbiamo un secondo all'altezza". Le parole di Claudio Ranieri, a caldo, nella pancia dell'Unipol Domus poco dopo la sconfitta col Milan, suonano come una sentenza. In campo (forse) è arrivato il tempo di Simone Scuffet. E' probabile che il tecnico dia un'altra chance a Boris Radunovic, magari già contro la Fiorentina al Franchi, ma al prossimo errore il serbo lascerà spazio all'ex Udinese.
Due errori pesanti
Due gli errori gravi in queste prime sei giornate di campionato. Il primo al Dall'Ara di Bologna che di fatto è costato la sconfitta ai sardi, il secondo nell'infrasettimanale col Milan in occasione dell'1-1 rossonero che ha dato il là alla rimonta ospite. In entrambe le occasioni la palla è scappata via dai guantoni del portiere serbo dopo la presa. Anche con l'Udinese, nel match pareggiato in casa 0-0, in un'uscita effettuata nel secondo tempo, l'Unipol Domus per un attimo ha trattenuto il fiato col serbo a far rimbalzare la palla a terra dopo una presa aerea con Lucca in agguato.
Il tempo della riconoscenza è finito
Non è più tempo di riconoscenza e Ranieri ne sa qualcosa. Anche lui venne esonerato dal Leicester l'anno dopo aver vinto la Premier League. Non è più una questione di cuore col Cagliari ultimo in classifica e ancora a secco di vittorie dopo sei giornate, con Fiorentina e Roma alla finestra. Purtroppo per Radunovic il tempo è tiranno e, seppur la passata stagione il suo apporto alla risalita dalla B alla A è stato fondamentale, oggi il Cagliari non può più aspettare, Ranieri non può più aspettare. L'aveva vista lunga già questa estate il tecnico di Testaccio quando aveva chiesto alla società un portiere d'esperienza da affiancare a Radunovic, proprio per questa evenienza. Ora il campo dirà se sarà il tempo di Boris o quello di Simone.
Ranieri: "Il rigore su Luvumbo? Mi fido degli arbitri"
"Il rigore su Luvumbo? Mi fido degli arbitri"
Claudio Ranieri sostiene i suoi: "Il Milan? Ci hanno condannato i campioni, ma non molleremo di un centimetro!"
Mario Frongia
"Sono soddisfatto dei ragazzi, abbiamo fatto la nostra partita. Non dobbiamo mollare di un centimetro, dobbiamo salvarci. Altrimenti finisce come due anni fa, non si è salvato né Romolo né Remo". Claudio Ranieri la prende larga. Il Milan che passa alla Domus 3-1 è una squadra "che anche se fai tutto bene, il campione inventa e ti punisce. Sì, nel calcio d'angolo da cui è nato il 2-1, siamo stati disattenti: si vedeva che avevano attirato un nostro uomo per giocare la palla dietro". Bastone e carota, come sempre. Ma guai a far trapelare sentimenti di resa. Anzi, Sir Claudio alza la voce: "Perderemo a Firenze e con la ROma in casa, pazienza. ma non dobbiamo cedere. In questi casi si ha di fronte un bivio: da una parte ti dici che tanto va tutto male e sbraghi. Oppure, tiri fuori i denti e tutte le energie e combatti fino alla fine".
Modulo e dintorni. "Ai ragazzi non posso rimproverare nulla, l'avevamo preparata così: sono i primi nella gestione della palla nella loro metà campo. Abbiamo deciso di aspettarla e le cose sono andate per il verso giusto". L'allenatore del Cagliari riflette. "A tre e poi a cinque? Sono soddisfatto a metà ma non potevamo dare loro campo, specie nel secondo tempo. Gli errori dietro? Sì, c'è stata qualche sbavatura ma i grandi giocatori ti mettono nelle condizioni di sbagliare e se lo fai non ti perdonano". Sui singoli, poche storie: "Tra gli attaccanti l'unico al top è Luvumbo, gli altri sono ancora dietro come condizione. Per Shomurodov non è stato facile entrare ma ha cambiato passo. Oristanio? Ha fatto molto bene con il Torino poi con l'Inter, forse per l'emozione di avere di fronte la sua ex squadra, è andato in difficoltà. Ma dal rientro dalla nazionale l'ho ritrovato: sa giocare a calcio, appena posso lo butto dentro". Infine, il tema chiave per la tifoserie: il portiere. "Radunovic ha commesso un errore, l'ho visto. Gli parlerò. Abbiamo anche un buon secondo, vedremo". Insomma, il serbo a Firenze potrebbe rifiatare in panca.
Il maestro e l'allievo. Claudio Ranieri ha allenato Stefano Pioli alla Fiorentina. Un secolo fa. Ma l'abbraccio tra i due, sincero e affettuoso, non è passato inosservato. La bellezza dello sport, degli uomini veri, lontano da insulti e provocazioni. Un'altra lezione per le curve e gli ultras. Che poi l'imparino è un'altra storia. Ed è dal maestro che in sala stampa passa un altro messaggio: "Ho bravi giocatori e grandi uomini. Abbiamo visto che l'Empoli ha vinto e ci ha superato. Siamo ultimi in classifica ma la cosa non ci preoccupa". Insomma, troppo Milan ma Cagliari che il tecnico difende e sostiene. Con classe e passione. D'altronde, viene impossibile che possa dire e fare altrimenti. Ma non è tutto. Ci si chiede del fallo di Tomori su Luvumbo. "Al Var c'era Irrati, il numero uno al mondo. Mi fido di loro. Ci hanno detto fin da agosto che rigorini non ne verranno concessi".
Luvumbo illude il Cagliari, poi il Milan la ribalta e vince
Okafor, Tomori e Luftus-Cheek ribaltano il vantaggio iniziale dell'angolano. Finisce 1-3 alla Domus, rossoblù ultimi in classifica
Il Milan passa in rimonta all’Unipol Domus per 3-1 nella sesta giornata della serie A. Seconda sconfitta di fila, la quarta in questa stagione, per il Cagliari di Ranieri che a tratti ha giocato alla pari con i rossoneri. Le solite disattenzioni difensive, soprattutto nel primo tempo, costringono la squadra di Ranieri ad alzare bandiera bianca contro un avversario obiettivamente più forte. Buona la prova di Hatzidiakos, capace di neutralizzare Leao nella ripresa e di Luvumbo, vera spina nel fianco della difesa rossonera. Ancora insufficiente Augello, non perfetto Radunovic in occasione del pareggio ospite. In ripresa Petagna, ma l’assenza di Lapadula inizia a farsi sentire. Da questa sera i rossoblù sono ultimi in classifica.
Illusione Luvumbo
Primo tempo in chiaro scuro per i rossoblù col secondo gol di Luvumbo in questo campionato e due disattenzioni difensive che costano la rimonta rossonera. Il Milan di Pioli parte come da pronostico, possesso e giro palla cercando di sfondare le linee avversarie. I rossoblù reggono l'urto, difendono con attenzione e bloccano Theo Hernandez, l'uomo più pericoloso del Milan viste le assenze di Leao e Giroud, inizialmente in panchina. Augello soffre a destra la rapidità di Chukwueze, ma è dalle parti di Luvumbo che i rossoblù sono più pericolosi. L'angolano prova più volte a saltare Tomori, chiede anche un calcio di rigore e quando alla mezz'ora Nandez sfonda in area e gli consegna un pallone d'oro non ci pensa due volte, sinistro di potenza sul primo palo dove Sportiello non può nulla. La reazione del Milan è lenta, ma arriva nel finale di tempo prima con Okafor che approfitta di un'uscita non eccellente di Radunovic per infilare a porta vuota, poi con Tomori che in mischia, sugli sviluppi di un corner, completa la rimonta.
Sigillo Luftus-Cheek
Nella ripresa è del Cagliari la prima palla gol con Luvumbo che raccoglie una sponda in area di Petagna e a botta sicura trova la provvideziale deviazione in angolo di Adli. Al 60', però, il Milan cala il tris con un destro da fuori di Luftus-Cheek che non lascia scampo a Radunovic. E' ancora Luvumbo l'uomo più pericoloso dei padroni di casa con una conclusione dal limite smorzata da Tomori e parata centralmente da Sportiello. L'estremo rossonero è protagonista nel finale con una bella parata su una conclusione da dentro l'area di Oristanio. Sull'azione rimane a terra Luvumbo, solo crampi per lui nel silenzio generale della Domus che temeva il peggio. Ora nemmeno il tempo di smaltire il secondo ko di fila che i rossoblù dovranno preparare la difficile trasferta di Firenze.
CAGLIARI-MILAN 1-3 (1-2)
CAGLIARI (3-5-2): Radunovic; Wieteska (46’ Oristanio), Dossena, Hatzidiakos; Zappa (81’ Di Pardo), Nandez, Makoumbou (84’ Deiola), Sulemana (67’ Viola), Augello; Petagna (67’ Shomurodov), Luvumbo. All. Ranieri.
MILAN (4-3-3): Sportiello; Florenzi, Thiaw, Tomori, Theo (84’ Bartesaghi); Loftus-Cheek, Adli (58’ Pobega), Reijnders (58’ Musah); Chukwueze (69’ Leao), Okafor, Pulisic (69’ Romero). All. Pioli.
ARBITRO: La Penna
MARCATORI: 29’ Luvumbo, 41’ Okafor, 45’ Tomori, 60’ Luftus-Cheek
NOTE - Ammoniti: Wieteska, Zappa, Oristanio, Luftus-Cheek. Recupero: 2’, 5’. Spettatori: 16.348.
Cagliari-Milan, la vignetta di Frédéric Art
All'Unipol Domus arriva il Milan di Stefano Pioli. Alle 18:30 il Diavolo sfida i quattro mori per i tre punti. Ecco come l'ha "giocata" il nostro artista sardo Frédéric Art.
Un solo gol in cinque giornate, col Milan serve la scossa
A poche ore dalla sfida col Milan, le statistiche offensive dei rossoblù sono impietose. Bisogna subito invertire la rotta per rialzare il morale dell'ambiente
Un solo gol nelle prime cinque giornate, peggior squadra della serie A per tiri in porta, solo 6 in oltre 450'. Persino l'Empoli, ultimo con lo zero nella casella punti, ha fatto meglio. E il calendario, da qui a metà ottobre, vede altre sfide proibitive: dopo il Milan toccherà a Fiorentina e Roma.
Attacco in difficoltà
Non proprio un buon inizio quello del Cagliari con qualche tifoso che sui social inizia già a perdere fiducia in Claudio Ranieri, dimenticando che meno di un anno fa ha preso una squadra allo sbando trascinandola dal +3 dalla zona retrocessione alla serie A. I tifosi, si sa, si lasciano trasportare del momento. Dall'entusiasmo se le cose vanno bene, dal pessimismo se le cose, al contrario, vanno male. I numeri, però, purtroppo non mentono. Le difficoltà dell'attacco rossoblù in questa stagione sono davanti agli occhi di tutti e non è il solo dato preoccupante. La percentuale media di possesso palla è del 37.9%. In tutto il torneo solo il Genoa ha fatto peggio (34.8%). Nella fase di gestione Pavoletti e compagni hanno la terza peggior percentuale di precisione nei passaggi, 76.1%, davanti solo a Genoa (74.2%) e Verona (75.6%). Non solo: anche la media di passaggi effettuati non è esaltante, appena 2,55 che vale la bandiera nera della serie A.
Zito il più pericoloso
Luvumbo fin qui si è dimostrato l'uomo più pericoloso. Suo l'unico gol, ma è anche l'unico che prova a saltare l'uomo, ben 20 i dribbling tentati, un quarto di quelli totali della squadra (20/80). L'angolano è anche il primo dei rossoblù per falli subiti (10). In fase di recupero, invece, spiccano Dossena e Makoumbou rispettivamente con 42 e 39 palloni recuperati. Il difensore è anche il secondo miglior giocatore della serie A ad aver respinto più azioni avversarie, ben 29. Meglio di lui ha fatto solo Radu Dragusin del Genoa con 31.
Atalanta-Cagliari, Ranieri cerca l'impresa
E' il giorno di Atalanta-Cagliari, alle 15:00 al Gewiss Stadium. Il tecnico deve fare i conti con gli assenti
E' un Cagliari in piena emergenza quello che si presenta a Bergamo per la quinta giornata di serie A. Oltre allo squalificato Wieteska e agli infortunati di lungo corso, Ranieri deve rinunciare a Pavoletti, Di Pardo e Jankto, non convocati per la trasferta lombarda. Il tecnico, però, ritrova Petagna.
Trasferta insidiosa
Non sarà semplice contro un'Atalanta che in casa fin qui ha fatto bottino pieno conquistando gli unici punti in classifica. La squadra di Gasperini non è ancora la macchina perfetta degli ultimi anni, i neo-acquisti devono ancora entrare a pieno nei meccanismi del tecnico, ma è pur sempre una formazione che da diverse stagioni naviga serenamente nei piani alti della classifica. Al Cagliari serve una gara di qualità, sacrificio e personalità. La stessa vista contro l'Udinese nell'ultima giornata, consapevole del fatto che una sconfitta, contro l'Atalanta, non è la fine del mondo.
Pochi calcoli
Certo, la classifica non permette questi ragionamenti. Due punti nelle prime quattro giornate, con Atalanta, Milan, Fiorentina e Roma a seguire, non possono far fare sogni tranquilli in chiave salvezza, ma Ranieri tutto ciò l'ha messo in conto. Un rodaggio iniziale per una neo-promossa con tanti esordienti nel massimo campionato è naturale, a tratti salutare. E non ci stupirebbe se sul calendario il mister di Testaccio avesse segnato di rosso il 22 ottobre, giorno della trasferta di Salerno contro quella Salernitana che due stagioni fa restò in A al posto del Cagliari. Che sia quello l'inizio di stagione del nuovo Cagliari di Sir Claudio? Questo lo dirà solo il campo, sperando che da qui al quel 22 ottobre la classifica rossoblù possa vantare qualche punto in più.
Nandez e Sulemana titolari
Intanto per ora c'è l'Atalanta, a Bergamo, e come sempre Ranieri adatterà la sua squadra a quelle che sono le caratteristiche dell'avversario. Difesa a tre confermata con Hatzidiakos, Dossena e Obert davanti a Radunovic. In mezzo al campo tornano Nandez e Sulemana dal 1' al fianco di Makoumbou, con Zappa e Augello sulle fasce. Davanti gli unici dubbi del tecnico con Petagna e Oristanio in ballottaggio per far coppia con Luvumbo.
PROBABILI FORMAZIONI
ATALANTA (3-4-1-2): Musso, Toloi, Scalvini, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Ruggeri; Koopmeiners; De Ketelaere, Lookman. All. Gasperini.
CAGLIARI (3-5-2): Radunovic; Hatzidiakos, Dossena, Obert; Prati, Makoumbou, Sulemana, Augello, Nandez; Petagna, Luvumbo. All. Ranieri.
Atalanta-Cagliari, le indicazioni di Sir Claudio
Cagliari, a Bergamo per combattere
Claudio Ranieri lancia i suoi. “Con l’Atalanta da anni non è mai facile per nessuno. Chi gli leverei? Gasperini”
Mario Frongia
Il Cagliari che in otto giorni va a Bergamo dall’Atalanta, riceve il Milan mercoledì alla Domus nell’infrasettimanale e vola a Firenze per il posticipo di lunedì 2 ottobre, ha di fronte una serie di montagne da scalare. Differenti per qualità tattica, condizioni psicofisiche e ambientali. Per Claudio Ranieri l’incipit è obbligato. “In corpo abbiamo tanto. Certo, il dispendio di energia è molto alto, valuterò per ciascuna partita, parlando con i giocatori. Sono validi anche perché mi dicono quando hanno dato tutto. Ho dei ragazzi responsabili e questo mi tranquillizza”. Il tecnico pesa parole e concetti. Dopo quattro gare, i due punti e un gol all’attivo le cautele sono obbligate. Il cuore della tifoseria va sollecitato. Ma senza esagerare, il campo è arbitro crudele. La serie A, dunque. “Non siamo ancora al 100 per cento con gli attaccanti, questo è un motivo importante. Il campionato? La A è cambiata. Tutti giocano per vincere, in tanti partono da dietro. Per fortuna che l’Atalanta gioca diretta come piace a me. Ci sono varie filosofie e questo è un bene per il calcio italiano, per gli allenatori e per i giocatori. Diverse squadre giocano in maniera simile, il Torino, il Verona dove c’è la traccia di Juric e Tudor. Ci sono formazioni figlie di Gasperini”. La battuta, accompagnata da un sorriso, arriva perfetta: “Chi toglierei all’Atalanta? Gasperini. Ho rivisto una splendida Atalanta, è un rullo compressore. Il tecnico sta facendo stagione meravigliose, gli faccio i complimenti”. In conferenza, sul test di domenica alle 15, Ranieri la prende larga. “L’idea è quella di giocare sapendo la forza dell’avversario, dobbiamo fare una partita perfetta per venire fuori da quello stadio con punti. Il modulo? Dietro posso giocare a tre o a quattro. Non è che il sistema non mi affascina, è che perdo un uomo a centrocampo. E sapete che non sono appassionato di sistema di gioco. Mi adatto a quello che vedo nella partita”.
Dalla difesa all’1-1 con l’Udinese. “Se ripenso al fallo di Wieteska che gli è costato il doppio giallo, dico che quando si spende un cartellino così, va bene. Alcune volte ci sono situazioni in cui viene tollerato o meno, e in quella non si poteva. È stato giusto così”. Sir Claudio, flemma e competenza. Un cuoco stellato, abile a predicare lavoro e pazienza. E a mettere in tavola quel gli hanno dato dalla fureria. Quindi, i singoli. Con una mezza buona notizia: “Recupero Petagna, si è allenato con noi anche se parzialmente. Ma non avrò Mancosu che sta cercando di ritrovare la condizione”. Un Cagliari ancora incompleto. Con i primi undici da amalgamare per un test ad alzo zero. E non solo per via della sconfitta rimediata dall’Atalanta a Firenze con i viola, vittoriosi 3-2.
Sui singoli. Sir Claudio indica la rotta. Ma tiene tutti o quasi in sospeso “Prati in campo a Bergamo? Con l’Udinese ha fatto bene ma aspettiamo. Devo fare la riflessione sulla mia squadra e su quella avversaria. Cercherò di mettere i giocatori idonei a quel rullo compressore”. Il messaggio è nitido. Esperienza e chili cercasi. In attacco il flash è poco incoraggiante. “Lapadula? Spero per fine ottobre di averlo a disposizione. Ha una grande determinazione nel recuperare il prima possibile. Su Luvumbo, dico sempre che è tutto merito dei giocatori. Ha delle potenzialità, è nel suo ambiente, c’è tutto di lui in quello che si vede in campo”. Dal fronte offensivo alla trincea. “Hatzidiakos è un ragazzo molto attento, piano piano capirà ancora di più il campionato italiano e ne sono sicuro perché è un ragazzo molto intelligente”. Nella tonnara di mezzo considerazioni che ricalcano un percorso preciso: “Deiola ha avuto gamba negli inserimenti ma non ha fatto gol. Makoumbou è il solito macinatore di palloni”. La sensazione? Pur con le pregiate e note doti da alchimista, l’allenatore rossoblù sta cercando una quadra. Ma stenta a trovarla in un roster che pare avere tante caratteristiche ma poche certezze. Tecnica ed esperienza bastano sino a un certo punto. Altrimenti Viola sarebbe in campo dal 1’. Adesso occorre passo, mestiere, attitudine ai ritmi della A, quel genere di spirito di sacrificio che aiuta a superare i momenti più duri. Insomma, benvenuti in uno dei cinque campionati più feroci al mondo. A Bergamo, modulo o meno, servirà un Cagliari perfetto.

