Visualizza articoli per tag: sardegna

Due giorni di appuntamenti a Roma all’insegna dell’Einstein Telescope e dei progressi nella ricerca sulle onde gravitazionali. Uno si è tenuto ieri al Planetario della capitale, l’altro oggi nell’Ambasciata di Francia.

Nella giornata di ieri, la presidente è intervenuta all’evento che si è svolto al Planetario per celebrare il decimo anniversario dell’annuncio ufficiale, l’11 febbraio del 2016, della prima rivelazione delle onde gravitazionali, “catturate” dagli interferometri Virgo, situato a Cascina, in provincia di Pisa, e i due Ligo, negli Stati Uniti. Uno sguardo nell’universo profondo che continuerà e si amplierà grazie all’Einstein Telescope, l’interferometro di terza generazione che consentirà di rivelare le onde gravitazionali provenienti dal passato sempre più remoto, che l’Italia è candidata a realizzare in Sardegna, nell’ex area mineraria di Sos Enattos, a Lula.

La serata, organizzata dal Ministero dell’Università e Ricerca e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è stata l’occasione per la proiezione, in anteprima nazionale, del documentario per planetari “Einstein Telescope, ascoltare l’universo oltre le stelle”, prodotto da Sardegna Ricerche, con il contributo scientifico dell’INFN, dell’European Gravitational Observatory (EGO), dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), e realizzato da VIS-Virtual Immersion in Science e TeleSardegna. Un lavoro realizzato a sostegno della candidatura di Sos Enattos.

“Questo sarà un anno sarà cruciale per il progetto Einstein Telescope di Lula”, ha sottolineato la presidente Todde. “Dobbiamo coniugare la dimensione diplomatica e scientifica internazionale con la programmazione economica territoriale. Stiamo investendo molto nell'Accordo di Programma Strategico firmato a gennaio con la Sassonia e spero vivamente che l’Einstein Telescope venga realizzato nella configurazione a doppia L con il coinvolgimento di entrambe le nostre regioni. Contestualmente, siamo pronti ad avviare la costruzione del Centro di Ricerca ET Sunlab a Sos Enattos, mentre a Nuoro apriremo uno spazio dedicato. Inoltre – aggiunge la presidente – stiamo investendo risorse per le nostre aziende nella ricerca e sviluppo dell’Et e stiamo rendendo attrattive le aree industriali vicine al sito”.

Proprio sulla possibilità che venga realizzato in Sardegna si è concentrato l’intervento della presidente Todde, che ha illustrato gli sforzi che sta compiendo la Regione per raggiungere questo importante traguardo. “Stiamo facendo tutto il possibile per vincere questa competizione – ha affermato nel suo discorso pronunciato in inglese – investendo innanzitutto in progetti di ricerca e nel rafforzamento della filiera economica, sociale e infrastrutturale della nostra regione. A novembre – ha spiegato – abbiamo concluso la fase preparatoria. La conferenza dei servizi ha espresso parere positivo sulla possibilità di realizzarlo in Sardegna in entrambe le configurazioni (a Triangolo o a L)”.

“Per noi – ha concluso la presidente – l’Einstein non è più un sogno. È una vera opportunità. E stiamo dando il massimo per portarlo in Italia e costruirlo in Sardegna”.

Nel corso dell’evento sono intervenuti Gianluigi Consoli, direttore generale dell’Internazionalizzazione e la Comunicazione del MUR, Lamberto Maria Moruzzi, direttore principale per la Diplomazia Scientifica, Spaziale e Sportiva presso la Direzione Generale per la Cooperazione Economica del MAECI, Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, Roberto Ragazzoni, presidente dell’INAF, Fabio Florindo, presidente dell’INGV e Massimo Carpinelli, direttore di EGO.

Tutti i relatori, dopo aver sottolineato l’impresa compiuta dieci anni fa grazie agli scienziati di Virgo e Ligo, hanno caldeggiato di fronte ai tanti rappresentanti delle ambasciate europee presenti all’evento, la candidatura italiana del sito di Sos Enattos, descritto come il più idoneo in assoluto dove realizzare l’ET.

Dopo la proiezione, molto applaudita, del documentario “Einstein Telescope, ascoltare l’universo oltre le stelle”, sono intervenuti Fulvio Ricci, professore di Fisica sperimentale all’Università Sapienza di Roma e portavoce della collaborazione internazionale Virgo al momento della rivelazione del primo segnale gravitazionale e Monique Bossi responsabile dell'Etic project dell'Einstein Telescope. Le conclusioni sono ste curate da Marco Pallavicini, componente della Giunta esecutiva dell’INFN, che ha anche moderato l’intero evento.

Di particolare rilievo anche l’appuntamento a cui la presidente Todde ha preso parte oggi nell’Ambasciata di Francia, a Palazzo Farnese, dove è stata organizzato l’incontro “Ten years of Virgo science and future prospects for a new way of exploring the universe”, evento che ha visto la partecipazione della ministra dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini. Anche la Francia, quindi, ha voluto celebrare l’anniversario dell’importante impresa scientifica che è riuscita a dimostrare la teoria di Einstein, formulata nel 1915, dell’esistenza delle onde gravitazionali. Il progetto Virgo nasce infatti dalla collaborazione tra gli scienziati italiani dell’INFN e quelli francesi del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique).

L’evento è stato introdotto dal ministro consigliere dell’Ambasciata francese, Cyril Blondel, che ha poi lasciato la parola a Matteo Birsuglia, direttore al CNRS, Marica Branchesi, astrofisica del Gran Sasso Science Istitute, Massimo Carpinelli, direttore di EGO, Alain Schuhl, vice amministratore delegato per la Scienza del CNRS, e Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. In conclusione, la ministra Bernini ha parlato delle prossime sfide scientifiche dell’Italia, legate principalmente all’Einstein Telescope.

Pubblicato in TOP NEWS

“Portare i nostri ragazzi e le nostre ragazze in un luogo del dolore come Auschwitz ha un forte significato simbolico e intende avviare un percorso virtuoso contro l’indifferenza dilagante. La memoria di ciò che è stato deve essere un faro luminoso, soprattutto in questo tempo in cui soffiano pericolosi venti di guerra, che porti a scegliere sempre la via della pace e della fratellanza e solidarietà tra i popoli”. Lo ha detto questa mattina l’assessora regionale della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, durante la presentazione del “Promemoria Auschwitz Sardegna 2026”, che si è tenuta in Consiglio regionale alla presenza del presidente Piero Comandini e di numerosi sindaci dell'isola. Il progetto, finanziato dalla Regione Sardegna, promosso da circa 70 amministrazioni comunali e gestito dall'ARCI Sardegna in cooperazione con l'Associazione Deina, ha l’obiettivo di consentire a studenti e studentesse dai 18 ai 25 anni di approfondire le tematiche storiche e sociali relative agli anni dell’Olocausto.

“Anche quest'anno l'assessorato della Pubblica istruzione finanzia il progetto Promemoria Auschwitz, che dà la possibilità a tanti giovani sardi di fare non soltanto un'esperienza di viaggio e visita ad Auschwitz, ma soprattutto un percorso di formazione di cittadinanza attiva”, ha detto l’assessora Portas. “Crediamo molto in questo progetto che ha l’obiettivo di formare i nostri ragazzi, facendogli conoscere il passato per vivere un futuro migliore”.

Il progetto Promemoria Auschwitz 2026 prevede numerosi incontri di approfondimento sulla storia della Seconda Guerra Mondiale, della Deportazione e della Shoah. Tappa centrale sarà il viaggio nei luoghi simbolo della Shoah, in programma dal 18 al 23 febbraio, con visite al Museo Fabbrica di Oscar Schindler, all'ex ghetto ebraico di Cracovia e ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau. “Sarà un’esperienza che sicuramente lascerà nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze un prezioso e importante segno”, ha spiegato l’assessora Portas.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:

La Giunta regionale ha approvato il disegno di legge recante “Disposizioni a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo e in salute delle persone anziane”, un provvedimento strategico che introduce in Sardegna un quadro organico di politiche dedicate alla popolazione over 65, riconoscendone il ruolo centrale nella vita sociale, culturale ed economica dell’Isola.

Il testo si inserisce in coerenza con le direttive europee e nazionali in materia di invecchiamento attivo e prevenzione della fragilità, nonché con gli obiettivi del Piano Regionale di Sviluppo 2024–2029, e punta a favorire l’autonomia e sul benessere psico-fisico delle persone anziane.

“Con questo disegno di legge – dichiara la Presidente della Regione ed assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde- la Sardegna abbraccia una nuova visione dell’invecchiamento, più inclusiva, più partecipata e più giusta. Le persone anziane non rappresentano un costo sociale, ma una risorsa straordinaria di competenze, memoria, relazioni e valori. Una società capace di riconoscere questo potenziale è una società capace di indirizzare il suo futuro. Il nostro obiettivo” spiega ancora la Presidente “è costruire un sistema di politiche pubbliche che favorisca un invecchiamento sano, attivo e dignitoso, contrastando solitudine, esclusione e discriminazione”.

La legge promuove interventi coordinati nei settori della salute, dei servizi socioassistenziali, della formazione permanente, della cultura, della mobilità, dello sport, del turismo sociale e del volontariato, con particolare attenzione ai soggetti fragili e alle differenze di genere.

Tra gli elementi qualificanti del provvedimento figurano: la valorizzazione della formazione lungo tutto l’arco della vita e delle università della terza età; la promozione dell’inclusione digitale e dell’alfabetizzazione tecnologica; il sostegno al turismo sociale, alle attività sportive e ricreative adattate; la diffusione di modelli abitativi innovativi come il co-housing e la solidarietà abitativa; la creazione di reti territoriali integrate tra enti locali e Terzo settore; l’istituzione del Tavolo regionale per l’invecchiamento attivo, con funzioni di programmazione, monitoraggio e proposta .

La Presidente sottolinea inoltre come il provvedimento si inserisca nella vocazione della Sardegna quale “terra della longevità”, riconosciuta a livello internazionale grazie agli studi sulla Blue Zone: “Vivere più a lungo significa ripensare il modo in cui la società si organizza. Per questo puntiamo su politiche trasversali capaci di tenere insieme salute, partecipazione, conoscenza e solidarietà tra le generazioni”.

Il disegno di legge è il risultato di un ampio lavoro di analisi e confronto sviluppato anche nell’ambito del Tavolo regionale per l’invecchiamento attivo istituito nel 2024, che ha consentito di raccogliere buone pratiche ed esigenze provenienti dai territori.

L’approvazione del Ddl consente alla Sardegna di allinearsi alle Regioni più avanzate e di dotarsi finalmente di uno strumento normativo capace di orientare in modo chiaro e strutturato le politiche per l’invecchiamento attivo su tutto il territorio regionale.

La proposta di legge passa ora all’esame del Consiglio regionale per l’iter di approvazione definitiva.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:

La Sardegna e la Sassonia unite verso un unico obiettivo: ospitare insieme nei rispettivi territori l’Einstein Telescope, il rilevatore di onde gravitazionali di ultima generazione che consentirà alla comunità scientifica internazionale di studiare la storia dell’universo, fin dalle sue origini.

 

L’ufficialità della cooperazione tra Italia e Germania è arrivata oggi con la dichiarazione di intenti sottoscritta dalla Regione Autonoma della Sardegna e dallo Stato libero di Sassonia nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca. Evento a cui hanno presenziato la ministra Anna Maria Bernini, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, il ministro presidente della Sassonia, Michael Kretschmer (da remoto), il Ministro della Scienza sassone Sebastian Gemkow, e i rappresentanti delle due comunità scientifiche.

 

Entrambe le regioni sono candidate a realizzare l’importante infrastruttura tecnologica: la Sardegna nell’area intorno all’ex sito minerario di Sos Enattos a Lula (Nuoro), la Sassonia nel territorio della Lusazia. L’accordo strategico è stato siglato considerando l’opzione della configurazione dell’Einstein Telescope a doppia L, che prevede la possibilità di costruire due distinti osservatori gemelli, conformazione che consentirebbe all’interferometro di massimizzare la sensibilità nella ricerca dei deboli segnali gravitazionali.

 

"L’accordo tra Sardegna e Sassonia rafforza una visione e un’ambizione comuni: sviluppare una collaborazione solida e di lungo periodo nel campo delle onde gravitazionali, uno dei settori più avanzati della ricerca scientifica globale, anche grazie al sostegno del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e grazie allo spirito di collaborazione istituzionale dimostrato dalla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che ha contribuito in modo determinante al rafforzamento del dialogo e del lavoro comune", sottolinea il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

"Einstein Telescope è una grande infrastruttura di ricerca e rappresenta un investimento strategico nel futuro della scienza fondamentale, nelle tecnologie avanzate e nella capacità dell’Europa di restare competitiva e attrattiva in un contesto globale in rapido cambiamento. La cooperazione tra Sardegna e Sassonia dimostra come territori diversi per storia, geografia e tradizioni possano lavorare insieme per costruire un futuro scientifico comune, fondato su eccellenza, apertura e fiducia reciproca", conclude il ministro.

 

“Oggi è un giorno cruciale dell’ambizioso percorso che abbiamo intrapreso con la candidatura del sito di Sos Enattos a ospitare l’ET”, commenta la presidente della Regione, Alessandra Todde. “Fin dal primo momento – spiega la presidente – non abbiamo inteso la candidatura della Sassonia come un ulteriore ostacolo sul nostro cammino. Al contrario, abbiamo colto la possibilità di unire le forze per arrivare insieme a un obiettivo che, peraltro, è auspicato anche dalla comunità scientifica. Lo stesso premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi (presidente del comitato tecnico-scientifico istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana) ha caldeggiato questa soluzione”.

 

“La collaborazione con un’altra regione europea come la Sassonia - continua Todde - rappresenta per noi un valore aggiunto. Arriviamo a questo traguardo attraverso un lavoro costruito nel tempo, insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca, alla comunità scientifica, al Ministero degli Affari Esteri e all’ambasciatore Sequi. Un lavoro paziente, fatto di relazioni, dati, confronti continui, per i quali ringrazio tutti, a partire dalla ministra Anna Maria Bernini che ha sempre supportato il progetto nel quadro di una leale e proficua collaborazione istituzionale”.

 

“La collaborazione scientifica tra la comunità italiana e quella sassone, in particolare nel contesto del progetto Einstein Telescope, è solida e avviata già da tempo, come dimostrano la lettera di intenti firmata a fine 2024 tra l'INFN e il DZA e le attività scientifiche comuni in corso nei siti candidati”, afferma il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli. “Il fatto che questa collaborazione si estenda ora anche alle istituzioni politiche rappresenta un ulteriore tassello fondamentale, che rafforza le candidature delle due regioni a ospitare il futuro osservatorio di onde gravitazionali”.

Già nel dicembre 2024, l’Infn e il Dza hanno sottoscritto una lettera d’intenti in cui si sono impegnati per una cooperazione sull’Einstein Telescope. Nel giugno scorso, inoltre, a Dresda si è svolto un importante incontro tra il ministro della Scienza della Sassonia, Sebastian Gemkow, e una delegazione italiana composta da rappresentanti del MUR, del MAECI, della Regione Sardegna e dell’Infn, che ha rappresentato l'occasione per discutere le possibili sinergie tra Italia e Sassonia nell'ambito del progetto ET e ha messo le basi per l’accordo che sarà sottoscritto a gennaio. Infine, lo scorso novembre un team congiunto di ricercatori dell’INFN, del DZA e del Karlsruhe Institute of Technology (KIT) ha installato una stazione di misura avanzata per il rumore elettromagnetico nei pressi di Bautzen, in Sassonia, nel sito candidato a ospitare ET, rafforzando la collaborazione tra le due comunità scientifiche.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:

La notizia era nell'aria da ore, sussurrata tra i moli del porto e i palazzi della politica, ma ora ha il sigillo dell'ufficialità: la 38esima America’s Cup leverà le sue ancore in Sardegna. L'Isola non sarà solo una spettatrice, ma il palcoscenico della prima attesissima regata preliminare, segnando l'inizio ufficiale della sfida al trofeo sportivo più antico del mondo.

L'annuncio è arrivato direttamente dai canali social di Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo, che ha confermato la chiusura di un cerchio dopo mesi di negoziati serrati. «Dopo trattative complesse con il team Team New Zealand, detentore della Coppa, e il Governo italiano, l’assessorato ha sottoscritto l’accordo per ospitare il debutto della competizione», ha dichiarato Cuccureddu.

Sebbene i dettagli tecnici verranno svelati in una conferenza stampa convocata per venerdì prossimo, la sede naturale dell'evento non può che essere Cagliari. Il capoluogo sardo, già campo base storico di Luna Rossa Prada Pirelli, si prepara a trasformarsi nel "box" delle Formula 1 del mare. Gli iconici AC75, i monoscafi volanti capaci di superare i 50 nodi di velocità, torneranno a solcare le acque del Golfo degli Angeli per una sfida che conta per il punteggio ufficiale della World Series.

Il calendario prevede un asse tutto italiano per l'avvicinamento alla finale del 2027: dopo il debutto in Sardegna, la carovana della vela si sposterà a Napoli per la seconda regata preliminare, con l'obiettivo di assegnare il titolo definitivo all'ombra del Vesuvio nel luglio dell'anno successivo.

Per la Sardegna, questa assegnazione rappresenta una vera e propria rivincita sportiva e d'immagine. Il rapporto tra l'Isola e la Coppa America era stato, fino a oggi, segnato da una serie di appuntamenti mancati che avevano lasciato l'amaro in bocca a tifosi e istituzioni. 2020: la regata fu cancellata a poche settimane dal via a causa dell'esplosione della pandemia globale.

2023: l'evento, in programma per ottobre, saltò in primavera dopo uno scontro frontale tra la Regione Sardegna e Grant Dalton, capo di Team New Zealand. Le regate furono clamorosamente dirottate a Jeddah, in Arabia Saudita.

Questa volta, però, il protocollo è firmato e l'Isola avrà il suo riscatto, consolidando il proprio ruolo di centro nevralgico della vela internazionale d'eccellenza.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:

Gli automobilisti sardi si trovano di fronte a una realtà inedita e penalizzante per chi possiede un’auto a gasolio. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), elaborati sulla base dei prezzi alla pompa rilevati oggi alle ore 8:00, in Sardegna si è consumato lo storico sorpasso: il diesel costa ora più della benzina.

Il prezzo medio della benzina nell'Isola è rimasto stabile a 1,650 euro al litro. Al contrario, il gasolio ha subito una spinta verso l'alto, raggiungendo quota 1,680 euro al litro. Questo differenziale di 3 centesimi al litro ribalta il normale trend economico che, per decenni, ha visto il diesel come la scelta più conveniente per il rifornimento. 

Nonostante un lieve rallentamento nella variazione del prezzo del gasolio (una flessione del divario pari a 0,6 centesimi), la tendenza resta chiara: fare il pieno a un mezzo diesel è diventato sensibilmente più oneroso.

I costi rilevati sulle strade statali e nelle autostrade sarde posizionano l'Isola tra le zone più costose d'Italia per quanto riguarda il carburante. Confrontando i dati sardi con il resto della Penisola, emerge un quadro di rincari diffusi:

Sardegna e Calabria condividono il prezzo di 1,680 euro/litro per il diesel.

ln Liguria i prezzi sono leggermente superiori: circa 2 centesimi in più (1,70 euro/litro).

Valle d’Aosta: il costo sale a 1,69 euro/litro.

Trento e Bolzano restano le aree più care in assoluto, con medie rispettivamente di 1,70 e 1,73 euro al litro.

L'inversione di tendenza è frutto di una combinazione di fattori macroeconomici e scelte fiscali. Da un lato, il calo del prezzo internazionale della benzina ha favorito la discesa della "verde"; dall'altro, l'aumento delle accise sul gasolio ha esercitato una pressione opposta. 

Il diesel, tradizionalmente agevolato in quanto carburante utilizzato per il trasporto merci e il settore agricolo, ha perso parte del suo vantaggio fiscale, riflettendosi immediatamente sui costi sostenuti dai cittadini e dalle imprese di autotrasporto sarde, già penalizzate dai costi della logistica legati all'insularità.

Per chi percorre molti chilometri all'anno, la convenienza del motore diesel viene ora messa seriamente in discussione dal costo del carburante alla pompa. Se a questo si sommano i costi di manutenzione generalmente più alti e le restrizioni ambientali, la "pet economy" domestica dei sardi è destinata a subire una profonda revisione nei prossimi mesi.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:

Plastica rimossa dalle spiagge e dai centri abitati, scuole coinvolte in attività di sensibilizzazione, Comuni premiati e una rete sempre più forte di volontari e referenti territoriali. Il 2025 è stato un anno di crescita concreta per Plastic Free Onlus in Sardegna, una delle regioni italiane più attive e partecipi nel contrasto all’inquinamento da plastica.

Nel 2025, a livello nazionale, Plastic Free ha organizzato 2.081 appuntamenti di pulizia ambientale, coinvolto 53.487 volontari e rimosso 575.413 chilogrammi di plastica e rifiuti. Ha inoltre realizzato 939 appuntamenti scolastici, raggiungendo 78.161 studenti, firmato 526 protocolli d’intesa con le amministrazioni locali e riconosciuto 122 Comuni Plastic Free.

A livello internazionale, l’associazione ha ottenuto l’accreditamento presso l’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, partecipando ai negoziati globali contro l’inquinamento da plastica a Ginevra (agosto) e a Nairobi (dicembre). È stato inoltre avviato il primo progetto scientifico per studiare gli effetti delle nanoplastiche sul cervello umano, in collaborazione con l’Università San Raffaele di Roma e l’IRCCS San Raffaele – Roma, finanziato dai primi 25.000 euro raccolti tramite banchetti in tutta Italia.

“Con grande orgoglio e soddisfazione – afferma Maria Francesca Carone, referente regionale di Plastic Free Sardegna – siamo felici di riflettere sulla straordinaria crescita della nostra associazione in questo 2025. Un anno che ha segnato traguardi importanti, resi possibili grazie all’impegno di tutte le persone che ogni giorno rendono concreta la nostra missione. Siamo cresciuti con 54 referenti attivi distribuiti in tutta l’isola, abbiamo raggiunto 24 protocolli d’intesa e, durante i nostri clean up nazionali, abbiamo visto una partecipazione sempre più numerosa: 20 eventi organizzati ad aprile e 25 a settembre.  Un grazie speciale – aggiunge – va ad Andrea Pigato, vice referente regionale, per il suo prezioso sostegno, ai referenti provinciali per la passione con cui svolgono il loro ruolo, a tutti i referenti per l’amore che mettono ogni giorno nel loro operato. Ringraziamo le amministrazioni comunali che credono in noi e soprattutto le volontarie e i volontari, il cuore pulsante di questa famiglia blu, che con la loro energia ci spingono a fare sempre di più. Guardiamo al 2026 con fiducia, pronti ad affrontare nuove sfide e a far crescere ancora l’impatto delle nostre azioni”.

Nel dettaglio, in Sardegna nel 2025 si sono svolti 188 appuntamenti ambientali, tra clean up (82), raccolte di mozziconi (6), passeggiate ecologiche (46) ed eventi pubblici, coinvolgendo 2.756 volontarie e volontari e portando alla rimozione di 47.481 chilogrammi di plastica e rifiuti. Le attività pubbliche hanno sensibilizzato 406 cittadini, mentre le 53 iniziative scolastiche hanno raggiunto 2.230 studenti.

A livello istituzionale, sono 24 i Protocolli d’Intesa firmati con Comuni sardi. Le adesioni risultano distribuite su tutto il territorio regionale: 8 protocolli nell’area di Oristano, 7 nella Gallura – Nord Est Sardegna, 5 nel Sassarese, 3 nel Sulcis Iglesiente e 1 nell’area di Cagliari. Un dato che evidenzia un’attenzione diffusa verso la tutela degli ecosistemi costieri e interni.

I 5 Comuni Plastic Free riconosciuti in Sardegna nel 2025 sono: Aglientu e Badesi (Gallura – Nord Est Sardegna), il capoluogo Oristano, Castelsardo (Sassarese) e Teulada (Sulcis Iglesiente). Un risultato che valorizza il legame tra sostenibilità ambientale e territori di grande pregio naturalistico, in particolare nelle aree costiere.

Cresce anche il numero delle amministrazioni che hanno adottato il divieto di rilascio in aria di palloncini, per contrastare la dispersione di materiali inquinanti e tutelare la fauna marina e terrestre. In Sardegna sono sette i Comuni ad aver già adottato il provvedimento: San Teodoro, Stintino, Olbia, Elmas, Aglientu, Badesi e La Maddalena.

Un 2025 all’insegna della partecipazione, della determinazione e della crescita, che per Plastic Free Sardegna rappresenta un trampolino verso nuovi obiettivi e un futuro sempre più responsabile e condiviso.

Pubblicato in L'associazione
Etichette:

L’export manifatturiero della Sardegna tira bruscamente il freno e finisce in coda alla classifica nazionale. Secondo l’ultimo dossier realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati ISTAT, le vendite di prodotti sardi oltreconfine hanno registrato un preoccupante -17,5% nel primo semestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Mentre regioni come la Toscana (+12,4%) e l'Abruzzo (+10,2%) volano grazie al farmaceutico, la Sardegna segna la performance peggiore d'Italia, ben lontana dalla media nazionale che si attesta su un timido +2%.

Il dato si fa ancora più allarmante se si restringe il campo alle micro, piccole e medie imprese (MPI). In questo segmento, il cuore pulsante dell'economia isolana, il crollo è del 29,8%, a fronte di una flessione nazionale contenuta all'1,2%.

Ad oggi, la Sardegna sconta una debolezza strutturale cronica: solo 633 aziende (appena lo 0,6% del totale regionale) hanno rapporti commerciali stabili con l'estero, dato che posiziona l'Isola al quart'ultimo posto in Italia per numero di imprese esportatrici.

L'analisi geografica dei mercati rivela due scenari diametralmente opposti: La Sardegna registra un incredibile +83,1% nelle vendite verso il mercato tedesco, piazzandosi al secondo posto nazionale dietro al Friuli. All'estremo opposto, l'export verso Pechino è letteralmente colato a picco con un -58,3%, il peggior risultato regionale in Italia.

Nonostante il quadro generale a tinte fosche, alcuni comparti mostrano segnali di vitalità, andando in controtendenza rispetto al dato nazionale: moda sarda +0,8% (mentre l'Italia perde il 3,8%) e meccanica +4,9% (contro il -1,8% nazionale).

«La nostra regione si segnala come una delle realtà più penalizzate nella competizione internazionale — commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna —. È una tendenza che preoccupa perché coinvolge il tessuto delle piccole imprese, che faticano a mantenere le posizioni sui mercati esteri».

Secondo Meloni, è necessario un intervento immediato della politica regionale e nazionale: «Serve rifinanziare le missioni all'estero e istituire un fondo esclusivamente dedicato all'export delle micro e piccole imprese, con modalità operative semplificate. Solo così potremo invertire la rotta».

Per Confartigianato, la chiave del successo futuro risiede nella digitalizzazione e nelle competenze. Tra le proposte principali: rafforzare questa figura per accompagnare le imprese sui mercati esteri senza gravare sui costi strutturali e incentivare il commercio digitale anche per ditte individuali e società di persone. Procedure burocratiche meno snervanti per chi vuole affacciarsi sui mercati mondiali.

Pubblicato in TOP NEWS
Etichette:
Martedì, 16 Dicembre 2025 11:19

Natale in Sardegna: spesa da 725 milioni di euro

La Sardegna si prepara a un Natale all'insegna della tradizione e della qualità. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che ha rielaborato gli ultimi dati Istat, i sardi spenderanno quest'anno circa 725 milioni di euro per i regali e i preparativi delle feste.

Il dato si conferma in linea con i 726 milioni registrati lo scorso anno, dimostrando una tenuta dei consumi nonostante le incertezze economiche. A livello nazionale, la cifra complessiva dovrebbe superare i 26 miliardi di euro.

La voce principale della spesa nell'Isola riguarda la tavola: oltre mezzo miliardo di euro verrà speso per l’acquisto di prodotti alimentari, vini e alcolici. Si tratta di un settore di assoluta eccellenza che vede i prodotti enogastronomici sardi protagonisti indiscussi dei cesti natalizi e dei pranzi in famiglia.

Il report di Confartigianato mette in luce il ruolo vitale delle 8.015 imprese artigiane sarde (il $29,8\%$ delle PMI dell’Isola), che impiegano quasi 20.000 addetti. Queste aziende operano in 47 settori diversi, offrendo una gamma vastissima di opzioni per i regali: abbigliamento e gioielli personalizzati, arredamento, tessili e stoviglie per la casa, giocattoli, articoli sportivi e libri e servizi per la cura della persona.

«I dati dimostrano che le imprese artigiane sarde sono un’eccellenza riconosciuta anche oltre i confini regionali», commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna. «Acquistare locale significa sostenere migliaia di lavoratori e filiere corte che redistribuiscono valore all’interno della nostra comunità».

La distribuzione della spesa vede in testa il territorio di Sassari-Gallura, seguito da quello di Cagliari:  Sassari-Gallura guida la classifica con 222 milioni di euro (154 per alimentari e bevande e 69 per altri prodotti e servizi), seguita da Cagliari con 196 milioni (135 e 61), Sud Sardegna con 149 milioni (102 e 46), Nuoro con 91 milioni (63 e 28) e Oristano con 67 milioni (46 e 21). Sul fronte occupazionale, Sassari-Gallura conta 2.566 imprese artigiane e 6.437 addetti, Cagliari 1.855 imprese e 4.757 lavoratori, Sud Sardegna 1.554 imprese e 3.703 addetti, Nuoro 1.283 imprese e 3.044 occupati, Oristano 757 imprese e 1.724 addetti.

Per incentivare il sostegno all'economia circolare, l'associazione ha rilanciato la campagna “Acquistiamo locale”. L'invito è quello di preferire prodotti a "valore artigiano", capaci di unire l'identità del Made in Sardegna alla qualità del Made in Italy.

«Quando scegliamo un dono artigiano, non acquistiamo solo un prodotto: sosteniamo un sistema economico che è parte della nostra identità», conclude Meloni.

Pubblicato in Regione
Etichette:

“Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO è un orgoglio per tutto il Paese. Ora tocca alla Sardegna fare la sua parte, valorizzando sempre più la propria identità gastronomica e il ruolo determinante dei ristoratori nella trasmissione dei saperi”.

Lo dichiara Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, commentando l’annuncio ufficiale dell’UNESCO.

“Questo risultato premia un modello culturale basato sulla convivialità, sulla qualità e sulla memoria dei territori. In Sardegna – prosegue Frongia – abbiamo un patrimonio unico, fatto di tradizioni millenarie, prodotti identitari e tecniche di cucina che raccontano la nostra storia più di qualunque libro. È il momento di metterlo ancora più al centro, con orgoglio e con una visione condivisa”.

Per Fipe Sud Sardegna, il riconoscimento UNESCO apre infatti a nuove opportunità per la ristorazione, chiamata a essere ambasciatrice della cultura del cibo sardo; per i territori, che possono valorizzare un’offerta enogastronomica con forte capacità attrattiva e per i giovani, che possono trovare nella cucina e nell’ospitalità un percorso professionale radicato e identitario.

“Ora è il momento di fare rete – aggiunge Frongia – perché la cucina è uno dei linguaggi più potenti che abbiamo: unisce, racconta, custodisce. La Sardegna ha tutte le carte in regola per contribuire in modo ancora più forte alla narrazione della cucina italiana nel mondo”.

Fipe Confcommercio Sud Sardegna conferma che nel 2026 promuoverà iniziative dedicate alla cultura gastronomica dell’isola, “per far sì che questo riconoscimento globale diventi uno stimolo concreto a difendere, valorizzare e trasmettere il nostro patrimonio”.

“L’Italia oggi festeggia. La Sardegna non può rimanere alla finestra”.

Pubblicato in Regione
Etichette:
Pagina 5 di 41