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Sanità in Sardegna: firmato il protocollo d’intesa tra Regione e sindacati
Una nuova fase per la sanità sarda si apre con la firma del protocollo d’intesa tra la Regione Sardegna e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, avvenuta nei giorni scorsi. Un accordo che mette nero su bianco le priorità condivise per affrontare le criticità del sistema sanitario isolano, a partire da un nuovo approccio per la gestione delle liste d’attesa, il potenziamento del personale medico e infermieristico, il rafforzamento dei servizi territoriali e della medicina d’urgenza.
Tra i temi più urgenti affrontati nel protocollo c’è il problema delle liste d’attesa, che la Giunta regionale intende affrontare con un’azione “a 360 gradi”. L’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha annunciato l’attivazione dei Centri di Accoglienza e Servizi (CAS) per i pazienti oncologici in tutte le strutture che ne sono ancora prive, e ha rilanciato l’idea del “chi prescrive prenota”: un modello che prevede che sia lo stesso oncologo a programmare i follow-up, riducendo così di circa il 25-30% i tempi d’attesa per questo tipo di visite.
Il nuovo corso è stato delineato anche grazie al lavoro del Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, Luigi Minerba, che ha tracciato un percorso condiviso con tutti gli attori coinvolti. Oltre alla riorganizzazione delle liste d’attesa, si punta a un incremento degli organici – medici, infermieri e personale socio-sanitario – e al consolidamento dei servizi di prossimità. In questo senso, la sperimentazione degli infermieri di comunità, già attivi a Sorgono, ha mostrato risultati promettenti nel ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso.
Un altro elemento critico riguarda l’alto numero di cittadini che, pur prenotando una visita, non si presentano. Secondo la presidente della Regione Alessandra Todde, nei primi cinque mesi del 2025 sono già 42.000 i sardi che hanno disertato gli appuntamenti presi tramite il CUP. «Serve un nuovo processo organizzativo, più comunicazione tra le Asl e i territori – ha detto Todde – per dare risposte concrete a un problema che danneggia tutti».
Il protocollo prevede ora tavoli tematici a partire da settembre, con un primo monitoraggio delle azioni entro 60 giorni. «È un punto di partenza – ha commentato la governatrice – per darci un metodo di lavoro che migliori davvero la sanità sarda». Concorda l’assessore Bartolazzi: «Siamo all’inizio di una fase nuova, che può essere utile a tutta la Sardegna».
I sindacati, che hanno firmato l’accordo con spirito costruttivo, pongono l’accento sulla necessità di risposte rapide e strutturali. Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl Sardegna, sottolinea che si tratta di «un momento di sintesi che deve portare a soluzioni adeguate». Per Fulvia Murru, nuova segretaria della Uil Sardegna, «è il momento della responsabilità: non c’è più tempo da perdere». Francesca Nurra della Cgil ricorda che «non abbiamo la bacchetta magica, ma bisogna intervenire subito sulle criticità più urgenti».
Nelle pieghe dell’intesa, i sindacati tornano a chiedere la revisione dell’accordo Stato-Regione del 2005, che obbliga la Sardegna a sostenere con risorse proprie i costi della sanità, a differenza di altre regioni a statuto speciale. Un tema cruciale che incide sulla sostenibilità dei servizi sanitari e che potrebbe tornare presto sul tavolo della trattativa con il Governo centrale.
Dermatite nodulare bovina, la presidente Todde: "Siamo al fianco degli allevatori"
Dermatite nodulare contagiosa, al via il piano di vaccinazione ufficiale, Bartolazzi: "Campagna a tappeto in tutta l'Isola per eradicare il virus"
È stato varato il piano di vaccinazione ufficiale obbligatoria della Regione Sardegna per il contrasto alla Dermatite Nodulare Contagiosa o Lumpy Skin Disease (LSD).
Il Piano sarà operativo dal 21 luglio 2025 per la durata di tre mesi ed interesserà gli allevamenti di tutta l’isola in cui siano presenti capi bovini e bufalini. La vaccinazione avrà carattere obbligatorio ed urgente e prevede la simultaneità su tutto il territorio regionale. La zona di vaccinazione include le zone di protezione, le zone di sorveglianza e la zona di ulteriore restrizione (Zur) istituita il 3 luglio in conformità all’articolo 21 del Regolamento europeo vigente in materia.
Per la campagna sarà utilizzato un vaccino ad uso veterinario vivo attenuato, denominato “Lumpy skin disease vaccine for cattle”, autorizzato dal Ministero della Salute e distribuito dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS), sulla base dei quantitativi richiesti dalle Asl e riferiti alla popolazione bovina presente nei diversi ambiti territoriali.
La gestione del Piano di vaccinazione è affidata ai Servizi veterinari di Sanità Animale delle ASL della Sardegna. Le operazioni di vaccinazione saranno svolte dai Servizi veterinari delle ASL competenti per territorio o da medici veterinari libero professionisti individuati dai proprietari e/o detentori degli animali o dalle associazioni di categoria, appositamente formati e formalmente incaricati dalle ASL medesime. La somministrazione del vaccino dovrà avvenire nei tempi e nei modi indicati nel programma di vaccinazione.
“Le vaccinazioni non avranno alcun costo per la Regione Sardegna, dato che gli oneri d’acquisto dell’intero stock, pari a circa 300 mila dosi, è stato coperto dall’Unione Europea”, spiega l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi. “I costi necessari per supportare i servizi veterinari delle ASL nell’esecuzione delle attività di inoculazione, sono a carico dell’ Assessorato dell’Igiene e Sanità con le risorse già stanziate con quelle appena inserite nella legge di assestamento varata nelle scorse ore: oltre un milione e mezzo di euro, a cui si aggiungono due milioni e trecentomila euro destinati alle indennità di abbattimento e cinque milioni di aiuti diretti a favore dell’Agenzia Laore Sardegna, per la concessione di contributi alle imprese zootecniche a copertura delle perdite causate dal blocco della movimentazione”.
Il decreto stabilisce anche le modalità di verifica e monitoraggio delle attività di vaccinazione, l’organizzazione del flusso di dati informativi e la parte relativa ad obblighi e adempimenti obbligatori: chi contravviene può incorrere in una sanzione amministrativa da 2000 a 20.000 euro, nella perdita del diritto agli indennizzi in caso di focolai, con possibili conseguenze penali in caso di violazioni gravi.
“Dalle nostre informazioni, il vaccino arriverà domani in Sardegna, dove sarà distribuito alle Asl per l’inizio immediato della campagna di vaccinazione. Si inizia a partire dai primi giorni della prossima settimana, nel solco delle indicazioni già ricevute dal centro di referenza di Teramo e degli accordi intercorsi fra il Ministero e la Commissione europea”, spiega ancora l’assessore Bartolazzi.
“La malattia presenta un basso grado di diffusione. Con l’avvio della campagna vaccinale, abbiamo la ragionevole speranza che il virus smetterà rapidamente di circolare”.
“Sollecito ancora una volta la collaborazione fondamentale di tutti gli operatori del settore. La vaccinazione a tappeto è l’unico modo per bloccare la diffusione della malattia, proteggere la salute degli animali e difendere il patrimonio zootecnico sardo e l’economia ad esso connessa”.
Dermatite nodulare dei bovini, in arrivo i vaccini. Bartolazzi in commissione: "Campagna a tappeto subito per stroncare il virus"
“Il vaccino è arrivato oggi in Italia dal Sudafrica e dopo le necessarie operazioni di sdoganamento potrà essere trasferito in Sardegna, dove sarà distribuito alle Asl per l’inizio immediato della campagna di vaccinazione. Si inizia a partire dai primi giorni della prossima settimana, nel solco delle indicazioni già ricevute dal centro di referenza di Teramo e degli accordi intercorsi fra il Ministero e la Commissione europea nelle more dell’approvazione del decreto sul piano vaccinale, il cui via libera è ugualmente previsto nelle prossime ore”. Al termine dell’audizione allargata in Commissione Sanità, l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi ha riferito gli ultimi aggiornamenti sul piano di contrasto alla Lumpy Skin Disease, o dermatite nodulare dei bovini, che conta ad oggi 19 focolai nell’isola. “La malattia, veicolata attraverso un agente esterno, presenta un basso grado di diffusione, di circa tre contagi per animale infetto. Per questo abbiamo ragionevoli speranze che con l’avvio della campagna vaccinale, prevista a tappeto in tutta l’isola, il virus smetterà rapidamente di circolare”.
L’assessore riassume i numeri attuali della malattia in Sardegna: “Gli animali contagiati sono per ora poco più di 150, 23 i casi di decesso, 1507 i capi complessivamente presenti nelle aree-focolaio, che purtroppo dovranno essere tutti abbattuti poiché non è stato possibile applicare alcuna deroga rispetto al Regolamento europeo al quale siamo sottoposti come regione e come paese, pena blocco totale della Sardegna per un tempo indeterminato. Lo stamping out massivo, al quale ci dobbiamo purtroppo adeguare, è dunque il male minore, ma se agiamo ora con prontezza potremo limitare considerevolmente i danni. Sul fronte dei ristori e delle misure di profilassi e prevenzione abbiamo stanziato oggi in assestamento una cifra importante di nove milioni. Garantite anche le coperture del ministero”.
“Infine- conclude Bartolazzi- per quanto riguarda gli abbattimenti, Ares ha già chiuso la gara con le le imprese referenti per lo smaltimento e le Aziende Sanitarie, coi relativi servizi veterinari locali, sono state già informate in merito”.
Lingua blu, nessun allarme in Sardegna, Bartolazzi: “Situazione pienamente sotto controllo, la campagna vaccinale funziona”
Nessun allarme “Lingua Blu” in Sardegna. L’episodio registrato dal bollettino epidemiologico veterinario nazionale in un allevamento di Onanì è un caso isolato, riconducibile ad una sporadica refrattarietà che non desta alcuna preoccupazione dal punto di vista epidemiologico poiché avvenuta all’interno di un gregge interamente vaccinato e pienamente immunizzato dall’isotipo riscontrato. È quanto fanno sapere gli uffici dell’assessorato regionale della Sanità in seguito alla notizia di una pecora deceduta dopo essere risultata infetta dalla febbre catarrale degli ovini, il 4 luglio. Un altro capo, risultato infetto, è subito guarito.
“La situazione in Sardegna risulta pienamente sotto controllo grazie ad una campagna vaccinale avviata per tempo e che si sta dimostrando pienamente efficace nei riguardi dei sierotipi 4 ed 8”, commenta l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi.
“La situazione della nostra isola risulta al momento ottimale rispetto a quanto sta accadendo in altre regioni d'Italia, dal Nord al Centro-Sud del Paese. Il Servizio veterinario regionale continua a mantenere un alto grado di vigilanza, per scongiurare il rischio dell’insorgenza di nuove varianti della malattia, al momento non riscontrate”.
Dermatite nodulare dei bovini, Bartolazzi in Prefettura a Nuoro: "Al ministero abbiamo chiesto vaccini subito e abbattimenti selettivi per non danneggiare le nostre aziende"
Piano povertà regionale, individuati interventi e obiettivi del triennio 2024-26
Potenziamento del servizio sociale professionale e dei servizi ed interventi per i cittadini in condizione di disagio, approccio multidisciplinare in equipe, scambio di buone pratiche, attività di informazione e diffusione delle misure di contrasto alla povertà, rafforzamento della rete istituzionale, rafforzamento del raccordo fra pubblico e privato sociale nella gestione degli interventi del Fondo Povertà. Sono questi gli obiettivi individuati nell’Atto di programmazione regionale per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà 2024-2026, approvato oggi in Giunta e che si riconduce agli indirizzi del Piano Povertà 2024-26.
“La Regione Sardegna”, spiega l’assessore della Sanità, “ha ritenuto opportuno, sulla base delle specificità sociodemografiche ed economiche, nonché del quadro di gestione delle politiche sociali a livello regionale, di indirizzare la programmazione verso un rafforzamento degli standard definiti a livello nazionale dal Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà. Questa Giunta ha aumentato le risorse destinate al contrasto alla povertà di oltre 10 milioni e sta procedendo con una programmazione integrata e complementare a quella nazionale”.
L’approvazione del documento da parte dell'esecutivo regionale arriva al termine di un’ampia fase di concertazione sociale: “Il Piano è stato vagliato nella sede del Tavolo permanente regionale per l’attuazione delle misure di contrasto alla povertà, che il 20 giugno ha espresso il suo parere favorevole”, sottolinea l’assessore.
Il Tavolo costituisce l’articolazione regionale della Rete della protezione e dell’inclusione sociale e vede tra i suoi componenti l’Anci Sardegna, i tre Enti capofila degli Ambiti Plus in cui è maggiore la presenza delle persone in condizione di povertà estrema e senza dimora, l’Alleanza contro le povertà e le associazioni datoriali di categoria. “In occasione della discussione del Piano, la partecipazione al Tavolo è stata estesa anche ai componenti dell’Osservatorio regionale sulla povertà, all’Ordine degli Assistenti sociali della Sardegna, a un rappresentante INPS regionale, alla CARITAS Sardegna, al Banco Alimentare della Sardegna, al referente regionale di Banca Mondiale e al referente regionale dell’Assistenza Tecnica del Piano Nazionale Inclusione”, spiega l’assessore. “Il documento tiene conto anche degli esiti degli incontri bilaterali con tutti gli ambiti Plus tenutisi negli scorsi mesi, definendo gli ambiti di rafforzamento delle azioni sulla base dello stato di attuazione degli interventi, anche in un’ottica integrata con programmi aventi le stesse finalità”.
L’Atto di programmazione regionale dà attuazione alle linee di intervento previste dal Piano Povertà nazionale. Quest’ultimo si declina attraverso la progressiva definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) da garantire su tutto il territorio nazionale in ambito sociale e rappresenta l’atto di programmazione nazionale delle risorse in capo alla quota servizi del Fondo povertà.
Nell’ambito delle risorse assegnate alla quota “Servizi” il Piano Nazionale individua lo sviluppo degli interventi e dei servizi necessari per l’attuazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata come livello essenziale delle prestazioni sociali. Si definiscono, inoltre, gli interventi e i servizi per le persone in povertà estrema e senza fissa dimora a valere sulle risorse del Fondo povertà, eventualmente integrate con risorse proprie, o afferenti a fondi regionali, nazionali o comunitari, inclusi i fondi relativi al Piano Nazionale Inclusione 2021-2027 integrato con le risorse del PNRR. Più in generale, il Piano si prefigge di rafforzare la stabilità e l’integrazione fra gli Ambiti Plus e i Comuni di riferimento.
L’atto di programmazione regionale dovrà essere comunicato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali entro il 4 luglio 2025. La scadenza è legata alla data di emanazione del decreto attuativo del Piano: devono passare non più di 60 giorni per la presentazione del documento regionale al Ministero.
Primo caso di Lumpy Skin Disease confermato in Sardegna, Bartolazzi: “Subito attivati i protocolli per la gestione dei focolai"
E’ stato accertato il primo caso di Lumpy Skin Disease (LSD), o Dermatite Nodulare Contagiosa, in un allevamento bovino situato nel territorio regionale. La diagnosi è stata confermata nella tarda serata di sabato dai laboratori di riferimento nazionali. Si tratta del”la prima conferma sul territorio nazionale della malattia. “L’assessorato alla Sanità si è immediatamente attivato, con il solo sospetto di un singolo animale, prima ancora che ci fosse la conferma diagnostica dai laboratori di Teramo”, spiega l’Assessore alla Sanità Armando Bartolazzi.
La Lumpy Skin Disease è una malattia virale che colpisce i bovini e i bufali, caratterizzata dalla comparsa di noduli sulla pelle, febbre e riduzione della produzione di latte, e può portare anche alla morte degli animali. Sebbene non sia trasmissibile all'uomo, la LSD ha un impatto economico significativo sugli allevamenti a causa delle perdite produttive e delle restrizioni al commercio.
"È fondamentale agire con la massima tempestività e rigore per contenere la diffusione di questa patologia," dichiara l'Assessore alla Sanità. "Nel contesto della normativa europea sulla sanità animale la malattia è categorizzata come malattia di categoria A ovvero malattie elencate che normalmente non si manifestano nell’ Unione Europea e per le quali, una volta rilevate, devono essere adottate immediatamente misure di eradicazione”.
“Sono state immediatamente messe in atto tutte le procedure previste dai protocolli nazionali ed europei per la gestione dei focolai di LSD, comprese le indagini epidemiologiche per ricostruire la catena di contagio. La collaborazione di tutti gli allevatori è cruciale in questo momento”, conclude l’assessore. Sotto il profilo delle misure di prevenzione e controllo, l’Assessorato rivolge alcune urgenti raccomandazioni agli allevatori:
Rafforzare la biosicurezza: occorre limitare l'ingresso di persone e veicoli non essenziali negli allevamenti; disinfettare accuratamente mezzi di trasporto e attrezzature; garantire l'isolamento dei nuovi animali introdotti in azienda per un periodo di osservazione.
Monitoraggio Attento degli Animali: sorvegliare quotidianamente lo stato di salute dei capi; prestare particolare attenzione alla comparsa di sintomi sospetti come febbre, noduli cutanei (specialmente su testa, collo, schiena, perineo, mammella e zampe), lacrimazione, scolo nasale e zoppie.
Segnalazione immediata: in caso di sospetto clinico, anche lieve, o di mortalità anomala, contattare immediatamente i Servizi Veterinari delle ASL Sardegna di competenza territoriale. La segnalazione tempestiva è essenziale per la rapida adozione delle misure di controllo.
Controllo degli Insetti Vettori: la LSD è trasmessa principalmente da insetti ematofagi (zanzare, mosche, zecche). È raccomandata l'adozione di misure per ridurre la presenza di questi vettori negli allevamenti, come l'uso di insetticidi e l'eliminazione di ristagni d'acqua.
Registrazione e Tracciabilità: mantenere aggiornate le registrazioni degli animali presenti in azienda e dei loro movimenti.
Saranno fornite ulteriori comunicazioni non appena disponibili nuovi aggiornamenti.
La collaborazione di tutti è fondamentale per tutelare il patrimonio zootecnico della Sardegna.
Registro tumori, l'assessore Bartolazzi illustra le misure per attivarlo
“I motivi del ritardo nell’attivazione del Registro Tumori non risalgono a oggi ma vanno rintracciati in una condizione generale di arretratezza del sistema che si prolunga da oltre un decennio e che va corretta con una serie di interventi strutturali, da mettere subito in campo con il coinvolgimento di Ares”. L’assessore regionale della Sanità Armando Bartolazzi ha garantito in Consiglio regionale il suo impegno sull’istituzione del Registro Tumori in Sardegna rispondendo alla mozione sul tema presentata dai consiglieri di maggioranza Frau, Cocco e Di Nolfo, e votata all’unanimità dall’Aula.
L’assessore ha spiegato in premessa di condividere l’importanza dell’effettiva istituzione del Registro Tumori regionale, in quanto strumento fondamentale nella programmazione sanitaria nelle campagne di prevenzione e di screening, nonché nella messa in campo di studi epidemiologici su base territoriale.
Finora l’istituzione del Registro Tumori in Sardegna non era stata resa effettivamente possibile a causa di una serie di criticità, riconducibili ad una raccolta dati lacunosa e ad una mancata integrazione in rete del sistema, che ha impedito, fra l’altro, l’adozione uniforme, in fase di refertazione, dei codici SNOMED, dai quali si evince l’esatto tipo di tumore in base all’organo di origine. “Ad oggi in Sardegna solo alcune anatomie patologiche utilizzano il sistema di codificazione vigente e manca dunque la possibilità di una lettura comune e uniforme dei dati su base territoriale e regionale. Senza questa precondizione di base, è impossibile istituire un Registro Tumori in Sardegna”, ha spiegato l’assessore.
“L’Isola oggi si trova davanti a una grande sfida, su due fronti. Da un lato, bisogna recuperare i dati retrospettivi per colmare tutti gli anni che ci mancano, a partire dal 2015. Dall’altro, occorrerà mettere in rete le Anatomie patologiche ed iniziare a farle dialogare con un linguaggio comune, attribuendo i codici di identificazione corrispondenti per ciascun referto oncologico. In questo modo il Registro Tumori potrà essere costantemente aggiornato attraverso l’informatizzazione di sistema ed in grado di rispondere a qualsiasi esigenza di estrapolazione”.
L’assessore alla Sanità ha quindi garantito il proprio impegno al fine di reperire il personale necessario al recupero dei dati retrospettivi incrociando registro di mortalità, codici di esenzione e schede di dimissione ospedaliera. D’altro canto, verrà attivata una procedura insieme ad Ares per l’informatizzazione della rete dei referti.
“Il processo andrà avanti per fasi. Durerà nel tempo ma porterà cambiamenti importanti destinati ad incidere profondamente in Sardegna”, ha assicurato Bartolazzi.
Farmaci oncologici, Spesa aumentata di oltre il 9%. Bartolazzi: “Segnale dell’aumento dell'accessibilità alle terapie per i pazienti sardi”
“La Regione Sardegna sostiene con fondi propri le spese per i farmaci oncologici, compresi quelli innovativi”, lo afferma l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, che poi spiega: “le spese per questi farmaci sono cresciute di oltre il 9% nel 2024 rispetto all’anno precedente”.
Nel 2024, infatti la spesa si è attestata a 241,6 milioni di euro, mentre nel 2023 era pari a 221,2 milioni. La crescita, quindi, è stata esattamente del 9,3%. “La spiegazione di questo dato – continua l’assessore – risiede nell’aumentata possibilità di trattare il cancro con terapie sempre più varie, anche se costose, ed accessibili a tutte le fasce di popolazione attraverso il nostro Sistema Sanitario pubblico. Questo aspetto ha un impatto importante sulle aspettative di vita dei malati: in presenza di cure diversificate e più efficaci la malattia si cronicizza e quindi si possono evitare esiti fatali”.
L’analisi del dato della spesa pro capite a carico del Sistema sanitario regionale nel 2023, riferita sempre ai farmaci oncologici, conferma questa tendenza, con una cifra di 148,22 euro a testa. Per quanto riguarda i farmaci “innovativi”, invece, la spesa nel 2024 è stata di poco più di 17 milioni, dato di poco inferiore a quello del 2023. Il Sistema sanitario regionale in questo caso ha speso in media 10,4 euro.
“L’Assessorato della Sanità si sta impegnando per ampliare l’accesso alle cure con farmaci innovativi. Abbiamo già avviato delle interlocuzioni con l’AIFA per attingere al fondo 5% che ci consentirebbe di aumentare questa spesa. Il nostro obiettivo – sottolinea l’esponente della Giunta Todde – è introdurre la ricerca grazie alla creazione di un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) regionale, che ci permetterebbe un maggior utilizzo di cure innovative, magari scoperte e prodotte qui nell’Isola, in grado di portare vantaggi concreti ai pazienti sardi”.
“Intervenire sulla diagnosi precoce, quindi sull’individuazione tempestiva dei tumori, prima che arrivino a uno stadio avanzato, rimane fondamentale per assicurare una più rapida e migliore guarigione dei pazienti. È questo l’obiettivo della nuova Rete Oncologica regionale che garantirà una presa in carico veloce, omogenea e diffusa nel territorio”.

