Mercato aperto, squadra da rinforzare, grosso modo simile a quella che si è salvata con un turno d’anticipo e ha perso venti volte su 38. Dal riscatto con postilla dei big, alla rottura con Augello e Viola sino all’addio di Makoumbou. In entrata, arriva Folorunsho ma saluta Marin. A Linz rossoblù sconfitti 3-1 dal Galatasaray, in gol Adopo
Mario Frongia
Una musica, e protagonisti, ben nota. La tifoseria ha pazienza, il mercato chiude il 31 agosto, c’è tempo. Anche per perdere i profili adatti o raccattare last minute giocatori rifiutati da altri (Petagna), da riatletizzare (Shomurodov), infortunati (Gaetano), poco adatti alla serie A (Hatzidiakos, Pereiro e Wieteska). O magari, a perderli a zero dopo averli pagati diciotto milioni di euro, Nandez. Questo per stare agli ultimi giri con Ranieri e Nicola. Se si va a ritroso è ancora peggio. Basti pensare agli ingaggi di Van der Wiel, Godin, Paloschi, Caceres, Baselli, Prelec (ancora oggi non sanno che farsene) o alle scommesse su Cerri, Han, Despodov, Bradaric, Ceter o Miangue. Poi, magari si sono lasciati andare Vicario e Tramoni. Ai tifosi pare vada bene anche così: il Cagliari si ama e sostiene a prescindere. Ma occhio a tirare troppo la corda. La scommessa Pisacane - che scorda sia di mostrare gratitudine per Massimo Rastelli, sia cosa gli avesse proposto il presidente con Di Francesco in panca: l’Olbia a 80mila euro dopo 150 gare e 5 reti in A - è tosta. E l’auspicio per fare al meglio è sincero. Poi, c’è il campo. Su questo fronte, il Cagliari è stato sconfitto in Austria a Linz dai campioni d Turchia del Galatasaray: 3-1 per i turchi, gol di Adopo per i rossoblù. E se Piccoli, Adopo e Caprile sono stati riscattati con la frase “rimangono a meno di offerte irrinunciabili!”, è stato ceduto Makoumbou per un milione e mezzo di euro. Si dice: dà sempre la palla indietro e non tira. Se facesse anche quello sarebbe Anguissa, giocherebbe nel Napoli campione d’Italia e varrebbe 25 milioni di euro. La cessione “illuminata” ricorda quella di Ionita, regalato per un milione quando avrebbe potuto dare tanto, vista anche la qualità complessiva del gruppo. Ed è fresca la notizia dell’addio di Marin, regalato all’estero, Aek, sempre per una milionata. Per non dire dei mancati rinnovi di Augello e Viola. Entrambi non se l’aspettavano. Viola l’ha scoperto negli Stati Uniti, dove ha fatto la baby sitter in un torneo sconosciuto trascurando vacanze e famiglia. Riconoscenza, rispetto, parola data: parole buone per lo Zanichelli, meno usate ad Asseminello.
La filofosia giovani-veterani. Appena arrivato il patron partì con la stessa ricetta. La risposta è arrivata puntuale. Tenuto il gruppo storico (Conti, Cossu, Sau), fanfare per l’arrivo di Longo e Crisetig. Il centravanti scuola Inter veniva dall’aver vinto a Wembley la Champions di categoria con Stramaccioni in panca. Un po' più della recente Coppa Italia. Il discorso è semplice e vale anche per gli altri giovani: se si pensa che con Vinciguerra, Liteta e Idrissi in A si facciano furori, magari si fa centro. E il Cagliari navigherà tra le prime dieci del campionagto. Ma la storia dice che non sarà semplice. La stessa storia che in tanti volutamente dimenticano o omettono. Ad esempio, scordando le vergognose gestioni che sono state poi addossate a Zeman, Zola (a dicembre gli promise cinque giocatori e ricevette Mpoku, Husbauer, Diakitè, Berkic, Cop, Gonzales: se qualcuno di questi ha vinto nel frattempo qualcosa, magari il Pallone d’oro, ce ne scusiamo!) e Festa. Sappiamo purtroppo come è andata a finire. Gli errori, nel pallone e nella vita, servono per imparare. Sembrava che con Nicola e Bonato si stesse intraprendendo la strada della modestia, dell’umiltà, della competenza, dell’avere i conti in regola e del far fare le cose a chi le sa fare. Invece, la storia in casa Cagliari pare andare all’indietro. E chissà se il diesse Angelozzi potrà davvero qualcosa. O per fare cassa “verrà” costretto a vendere anche Zortea e Luvumbo? Si vedrà. Ha preso Folorunsho, prestito a otto milioni di euro di riscatto: buon giocatore, utile nelle due fasi in mezzo e anche sulle fasce. Al momento manca la firma. Ed è arrivato anche il centravanti Borrelli, classe 2000, viene dalla B. Comunque, si deve pazientare. Per rinforzare l’organico c’è tanto tempo. E si rimane sempre lieti di venire smentiti dai fatti. Il rossoblù e i Quattro mori sono il colore e l’onore dei sardi. Sempre e comunque. Meno di chi viene da fuori e pensa di dare lezioni
