Due volte sotto, avanti 3-2 sino al flop di Caprile, comunque maestoso nel salvare due volte i suoi. Un super Borrelli, difesa in ombra, Pisacane toppa sui cambi. Rossoblù a 3 punti dal terzultimo posto, ma il Parma li aggancia. E sabato c’è la Juve
Mario Frongia
Il 3-3, per come è maturato, ha lasciato amarezza nella tifoseria. Oggettivamente il Genoa avrebbe meritato qualcosa in più. Ma il Cagliari, sotto 1-0 e 2-1 con clamorose bambole dei difensori, ha saputo rimettere le cose a posto. Solido, composto, mai segni di resa. Poi, sul 3-2 che pareva in controllo, ecco lo svarione di quello che pareva impossibile potesse firmarlo, Elia Caprile. Una punizione da 45 metri, Martin che calcia a spiovere in area, la linea alta dettata da Luperto e Mina, il pallone che rimbalza e beffa il portierone nella sua settimana da film con la prima chiamata in Nazionale e la nascita del primogenito. Il pareggio chiude il match tra Fabio Pisacane e Daniele De Rossi. Lo scontro diretto impedisce al Cagliari di allontanarsi dalla zona calda e dà fiato al Genoa, ancora terzultimo a -3 dai rossoblù. Peccato, anche perché l’uscire imbattuti da Como, con una prestazione solida e intelligente, maturata con la formazione più in forma del torneo, aveva lasciato presagire ben altro. E adesso, il calendario fa pochi sconti: sabato a Torino, sponda Juve, quindi la Roma alla Domus e l’Atalanta a Bergamo. A condire il tutto la doppia sfida con il Napoli per la Coppa Italia. E intanto, in coda anche il Pisa accelera: 2-2 al Mapei Stadium con il Sassuolo.
Involuzione e dubbi. La musica ha riportato indietro e di una buona spanna i rossoblù. Parliamone. Intanto, si è ripetuta la criticità Prati. Il regista non riceve palla e quando la gioca la dà quasi sempre dietro. Sì, corre tanto ma non incide. Gaetano, lasciato in panca, per personalità e tecnica potrebbe fare meglio anche da play. Un altro dubbio riguarda la prova di Folorunsho. Nulla da dire per impegno e agonismo. Ma manca il tiro, il dribbling e qualcosa che possa fare la differenza. Solo nella ripresa si è rivisto Adopo: era insostituibile, garantiva filtro, pressione, recuperi. Pare sfiduciato e non è un buon segno. Con il segno più Esposito, la rete del 2-2 vale oro, il solito Caprile, prima della papera almeno due interventi salva risultato, Felici, prezioso nelle due fasi, e Deiola, vigoria e assist.
La mossa errata. Fabio Pisacane richiama Borrelli. L’attaccante ex Brescia ha appena firmato una doppietta di testa, specialità della casa. In campo Pavoletti. Ma la mossa non funziona. Borrelli ha venticinque anni, sprizza energia. Sabato era in palla, carico a mille per i due gol e camminava sulle nuvole. Col senno di poi pare facile. Ma esperienza e buon senso dicono che con diciannove minuti da giocare più il recupero, è meglio lasciare le cose come stanno. Specie se stai vincendo dopo essere stato sotto due volte. E anche i cambi Felici per Idrissi e Luvumbo per Esposito non pagano. Insomma, una mossa che si è rivelata pessima. Poi, il tecnico ha ragione nel dire che i primi due gol sono evitabili e che i 17 subìti sono troppi. Poi, c’è il campo, giudice implacabile. E tutti a chiedersi perché Gaetano marcisce in panca sino al 57’ quando subentra a Prati e il Cagliari si riprende il match. Ma la domanda riguarda anche Kilicsoy: perché l’attaccante turco non merita neppure un minuto?
