Sabato, 27 Dicembre 2025 10:16

Export sardo in picchiata: -17,5% nel primo semestre 2025. L'Isola è ultima in Italia

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L’export manifatturiero della Sardegna tira bruscamente il freno e finisce in coda alla classifica nazionale. Secondo l’ultimo dossier realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati ISTAT, le vendite di prodotti sardi oltreconfine hanno registrato un preoccupante -17,5% nel primo semestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Mentre regioni come la Toscana (+12,4%) e l'Abruzzo (+10,2%) volano grazie al farmaceutico, la Sardegna segna la performance peggiore d'Italia, ben lontana dalla media nazionale che si attesta su un timido +2%.

Il dato si fa ancora più allarmante se si restringe il campo alle micro, piccole e medie imprese (MPI). In questo segmento, il cuore pulsante dell'economia isolana, il crollo è del 29,8%, a fronte di una flessione nazionale contenuta all'1,2%.

Ad oggi, la Sardegna sconta una debolezza strutturale cronica: solo 633 aziende (appena lo 0,6% del totale regionale) hanno rapporti commerciali stabili con l'estero, dato che posiziona l'Isola al quart'ultimo posto in Italia per numero di imprese esportatrici.

L'analisi geografica dei mercati rivela due scenari diametralmente opposti: La Sardegna registra un incredibile +83,1% nelle vendite verso il mercato tedesco, piazzandosi al secondo posto nazionale dietro al Friuli. All'estremo opposto, l'export verso Pechino è letteralmente colato a picco con un -58,3%, il peggior risultato regionale in Italia.

Nonostante il quadro generale a tinte fosche, alcuni comparti mostrano segnali di vitalità, andando in controtendenza rispetto al dato nazionale: moda sarda +0,8% (mentre l'Italia perde il 3,8%) e meccanica +4,9% (contro il -1,8% nazionale).

«La nostra regione si segnala come una delle realtà più penalizzate nella competizione internazionale — commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna —. È una tendenza che preoccupa perché coinvolge il tessuto delle piccole imprese, che faticano a mantenere le posizioni sui mercati esteri».

Secondo Meloni, è necessario un intervento immediato della politica regionale e nazionale: «Serve rifinanziare le missioni all'estero e istituire un fondo esclusivamente dedicato all'export delle micro e piccole imprese, con modalità operative semplificate. Solo così potremo invertire la rotta».

Per Confartigianato, la chiave del successo futuro risiede nella digitalizzazione e nelle competenze. Tra le proposte principali: rafforzare questa figura per accompagnare le imprese sui mercati esteri senza gravare sui costi strutturali e incentivare il commercio digitale anche per ditte individuali e società di persone. Procedure burocratiche meno snervanti per chi vuole affacciarsi sui mercati mondiali.