Sarà un’edizione storica, ma segnata da un’assenza che tocca il cuore dei fedeli e la tradizione più profonda dell'Isola. Per la 370ª Festa di Sant’Efisio, i maestosi buoi non potranno trainare né le traccas né il cocchio del martire. L'annuncio ufficiale è arrivato questa mattina da Palazzo Bacaredda, durante la presentazione solenne delle celebrazioni del 1° maggio.
La causa è l'emergenza sanitaria legata alla dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease). Dopo i cluster rilevati nel Sarrabus, tra Muravera e Villaputzu, la conferma del quarto focolaio a Ballao da parte dell’Istituto Zooprofilattico ha reso inevitabile il blocco della movimentazione animale per proteggere il patrimonio zootecnico regionale.
L'impatto della notizia è stato evidente nelle parole di Giovanni Porrà, Alter Nos di questa edizione, che ha accolto con rammarico la necessità di rinunciare a uno dei simboli più iconici della sfilata. Senza i buoi, l'organizzazione è ora impegnata in una corsa contro il tempo per definire i dettagli logistici della processione.
Nella serata di oggi è previsto un tavolo tecnico con le Confraternite per decidere come il cocchio del Santo percorrerà la distanza verso Nora. Tra le opzioni al vaglio, emerge una soluzione carica di suggestione e fatica: il trasporto a spalla. Un gesto di devozione estrema che rievocherebbe i tempi più antichi della fede popolare.
Nonostante l'impossibilità di sfilare, le caratteristiche traccas (i carri addobbati con i frutti della terra e i manufatti della tradizione) non verranno escluse dalla festa. Per non privare i cittadini e i turisti della loro bellezza, i carri saranno posizionati in punti strategici lungo il percorso cittadino. Diventeranno così delle esposizioni statiche, permettendo a chiunque di ammirare da vicino la perizia degli addobbi e i dettagli che rendono unico ogni carro.
Se da un lato la biologia ha imposto uno stop agli animali, dall'altro la fede dei sardi e l'entusiasmo dei turisti non hanno subito battute d'arresto. Le tribune sono già sold out: i biglietti sono andati esauriti in tempi record, a testimonianza di come l'amore per la 370ª edizione del martire guerriero resti intatto, anche di fronte a un cambiamento così radicale.

