utente1

utente1

La Regione Sardegna è presente per la prima volta con un proprio stand all’ILTM di Cannes, il più grande evento dell'anno per la comunità globale dei viaggi di lusso. L'International Luxury Travel Market di Cannes 2025, ospitato dal celebre Palais des Festivals della cittadina francese, rappresenta il fiore all'occhiello degli eventi mondiali del circuito ILTM. Dedicato al segmento Luxury, uno dei più strategici per lo sviluppo della destinazione Sardegna, l’ILTM Cannes 2025 mette in connessione gli espositori presenti nello stand della Regione Sardegna con i migliori buyer del turismo alto di gamma, selezionati dagli organizzatori con un accurato processo.

Si tratta della principale fiera del turismo, B2B, dedicata al segmento del lusso, in corso dal 1 al 4 dicembre al Palais des Festivals et des Congrès di Cannes. È riservata infatti ad alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso; villaggio albergo 5 stelle; boutique hotels; luxury hotels; lifestyle hotels; wellness &spa resort 5 stelle; ville di prestigio; tour operator e dmc (Destination Management Company), aziende specializzate nella gestione e organizzazione di servizi turistici e di viaggio, specializzati in luxury travel ed esperenziale; fornitori di servizi esclusivi.

"Il Luxury, sottolinea l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu, è un settore nel quale la Sardegna è molto competitiva ed è attrattiva, oltre che di un sempre crescente numero di visitatori, di investitori e nell’ultimo periodo, anche dei grandi brand”. L'obiettivo dell'evento ILTM Cannes è quello di fornire numerose opportunità di networking, nonché forum informativi e intrattenimento fuori orario. Sono presenti 10 gli operatori turistici, fra alberghieri e DMC, ospitati nello stand della Sardegna. Si tratta di: Agenzia Turmo Travel, Resort Valle dell’Erica Thalasso e SPA, Blu Wonder DMC Costa Smeralda, Sin Élite Group Srl, Felix Hotels, F.A. Travel DMC Sardinia, ITI Marina Hotels & Resorts, Travel Motus in Sardinia, Sardinia & Italy My Way, Sardinia Chic Luxury Villas. Altri sono presenti negli stand dei vari brand del lusso, da Cheval Blanc a Belmond, da Small Luxory Hotels a The Leading Hotels.

 La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha visitato oggi la Casa di reclusione all’aperto di Mamone, accompagnata dal Direttore, Vincenzo Lamonaca, e dal Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Domenico Arena.

La conferenza stampa organizzata al termine della visita, alla quale, oltre alla presidente, al direttore e al provveditore, ha partecipato anche la dottoressa Rosanna Cabras, Magistrato di Sorveglianza per le colonie penali della Sardegna, è stata dedicata ai nuovi progetti per il rafforzamento e la valorizzazione delle colonie penali all’aperto dell’Isola. La presidente ha ricordato che la visita arriva all’indomani dell’assemblea pubblica di Uta, dedicata al tema dell’annunciato trasferimento dei detenuti in regime di 41-bis. “Proprio dopo il confronto di ieri con cittadini, amministratori e operatori a Uta, era importante essere qui. Sono due piani diversi: da una parte l’emergenza nazionale del 41-bis, dall’altra un modello virtuoso come quello delle colonie penali, che offre reinserimento, lavoro e sviluppo territoriale”, ha dichiarato Todde.

Durante il suo intervento, la presidente ha sottolineato il valore sociale e formativo della Colonia di Mamone: “Finché non si vedono le cose con i propri occhi è difficile comprenderne la complessità. Qui i detenuti imparano un mestiere, acquisiscono competenze e possono uscire con una professionalità che restituisce dignità e futuro. È il percorso costituzionalmente corretto dell’esecuzione penale”.

“Con la Regione abbiamo avviato un dialogo molto fitto sui modelli dell'esecuzione penale” ha detto il Provveditore Domenico Arena. “Mamone e le altre colonie penali dell’isola - ha spiegato - rappresentano una peculiarità a livello nazionale. Sono luoghi dove si riesce a fare ciò che la Costituzione dice, cioè un percorso penale che sia orientato a un effettivo reinserimento delle persone nella società”.

“La novità che ci piace condividere - ha spiegato Arena - è che, rispetto alla condizione di esclusione di questi posti dai territori che li circondano, oggi vogliamo fare esattamente l'operazione inversa mettendoli al servizio dei territori. L'idea che ci anima - ha continuato - è quella di coinvolgere il Ministero della Giustizia, la Regione Sardegna le stesse comunità territoriali che circondano e le università per dare vita a un progetto di sviluppo dei territori che abbia, per un verso, la finalità di potenziare questa dimensione dell'esecuzione penale costituzionalmente orientata e sinceramente virtuosa e, per l’altro, quello di essere uno dei motori di sviluppo anche dello sviluppo del territorio e dell'isola. Su questo abbiamo intenzione di costruire nei prossimi mesi un master plan che metta a sistema gli interventi che non siano scollegati l’uno dall’altro, ma una trama unitaria nella quale inserirli e che faccia delle colonie un punto di rilancio”.

“Le progettualità di cui stiamo parlando - ha dichiarato il Direttore Lamonaca - non si svolgeranno in un giorno, un mese, o un anno: ci vorrà tempo. Così come ci vorrà collaborazione, entusiasmo e un'unità di intenti che riguarda tutte le professionalità istituzionali”. Il direttore ha sottolineato l'importanza “di contribuire a far sì che questo posto non solo resti aperto, ma soprattutto che possa diventare un modello. L'obiettivo è di avere sempre un'esecuzione penale interna orientata ai principi costituzionali: il nostro obiettivo deve essere quello di credere nel lavoro che facciamo, che è quello, appunto, di restituire al contesto sociale persone che poi, magari, possono anche restare sul territorio”.

Nel suo intervento la presidente Todde ha anche rimarcato il ruolo del personale penitenziario: “Opera spesso con organici ridotti e sotto forte pressione. In contesti come questo emerge una dimensione umana diversa, fatta di responsabilità e dialogo”.

La presidente ha annunciato la volontà della Regione di avviare un piano organico e pluriennale dedicato alle colonie penali: “Non servono interventi spot. Serve una visione di almeno dieci anni, con risorse regionali, nazionali ed europee messe a sistema. Mamone, Is Arenas e Isili devono diventare modelli di reinserimento e sviluppo territoriale”. Tra i temi affrontati durante la visita anche sanità e servizi specialistici: “Non siamo venuti per una visita formale. Abbiamo parlato dei problemi concreti e di come migliorare i servizi per chi vive e lavora in questo luogo”.

Riferendosi al dibattito aperto a Uta sul trasferimento dei detenuti in regime di 41-bis, Todde ha ribadito la posizione della Regione: “Un conto è la giustizia che reinserisce. Altro è il 41-bis, che preoccupa per tre motivi: il rischio di infiltrazioni in territori sani; il peso sulla sanità regionale, già in sofferenza; e l’impatto su un personale penitenziario sottodimensionato. A giugno ho chiesto l’apertura di un tavolo nazionale, e oggi ho scritto alla presidente del Consiglio. Non possiamo subire decisioni unilaterali”.

La presidente ha concluso affermando che la Sardegna intende investire su un modello penitenziario moderno e utile ai territori: “Le colonie penali sono una risorsa per la Sardegna. Possiamo farne un esempio virtuoso per il Paese, mettendo insieme giustizia, lavoro e sviluppo”.

L’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani ha depositato presso l’8ª Commissione permanente del Senato una memoria illustrativa ed un pacchetto di emendamenti al disegno di legge n. 1718, di conversione del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175 “Misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Gli emendamenti sono stati elaborati di concerto tra gli Assessorati regionali dell’Industria, della Difesa dell’Ambiente e dell’Urbanistica, sotto il coordinamento della Presidenza della Regione Sardegna.

Nel suo intervento, l’assessore Cani ha sottolineato le rilevanti criticità del decreto: “Desta perplessità l’utilizzo dello strumento della decretazione d’urgenza e la mancata previa acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza Unificata, una scelta che appare motivata dall’intento di eludere tale procedura”, ha detto dinanzi alla Commissione, aggiungendo che “una simile modalità di intervento risulta poco rispettosa del ruolo delle Regioni e delle Province autonome, in una materia, quale quella della produzione e distribuzione di energia, che coinvolge sia la competenza concorrente, secondo quanto disposto dall’articolo 117 della Costituzione, sia, per le regioni a statuto speciale, competenze primarie, tra cui quella della Regione Sardegna in materia di governo del territorio e urbanistica”. Una prassi che, ha osservato ancora l’assessore, “determina inoltre una grave lesione del principio di leale collaborazione, più volte richiamato dalla Corte costituzionale come canone imprescindibile nei rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali”.

Sul piano delle competenze, la memoria evidenzia come l’individuazione statale delle aree idonee rappresenti una compressione delle attribuzioni regionali in materia di governo del territorio ed energia, in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione e con le prerogative delle Regioni a statuto speciale.

In tale contesto, la Regione ha presentato una serie articolata di emendamenti, finalizzati a:

• rafforzare il ruolo programmatorio delle Regioni, in particolare di quelle a statuto speciale;

• limitare l’individuazione delle aree idonee alle sole superfici compromesse o degradate;

• introdurre maggiori tutele per le aree agricole di pregio e per i paesaggi rurali storici;

• garantire una protezione effettiva dei siti UNESCO e delle relative zone di rispetto;

• disciplinare in modo più equilibrato l’agrivoltaico e l’uso degli invasi idrici;

• consentire alle Regioni che abbiano già raggiunto gli obiettivi di potenza installata di modulare ulteriormente le proprie scelte territoriali.

“Gli emendamenti proposti hanno principalmente l’obiettivo di limitare la realizzazione di impianti FER in queste aree, dove inciderebbero in maniera significativa sul valore e sulla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale”, ha spiegato l’assessore Cani.

Ulteriori eventuali emendamenti potranno essere proposti e discussi in sede di Coordinamento tecnico e in Commissione politica.

Affollatissima assemblea questa sera al Consiglio comunale di Uta, organizzata dal sindaco Giacomo Porcu sul trasferimento al carcere Ettore Scalas di 92 detenuti in regime di 41 bis e dunque per reati molto gravi, quasi tutti per mafia.

Sala gremita con decine di cittadini in piedi anche fuori dalla sala consigliare e con la presenza di moltissime autorità. Oltre alla presidente della Regione Alessandra Todde, erano presenti il vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Frau, il sindaco di Cagliari e della Città metropolitana Massimo Zedda, il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari Matteo Pinna, la Garante regionale dei detenuti Irene Testa, e la dottoressa Maria Cristina Ornano, presidente del tribunale di Sorveglianza di Cagliari.

Proprio la dottoressa Ornano ha preso la parola per prima, illustrando i dati che dimostrano in modo lampante la illogicità dello spostamento: “A Uta il carcere è attivo da oltre 10 anni con risicate forze dell'ordine, fra detenuti e lavoratori circa mille persone su una popolazione di 9 mila anime; su 561 posti previsti ci sono 737 detenuti; se il rapporto detenuti rispetto ai residenti in media in Italia è 1 ogni 1.145 residenti, in Sardegna è 1 su 660 residenti; con 1253 detenuti non sardi; 93 in regime di 41 bis, che diventeranno 185: la Sardegna è la regione in Italia con più detenuti di questo tipo. Di cui nessuno sardo”, ha concluso tra l'incredulità e il disappunto della platea.

“Il ministro ci ha comunicato che manca solo un mese al trasferimento – ha esordito il sindaco Porcu – noi siamo qui tutti assieme con la richiesta della riapertura di un tavolo che veda protagoniste le istituzioni locali e chi amministra la giustizia che metta al centro la voce dei territori”, ha proposto il sindaco di Uta.

Nel suo intervento la presidente Alessandra Todde ha voluto iniziare ricapitolando gli avvenimenti: “Voglio ringraziare per l'opportunità di confrontarci anche sul percorso che la Regione ha fatto nel rispetto delle istituzioni”, ha esordito. “Abbiamo letto da articoli di stampa a giugno dello spostamento dei 92 detenuti al 41 bis a Uta, ci siamo attivati con due note al ministro Nordio per chiedere un incontro. Abbiamo insistito e lo abbiamo incontrato a settembre, incontro a cui ha partecipato anche l'avvocatura regionale. Il ministro concordò con noi tre cose: che non avrebbe portato avanti niente senza l'accordo con la Regione e quindi mi sembra grave sapere che ora dice che tutto è fatto. La seconda è un impegno sul problema delle risorse legato ai tribunali di sorveglianza e al personale penitenziario e la terza la condivisione della peculiarità della Sardegna che come Regione a statuto speciale si paga da sola la sanità e quindi anche i costi sanitari dei detenuti che ospita”, ha illustrato la presidente Todde.

“C'è quindi un tema di richiamo degli impegni presi, fatti con dichiarazioni congiunte con il ministro Nordio. La domanda che mi pongo è: mi posso fidare delle dichiarazioni di un ministro?”, ha chiesto la presidente.

“Il tema è poi anche l'impatto sull'economia che questa scelta porterà – ha continuato la presidente – io ero a Nuoro quando fu ospitato nel carcere il boss della camorra Cutolo e la città ebbe conseguenze negative sulle attività economiche e sull’impatto sociale. Il tema di dove mettere i detenuti è nazionale. Non vogliamo fare demagogia portando i sardi per protesta sotto il ministero a Roma, vogliamo che tutte le istituzioni lavorino in maniera condivisa”, ha proseguito Todde. “La vita delle persone non può cambiare a causa di decreti ministeriali che noi non vediamo. Io questo non lo accetto”, ha concluso tra gli applausi della cittadinanza presente.

L’incubo del caro-voli si ripresenta puntuale in vista delle festività natalizie, colpendo duramente i residenti in Sardegna e Sicilia che cercano di tornare a casa per Natale. I voli dagli scali del Nord verso le Isole registrano un'impennata di prezzi "del tutto ingiustificata", con aumenti che, secondo il Codacons, arrivano fino al 900% rispetto alle tariffe medie.

L'associazione dei consumatori ha presentato una nuova segnalazione urgente ad Antitrust (che già indaga sul fenomeno), al Ministero dei Trasporti (Mit) e all'Enac, chiedendo un intervento immediato per fermare quello che definiscono un "salasso natalizio". 

La situazione per chi desidera partire da Milano e rientrare in Sardegna per il weekend prenatalizio è critica. Le date del 20 e 21 dicembre risultano già completamente "sold out" sui voli in regime di continuità territoriale.

Anche i giorni immediatamente precedenti e successivi offrono pochissime alternative 19, 22 e 23 dicembre: l'unica opzione disponibile è il volo mattutino delle 8:50 (con tariffa residenti a 84,50 euro), vigilia (24 dicembre), si parte solo con il volo serale delle 21:10.

Chi non riesce a usufruire della continuità territoriale deve ripiegare su compagnie low-cost come Ryanair, mettendo in conto una spesa minima di 300 euro tra andata e ritorno. 

Confrontando le tariffe minime per il 23 dicembre con quelle di una data "normale" come martedì 13 gennaio, i rincari sono vertiginosi e superano di gran lunga il 100%. 

"A parità di servizio le tariffe aeree sotto le festività registrano una impennata del tutto ingiustificata," conclude il Codacons. L'associazione chiede alle autorità di intervenire urgentemente "a favore dei cittadini che ogni anno devono sottostare al salasso natalizio nel settore del trasporto aereo."

La situazione mette in luce i limiti strutturali della continuità territoriale in Sardegna, che non riesce a reggere la domanda nei periodi di alta stagione.

La provincia di Cagliari si afferma come l'area metropolitana del Mezzogiorno con la migliore qualità della vita. A certificarlo è la 35esima edizione della classifica annuale de Il Sole 24 Ore, che vede il capoluogo sardo posizionarsi al 39° posto a livello nazionale, guadagnando ben cinque posizioni rispetto alla graduatoria 2024.

L'indagine, che analizza il livello di benessere attraverso novanta indicatori divisi in sei categorie, conferma ancora una volta l'immagine di un'Italia a due velocità, con il Nord in testa e il Sud che arranca, sebbene Cagliari rappresenti una notevole eccezione nel panorama meridionale. 

Il piazzamento di Cagliari distanzia nettamente le altre province sarde, che si trovano tutte nella seconda metà della graduatoria: Cagliari 39esima, Oristano è 72esima, Sassari 74esima, Nuoro ancora più indietro al 78esimo posto, il Sud Sardegna al 94esimo su 107 province. 
Sul podio tre città del nord: Trento, Bolzano e Udine, mentre la maglia nera spetta per il secondo anno consecutivo a Reggio Calabria. 

Da segnalare, in controtendenza, il caso di Oristano, che si posiziona al primo posto assoluto nella classifica nazionale per la categoria Giustizia e Sicurezza, un risultato di grande rilievo. L'indagine ha analizzato il benessere suddividendo i dati in sei macro-aree: Ricchezza e Consumi; Affari e Lavoro; Ambiente e Servizi; Demografia, Società e Salute; Giustizia e Sicurezza; Cultura e Tempo Libero. Nonostante le difficoltà che continuano a penalizzare il Sud in termini di lavoro e servizi, Cagliari dimostra una capacità di resilienza e di miglioramento complessivo nel livello di benessere dei suoi residenti.

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato in via preliminare la deliberazione per la riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale più critiche, in attuazione dell’articolo 9 della legge regionale 11 settembre 2025, n. 24. Il provvedimento prevede uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro per gli anni 2025 e 2026, destinato all’acquisto di prestazioni sanitarie presso soggetti privati accreditati tramite l’Azienda regionale della salute (ARES).

“Con questo intervento – dichiara l’assessore Armando Bartolazzi – mettiamo in campo risorse concrete per aggredire in modo strutturale uno dei problemi più sentiti dai cittadini: i tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche e specialistiche. Il coinvolgimento dei privati accreditati, attraverso procedure trasparenti e monitorate, ci consentirà di ridurre più rapidamente i ritardi accumulati e garantire equità di accesso alle cure su tutto il territorio regionale. È un’azione mirata, basata su dati reali e su un controllo costante dei risultati”.

Le prestazioni individuate come maggiormente critiche, sulla base dei dati epidemiologici e delle rilevazioni sulle liste d’attesa, riguardano:

  • interventi di cataratta,
  • colonscopie,
  • gastroscopie,
  • risonanze magnetiche,
  • mammografie,
  • tomografie computerizzate (TAC).

Le risorse saranno ripartite tra le otto aziende sociosanitarie locali secondo il criterio della popolazione residente, al fine di garantire una maggiore omogeneità dell’offerta su tutto il territorio regionale. ARES provvederà alla pubblicazione di uno specifico avviso di manifestazione di interesse per l’acquisizione delle prestazioni, riservato esclusivamente alle strutture private accreditate in possesso dei requisiti previsti. Le aziende sociosanitarie locali dovranno trasmettere i propri fabbisogni entro dieci giorni dall’adozione della deliberazione. L’inserimento degli utenti avverrà attraverso agende dedicate nel sistema CUP, che consentirà anche il monitoraggio puntuale e mensile dell’effettivo abbattimento delle liste d’attesa da parte dei Responsabili unici per la gestione delle liste d’attesa (RUGLA) aziendali.

Il provvedimento è stato trasmesso al Consiglio regionale per l’acquisizione del parere della Commissione consiliare competente.

I dati relativi alla partecipazione al bando sugli incentivi, con copertura al 100%, alle persone fisiche per installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo di energia elettrica destinati all’autoconsumo, sono più che confortanti. Complessivamente sono state ammesse 5644 istanze, le prime 1290 finanziate per il 2025 con 20 milioni e le restanti, con scorrimento in graduatoria, saranno finanziate nel 2026 e nel 2027 per un totale di 90 milioni. “Siamo molto soddisfatti della risposta dei cittadini che hanno aderito al bando – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu parlando ai giornalisti nella conferenza stampa di questa mattina a Sassari – i primi 1016 impianti fotovoltaici saranno installati subito e andranno a soddisfare la richiesta di quelle famiglie con un Isee fino a 7,500 euro con impianti da 3 kilowatt. Abbiamo impostato il bando affinché soddisfacesse le richieste a partire dagli Isee più bassi, per aiutare quelle cittadine e cittadini delle fasce più deboli; questo consentirà di finanziare l’impianto che porterà anche all’abbattimento delle bollette”.

L’incentivo a fondo perduto coprirà tutte le spese previste per la fornitura e posa in opera dell’impianto fotovoltaico e del sistema di accumulo presso le abitazioni di proprietà e di residenza, compresa la copertura assicurativa multirischio, un programma di manutenzione periodica ed il monitoraggio delle prestazioni degli impianti da parte delle imprese esecutrici. Il progetto nasce dall’attuazione dell’articolo 2 della legge regionale 20 del 2024 e rappresenta il primo passo di un programma pluriennale.

Gli obiettivi del bando sono diversi e mirano all’aumento della capacità fotovoltaica domestica e di accumulo che, per le sole domande soddisfate per l’annualità 2025, si attesta a 17.648 Gigawatt. Un altro obiettivo è quello di attivare la filiera regionale che ha coinvolto l’87% di imprese sarde del totale e, infine, la riduzione della bolletta. Questi elementi generano un impatto virtuoso con la crescita dell’autoconsumo energetico e l’istituzione, presso l’Assessorato dei Lavori pubblici, di un fondo vincolato per i prossimi vent’anni, con una dotazione stimata di 200.000 euro annui da destinare al finanziamento di nuovi bandi. Inoltre, la garanzia di finanziamento degli impianti da parte dell’Assessorato, accompagnata dal monitoraggio continuativo, dalla copertura assicurativa decennale e degli interventi di manutenzione straordinaria.

Da sottolineare anche l’impatto che il bando avrà sulle imprese locali del settore: “sono state coinvolte, per il 2025, 209 imprese – sottolinea Piu – questo è stato possibile grazie al fatto che il bando si rivolge ai privati i quali, a loro volta, si affidano a imprese di prossimità che sono deputate alla compilazione delle domande. Questo metodo ha fatto in modo che la percentuale delle imprese del territorio regionale sia così alta, perché era tra i nostri obiettivi anche quello di generare lavoro per le aziende del settore”. Le 209 imprese coinvolte da questa prima fase del bando, relativa all’annualità 2025, realizzeranno una media di 6,17 impianti per ciascuna, con 217 impianti nel territorio della Città metropolitana di Sassari, 204 nella Provincia di Nuoro, 195 in quella di Oristano, 467 nel Sud Sardegna e 207 nella Città metropolitana di Cagliari.

“I numeri così incoraggianti ci consentono di dare seguito al bando, scorrendo la graduatoria per i prossimi due anni a soddisfacimento di tutte le domande ammesse e per il 2026 – precisa l’assessore – saranno finanziate 2694 istanze per un totale di 42 milioni di euro, 1660 per l’annualità 2027 con a disposizione 28 milioni”

Erano ammesse al bando le famiglie residenti in Sardegna con ISEE inferiore ai 15 mila euro. La graduatoria premia chi ha i requisiti più bassi in termini di reddito e potenza installata, per garantire equità ed efficacia sociale.

Si è tenuto questa mattina al T Hotel di Cagliari il convegno “La finanza trasforma il territorio, l'impresa al centro“, il primo evento organizzato dal nuovo Consiglio di amministrazione della Società finanziaria della Regione Sardegna (Sfirs), nominato lo scorso luglio, e dal suo nuovo presidente Riccardo Barbieri.

Nel suo intervento istituzionale, il vicepresidente e assessore del Bilancio e della Programmazione Giuseppe Meloni ha portato i saluti della presidente Todde e ha illustrato “i quattro punti chiave del nuovo corso che la Giunta vuole imprimere alla sua società in house dedicata al finanziamento delle imprese. “È un passaggio strategico che vogliamo fondare, come primo punto, sulla modernizzazione del sistema finanziario regionale con procedure più rapide e non solo limitato a gestire i bandi ed erogare risorse pubbliche, come secondo punto, vogliamo che la finanza cosiddetta complementare sia al centro delle scelte politiche;, come terzo punto – ha proseguito Meloni – la Sfirs deve avere un nuovo ruolo, deve passare da erogatore di fondi a struttura di sviluppo: insieme al Centro regionale di programmazione (Crp) deve essere il luogo delle soluzioni per le imprese; e, come ultimo punto, deve costruire un sistema di opportunità che trattiene e attrae le imprese sul nostro territorio. Insomma – ha concluso Meloni – il nuovo corso della Sfirs deve avere una visione moderna in cui il settore pubblico e privato collaborano per costruire una rete solida per lo sviluppo di tutta la Sardegna”.

Dopo di lui, il presidente di Sfirs Riccardo Barbieri ha illustrato la storia della Sfirs, “dal 1962 come gestore delle partecipazioni della Regione e poi dal 2009 società in house che ha quasi abbandonato il credito e ha solo gestito i bandi”. Il “punto centrale per noi - ha proseguito Barbieri - deve essere quello di affrontare le difficoltà nell'incontro fra domanda e offerta alle imprese”, illustrando poi “i nuovi appuntamenti annuali sulla finanza” per “aprire un nuovo corso orientato a gestire la finanza complementare, non solo per migliorare la gestione dei bandi”. “Lo vogliamo fare – ha continuato Barbieri – mettendo al primo posto l'accoglienza e l'ascolto dei fabbisogni delle imprese e per questo a gennaio apriremo una sede apposita a Sassari per imprese del Nord Sardegna. Vogliamo poi essere il corner regionale di riferimento fra pubblico e privato, e vogliamo essere investitori “pazienti” per sopperire alle difficoltà del mercato e, infine, essere generatori di impatto misurabile”, ha concluso il presidente della Sfirs.

Il convegno poi si è sviluppato con vari panel dedicati al contesto globale per concentrarsi sul rapporto tra finanza e territorio e i nuovi strumenti della finanza alternativa, già usati anche in Sardegna, ad esempio, nel programma europeo Just Transition Fund per il Sulcis Iglesiente, illustrati dalla direttrice generale del Crp Elisabetta Neroni. Sono seguiti interventi dei vari stakeholder dell'economia locale e nazionale, a completare una mattinata importante per lo sviluppo della finanza e dell'economia della Sardegna.

Mercoledì, 26 Novembre 2025 17:53

Le delibere adottate oggi dalla Giunta Todde

Di seguito le principali delibere adottate oggi dalla Giunta Todde.

 

 

Presidenza

La Giunta regionale ha costituito la "Fondazione per la pubblica lettura Sebastiano Satta" finalizzata al perseguimento delle medesime finalità istituzionali del Consorzio per la pubblica lettura "Sebastiano Satta". La Fondazione, che vede come socio fondatore La Regione, subentra al Consorzio in tutti i poteri in capo al medesimo, e concorre alla costituzione del fondo patrimoniale della Fondazione che è guidata da un Consiglio di amministrazione di cui faranno parte la presidente, Alessandra Corrias, il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu (membro di diritto), il rappresentante della Provincia di Nuoro, Giancarlo Porcu, e due rappresentanti per le Università di Cagliari e Sassari, rispettivamente Efisio Ignazio Putzu e Tanja Baumann.

 

Attraverso una delibera di Giunta è stato istituito un tavolo tecnico di coordinamento del progetto Accrual, finalizzato all’introduzione del nuovo sistema contabile. Il tavolo è presieduto dal Segretario Generale, e composto dai Direttori generali della Presidenza, dei Servizi Finanziari, del Personale e Riforma della Regione, dell'Innovazione e Sicurezza IT e degli Enti Locali e Finanze o dai loro delegati.

 

 

Agricoltura

Su proposta dell’assessore dell’Agricoltura Gian Franco Satta, la Giunta individua il Comune di Meana Sardo come autorità responsabile, soggetto attuatore e concedente dell’intervento “Progetto di promozione e azioni di sviluppo, rilancio e consolidamento del comparto lattiero caseario di Meana”. La Giunta approva inoltre le direttive di attuazione e modalità di erogazione degli aiuti previsti per l’intervento e autorizza il trasferimento al Comune di Meana Sardo della somma di 200 mila euro.

 

Sempre su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, l’Esecutivo approva i criteri e le modalità per la concessione dei contributi riconosciuti con la legge regionale 8 maggio 2025 ai GAL e i FLAG. Le risorse stanziate saranno così suddivise: 268.421 euro per i FLAG e 2.281.579 per i Gal e serviranno a garantire la prosecuzione delle attività assegnate, una quota sarà destinata alle attività formative, una alle attività di divulgazione e valorizzazione delle attività realizzate nel corso della programmazione 2014-2020. Una parte di risorse inoltre sarà destinata alle attività di facilitazione, animazione e coinvolgimento dei portatori di interesse locali in relazione ai programmi operativi finanziati con risorse regionali o previste nella programmazione europea 2021-2027.

 

La Giunta approva la delibera, proposta dall’assessore Satta, contenente le direttive per l’attuazione degli interventi in materia di infrastrutture rurali, di cui alle legge regionale 8 maggio 2025. Le risorse pari a 4,5 milioni di euro sono destinate a interventi sulle infrastrutture rurali, con priorità a laghetti collinari e al recupero delle reti idriche comunali dismesse. I beneficiari sono i Comuni, le Unioni di Comuni e le associazioni comunali incaricate della gestione delle infrastrutture. I contributi possono coprire fino al 100% dei costi, con un massimo di 200 mila euro per intervento. Le graduatorie premieranno i progetti che aumentano la resilienza idrica, servono più aziende agricole e prevedono cofinanziamenti comunali.

 

Sempre su proposta dell’assessore Satta, la Giunta individua l’Agenzia Laore come soggetto attuatore degli interventi a sostegno delle imprese agricole della Nurra e della Valle dei Giunchi a Ittiri, gravemente colpite dalla sospensione programmata dell’acqua nelle reti irrigue durante il 2025. La siccità e le restrizioni idriche hanno impedito l’avvio della stagione agraria, causando perdite significative di produzione. La L.R. 24/2025 ha stanziato 8,8 milioni di euro per ristorare i danni subiti dalle aziende dei territori interessati.

 

La Giunta istituisce un aiuto, proposto nella delibera dell’assessore Satta, concernente la Costituzione di un Fondo di rotazione, per agevolare l’accesso al credito delle imprese agricole che intendano aderire al sistema dell’assicurazione agricola agevolata, ne approva le direttive di attuazione e individua l’Agenzia Laore quale soggetto concedente.

 

Infine, su proposta dell’assessore dell’agricoltura, la Giunta delibera, in attuazione della legge regionale 8 maggio 2025 n. 12, il finanziamento di 1.205.000 euro per il triennio 2025-2027 destinato ai progetti innovativi dedicati alla biodiversità agraria, zootecnica e alimentare. Gli interventi sostengono la ricerca, la conservazione delle risorse genetiche e le attività degli agricoltori e allevatori custodi. I progetti saranno selezionati tramite Avviso pubblico e potranno essere presentati da enti, associazioni, comitati per la biodiversità e soggetti privati. Gli aiuti saranno concessi nel rispetto del regime de minimis.

 

 

Industria

Su proposta dell'assessore dell'Industria Emanuele Cani, la Giunta ha approvato le direttive di attuazione che stabiliscono i criteri e le modalità di erogazione degli aiuti previsti alle imprese operanti nei settori della macellazione e trasformazione di carni per fronteggiare le conseguenze derivanti dalla diffusione della dermatite nodulare bovina contagiosa.

 

 

Istruzione

Su proposta dell'assessora della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Ilaria Portas, la Giunta ha approvato in via definitiva le Linee guida per la “Programmazione rete scolastica e dell’offerta formativa della Regione Sardegna per l’anno scolastico 2026/2027”.

 

 

Sanità

La Giunta ha approvato un nuovo disegno di legge che aggiorna la normativa regionale sulle cure erogate fuori dal territorio regionale, in Italia e all’estero. L’obiettivo è rafforzare i diritti dei pazienti, garantire continuità assistenziale e semplificare le procedure amministrative. È prevista anche la digitalizzazione dei processi. 

 

La Giunta ha deliberato di stanziare tre milioni di euro per acquistare da privati accreditati prestazioni sanitarie critiche (cataratta, colonscopia, gastroscopia, RM, mammografia, TAC). Le risorse sono ripartite tra le ASL in base alla popolazione. ARES gestisce gli accordi e il monitoraggio tramite CUP.

 

La Giunta approva l’accordo con le linee guida per la campagna antinfluenzale rivolta ai pediatri di libera scelta. L’obiettivo è aumentare la copertura vaccinale nella fascia 6 mesi–18 anni. Le attività sono finanziate con fondi aziendali e monitorate da ARES e ASL.

 

È approvato il nuovo Accordo integrativo regionale che disciplina il rapporto con i pediatri di libera scelta. L’accordo definisce obiettivi assistenziali, incrementa alcune indennità e regola la parte variabile dei compensi. Il finanziamento è a carico del bilancio regionale 2025 tramite ARES e ASL.

 

È approvato il piano formativo per gli operatori coinvolti nella valutazione multidimensionale e nei progetti di vita delle persone con disabilità. Il piano accompagna la sperimentazione della riforma nella provincia di Sassari. Le risorse assegnate sono pari a 462.498,12 euro e la gestione è affidata ad ARES.

 

La Giunta approva i programmi formativi per infermieri di comunità e operatori sanitari territoriali. I percorsi includono master universitari e formazione regionale specifica. L’intervento attua la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR.

 

Viene istituito il Comitato di coordinamento regionale per il disturbo dello spettro autistico, con funzioni consultive e di monitoraggio. Il Comitato coinvolge Regione, ASL, scuola, medici e associazioni delle famiglie. Resta in carica tre anni e opera senza compensi.

 

 

Bilancio

Su proposta dell'assessore del Bilancio e della Programmazione, la Giunta ha deliberato di approvare per l'annualità 2025 i criteri di riparto delle risorse previste dalla Legge Regionale 8 maggio 2025 n. 12 per il finanziamento in favore dei Soggetti Attuatori dei Progetti di Sviluppo Territoriale e della SNAI (Strategia nazionale aree interne) per un valore totale di 4,6 milioni.

 

Sempre su proposta dell'assessore del Bilancio e Programmazione Giuseppe Meloni, la Giunta ha deliberato di istituire, attraverso la modifica dell’Unità di Progetto di Coordinamento tecnico della Programmazione Unitaria, l'Unità di progetto denominata “Sostegno alle politiche territoriali e lo sviluppo delle aree interne”.

 

 

Enti locali

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Enti locali, Francesco Spanedda, ha prorogato al 31 dicembre 2026 i termini per la rendicontazione delle spese sostenute dai Comuni sede di compagnia barracellare per l’acquisto di mezzi e attrezzature utili a garantire una risposta tempestiva alle esigenze operative, alle emergenze e alla vigilanza. In origine, i termini per poter accedere ai contributi, per complessivi 17 milioni previsti dalla L.R. 17/2023, era fissato al 31 dicembre 2025.

 

La Giunta regionale ha approvato la delibera proposta dall’assessore degli Enti locali, Francesco Spanedda, che stabilisce criteri e modalità di attribuzione del contributo straordinario di 15 milioni di euro alla Città Metropolitana di Sassari, previsto dalla L.R. 24/2025, per realizzare interventi infrastrutturali strategici finalizzati al rafforzamento della competitività, al miglioramento delle condizioni strutturali e funzionali per lo sviluppo economico e sociale.

 

Sempre su proposta dell’assessore degli Enti locali, Francesco Spanedda, la Giunta ha approvato la delibera che adegua i contributi ai Comuni a seguito della modifica introdotta dalla L.R. 23/2025, che ha aumentato le indennità massime spettanti ai sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti. La delibera garantisce la piena copertura dei maggiori oneri derivanti dall’incremento delle indennità, salvaguardando l’equilibrio finanziario degli enti locali e assicurando uniformità di trattamento. La Giunta delibera di utilizzare le risorse differenziali derivanti dalle economie dichiarate dai Comuni e di procedere alla liquidazione delle somme aggiornate per i 377 Comuni sardi.

 

 

Ambiente

Su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, la Giunta ha approvato la programmazione delle risorse stanziate per il 2025, corrispondenti a 460 mila euro per realizzare interventi sperimentali di contenimento spaziale ed allontanamento del Cervo sardo e del Cinghiale nonché alla mitigazione dei potenziali impatti, rivolti sia alla prevenzione degli incidenti stradali, sia alla tutela dei corridoi ecologici che consentano lo spostamento in sicurezza dei cervi. Il finanziamento riguarda i Comuni competenti nelle problematiche legate alla fauna selvatica inselvatichita (cervi, cinghiali, bovini) che causano danni ai privati ed alle attività produttive ed incidenti automobilistici.

Pagina 63 di 299