utente1

utente1

La Regione Sardegna ha raggiunto e superato l’obiettivo di spesa previsto per il 2025 nell’ambito del Programma regionale FESR 2021–2027, confermando la piena disponibilità delle risorse assegnate ed evitando qualsiasi riduzione dei fondi destinati allo sviluppo dell’isola.

Le regole per l’utilizzo dei fondi comunitari sono molto stringenti e le risorse assegnate devono essere utilizzate entro scadenze precise. In particolare, quelle iscritte nel bilancio comunitario 2022 devono essere spese e rendicontate prima del 31 dicembre 2025. Se parte di quelle risorse non è spesa e certificata entro tale data, la stessa è automaticamente disimpegnata e torna nel bilancio dell’Unione Europea, con riduzione della dotazione finanziaria complessiva del Programma. Per l’annualità 2025 era necessario certificare una spesa minima pari a circa 83 milioni di euro di fondi europei, condizione indispensabile per mantenere integralmente le risorse assegnate alla Sardegna.

Il 16 dicembre la Regione ha trasmesso alla Commissione europea la domanda di pagamento che certifica una spesa complessiva pari a oltre 156 milioni di euro, di cui circa 107 milioni finanziati direttamente dall’Unione Europea, superando ampiamente l’importo minimo richiesto. Un risultato che mette al sicuro tutte le risorse dell’annualità e consente di proseguire senza interruzioni gli interventi già programmati.

Il raggiungimento dell’obiettivo è il frutto del coordinamento e del costante impegno del Centro Regionale di Programmazione, in qualità di Autorità di Gestione del programma, nonché del lavoro svolto da Assessorati e Agenzie regionali per rafforzare e accelerare l’attuazione degli interventi finanziati.

“Questo risultato è una prova concreta di buona amministrazione”, dichiara l’assessore regionale alla Programmazione e al Bilancio Giuseppe Meloni. “Raggiungere e superare l’obiettivo di spesa significa garantire che le risorse europee restino interamente nella disponibilità della Sardegna e possano continuare a essere trasformate in investimenti reali per imprese, servizi pubblici e comunità locali. In un contesto complesso come quello attuale”, prosegue l’assessore, “dimostrare la capacità di spendere bene e nei tempi giusti i fondi europei è un fatto tutt’altro che scontato. È il risultato di un lavoro serio, continuo, che mette al centro la responsabilità istituzionale e l’interesse dei cittadini”.

Le spese certificate riguardano interventi strategici per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna, tra cui:

imprese e competitività: avvio dei Fondi di Competitività e Sardinia Fintech, con oltre 81 milioni di euro per sostenere investimenti produttivi, innovazione e transizione digitale delle PMI;

digitalizzazione dei servizi pubblici: avvio dei progetti per il potenziamento del data center regionale e per la digitalizzazione dei servizi della Regione;

adattamento al cambiamento climatico: interventi per la prevenzione degli incendi, il miglioramento dei sistemi di trattamento delle acque reflue e progetti innovativi sulla gestione dei rifiuti;

scuola: realizzazione di interventi per le “Scuole del nuovo millennio”, finalizzati a migliorare la qualità e la funzionalità degli spazi educativi;

sanità: ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere con l’acquisto di nuove attrezzature, tra cui sistemi avanzati per la chirurgia endoscopica e la radioterapia;

welfare di comunità: avvio del Fondo di Finanza di Impatto, destinato a sostenere iniziative a forte valore sociale;

transizione energetica: attivazione del Fondo per la Transizione Energetica, con una dotazione di 57 milioni di euro a supporto di imprese e Comuni.

“Il superamento dell’obiettivo di spesa”, conclude Meloni, “conferma la capacità della Regione di trasformare i fondi europei in strumenti concreti di crescita e sviluppo. Ora il lavoro prosegue con lo stesso impegno verso i prossimi obiettivi nel 2026, per continuare a dare risposte reali ai bisogni della Sardegna”.

Sardegna terra di Festival, biblioteche, promozione della lettura e di cittadini che amano andare a visitare i musei. Il recente rapporto Federculture restituisce infatti la fotografia di un’isola molto dedita agli aspetti culturali: dai festival, ai musei, alle biblioteche, passando per la promozione della lettura e tutte le attività ricreative che hanno a che fare con l’arte e la cultura nella maniera più ampia.

Per citare alcuni dati e fare alcuni esempi concreti la Sardegna, con i suoi 187 festival, si colloca tra le prime 6 regioni italiane, preceduta solo da regioni del resto d’Italia come Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte. L’isola si colloca inoltre al 4’ posto anche per la spesa pro-capite dei Comuni per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. E i sardi non sfigurano neanche nella classifica della spesa media mensile familiare per le attività ricreative: i dati parlano di una media di spesa che si attesta 3,6% mentre il dato medio nazionale è del 3,8%.

Un dato che ci porta altissimi in classifica, 5’ posto nazionale, sono le biblioteche: il rapporto Federculture colloca la Sardegna tra le regioni con il maggior numero di biblioteche: 366 pubbliche e 20 private. I presidi sono inoltre particolarmente attivi nella realizzazione di attività di promozione della lettura. Le biblioteche impegnate in questo tipo di attività sono infatti l’86,5%, quindi la Sardegna è ben al di sopra della media nazionale che si attesta solo al 70,4%.

Le stesse biblioteche sono molto attive nell’organizzazione di attività collaterali come mostre temporanee, convegni seminari: 46,1% contro la media nazionale del 37,3%.

Quanto ai musei, nel 2024 sono cresciuti del 10% rispetto all’anno precedente le presenze e i visitatori dei siti culturali statali: la Sardegna fa registrare il terzo valore più alto tra le regioni italiane. Mentre per quanto riguarda i musei autonomi l’incremento di visitatori rispetto al 2023 è stato del 7,4%.

“Sono dati che accogliamo con piacere e anche con un pizzico di orgoglio – dichiara l’assessora della Cultura Ilaria Portas – i sardi rispondono bene alle politiche che abbiamo introdotto. I numeri infatti restituiscono davvero il lavoro fatto in questi anni con una fotografia positiva dell’isola che si misura con regioni che hanno altre dimensioni, altre risorse e in generale possibilità diverse: pensiamo solo agli spostamenti e ai contatti che per noi isolani sono più limitati e difficoltosi. I numeri ci stanno dando ragione – prosegue l’assessora Portas –: abbiamo dimostrato che investire in Cultura ha ancora un senso. Sono molto soddisfatta del dato dei festival e delle biblioteche, che sono dei veri e propri presidi culturali soprattutto nei centri più piccoli. La strada è quella giusta: noi proseguiamo in questa direzione perché la Cultura faccia sempre più parte del quotidiano dei sardi”.

Nel corso della Conferenza Unificata Stato–Regioni, l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, delegata dalla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, è intervenuta sull’informativa del Ministero della Giustizia relativa alla riorganizzazione degli spazi detentivi destinati al regime speciale di cui all’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario, esprimendo la forte preoccupazione e la netta contrarietà della Regione Sardegna. L’intervento dell’assessora Laconi ha messo in evidenza, anzitutto, un grave deficit di metodo: una scelta di portata nazionale, con ricadute profonde sui territori, assunta in assenza di un reale coinvolgimento istituzionale della Regione interessata, nonostante le ripetute richieste di confronto avanzate dalla Presidente Todde. “Quando si interviene su equilibri così delicati – ha sottolineato Laconi – non è accettabile che le Regioni vengano informate a decisioni già prese. Il principio di leale collaborazione non è una formula retorica, ma una garanzia costituzionale che va rispettata, soprattutto su temi che incidono sulla sicurezza, sulla coesione sociale e sui servizi essenziali”.

Particolare attenzione è stata posta sulla situazione del territorio nuorese, definito dall’assessora come fragile e sensibile, che rischia di subire un impatto sproporzionato a seguito della prospettata trasformazione del carcere di Badu ’e Carros in istituto esclusivamente dedicato al 41-bis. Una scelta che, secondo la Regione, non può essere valutata isolatamente, ma va letta nel contesto complessivo delle condizioni sociali, infrastrutturali e sanitarie del territorio.

Nel suo intervento, l’assessora Laconi ha inoltre respinto con decisione una visione della Sardegna come luogo funzionale alla concentrazione della detenzione speciale, riaffermando che l’insularità non può essere assunta come criterio implicito di destinazione carceraria.

“La Sardegna – ha affermato – ha già conosciuto nel suo passato il peso di una narrazione che la relegava a isola-carcere. È una stagione che appartiene alla storia e che non può essere riproposta, neppure indirettamente. La Regione sta costruendo un percorso di sviluppo, di apertura e di rafforzamento del proprio tessuto sociale, che non è compatibile con scelte simbolicamente e concretamente così impattanti”.

Un ulteriore profilo critico riguarda le gravi carenze del sistema sanitario regionale, già sotto pressione, soprattutto nelle aree interne. L’assessora Laconi, intervenendo anche in qualità di medico, ha evidenziato come la gestione sanitaria dei detenuti in regime di 41-bis comporti procedure straordinarie che rischiano di compromettere l’accesso alle cure per l’intera popolazione, in un contesto nel quale i presìdi ospedalieri faticano già a rispondere ai bisogni ordinari.

Infine, è stato richiamato il rischio sociale legato alla concentrazione di detenuti appartenenti alla criminalità organizzata di vertice, con possibili effetti indiretti sul territorio, in termini di pressione sociale, relazionale e simbolica, che non possono essere liquidati come ipotesi astratte.

La Regione Sardegna ribadisce quindi la necessità di un confronto vero, trasparente e preventivo, che tenga insieme le esigenze di sicurezza nazionale con il rispetto delle comunità locali e delle loro condizioni reali.

Scelte di questa portata – ha concluso l’assessora Laconi – non possono essere assunte come atti amministrativi ordinari, ma richiedono una responsabilità politica piena e condivisa, all’altezza della complessità che investe i territori coinvolti.

“Orgoglio e passione”. Sono i sentimenti espressi stamattina dalla presidente Alessandra Todde alla presentazione in anteprima del documentario per planetari “Einstein Telescope, ascoltare l’universo oltre le stelle”, prodotto da Sardegna Ricerche, in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), European Gravitational Observatory (EGO), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e realizzato da VIS - Virtual Immersion in Science e TeleSardegna. L’evento si è tenuto nella sede dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari – Inaf, a Selargius e rappresenta un altro tassello nel sostegno della candidatura del sito minerario di Son Enattos, a Lula, per ospitare la grande infrastruttura scientifica.

“Questa iniziativa, che coinvolge tanti soggetti, dimostra ancora una volta che il progetto dell’Einstein Telescope non riguarda soltanto la Sardegna, ma l’intero Paese”, ha esordito la presidente salutando i presenti. “È un progetto che vede la nostra Regione presentarsi da protagonista in Europa, e di questo sono davvero molto orgogliosa. Lo sono perché stiamo assistendo a un percorso in cui tutti gli attori non sono soltanto competenti, ma anche profondamente appassionati. Ogni volta che si parla di Einstein Telescope, chi è coinvolto sa spiegare con chiarezza perché questa rappresenti una grandissima opportunità per la nostra Regione e per il nostro territorio”.

La presidente ha sottolineato l’impegno corale e i progressi fatti nel supportare la candidatura. “Stiamo parlando di un percorso a tappe in cui, per una volta, non siamo in ritardo, non inseguiamo, ma siamo protagonisti e propositivi. Non posso non condividere l’orgoglio provato durante la conferenza preliminare dei servizi, quando tutti i 54 enti presenti al tavolo – dai Comuni alla Regione, fino a tutti i soggetti coinvolti – hanno espresso parere positivo, dichiarandosi pronti ad avviare il progetto nel momento in cui se ne presenterà la possibilità. In Sardegna, vedere 54 enti allineati è cosa rara e anche questo ci rende forti in Europa”.

Nella competizione con l’altra candidatura, quella olandese, è emerso anche il tentativo di giocare sugli stereotipi: la burocrazia italiana, l’idea che non siamo pronti. E invece il fatto di presentarci con un sito solido, una comunità scientifica forte, istituzioni coese, un rapporto reale di collaborazione tra Governo e Regione, risorse finanziarie pronte e opere di contorno già pianificate, ci rende credibili e competitivi.

Todde ha poi spiegato quali saranno gli ulteriori passaggi nell’immediato futuro, tra cui il rafforzamento della collaborazione con la Sassonia. “Ho investito molto, così come l’INFN, in questa collaborazione perché sono convinta che la forza di un’infrastruttura europea stia anche nella cooperazione tra regioni. La Sardegna e la Sassonia hanno molti punti in comune: sono regioni a vocazione mineraria, territori con sfide simili. Presentarsi insieme, in un progetto condiviso, ci rende ancora più forti”.

“Credo che questo percorso sarà positivo e porterà alla realizzazione dell’opera - ha concluso la presidente – e se dovessi riassumere ciò che stiamo vivendo oggi, direi ancora una volta passione e orgoglio di far parte di un’iniziativa così grande”.

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, interviene sull’ipotesi di una ristrutturazione del carcere di Badu ’e Carros finalizzata alla sua destinazione esclusiva ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis, raccogliendo la preoccupazione espressa dal vescovo di Nuoro.

“Raccolgo la preoccupazione del vescovo di Nuoro, monsignor Antonello Mura, in relazione al carcere di Badu ’e Carros. L’ipotesi che il carcere venga svuotato e ristrutturato per ottenere una struttura destinata esclusivamente ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis è concreta ed imminente”, ha detto la presidente, sottolineando come lo scenario prospettato non sia remoto ma reale.

“Se confermata, sarebbe una scelta gravissima per Nuoro e per l’intero territorio. Non un intervento temporaneo, ma una decisione strutturale, assunta senza alcun confronto con la Regione. Una punizione per una città, per un territorio e per un’isola che faticosamente stanno rialzando la testa”, ha affermato, evidenziando l’assenza di interlocuzione istituzionale.

La presidente Todde ha poi ripercorso i tentativi di confronto avviati con il Governo nazionale.

“Il 3 dicembre ho scritto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per contestare il trasferimento in Sardegna di un numero elevato di detenuti al 41-bis, senza ottenere alcuna risposta. Prima ancora avevo chiesto al Ministro della Giustizia l’apertura di un confronto formale, che era stato garantito e poi disatteso”, ha detto, richiamando atti formali rimasti senza riscontro.

“Non solo non mi sono state fornite risposte o rassicurazioni ma sono stata accusata di allarmismo”, ha aggiunto, respingendo le critiche rivolte alla Regione.

Nel merito della scelta prospettata, Todde ha ribadito la netta contrarietà della Sardegna a una concentrazione del regime speciale sull’isola.

“È inaccettabile che un intero carcere venga ristrutturato e destinato esclusivamente a questo regime, concentrando in Sardegna costi, rischi e carichi che ricadono sulle comunità locali. Sull’isola intera”, ha affermato, richiamando le ricadute dirette sui territori.

“Un’isola che sogna un riscatto con l’Einstein Telescope e che invece viene condannata senza appello alle infiltrazioni mafiose”, ha detto, contrapponendo due visioni opposte del futuro della Sardegna.

“La Sardegna ospita già il numero più alto di detenuti al 41-bis in rapporto alla popolazione, tutti non sardi”, ha ricordato, fornendo un dato a sostegno della posizione della Regione.

Infine, l’appello politico rivolto ai rappresentanti sardi a Roma.

“I parlamentari sardi che sostengono questo governo vogliono essere complici di questo abominio o alzare la loro voce per dire che è ora di finirla?”. “L’insularità non può essere usata come la nostra condanna”, ha concluso la presidente.

“La richiesta di rinvio del provvedimento sulla nuova classificazione dei Comuni montani, presentato oggi in sede di Conferenza delle Regioni, è una scelta necessaria e responsabile. La Sardegna, insieme ad altre Regioni, esprime un parere contrario e chiede al Governo di rivedere criteri e metodo di un’impostazione che rischia di produrre effetti profondamente ingiusti”. Lo dichiara l’assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda.

“La proposta di DPCM - spiega l’assessore - riduce drasticamente il numero dei Comuni montani in Sardegna, da 234 a 74. Una contrazione che non restituisce la realtà dei nostri territori e che deriva dall’applicazione di parametri esclusivamente morfologici, incapaci di cogliere le condizioni sociali, economiche, ambientali e infrastrutturali che definiscono lo svantaggio reale delle aree montane e parzialmente montane”.

Secondo la Regione Sardegna, il testo presenta criticità nel metodo e nel merito. Sul metodo, Spanedda evidenzia gravi carenze. “I dati - dichiara - sono stati forniti alle Regioni solo nella fase finale e in tempi estremamente ristretti, impedendo una valutazione tecnica approfondita e condivisa».

“Non riteniamo inoltre corretto - aggiunge l’assessore - che i criteri di classificazione siano stati di fatto annunciati prima di un reale confronto politico. In questo modo, la riunione istituzionale rischia di diventare un passaggio meramente ornamentale, svuotando di significato il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni”.

Sul merito, la Regione esprime una contrarietà netta: “La montagna non è solo una quota altimetrica: è territorio, comunità, servizi, accessibilità, fragilità strutturali. Ridurre tutto a parametri esclusivamente morfologici è un errore di impostazione. E anche ammettendo, per assurdo, questa riduzione, l'applicazione rigida di tali parametri ai confini amministrativi produce un effetto distorsivo grave: una parte significativa del territorio montano italiano finisce per scomparire dal riconoscimento istituzionale”.

“Parlo per una Regione caratterizzata da Comuni di grande estensione territoriale - sottolinea Spanedda -. All’interno di questi Comuni esistono porzioni di territorio che soddisfano pienamente i criteri indicati, criteri sui quali peraltro ci riserviamo ancora di discutere. Tuttavia, proprio perché alcuni sono più estesi di altri, l’applicazione rigida delle soglie fa sì che intere aree montane vengano escluse dal riconoscimento, pur mantenendo inalterate tutte le loro criticità. Quelle aree non cessano di essere fragili: semplicemente diventano invisibili”.

L’assessore richiama, infine, le ricadute finanziarie e concrete del provvedimento: «La riduzione dei Comuni montani incide direttamente sulla ripartizione del Fondo FOSMIT e sull’accesso a numerose misure di sostegno, dai servizi essenziali alle politiche per la sanità e l’istruzione nelle aree interne. Senza un incremento delle risorse complessive, la possibilità concessa alle Regioni di intervenire a favore dei Comuni esclusi rischia di tradursi in una mera redistribuzione interna, con un saldo complessivo negativo per la Sardegna”.

“Esiste dunque - conclude Spanedda - un vizio strutturale in questa proposta, che non può essere risolto con correttivi parziali o semplici emendamenti. Per queste ragioni abbiamo chiesto il rinvio e l'apertura a un confronto. Non è in gioco solo una questione di risorse, ma il riconoscimento dei territori montani nella loro complessità e la credibilità delle istituzioni nei confronti delle comunità che li abitano”.

Di seguito le principali delibere adottate oggi dalla Giunta Todde.

 

 

 

 

PRESIDENZA

 

 

La giunta regionale nella seduta odierna ha prorogato, sino al 30 luglio 2026, lo stato di emergenza in relazione al rischio derivante dalla situazione di deficit idrico nel territorio regionale.

Lo stato di emergenza era stato dichiarato il 30 luglio 2024 sino al 31 dicembre dello stesso anno, e visto il permanere dello stato di criticità era stato prorogato sino al 30 giugno 2025 e successivamente fino al 31 dicembre 2025.

Nella seduta di oggi la giunta, nel rilevare che ricorrono ancora i presupposti di criticità previsti dalla legge regionale 17 gennaio 1989, ha deciso di prorogare ulteriormente lo stato di emergenza fino al 30 luglio 2026.

 

 

BILANCIO

 

 

 

La Giunta, su proposta dell'assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio Giuseppe Meloni, ha deliberato l'autorizzazione all'esercizio provvisorio per un mese.

 

 

Sempre su proposta dell'assessore Meloni, d’intesa con la presidente della Regione e con l’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, la Giunta regionale ha deciso di approvare la proposta di candidature per l’intitolazione della sale regionali in attuazione del Piano per la parità di genere, decidendo di intitolare a donne illustri di Sardegna per meriti scientifici, letterari, politici, artistici, giuridici almeno tre sale regionali per attività aperte al pubblico.

 

 

 

AMBIENTE

 

Su proposta dell’assessora Rosanna Laconi, la Giunta ha approvato il Piano del Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, istituito con L.R. n. 5 del 26/02/1999. Si estende su di una superficie complessiva pari a 1.600 ettari, nei territori dei comuni di Cagliari, Quartu S. Elena, Quartucciu e Selargius. Il Piano approvato costituisce lo strumento generale che regola l’assetto del territorio, dell’ambiente e degli habitat compresi nel perimetro del Parco e delinea il raccordo del Parco con le aree contigue. In particolare, il Piano si pone l’obiettivo di tutelare la conservazione e valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, agricole, saliniere, storiche e culturali, promuovendone la funzione sociale, incentivando la ricerca scientifica e lo sviluppo delle attività economiche. Inoltre si pone l'obiettivo di riqualificare in chiave ecologica gli insediamenti autorizzati dalla legge.

 

L’Esecutivo, su proposta dell’assessora Laconi, ha deliberato l’assoggettamento del progetto alla procedura completa di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) relativamente al progetto di ripascimento delle spiagge Cala Tanca Manna Nord e Sud (Stintino) proposto da Italiana Immobiliare 2018 S.r.l.

La decisione deriva dalle rilevate criticità sulla compatibilità paesaggistica e urbanistica, nonché di ordine progettuale e conoscitivo, che non rendono possibile escludere impatti ambientali negativi e significativi su un’area costiera di elevato pregio naturalistico, ricadente in un sito Natura 2000.

 

 

AGRICOLTURA

 

 

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus, ha approvato le direttive per gli aiuti al settore zootecnico destinati all'acquisto di riproduttori bovini da carne.

Le risorse stanziate ammontano a 1,5 milioni di euro e verranno erogate attraverso il bando curato dall'Agenzia Laore. Particolare attenzione viene riservata ai giovani agricoltori e agli allevamenti situati in zone montane o svantaggiate, i quali beneficiano di una maggiore percentuale di contributo.

 

 

Relativamente alle attività di promozione e pubblicità dei prodotti agroalimentari attuate dall'Agenzia Laore, è stato approvato l'aggiornamento, proposto alla Giunta dall'assessore Agus, della dotazione finanziaria pari a 750 mila euro, di cui 250 mila di economie derivanti dal precedente stanziamento. Con successivo decreto dell'assessore dell'Agricoltura verrà definito il nuovo calendario fieristico e le manifestazioni per le quali sarà offerto il sostegno per la partecipazione delle imprese.

 

 

 

 

Su proposta dell'assessore dell'Agricoltura Francesco Agus, la Giunta ha approvato la delibera che stabilisce la prosecuzione del protocollo d'intesa tra Agris e Caritas sull'agricoltura sociale. Con 300 mila euro di stanziamento all'anno, fino al 2027 si garantiranno nuovi interventi di rafforzamento del legame tra agricoltura e territorio, valorizzando le aree ad alta marginalità socio economica attraverso la creazione di nuova occupazione connessa al recupero di terreni coltivali abbandonati, la produzione agroalimentare e l'utilizzo di nuove pratiche agronomiche innovative ed ecosostenibili.

 

 

 

LAVORI PUBBLICI

 

Su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu, la Giunta ha approvato la delibera che viene incontro alla risoluzione di alcune criticità legate alla manutenzione straordinaria e al completamento di opere di particolare importanza del sistema idrico della Sardegna.  In particolare vengono stanziati: 783 mila euro a ENAS (Ente Acque della Sardegna) per interventi urgenti sui ponti canale, in linea al canale adduttore principale Sarais - Sa Forad; 1,2 milioni a OIS (opere e Infrastrutture Sardegna) per lo sviluppo del sistema di telecontrollo e dell'interconnessione pompaggio Biliardinu - Turbina Tirso1 per la realizzazione di un impianto idroelettrico ad accumulo; 1,2 milioni al Consorzio di Bonifica della Gallura per la manutenzione straordinaria sulle condotte in fibrocemento nel settore M del distretto irriguo di Arzachena – Lotto 2.

  

Sempre su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici è stata approvata la delibera che segue la delibera del 9/07/2025 che individuava i porti di competenza regionale, sui quali insistono i soggetti attuatori, gli interventi e si stanziano le corrispondenti risorse. Si tratta nello specifico di interventi nei porti di: Buggerru, 2 milioni; Cannigione 3 milioni; Stintino 4,8 milioni; San Teodoro, 7,4 milioni; Sant'Antioco 3 milioni; Castelsardo 2,7 milioni; Isola Rossa (Trinità d’Agultu e Vignola) 1,7 milioni; Bosa (Porto fluviale) 1,7 milioni; porto Corallo (Villaputzu) 2 milioni; Palau, 10 milioni; Sarrala (Tertenia) 4,3 milioni; Calasetta 1 milione; Carloforte 2,9 milioni; Perd’è Sali (Sarroch) 1,6 milioni; Alghero 3 milioni.

 

 

L’Esecutivo ha approvato, su proposta dell’assessore Piu, l’affidamento ad Opere e Infrastrutture della Sardegna (OIS) della realizzazione della scuola di formazione del Corpo Forestale di vigilanza ambientale (CFVA), il cui valore complessivo ammonta a 25 milioni. Verranno avviate le procedure e i lavori per la realizzazione di un polo formativo del CFVA, nonché delle direzioni generali regionali ed Enti interessati alla formazione del proprio personale.

 

 

Con la delibera approvata dalla Giunta, su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu, si assegnano all'Agenzia regionale Forestas 3,7 milioni, per l’annualità 2025, per la messa in sicurezza e l'adeguamento normativo delle opere di sbarramento minori di competenza regionale, gestiti dall’Agenzia. Inoltre, di concerto con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e con la Protezione Civile regionale, Forestas provvederà a valutare, entro 90 giorni, gli sbarramenti per i quali è stata presentata la domanda di prosecuzione dell'esercizio, oppure se risulta necessaria la dismissione di una parte di questi.  

 

 

Infine l’ultima delibera approvata su proposta dell’assessore Piu, prevede le risorse necessarie per opere di prevenzione contro alluvioni, frane, mareggiate, o altre calamità naturali e per interventi urgenti di ripristino di opere pubbliche danneggiate dagli stessi eventi. La legge di bilancio 2025 dispone una dotazione di 2 milioni di euro. Gli interventi finanziati per la messa in sicurezza delle varie infrastrutture sono i seguenti: 300 mila euro a Sennori per il costone roccioso di via Rockfeller e via fratelli Kennedy; 150 mila a Mandas per il Palazzo Municipale; 300 mila a Oniferi per la via Madonna della Pace, SS 128 Centrale Sarda e  delle aree adiacenti; 100 mila ad Ales per alcuni tratti della strada Ales–Acquafrida Monte Arci; 340 mila a Onanì per la realizzazione di muri di contenimento nel centro abitato; 210 mila ad Armungia per il ripristino delle strade comunali delle aree Murdega e Flumendosa; 300 mila a Villacidro per la messa in sicurezza del costone in via San Francesco.

 

 

 

 

INDUSTRIA

 

Su proposta dell'assessore dell'Industria Emanuele Cani, la Giunta ha deliberato

di approvare il Piano strategico per il rilancio industriale compendio industriale dell'area ex Keller, così come trasmesso dal Consorzio Industriale provinciale medio Campidano – Villacidro, di confermare lo stanziamento di euro 8.000.000,00, quale contributo straordinario finalizzato al finanziamento di un piano di rilancio industriale, comprensivo anche della copertura di eventuali oneri sopravvenuti, così come previsto dalla Legge Regionale n. 24 dell’11 settembre 2025.

 

Sempre su proposta dell'assessore dell'Industria Emanuele Cani, la Giunta ha deliberato gli adempimenti finalizzati alla chiusura della procedura liquidatoria del Consorzio ZIR Predda Niedda di Sassari in liquidazione.

 

 

 

 

LAVORO

 

Su proposta dell'assessora del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale Desirè Manca, la Giunta ha deliberato di destinare un intervento in favore degli Enti Locali per costituzione di nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo e per il rafforzamento delle imprese già esistenti, con dei criteri di premialità maggiore per le imprese che si collocano nei paesi della Sardegna con un numero di residenti inferiore a tremila e a forte indice di vecchiaia, lo stanziamento complessivo pari a 5 milioni di euro nell'esercizio finanziario 2025.

 

Ancora su proposta dell'assessora del Lavoro Desirè Manca, la Giunta ha deliberato di destinare all'attuazione dell'intervento in favore degli Enti locali per attività di pulizia, manutenzione e decoro delle strade provinciali, comunali e intercomunali, lo stanziamento complessivo pari a 5 milioni di euro nell'esercizio finanziario 2025.

 

 

 

L’Esecutivo, su proposta dell'assessora del Lavoro Desirè Manca, ha deliberato inoltre di destinare lo stanziamento complessivo pari a 5 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2025 per la salvaguardia e allo sviluppo dell'artigianato tradizionale sardo attraverso percorsi formativi.

 

 

 

 

SANITA’

 

 

 

La Giunta regionale ha disposto la ripartizione di 92,07 milioni di euro di risorse integrative del bilancio regionale 2025, per coprire lo squilibrio corrente dei bilanci delle Aziende del Servizio sanitario regionale. Le risorse, finalizzate a garantire continuità operativa ed evitare nuovo indebitamento, sono destinate a finanziare i costi per l’erogazione dei LEA non coperti dal fondo sanitario standard. La ripartizione avverrà in base alle percentuali di accesso al Fondo sanitario regionale 2023. È inoltre prevista l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per il monitoraggio e l’ottimizzazione della spesa sanitaria.

 

L’Esecutivo ha inoltre disposto la ripartizione del pay back relativo allo sforamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018, versato dalle aziende fornitrici ai sensi  del DL 95/2025. Le risorse complessivamente riscosse nel 2025 ammontano a 19,52 milioni di euro e sono destinate agli enti del Servizio sanitario regionale. La distribuzione avviene in base alle percentuali di accesso al Fondo sanitario regionale 2023. Il provvedimento consente di rafforzare l’equilibrio finanziario del sistema sanitario regionale.

 

La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha incontrato nella sua veste di assessore ad interim le segreterie regionali delle organizzazioni sindacali confederali, CGIL, CISL e UIL. L’incontro, finalizzato a proseguire il dialogo sul tema sanitario e ad illustrare lo stato di attuazione degli impegni assunti con la firma del Protocollo di relazioni sindacali del 4 agosto 2025, si è svolto nel pomeriggio nella sede dell’assessorato regionale della Sanità.

“Ripartiamo da un impegno che avevamo preso ad agosto, con l'intesa programmatica sottoscritta. C’erano dei punti ben precisi che oggi non solo sono stati ripresi, ma sui quali abbiamo cercato di dare sostanza, attraverso i numeri e attraverso il confronto. Il lavoro è in corso” ha proseguito la Presidente. “Esistono aspetti che sicuramente dovranno essere integrati e meglio considerati. Ma abbiamo cristallizzato un metodo: confrontarsi sui numeri e sui processi è il modo migliore per capire se le cose stanno andando bene o meno bene e, soprattutto, se stanno avanzando”.

“Questo serve anche a far capire alle organizzazioni sindacali che noi non siamo immobili, ma che, ovviamente con fatica e all’interno di un percorso, il contesto della gestione della sanità si sta muovendo. Ci sono tantissimi punti di miglioramento, ma ci sono già dei segnali che possono essere misurati. Penso, per esempio, al lavoro che viene fatto sul PNRR, sugli ospedali e sulle case di comunità, che però giustamente devono essere riempite di servizi. Per questo, al prossimo incontro, sarà importante avere anche questo tipo di dato”.

La Presidente Todde ha poi sottolineato ancora una volta l’importanza della condivisione: “Il nostro impegno ora è quello di costruire insieme la prossima variazione di bilancio. Questo significa non avere le organizzazioni sindacali semplicemente come interlocutori durante le audizioni in Consiglio, ma averle come parte attiva nella fase di proposizione, in modo da poter integrare una proposta realmente condivisa. Significa anche monitorare insieme quelli che sono aspetti fondamentali, come lo stipendio del personale, le perequazioni, le mobilità e la possibilità di avere uniformità rispetto a una gestione che in questo momento risente ancora molto delle differenze tra centro e periferie”.

“Molti temi sono stati affrontati. Credo però che oggi abbiamo sottoscritto ancora una volta che la leale collaborazione c’è e che serve il contributo di tutti per rispondere a un contesto che i sardi vivono sulla loro pelle e rispetto al quale vogliono delle risposte anche immediate”.

La Sardegna si prepara a un Natale all'insegna della tradizione e della qualità. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che ha rielaborato gli ultimi dati Istat, i sardi spenderanno quest'anno circa 725 milioni di euro per i regali e i preparativi delle feste.

Il dato si conferma in linea con i 726 milioni registrati lo scorso anno, dimostrando una tenuta dei consumi nonostante le incertezze economiche. A livello nazionale, la cifra complessiva dovrebbe superare i 26 miliardi di euro.

La voce principale della spesa nell'Isola riguarda la tavola: oltre mezzo miliardo di euro verrà speso per l’acquisto di prodotti alimentari, vini e alcolici. Si tratta di un settore di assoluta eccellenza che vede i prodotti enogastronomici sardi protagonisti indiscussi dei cesti natalizi e dei pranzi in famiglia.

Il report di Confartigianato mette in luce il ruolo vitale delle 8.015 imprese artigiane sarde (il $29,8\%$ delle PMI dell’Isola), che impiegano quasi 20.000 addetti. Queste aziende operano in 47 settori diversi, offrendo una gamma vastissima di opzioni per i regali: abbigliamento e gioielli personalizzati, arredamento, tessili e stoviglie per la casa, giocattoli, articoli sportivi e libri e servizi per la cura della persona.

«I dati dimostrano che le imprese artigiane sarde sono un’eccellenza riconosciuta anche oltre i confini regionali», commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna. «Acquistare locale significa sostenere migliaia di lavoratori e filiere corte che redistribuiscono valore all’interno della nostra comunità».

La distribuzione della spesa vede in testa il territorio di Sassari-Gallura, seguito da quello di Cagliari:  Sassari-Gallura guida la classifica con 222 milioni di euro (154 per alimentari e bevande e 69 per altri prodotti e servizi), seguita da Cagliari con 196 milioni (135 e 61), Sud Sardegna con 149 milioni (102 e 46), Nuoro con 91 milioni (63 e 28) e Oristano con 67 milioni (46 e 21). Sul fronte occupazionale, Sassari-Gallura conta 2.566 imprese artigiane e 6.437 addetti, Cagliari 1.855 imprese e 4.757 lavoratori, Sud Sardegna 1.554 imprese e 3.703 addetti, Nuoro 1.283 imprese e 3.044 occupati, Oristano 757 imprese e 1.724 addetti.

Per incentivare il sostegno all'economia circolare, l'associazione ha rilanciato la campagna “Acquistiamo locale”. L'invito è quello di preferire prodotti a "valore artigiano", capaci di unire l'identità del Made in Sardegna alla qualità del Made in Italy.

«Quando scegliamo un dono artigiano, non acquistiamo solo un prodotto: sosteniamo un sistema economico che è parte della nostra identità», conclude Meloni.

Prendono avvio ufficiale i saldi invernali, che partiranno in tutto il territorio regionale dal 3 gennaio 2026 e avranno una durata di 60 giorni.

L’indicazione del primo sabato di gennaio è in linea con quanto stabilito a livello nazionale dalla Commissione Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 10 novembre 2025. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha approvato il documento con il quale le Regioni concordano di rendere omogenea su tutto il territorio nazionale la data di inizio delle vendite di fine stagione (saldi invernali), individuandola nel primo giorno feriale antecedente la festività dell’Epifania.

L’iniziativa rappresenta un momento importante sia per il settore commerciale sia per i consumatori. I saldi stagionali costituiscono infatti un’opportunità per sostenere le attività locali, favorendo allo stesso tempo l’accesso a prodotti di qualità a condizioni vantaggiose per le famiglie sarde. L’anticipo al 3 gennaio 2026 apre un periodo strategico per le imprese, soprattutto quelle dei centri storici particolarmente da flussi turistici, che potranno beneficiare della presenza di famiglie in vacanza e di numerosi visitatori.

L’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu sottolinea l’importanza di promuovere un mercato trasparente e competitivo, nel rispetto delle norme regionali che disciplinano le vendite straordinarie.

Si invitano pertanto esercenti e cittadini a rispettare le disposizioni vigenti, garantendo correttezza, chiarezza dei prezzi a tutela dei consumatori.

La Regione rinnova il proprio impegno a favore delle piccole e medie imprese del commercio, consapevole del ruolo centrale che queste rivestono nel tessuto economico e sociale dell’Isola.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il portale istituzionale della Regione Sardegna o rivolgersi agli uffici territoriali competenti.

Pagina 59 di 299