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Giulio Zeppieri ha avuto bisogno di quattro ore per vincere un incontro durato in realtà meno di tre, perché la pioggia caduta su Cagliari ci ha messo lo zampino più volte obbligando i protagonisti a tre sospensioni. Ma alla fine il 21enne di Latina è diventato il primo giocatore ad approdare al secondo turno del Sardegna Open, evento premium della neonata categoria ATP Challenger 175. Il suo esordio sul Centrale del Tennis Club Cagliari era tutt’altro che banale, contro quell’Andrea Vavassori che solo cinque giorni fa batteva l’ex numero uno del mondo Andy Murray al Masters 1000 di Madrid, ma dopo una dura lotta Giulio ha avuto la meglio per 7-6 4-6 6-4, facendo la differenza nei momenti decisivi. Uno su tutti la fase centrale del terzo set, quando ha vinto tre game di fila e poi difeso il vantaggio fino al successo. “Giocare in condizioni simili – ha detto – è complicato. La pioggia ha rallentato la terra battuta e reso difficile servire, infatti ci sono stati parecchi break. Sono stato bravo nel terzo set, spingendo nei momenti giusti per andare a prendermi i punti che hanno fatto la differenza”. Da qualche mese Zeppieri si è trasferito a Vicenza per allenarsi con Max Sartori (ex coach di Andreas Seppi), individuato come l’uomo ideale per traghettarlo fra i primi 100 al mondo. “Stiamo lavorando tanto – ha continuato – e credo di essere sulla strada giusta. I punti che mancano per la top-100 non sono tantissimi (oggi il laziale è n.125, ndr), quindi ogni settimana può essere quella buona”. Magari già questa? La matematica dice che è possibile, ma Giulio avrà bisogno di prendersi il titolo e già il prossimo impegno (contro il vincente del duello serale Schwartzman-Bellucci) non sarà facile.

La prima giornata del main draw sui campi di Monte Urpinu ha promosso al secondo turno anche l’australiano Thanasi Kokkinakis (6-4 6-3 a Nikoloz Basilashvili, senza correre rischi) e il giapponese Taro Daniel, passato per 6-1 4-6 6-1 contro lo statunitense Kovacevic. È invece saltato il secondo derby di giornata: doveva mettere di fronte Marco Cecchinato e Francesco Passaro, ma dopo l’allenamento di mezzogiorno il siciliano Cecchinato si è presentato nell’ufficio del direttore del torneo Paolo Lorenzi e ha dato forfait per un malessere. L’impegno di Passaro è stato quindi rimandato a mercoledì, quando il tennista umbro affronterà Alessandro Giannessi, uno dei tre italiani ad aver superato le qualificazioni. Gli altri due sono Stefano Travaglia e Gianluca Mager, e con loro c’è anche il lucky loser Andrea Pellegrino, battuto da Travaglia ma ripescato in virtù del forfait di Cecchinato. Saranno tutti in campo nel mercoledì dedicato agli ultimi otto incontri del primo turno: Mager sfiderà il francese Ugo Humbert, Travaglia il croato Borna Gojo, Pellegrino l’altro azzurro Francesco Maestrelli. Il programma scatterà alle 10, con la sfida sul Centrale fra Flavio Cobolli e il colombiano Galan. Nella sessione serale (dalle 19.30) l’atteso match fra Luca Nardi, il più in alto nel ranking fra gli azzurri classe 2003, e l’ungherese Fabian Marozsan. Giovedì l’esordio delle prime 4 teste di serie. Ulteriori informazioni sul sito www.sardegnaopen.com e sulla pagina Instagram @sardegnaopen.

Martedì, 02 Maggio 2023 19:33

Turismo, la Sardegna alla fiera di Dubai

“Grazie al collegamento diretto Dubai-Cagliari, che partirà il prossimo 22 giugno con tre frequenze settimanali, la Sardegna si prepara ad accogliere anche i turisti provenienti dal mercato arabo. Con la presenza al principale evento dell'industria turistica del Medio Oriente ha voluto rafforzare questo messaggio predisponendo uno stand di circa 200 metri quadri, che ha ospitato una decina di aziende isolane e conquistato l’interesse e l’apprezzamento di operatori e visitatori”. Lo ha detto l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, in visita allo stand della Sardegna allestito per la fiera turistica “Arabian travel market” di Dubai, in corso di svolgimento fino a giovedì 4 maggio.

“Da tempo l'Italia è una destinazione popolare per i turisti degli Emirati Arabi Uniti e attualmente solo oltre 2,4 milioni i turisti che la visitano ogni anno, perciò la Sardegna può diventare protagonista di questo segmento turistico attraverso le sue zone di straordinaria bellezza naturale – ha aggiunto l’assessore Chessa – La Sardegna ha evidenziato anche le sua peculiarità nel campo dell’eco-turismo e del turismo sostenibile e, all'interno dello stand, ha messo in vetrina alcune ambientazioni tipicamente sarde, raccontando la sua cultura, le sue tradizioni e la sua enogastronomia. Tutte componenti che, insieme alla natura incontaminata, alla straordinaria biodiversità, ai grandi parchi naturali e alle aree marine protette, sono in grado di renderla una delle mete più ambite per le vacanze anche nel mondo arabo”.

"La partecipazione della Sardegna alle migliori fiere internazionali è una componente fondamentale della promozione turistica, puntando a cogliere tutte le opportunità per conquistare nuovi mercati con l’obiettivo di una crescita costante dei flussi turistici. Intanto, possiamo guardare con soddisfazione e ottimismo questo avvio di stagione. Per esempio, nello scalo aeroportuale di Cagliari nei primi quattro mesi si sono registrati quasi 560mila arrivi, dei quali oltre 200mila nel solo mese di aprile”, ha concluso l’Assessore del Turismo.

Gli spalti del Centrale quasi pieni al lunedì per gli incontri del primo turno delle qualificazioni, peraltro in una giornata molto sentita a Cagliari per la Festa di Sant’Efisio, la dicono lunga sulla voglia di tennis degli appassionati accorsi al Sardegna Open, evento premium della neonata categoria ATP Challenger 175. L’appuntamento del Tennis Club Cagliari proverà ad alimentare questa passione in un martedì ricco di sfide interessanti e nomi prestigiosi: sulla terra battuta del circolo di Monte Urpinu è il giorno del via al tabellone principale e ci sarà spettacolo sin dalla mattinata, quando alle 11 – sul Centrale – si giocherà il derby azzurro fra il serve&volley di Andrea Vavassori (reduce dal successo contro Andy Murray a Madrid) e il pressing mancino di Giulio Zeppieri. A seguire, spazio al duello ad alte velocità fra Nikoloz Basilashvili e Thanasi Kokkinakis, australiano capace in carriera di battere Roger Federer, ma ancora alla ricerca della ricetta in grado di permettergli di esprimere appieno un potenziale enorme. Non prima delle 15.30 l’altro derby azzurro del primo turno, fra il numero 7 del seeding Marco Cecchinato (unico italiano compreso fra le teste di serie) e Francesco Passaro, mentre il match clou di giornata aprirà la prima sessione serale del torneo, che fino a venerdì proporrà un singolare e un doppio a partire dalle 19.30. In campo l’estroso Mattia Bellucci, uno dei giovani talenti del tennis italiano, e l’argentino Diego Schwartzman, ex numero 8 del mondo: uno che solamente tre anni fa arrivava in semifinale al Roland Garros e giocava le Atp Finals.

Oggi anche il turno finale delle qualificazioni, con 4 incontri dalle 10, divisi fra Campo 2 e Campo 14. Anche fra i match decisivi per l’accesso al main draw ci saranno due sfide tutte italiane: la prima fra Andrea Pellegrino e Stefano Travaglia (nel pomeriggio capace di rimontare da 0-5 nel secondo set contro Federico Bondioli), la seconda fra Gianluca Mager e Salvatore Caruso. Nel primo incontro di lunedì, Caruso ha superato per 6-2 6-3 il sardo Alberto Sanna, 18enne del vivaio del Tc Cagliari che malgrado il peso del palcoscenico e un avversario con trascorsi fra i top-100 ha fatto un’ottima figura, tenendo testa al siciliano anche più di quanto dica il punteggio. “Non mi aspettavo – ha detto Sanna – di trovare così tanti spettatori, perciò all’inizio ho accusato un po’ di tensione. Ma non appena mi sono sciolto è andata meglio, sono felice di come ho giocato. È stato un buon match, equilibrato: mi serve per capire dove devo ancora migliorare per arrivare a questi livelli”. Ad arricchire un’esperienza già di per sé utile, gli autografi all’uscita dal campo e le foto col pubblico, come succede alle star. “Una sensazione strana – ha chiuso Sanna – ma che fa tanto piacere”. Fra gli italiani a caccia della qualificazione anche Alessandro Giannessi, che martedì sfida l’austriaco Erler. Ulteriori informazioni sul sito www.sardegnaopen.com e sulla pagina Instagram @sardegnaopen.

RISULTATI

Qualificazioni. Primo turno: Salvatore Caruso (Ita) b. Alberto Sanna (Ita) 6-2 6-3, Alexander Erler (Aut) b. Aleksandr Nedovyesov (Kaz) 6-3 3-6 7-5, Gianluca Mager (Ita) b. Luca Castagnola (Ita) 6-4 4-6 6-4, Nicolas Barrientos (Col) b. Lucas Miedler (Aut) 6-2 6-1, Stefano Travaglia (Ita) b. Federico Bondioli (Ita) 6-0 7-6.

La strada ex Conti Vecchi di Macchiareddu diventerà presto un’alternativa alla Strada statale 195: prima della fine dell’anno verranno completati i lavori che rivoluzioneranno la viabilità della zona industriale alle porte di Cagliari. L’opera, commissionata al Cacip dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici, e finanziata con 12 milioni di euro, permetterà di allargare il vecchio percorso che si affaccia sulle saline, mettendo così in collegamento in tempi rapidi la Strada provinciale 92 con lo svincolo del Porto canale sulla Strada statale 195. I lavori sono cominciati il 16 gennaio, e si sono interrotti nei giorni scorsi nel rispetto delle prescrizioni ambientali legate al periodo di nidificazione dell’avifauna presente nelle zone umide di Macchiareddu. Il cantiere riaprirà i battenti il 1°settembre. L’ingegner Vasco Ciuti, responsabile dell’Ufficio tecnico del Cacip, illustra il cronoprogramma dei lavori: “La parte principale degli interventi è stata autorizzata, ove possibile la carreggiata della ex Contivecchi verrà allargata sino a 6 metri, ma per la maggior parte del tracciato la larghezza sarà di 5,50, sufficiente comunque per il passaggio dei mezzi pesanti. Prima dell’interruzione dei lavori è cominciato il posizionamento del materiale misto stabilizzato, che costituisce il fondo della strada: alla ripresa dei lavori completeremo questa operazione lungo l’intero percorso per poi procedere con la bitumazione”. Quella dell’ex Conti Vecchi diventerà una strada eco friendly per due importanti motivi. “I lavori prevedono anche una pista ciclabile lunga 7 km e realizzata con un materiale che di giorno cattura la luce solare e di notte si illumina, che consentirà agli amanti delle passeggiate in bicicletta di ammirare l’avifauna presente nell’oasi di Macchiareddu – dice Ciuti -, nei lavori di sistemazione della strada - che verrà asfaltata utilizzando un bitume fotocatalitico e fonoassorbente - nulla è stato lasciato al caso, sono stati realizzati infatti anche dei sottopassaggi per consentire il transito di rane e lucertole. Una volta terminati i lavori, la ex Conti Vecchi permetterà ai mezzi pesanti di evitare di percorrere la strada Pedemontana per raggiungere Macchiareddu, ma soprattutto diventerà una via di sfogo fondamentale in caso di problemi nella zona industriale di Sarroch o di mareggiate lungo la Strada statale 195”.

Claudio Ranieri nel 1998/99 ha allenato Cristiano Lucarelli al Valencia. Il centravanti mette a segno 3 reti in 19 gare. L’annata del livornese è costellata di infortuni. Di quel gruppo fa parte anche un brasiliano, un certo Romario. Ma questa è un’altra storia. Ventiquattro anni dopo il maestro ha dato una spazzolata all’allievo. La storia aiuta ma Cagliari-Ternana non è stata una gita. Anzi. Gli spunti - tutti con la pancia piena visto il 2-1 e il sesto posto con 51 punti - sono diversi.

Con il segno più la capacità di non mollare e quell’aver trovato nella mezza rivoluzione tra primo e secondo tempo una decisiva risposta tattica, umorale e di approccio. Sir Claudio ci ha riso su: “Cambiare quattro uomini dal 1’ significa aver sbagliato la formazione iniziale? L’ho fatto anche alla Samp anni fa (con il Toro, 2-2, ndr)”. Il tecnico nel dopogara ha glissato così. Ma dietro il sorriso ha mostrato la certezza di aver preso il gruppo per i capelli. “Abbiamo mezzo piede nei play off” ha aggiunto. Un piede e mezzo, a tre turni dalla fine, se si guarda ai risultati della giornata. Condita dai pareggi di SudTirol e Genoa, dal Bari bloccato in casa dal Cittadella, dal Parma ripreso a Benevento, del Palermo bloccato dal Como. Ma soprattutto dalla sconfitta del Pisa ad Ascoli. Mentre il Frosinone di Fabio Grosso vola matematicamente in A battendo la Reggina, il Cagliari affila i denti per la trasferta di Perugia, anticipo di venerdì. Partita non semplice, anche per le assenze di Rog e Dossena (squalificati), Mancosu e Falco acciaccati e Pavoletti, rientrato per un tempo con la Ternana, che accusa fastidi alla caviglia. Il quadro induce a cautela. Ma dal match con la formazione di Lucarelli va annotato la presenza in tabellino di Deiola e Zappa: “Perché non si dicesse che siamo Lapadula-dipendenti ho detto a Gianluca di non segnare. E ci hanno pensato gli altri” ha scherzato Ranieri. Di fatto, il duo tra i più bistrattati della rosa, ha confezionato la vittoria. Meritata e combattuta. E siamo ai fattori in ombra. Dopo l’1-0 ad appena 4’ dal via, la squadra ha pian piano ceduto campo e determinazione agli ospiti. Un vecchio vizietto. Nei play off, e ancora prima in queste tre ultime gare, sarà indispensabile tenere l’acceleratore pigiato e provare a chiudere la partita, costi anche qualche rischio,. Altrimenti si soffre.

La Ternana l’ha pareggiata dopo aver messo le mani con carattere su manovra, profondità e organizzazione. Ranieri ha dovuto mettere Deiola dietro, una sorta di libero anni ’60: “Mi servivano centimetri per contrastare Favilli e Partipilo”. La mossa complessiva, un 4-4-2 molto concreto e solido, ha dato frutti interessanti. Con Zappa tornato sulla fascia preferita, la destra, ha trovato in Nandez e Luvumbo, assieme al subentrato Rog, la miscela utile per lo sprint finale. Un passo indietro è d’obbligo. Senza un trequartista di qualità, Mancosu, l’attacco Lapa-Pavo ha sofferto. La gestione della palla, specie da dietro, ha rimesso in luce i fantasmi del girone d’andata. Inoltre, sono mancate giocate fuori schema, inserimenti senza palla, cross. Poi, nell’intervallo c’è stato il ribaltone dell’allenatore di San Saba. Decisivo nel ritrovare ampiezza, con Barreca in buone condizioni, e il lavoro, anche di pressing e improvvisazione di Nandez e Luvumbo. Insomma, un secondo tempo di aria fresca e aggressività dopo una prima frazione che è stata la peggiore dell’era Ranieri. Da queste frequenze è nato il successo interno. Fondamentale per stare nel pool delle migliori otto e annusare con umiltà e sacrificio il quarto posto. Citazione obbligata per Lapadula: il bomber della B, raggiunto dal poker di Pohjampalo del Venezia a quota 17, è stato fenomenale nel tenere alta la squadra, gestire i palloni sporchi, costruire sponde e fare il primo filtro alla ripartenza di Palumbo e compagnia. Infine, cornice speciale per Radunovic: la parata ai titoli di coda su una sassata di Falletti che si sarebbe infilata all’incrocio, vale almeno mezza vittoria. Ma adesso, occhio al Perugia di Castori: per sfruttare i pareggi di SudTirol e Parma si deve provare a mettere la freccia in Umbria.

 

Mario Frongia

“Quella verso Sant’Efisio è una devozione antica, un momento di fede, cultura e tradizione tra i più sentiti per la città di Cagliari. Si rinsalda ininterrottamente da quel lontano 1657, quando ebbe luogo la prima processione solenne per sciogliere il voto dei consiglieri della Municipalità di Cagliari e ringraziare il santo martire e guerriero di aver liberato l’isola dalla Peste, che per cinque terribili anni devastò la nostra terra. Oggi come allora, la devozione, che nei secoli si è estesa da Cagliari a tutta la Sardegna e rappresenta, l’immutata fede del popolo sardo verso questo mirabile santo”. “Ecco perché – aggiunge il Presidente Solinas – anch’io oggi sono qui come un cittadino e un fedele, con la gioia nel cuore per questa ritrovata normalità che consente a tutti i cagliaritani e non solo di stringersi attorno al proprio santo e ripercorrere le tappe di un cammino tradizionale che sarà per ciascuno l’occasione per le proprie riflessioni personali, per attenuare le proprie ansie, per rivolgere le proprie preghiere. E così chiedo a Sant’Efisio di vegliare su questa nostra Sardegna e di restituire a tutti i Sardi la possibilità di vedere in questo anno che ci attende vedere realizzate tutte le loro più intime aspettative. Buon Sant’Efis a tutti!

Così il presidente della Regione Christian Solinas, in occasione della 367^ Festa di Sant'Efisio.

In mattinata il Presidente della Regione Solinas ha salutato l’'Arciconfraternita del Gonfalone, custode centenaria del rito e regista dell’evento, per poi partecipare alla santa messa, a Stampace, nella chiesetta di Sant’Efisio, e infine seguire il Santo in processione, dietro al cocchio dorato.

Una delegazione dei circoli dei sardi nel mondo, giunti nell’isola in occasione della Conferenza internazionale dell’emigrazione sarda e di Sa die de sa Sardigna, accompagnati dall’assessore regionale del Lavoro, Ada Lai, è stata ricevuta al Comune di Cagliari per partecipare alla cerimonia d'investitura dell'Alter Nos, Roberto Mura, investito dell'incarico di rappresentare il primo cittadino nel corso della Festa ed insignito della fascia tricolore e del "Toson d'oro", onorificenza concessa alla Città di Cagliari da Carlo II, re di Spagna nel 1679. La dimostrazione che, nonostante la lontananza, l'affetto dei devoti al Santo è un sentimento sempre vivo e diffuso non solo tra i cagliaritani, ma tra tutti i sardi.

“Il lavoro è dignità, libertà, fonte di accrescimento culturale, economico e sociale. Il lavoro rappresenta la dimensione fondamentale per la vita di ogni uomo e di ogni donna, un diritto sacrosanto che abbiamo il dovere di difendere per costruire una società migliore, inclusiva e giusta. Oggi il mio pensiero va a tutte le donne e gli uomini che si impegnano nel loro lavoro, a tutti coloro che ancora attendono stabilità e certezze nell'occupazione e, in modo particolare, ai lavoratori di Portovesme e San Gavino che la multinazionale Glencore sta condannando ad una stagione drammatica di incertezza. La Regione non li abbandonerà e garantirà non solo il sostegno di ammortizzatori sociali, ma anche ogni azione finalizzata a esplorare possibili soluzioni per la ripresa degli impianti”. Lo ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas, per la Festa nazionale del Lavoro.

“Davanti a una precarietà dilagante – spiega il Presidente - la Regione ha messo in campo azioni e risorse per combattere l’impoverimento occupazionale, l’emorragia di posti di lavoro, le difficoltà di reinserimento lavorativo per le categorie considerate più fragili e per creare nuove opportunità di sviluppo che nei diversi ambiti possano accrescere la competitività del sistema sardo e offrire più certezze lavorative”.

Rivolgendo un pensiero particolare ai giovani, il Presidente ha evidenziato come “la Sardegna abbia bisogno dell’intraprendenza e dell’entusiasmo delle nuove generazioni, che si affacciano con spirito genuino e positivo al mercato del lavoro”.

“La lotta allo spopolamento - ha proseguito il Presidente -  consiste anche nel creare nuove opportunità in grado di lenire la piaga dell’esodo giovanile per lasciare nella nostra terra capitale umano, ricchezza, saperi. Oggi abbiamo il dovere di pensare a chi il lavoro non lo ha, a chi lo ha perso e fatica a ritrovarlo, a chi lo cerca per la prima volta e a chi, per i motivi più disparati, non riesce a costruire una propria identità lavorativa”.  Ecco allora che il Primo maggio, prosegue il Presidente “deve essere per tutti motivo di riflessione e occasione per tenere a mente i principi fondanti scritti nella Costituzione ed evidenziare il valore del lavoro e il diritto per ogni cittadino di svolgere un’attività in libertà, dignità e sicurezza”.

Dietro i numeri, spiega il Presidente Solinas, “ci sono sempre delle persone. Penso ai nostri giovani ma anche alle donne, tante volte vittime di una società che ancora oggi tende ad emarginare anziché accogliere, ad escludere anziché includere, a penalizzare anziché valorizzare sia in termini di opportunità, sia in termini di competenze, adattamento e attitudini al lavoro, oltre che in termini salariali. Ecco, oggi più che mai serve un’azione politica capace di incidere e combattere le disparità, abbattere i muri lavorativi e creare quello sviluppo economico di cui l’economia sarda ha bisogno”, ha concluso il Presidente.

Un lungo applauso ha accolto questa mattina il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone arrivata al T Hotel di Cagliari per il XXIII congresso regionale dei consulenti del lavoro della Sardegna. È tornata quindi per poco tempo tra i suoi colleghi (per 17 anni è stata presidente dell’ordine nazionale). Una visita rapida da parte del ministro impegnato con il Decreto Lavoro in arrivo al Consiglio dei Ministri il 1 maggio.

Dall’Einstein Telescope, a Portovesme, passando per il reddito di cittadinanza. Temi caldi per l’Isola trattati dalla Calderone nel corso della sua visita al XXIII congresso regionale dei consulenti del lavoro in Sardegna e nella giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. “Il tema sicurezza è al centro del programma del nostro ministero, interveniamo sulla formazione dei giovani nelle scuole perchè la cultura della sicurezza deve essere presa per tempo, oggi fare cultura significa prevenire infortuni e investire in sicurezza migliora la qualità del lavoro delle persone”.

“Sono impegnata insieme alla collega dell’Università Bernini perchè credo che sia un progetto internazionale fondamentale per la Sardegna di recupero delle aree interne che può diventare un modello per gli altri paesi”, ha detto il ministro parlando dell’Einstein Telescope, “vede la nostra isola al centro delle dinamiche della ricerca mondiale”. I numeri forniti dalla Calderone parlano di una ricaduta occupazionale importante con 36mila operatori e 5mila ricercatori all’anno.

L’impegno del ministro arriva anche per la Portovesme srl, la fabbrica di piombo e zinco controllata dalla Glencore che conta circa 2mila lavoratori: “Da persona che ha operato in questa terra, dobbiamo trovare una soluzione affinché possano essere garantiti i livelli occupazionali e la produttività delle aziende, abbiamo a cuore il singolo posto di lavoro, non è un discorso di numeri ma di garanzia per le persone”.

E ancora, sul reddito di cittadinanza ha precisato che: “Stiamo lavorando alla nuova misura, ma così come lo conosciamo cesserà il 31 dicembre del 2023. È convocato per il 1 maggio il Consiglio dei Ministri con il decreto legge che porta a bordo anche la revisione della misura”.

E nel suo intervento prima di salutare i colleghi consulenti del lavoro e tornare a Roma al lavoro per il Decreto lavoro 2023, il ministro Calderone ha dichiarato che: “Il G7 dei ministri del lavoro potrebbe trovare ospitalità in Sardegna nel 2024”

Nei giorni in cui si celebra l’orgoglio del popolo sardo, sulle note delle launeddas e della Banda della Brigata Sassari si è aperta oggi, al Teatro Doglio di Cagliari, la Conferenza Internazionale dell’Emigrazione sarda, organizzata dall’Assessorato regionale del Lavoro. Un momento di confronto per capire come attualizzare e valorizzare il ruolo dei sardi nel mondo, anche alla luce dei cambiamenti avvenuti nell’ultimo ventennio e delle sfide globali odierne.

 “Dopo quindici anni, sono orgoglioso di potervi accogliere in Sardegna, in occasione della Conferenza Internazionale dell’Emigrazione Sarda. Un momento tanto atteso sia da voi, che da me, dall’intera Giunta Regionale. Non c’era giorno migliore di questo per celebrare questa Conferenza. Oggi è Sa Die de Sa Sardigna, il giorno dell’orgoglio e dell’identità sarda. So che venite da tutto il mondo e nel mondo vi siete fatti onore, spesso conquistando le vette più alte nelle professioni, nelle scienze, nelle arti, ognuno nel proprio ruolo e nel proprio lavoro, portando alto quel nome, Sardegna, che mai dal vostro cuore e dai vostri pensieri è scomparso”. Così il Presidente della Regione, Christian Solinas, ha aperto i lavori della conferenza.

“I protagonisti di questa assemblea siete voi, figli della Sardegna e ambasciatori della nostra Isola in tutto il mondo - afferma il Presidente - La Regione Sarda, consapevole dell'inestimabile valore espresso dalle comunità degli emigrati sardi in Italia e nel mondo, ha voluto realizzare questo importante evento che sarà non solo un luogo di incontro e condivisione sul tema dell’emigrazione, ma anche l’occasione per dare il giusto riconoscimento al vostro prezioso contributo nella promozione della nostra terra. Il profondo senso di appartenenza e di orgoglio identitario che coltivate e tramandate con passione è un filo che mai si spezzerà, e che intendiamo rafforzare affinché le distanze siano annullate e ci sia sempre in voi un pezzo di Sardegna, e nell’isola una traccia di voi. Un legame che ci unisce nonostante le distanze e che ci rende orgogliosi, perché rappresenta anche la nostra capacità di esportare talenti e competenze oltre i nostri confini regionali. E’ evidente l’importanza e il peso della vostra presenza e dell’esistenza dei circoli - ribadisce Solinas - I vostri circoli, anzi i nostri circoli nel mondo, non sono solo una sede di nostalgia, non sono solo luoghi ricreativi. Possono e devono essere luoghi rilevanti di cultura e di scambio tra i popoli, un fluire di sapere e di tradizioni che resistono al tempo e alle distanze e che arricchiscono i luoghi ove operano ma anche, allo stesso tempo, la Sardegna stessa. Per questo motivo dobbiamo pensare al futuro, ad un ruolo sempre più prestigioso che i circoli sardi nel mondo possono esercitare. E siamo qui anche per questo, per discutere di quanto e come possiamo arricchire le comunità dei sardi nel mondo. La Regione c’è  e ci sarà sempre - sottolinea Solinas - Come voi sapete, la Legge Regionale n.7 del 1991 ha creato la base normativa per un dialogo ed una collaborazione costante tra l’Istituzione Autonomistica e i Sardi nel mondo.

Molti nostri circoli hanno celebrato nel corso del 2022, con una serie di appuntamenti, un grande orgoglio della Sardegna, il premio Nobel Grazia Deledda, nel 150esimo dalla nascita. Era emigrata anche lei, ma la sua anima rimase sempre in Sardegna. Se conto qualcosa nella letteratura italiana e mondiale, scriveva, lo devo esclusivamente alla mia terra d’origine. In Grazia Deledda c’è la Sardegna dei sentimenti, dell’amore per la sua terra. Del resto - aggiunge il presidente Solinas - noi non siamo solo una Regione. Siamo molto di più: siamo una Nazione, e cioè un popolo che al di là dei confini continua a sentirsi tale, e a conservare tradizioni, spiritualità, identità uniche. Per questo oggi celebriamo insieme Sa Die de sa Sardigna: perché  essa ricorda un momento storico nel quale, dopo secoli di dominazioni che sembravano averne cancellato l’identità, questo popolo quell’identità seppe misteriosamente riscoprirla, ritrovarla e scagliarla contro un potere oppressore e tiranno. Lasciamo allora che questo giorno sia un giorno di dibattito costruttivo e utile, ma anche un giorno di sentimenti, come l’amore per la nostra terra, un sentimento di nostalgia che prende voi che siete lontani, ma anche noi che in Sardegna viviamo”.

Il tema della prima giornata della Conferenza è “L’emigrazione sarda oggi”, domani il confronto proseguirà sul futuro dell’emigrazione e il ruolo che dovranno avere i circoli per testimoniare la millenaria cultura sarda alle nuove generazioni.

“I sardi nel mondo sono una grande risorsa - afferma l’assessore regionale del Lavoro, Ada Lai - possiamo considerarli gli ambasciatori della Sardegna. I circoli nel tempo sono cambiati, sia in termini socio-demografici che economici, ma il loro attaccamento alla terra d’origine è rimasto intatto. Oggi, ancor di più è importante coinvolgerli per rilanciare il loro ruolo nel prossimo futuro”.

La Regione, accogliendo  le proposte della Consulta regionale per l’emigrazione che all’unanimità ha espresso parere favorevole al programma, ha già approvato il programma annuale per l'emigrazione 2023, che prevede gli interventi a favore dell'associazionismo tra i sardi in Italia e all’estero e la ripartizione dei contributi annuali per le spese di funzionamento dell’attività dei circoli. Il piano introduce novità importanti, dall’aggiornamento dei criteri per la ripartizione del contributo annuale, in particolare in relazione al numero dei soci iscritti; alla concessione di un sostegno straordinario per quei circoli che nel 2022 abbiano realizzato attività ed eventi coerenti con la programmazione regionale in materia di emigrazione, al finanziamento di progetti per la valorizzazione dell’identità e della conoscenza della cultura sarda tra le giovani generazioni, all’erogazione di un contributo ai Comuni che corrispondono un rimborso ai lavoratori emigrati che intendano rientrare in Sardegna.

Partecipano alla Conferenza  99 circoli, di cui 57 provenienti dal resto dell’Italia, 24 dall’Europa (3 dall’Olanda, 3 dalla Spagna, 1 dalla Bulgaria, 8 dalla Germania, 1 dalla Polonia, 1 dalla Danimarca, 2 dalla Francia, 5 dalla Svizzera), 10 dall’America Meridionale (8 dall’Argentina e 2 dal Brasile),2 dal Canada, 3 dall’Australia, 1 dal Giappone, 2 dagli Stati Uniti, oltre ai rappresentati delle 5 associazioni di tutela e i presidenti delle 4 Federazioni (Italia, Svizzera, Argentina e Germania) e 12 membri della Consulta regionale per l’emigrazione.

“La giornata del popolo sardo rappresenta un simbolo importante che ci richiama a riflettere su noi stessi, ad assumere una coscienza collettiva di nazione con la propria cultura, lingua, tradizioni e che vede, nell'evolversi dei secoli, una serie di tappe importanti. La nazione sarda oggi è di fronte a se stessa, alla propria storia, e può riflettere su come affrontare con una identità rinnovata una società globale come quella odierna. Riflettere sulla nostra identità non significa chiuderci, significa aprirci al mondo avendo consapevolezza di noi. Viva la Sardegna”. Con queste parole il Presidente della Regione Christian Solinas ha inaugurato stamani, al Catello di San Michele, la mostra fotografica “Castelli medievali di Sardegna”, aprendo così ufficialmente i festeggiamenti per Sa Die de Sa Sardigna, di cui quest’anno ricorre il trentennale.

Prima di recarsi alla Santa Messa in Cattedrale il Presidente Solinas è intervenuto in Consiglio regionale. Nel corso del suo intervento, tenuto interamente in lingua sarda, il Presidente ha evidenziato l’importanza della giornata di festa contestualizzandola rispetto al momento storico che stiamo vivendo e alle sfide future, ma anche rispetto all’agenda politica nazionale.

“Ci troviamo alla vigilia di una importante riforma sulle autonomie differenziate, la cosiddetta riforma Calderoli, che vede innalzarsi un muro contro perché si sta facendo strada un sentimento di malcelato conservatorismo di gattopardiana memoria – ha spiegato il Presidente Solinas - Eppure sarebbe questa l’occasione per affermare la nostra integrità di popolo, rivendicando i nostri diritti storici uniti e coesi, superando le differenze che esistono in tutte le società democratiche, per avanzare una proposta non subalterna,  per una politica sarda che esalti la nostra identità, il nostro diritto a essere protagonisti reali dello sviluppo dell’Isola, il nostro diritto a non emigrare, il nostro diritto sacro a essere padroni della nostra terra e del nostro futuro”.

“Depimus recuperare su significadu prenu, chi s’est isboidadu in su tempus, de paràulas ‘autonomia’, ‘autodeterminatzione’, ‘soberania territoriale’ pro mobilitare e cungregare sas cussèntzias de sos sardos isvilupende unu protzessu virtuosu fatu de progetualidade, coerèntzia, partetzipatzione, unidade de pòpulu e rapresentàntzia sua” - “Dobbiamo recuperare il significato pieno, andatosi a svuotare nel tempo, di parole come autonomia, autodeterminazione, sovranità territoriale per mobilitare e aggregare le coscienze dei sardi sviluppando un processo virtuoso fatto di progettualità, coerenza, partecipazione, unità di popolo e sua rappresentanza - ha detto il Presidente  evidenziando la necessità “di essere sovrani nei progetti, nelle scelte, nel governo dell’Isola”.

Un’esigenza questa, che secondo il Presidente, “si rende ancor più necessaria al fine di rivendicare positivamente e attualizzare il valore della nostra specialità per richiedere il massimo della competenza legislativa esclusiva per far valere le ragioni dell’inscindibile connubio tra specialità e governo dell’autonomia. In questo - ha proseguito il Presidente - si afferma la distinzione fra regioni a statuto differenziato e regioni a statuto speciale. Il regionalismo differenziato si muove nel sistema tradizionale di autonomia intesa nel senso statalista quindi in forma ottriata. La specialità si ispira e trae forza e vitalità dalla matrice dei sistemi federali, dove non si valuta quantitativamente l’ampiezza dell’autonomia, ma assume rilievo la compatibilità dei diversi livelli di governo entrambi autonomi e sovrani e vi è una cessione di sovranità del livello regionale solo per poche limitate e determinate materie non gestibili a livello locale”.

Dopo aver partecipato alla Santa Messa in Cattedrale di Cagliari, nel pomeriggio il Presidente interverrà Conferenza internazionale dell’emigrazione sarda, in programma oggi e domani. In serata a Sassari, parteciperà alla rievocazione storica: “1796 - Alternos, Giovanni Maria Angioy”, un altro importante appuntamento organizzato per la Giornata dell’orgoglio sardo, che nel corso di 27 anni di celebrazioni (la prima edizione è del 1996), fra alti e bassi, ha mantenuto sempre immutata la magia di un sentimento nazionale dei sardi che, come ha evidenziato il Presidente, ancora oggi costituisce il collante morale e spirituale del nostro sentirci popolo e nazione sarda.

“Trent’anni sono un periodo lungo in politica, quasi un’epoca – ha evidenziato il Presidente -  Eppure dal quel giorno che vide la luce la legge di Sa Die, ancora oggi ci troviamo con gli stessi sentimenti, la stessa determinazione e la stessa fermezza nel difendere i diritti inalienabili del nostro popolo, orgogliosi delle nostre radici, forti del grande lascito della nostra ultramillenaria cultura, commossi e fieri di essere popolo e nazione sarda. Viva la Sardegna, viva il popolo sardo. Fortza Paris”, ha concluso il Presidente Solinas.

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