Tariffe esorbitanti, promesse di una carriera sfolgorante ma, alla prova dei fatti, un pugno di mosche in mano. Nel settore dell’estetica e del benessere in Sardegna si sta allargando a macchia d'olio la piaga dei corsi di formazione "ingannevoli": percorsi che si presentano come abilitanti ma che, all'atto pratico, lasciano gli studenti privi di qualsiasi titolo legale per esercitare la professione o avviare un’attività in proprio.
A lanciare l'allarme è Confartigianato Imprese Sardegna, che punta il dito contro una vera e propria trappola economica e formativa. Molti cittadini, attratti dalla prospettiva di uno sbocco occupazionale rapido, investono ingenti risparmi per poi ritrovarsi in mano un semplice attestato di partecipazione, privo di valore legale e del tutto inutile agli occhi del mercato del lavoro regolare.
Il fenomeno e le sue ripercussioni sul tessuto economico locale saranno il fulcro di un vertice organizzato da Confartigianato Imprese Nuoro-Ogliastra, in programma per la giornata di martedì. Durante il confronto, il segretario provinciale Pietro Mazzette, affiancato da diversi imprenditori artigiani del comparto del benessere, traccerà un bilancio nitido della situazione attuale.
Nel corso dell'incontro verranno diffusi i dati aggiornati sul comparto: il numero delle aziende in regola, il tasso di abusivismo che danneggia il mercato, le stime sulle assunzioni programmate e il paradosso di un settore che, a fronte di una proliferazione di diplomi fittizi, denuncia una cronica carenza di personale realmente qualificato.
Il momento centrale del dibattito sarà affidato alla voce di una giovane studentessa sarda, vittima in prima persona di questo circuito ingannevole. La ragazza racconterà come, dopo aver completato un costoso iter formativo privato con la speranza di un impiego, si sia vista sbarrare le porte delle aziende a causa di un titolo "fake", non riconosciuto dalle normative vigenti. Una testimonianza concreta che riflette lo strappo profondo tra il marketing aggressivo delle scuole private non autorizzate e le reali esigenze burocratiche del mondo del lavoro.
Per arginare il fenomeno, Confartigianato sottolinea l'urgenza di una duplice azione: da un lato, un netto inasprimento dei controlli da parte delle autorità competenti per verificare l'idoneità delle agenzie formative; dall'altro, una forte campagna di informazione per l'utenza.
Prima di iscriversi e versare quote di acconto, l'invito rivolto a giovani e famiglie è quello di verificare sempre l'effettivo accreditamento regionale dei corsi, l'unico elemento in grado di garantire il rilascio di una qualifica professionale reale ed evitare pesanti danni economici.

