La Sardegna sceglie di raccontarsi in un modo nuovo, valorizzando i suoi borghi, le sue comunità e le sue tradizioni. Con il progetto ci cultura turistica esperenziale quattro località simbolo – Bosa, Dolianova, Sanluri e Sant’Anna Arresi – diventano i pilastri di un percorso che vuole mostrare al mondo l’isola autentica, lontana dalle sole cartoline balneari.
Il progetto, sostenuto dal Consiglio regionale e dall’assessorato al Turismo, è frutto di una collaborazione tra istituzioni, operatori culturali ed economici e associazioni locali. L’obiettivo: promuovere un turismo esperienziale, capace di coinvolgere direttamente i visitatori nella vita quotidiana delle comunità e nel patrimonio culturale e ambientale del territorio.
«La Sardegna è una terra ospitale e pacifica, dove il turista può sentirsi parte della comunità», ha dichiarato Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale, sottolineando il valore di un turismo che “non osserva soltanto, ma partecipa”.
L’assessore al Turismo Franco Cuccureddu ha definito il progetto «un circolo virtuoso che mette insieme amministrazioni, cittadini e imprese locali, raccontando una Sardegna inedita e vitale». L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione delle aree interne e meno conosciute, con un’attenzione particolare a cultura, artigianato, enogastronomia e ambiente.
Ad aprire il poker delle meraviglie è Bosa, affacciata sul fiume Temo, unico corso d’acqua navigabile dell’isola. Qui il visitatore può perdersi tra i vicoli medievali dominati dal castello dei Malaspina, visitare i musei civici e scoprire tradizioni come il celebre Carnevale Carrasegare ‘Osincu. Non mancano esperienze immersive: laboratori artigianali di tessitura e filigrana, degustazioni della Malvasia di Bosa, escursioni tra spiagge dorate e sentieri panoramici. E' il sindaco Alfonso Marras a descrivere perfettamente l'atmosfera. "Città dal fascino unico nel cuore della Sardegna. Qui il turismo esperienziale diventa un percorso autentico tra storia, natura e tradizioni. Passeggiando lungo il fiume Temo, unico corso d’acqua navigabile dell’isola, scoprirete scorci pittoreschi, vicoli medievali e il maestoso Castello dei Malaspina, custode di secoli di storia. Potrete immergervi in questa storia visitando i Musei Civici, testimonianza di secoli nella Città dei colori, o scoprire il Carrasegare ‘Osincu, il Carnevale che ferma il tempo e riscalda i cuori.Bosa vi offre esperienze da vivere in prima persona: dai laboratori artigianali, dove conoscerete la lavorazione della filigrana e dei tessuti, ai percorsi enogastronomici dedicati alla cucina locale e alla celebre Malvasia di Bosa. Ogni attività vi permetterà di diventare parte integrante della comunità e di portare a casa non solo un ricordo, ma un’emozione. La natura circostante completa il quadro: spiagge dorate, sentieri panoramici e paesaggi incontaminati vi regaleranno momenti di pura meraviglia. A Bosa troverete autenticità, accoglienza e il ritmo lento che trasforma ogni viaggio in un’esperienza indimenticabile".
A pochi chilometri da Cagliari, Dolianova accoglie i visitatori con la maestosa chiesa romanica di San Pantaleo e con il fascino del Parteolla, terra di vigneti, ulivi e nuraghi. Il sindaco Ivan Piras la definisce «un laboratorio a cielo aperto», dove convivono archeologia nuragica, produzioni vitivinicole e casearie, feste popolari e antiche tradizioni. Dolianova è infatti una delle capitali del vino sardo e ospita cantine storiche che aprono le porte a degustazioni e percorsi sensoriali.
Il viaggio prosegue a Sanluri, con il suo imponente castello di Eleonora d’Arborea, unico maniero medievale interamente visitabile in Sardegna. Qui la storia incontra l’attualità attraverso rievocazioni, mostre e un calendario culturale che coinvolge grandi nomi della politica, dell’economia e del giornalismo. «Siamo una comunità laboriosa e mai doma – ha spiegato il sindaco Alberto Urpi – pronta a far conoscere le proprie peculiarità a chi cerca esperienze autentiche».
Infine Sant’Anna Arresi, “città della musica e del vino”, affacciata sul golfo di Porto Pino. Le dune bianche e i boschi di pino d’Aleppo incorniciano un territorio dove l’archeologia incontra l’enogastronomia. Il Nuraghe Arresi, candidato a patrimonio Unesco, è il simbolo di un passato millenario, mentre la rassegna internazionale “Ai confini tra Sardegna e Jazz” proietta il borgo in una dimensione cosmopolita. «Siamo pronti a condividere la nostra passione per la musica, il vino e la natura», ha detto il sindaco Paolo Dessì.
Il cartellone di Sardinia Tourism Experience 2025 prevede eventi tra ottobre e dicembre: tour guidati, degustazioni di vini e prodotti tipici, visite a musei e siti archeologici, laboratori artigianali. Dai giri in battello sul Temo di Bosa alle visite nelle cantine del Parteolla, dalle esperienze nel Museo del Pane di Sanluri fino alle passeggiate tra i vigneti di Carignano nel Sulcis, ogni appuntamento è pensato per regalare al visitatore un’esperienza diretta e personale.
Il progetto è coordinato da Acib, Asd Mediterranea e CraRegione, realtà con una lunga esperienza nell’organizzazione di eventi culturali e turistici. L’idea alla base è chiara: proporre un modello di turismo lento e sostenibile, che favorisca l’incontro tra persone, valorizzi le economie locali e tuteli l’ambiente.
In un’isola conosciuta soprattutto per le spiagge, Sardinia Tourism Experience ricorda che la Sardegna è anche storia millenaria, artigianato, vino, musica e ospitalità. E che dietro ogni borgo c’è una comunità pronta ad accogliere i visitatori con generosità e autenticità.

