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Il Consiglio regionale della Sardegna aveva già espresso la propria contrarietà a un’ulteriore concentrazione nell’Isola di detenuti sottoposti al regime del 41 bis. A ricordarlo è il presidente dell’Assemblea sarda, Piero Comandini, che interviene sul piano di trasferimenti nelle carceri della regione.

Comandini richiama il pronunciamento arrivato lo scorso febbraio, quando il Consiglio regionale, al termine di un lungo dibattito, aveva approvato un ordine del giorno attraverso la procedura prevista dall’articolo 51 dello Statuto speciale. L’obiettivo era chiedere un intervento per evitare che gli istituti penitenziari sardi diventassero destinazione privilegiata per un numero crescente di detenuti sottoposti al regime speciale.

La procedura adottata prevede infatti la trasmissione del documento direttamente al Parlamento. Una scelta, spiega il presidente del Consiglio regionale, compiuta proprio per chiedere una modifica della normativa nazionale e, in particolare, della previsione contenuta nell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario che individua nelle aree insulari una collocazione preferenziale per i detenuti sottoposti al regime speciale.

Nonostante l’iniziativa dell’Assemblea sarda, secondo Comandini il Governo avrebbe deciso di andare avanti con il piano di trasferimenti senza un confronto con il territorio.

«Con rammarico prendiamo atto che, malgrado il pronunciamento della massima assemblea sarda, che ha chiamato in causa l’assemblea legislativa nazionale, il Governo ha deciso di proseguire con un piano di trasferimenti non concordato né condiviso», afferma Comandini.

Una scelta che, sottolinea il presidente, incontra una crescente opposizione nell’Isola, non soltanto sul piano politico e istituzionale. Il progetto sarebbe infatti contestato dalle comunità interessate e dagli amministratori locali e registrerebbe contrarietà anche all’interno della popolazione carceraria.

La posizione della presidenza del Consiglio regionale resta dunque quella espressa dall’Assemblea già nei mesi scorsi: evitare che la condizione di insularità della Sardegna si traduca in un’ulteriore concentrazione di detenuti sottoposti al 41 bis negli istituti penitenziari dell’Isola.

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È dedicato alla sanità e alle politiche sociali il primo articolo della variazione di bilancio approvato ieri in Consiglio regionale. L'articolo 1 della legge, già caratterizzato da un forte investimento sui servizi alla persona, viene ulteriormente rafforzato dagli emendamenti presentati dalla Giunta, che incrementano le risorse destinate al welfare, alla sanità territoriale, all'assistenza alle persone fragili e alle misure per contrastare il declino demografico e la carenza di personale sanitario.

Complessivamente emerge una strategia che concentra gli investimenti su cinque priorità: sostegno alla non autosufficienza, all’inclusione sociale, potenziamento della sanità di prossimità, rafforzamento del personale sanitario e riequilibrio territoriale.

“Questa variazione non nasce nel vuoto. Arriva dopo un percorso già avviato, con il piano straordinario delle assunzioni per la rete ospedaliera, con gli interventi sulle liste d’attesa, con il potenziamento dei pronto soccorso dopo l’uscita dei gettonisti e con 100 medici di medicina generale in più rispetto al 2024. L'articolo 1 della variazione di bilancio e gli emendamenti della Giunta vanno verso una sanità più vicina alle persone, accompagnata da una visione che unisce all’efficienza del sistema un’attenzione verso le persone e i professionisti che ne fanno parte e un welfare capace di sostenere le fragilità e dotato di strumenti efficaci per contrastare lo spopolamento e le disuguaglianze territoriali. Rafforziamo la non autosufficienza, sosteniamo le famiglie, investiamo sul personale sanitario e sulla rete per migliorare i servizi nei territori e creiamo nuove opportunità per i giovani che scelgono di vivere e lavorare in Sardegna”, dichiara la Presidente della Regione Alessandra Todde.

Tra le misure di maggiore impatto figura il potenziamento del Fondo regionale per la non autosufficienza, che nel testo originario della variazione di bilancio prevede un incremento di 1,68 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. A questo si aggiunge l'emendamento della Giunta che destina 50,04 milioni di euro complessivi al rafforzamento degli interventi per le persone con disabilità grave, dei programmi della legge 162 e delle misure di assistenza domiciliare “Ritornare a casa Plus”. Una delle più importanti operazioni di sostegno alle famiglie e alle persone fragili previste dall'intera manovra.

Importante anche il capitolo dedicato all'accoglienza nelle strutture socio-sanitarie. Il disegno di legge mette a disposizione 8,7 milioni di euro nel 2026 per sostenere i Comuni nel pagamento delle rette delle persone con basso reddito accolte nelle strutture assistenziali. Gli emendamenti della Giunta rafforzano ulteriormente questa misura portando le risorse complessive a 15 milioni di euro, con l'obiettivo di garantire il diritto all'assistenza indipendentemente dalla condizione economica delle famiglie.

Un ulteriore intervento strategico riguarda la continuità dei percorsi di autonomia delle persone con disabilità, con uno stanziamento aggiuntivo di 10,16 milioni di euro destinato a consolidare i progetti avviati negli ultimi anni e dare continuità alle iniziative nate durante la stagione del PNRR.

Sul fronte sanitario la manovra interviene con forza sulla medicina territoriale. Il testo originario dell'articolo 1 prevede 10 milioni di euro nel 2026 per l'inserimento di nuove Case della Comunità e nuovi Ospedali di Comunità nella rete regionale e ulteriori 15 milioni di euro nel triennio 2027-2029 per realizzare il progetto delle Case di Comunità Mobili, che garantiranno servizi sanitari di prossimità anche nei territori più periferici della Sardegna.

La Giunta ha inoltre proposto un ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro per potenziare gli investimenti destinati alle Case e agli Ospedali di Comunità e rafforzare la rete e la presenza dei servizi sanitari anche nelle aree rurali e nelle zone più lontane dai principali poli ospedalieri.

L'articolo 1 interviene anche sul personale sanitario. Sono previsti 8,37 milioni di euro nel triennio per il rafforzamento della specialistica ambulatoriale interna e 2,35 milioni di euro per il personale impegnato nelle attività di trapianto di organi.

Ha caratterizzato questa variazione di bilancio il grande impegno per la valorizzazione dei professionisti e dei percorsi di carriera.

Il testo originario dell'articolo 1 prevede 2 milioni di euro annui per la remunerazione dei coordinatori dei corsi di laurea delle professioni sanitarie di cui al D.P.C.M. 24 maggio 2001.

A questi interventi si aggiungono gli emendamenti della Giunta destinati ad affrontare, da un lato, fin da subito, la difficoltà di reperimento del personale sanitario nelle sedi più disagiate, dall’altro, a potenziare la capacità formativa della rete universitaria, per assicurare, nel tempo, l’attrattività dell’offerta e il soddisfacimento del fabbisogno di professionisti del Servizio sanitario regionale. Per questo vengono stanziati 33,38 milioni di euro per incentivi economici, agevolazioni logistiche e ulteriori misure di supporto dedicate a favorire l’ingresso nel sistema di nuovi medici e infermieri che scelgono di lavorare per un periodo di almeno 18 mesi, eventualmente prorogabili, nelle aree disagiate e carenti. Numerose anche le iniziative volte a incentivare l’iscrizione ai corsi di laurea nelle specialità mediche e non mediche negli atenei sardi: sul triennio, 3 milioni di euro per i rimborsi destinati ai giovani medici specializzandi per l’attività formativa svolta in regione, finalizzata all’ampliamento dell’intera rete formativa regionale, e 1,8 milioni di euro destinati ai giovani medici specializzandi per il rimborso delle attività formative extra-regionali; infine, circa 3 milioni di euro per garantire il sostegno alla formazione specialistica sanitaria non medica e introdurre strumenti incentivanti per assicurare la permanenza nel territorio regionale dei professionisti formati, a supporto del fabbisogno del SSR.

Sempre sul piano dell'organizzazione dei servizi sanitari viene rafforzata la misura che riconosce alle strutture sociosanitarie accreditate il rimborso dei costi per il personale infermieristico. Una disposizione che vale 12,3 milioni di euro nel 2026 e 16,1 milioni di euro annui dal 2027, per un volume finanziario superiore a 32 milioni di euro.

Tra gli investimenti più consistenti figura, inoltre, l'anticipazione regionale di 47,46 milioni di euro per gli interventi di adeguamento e messa in sicurezza sismica delle strutture ospedaliere, una misura che punta a migliorare la resilienza e la sicurezza del patrimonio sanitario regionale.

Significativi anche gli interventi destinati a rafforzare specifici servizi sanitari: 13,32 milioni di euro per l'adeguamento del servizio di elisoccorso e per dare continuità alla nuova programmazione HEMS nel periodo 2026-2034; 4,2 milioni di euro per il rinnovo dell'Accordo integrativo regionale della medicina generale; 1 milione di euro per il potenziamento delle prestazioni di emodialisi; 1,2 milioni di euro per le prestazioni aggiuntive nei Pronto Soccorso dei medici dell’emergenza territoriale (MET) e 1,5 milioni di euro per il rafforzamento dell'assistenza sanitaria nell'Isola di San Pietro.

Particolare rilevanza assume inoltre la misura dedicata al contrasto dello spopolamento. Con un emendamento della Giunta vengono destinati 56 milioni di euro a favore dei giovani under 40 che trasferiscono la residenza e avviano attività economiche in Sardegna. L'obiettivo è attrarre nuove professionalità, sostenere l'imprenditorialità giovanile e rafforzare il tessuto economico e sociale delle aree maggiormente colpite dal calo demografico.

Completano il quadro gli interventi per le comunità per minori (1 milione di euro), i percorsi del programma “Dopo di noi”, i progetti dedicati alla neuropsichiatria infantile e ai minori fragili.

“Investiamo ancora di più nelle cure. Estendiamo i dispositivi FreeStyle a circa 20 mila persone con diabete e garantiamo i farmaci salvavita a chi è affetto da malattie rare.

Abbiamo stanziato 10 milioni di euro in tre anni per l’autismo e sosteniamo le farmacie rurali, presidi fondamentali nelle aree interne.

Infine, destiniamo nuove risorse agli allevatori colpiti dalla dermatite nodulare bovina.

Questi sono solo alcuni degli interventi che abbiamo previsto nella manovra. Stiamo costruendo un percorso e questa variazione rappresenta un altro passo per rafforzare il nostro sistema sanitario”, conclude la Presidente Todde.

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Svolta per il trasporto aereo in Sardegna. Il Consiglio regionale ha approvato l’azzeramento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco per i passeggeri in partenza dagli aeroporti dell’Isola durante i mesi di bassa stagione. Una misura richiesta da tempo dalle compagnie low cost, con Ryanair che in più occasioni aveva legato nuovi investimenti e collegamenti alla cancellazione della tassa.

Il provvedimento è arrivato durante l’esame della variazione di bilancio attraverso un sub-emendamento presentato dalla Giunta regionale, che ha modificato una precedente proposta della minoranza, firmata tra gli altri da Paolo Truzzu e Fausto Piga.

La soluzione scelta non prevede l’eliminazione permanente dell’addizionale, ma introduce una sperimentazione concentrata nei periodi dell’anno nei quali la Sardegna registra una minore domanda di collegamenti aerei.

La novità scatterà il prossimo primo novembre. L’addizionale, pari a 6,50 euro per passeggero, non sarà applicata sui voli in partenza dagli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero durante la bassa stagione.

L'agevolazione interesserà i mesi compresi tra novembre e marzo e sarà applicata nelle stagioni interessate dagli anni 2026, 2027 e 2028.

Una disciplina particolare è stata prevista per Alghero, dove la necessità di rafforzare i collegamenti al di fuori del periodo estivo ha portato ad ampliare la finestra dell'intervento. Nello scalo della Riviera del Corallo l'azzeramento sarà esteso anche ai mesi di aprile e maggio nel 2027 e nel 2028.

L'obiettivo è rendere gli aeroporti sardi maggiormente competitivi e incentivare le compagnie ad aumentare rotte e frequenze soprattutto nei mesi tradizionalmente più deboli, contribuendo così anche al processo di destagionalizzazione dei flussi turistici.

L'eliminazione dell'addizionale non comporterà una perdita di entrate a carico dello Stato. Sarà infatti la Regione Sardegna a coprire integralmente le somme necessarie.

Lo stanziamento complessivo previsto è di 18,2 milioni di euro distribuiti nell'arco di tre anni: 3,3 milioni nel 2026, 9,1 milioni nel 2027 e altri 5,8 milioni nel 2028.

Il provvedimento tutela anche i Comuni nei quali hanno sede i tre aeroporti. La Regione garantirà infatti un ristoro quantificato in circa 500mila euro all'anno, in modo da compensare gli effetti economici derivanti dalla disapplicazione dell'addizionale.

La decisione rappresenta anche una risposta alle richieste avanzate negli ultimi anni dai vettori. Ryanair, in particolare, aveva più volte indicato la tassa d'imbarco come uno degli ostacoli alla possibilità di aumentare gli investimenti sull'Isola.

La scelta del Consiglio regionale apre quindi una nuova fase nei rapporti tra la Sardegna e le compagnie aeree. La prova decisiva arriverà nei prossimi mesi, quando si potrà verificare se l'azzeramento dell'addizionale sarà effettivamente accompagnato da un incremento dell'offerta di voli durante l'inverno.

Per i passeggeri, intanto, la prima data da segnare sul calendario è il primo novembre: da quel momento, nei periodi previsti dalla misura, sui voli in partenza da Cagliari, Olbia e Alghero verrà meno l'addizionale da 6,50 euro.

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Il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, esprime forte condanna per quanto avvenuto la scorsa notte alla moschea di via del Collegio, a Cagliari, e vicinanza alla comunità musulmana.
“Ogni atto di intolleranza religiosa, vandalismo e violenza di strada non può essere sottovalutato e va condannato con fermezza. Un ringraziamento va a quanti sono prontamente intervenuti per spegnere il fuoco e limitare i danni.
Attendiamo che le forze dell’ordine facciano chiarezza sull’accaduto”.
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Il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha partecipato questa mattina a Cagliari alla cerimonia per le celebrazioni dell’81° anniversario della Liberazione dall’occupazione nazifascista. Il presidente ha deposto una corona d’alloro davanti al Monumento dei Caduti nel Parco delle Rimembranze in ricordo di tutte le vittime delle guerre. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, il prefetto di Cagliari, Paola Dessì, l’assessora ai Trasporti, Barbara Manca, in rappresentanza delle Giunta regionale, il comandante della Legione Carabinieri Sardegna, gen. Francesco Rizzo, l’Ammiraglio di Divisione, Enrico Pacioni, il Questore di Cagliari Rosanna Lavezzaro e i rappresentanti dell’Anpi e delle associazioni civili e militari. «Parlare oggi di Liberazione, dopo 81 anni, purtroppo ancora attuale – ha detto il presidente Comandini – credevamo di aver costruito un mondo di pace dopo gli anni bui della prima e seconda guerra mondiale. Invece, a poca distanza da Cagliari si sganciano bombe contro popoli inermi per conquistare qualche chilometro di terra. Fa bene la Sardegna a ricordare la Festa del 25 aprile. Quei valori sono ancora forti, è giusto ricordarli ogni giorno perché quei momenti bui non si ripetano. Guerra a nazifascismo sono ripudiati dalle nostre menti e dai nostri cuori».

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Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge n. 182/A sul Comparto unico di contrattazione collettiva del sistema Regione-Enti locali. Il provvedimento intende superare i rilievi sollevati dal Governo sulla precedente normativa e consolida il percorso di riforma portato avanti in sinergia da Giunta e Consiglio regionale.

“Il voto dell’Aula conferma la volontà politica di portare avanti una riforma di giustizia ed equità”, afferma l’assessore degli Enti locali, Francesco Spanedda. “Il Comparto unico è uno strumento fondamentale per superare le disparità tra lavoratori pubblici e costruire un sistema più coeso, capace di garantire servizi migliori ai cittadini e di rafforzare la presenza amministrativa nei territori”.

Giunta e Consiglio hanno sempre lavorato in stretta collaborazione con le parti sociali, le autonomie locali e gli organismi tecnici del comparto.

In questo contesto, ARAN Sardegna avrà un ruolo centrale nell’attuazione della contrattazione collettiva, assicurando il rispetto dei criteri di rappresentatività previsti dalla normativa nazionale.

Sottolinea il percorso intrapreso anche l’assessore al Personale, Sebastian Cocco. “Con l’approvazione di ieri - dichiara - abbiamo chiuso una falla che metteva a rischio la tenuta della riforma, ma non consentiremo che se ne apra un’altra. Il Comparto unico è nato per sanare una evidente ingiustizia tra lavoratori pubblici e deve restare su questo binario: non metterà in discussione prerogative, diritti e legittime aspettative dei dipendenti regionali. La nostra attenzione sarà massima, perché questo equilibrio venga rispettato in ogni fase di attuazione e perché nessun passo avanti si traduca in un arretramento per il personale della Regione”.

“Con il deposito di questa proposta ci siamo assunti la responsabilità di intervenire con tempestività per salvaguardare una riforma strategica per la Sardegna”, dichiara il consigliere Salvatore Corrias, presidente della Commissione Autonomia e Ordinamento regionale. “Abbiamo rimosso i profili di criticità evidenziati dal Governo, riallineando il testo ai principi della legislazione statale e garantendo piena certezza giuridica. Oggi il Consiglio regionale compie una scelta chiara: rafforzare il comparto unico e proseguire con determinazione nel percorso di rinnovamento della pubblica amministrazione”.

Con il via libera definitivo del Consiglio, si apre la fase attuativa del Comparto unico, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra Regione ed Enti locali e rendere più moderno ed efficace il sistema pubblico sardo.

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La Sardegna potrebbe presto diventare la prima regione italiana a dotarsi di una normativa specifica per l’accoglienza degli animali d’affezione. E’ l’obiettivo della proposta di legge depositata in Consiglio regionale dal gruppo “Orizzonte Comune” frutto della collaborazione con associazioni animaliste ed esperti cinofili. «Con questa iniziativa puntiamo, prima di tutto, a migliorare il benessere degli animali – ha detto il capogruppo di Orizzonte Comune Sandro Porcu presentando la proposta di legge alla stampa – vogliamo che la Sardegna diventi un modello di riferimento con una normativa che promuove il rispetto degli animali e, allo stesso tempo, offre alle strutture ricettive la possibilità di dotarsi di servizi specifici per l’ospitalità degli animali». Un’idea che potrebbe aver importanti ricadute nel settore turistico. Ne è convinto l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu: «Questa proposta di legge rappresenta una grande opportunità per la Sardegna. Da una recente indagine risulta che a Cagliari il 62% delle famiglie possiede un gatto o un cane. Vogliamo che le strutture ricettive siano attrezzate per accogliere gli animali d’affezione con figure specializzate in grado di dare servizi di qualità. Ormai i turisti non si muovono più senza i loro animali al seguito. La Sardegna non deve precludersi questa possibilità». Nella proposta di legge, composta da 14 articoli, si individuano figure specifiche per l’accoglienza e la cura degli animali: educatori cinofili, istruttori cinosportivi, operatori di canile-gattile, operatori di accoglienza turistica, toelettatori, accompagnatori. «Figure per le quali – ha precisato Sandro Porcu - prevediamo una certificazione delle competenze e il rilascio di attestati da organismi qualificati». Alla redazione del testo normativo ha dato un contributo importante Sandro Grimaldi, esperto cinofilo impegnato da oltre 30 anni nelle attività per la promozione del benessere animale: «E’ una proposta con una visione proiettata al futuro – ha detto Grimaldi – gli animali si tutelano professionalizzando le figure che si occupano di loro». Una proposta che potrà aprire la strada verso un altro obiettivo, secondo il consigliere Salvatore Cau: «Poniamo le basi per intervenire anche sul fronte della lotta al randagismo, un fenomeno diffuso in tutta la Sardegna di cui si fanno carico i comuni». Ora l’obiettivo è l’approvazione in tempi rapidi del provvedimento. La legge sarà presa in carico dalla Quinta Commissione “Attività Produttive” ma l’intenzione è quella di coinvolgere nel percorso legislativo anche la Commissione “Sanità”: «Ci sono aspetti sanitari da non trascurare – ha detto il consigliere Lorenzo Cozzolino – per questo ritengo opportuno un passaggio in Sesta Commissione».

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“Con una votazione chiara, netta e supportata da quasi tutto il Consiglio regionale, è la Sardegna intera che oggi ha detto un no secco al trasferimento di massa di detenuti in regime di 41bis nelle nostre carceri”. E’ il commento del presidente Piero Comandini dopo l’approvazione dell’ordine del giorno che, sulla base dell’articolo 51 dello Statuto speciale della Sardegna, verrà inviato direttamente all’attenzione del Parlamento. “Una procedura rafforzata - sottolinea il Presidente -, che il Consiglio ha voluto esercitare come atto politico-istituzionale. L’ordine del giorno in premessa richiama al rispetto del principio di leale collaborazione, prevede che si proceda a modificare l’art 41 bis della legge 354 del 1975, laddove si individuano le zone insulari come collocazione preferenziale dei detenuti sottoposti a regime speciale, chiede al Parlamento di definire criteri omogenei di distribuzione dei detenuti sottoposti al 41bis, impegna il Governo a sospendere qualunque iniziativa volta a disporre la distribuzione straordinaria di ulteriori detenuti sottoposti a regime speciale. Siamo sicuri che il Parlamento e lo stesso Governo non ignoreranno questo pronunciamento, accompagnato da una fortissima e sdegnata reazione in tutta la Sardegna”.

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“Il 2026 sarà l’anno della Legge Statutaria e delle norme di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna, è un impegno importante ma non più rinviabile”. Così il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha aperto la conferenza stampa di bilancio dell’attività 2025 e di illustrazione dei principali obiettivi di quest’anno. “Da settembre, con l’istituzione della Commissione speciale sulla legge statutaria – ha detto il Presidente incontrando i giornalisti affiancato dai vice presidenti Giuseppe Frau e Aldo Salaris -, abbiamo iniziato un percorso intenso e condiviso, consapevoli che molti problemi di governance, tra Consiglio e Giunta, nei rapporti con lo Stato, di organizzazione della macchina regionale, sono legati anche ad una Autonomia regionale incompiuta o datata. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora dalla Commissione, nel 2025 ci sono state 13 sedute e ben 43 audizioni. Da ogni audizione abbiamo avuto importanti contributi: ora dobbiamo accelerare e procedere ad una prima stesura della proposta di modifica dello Statuto”.
LA MANOVRA
Il presidente Comandini ha sottolineato ancora una volta quanto sia stato importante approvare la manovra entro gennaio ed aver evitato un secondo mese di esercizio provvisorio: “pur con poca possibilità di manovra, la Finanziaria appena approvata con 100 milioni per il Fondo unico ha dato una prima doverosa risposta ai Comuni, con i 10 milioni di euro, la prima risposta alle comunità colpite dai danni causati dal ciclone Harry. Resta il rammarico – ha detto ancora - per come si sono chiusi i lavori, dopo giornate di confronto anche duro ma sempre leale con le opposizioni. Siamo sicuri che già dalla prossima seduta (domani, la Statutaria) e su temi che riguardano tutti i Sardi, come l’arrivo dei detenuti in regime di 41 bis nelle nostre carceri, ritroveremo l’unità e lo spirito di collaborazione che contraddistingue questa legislatura. Su un punto siamo stati netti: le leggi finanziarie omnibus non ci sono più, abbiamo cambiato rotta rispetto a quanto avvenuto per anni, puntando su leggi che siano realmente di settore”.
RAPPORTI CON LO STATO
Un lungo passaggio dell’incontro con la stampa è stato dedicato al rapporto Stato-Regione. “Il commissariamento della Sardegna sul dimensionamento scolastico – ha citato Comandini - è solo l’ultimo esempio di un rapporto tra Regione e Stato che deve essere riequilibrato. Troppe leggi sono state impugnate, anche se bisogna precisare che solo tre volte la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’incostituzionalità (ad esempio la LR 26 del 18 settembre 2025 sull’assistenza sanitaria regionale sul suicidio medicalmente assistito, ‘cosiddetto fine vita’), - e non siamo neanche a metà legislatura - per non ritenere che ci sia un atteggiamento pregiudiziale e centralista da parte del Governo. La protesta di parte deve, però, lasciare il posto alla rivendicazione politica autonomista di una Regione forte e rafforzata dalle prerogative del suo Statuto, della sua Carta costituzionale. Su questo campo dobbiamo saperci contrapporre in ogni sede alle bocciature dei governi. Pensiamo – ha aggiunto il presidente Comandini - al tema delle rinnovabili: a livello nazionale sulla transizione energetica non ci sono idee chiare. Nel tempo ci sono stati tre diversi Dpcm, contraddittori tra loro e l’ultimo dei quali, se applicato, davvero aprirebbe la strada in Sardegna ad impianti anche sul mare”. Anche a fronte di tutto ciò, “entro quest'anno dobbiamo essere impegnati a costruire una legge statutaria che appartenga a tutti, che non sia soltanto del Consiglio regionale o delle forze di maggioranza, ma che sia di tutte le forze politiche. La legge statutaria dovrà semplificare la vita democratica, dovrà agevolare i Sardi e la Sardegna, ma soprattutto riaccendere il senso civico, riaccendere la partecipazione non solo al voto, ma all'attività politica e amministrativa. Quando un cittadino non esercita più il suo diritto a votare, a partecipare alla costruzione delle politiche che riguardano il proprio Stato, la propria Regione, il proprio Comune, è una sconfitta per tutti e per la democrazia. Altro obiettivo che ci siamo prefissati è quello di riscrivere e adeguare il Regolamento interno del Consiglio, fermo a 25 anni fa, alle nuove esigenze dell’organizzazione”.
RAPPORTI CON LA GIUNTA
Il Consiglio regionale ha prodotto 36 leggi nel suo primo vero anno di attività: siamo stati impegnati in leggi di bilancio, interventi urgenti in settori nevralgici, come la sanità e l’agricoltura, abbiamo ripreso il tema energetico e delle aree idonee. “I numeri dell’attività nelle Commissioni sono sostanzialmente in linea col passato: 230 riunioni totali, quasi 500 audizioni. Come Assemblea, ritengo che possiamo e dobbiamo utilizzare di più e meglio la funzione legislativa, a partire dalle Commissioni, vero luogo dove si costruisce l’attività legislativa. Per troppe legislature – secondo il presidente - il Consiglio regionale ha avuto un ruolo quasi solo di ratifica di proposte della Giunta di turno, legando la sua attività o inattività a quanto trasferito dall’Esecutivo. Invertiamo la rotta, recuperiamo il nostro ruolo di legislatori, sempre nell’ottica della massima condivisione di obiettivi e lealtà con chi governa, ma soprattutto nell’interesse generale della Sardegna”.
PORTE APERTE
Le visite delle scuole e i rapporti con gli studenti rappresentano per il presidente Comandini una prassi da rafforzare e incentivare. “Abbiamo accolto 2411 studenti provenienti da oltre 50 scuole di tutta la Sardegna. Incontrare i giovani, aprire il palazzo alle visite delle scuole, far conoscere funzionamento, attività e compiti dell’Assemblea è stato ed è un obiettivo di legislatura, importante quanto fare le riforme. La nostra attività deve essere chiara, trasparente, raccontata utilizzando tutti i canali che abbiamo a disposizione. Abbiamo un sito aggiornato e moderno, grazie all’ufficio stampa del Consiglio siamo sui social, partecipiamo e sosteniamo iniziative di valore educativo e sociale”.
PERSONALE DEL CONSIGLIO REGIONALE
“Al 31 dicembre 2025 il numero totale dei dipendenti del Consiglio regionale è pari a 134 unità che, con l’incremento dei 12 Referendari di prossima assunzione (da questo mese), porta ad un aumento, dall’inizio della legislatura, di 60 unità (al netto dei pensionamenti). L’arrivo dei referendari ci aiuterà notevolmente anche per la qualità dell’attività legislativa. Inoltre, con l’approvazione del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) sono stati approvati i nuovi concorsi per l’assunzione di ulteriori 17 unità”. 
 
DATI SULLE LEGGI IMPUGNATE
Nella XVII legislatura sono state impugnate 11 leggi regionali, 8 del 2025 e 3 del 2024; la Corte costituzionale si è pronunciata 5 volte, mentre le altre 6 sono ancora sub judice; nelle 5 pronunce la Corte ha dichiarato 3 volte l’incostituzionalità delle disposizioni impugnate (o di parte di esse) con risultati di notevole impatto sulle leggi regionali di interesse; in particolare si tratta della legge n.80 del 2025 in materia di organizzazione sanitaria, della legge n. 20 del 2024 in materia di aree idonee e della legge n. 5 del 2024 con cui era stata introdotta la moratoria provvisoria in materia di realizzazione di impianti di produzione di rinnovabili. Sono state, invece, dichiarate legittime e il ricorso statale è stato respinto in merito alle disposizioni di cui alla legge n. 2 del 2025, e alla legge n. 12 del 2024 entrambe relative alla possibilità di utilizzare per un certo lasso temporale il personale medico in quiescenza. 
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“Di fronte alla devastazione di quella che è considerata una delle tempeste più violente del secolo,  possiamo dire che i danni sono stati contenuti grazie al grande lavoro svolto dalle donne e dagli uomini della Protezione civile regionale, che senza sosta, e da ben prima che il ciclone Harry si abbattesse sulla nostra isola, si sono prodigati a supporto dei Comuni e delle comunità a rischio". Così il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini.
"Arriverà il momento della conta dei danni e sono sicuro che il Consiglio, unitariamente, sarà pronto a dare risposte e ristori rapidi. Ora dobbiamo essere orgogliosi e grati della risposta all’emergenza arrivata dai volontari della Protezione civile, dalle forze dell’ordine, dagli agenti del Corpo Forestale, dal personale di Arpas e Forestas, dagli stessi sindaci e amministratori che hanno seguito e gestito le fasi più drammatiche e difficili di queste lunghe giornate. Ringraziamo anche il senso civico dei Sardi che si sono attenuti alle prescrizioni della Protezione civile e dei sindaci: siamo vicini a chi ha avuto danni alle abitazioni, alle aziende, agli allevamenti. Non saranno lasciati soli, da subito ci attiveremo come Regione ma anche nei confronti dello Stato”.
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