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Arrivano le risorse per sostenere il ripristino dei territori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dei mesi di gennaio e febbraio 2026.

Dieci milioni di euro sono stati destinati ai Comuni con la variazione di bilancio per gli interventi di ripristino dei danni provocati dai cicloni Harry e Oriana che hanno colpito la Sardegna all’inizio dell’anno. A questi si aggiunge un altro milione di euro per le grandi aree industriali interessate dal maltempo.

Le risorse si inseriscono nel percorso avviato a seguito delle dichiarazioni dello stato di emergenza e delle ricognizioni effettuate nei territori interessati. La documentazione allegata alla norma richiama 1.438 segnalazioni comunali relative al patrimonio pubblico e un quadro dei danni di dimensioni largamente superiori alle risorse finora disponibili.

“L’emergenza non termina quando cessa l’allerta” dichiara l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi. “Dopo la fase del soccorso resta quella, altrettanto importante, del ripristino delle condizioni ordinarie nei territori, delle infrastrutture e delle attività colpite”.

Un ulteriore milione di euro è destinato alle grandi aree industriali interessate dalle eccezionali mareggiate dei mesi di gennaio e febbraio, per il ripristino di infrastrutture, impianti e attrezzature e per il recupero dal fondale marino di materiali e beni trascinati dagli eventi.

La disposizione consente la concessione di contributi ai soggetti pubblici e privati danneggiati.

“La dimensione degli eventi estremi impone di lavorare contemporaneamente sulla prevenzione e sulla capacità di recupero. Investire sulla resilienza significa ridurre i rischi prima, intervenire durante l’emergenza e accompagnare i territori nel ritorno alla normalità” conclude l’assessora Laconi.

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Dodici milioni di euro per costruire una nuova capacità regionale di osservazione, monitoraggio e analisi dei rischi, integrando sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, osservazione satellitare della Terra ed elaborazione avanzata dei dati.

È uno degli assi più innovativi degli interventi approvati nella variazione di bilancio: 7 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il Programma regionale UAS e 5 milioni, nello stesso biennio, per l’acquisizione di servizi satellitari.

Il programma sui droni porta a sistema l’esperienza maturata negli ultimi anni dalla Direzione generale della Protezione civile e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA) ampliando le possibilità di impiego delle tecnologie UAS: sorveglianza e avvistamento degli incendi, supporto alle operazioni di spegnimento, ricerca e soccorso di persone disperse, monitoraggio del rischio idrogeologico e idrico, del patrimonio forestale, delle coste e dell’inquinamento marino, controllo dei rischi industriali e ambientali, mappatura delle aree a pericolo e supporto alle comunicazioni nelle emergenze.

Le dotazioni potranno essere utilizzate dalla Protezione civile regionale per le finalità multirischio di previsione, prevenzione, soccorso e superamento delle emergenze, e in modo coordinato anche a supporto delle funzioni di sorveglianza e vigilanza ambientale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

“Non ci interessa la tecnologia come fine a sé stessa. Ci interessa ciò che la tecnologia permette di conoscere prima e ciò che consente agli operatori di decidere meglio e più rapidamente”, dichiara l’Assessora Rosanna Laconi. “Un incendio individuato prima, una criticità idrogeologica letta con maggiore precisione, una persona dispersa localizzata più rapidamente possono cambiare radicalmente l’esito di un intervento”.

A questa rete si affiancheranno i servizi satellitari di osservazione della Terra, acquisiti come servizio e integrati attraverso una piattaforma regionale di elaborazione e analisi predittiva.

Le applicazioni previste hanno carattere trasversale: protezione civile, tutela dell’ambiente, agricoltura, infrastrutture e vigilanza ambientale potranno utilizzare dati radar e ottici, prodotti ad alta risoluzione e strumenti di analisi per il monitoraggio degli incendi, del rischio idrogeologico, delle risorse idriche, delle coste, della vegetazione e delle trasformazioni del territorio.

La nuova disciplina regionale rafforza inoltre il principio dell’interoperabilità delle informazioni, prevedendo che le componenti del Sistema condividano i dati utili anche attraverso il Sistema informativo di protezione civile.

“Droni, satelliti e sistemi informativi devono diventare parti dello stesso ecosistema della conoscenza. Prevenire significa innanzitutto conoscere il territorio e riconoscere tempestivamente segnali di rischio” conclude l’assessora Laconi.

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Prevenire i danni, rafforzare gli ecosistemi e programmare gli interventi nel tempo. È l’obiettivo del pacchetto da 22,24 milioni di euro che la variazione di bilancio dedica a boschi e ripristino della natura, difesa fitosanitaria e gestione della fauna selvatica.

“Il cambiamento climatico e la crescente pressione sugli ecosistemi impongono di intervenire prima che il problema assuma la dimensione dell’emergenza – afferma l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi –. Programmare significa poter proteggere meglio boschi, sugherete, sistemi fluviali e attività agricole, utilizzando le risorse dove e quando sono realmente necessarie”.

Per il ripristino della natura sono previsti 4 milioni di euro nel biennio 2027-2028, destinati al recupero della funzionalità degli ecosistemi degradati, dalle zone umide ai corsi d’acqua, dalle dune alle praterie.

Per il patrimonio boschivo dei Comuni viene invece introdotto un finanziamento strutturale di un milione di euro l’anno a decorrere dal 2026, rivolto ai Comuni dotati di un piano di gestione e assestamento forestale approvato e non coperti da altre fonti di finanziamento. Ulteriori 1,8 milioni sostengono l’Azione Bosco nel triennio.

Alla ricerca, fruizione, tutela e valorizzazione del patrimonio carsico e speleologico e al catasto speleologico regionale sono destinati inoltre 390 mila euro nel triennio (130 mila l’anno) a favore della Federazione Speleologica Sarda.

Particolarmente consistente è il capitolo della difesa fitosanitaria e del contrasto agli insetti nocivi: 10,2 milioni complessivi. Di questi, 4,7 milioni nel 2027-2028 sono destinati al contenimento delle infestazioni provocate dai lepidotteri defogliatori della sughera; 4,5 milioni nel triennio rafforzano le attività affidate alle Province contro artropodi, roditori e altri organismi nocivi; 1 milione finanzierà nel 2026 un intervento straordinario sui vettori nell’Oristanese. Le competenze sanitarie restano in capo alle autorità competenti.

Alla fauna selvatica sono infine destinati 2,75 milioni. Il piano regionale di controllo e contenimento della nutria dispone di 1,75 milioni nel triennio, mentre un ulteriore milione rafforza nel 2026 il fondo per gli indennizzi dei danni causati dalla fauna selvatica.

Con quest’ultimo stanziamento la dotazione per gli indennizzi passa complessivamente da 1 a 2 milioni di euro, consentendo di rafforzare in particolare la copertura dei danni alle attività agricole. “La tutela della biodiversità deve convivere con la sicurezza delle attività economiche e con l’equilibrio dei territori. La risposta efficace è una gestione coordinata, fondata sulla conoscenza scientifica e sulla capacità di intervenire in modo continuativo” conclude l’assessora Laconi.

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Oltre 56,8 milioni di euro della variazione di bilancio regionale sono destinati al sistema delle aree protette, alle infrastrutture verdi e blu dei Comuni e alla gestione delle coste.

Il primo grande intervento riguarda i parchi naturali regionali di Gutturu Mannu, Molentargius-Saline, Porto Conte e Tepilora, ai quali sono complessivamente destinati 23.295.061 euro per rendere operativi gli interventi previsti dalla relativa pianificazione.

” Dopo la fase della pianificazione occorre dare ai parchi gli strumenti per tradurla in interventi – dichiara l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi –. La tutela non significa chiudere un territorio, ma gestirlo bene, recuperare ciò che esiste, proteggere gli habitat e rendere compatibile la fruizione con la conservazione della natura”.

Gli interventi potranno riguardare, secondo le previsioni dei rispettivi strumenti di pianificazione, il recupero e la messa in sicurezza di accessi e percorsi, la riqualificazione di edifici esistenti a servizio dei parchi, il recupero degli habitat e strutture leggere per una fruizione sostenibile. La ripartizione delle risorse fra i quattro parchi sarà definita con un successivo provvedimento della Giunta regionale.

Inoltre, 3,5 milioni sono destinati alla gestione della Rete Natura 2000, 300 mila euro alle oasi permanenti di protezione faunistica e 100 mila euro al programma Man and Biosphere dell’Unesco.

A queste risorse si aggiungono 4,5 milioni di euro per il 2026 destinati al Parco naturale regionale di Tepilora, per i lavori di completamento delle infrastrutture destinate ad attività di educazione non formale e outdoor education giovanile, educazione ambientale, divulgazione scientifica, formazione permanente e promozione del turismo sostenibile, fondate sulla vita all’aria aperta e sulla vita di comunità. Allo stanziamento si affiancano 100 mila euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 per le relative spese di gestione.

Un secondo intervento, da 8 milioni di euro, riguarda le infrastrutture verdi e blu. Le nuove risorse consentono l’ulteriore scorrimento della graduatoria dell’azione FESR 3.7.2 a favore dei comuni ammessi.

Si tratta di interventi su parchi urbani, boschi, filari alberati, corsi d’acqua, zone umide e connessioni ecologiche capaci di produrre benefici ambientali ma anche di aumentare la resilienza dei centri abitati alle ondate di calore e agli eventi meteorologici intensi.

Sul fronte costiero sono inoltre previsti 7,456 milioni nel triennio per la Conservatoria delle Coste, destinati a rafforzarne la capacità operativa e di programmazione pluriennale, e 1,3 milioni per la gestione della posidonia depositata sui litorali, con interventi che ne favoriscano una gestione compatibile con la protezione delle spiagge e il contrasto all’erosione.

Alle Aree marine protette sono destinati inoltre 5 milioni di euro nel triennio (1 milione nel 2026 e 2 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028) per l’adozione di soluzioni per l’approvvigionamento energetico e per la gestione della risorsa idrica e del sistema fognario e depurativo compatibili con la valenza ambientale dei siti, ai fini del superamento delle carenze infrastrutturali negli insediamenti delle isole minori.

Sempre sul fronte costiero, è incrementato di 2 milioni di euro per il 2026 il fondo di rotazione destinato alla concessione di finanziamenti in favore degli enti locali per la progettazione di interventi di difesa costiera e di riqualificazione, previsto dalla legge regionale n. 1 del 2023.

La manovra assicura poi la continuità del Progetto NEPTUNE, con 350 mila euro l’anno nel triennio 2026-2028 a favore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università degli Studi di Cagliari, per la ricerca scientifica finalizzata allo sviluppo di strumenti innovativi per la pianificazione e la gestione sostenibile delle aree costiere.

“Parchi, verde urbano e coste non sono politiche separate, sono parti della stessa infrastruttura naturale della Sardegna, dalla quale dipendono biodiversità, qualità della vita, sicurezza dei territori e possibilità di uno sviluppo coerente con le caratteristiche dell’Isola” conclude l’assessora Laconi.

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“L'azione dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio si inserisce in una visione integrata delle politiche economiche regionali, nella quale turismo e impresa rappresentano due leve complementari per rafforzare la capacità competitiva della Sardegna, incrementare l'occupazione e generare valore diffuso sui territori”. Lo afferma l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, illustrando nel dettaglio gli interventi strategici programmati con l’approvazione della variazione della manovra finanziaria e in particolare dell’art. 10 dedicato specificamente a turismo, artigianato e commercio.

SETTORE COMMERCIO

Particolare attenzione è rivolta alle misure di sostegno alle imprese, con l'obiettivo di favorire investimenti, innovazione, crescita dimensionale e maggiore competitività,accompagnando il tessuto imprenditoriale in un percorso di sviluppo sostenibile e duraturo. “Il settore del commercio assume un ruolo centrale nella strategia di sviluppo regionale – evidenzia l’assessore –. La manovra finanziaria prevede l'attivazione di nuove misure incentivanti finalizzate a contrastare lo spopolamento, sostenere l'apertura e il rilancio delle attività commerciali e favorire l'imprenditoria femminile e giovanile. L'obiettivo è promuovere un modello di sviluppo che rafforzi il presidio economico e sociale dei territori, valorizzi le iniziative imprenditoriali e crei nuove opportunità di crescita e occupazione, in particolare nei piccoli comuni della Sardegna. Lo stanziamento previsto dalla manovra per investimenti è davvero molto significativo ed ammonta a 28 milioni di euro2.

Centri Commerciali Naturali: sono state stanziate le risorse sia per coprire il fabbisogno di tutte le domande pervenute nel 2026, sia per finanziare le spese rendicontate e non finanziate nel 2025 per mancanza di risorse. Si tratta complessivamente di oltre 2,2 milioni di euro.

SETTORE ARTIGIANATO

Il comparto dell’artigianato ha una serie di misure in corso nel 2026, a sostegno degli investimenti, per i quali è stata prevista la cospicua somma di circa 30 milioni di euro, e poi: per l’apprendistato, per l’acquisizione di patentini, certificazioni e marchi IGP.

Passaggio generazionale per le imprese artigiane. Si prevede lo stanziamento con la manovra di 2 milioni di euro, anche per il 2027, per sostenere le imprese nel momento più critico, quello del passaggio generazionale. La platea dei beneficiari è stata allargata, oltre che a parenti ed affini, anche, ai dipendenti dell’impresa artigiana.

SETTORE TURISMO

La manovra prevede uno stanziamento di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e2027destinati all’organizzazione del Capodanno in Sardegna, uno degli strumenti più efficaci per rafforzare il posizionamento dell'Isola come destinazione attrattiva durante tutto l'anno, che contribuisce a intercettare anche i flussi del turismo invernale. “La realizzazione di un grande evento diffuso su tutto il territorio regionale costituisce un elemento centrale della strategia di destagionalizzazione e di distribuzione dei flussi turistici, con ricadute economiche significative per le imprese e le comunità locali”, evidenzia l’assessore.

La variazione di bilancio prevede anche uno stanziamento di 7,5 milioni di euro per la Partenza della Vuelta 2028 dalla Sardegna, un evento di assoluto prestigio internazionale che l'Isola ospiterà per la prima volta nella sua storia. “Si tratta di un'opportunità unica per rafforzare la visibilità della Sardegna sui mercati esteri, consolidandone il posizionamento come destinazione di eccellenza per il turismo sportivo e per i grandi eventi – afferma l’assessore Cuccureddu –. L'iniziativa assume un valore ancora più significativo in relazione alle attività di promozione avviate sul mercato spagnolo in occasione del 700° anniversario della fondazione del Regno di Sardegna, creando una sinergia tra promozione turistica, valorizzazione dell'identità storica e internazionalizzazione della destinazione. La Vuelta rappresenta infatti una straordinaria vetrina mediatica, capace di raggiungere milioni di spettatori in tutto il mondo e di generare importanti ricadute economiche e di immagine per l'intero territorio regionale”.

Grandi Eventi Turistici. Molto corposi anche gli interventi sui grandi eventi, strategici per attuare politiche di destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi turistici: previsti oltre 10 milioni di euro che permetteranno di far scorrere le graduatorie di tutti i 13 cartelloni ed in particolare di quelli dello sport e dei festival. Viene istituito, con una dotazione di 6 milioni di euro a decorrere dal 2027, uno specifico cartellone per i grandi eventi mondiali.

Turismo Accessibile. Con la manovra è stato integrato il progetto del Comune di Tertenia nel programma sulle spiagge accessibile, che con oltre 16 milioni di euro ha finanziato tutti i 20 comuni costieri che hanno partecipato all’apposito bando.

Sardegna Film Commission L’Assessorato del Turismo disporrà di 1,2 milioni di euro sia per il 2026 che per il 2027, per il fondo comarketing e per sostenere la distribuzione delle opere cinematografiche e televisive.

Cammini e Destinazioni di pellegrinaggio. Alla rete degli otto cammini iscritti nel Registro regionale e delle sette destinazioni di pellegrinaggio sono stati destinati 1,250 milioni di euro. Si tratta di due reti strategiche per posizionare la Sardegna nel mercato dello slow tourism.

Sostegno alle attività extralberghiere. Per la prima volta si prevede uno stanziamento di 1,5 milioni per sostenere le attività extralberghiere, gestite in forma imprenditoriale, al fine di consentire l’adeguamento delle strutture ai nuovi standard richiesti dal mercato.

Turismo nautico. Al fine di dare continuità alle azioni promozionali del turismo nautico e della portualità turistica in Sardegna, vera eccellenza dell’offerta turistica della nostra Isola, sono stati stanziati 600 mila euro per il triennio 2026/2028.

MACROREGIONE DEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE

La manovra stanzia le risorse per proseguire l’attività del tavolo per la definizione della strategia macroregionale, istituito con la legge regionale 23 del 2024, finalizzato a creare le condizioni per la realizzazione di una quinta macroregione in Europa, che abbia il suo fulcro nel sistema insulare formato da Sardegna, Corsica e Baleari.

TRASPORTO AEREO

Addizionale comunale sui diritti d’imbarco.Pur non essendo inserita nell’art. 10 della manovra finanziaria, l’abolizione della tassa di 6,5 euro per ciascun passeggero che si imbarca su un volo dagli aeroporti sardi, ha un valore importante per l’attuazione della strategia di destagionalizzazione dei flussi turistici. I 18,2 milioni di euro per abbattere la tassa nei mesi da novembre a marzo del 2026/27 e 2027/28 negli aeroporti di Cagliari-Elmas ed Olbia e per i mesi da novembre a maggio per l’aeroporto di Alghero, si inseriscono all’interno di una più ampia serie di azioni (marketing, grandi eventi, comunicazione, creazione di nuovi prodotti turistici) per far percepire la Sardegna come un’Isola interessante ed attraente anche in bassa e media stagione.

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Più risorse per migliorare i collegamenti aerei, rafforzare il trasporto pubblico locale, sostenere i lavoratori e accompagnare le imprese di fronte all’aumento dei costi. È questo il quadro degli interventi sul sistema dei trasporti approvati dal Consiglio regionale nell’ambito della variazione di bilancio della manovra finanziaria approvata mercoledì 12 agosto 2026.

"Abbiamo previsto importanti risorse per i trasporti perché una Sardegna più connessa è una Sardegna più competitiva, accessibile e capace di sostenere il proprio sistema economico – sottolinea l’assessora dei Trasporti Barbara Manca –. Gli interventi approvati agiscono su più fronti: dai collegamenti aerei al trasporto pubblico locale, dalle infrastrutture e dai servizi di ARST al sostegno ai lavoratori e alle imprese. È un insieme di misure che punta a migliorare concretamente la mobilità dei cittadini e a ridurre gli svantaggi derivanti dall’insularità".

MENO TASSE SUI BIGLIETTI, PIÙ VOLI E PIÙ CONNESSIONI ANCHE D’INVERNO

Sono state previste le risorse per azzerare l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, oggi pari a 6,50 euro per passeggero, nelle stagioni IATA Winter 2026, 2027 e 2028 (novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo) negli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Per lo scalo di Alghero la misura sarà estesa anche ai mesi di aprile e maggio 2027 e 2028. L’intervento, finanziato dalla Regione con 18,2 milioni di euro complessivi nel triennio, punta a ridurre il costo dei biglietti e, contemporaneamente, a rendere più conveniente per le compagnie aeree mantenere e sviluppare collegamenti durante la stagione invernale e nei mesi di spalla.

"Vogliamo una Sardegna connessa non solo nei mesi di maggiore afflusso turistico, ma durante tutto l’anno – spiega Manca –. Azzerare l’addizionale significa ridurre un costo per chi viaggia e creare condizioni migliori per aumentare l’offerta di collegamenti. È una misura costruita insieme all’Assessorato del Turismo, attraverso il confronto con il sistema aeroportuale e con le compagnie".

10 MILIONI PER LE NUOVE ROTTE

La manovra conferma inoltre il sostegno alla strategia regionale per l’apertura di nuovi collegamenti aerei. Per il bando “Nuove Rotte” sono stati stanziati 5 milioni di euro nel 2027 e 5 milioni nel 2028, per complessivi 10 milioni. La misura, già sperimentata nel 2025 con l’apertura di sette nuovi collegamenti, sarà resa più flessibile: verrà superato l’elenco predefinito delle rotte eleggibili, saranno previste più finestre per la presentazione delle candidature e procedure di valutazione più snelle. "Mettiamo a disposizione risorse importanti e, allo stesso tempo, miglioriamo lo strumento per renderlo più agile e vicino alle esigenze del mercato – aggiunge l’assessora –. Ogni nuova rotta significa più opportunità per i cittadini, per le imprese e per il turismo e contribuisce a ridurre concretamente gli svantaggi dell’insularità".

35 MILIONI PER RAFFORZARE ARST

Sul trasporto pubblico locale la finanziaria autorizza 35 milioni di euro per l’incremento del capitale sociale di ARST da parte della Regione, socio unico. Le risorse saranno destinate a un ampio programma di riqualificazione delle sedi e dei depositi, con l’obiettivo di renderli più moderni, funzionali e riconoscibili. Gli interventi riguarderanno le aree passeggeri, gli spazi destinati al personale, i servizi igienici, gli spogliatoi e le aree per il riposo degli autisti e degli altri lavoratori, oltre agli impianti per il lavaggio di autobus e treni. È previsto inoltre un intervento sui depositi di carburante degli autobus, anche nell’ottica di una possibile conversione verso carburanti di origine vegetale.

PIÙ SERVIZI PER LE PERSONE FRAGILI, ACCESSIBILITÀ E SICUREZZA

La manovra di variazione prevede anche più di 5 milioni complessivi nel triennio 2026-2028, la variazione di bilancio interviene su alcuni servizi e infrastrutture che incidono direttamente sulla qualità e sull’accessibilità della mobilità. Sono previste risorse per estendere e potenziare il trasporto a chiamata per le categorie di utenza debole. Nel dettaglio i soldi stanziati servono a finanziare sia servizi aggiuntivi, sia un servizio sperimentale a chiamata per le zone a bassa domanda. La Regione investe anche nel rafforzamento della capacità di analisi e programmazione del sistema dei trasporti, con risorse per l’Osservatorio regionale dei trasporti e per attività specialistiche finalizzate alla redazione del Piano regionale della logistica delle merci.

18,4 MILIONI PER IL RINNOVO DEL CCNL DEGLI AUTOFERROTRANVIERI

Un ulteriore stanziamento di 18.415.000 euro per il 2026 è destinato al rinnovo dei contratti collettivi nazionali degli autoferrotranvieri. "Si tratta di risorse aggiuntive fondamentali per accompagnare il rinnovo del contratto dei lavoratori del settore – sottolinea l’assessora –. Investire nel trasporto pubblico significa anche riconoscere il valore e la professionalità delle donne e degli uomini che ogni giorno garantiscono il servizio".

50 MILIONI PER CONTRASTARE L’AUMENTO DEI COSTI DEL CARBURANTE

Infine, nell’ambito delle misure di sostegno alle imprese previste dalla manovra, è stato istituito un fondo da 50 milioni di euro per contrastare l’incremento dei costi del carburante e dei fertilizzanti, con interventi destinati, tra gli altri, alle aziende di trasporto su gomma, al comparto agricolo e al settore marittimo. Una misura trasversale, costruita dall’Assessorato della Programmazione e Bilancio insieme agli assessorati coinvolti, che interviene su uno dei principali fattori di aumento dei costi per i settori produttivi e per il sistema della mobilità. "Questa finanziaria mette in campo risorse importanti e interventi concreti – conclude Barbara Manca –. Dalla riduzione dei costi per chi vola all’apertura di nuove rotte, dal rafforzamento di ARST al miglioramento dei servizi locali, fino al sostegno ai lavoratori e alle imprese: stiamo lavorando per costruire un sistema dei trasporti più efficiente, moderno e integrato, capace di sostenere la crescita della Sardegna e di garantire ai cittadini collegamenti migliori durante tutto l’anno".

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Si chiama “Valore50+” il nuovo programma da 19 milioni di euro inserito nell’articolo 11 della variazione di bilancio approvata dal Consiglio regionale su proposta dell’assessora del Lavoro Desirè Manca.

Il nome scelto non è casuale: “Valore50+” vuole affermare con chiarezza che superare i 50 anni non significa perdere valore nel mercato del lavoro. Al contrario, significa poter contare su un patrimonio di esperienza, competenze e professionalità che la Regione vuole rimettere in circolo.

“La vera emergenza della nostra Isola sono le persone che hanno perso il lavoro e che rischiano di non riuscire più a rientrare nel mercato”, dichiara l’assessora Desirè Manca. “Con Valore50+ vogliamo dire con chiarezza che chi ha più di 50 anni non è una persona da lasciare ai margini, ma una risorsa preziosa per la nostra economia. Parliamo di lavoratori che hanno alle spalle anni di esperienza, competenze, professionalità e conoscenza dei processi produttivi. Questo patrimonio non può essere disperso”.

Il programma prevede un intervento su un duplice fronte. Da una parte, la Regione intende creare e rafforzare un vero e proprio bacino di lavoratori con esperienza, accompagnandoli attraverso percorsi di formazione e riqualificazione che consentano di aggiornare le competenze digitali, tecniche e gestionali e di renderle nuovamente spendibili in un mercato del lavoro in continua trasformazione. Dall’altra parte, Valore50+ guarda direttamente alle imprese attraverso incentivi destinati ai datori di lavoro che assumono lavoratori over 50 o che trasformano rapporti di lavoro.

“Dobbiamo mettere queste persone nelle condizioni di ripartire”, prosegue l’assessora. “Formare, riqualificare, aggiornare le competenze significa dare a chi ha perso il lavoro uno strumento concreto per tornare a essere protagonista della propria vita professionale. Non vogliamo limitarci a sostenere chi è in difficoltà: vogliamo costruire le condizioni perché queste persone possano tornare a essere competitive e trovare una nuova occupazione”.

“Ogni lavoratore che ha superato i 50 anni porta con sé un patrimonio che non si improvvisa: esperienza, responsabilità, competenze, capacità di affrontare i problemi e di trasmettere conoscenze. Sono persone che hanno dato tanto alla nostra Isola e che possono ancora dare tanto. Per questo – conclude - non intendiamo lasciare nessuno indietro”.

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Le nuove aree di stoccaggio temporaneo individuate a Macchiareddu da CACIP (Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari) e Tecnocasic saranno operative a partire dalle ore 7 di domani, mercoledì 12 agosto. L’avvio avverrà con un giorno di ritardo rispetto alla data inizialmente stabilita.

Dalle ore 7 di domani SO.MA. Ricicla inizierà a trasferire il materiale eccedente verso i nuovi spazi individuati e predisposti in tempi eccezionalmente rapidi da CACIP e Tecnocasic. Contestualmente, la società riprenderà a ricevere nuovi quantitativi di imballaggi in plastica provenienti dai Comuni convenzionati, secondo un ordine progressivo e programmato.

I Comuni, pertanto, non conferiranno direttamente presso Tecnocasic, ma riprenderanno gradualmente i conferimenti presso SO.MA. Ricicla, man mano che il trasferimento delle eccedenze consentirà di liberare capacità operativa nel piazzale della società.

Poiché le operazioni avranno inizio soltanto domani mattina, non è ancora disponibile un dato relativo ai quantitativi che verranno trasferiti nelle nuove aree né al numero dei Comuni che potranno riprendere i conferimenti nella prima giornata. Un primo quadro attendibile potrà essere definito dopo la giornata iniziale di operatività e sulla base dell’effettiva progressione del programma predisposto da SO.MA. Ricicla.

La nuova capacità immediatamente disponibile a Macchiareddu è pari a circa 1.000 tonnellate. Parallelamente, è stato avviato l’iter autorizzativo per rendere disponibile un ulteriore volume di stoccaggio, stimato in altre diverse migliaia di tonnellate, che si auspica possa diventare operativo nei primi giorni di settembre.

L’apertura dei nuovi spazi non produrrà, tuttavia, una normalizzazione immediata del servizio in tutta la Sardegna. Numerosi Comuni continuano a incontrare difficoltà nella gestione dei quantitativi accumulati, nella rimodulazione dei calendari e nell’organizzazione dei flussi. La ripresa sarà necessariamente graduale e la situazione continuerà a essere monitorata quotidianamente insieme ai gestori e agli enti territoriali.

Un primo segnale positivo riguarda, invece, i flussi in uscita. Sulla base delle interlocuzioni intercorse con i soggetti della filiera, risulta che COREPLA (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli Imballaggi in plastica) abbia disposto l’assegnazione di materiali ai centri di selezione situati nel continente. Ciò consentirà l’avvio fuori dalla Sardegna di circa 600 tonnellate di imballaggi in plastica e la conseguente liberazione di un corrispondente volume di capacità di stoccaggio a vantaggio dei conferitori regionali.

Questo primo trasferimento è necessario, ma non ancora sufficiente a garantire la stabilità del sistema. La durata effettiva dei nuovi spazi di Macchiareddu non può infatti essere calcolata considerando soltanto i quantitativi in ingresso: dipenderà soprattutto dalla regolarità e dalla consistenza dei flussi in uscita, la cui programmazione rientra nelle competenze di COREPLA. Senza un calendario continuativo di ritiri, con volumi e destinazioni adeguati alla quantità di materiale raccolto, qualsiasi previsione sulla durata della capacità disponibile sarebbe tecnicamente inattendibile.

La Regione esprime piena gratitudine ai sindaci e ad ANCI Sardegna per il prezioso impegno con il quale, insieme ai consorzi industriali, alle Province, alle Città metropolitane e agli uffici regionali, stanno contribuendo a fronteggiare una situazione particolarmente complessa. Una collaborazione concreta, che riguarda la gestione dei servizi, l’informazione ai cittadini, il coordinamento con gli operatori e la ricerca di soluzioni temporanee nei diversi territori.

“Il ringraziamento ai sindaci non è formale – dichiara l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi –. Sono in prima linea nella gestione delle conseguenze di una crisi che non hanno provocato e che non possono risolvere da soli. La Regione condivide l’esigenza di una regia unitaria e continuerà a operare con ANCI, Province, Città metropolitane e consorzi industriali affinché ogni iniziativa sia coordinata e sostenuta da condizioni amministrative, tecniche e ambientali certe. Le eventuali misure locali possono avere soltanto carattere residuale e temporaneo e non possono tradursi nel trasferimento sui sindaci delle responsabilità derivanti da una disfunzione nazionale”.

La crisi, infatti, non nasce in Sardegna. La filiera nazionale del riciclo degli imballaggi in plastica risente da mesi della contrazione del mercato dei materiali riciclati e del rallentamento dei flussi verso gli impianti di recupero. Il 29 giugno i vertici di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e COREPLA hanno confermato alla Conferenza delle Regioni che le criticità riguardano l’intero Paese. Nell’Isola il problema si è manifestato prima nel nord e successivamente nel sud, dove l’insufficienza dei ritiri e dei relativi buoni emessi da COREPLA ha progressivamente saturato gli spazi disponibili.

La condizione di insularità aggrava ulteriormente gli effetti della crisi: limita la possibilità di ricorrere rapidamente a impianti alternativi, aumenta tempi e costi di trasporto e rende più complesso trasferire il materiale verso strutture situate fuori dall’Isola.

La Regione ha rappresentato ripetutamente la gravità della situazione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, chiedendo una regia nazionale, la regolarizzazione dei ritiri e misure capaci di impedire che i maggiori costi e le conseguenze della crisi ricadano sui Comuni e sui cittadini. Le nuove aree di stoccaggio e l’avvio delle prime 600 tonnellate verso il continente consentono di recuperare un margine operativo, ma non sostituiscono l’intervento che compete al Governo e al sistema consortile.

“L’emergenza non è rientrata – conclude Laconi –. Lo sarà soltanto quando saranno ripristinati flussi in uscita regolari, continuativi e adeguati. Finché il Governo non porrà rimedio alle criticità della filiera nazionale e COREPLA non garantirà una programmazione certa dei ritiri, il problema non soltanto resterà aperto, ma rischierà di aggravarsi. La Sardegna sta facendo tutto ciò che rientra nelle proprie possibilità, ma non può essere lasciata sola ad assorbire gli effetti di una crisi che riguarda l’intero Paese”.

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 L’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Sardegna ha pubblicato il bando per il primo insediamento dei giovani in agricoltura, finanziato nell’ambito del CSR (Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale) Sardegna 2023-2027.

La dotazione in questa prima fase è di 28 milioni e 841 mila euro, ai quali si aggiungeranno nuove risorse.

“Il ricambio generazionale è una delle priorità per l’agricoltura della nostra Isola. Vogliamo mettere i giovani nelle condizioni di avviare e far crescere la propria impresa, creando lavoro e reddito. Per questo ai 28,8 milioni di euro già disponibili aggiungeremo nuove risorse, con l’obiettivo di ampliare il più possibile la platea dei beneficiari”, dichiara l’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus.

Il bando è rivolto ai giovani tra i 18 e i 40 anni che si insediano per la prima volta alla guida di un’azienda agricola in Sardegna.

È previsto un premio di 40 mila euro per l’avvio dell’attività. Le domande potranno essere presentate dal 15 settembre al 15 ottobre 2026.

“Questo bando si inserisce in un percorso coerente con gli altri interventi già avviati e con le politiche portate avanti dalla Giunta e, in particolare, dalla Presidente Alessandra Todde, che individuano nel sostegno alle nuove generazioni uno degli strumenti fondamentali per contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità nei territori” continua Agus. “L’agricoltura, per la sua capacità di generare lavoro, presidiare il territorio e mantenere vive le comunità rurali, ha un ruolo centrale in questa sfida. Una direzione che vogliamo rafforzare anche in vista della prossima programmazione europea, nella quale le politiche rivolte ai giovani dovranno avere un ruolo sempre più centrale”, conclude l’assessore dell’Agricoltura.

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Il finanziamento del Registro Tumori della Sardegna non è mai stato interrotto ed è stato costantemente assicurato dalla Regione attraverso le risorse previste dal Piano Regionale della Prevenzione (PRP), a partire dall'edizione 2014-2019.
In attesa dell'approvazione del nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026-2031, attualmente in fase di elaborazione, la Regione ha disposto la proroga per l'intero anno 2026 del PRP 2020-2025, confermando integralmente le attività già programmate e le relative coperture finanziarie.
 
Nell'ambito del programma PP09 "Ambiente, clima e salute" del Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, è infatti prevista l'azione "Miglioramento della sorveglianza epidemiologica della popolazione residente nelle aree interessate da elevate criticità e pressioni ambientali", che comprende il sostegno alle attività del Registro Tumori. Anche per il 2026 tale intervento è stato finanziato con 360 mila euro, in continuità con gli anni precedenti.
 
Le risorse vengono ripartite tra i tre Registri Tumori Locali operativi presso le ASL di Sassari, Nuoro e Cagliari, che rappresentano l'infrastruttura territoriale di supporto al Registro Tumori Regionale della Sardegna (RTRS).
A tali finanziamenti si aggiunge inoltre il contributo statale previsto dal Decreto Ministeriale del 12 agosto 2021, pari a 37.320,43 euro annui, assegnato ad ARES Sardegna e destinato specificamente all'implementazione informatica del Registro Tumori Regionale e alla sua interconnessione con il Registro Nazionale Tumori.
 
L'attenzione della Regione su questo tema è massima e si concentra in particolare sul completamento del percorso di informatizzazione del sistema, sul recupero e la validazione dei dati storici e sulla classificazione delle informazioni secondo gli standard previsti dalla normativa nazionale. Si tratta di un lavoro complesso e strategico che coinvolge diversi servizi dell'Assessorato, ARES, le aziende del Servizio sanitario regionale e i Registri Tumori Locali, con l'obiettivo di assicurare una base informativa sempre più solida, aggiornata e affidabile a supporto della programmazione sanitaria e delle attività di prevenzione.
La Regione conferma quindi l'impegno a rafforzare ulteriormente il sistema di sorveglianza epidemiologica oncologica, considerato uno strumento essenziale per la tutela della salute pubblica, la conoscenza dei fenomeni sanitari e la definizione delle politiche di prevenzione e cura sul territorio regionale.
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