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L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu si è recato nei giorni scorsi nei cantieri della strada statale 291, nel tratto della 4 corsie Sassari-Alghero in fase di realizzazione, per un sopralluogo. “I lavori stanno procedendo spediti secondo il cronoprogramma – spiega Piu – ho incontrato l’impresa che sta realizzando l’intervento e mi sono accertato dello stato dell’arte. Attualmente dobbiamo risolvere alcune criticità che riguardano delle interferenze di linee elettriche, telefoniche e idriche e il perfezionamento di una pratica espropriativa, ma contiamo nella collaborazione dei soggetti coinvolti per la loro tempestiva risoluzione. Il traguardo, fissato alla primavera 2028, resta la nostra priorità per un’opera attesa da troppo tempo è che è fondamentale per il territorio”.

L’itinerario Sassari - Alghero riveste una prioritaria importanza strategica nel sistema viario regionale, collegando tra loro i due centri di Sassari e Alghero, e garantendo l’accessibilità ad una delle porte di ingresso alla Sardegna, rappresentata dallo scalo aeroportuale di Alghero - Fertilia. A settembre 2024 sono stati consegnati i lavori per il completamento dell’opera che prevede la realizzazione del tratto compreso tra lo svincolo di Mamuntanas e la città di Alghero (lotto 1) e la bretella di collegamento tra la S.S.291 e l’aeroporto di Fertilia (lotto 4).

“Nel corso del sopralluogo abbiamo percorso il lotto 1, ramo B e il lotto 4, ramo C – riferisce l’assessore – e ho potuto constatare come i lavori stiano procedendo spediti”. Lungo il lotto 1, ramo B, sono state realizzate le bonifiche del piano di posa dei rilevati dove si è in fase di avanzamento con la formazione degli stessi. Sono visibili le lavorazioni inerenti alla realizzazione dei micropali del viadotto Rio Calvia 1 e del Rio Serra oltre che della fondazione dei muri di sostegno al km 2+000 / 2+320. Sono presenti le travi in acciaio relative alla carreggiata destra del Viadotto Serra. Lungo il lotto 4, ramo C, con direttrice aeroporto, sono in fase di esecuzione i pali di grande diametro del viadotto Ferrovia. Sono state completate le fondazioni profonde della spalla B e pila 5 e qui sono già in programma le prove di collaudo. Sul viadotto Sassu risultano complete la realizzazione delle fondazioni profonde di spalle e pile. Sono in corso di realizzazione i rilevati stradali e le trincee e risultano complete all'80% le bonifiche del piano di posa”.

Scatta ufficialmente la stagione dei saldi estivi. Da sabato 5 luglio gli esercizi commerciali della Sardegna inizieranno la stagione dei saldi estivi che dureranno sessanta giorni. Secondo Confcommercio Sud Sardegna il giro d’affari nel sud dell’Isola si aggira intorno ai 26,5 milioni di euro (lo scorso anno sfiorava i 25). Le famiglie nel Sud Sardegna che acquisteranno durante i saldi saranno circa 168mila. Mediamente un nucleo familiare (composto da 2,1 persone) spenderà 157 euro (154 euro nel 2024).

Ogni sardo invece 75 euro (70 lo scorso anno). “I dati sono simili allo scorso anno, in leggera crescita”, spiega il direttore di

Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura, “grazie alla diminuzione dell’inflazione è aumentato il potere d’acquisto e quindi prevediamo che la stagione dei saldi estivi possa riscontrare maggiore successo rispetto agli ultimi anni precedenti”.

In vista del periodo estivo dedicato ai saldi, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano una serie di indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza:

CAMBI - la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto;

PROVA DEI CAMBI - non c’è obbligo, è rimesso alla discrezionalità del negoziante;

PAGAMENTI - le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante;

PRODOTTI IN VENDITA - i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo;

INDICAZIONE DEL PREZZO - obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (che, in base al D.lgs 26/2023, è il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.

 

“In merito alla manifestazione di interesse recentemente pubblicata da Difesa Servizi S.p.A., esprimiamo forte contrarietà all’inserimento, tra le aree oggetto di concessione, di una vasta porzione del Colle di Sant’Elia. Si tratta di una scelta priva di fondamento tecnico e giuridico, con forti criticità amministrative, paesaggistiche e urbanistiche”. L’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, commenta così la messa a bando della concessione per una centrale fotovoltaica su un'area di 37 ettari sul colle di Sant'Elia, a Cagliari, parte di una più ampia manifestazione d'interesse che riguarda molteplici siti del demanio militare su tutto il territorio nazionale.

 

L’assessore definisce questa impostazione “semplicemente inaccettabile. Non si può bandire un’area come potenzialmente disponibile, per finalità industriali e commerciali, quando essa è soggetta a vincoli che ne rendono inattuabile qualsiasi trasformazione rilevante”, spiega.

 

Da subito, l'Assessorato ha effettuato i necessari approfondimenti e predisposto una nota, in invio oggi, al Commissario straordinario di Difesa Servizi s.p.A., chiedendo di eliminare dall'elenco dei siti oggetto del bando l'area del Colle di Sant'Elia.

 

Gli uffici, in collaborazione con l'Assessorato dell'Ambiente, hanno infatti attentamente esaminato la situazione dell'area, evidenziando alcune importantissime criticità.

 

“Innanzitutto la manifestazione d'interesse bandita da Difesa Servizi s.p.A. è relativa ad uno sfruttamento commerciale e industriale di aree già oggetto di trasferimento all’Amministrazione regionale, a seguito degli accordi del 2008, sulla base dell'art. 14 dello Statuto”, afferma l’esponente della Giunta regionale.

 

In secondo luogo, l’assessore precisa che “l'area non è idonea all'installazione di impianti fotovoltaici, ai sensi della Legge Regionale n.20/2024, che nel caso specifico si appoggia ai numerosi vincoli paesaggistici (apposti a suo tempo anche dal Ministero per la Cultura), archeologici e alle regole urbanistiche per le quali la Regione Sardegna ha competenza primaria ai sensi dello Statuto”.

 

Il Colle di Sant'Elia, inoltre, è soggetto a numerosi vincoli ambientali che richiedono attente e delicate valutazioni su ogni tipo d'impianto.

 

“Risulta oltretutto paradossale – sottolinea - che la manifestazione d’interesse faccia riferimento a una normativa nazionale secondo la quale tutte le aree militari sarebbero automaticamente “idonee” alla trasformazione: questa impostazione contrasta con la normativa regionale vigente, con le previsioni del Piano Urbanistico Comunale e con la pianificazione paesaggistica della Sardegna”. Sono tutte ragioni che la Regione Sardegna è fermamente determinata a far valere in ogni sede, in nome della tutela dei cittadini, del territorio, del paesaggio, dell'ambiente naturale e del suo patrimonio”, prosegue l’assessore.

 

“A tutela del valore ambientale, paesaggistico e simbolico del Colle di Sant’Elia, chiediamo con fermezza l’immediata cancellazione dell’area dalla manifestazione di interesse. Ribadiamo, in piena sintonia con le dichiarazioni della Presidente della Regione Alessandra Todde e del Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, la nostra ferma volontà di opporci a ogni tentativo di valorizzazione impropria del sito”.

 

L’assessore conclude affermando che saranno attuate “tutte le azioni necessarie, in ogni sede, per impedire lo snaturamento di un’area di rilevanza storica, culturale e naturalistica per la città di Cagliari e per tutta la Sardegna. Confermiamo il nostro impegno per una gestione del patrimonio regionale ispirata a legalità, trasparenza e rispetto dei valori ambientali”.

Valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, potenziamento dei servizi essenziali, rafforzamento della governance territoriale: sono queste le tre direttrici di “Marghine al Centro”, il Progetto di Sviluppo Territoriale al centro dell’incontro che si è tenuto oggi a Macomer, dove l’assessore della Programmazione, Giuseppe Meloni, insieme ai sindaci dell’Unione dei Comuni del Marghine – Macomer, Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Noragugume, Silanus e Sindia – ha condiviso con il partenariato economico-sociale l’Atto Aggiuntivo all’Accordo di Programma.

 

“Quella di oggi – ha affermato l’assessore Meloni - è una tappa importante: si conclude il percorso di co-progettazione del progetto “Marghine al Centro”, costruito insieme ai Comuni e alle comunità locali. Un lavoro condiviso che parte dalle vere esigenze del territorio e punta a valorizzarne le potenzialità. Investire nella coesione significa usare bene le risorse, rispettare i tempi e dare risposte concrete ai cittadini, migliorando i servizi e la qualità della vita. Con questa nuova fase - ha spiegato - mettiamo a disposizione più fondi: da 11,3 della scorsa programmazione a oltre 16,3 milioni di euro.

 

Le risorse serviranno a completare gli interventi già avviati e a finanziare nuove azioni su ambiente, cultura, sport e servizi essenziali, soprattutto per i giovani e le fasce più fragili. Perché migliorare il territorio significa prendersi cura delle persone che lo abitano”.

 

All’incontro era presente anche l’assessora degli Affari generali, Mariaelena Motzo, che ha elogiato il lavoro dell'assessore Meloni e di tutto il personale dell’Assessorato e del CRP “per l'impegno mostrato nel portare la progettazione integrata nei territori”.

 

“Penso si stia facendo un ottimo lavoro per chiudere la programmazione territoriale – ha affermato Motzo - i 16 milioni stanziati rappresentano un'opportunità per tutto il territorio, che va colta e gestita al meglio. Adesso bisogna essere bravi a chiudere gli affidamenti e bandire le gare per non rallentare questo processo virtuoso. Bisogna lavorare tutti insieme per raggiungere gli obiettivi, lasciando da parte i campanilismi, ragionando come territorio di area vasta per una crescita collettiva e proficua per tutti. È prioritario invertire la tendenza allo spopolamento e investire nella progettualità per permettere alle aziende di nascere e progredire sul territorio, con un occhio anche allo sviluppo tecnologico che rappresenta una grande occasione in ottica di innovazione e crescita futura".

 

L’Atto Aggiuntivo segue la strategia del Progetto iniziale, con il completamento degli interventi inseriti nel primo accordo siglato nel 2017 e la realizzazione di nuovi interventi per soddisfare le esigenze provenienti dal territorio.

 

Il percorso ha visto il coinvolgimento attivo di tutto il territorio, con l’obiettivo principale di adeguare le proposte presentate alle effettive esigenze emerse nel corso dell’attuazione degli interventi inseriti nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017.

 

Il Progetto si concentra su 3 azioni:

 

Azione 1: valorizzazione dell'offerta ambientale e culturale, finalizzata alla creazione di percorsi che mettano in connessione aree naturalistiche ed archeologiche e percorsi legati alla religiosità, valorizzando gli attrattori culturali già fruibili e innalzando il grado di accessibilità turistica complessiva dell’area, anche attraverso alcuni centri di promozione e informazione;

Azione 2: miglioramento dei servizi essenziali del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il benessere sociale ed economico della comunità attraverso l’ampliamento dell’offerta di servizi primari, sia in termini di accessibilità generale che turistica, e mediante interventi di riqualificazione, messa a norma e adeguamento degli impianti sportivi esistenti. Con l’Atto Aggiuntivo la strategia si amplia ulteriormente includendo il settore socio-assistenziale, non previsto nella prima fase del progetto.

Azione 3: “governance territoriale”: l’obiettivo è rafforzare il ruolo e le competenze degli enti locali, per migliorare la gestione e l’attuazione del progetto di sviluppo del territorio.

La presidente Todde guida la delegazione italiana nell’incontro tra il vice-presidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e le Regioni europee.
Nella giornata di mercoledì 2 luglio una delegazione di 30 presidenti e ministri regionali incontrerà il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, nel palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea, in rappresentanza di 149 Regioni europee aderenti all’iniziativa EURegions4cohesion a tutela della Politica di coesione, la principale politica di investimento a lungo termine che contribuisce a rafforzare la competitività europea, l'autonomia strategica, la transizione verde e digitale e a ridurre le disparità territoriali.
All’incontro parteciperanno rappresentanti politici regionali provenienti da Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi.
La delegazione italiana sarà rappresentata dalla presidente della RAS, Alessandra Todde, che parlerà a nome di tutte le Regioni italiane.
L‘incontro si inserisce in un percorso avviato dalle Regioni europee in sede europea nel 2024 in difesa degli interessi regionali, in vista della riforma della Politica di coesione dopo il 2027, e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale che ne definirà la dotazione finanziaria e la struttura normativa, la cui presentazione da parte della Commissione è prevista per il prossimo 16 luglio.
Il coordinamento regionale ha inviato la scorsa settimana una lettera congiunta al Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen per chiedere a) un regolamento specifico per la Politica di coesione, senza che questa sia parte di una normativa più ampia afferente all’insieme dei finanziamenti europei che minerebbe la sua vocazione territoriale, e b) il mantenimento della dimensione regionale nei futuri assetti regolamentari, sia nelle dotazioni finanziarie che nelle funzioni di programmazione e gestione delle risorse, evitando una sostanziale centralizzazione in capo ai Governi centrali delle risorse che metterebbe in discussione i punti di forza e le specificità dei territori.
L'iniziativa della Presidente si inserisce inoltre nel quadro dell'azione di pressione esercitata verso la presidente della Commissione Ursula van der Leyen dalla rete di Regioni dotate di potestà legislative, in cui la RAS opera attraverso il proprio ufficio di Bruxelles, che si è posizionata con una lettera ufficiale a favore del mantenimento dei fondi a destinazione territoriale nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.
Vaccino subito esteso a tutte le aziende presenti nelle aree a rischio e stamping out selettivo limitato ai soli capi malati e altamente a rischio. E' questa la richiesta avanzata ieri dall'assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi nel corso di una riunione al Ministero della Salute e riferita questo pomeriggio dallo stesso assessore nel corso della riunione convocata a Nuoro dal Prefetto Alesssandra Nigro alla presenza delle autorità di sicurezza, sanitarie e dei sindaci del territorio interessati dall'emergenza della Dermatite contagiosa dei bovini, nota anche come Lumpy Skin Disease (LSD).
"Da  quanto emerso ieri al Ministero", ha spiegato Bartolazzi "Il gene isolato è stato individuato ed è confermata la sua provenienza dall'Africa sub sahariana. In Sardegna è presente da circa tre mesi. Ad oggi sono 6 i focolai confermati a Sarule, Orani, Orotelli, Bottida, mentre 8 sono sospetti in via di accertamento da parte dei laboratori ufficiali. Ad oggi risultano coinvolti 1179 capi, presenti negli stabilimenti interessati, con 59 contagi accertati e 6 decessi riconducibili alla malattia. La mortalità -ha riferito ancora l'assessore- è limitata al momento allo 0,51% con una morbilità del 5,26%. Si tratta di percentuali molto basse, dovute al fatto che la diffusione della malattia avviene non da animale ad animale ma per il tramite di un insetto vettore, presumibilmente una zecca. Per questo pensiamo che una rapida e diffusa campagna vaccinale possa avere ottime possibilità di successo ed è su questo che stiamo insistendo con i nostri referenti ministeriali". 
 
L'Assessore ha poi illustrato la seconda parte della strategia regionale di contrasto alla LSD, che consiste nella proposta di un'abbattimento selettivo dei capi infetti e nella contestuale vaccinazione seguita a quarantena rigida per gli altri presenti all'interno delle zone a rischio, compatibilmente con le deroghe ottenibili dalle normative vigenti. "In Lombardia, dove si è accertato l'altro focolaio italiano, si è provveduto con uno stamping out massivo, ovvero un abbattimento integrale di tutti i capi concentrati all'interno di uno stabilimento. Questo in Sardegna risulta più complicato per due ordini di motivi: la dispersività delle realtà aziendali caratterizzate spesso da pascolo brado e da unità isolate biologicamente e fisicamente, su grandi distanze, anche all'interno della stessa realtà aziendale, dall'altro le difficoltà tecniche dello smaltimento data la mancanza  nell'isola di strutture adeguatamente attrezzate", ha spiegato ancora Bartolazzi. 
In caso di stamping out a tappeto occorrerebbe quindi individuare dei punti di conferimento fuori regione, prevedendo la stipula di convenzioni con altri territori, e con l'individuazione di rigidi protocolli per il trasferimento delle carcasse ai luoghi di smaltimento. "Il relativo costo sarebbe di 500 euro per ogni capo destinato a questo tipo di trattamento". 
 
"Per questo, abbiamo chiesto a Roma e Bruxelles di poter andare in deroga rispetto ai protocolli standard e di poter procedere con un'attenta selezione delle azioni da compiere azienda per azienda con l'ausilio delle nostre unità veterinarie locali, sempre che le normative europee possano consentirlo", conclude Bartolazzi.
Alla fine della  riunione, l'Assessore alla Sanità ha garantito un aggiornamento puntuale e rapido al Prefetto e ai sindaci delle zone interessate, nonappena arriveranno, nelle prossime ore, i riscontri del Ministero alle richieste avanzate dalla Regione Sardegna. 
 

“L’inserimento nel disciplinare di gara  del bando Energia 5.0 dell’Agenzia Difesa Servizi dei  37 ettari di  terreni militari sul colle cagliaritano  di Sant’Ignazio a Sant’Elia compromette quanto già avviato dall’accordo Stato – Regione firmato nel 2008 tra l’allora Presidente della Regione Sardegna Renato Soru e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, che prevedeva la restituzione alla Regione Sardegna di ben 350 beni demaniali militari, inclusi i siti oggetto del bando di gara suddetto, accordo rafforzato successivamente dal Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e la Ministra della Difesa Roberta Pinotti. Pertanto, nessun parco fotovoltaico dovrà e potrà sorgere in quelle aree già destinate ad entrare nel patrimonio regionale”.

Il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in una lettera inviata al Ministro della Difesa Guido Crosetto, invita l’esponente del governo nazionale a rispettare gli accordi e, a tutela delle prerogative autonomistiche della Sardegna  di intervenire, con la massima urgenza, presso l’Agenzia Difesa Servizi S.p.A affinchè i succitati siti, ricadenti nel comune di Cagliari, vengano rimossi dall’elenco dei beni demaniali messi a gara.

“Quei terreni devono tornare nella disponibilità dei sardi – ha scritto nella lettera il Presidente Comandini – e non possiamo accettare che la Spa Difesa servizi, la società in house del ministero della Difesa,  inserisca nel disciplinare di gara quelle aree che, per accordi presi a suo tempo,  devono essere restituite ai sardi”.

Il Presidente Comandini precisa nella lettera che l’inserimento nel disciplinare di gara dei terreni di Sant’Elia va anche contro l’articolo 14 dello Statuto speciale per la Sardegna, dove si legge chiaro che “la Regione, nell’ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali”. 

Il Presidente Comandini nella lettera esprime forte preoccupazione e ricorda che la Sardegna è una delle regioni con la maggiore concentrazione di servitù militari a livello nazionale: “Abbiamo già fatto troppi sacrifici in nome della sicurezza nazionale, ora è il momento di far tornare i terreni nella disponibilità dei sardi e rigettiamo con forza ogni decisione unilaterale che riguarda il nostro territorio”.

Hanno prestato giuramento a Palazzo Bacaredda davanti al sindaco Massimo Zedda, in qualità di ufficiale di Governo, sette nuovi addetti ai controlli per Trenitalia.

Tutti under 30 e tutti sardi, accompagnati dalla dirigente dell'azienda Alessia Lai, nel corso della cerimonia le cinque donne e i due uomini hanno scandito la formula ufficiale: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza e diligenza le funzioni affidatemi, con l'unico intento di perseguire il pubblico interesse”.

Per loro l'augurio di buon lavoro da parte del sindaco: “Ruolo da svolgere, in quanto pubblici ufficiali, con disciplina e onore", ha ricordato il primo cittadino, "così come previsto dalla Costituzione".

“In un momento in cui la politica nazionale procede costantemente al taglio dei servizi alla persona e dei finanziamenti alle Regioni per sostenere gli Enti locali, le amministrazioni regionali si trovano in grande difficoltà. Siamo costretti a muoverci in un contesto per niente facile ma continuiamo a lavorare con un obiettivo: creare tutte quelle condizioni e mettere in atto tutte le azioni più utili ad evitare lo spopolamento delle zone interne, e non solo interne, della Sardegna. 

 

Non si può pensare che la lotta allo spopolamento passi solo attraverso il riconoscimento di un sostegno economico una tantum, ma piuttosto sono convinta che siano necessarie azioni concrete, come la creazione di opportunità occupazionali e di servizi, oltre alla valorizzazione delle tradizioni e della cultura di ciascun territorio, come abbiamo intenzione di fare a Samugheo”.

 

Queste le parole dell’assessora del Lavoro Desirè Manca che questa mattina, assieme al Presidente della III Commissione permanente del Consiglio Regionale, Alessandro Solinas, e al Direttore generale dell’Agenzia Sarda per le Politiche del Lavoro, Luca Mereu, ha inaugurato un Centro per l’impiego a Samugheo.

 

“Perché tra le tante cittadine sarde abbiamo deciso di aprire un CPI proprio a Samugheo? Perché la volontà di questa Giunta – ha ricordato l’assessora del Lavoro – è sempre stata quella di restituire centralità a quei territori che nel tempo l’hanno persa, come questo paese di 2.600 abitanti, che ne ha perso 500 durante l’ultima amministrazione. Un trend che dobbiamo invertire non solo offrendo nuove opportunità di lavoro e creando nuovi servizi ma anche salvaguardando l’attività predominante.

In quest’ottica, gli Uffici del mio Assessorato stanno già vagliando la possibilità di poter sostenere dei progetti pilota di formazione, sostenuti dalla Regione Sardegna, finalizzati alla valorizzazione delle attività predominanti e all’innalzamento dei livelli occupazionali.

Gli sforzi che questa Giunta, con coraggio, sta compiendo sono tantissimi, alcuni richiedono tempo e tanti fondi, ma le ricadute saranno positive e importanti.

Questo piccolo passo, l’apertura di un centro per l’impiego a Samugheo, dà inoltre ai cittadini la possibilità di sentirsi vicini alle istituzioni, e credo – ha concluso l’esponente della Giunta – sia il primo di un percorso che ci porterà ad andare avanti con azioni molto più coraggiose”.

“Mentre il governo, nel nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), parla di “declino irreversibile”, noi scegliamo un’altra strada: quella del rilancio, non dell’abbandono. Una via di vita, non di eutanasia”, lo dichiara la presidente della Regione Alessandra Todde in merito alle intenzioni del governo sulle aree interne. “Nel PSNAI si legge testualmente: ‘accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile’. Una dichiarazione che sa di resa: è l’eutanasia dei piccoli comuni”, sottolinea la presidente Todde.

 

“Noi come Regione abbiamo scelto di investire. Lo abbiamo fatto con il Fondo Unico per i Comuni. Lo facciamo oggi con 40 milioni per le imprese nei centri con meno di 3.000 abitanti. Con fondi per l’internazionalizzazione delle PMI. Con nuovi accordi di programma per migliorare i servizi locali, in un’ottica di programmazione territoriale partecipata.

Semplifichiamo i contributi per ogni nuovo nato o bambino adottato nei comuni sotto i 5.000 abitanti. E continuiamo a investire: oggi abbiamo inaugurato un nuovo centro per l’impiego a Samugheo”, evidenzia Todde.

 

“La Giunta ha indicato il Centro Regionale di Programmazione come Autorità responsabile per le Aree interne, con il compito di guidare l’intero ciclo delle strategie.

Crediamo nelle Aree Interne: nella loro cultura, nella loro intelligenza, nella loro forza.

Per questo – aggiunge – portiamo grandi progetti anche nella Sardegna centrale, dall’Einstein Telescope al collegamento ferroviario Abbasanta-Nuoro”.

 

“Le Aree Interne non si archiviano, si rilanciano. Non si dichiarano morte, si rianimano. Non si accompagnano al declino, ma alla rinascita”, conclude la presidente della Regione.

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