Lunedì, 06 Aprile 2026 19:40

Cagliari, a picco in Emilia!

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Una recente formazione del Cagliari Una recente formazione del Cagliari

Quindicesima sconfitta, il Sassuolo ribalta i rossoblù in vantaggio su rigore. Secondo tempo degno compare della prova orribile di Pisa. Ma, come sempre in questi anni, le altre, stavolta Lecce e Cremonese, frenano. E adesso la prova d’appello alla Domus proprio contro l’ex Luperto

Mario Frongia     

La tifoseria è abituata a ringraziare le altre che in A fanno peggio. Accade così dalla gestione post Cellino. Dunque, tanti omaggi dalla Sardegna a Bologna e Atalanta, corsare a Cremona e Lecce. Il Cagliari, quindici ko, tre gol fatti e undici subiti nelle ultime otto gare, sei sconfitte e due pareggi, ha scialacquato undici punti di distanza dal terzultimo posto. Adesso, sono appena tre. C'è da stringere i denti e sudare freddo. E lì dietro, sul seggiolino con preoccupante veduta sulla B, ci sono appaiate proprio le squadre allenate dagli ex Marco Giampaolo ed Eusebio Di Francesco. Una delle due, lo dicono i numeri, dovrebbe retrocedere assieme a Pisa e Verona, in A solo per la matematica. Intanto, come scrive un lettore, nessuno ha chiesto con precisione a Fabio Pisacane nel post 2-1 subito in rimonta al Mapei Stadium, se si sentisse a rischio. Il tecnico ha glissato anche sul fatto che avesse avuto o meno un confronto con il presidente. Questi, dal canto suo, dopo l’eclatante discorso post Lega (“Lo stadio? Il canone va azzerato” la sintesi di parole gonfie di protervia: poi, dai ridicoli 50mila euro annui per mezzo secolo, si parla di almeno 200-300mila!), è scomparso dai radar. Tipico. Intanto, da questa sera a cena la squadra è in ritiro fino a sabato ad Asseminello. Per fortuna, l’ufficio stampa non ha cesellato sulla notizia il consueto e banale “Nulla di punitivo”. Certo, perché  al gruppo squadra, di qualsiasi gioco al mondo, fa immensamente piacere, ed è risaputo, stare sei giorni lontano da famiglie e affetti!

Il ko di Reggio Emilia.  Il Cagliari al Mapei stadium parte bene. Pisacane schiera dal via Deiola. Sulemana si accomoda in panca dove trova anche Mazzitelli e Kilicsoy: rimane poco chiara la loro esclusione. Specie del primo, tirato a lucido dalle due settimane di sosta. Ma il tecnico vede i suoi tutti i giorni. Le scelte sono quelle. Della punta turca i boatos raccontano che è su di peso e che paga ancora i digiuni del Ramadan: cose abbastanza scontate, contraddette dalla scienza e poco credibili. Giocano Obert, al rientro da squalifica: il terzino si divora il possibile 2-2 a fil di sirena, Esposito e Folorunsho, trequartista e interno travestiti da attaccanti. Il primo segna dal dischetto. Pare discesa. Anche perché, con Dossena in castigo squalificato, in panca si rivedono Borrelli e Belotti. Il resto, è pari agli undici sconfitti dal Napoli. Comunque sia, nel secondo tempo c’è il crollo, fisico, organizzativo e mentale. Se nella prima frazione il Sassuolo ha giocato in pantofole, con un intenso profumo di biscotto, nella ripresa Berardi e soci hanno alzato i giri. Il Cagliari anziché rispondere famelico si è sgonfiato. Con Garcia e Pinamonti che hanno chiuso le danze. “Mi sento in discussione fin dalla prima partita” ha aggiunto in sala stampa l’allenatore campano. Tutto potrà accadere. Ma la storia dice che porterà alla base la squadra: in caso contrario sarebbe l'ennesima scommessa persa dal presidente. E potrebbe essere troppo pericoloso il cambio in corsa (il vice coach, Murelli?), parecchio imbarazzante l’inabissamento da spiegare ai soci americani, fastidioso andare al tavolo del passaggio di maggioranza con scelte poco o per nulla condivise. Come la cessione di Luperto, avviata in totale solitudine dopo le tre vittorie di fila e la spocchiosa certezza che la squadra fosse destinata a qualcosa di vicino al decimo posto. Ambizioni frutto di incompetenza e prosopopea che i tifosi più attenti conoscono bene. A sette turni dalla fine trenta punti in trentuno gare sono un bottino risicato. E valgono esattamente il sedicesimo posto in classifica. Proprio come si è augurato alla chiusura del mercato invernale, l'esperto e realistico diesse Guido Angelozzi: "Sarei felice se alla fine del campionato chiudiamo da diciassettesimi!". Ma adesso, quel che conta è battere la Cremonese, la prima delle quattro gare alla Domus. Con cattiveria e determinazione, senza pause e amnesie, davanti e dietro. Poi, ci saranno Atalanta, Udinese e Torino. Mentre in trasferta attendono i rossoblù Inter, Bologna e Milan. Trovare i 6/7 punti per mantenere la categoria non dovrebbe essere particolarmente complicato per Caprile e compagnia. A patto che la tempra sia ben diversa da quel che si è visto contro il Sassuolo.

Questione stadio. Complicata da questioni giuridiche trascurate o date per scontate, la costruzione di un impianto moderno, multifunzionale e coperto - sia chiaro: necessario all’intera Sardegna! - sta avanzando con non pochi strappi e interrogativi. Di certo, pare evidente che il progetto poggi per oltre il cinquanta per cento su fondi pubblici: 60 milioni di euro da Regione e Comune di Cagliari, trenta dalla Sfirs, finanziaria regionale. Ecco perché pare una scelta di buon senso che la municipalità debba coinvolgere il Consiglio. Per il resto, tutto sarà più chiaro nei prossimi due mesi. Mentre Aleksander Ceferin, presidente Uefa, dice che la questione strutture pone a rischio la presenza dell’Italia nell’ospitare gli Europei 2032. Si vedrà.

Ultima modifica il Lunedì, 06 Aprile 2026 20:27
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi