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Domenica, 17 Settembre 2023 17:26

Un punto che lascia l'amaro in bocca

Ranieri: “La strada è quella giusta”

Sir Claudio promuove i suoi per il pari con l’Udinese. Ma la classifica è deficitaria. E adesso si gioca con Atalanta e Fiorentina, fuori, Milan e Roma in casa  

Mario Frongia

Il palo di Luvumbo, le occasioni, specie la prima, di Deiola. Poi, c’è la parata miracolosa di Radunovic su Lucca. E lo 0-0 rimane una delle cose più giuste dei quasi cento minuti di partita con 32 gradi e un’umidità da foresta pluviale. Con l'Udinese che nel secondo tempo ha fatto capire che il pari andava portato a casa. Claudio Ranieri nel dopo gara potrebbe cavarsela senza parecchi problemi. Ma l’uomo è onesto, l’allenatore pure. “Se avessimo vinto 2 o 3-0 nessuno avrebbe detto nulla” è la sintesi di una pagella positiva. Senza per questo trascurare gli aspetti meno esaltanti. Cagliari-Udinese muove la classifica ma le sensazioni della tifoseria non sono di gioia. Troppo poche le quattro gare, e i 2 punti, per valutare i dieci innesti. Troppe le partite difficili in arrivo, Atalanta e Fiorentina fuori, Milan e Roma alla Domus. “Il risultato logicamente non mi piace ma mi soddisfa la prestazione. Avevo chiesto determinazione e voglia, l'ho avuta. Questa è la strada giusta”. L’allenatore di Testaccio incoraggia i nuovi, specie gli esordienti: “Prati ha fatto una grande partita, quasi da veterano. Sa cosa voglio, mi è piaciuto. Bene anche i nuovi dietro (Wieteska, doppio giallo, Doveri l’ha espulso, salterà l’Atalanta, e Hatzīdiakos, ndr) tenuto conto che sono con noi da poco e non parlano neppure la stessa lingua. Sono intelligenti, c’è da lavorare ma siamo sulla strada  giusta. In generale, possiamo perdere ma non dobbiamo uscire sconfitti dal campo”.

Dalle individualità alle scelte. Pochi cenni per Zappa e Makoumbou, fondamentale recupera palloni, ma di nuovo lezioso e poco efficace nel giocare in avanti. Sir Claudio rimane sui singoli. “Shomurodov ha fatto bene, io e il direttore gli abbiamo detto che al Cagliari si deve lottare e dare tutto in campo. Su Radunovic sapete che ci ho parlato. Gli ho detto che ha la mia fiducia. Tutti i grandi portieri hanno almeno un errore l’anno. Lui si è buttato alle spalle Bologna, conta questo. L’anno scorso ci ha portato in A e oggi ha salvato il risultato e noi abbiamo sprecato troppo in attacco”. Dal portiere serbo al modulo. “Il 3-5-2 mi è servito per bloccare le loro punte e i loro esterni. Li ho visti giocare, volevo evitare che con le giocate cambiassero lato di campo. Deiola in marcatura ha fatto un gran lavoro, peccato non abbia segnato. In generale, i ragazzi si sono mossi così come l’avevamo studiata. Da sempre cerco di togliere certezze agli avversari, penso alla formazione più adatta fino alla sera della vigilia. E sarà così anche per l’Atalanta”. Sui primi undici, poche storie: “I nazionali? No, ho scelto in base agli allenamenti. Prati era in Nazionale, ma andava a mille e mi sono detto che non poteva stare fuori”.

Condizioni meteo, criticità, calendario. “Il caldo? I ragazzi erano esausti, l’umidità ci ha prosciugato. Intanto mi tengo la buona prova dei miei”. Claudio Ranieri ripassa dagli angoli bui del pareggio. “Un palo, tante occasioni, magari in futuro vinceremo non meritando, con un autogol. Il calcio è questo, dobbiamo saper lottare. Ripeto, serve tempo. Ad esempio? Occorre più precisione nei movimenti tattici”. Si passa ai prossimi impegni. “Il calendario? Non mi spaventa, sappiamo che ci saranno momenti complicati. Affronteremo grandi squadre come Atalanta, Milan, Fiorentina e Roma. Ma - dice sir Claudio - le affronteremo una alla volta, concentrandoci e preparandole gara dopo gara. È un poker di sfide complesse, poi tireremo le somme”

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0-0 alla Domus tra i rossoblù e i friulani. Tante occasioni non sfruttate dagli uomini di Ranieri, palo di Luvumbo poi l'estremo serbo evita la beffa

 

Finisce 0-0 la sfida dell'Unipol Domus tra Cagliari e Udinese e valida per la quarta giornata di serie A. Un match combattuto e condizionato dal caldo. Non poteva finire, però, altrimenti tra due delle squadre col peggior attacco del massimo campionato, un gol per parte in quattro turni.

 

Luvumbo a metà, diga Dossena

Rispetto alla formazione friulana, però, quella di Ranieri ci ha provato a più riprese senza trovare la via del gol. Deiola è quello che si è presentato più volte davanti alla porta di Silvestri dimostrandosi impreciso e sfortunato, ma è stato l'unico dei centrocampisti ad inserirsi con costanza nell'area avversaria, almeno fino all'ingresso di Nandez. Luvumbo, benissimo nel primo tempo dove ha anche colpito il palo, si è spento nella ripresa col passare dei minuti. Shomurodov ha dato segnali di ripresa. Bene Prati (all'esordio in A), Dossena e Wieteska. Monumentale come sempre Makoumbou, anche se la poca propensione alla fase offensiva del francese a volte rallenta il gioco in ripartenza. Unica nota stonata la prestazione di Augello, troppo incostante per la sufficienza.

 

Deiola senza gloria

Ma veniamo alla partita. Partenza a razzo dell'Udinese che va vicina al vantaggio con Thauvin, lanciato da Lucca. Bravo Wieteska a chiudere in angolo il francese. La risposta del Cagliari è immediata e arriva con un colpo di testa di Deiola su cross laterale di Zappa che sfiora il palo alla destra di Silvestri. In una gara col caldo a farla da padrone, bisogna aspettare oltre il 40' per rivedere un'occasione da gol ed è ancora rossoblù, con Luvumbo che colpisce il palo dal limite. Nel finale di gara doppia occasione per i padroni di casa, prima con Dossena su calcio d'angolo, poi con Deiola, ma entrambi i colpi di testa terminano alti sopra la traversa.

 

Radunovic salva su Lucca

In avvio di ripresa è ancora Deiola ad avere sulla propria testa la palla del possibile vantaggio, ma l'incornata del numero 14 termina a lato. Al 68' altra palla gol per il numero 14 rossoblù che, lanciato a tu per tu con Silvestri, sfiora il palo più lontano da posizione defilata. Dieci minuti più tardi c'è gloria anche per Radunovic che riscatta l'errore di Bologna. Hatzidiakos perde Lucca in area, l'ex Ajax tenta il tap-in da pochi passi trovando l'ottima risposta dell'estremo serbo. Nel finale il caldo inizia a farsi sentire con l'Udinese più abile nell'addormentare la partita. Il Cagliari ci prova da fuori con Azzi senza troppa fortuna. In pieno recupero, con la squadra votata all'attacco, Wieteska si immola per evitare problemi con Lucca. Già ammonito, viene espulso. Un punto che va stretto, ma che serve a muovere la classifica. Ora quattro gare infernali: Atalanta, Milan, Fiorentina e Roma nell’ordine.

 

CAGLIARI-UDINESE 0-0

CAGLIARI - Radunovic; Wieteska, Dossena, Hatzidiakos (80' Obert); Zappa (80' Nandez), Deiola, Prati (80' Di Pardo), Makoumbou, Augello (66' Azzi); Pavoletti (60' Shomurodov), Luvumbo.

UDINESE - Silvestri; Perez, Bijol, Kabasele (37' Ebosse; 46' Guessand); Ebosele (72' Ferreira), Samardzic, Walace, Lovric (72' Payero), Kamara; Thauvin (82' Pereyra), Lucca. 

ARBITRO: Doveri di Roma.

NOTE: Recupero: 5', 6'. Ammoniti: Wieteska (C), Thauvin (U). Espulso: Wieteska (C). Spettatori: 15.121.

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Venerdì, 15 Settembre 2023 13:54

Cagliari-Udinese, match da non sbagliare

Cagliari, devi svegliarti!

Domenica arriva l’Udinese e Claudio Ranieri alza la posta: “Dobbiamo dare il massimo. Il mercato? Non mi hanno dato Mbappé ma chi è arrivato ha avuto il mio ok”. Il tecnico si gode la cittadinanza onoraria

Mario Frongia

“Il mercato? Chi è arrivato ha avuto il mio via libera. Certo, non mi hanno dato Mbappé”. Claudio Ranieri è sereno. Fa la battuta, sorride. Ma la testa va all’Udinese - domenica alle 12.30 alla Domus – e a una classifica da rattoppare: “L’ultima volta qui ha vinto 4-0. Sono solidi, hanno buone tradizioni, scoprono buoni giocatori. Dobbiamo darci una svegliata perché la serie A non aspetta nessuno”. Rieccolo, sir Claudio. Dal Bologna ai friulani senza passare dal via. Con i dieci nazionali che, più o meno, sono rientrati alla base. Gli acciaccati che danno qualche segnale di risveglio. La necessità di fare punti e uscire “dal campo certi di aver dato il cento per cento. Nel mercato per le possibilità del Cagliari è stato fatto tutto. Ora dobbiamo lavorare e remare dalla stessa parte. Il direttore ha detto una cosa saggia: l’anno scorso eravamo abituati a vincere spesso, pareggiare qualche volta, perdere poco. Quest’anno invece potremo perdere, ma l’importante sarà non uscire dal campo sconfitti a testa bassa”.

Incognite e dubbi. La conferenza pre gara arriva ricca di incertezze. “Hatzidiakos o Nandez al posto di Zappa e Di Pardo? Sto valutando. Ho fatto vedere dei filmati a Dossena per capire alcuni errori di valutazione” dalla difesa alla mediana. “Sulemana e Makoumbou, coprono poco? No, sono grandi recuperatori di palloni, tra i migliori della serie A. Ma sbagliano troppi passaggi. Devono fare meglio”. Inevitabile il tema Mancosu: “È rientrato, ha fatto la prima settimana con noi. Non è al top ma è convocabile. Riavrò anche qielli che erano in nazionale. No, non tornano più scarichi. Sono andati e sono tornati belli carichi, anche chi non ha giocato come Shomurodov, o Nandez che non ha fatto bene nella seconda partita, giocando da braccetto. Comunque, stanno bene. E dico lo stesso per Prati e Oristanio, li vedo con rinnovata energia. Makoumbou? Il solito, mentre Luvumbo non ha giocato. Per fortuna! Ed ecco la seconda risatina. Figlia di uno stato d’animo che regala fiducia ai tifosi. Che, intanto, difficilmente potranno sapere quale sarà il modulo e gli interpreti. Ranieri è sul pezzo. E accelera: “Il Cagliari ha bisogno di un regista vero, Prati lo è ma troverò il momento giusto per farlo giocare. L’Udinese? La solita, anche se è partita male. Fisica, arcigna, forte nei contrasti e di testa, determinata. La solita Udinese, Da 35 anni sono in A, la famiglia Pozzo l’ha portata in Europa. Complimenti a loro”.

Pallonate all’ora di pranzo. Con la squadra di Sottil, dato dai bookmakers a rischio, si gioca alle 12.30: “Chi ha scelto questo orario a Cagliari a settembre, è un vero mago”. Arriva un’altra mezza risatina. E si passa al portiere: “Il titolare è Radunovic: l’anno scorso ci ha portato in A. Voglio vedere come si mette alle spalle quell’errore, come hanno fatto i grandi portieri. Ha l’opportunità di farmi vedere che ha il carattere di un grande portiere e che si è lasciato alle spalle Bologna”. Il messaggio è delicato, Scuffet scalpita. E si ripassa dalla sconfitta dell’Dall’Ara: “A Bologna non siamo stati aggressivi. Abbiamo preso gol su fallo laterale dopo che siamo rimasti a parlare con l’arbitro: un errore dopo l’altro, è mancata concentrazione e aggressività. Sì, ne ho parlato con i ragazzi. Petagna? Ha fatto lavoro differenziato, sentirò lui e i dottori. Idem per Pavoletti”. Si chiude con la domanda facile. Ma non per questo meno importante: “Il vero Cagliari di Ranieri? Spero possiate vederlo il prima possibile. Ho detto che le prime otto partite sarebbero state tremende. Noi ci dobbiamo svegliare, la serie A non ci aspetta. Bisogna far punti e andare avanti a testa alta. Fare la nostra prestazione è sempre la cosa più importante. Poi, ci sono gli episodi che ti possono condannare. Ma dobbiamo dare sempre il massimo”.

Cittadino onorario. Claudio Ranieri ha avuto la cittadinanza onoraria dall’assemblea civica. Tutto è nato dalla proposta del consigliere regionale, Andrea Piras. Che in un post ha scritto: “Da tifoso e da consigliere comunale e regionale, con emozione e orgoglio, ho incontrato il mister Claudio Ranieri. Gli ho illustrato le motivazioni contenute nella mia proposta, approvata due giorni fa, con cui gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Cagliari. L’ho voluto ringraziare e stringergli la mano, da cittadino e da sportivo, con sentimenti condivisi da tutti i sardi perbene, onesti, sinceri. Ha apprezzato molto. Gli ho anche detto lo aspettiamo in Comune per la cerimonia ufficiale che sarà organizzata dal sindaco Paolo Truzzu. Ho ritenuto doveroso fare questa proposta perché è l'unico strumento per rendere onore a un grande uomo per quello che ha fatto per il popolo sardo, per lo sport, come manifesto comportamentale per i nostri giovani, per Cagliari e per il Cagliari. Grazie Claudio”.

 

 

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Il suo errore allo scadere del match contro i felsinei ha costretto il Cagliari ad alzare bandiera bianca, ma non cancella quanto fatto fino ad ora
 
 
Negli occhi ancora le strepitose parate nella finale d'andata dei playoff di serie B contro il Bari che hanno permesso al Cagliari di andare al San Nicola e giocarsela a viso aperto. Poi la promozione, la festa e una certezza: Boris c'è!
 
Già, perché Boris Radunovic il suo l'ha fatto sempre tenendo in piedi la porta rossoblù in più occasioni durante la splendida cavalcata dalla B alla A che da gennaio, con l'arrivo in panchina di mister Ranieri, lo ha visto tra i protagonisti assoluti. Boris c'è e c'è sempre stato. Lo stesso Claudio Ranieri, dopo l'arrivo di Simone Scuffet, ha tenuto a precisare: "L'idea principale è quella di avere Radunovic come primo. Però dovevo avere la possibilità di poter mettere un giocatore di livello in caso in cui le cose non andassero bene". Parole che ispirano fiducia, ma anche consapevolezza. La consapevolezza di chi sa che la serie A porta con sé più responsabilità e più... riflettori. 
 
E non sarà uno svarione a Bologna a far perdere la fiducia del tecnico in quello che, statistiche alla mano, è stato uno dei portieri più attivi della terza giornata di serie A. Il serbo è, infatti, rientrato tra coloro che hanno effettuato più parate nel terzo turno dopo Di Gregorio del Monza e Turati del Frosinone. Tra queste parate ci sono le due, difficilissime, del primo tempo che hanno permesso ai sardi di difendere il momentaneo vantaggio di Luvumbo. Quelle in rapida successione su Karlsson prima e su Zirkzee poi. Non sarà un intervento sfortunato a farci cambiare idea su Radunovic, perché Boris c'è e lo dimostrerà già con l'Udinese. 
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Martedì, 12 Settembre 2023 13:11

Sir Claudio, super cittadino!

Claudio Ranieri, cagliaritano doc: "Ringrazio di cuore. Mi avete fatto sentire uno di voi!"

Ieri dall'assemblea civica la pergamena onoraria per il tecnico delle tre promozioni in rossoblù. "Uomo e allenatore che ha dimostrato attaccamento alla squadra e affetto smisurato per i sardi" dice Andrea Piras

Mario Frongia

La storia degli uomini e dei luoghi. In più, il lavoro, la pulizia intellettuale, la trasparenza. E se accade nello sport, meravigliosa officina che somiglia alla quotidianità, smaschera asini e opportunisti, è anche meglio. Basta unire i puntini ed ecco Claudio Ranieri. Il tecnico nel giro di poche ore diventa cittadino onorario di Cagliari. La proposta, avanzata in piena roulette play off dal consigliere regionale Andrea Piras quando il miracolo della promozione in A era tutto meno che certo, verrà ratificata a stretto giro dal voto in Consiglio comunale. Un’incoronazione che premia un percorso che risale al 1988. Alla “visione” del compianto Tonino Orrù, ben affiancato dal direttore sportivo Carmine Longo e dal dirigente Ermanno Cortis. Il futuro Sir Claudio era l’allenatore debuttante della Puteolana, serie C. Con un passato da onesto difensore centrale con debutto in prima squadra voluto da Carletto Mazzone - quando si dice dei corsi e ricorsi storici! -, allora tecnico della Roma. Quindi, gavetta e sudore con la maglia del Catanzaro. Tonino e i suoi lo incrociano in Campania. Quel Cagliari da ricostruire è precipitato in C. Claudio Ranieri ha lo skill giusto per ripartire da zero. E sarà così. Con il triplo salto verso la A. Un percorso che la tifoseria e anche lo sportivo meno attento non può scordare. Da qui, un sentimento trasversale che scomoda anche stima e affetto. La città, e l’intera regione non dimentica. "Grazie all'amministrazione e al sindaco, grazie ai tanti che mi hanno fatto sentire da subito uno di voi. Anche quando le nostre strade si sono divise - ha detto Sir Claudio - avete continuato a farmi sentire speciale e a manifestarmi attenzioni e affetto".

Ecco perché l’idea di Andrea Piras (Lega), affiancato da una mozione analoga firmata da Matteo Massa (Progressisti), ha trovato terreno fertile in un attimo. Ci sono i fatti: tre promozioni, inclusa quella dello scorso giugno. C’è l’affinità con i sardi, di modi e comportamento. Il tecnico la consolida appena può: “Il Cagliari, e la città, è il club dove sono diventato allenatore, non potrò dimenticarlo mai” le parole a margine dell’exploit con il Leicester, squadretta da B inglese, in cima al mondo con la vittoria della Premier. E c’è anche la passione del sindaco Paolo Truzzu ("La storia non si dimentica, grazie Claudio!") e del presidente del Consiglio comunale, Edoardo Tocco. Entrambi hanno sposato con entusiasmo la proposta. Entrambi l’hanno sostenuta e portata avanti. Maggioranza e opposizione mai come in questo caso si sono trovate sulla stessa linea. Adesso, si aspetta l’atto ufficiale. Ma per l’applauso in Consiglio è questione di un attimo: domani, martedì 12 settembre, alle 18. “Le imprese del mister Ranieri - ha sottolineato Andrea Piras nella mozione - con la squadra del Cagliari calcio, rappresentano un patrimonio di memoria collettiva per le cagliaritane e i cagliaritani e per tutti i tifosi in Sardegna e fuori. Le due promozioni consecutive dalla C alla A ottenute dal Cagliari sotto la sua guida, l’entusiasmo collettivo creato dalla recentissima promozione in serie A, che i tifosi e i calciatori riconoscono unanimemente merito principale del tecnico, hanno determinato un sentimento di gratitudine e un legame di concittadinanza tra Claudio Ranieri e le cagliaritane e i cagliaritani”. Dal tecnico alla persona: "Ha dimostrato non solo l'attaccamento alla squadra e ai colori sociali ma anche un affetto smisurato per tutti i sardi" ha aggiungo il consigliere regionale. 

Le parole dell’allenatore. Interpellato di recente sull’ipotesi di diventare un cittadino della capitale dell’isola, parole di riconoscenza e amicizia: “Ne sarei molto orgoglioso, mi sento già cittadino onorario, mi ha fatto cittadino la gente. Se poi anche l’amministrazione dovesse conferirmi la cittadinanza sarei molto orgoglioso”. Insomma, un pregiato filo verde che accomuna chi ama lo sport e chi lo interpreta. Nel nome di una terra che non smetterà mai di essere riconoscente a chi merita. A quanti possano essere esempio di competenza, onestà e buon senso. Una regione che è e sarà giusta anche nel combattere arroganza e protervia.

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Lunedì, 11 Settembre 2023 13:00

Tutto su Luvumbo, il nuovo "crack" di Ranieri

 Zito ha già messo in difficoltà la difesa dell'Inter e fatto gol a quella del Bologna. La sua velocità e la sua potenza possono essere l'arma in più del Cagliari di Ranieri

 

Un punto nelle prime tre giornate, uno in meno dell’Udinese, prossimo avversario alla Domus. Domenica all’ora di pranzo, il Cagliari è chiamato a una prova di forza. E’ arrivato, infatti, il momento di battere un colpo anche perché da qui a metà ottobre le sfide che attendono gli uomini di Ranieri sono ardue: nell’ordine Atalanta, Milan, Fiorentina e Roma. Non proprio avversari di secondo livello.  

 

Tutto su Luvumbo

La necessità è quella di fare punti cercando la prima vittoria in questa serie A. La realtà, però, narra di un Cagliari in difficoltà in area avversaria. Un solo gol nelle prime tre giornate. Orfano del suo bomber, Lapadula, e con Pavoletti e Petagna a mezzo servizio, il peso dell’attacco ricade tutto su Luvumbo e non è un caso che il primo e unico gol del Cagliari in questa serie A sia arrivato proprio dai suoi piedi.

 

Il nuovo crack

Zito, alla sua prima stagione nel massimo campionato italiano, può fare la differenza. La sua velocità, la sua tecnica possono e devono essere l’arma in più di Claudio Ranieri. Luvumbo può essere il crack della formazione rossoblù? Sì, ne siamo convinti. Lo ha dimostrato nella sfida interna contro l’Inter dove l’esperienza di Bastoni e De Vrij non è bastata ad arginare l’irruenza e la potenza dell’angolano. Zito contro l’Udinese può essere l’ago della bilancia del match. Senza Becao, passato al Fenerbahçe in estate, i friulani si sono dimostrati più lenti e più fragili in difesa. E allora spazio a Luvumbo, il nuovo crack del Cagliari di Claudio Ranieri.

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Sabato, 02 Settembre 2023 12:54

Bologna-Cagliari, la vignetta di Frédérica Art

Bologna-Cagliari, terza giornata del campionato di serie A, in programma questa sera alle 18.30, immaginata e disegnata dall'artista sardo Frédéric Art. 

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Giovedì, 31 Agosto 2023 16:05

AAA... gol cercasi. Petagna è l'uomo giusto?

Il bomber, cinque gol nell'ultima stagione, arriva dal Monza con la formula del prestito con diritto di riscatto. Una necessità per Ranieri

 

"Non vedo l'ora di iniziare a lavorare con mister Ranieri". Così Andrea Petagna dopo la firma col Cagliari. 190 cm di muscoli, attaccante d'area, con un passato, tra le altre, al Milan e al Napoli. Il giocatore arriva dal Monza con la formula del prestito con diritto di riscatto che si aggira intorno agli otto milioni di euro.

 

Una necessità

Con Lapadula out per altri due mesi e con Pavoletti uscito per infortunio nel primo tempo della partita con l'Inter (solo affaticamento, nessuna lesione muscolare per lui), al Cagliari serviva come il pane una punta capace di occupare l'area. Ranieri lo chiedeva da tempo, anche perché l'ultimo capocannoniere del campionato di serie B va verso i 34 anni e l'eroe del San Nicola a novembre ne compirà 35. Non che Petagna sia un ragazzino. Classe 1995, lo scorso 30 giugno ne ha fatti 28.

 

Gol cercasi

Petagna era quello che ha chiesto Ranieri? Probabilmente no, ma il mercato degli attaccanti è abbastanza sterile in queste ultime ore di movimenti. Ne sa qualcosa Galliani che ha ceduto il suo centravanti per far spazio a Colombo del Milan (cercato anche dal Cagliari e probabilmente più adatto al gioco di Ranieri) e ora rischia di trovarsi con un nulla di fatto in mano. Petagna non è un attaccante da 15 gol a stagione. In carriera solo una volta ha superato il muro delle 15 reti, nella stagione 2018/19 con addosso la maglia della Spal, confermandosi l'anno dopo con 12 centri. Prima e dopo, però, i numeri sono impietosi: 0 gol col Milan, 9 col Napoli, 11 con l'Atalanta, 7 con l'Ascoli, solo 5 col Monza in 31 presenze nell'ultima stagione. Il bello dello sport, però, è che le statistiche sono fatte per essere smentite. Ne sa qualcosa Lapadula che è esploso solo dopo l'arrivo di Ranieri a Cagliari, quindi la speranza è che anche il gigante triestino possa seguire le orme dell'italo-peruviano sotto la guida del tecnico di Testaccio. 

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A Bologna con determinazione

Claudio Ranieri tiene a mente il 2-0 subito dall’Inter, si gode la rosa e vuole un Cagliari con volontà e “senza errori”

Mario Frongia

Il Bologna sabato alle 18.30 al Dall’Ara è il bersaglio. Con un punto e zero gol nelle prime due giornate, Sir Claudio riparte dal ko subito in casa dall’Inter per poi passare al mercato. “Sono soddisfatto, quello che abbiamo pianificato è arrivato. Se qualcuno vuole andare a giocare, può darsi che esca. In entrata siamo a posto”. Sull’arrivo di Andrea Petagna, poche storie: “Gli parlerò per capire se può giocare subito titolare. Oggi ha lavorato con noi e so che si è allenato benissimo. L’ultima partita l’ha fatto al Trofeo Berlusconi. Parliamo di una punta che non avevamo. Petagna fa giocare bene i compagni, difende bene la palla, apre gli spazi e sa attaccare l’area di rigore”. Un primo tassello, chiesto da giugno, è al suo posto. Al campo la risposta sul centravanti. “Non vedo l’ora di venire al Cagliari e lasciare il Monza. Sarò una mano per raggiungere quanto prima la salvezza” le parole dell’ex Spal, Atalanta e Napoli all’arrivo a Elmas.  Da Petagna a Pereiro. L’allenatore rossoblù non ha dubbi: “La situazione si gestisce facendo allenare il ragazzo. Se qualcuno che vorrà le sue prestazioni, ben venga. Ma non chiude le porte a nessuno, l’esperienza mi dice che tutti possono tornare utili. Wieteska? Ha fatto alcuni allenamenti con noi, ha grande esperienza e ci darà una mano. Sono contento di averlo”. In conferenza pre Bologna, un cenno anche su Prati: “Un gioiello. Dobbiamo salvaguardarlo, si applica molto e sono contento di averlo. Non abbiamo un giocatore con le sue caratteristiche. Adesso devo allenarlo nel miglior modo possibile per capire come utilizzarlo”.

L’analisi post Inter. “Impariamo la lezione presa lunedì sera. Dobbiamo stare più compatti, è una nostra prerogativa. I movimenti dei centrocampisti interisti ci hanno fatto allargare e Lautaro si è potuto muovere in profondità. Cosa abbiamo sbagliato? Credo sia stata una questione di testa a causare gli errori. Sapevamo i movimenti che avrebbero fatto ma ci hanno comunque sorpreso. Se in Serie A sbagli poi paghi”. Pausa. E rilancio: “Non dobbiamo farci attrarre in errore dagli avversari.

Gli avversari. “Il Bologna sa gestire la palla, servirà determinazione e volontà. Andiamo lì avendo questi aspetti ben in mente”. L’accenno alla modalità viene di conseguenza: “Nelle difficoltà giochiamola lunga e andiamo in contro-pressing. Non voglio la costruzione dal basso per forza, voglio evitare incertezze alla nostra fase difensiva. Thiago Motta? Non so che tipo di allenatore sia ma la sua squadra rispecchia molto il modo in cui giocava. In mezzo ha sempre tre centrocampisti di qualità, muovono la palla con uno, due tocchi e vanno subito ad aggredire. Thiago era cattivo, in senso buono, quando giocava. Le sue squadre hanno questa intensità”. Intanto, per Pavoletti è a rischio la trasferta: “La risonanza non ha evidenziato nulla di preoccupante, ma ha ancora fastidio. La vedo difficile per Bologna, non vogliamo rischiarlo per poi perderlo più a lungo”. Infine, Claudio Ranieri ha salutato Victorino. L’ex attaccante del Cagliari annata ‘82/83, è scomparso avantieri notte in ospedale dopo essere stato in rianimazione per un tetantivo di siucidio. “Purtroppo, è la vita. Non sappiamo quello che passa nella mente di quei ragazzi che sono stati importanti per milioni di spettatori e di punto in bianco cadono nella depressione. La vita è bella, dobbiamo imparare a lottare e a goderne”.

Qualche numero sulla sconfitta casalinga.  La squadra di Inzaghi ha giocato nella metà campo del Cagliari il 53 per cento dei palloni. Ai rossoblù il resto. Gli ospiti hanno avuto il 67 per cento di possesso palla, con una durata media delle azioni manovrate di 23 secondi, 19 il Cagliari. Barella e soci hanno vinto 15 contrasti ne hanno persi 39, 6 e 48 per Oristanio e Co. I palloni recuperati sono stati alla pari, 70, i passaggi a buon fine sono stati il 77 per cento quelli dei sardi, l’88 per i lombardi. I rossoblù hanno 6 volte (4 fuori), i nerazzurri 12 (9 fuori), battuto 17 e 19 tra cross e corner (4 e 7). L’Inter ha colpito due pali. Sulemana e soci hanno percorso 119 chilometri e scattato 208 volte, 116 e 200 quelli degli ospiti.

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I nerazzurri passano con due reti nel primo tempo. Primo ko alla Domus per Claudio Ranieri

 

Il Cagliari lotta, si difende, ma alla fine deve arrendersi a un’Inter più forte. Finisce 0-2 per la squadra di Inzaghi all’Unipol Domus. Si tratta della prima sconfitta casalinga di Claudio Ranieri dal suo ritorno sulla panchina sarda. Un ko che non scalfisce le certezze del gruppo, ma che mette in mostra una lacuna su tutte, l’attacco. L’assenza di Lapadula pesa (e non poco). Oggi si è fatto male anche Pavoletti. Se l’infortunio del numero 30 dovesse essere serio, la società sarà costretta ad intervenire sul mercato e anche in fretta visto che dal 1 settembre non si potranno più fare acquisti.

 

La partita

E’ un Cagliari pimpante quello che apre la sfida contro i vice-campioni d’Europa dell’Inter, ma sono i nerazzurri a sfiorare il vantaggio con un palo di Lautaro Martinez al quarto d’ora. La risposta rossoblù sta tutta in un colpo di testa di Pavoletti su cross laterale di Nandez. Al 20’ Sulemana salva in scivolata su una conclusione a botta sicura del Toro. 2’ più tardi, però, l’Inter passa in vantaggio con Dumfries. Palla persa dai sardi in mezzo al campo, Thuram vede e serve l’ex Psv che col destro batte Radunovic. Il Cagliari ci prova subito per il pareggio, ancora con un colpo di testa di Pavoletti che termina sul fondo. Sull’azione seguente ecco il raddoppio del solito Lautaro Martinez, vera bestia nera dei rossoblù. L’argentino raccoglie un traversone basso dalla sinistra di Dimarco e con precisione batte nuovamente il numero uno di casa. Nono gol per lui contro il Cagliari. Poco dopo la mezz’ora piove sul bagnato in casa sarda con Pavoletti che chiede il cambio per infortunio. Al suo posto Luvumbo. Nel finale di primo tempo ingenuità di Dossena che regala palla a Barella, tiro centrale dell’ex.  

 

Nella ripresa l’Inter controlla con ordine e senza troppi affanni, almeno fino a un quarto d’ora dalla fine quando si accende letteralmente Luvumbo. Zito semina il panico nella retroguardia nerazzurra, poi cade in area agganciato da Darmian. Per Fabbri e il Var non è rigore. Il Cagliari ci crede, ci prova da fuori con Sulemana, ma la conclusione del ghanese termina alto. Nel finale Inter a un passo dallo 0-3 con Calhanoglu: il destro del turco si stampa sul palo. Allo scadere l’occasione più ghiotta per i padroni di casa nata ancora dalla velocità di Luvumbo e conclusa da Azzi con Sommer bravo e reattivo a bloccare sul primo palo. E’ l’ultima emozione di un match che sancisce il ritorno in A del pubblico di Cagliari.

 

CAGLIARI-INTER 0-2 (0-2)

CAGLIARI (4-4-2): Radunovic; Zappa (85' Shomurodov), Dossena, Obert, Augello; Nandez, Makoumbou, Sulemana (85' Deiola), Jankto (60' Azzi); Pavoletti (30' Luvumbo), Oristanio (46' Di Pardo). Allenatore: Claudio Ranieri.

INTER (3-5-2): Sommer; Darmian, De Vrij, Bastoni; Dumfries (71' Cuadrado), Barella (71' Frattesi), Calhanoglu, Mkhitaryan (82' Sensi), Dimarco (71' Carlos Augusto); Thuram (77' Arnautovic), Lautaro. Allenatore: Simone Inzaghi.

MARCATORI: 21' Dumfries, 29' Lautaro

Arbitro: Fabbri.

Note: Recupero: 3', 5'. Ammoniti: Mkhitaryan. Spettatori: 16412.

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