In casa del Como uno 0-0 che non dispiace. Atteggiamento e spirito propositivo più la solita astenia offensiva e un grande Caprile a salvare la baracca. Fabio Pisacane incarta Cesc Fabregas e allena i suoi alla prossima con il Genoa. Intanto, in coda nessuno molla
Mario Frongia
Il Como non brilla di suo. La manovra palla a terra è pregevole ma sterile. Ma è bravo il Cagliari a levargli fiato e fasce. Tanto da portare a casa un punticino niente male. E senza mai, o quasi, calciare la palla sul lago. Atteggiamento, postura, quell’agonismo indispensabile sempre, più che mai se devi salvarti. Nasce da qui e da un riflesso magistrale di Caprile, più Morata che manca di cattiveria, il pareggio senza reti del Senigallia. Partita a scacchi, almeno a tratti, con i rossoblù che rischiano poco. Fabio Pisacane si mette a quattro dopo i mezzi disastri con Sassuolo in casa e Lazio all’Olimpico e riesce a limitare il palleggio di Perrone e soci. Nico Paz? È già un piccolo grande campione, ha impegnato due volte Caprile, il Real potrebbe riprenderlo a gennaio. Ma, tutto sommato, le invenzioni del trequartisti con la maglia 10 non sono state impossibili per l’organizzazione difensiva rossoblù. Per una prova dal tasso tecnico elevato, con una delle squadre più in condizione del torneo, lo 0-0 è un passo avanti. Anzi, mezzo. I primi undici, con Adopo in panca ed Esposito da punta in solitario, a frullare come un matto senza mai un tiro, non hanno carezzato il cuore dei tifosi. Il Cagliari è tra le peggiori tre della A per propensione offensiva, ha il miglior portiere del campionato (per stare ai convocati di Rino Gattuso, Vicario e Donnarumma sono in Premier, Carnesecchi ne ha presi tre dal Sassuolo) e affronta pari grado e big con un tourbillon di assetti e intrepreti: undici gare, altrettante formazioni. E qualcosa non torna. Tanto che i grandi ex da Matteoli a Pulga, passando per Pusceddu e Festa, rimarcano come sia decisivo trovare un’ossatura di base. Un undici che si conosce per i sette, otto interpreti. Per poi assestare eventuali modifiche a seconda dell’avversario, delle condizioni psicofisiche dei giocatori, del momento.
Questione Prati. Anche a Como Pisacane dà le chiavi della manovra a Matteo Prati. L’ex Under risponde come sa e può. Poche idee, i compagni che non gliela danno, i tempi di gioco che non possono essere quelli che ci si a spetta dal ruolo. Il compitino del play, che gode del sostegno illimitato della presidenza, è basilare. Ma diventa difficile segnalarlo come positivo. Forse, come dice sempre Matteoli e ha precisato Massimo Rastelli, può diventare una mezzala decente. Intanto, Adopo è rimasto in panca. E la storia continua. O anche no: nell’ultimo scorcio di secondo tempo si è rivisto Mazzitelli. L’ex centrocampista di Sassuolo e Frosinone ha preso in mano gioco e compagni. I numeri di palloni giocati lo vedrebbero in vantaggio anche su Prati. Insomma, sarà il caso sdoganarlo. Meglio, con il rientro di Deiola - dovrebbe esserci per la prossima, sabato 22 novembre alla Domus, contro il Genoa - e Mazzitelli che ha rotto il ghiaccio, la mediana può essere disegnata da capo. E il mix forza fisica, personalità e spirito di sacrificio può essere la chiave per affrontare al meglio la coda del girone d’andata.
Giostra serie A. In testa e in coda il campionato non smette di dare sussulti. Per dire, difficile immaginare che a dicembre ci sia un Monza pressoché spacciato, come è accaduto lo scorso anno. E anche se si segna poco, è un bel gol per lo spettacolo e per il pubblico. In coda si è registrato il bel colpo del Pisa, il pari da infarto tra penultima e ultima, Genoa e Fiorentina, lo 0-0 tra Lecce e Verona. Il Cagliari, quindicesimo con il Lecce a quota 10, è a tre lunghezze dei liguri, terzultimi. Insomma, c’è poco da festeggiare. Ma gli applausi vanno a Sant’Elia Caprile, miglior giocatore della sfida di Como e appena giunto a Coverciano per la prima chiamata nella nazionale maggiore dopo diversi gettoni nell’Under 19 e 21. Il Cagliari, da Albertosi, Marchetti e Cragno a Caprile: buon segno. E dire che anche Vicario era rossoblù!. In azzurro anche Palestra e Idrissi, con le rispettive rappresentative Luvumbo, Obert e Mina. Ma al Crai-Center di Assemini da domani si torna in campo. Alla ripresa il Genoa, a seguire si vola a Torino, sponda Juve. In A di facile c’è davvero poco.
