Il 2-1 ha la firma in evidenza dell’esterno, assist e gol. Ma i 3 punti li porta a casa un gruppo solido e organizzato. A quota 25, con tredici gare da giocare, l’aria e salubre. Ma guai a fidarsi: sabato arriva il Verona
Mario Frongia
Dodicesimo posto a quota 25, otto punti dal terzultimo posto. I sei conquistati in casa con la Juve e al Franchi con i viola. Tre gol fatti e uno subito. Dopo ventidue turni una marcia che lascia tranquilli i tifosi. Il Cagliari che non ti aspetti. Capace di inchiodare una Fiorentina lenta e impacciata. Al Franchi l’ha vinta il collettivo esaltato da Fabio Pisacane. Difesa superba e ripartenza. Meglio, contropiede. E se i piedi, la testa e le gambe sono di Palestra, i giochi sono fatti. Oltre i meriti, risaputi dell’esterno dell’Atalanta - sarà curioso capire se entro il 2 febbraio accadrà qualcosa, con le big che pressano i Percassi e il Cagliari, con i punti in classifica che danno fiducia, magari pronto ad accettare una manciata di milioni di euro per salutarlo prima della scadenza naturale del prestito a fine stagione -, vanno segnalati quelli della squadra. Che sa chiudersi, tenere in equilibrio e alla distanza giusta i reparti, costruire raddoppi sugli avversari pericolosi - Dodò, Mandragora, Salomon, Gudmunsson (all’andata sprecato da Pioli su Prati!), Fagioli -, lottare e mangiare fango sulle seconde palle. Uno scenario che sarebbe piaciuto a Trapattoni e Sonetti.
Giochisti e risultatisti. La riflessione complessiva tiene aperta la querelle tra quanti amano e cercano la qualità della manovra e l’atteggiamento che piace, e quelli che si accontentano senza esclusione di modalità, di centrare l’obiettivo. Giochisti e risultatisti, appunto. Ma va detto che, se a tutti preme vincere, anche se si viene presi a pallonate - come con la Juve, successo storico ma poco appagante per estetica e mentalità -, la vittoria con il bel gioco è da sempre più saporita. Il 6-0 del Como sul Toro, vale tutti i biglietti del mondo. E non solo per i tifosi della squadra di Fabregas. Inoltre, giocando come contro Locatelli e soci, statistiche e precedenti globali dicono che con mezzo tiro in porta se ne vince una su venti. Ma intanto, in casa rossoblù conta mettere punti in tasca per mantenere la categoria. Per ora. Infatti, lo scorso anno, a salvezza ottenuta con un gruppo modesto, a Davide Nicola hanno contestato la mancanza del gioco. Uno dei pretesti per cacciarlo. Ma questa è storia del passato. Il campionato è lungo, il Verona - smembrato ancora una volta nel mercato invernale - arriva alla Domus da ultima in classifica con il Pisa e dopo la quarta sconfitta di fila in casa griffata Udinese. Ma è meglio non fidarsi. Adesso, in casa Cagliari ci si affanna per salire sul carro del vincitore, sport mai in disuso in Italia. Ma per il presente, basta e avanza il cammino di Luperto e soci.
