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La Regione Sardegna ha pubblicato il bando dell’Assessorato dell'Agricoltura per la concessione di indennizzi destinati alle imprese della pesca e dell'acquacoltura che hanno sostenuto maggiori costi per l'acquisto del carburante a causa degli effetti economici del conflitto in Medio Oriente.

L'intervento è finanziato nell'ambito del Programma europeo FEAMPA 2021-2027, a seguito della rimodulazione delle risorse regionali in corso da parte del Ministero dell'Agricoltura.

"Vogliamo che le imprese possano accedere agli indennizzi nel più breve tempo possibile. Per questo, in accordo con tutte le Regioni e il MASAF, abbiamo pubblicato subito il bando in attesa del perfezionamento formale delle modifiche alla parte finanziaria del FEAMPA. Nel frattempo con un emendamento alla variazione di bilancio, in discussione nei prossimi giorni, porteremo le risorse complessive a 5 milioni di euro”, dichiara l'assessore dell'Agricoltura e della Pesca, Francesco Agus.

L'intensità dell'aiuto coprirà fino al 100% dei costi ammissibili. Gli indennizzi riguarderanno le attività svolte, anche in modo non continuativo, nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026.

Per le imprese della pesca, l'importo dell'indennizzo sarà parametrato in base alla lunghezza e alla potenza delle imbarcazioni, mentre per quelle dell'acquacoltura il contributo sarà calcolato in proporzione alla capacità produttiva degli impianti.

Le domande potranno essere presentate dal 7 agosto al 7 settembre 2026 attraverso la piattaforma SIPES.

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Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha disposto la conclusione negativa della Conferenza di servizi relativa al progetto "Ittiri BESS", l'impianto di accumulo elettrochimico da 470,4 MW previsto in località Su Dragone, nel territorio comunale di Ittiri.

La decisione conferma la posizione assunta dalla Regione Sardegna con la deliberazione del 21 luglio scorso, con cui la Giunta aveva negato il rilascio dell'intesa regionale, ritenendo il progetto incompatibile con il territorio e con gli indirizzi della programmazione energetica regionale. Il provvedimento ministeriale richiama, infatti, i principali elementi già evidenziati dalla Regione: la mancata intesa regionale, le carenze progettuali e documentali, l'assenza del benestare di Terna e le modifiche apportate al progetto nel corso dell'istruttoria.

"Le nostre valutazioni trovano oggi piena conferma", dichiara l'assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda. "La Regione ha svolto fino in fondo il proprio ruolo istituzionale, costruendo un'istruttoria solida, basata su valutazioni tecniche e giuridiche, e non su posizioni pregiudiziali. Il provvedimento del Ministero dimostra che la tutela del territorio, del paesaggio, delle aree agricole e del patrimonio culturale può e deve poggiare su atti amministrativi rigorosi e motivati".

Un esito che, sottolinea l'assessore, è anche il risultato del lavoro svolto da tutta la Regione accanto al Comune di Ittiri e alla comunità locale durante l'intero iter autorizzativo.

"Fin dall'inizio abbiamo scelto di affiancare il Comune, coinvolgendo tutti gli uffici regionali competenti attraverso un'azione coordinata tra gli assessorati. È così che intendiamo esercitare l'autonomia speciale: mettendo le competenze della Regione al servizio dei territori, affinché le comunità locali non siano lasciate sole di fronte a procedimenti complessi e strategici".

L'attività istruttoria ha coinvolto i diversi servizi regionali competenti, che hanno esaminato il progetto sotto i principali profili amministrativi e tecnici, contribuendo a definire il quadro delle criticità dell'intervento, oggi richiamato nella determinazione conclusiva del Ministero.

"Questa vicenda dimostra che la transizione energetica non può essere affidata all'improvvisazione. Servono programmazione, qualità progettuale, rispetto delle regole e confronto con i territori. La Sardegna continuerà a sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma pretenderà sempre che gli interventi siano coerenti con le vocazioni dei luoghi e con l'interesse pubblico. È questa la linea che continueremo a seguire, con serietà, equilibrio e senso delle istituzioni".

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È stato pubblicato sul sito dell’ASPAL l’Avviso pubblico per l’erogazione di voucher formativi individuali finalizzati al conseguimento della Licenza di Manutentore Aeronautico, certificazione professionale riconosciuta a livello europeo, rilasciata secondo la normativa ENAC/EASA, indispensabile per operare nelle attività di manutenzione e certificazione degli aeromobili e dei relativi componenti.

“Il settore aeronautico – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca - rappresenta un comparto strategico ad alto contenuto tecnologico, con importanti prospettive di crescita e una crescente richiesta di personale qualificato. La Sardegna, grazie alla presenza di realtà specializzate e agli investimenti in corso nella filiera, può cogliere questa opportunità sostenendo percorsi formativi capaci di creare nuove competenze, favorire l’occupazione giovanile e rispondere concretamente ai fabbisogni delle imprese. Investire nella formazione significa investire nello sviluppo, nell’innovazione e nel futuro del nostro territorio”.

Possono partecipare all’Avviso i giovani tra i 18 e i 31 anni non compiuti, residenti in Sardegna da almeno 12 mesi, in stato di disoccupazione e con DID attiva, in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e di un’attestazione ISEE in corso di validità non superiore a 40 mila euro. È inoltre richiesta una conoscenza della lingua inglese almeno di livello B1, oltre a non essere già in possesso della Licenza di Manutentore Aeronautico per la categoria richiesta e a non usufruire di altri contributi incompatibili per lo stesso percorso formativo.

I beneficiari potranno scegliere liberamente il percorso formativo tra gli organismi di addestramento autorizzati secondo la normativa ENAC/EASA (Part-147) e inseriti nel Catalogo Formativo ASPAL LMA 2026, istituito e aggiornato dall’Agenzia. Sarà inoltre possibile optare per soggetti non ancora presenti nel Catalogo, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente e dalla manifestazione di interesse ASPAL.

“Sappiamo che spesso i percorsi di alta specializzazione possono rappresentare un’opportunità difficilmente accessibile per molti giovani, soprattutto quando richiedono di spostarsi fuori dalla Sardegna e affrontare costi elevati per la formazione, il viaggio e la permanenza – prosegue l’assessora Manca -. Per questo abbiamo voluto sostenere concretamente i giovani che scelgono di investire nella propria formazione e nel proprio futuro professionale, prevedendo non solo il sostegno ai costi del percorso formativo, ma anche contributi per le spese di viaggio e permanenza necessarie alla frequenza dei corsi fuori regione”.

“Il nostro obiettivo è dare ai giovani sardi la possibilità di costruire il proprio futuro attraverso la formazione e il lavoro, abbattendo le barriere economiche che troppo spesso limitano l’accesso alle opportunità. Investire sulle competenze significa investire sulle persone, sulle loro aspirazioni e sulla crescita della nostra terra”, conclude l’esponente della Giunta Todde.

L’Avviso pubblico, con tutte le informazioni, i requisiti e le modalità di partecipazione, è consultabile sul sito dell'ASPAL

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- La Regione Sardegna investe 1.491.305,67 euro per trasformare il periodo della detenzione in un'opportunità concreta di crescita, formazione e riscatto. Con l'approvazione dell'avviso pubblico "Attuazione Modelli di intervento per l'inclusione Attiva dei Detenuti (AMA DE) – Progetto Per.S.E.I.De. Percorsi Socio-Educativi e di Inserimento per i Detenuti", l'Assessorato del Lavoro punta a rafforzare le politiche di inclusione sociale, offrendo ai detenuti strumenti e competenze per costruire un futuro diverso e ridurre il rischio di recidiva.

“Il carcere non deve rappresentare soltanto il luogo in cui si sconta una pena, ma anche uno spazio in cui ricostruire il proprio futuro – dichiara l'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca –. La nostra Costituzione affida alla pena una funzione rieducativa e noi vogliamo dare concretezza a questo principio, offrendo alle persone detenute l'opportunità di acquisire competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro. Restituire dignità attraverso il lavoro significa creare le condizioni perché, una volta terminata la detenzione, queste persone possano intraprendere un percorso di inclusione e autonomia, riducendo il rischio di ricadere nell'illegalità”.

L'intervento, che rientra nell'avviso pubblico "Attuazione Modelli di intervento per l'inclusione Attiva dei Detenuti (AMA DE), finanzia percorsi formativi finalizzati all'acquisizione di qualifiche professionali riconosciute, inserite nel Repertorio regionale dei Profili di Qualificazione, con l'obiettivo di favorire il reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute e contribuire alla riduzione della recidiva.

Finanzia percorsi formativi finalizzati all'acquisizione di qualifiche professionali riconosciute, inserite nel Repertorio regionale dei Profili di Qualificazione, individuate in raccordo con il Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria e coerenti con i fabbisogni del mercato del lavoro. I percorsi saranno realizzati all'interno degli istituti penitenziari della Sardegna, utilizzando le aule e i laboratori già presenti.

Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso l'area riservata del portale Sardegna Lavoro, entro la finestra temporale compresa tra le ore 15.00 del 29 luglio 2026 e le ore 23.59 dell'11 settembre 2026.

“Investire nella formazione in carcere – conclude l'assessora – significa investire nella sicurezza delle nostre comunità. Ogni persona che, grazie a un percorso educativo e professionale, riesce a reinserirsi nella società è una persona che ha una concreta possibilità di costruire una nuova vita”

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Si è svolta la riunione plenaria dedicata alla Campagna Antincendio Boschivo 2026, convocata dalla Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna, d'intesa con l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, per condividere il quadro operativo del mese di agosto e rafforzare il coordinamento tra tutte le componenti del sistema regionale.

L'Assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, il Direttore generale della Protezione Civile Mauro Merella, il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Gianluca Cocco, il Direttore Coordinatore Speciale dei Vigili del Fuoco Giuseppe Melis e il Direttore generale di Forestas Antonio Casula hanno partecipato ai lavori in presenza presso la Sala riunioni dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente. Collegati in videoconferenza, con circa 180 partecipanti, i rappresentanti delle Prefetture, dei Comuni, delle Province e Città metropolitane, delle strutture operative, degli enti gestori dei servizi essenziali, delle associazioni di categoria e del volontariato di protezione civile.

Nel corso dell'incontro sono stati analizzati l'andamento della campagna AIB, l'evoluzione delle condizioni meteorologiche e le azioni da mettere in campo nelle prossime settimane. ARPAS ha illustrato un quadro caratterizzato da un temporaneo calo delle temperature, seguito da una nuova fase di caldo intenso, mentre il Centro Funzionale Decentrato ha evidenziato come la vegetazione risulti più stressata rispetto allo scorso anno, pur in un contesto di pericolosità oggi inferiore rispetto ai picchi registrati nel mese di luglio.

L'Assessora della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, ha sottolineato che «la lotta agli incendi non può essere demandata esclusivamente alle strutture operative. È necessario il coinvolgimento di tutta la società, dalle istituzioni ai cittadini, passando per agricoltori, allevatori, barracelli e associazioni di categoria. La prevenzione si costruisce con la collaborazione e con una maggiore presenza sul territorio».

Il Direttore generale della Protezione Civile, Mauro Merella, ha evidenziato che «l'obiettivo della riunione è condividere informazioni e strategie operative tra tutti i soggetti coinvolti, mantenendo alta l'attenzione nel periodo più delicato della campagna AIB e assicurando il massimo coordinamento nelle giornate a maggiore rischio». Nel corso dei lavori sono stati inoltre richiamati il contributo del progetto Gemellaggi AIB e dei moduli europei antincendio attualmente presenti in Sardegna a supporto del dispositivo regionale.

Il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Gianluca Cocco, ha ribadito che «la forza del sistema regionale risiede nella capacità di lavorare insieme, condividendo informazioni e supportandosi reciprocamente. Nonostante un'estate particolarmente impegnativa, il sistema continua a garantire una risposta efficace grazie alla collaborazione tra tutte le componenti coinvolte».

Il Direttore Coordinatore Speciale dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Melis, ha ricordato l'importanza della sensibilizzazione rivolta anche ai turisti e ai frequentatori delle aree naturali, sottolineando la necessità di adottare comportamenti responsabili per ridurre il rischio di innesco degli incendi.

Il Direttore generale di Forestas, Antonio Casula, ha confermato il massimo impegno dell'Agenzia nel garantire il presidio del territorio, evidenziando il rafforzamento dello schieramento operativo e l'obiettivo di incrementare ulteriormente la presenza delle squadre sul campo.

Nel corso del confronto sono intervenuti anche i rappresentanti delle Prefetture, di ANCI Sardegna, delle Compagnie barracellari e di numerosi Comuni, condividendo proposte e buone pratiche per rafforzare il presidio del territorio, la prevenzione e il coordinamento istituzionale durante l'intera campagna antincendio boschivo.

Dai lavori è emersa, al tempo stesso, la necessità di proseguire nel rafforzamento del sistema regionale, affrontando alcune criticità legate alla carenza di personale, in particolare nel Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e nell'Agenzia Forestas, e all'esigenza di incrementare le attività di prevenzione durante tutto l'anno. Tutti i partecipanti hanno condiviso l'importanza di consolidare ulteriormente la collaborazione tra istituzioni, strutture operative, enti locali e volontariato, nella consapevolezza che solo un'azione coordinata e una pianificazione sempre più efficace possono contribuire a ridurre il rischio incendi e a garantire una risposta tempestiva alle emergenze.

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La Regione stanzia 2.140.800 euro a favore di 166 Compagnie Barracellari della Sardegna. Con l'approvazione della ripartizione dei contributi per l'annualità 2026, l'Assessorato degli Enti locali, Finanze e Urbanistica conferma il proprio sostegno a uno dei presìdi più radicati del territorio, destinando risorse alle spese di funzionamento, alle coperture assicurative, all'equipaggiamento e alle attrezzature.

“Le compagnie barracellari rappresentano una realtà unica della Sardegna e svolgono ogni giorno un servizio di straordinario valore per le nostre comunità – dichiara l'assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda –. Con questo intervento rinnoviamo un impegno concreto nei confronti di donne e uomini che operano con competenza e spirito di servizio nella vigilanza del territorio, nella tutela del patrimonio ambientale e rurale e nel supporto alle amministrazioni comunali”.

Per garantire la più ampia partecipazione, l'Assessorato aveva disposto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande, consentendo anche alle compagnie impegnate nella campagna antincendio boschivo di accedere ai contributi. Una scelta che si inserisce nel percorso di semplificazione amministrativa avviato dalla Regione, con procedure sempre più aderenti alle esigenze operative dei territori.

Il provvedimento conferma inoltre il sistema di incentivazione per le compagnie che operano in convenzione con Comuni privi di un proprio corpo barracellare, promuovendo la collaborazione tra enti locali e una gestione condivisa dei servizi sul territorio.

“Confermiamo il nostro impegno per la revisione del disciplinare – conclude Spanedda –: rafforzare le compagnie barracellari significa investire sulla capacità delle comunità di prendersi cura del proprio territorio. Continueremo a valorizzarne il ruolo, gli strumenti operativi e a sostenere la collaborazione tra i Comuni, perché una presenza capillare, competente e profondamente radicata nelle comunità rappresenta un valore fondamentale per la Sardegna”.

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La Regione Sardegna avvia “L’Isola che accoglie”, un’iniziativa dedicata al turismo accessibile e inclusivo. Il progetto racconta gli interventi di accessibilità realizzati in alcune spiagge pilota della Sardegna, con l’obiettivo di far conoscere le informazioni e i servizi disponibili per una fruizione più semplice, sicura e autonoma. L’iniziativa è cofinanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità e dalla Regione Sardegna con risorse del FESR.

“L’Isola che accoglie” segue i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e si ispira all’Agenda ONU 2030, alla Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 e alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale del Turismo.

“L'accessibilità rappresenta un elemento importante per una fruizione più ampia e consapevole del patrimonio balneare sardo - dichiara Franco Cuccureddu, assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna - Con ‘L’Isola che accoglie’– prosegue - raccontiamo un’esperienza realizzata in quattro destinazioni

turistiche rilevanti e affermate, replicabile nel breve periodo in tanti altri Comuni costieri. Il progetto – aggiunge Cuccureddu - valorizza sia il lavoro svolto dalle amministrazioni comunali coinvolte che il contributo diretto delle persone con disabilità coinvolte. L’iniziativa – conclude l’assessore - restituisce un quadro concreto degli interventi realizzati e degli strumenti informativi sviluppati per conoscere i servizi disponibili nelle spiagge interessate dal progetto”.

QUATTRO COMUNI PROTAGONISTI DEL PROGETTO

Il progetto coinvolge quattro territori della Sardegna: Alghero, Carloforte, La Maddalena e Orosei.

Questi Comuni sono i primi protagonisti di un percorso pilota dedicato all’accessibilità delle esperienze balneari.

L’iniziativa rappresenta un’esperienza pilota dedicata all’accessibilità delle esperienze balneari nei Comuni coinvolti, attraverso attività, strumenti informativi e pratiche sviluppate nell’ambito del progetto.

Le persone con disabilità partecipano alla costruzione del progetto.

“L’Isola che accoglie” mette al centro la partecipazione.

Le persone con disabilità contribuiscono allo sviluppo dell’iniziativa attraverso le loro esperienze, i loro suggerimenti e il loro punto di vista.

Questo contributo è fondamentale per migliorare i servizi e rendere le spiagge e le informazioni turistiche più vicine alle esigenze di tutti.

Il progetto promuove anche nuove opportunità di inclusione e crescita professionale.

Nei Comuni coinvolti sono stati attivati tirocini nel settore turistico, che permettono di acquisire nuove competenze con il supporto di un tutor. In alcuni casi, il percorso ha portato anche ad assunzioni a tempo determinato.

L’iniziativa prevede inoltre attività di formazione dedicate agli operatori turistici, per rafforzare le competenze sull’accoglienza accessibile e favorire una cultura inclusiva.

Al termine del percorso è previsto un evento finale durante il quale i tirocinanti racconteranno la propria esperienza e il contributo dato alla realizzazione del progetto.

Informazioni più semplici per organizzare la vacanza

Il progetto interviene anche sull’accessibilità delle informazioni.

Per ogni spiaggia coinvolta saranno realizzate schede informative chiare e complete, che permetteranno di conoscere in anticipo i servizi disponibili.

Le schede indicheranno, ad esempio, la presenza di passerelle di accesso, ausili per la balneazione, servizi igienici accessibili, spogliatoi dedicati, parcheggi riservati e servizi di assistenza.

Le informazioni saranno pubblicate sui siti dei Comuni coinvolti, sul portale SardegnaTurismo.

I contenuti saranno realizzati secondo gli standard internazionali di accessibilità digitale WCAG 2.1 – livello AA, per garantire una consultazione semplice da parte del maggior numero possibile di persone.

UN’ESPERIENZA RACCONTATA ATTRAVERSO IMMAGINI E CONTENUTI

“L’Isola che accoglie” nasce nei quattro Comuni pilota, ma raccoglie un’esperienza che potrebbe essere condivisa.

L’iniziativa prevede anche la realizzazione di materiali di comunicazione, tra cui un documentario, una versione breve del video e uno spot dedicato ai risultati raggiunti.

Questi contenuti raccontano le attività svolte nei Comuni coinvolti e documentano gli strumenti e le buone pratiche sviluppati durante il progetto.

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Dura presa di posizione delle istituzioni regionali dopo l’atto intimidatorio compiuto a Lula ai danni di due ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), impegnati nelle attività collegate al progetto dell’Einstein Telescope. La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha espresso la propria solidarietà ai due studiosi, definendo l’episodio «un fatto grave» che coinvolge non solo le vittime, ma l’intera comunità sarda.

Secondo la presidente, si tratta di un gesto isolato che non rappresenta il territorio né la popolazione di Lula, una comunità che, come molte altre nell’Isola, guarda al progetto scientifico come a un’importante occasione di crescita economica, occupazionale e sociale.

Todde ha ribadito che la Sardegna ha scelto di puntare sulla ricerca, sull’innovazione e sulla conoscenza come strumenti fondamentali per costruire il proprio futuro. Per questo motivo, ha sottolineato, ogni tentativo di intimidire chi lavora per sviluppare nuove opportunità è destinato a non avere successo.

La governatrice ha inoltre richiamato il valore strategico dell’Einstein Telescope, il grande osservatorio europeo per lo studio delle onde gravitazionali candidato a sorgere nel sito di Sos Enattos, nel Nuorese. Un’infrastruttura che, secondo la Regione, potrebbe rappresentare una svolta per il territorio, favorendo l’arrivo di ricercatori e investimenti, creando occupazione qualificata e rafforzando il ruolo della Sardegna nei grandi progetti scientifici internazionali.

«La Sardegna sarà sempre dalla parte della legalità e della scienza», ha ribadito Todde, assicurando pieno sostegno ai ricercatori e la fiducia nel lavoro degli investigatori affinché venga fatta chiarezza sull’accaduto.

La presidente ha infine rivolto un messaggio di vicinanza all’INGV, ai suoi vertici e a tutto il personale impegnato nelle attività di ricerca sull’Isola, confermando l’impegno della Regione nel sostenere chi opera per lo sviluppo della conoscenza e dell’innovazione.

Alla condanna si è unito anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha definito quanto accaduto «un atto intimidatorio gravissimo» nei confronti di due professionisti impegnati in un progetto di grande rilevanza per la Sardegna e per l’Italia. Comandini ha espresso solidarietà ai ricercatori, sottolineando come episodi di questo genere non possano ostacolare un percorso che punta a fare dell’Isola uno dei principali poli europei della ricerca scientifica.

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La Giunta regionale ha approvato la ripartizione, per l'anno 2026, dei 5 milioni di euro del Fondo per le Indennità Regionali Aggiuntive (IRA), destinato a sostenere l'operatività dei presìdi ospedalieri situati nelle aree caratterizzate da particolare disagio demografico e geomorfologico e da elevata carenza assistenziale. Viene introdotto un nuovo criterio di riparto delle risorse che tiene conto, oltre che della continuità rispetto alle assegnazioni precedenti, anche della pressione assistenziale registrata nei Pronto Soccorso aziendali. La distribuzione del fondo è stata infatti parametrata agli accessi registrati nel 2025, applicando un meccanismo di gradualità volto a evitare squilibri tra le Aziende e garantire la prosecuzione delle misure già avviate.

Con questo provvedimento la Regione continua a sostenere concretamente gli operatori che garantiscono ogni giorno l'assistenza sanitaria nei territori più complessi della Sardegna, attraverso un criterio di riparto che valorizza il reale carico di lavoro dei Pronto Soccorso, senza penalizzare la continuità degli interventi già in essere. Viene rafforzata così la tenuta del sistema nelle aree più esposte alla carenza di personale, riconoscendo il valore di chi assicura servizi essenziali ai cittadini anche nelle situazioni più difficili.

Col nuovo riparto, le risorse vengono assegnate alle Asl sulla base del fabbisogno assistenziale, con un incremento delle quote destinate ai territori che registrano la maggiore attività di emergenza-urgenza, mantenendo al contempo un equilibrio complessivo tra tutte le realtà del sistema sanitario regionale.

Le risorse del fondo saranno destinate al personale sanitario della dirigenza e del comparto operante nei presìdi interessati. La misura e le modalità di corresponsione delle indennità saranno definite nell'ambito della contrattazione collettiva, mentre alle Aziende sanitarie viene demandato il compito di ripartire le risorse tra dirigenza e comparto sulla base delle effettive criticità assistenziali presenti nei rispettivi territori.

La deliberazione dà inoltre mandato alle Aziende sanitarie di trasmettere alla Direzione generale della Sanità gli accordi sottoscritti in sede di contrattazione, necessari per l'attuazione della misura e la successiva erogazione delle indennità.

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Un intervento determinante dell’Assessorato regionale del Lavoro ha permesso di reperire le risorse indispensabili per estendere il progetto di reinserimento dedicato alle ex lavoratrici e agli ex lavoratori della San Martino S.r.l. di Codrongianos. Nella mattinata di oggi, nella sede della Città Metropolitana di Sassari, è stato siglato l’accordo che assicura il proseguimento del cantiere di politiche attive, scongiurando l'interruzione delle attività per il personale coinvolto.

All'incontro hanno preso parte l'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, il direttore generale di ASPAL, Luca Mereu, e il sindaco della Città metropolitana di Sassari, Giuseppe Mascia, insieme ai rappresentanti sindacali Michele Serra (UIL Sassari) e Pierfranco Piredda (Fisascat – CISL).

La proroga firmata oggi risponde a un’esigenza ben precisa: poiché la complessa procedura di liquidazione della società non è ancora ultimata, il cantiere sperimentale in scadenza il prossimo 30 settembre avrebbe rischiato di bloccare ogni possibilità di riassorbimento, lasciando i lavoratori senza tutele. L'ottimizzazione del finanziamento complessivo da 480 mila euro destinato al piano consente ora di prolungare l'operatività dell'iniziativa, guadagnando il tempo necessario affinché l'iter societario giunga a compimento.

Questo il commento dell'assessora del Lavoro Desirè Manca: “Esprimo profonda soddisfazione per la firma di questa proroga, un risultato fondamentale che conferma l'impegno concreto del nostro Assessorato al fianco di chi vive momenti di forte incertezza lavorativa. Non potevamo in alcun modo permettere che, con la scadenza di settembre e le tempistiche di un'articolata procedura di liquidazione aziendale ancora in corso, queste lavoratrici e questi lavoratori si ritrovassero improvvisamente senza tutele, senza reddito e senza prospettive per il futuro. Ci siamo mossi con tempestività e determinazione per individuare le risorse necessarie a garantire la continuità delle attività: in questo modo mettiamo al sicuro le famiglie e guadagniamo il tempo indispensabile per giungere a una soluzione definitiva e dignitosa per questa complessa vertenza”, conclude l'assessora Manca.

Come afferma Giuseppe Mascia, “la Città Metropolitana intende percorrere ogni strada possibile affinché San Martino torni a rappresentare un bene da valorizzare, producendo ricchezza e lavoro e attestandosi come risorsa anche dal punto di vista della promozione del territorio, data la notorietà del marchio a livello internazionale. In attesa che arrivino a compimento gli aspetti giudiziari della vicenda, rispetto ai quali possiamo solo attendere con fiducia la più celere e positiva delle conclusioni, non dimentichiamo i lavoratori rimasti coinvolti loro malgrado in questa crisi aziendale. Ringraziamo la Regione Sardegna e in particolare gli assessori Desirè Manca e Giuseppe Meloni per aver individuato le risorse necessarie per proseguire nel cantiere di politiche attive”, conclude il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia.

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