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PUBBLICA ISTRUZIONE

Su proposta dell’assessora Ilaria Portas, l’esecutivo ha approvato il modello di Accordo tra RAS e Comune di Iglesias finalizzato alla promozione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale locale, attraverso attività che comprendono la catalogazione, la descrizione, la digitalizzazione, il recupero del pregresso, la comunicazione e il digital marketing dei materiali che saranno resi disponibili dal Comune. L’attività si inserisce nell’ambito delle iniziative previste dal Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND) e dall’intervento PNRR M1C3.

 

La Giunta ha approvato la proposta dell’assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas relativa al programma delle risorse disponibili per la celebrazione de Sa Die de Sa Sardigna, il 28 aprile 2026. L’intero ammontare dello stanziamento, pari a 50.000 euro del bilancio regionale, andrà a favore del Comune di Cagliari, luogo dell’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 contro il governo sabaudo, ricorrenza che proprio in occasione delle celebrazioni di Sa Die de Sa Sardigna si intende ricordare. Il momento storico sarà celebrato mediante concerti e convegni, anche in collaborazione con istituti scolastici, università, istituzioni qualificate e soggetti culturali della Sardegna.

 

Sempre su proposta dell’assessora Portas, la Giunta regionale ha approvato la delibera che stabilisce gli indirizzi e la prosecuzione della collaborazione con le Università degli Studi di Cagliari e Sassari per le attività di certificazione provvisoria di conoscenza della lingua sarda, il catalano di Alghero, il gallurese, il sassarese e il tabarchino. Per definire gli specifici piani operativi e con la finalità di realizzare corsi di formazione e di preparazione, nonché laboratori, la delibera prevede l’istituzione di una Cabina di Regia composta da rappresentanti degli Atenei coinvolti e da rappresentanti della RAS, coordinata dal direttore del Servizio Lingua e cultura sarda, Editoria e Informazione.

 

 

SANITà

Su proposta della presidente e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, la Giunta regionale ha nominato i direttori generali della ASL 1 di Sassari e della ASL 6 Medio Campidano. Per la ASL 1 è stato nominato il dottor Antonio Lorenzo Spano, mentre per la ASL 6 il dottor Joseph Polimeni. Gli incarichi hanno durata di tre anni.

 

 

BILANCIO

La Giunta, su proposta dell’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, ha deliberato di procedere con lo scorrimento delle istruttorie di tutte le domande presentate sul bando “Azioni di sostegno agli investimenti materiali e immateriali delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del Sulcis-Iglesiente nei settori della ricettività, della ristorazione, dei servizi per il turismo, la cultura, l’ambiente e per l’enoturismo”, sino a decorrenza delle risorse.

 

 

ENTI LOCALI

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha approvato la delibera che delinea gli indirizzi per la stagione balneare 2026, con l’obiettivo di armonizzare le esigenze del comparto turistico con gli obblighi di concorrenza imposti dall’Unione Europea e dalla legislazione nazionale. Attraverso direttive uniformi, la Regione mira a garantire stabilità e certezza giuridica agli operatori, consentendo il rilascio di titoli temporanei anche in assenza di piani comunali definitivi. Questa strategia di coordinamento centralizzato è volta a scongiurare il blocco amministrativo, tutelando al contempo la libera fruizione dei beni demaniali e l’efficienza dei servizi essenziali per l’economia regionale.

 

 

AMBIENTE

Su proposta dell’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, la Giunta ha approvato i criteri per l’ammissione ai contributi alle organizzazioni di volontariato di protezione civile per l’annualità 2026 e lo schema di convenzione tra la Direzione generale della Protezione Civile e le organizzazioni di volontariato. Il rapporto con le organizzazioni di volontariato nell’ambito della convenzione non si configura come rapporto contrattuale a prestazioni corrispettive, ma come forma di collaborazione istituzionale finalizzata al perseguimento di finalità di interesse generale.

 

INDUSTRIA

La Giunta, su proposta dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, ha deliberato di confermare e prorogare l’incarico di Gian Carlo Gavino Muntoni quale Commissario liquidatore del Consorzio ZIR Predda Niedda - Sassari per ulteriori sei mesi.

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Martedì, 07 Aprile 2026 08:55

Raccolta differenziata, Sardegna terza in Italia

La Sardegna si conferma un’eccellenza nazionale nella gestione dei rifiuti, ma i nuovi dati accendono un campanello d'allarme sulla velocità del progresso verso gli obiettivi del 2029. Secondo l’ottava edizione dell’Ecoforum Sardegna di Legambiente, l’Isola mantiene un solido terzo posto in Italia con una percentuale di raccolta differenziata del 76,5%, posizionandosi subito dopo Emilia-Romagna (78,9%) e Veneto (78,2%).

Nonostante il prestigioso piazzamento, il dossier "Comuni Ricicloni" — basato sui dati Arpas del 2024 — evidenzia una leggera flessione nel numero dei territori più virtuosi, segnando una battuta d'arresto che preoccupa gli esperti.

Il dato più significativo riguarda i cosiddetti comuni "Rifiuti Free", ovvero quelle amministrazioni che non solo superano il 65% di differenziata, ma riescono a contenere la produzione di secco residuo sotto i 75 kg per abitante all'anno.

Nel 2024 sono 218 su 377 (il 57,8% del totale), contro i 222 dell’anno precedente. L'obiettivo 80%: Anche i comuni che hanno già raggiunto la soglia dell'80% di differenziata (target regionale per il 2029) sono scesi a 185, rispetto ai 206 del 2023.

Tuttavia, c'è una nota di speranza: ben 37 territori sono ormai a un passo dal traguardo, avendo superato la quota del 79%.

Mentre l'interno oscilla, le zone costiere mostrano una resilienza incoraggiante. Sono 24 le località balneari che vantano una differenziata pari o superiore all'80%, con un incremento dei comuni costieri "Rifiuti Free", passati da 9 a 11 in un solo anno. Un segnale importante per un'Isola che deve gestire picchi di produzione di rifiuti legati al turismo stagionale.

Note dolenti arrivano invece dai centri che ancora non raggiungono la soglia minima del 65% prevista dalla legge nazionale (un obiettivo che risale addirittura al 2012). In questa "lista nera" figurano 8 comuni (erano 5 nel 2023), tra cui spicca ancora Sassari. Il capoluogo del nord si ferma al 61%, ma la progressiva rimozione dei cassonetti stradali a favore del sistema "porta a porta" lascia presagire un netto miglioramento per il 2025.

Il quadro generale resta positivo, ma la presidente regionale di Legambiente, Marta Battaglia, invita a non abbassare la guardia. Il problema principale resta quel 30% di rifiuti urbani che ancora segue un modello di economia lineare (produzione-consumo-smaltimento), anziché rientrare nel ciclo del riuso.

«A pochi anni dalle scadenze del piano regionale — avverte Battaglia — tutti gli sforzi devono essere orientati a invertire la tendenza. È necessario adeguare gli strumenti in campo per incidere concretamente sulla riduzione del secco residuo».

La sfida per la Sardegna nel 2026 sarà dunque quella di trasformare le buone abitudini dei cittadini in un sistema industriale di economia circolare capace di azzerare gli sprechi e riportare i comuni verso i vertici della classifica nazionale.

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E’ stato pubblicato il bando per la concessione di contributi dei grandi eventi in forma di festival o rassegne attrattivi di flussi turistici in Sardegna. Si tratta del sesto dei 13 cartelloni nei quali è articolato il programma dei grandi eventi per il 2026, a valere sulla Legge Regionale 7/1955.

L’Assessorato regionale del Turismo ha destinato ben quattro milioni di euro al cartellone dei grandi festival e delle rassegne, anche in risposta alla crescente partecipazione e all’interesse verso l’organizzazione di manifestazioni capaci di garantire ampia visibilità ed interesse mediatico alla destinazione turistica a livello nazionale e internazionale.

Potranno essere finanziate solo grandi produzioni, l’importo minimo di progetto, infatti, non potrà essere inferiore a 300 mila euro; il contributo massimo concedibile non potrà superare il 50% del costo complessivo delle spese ammissibili e, in ogni caso, non potrà superare i 300 mila euro. Potranno presentare domanda di contributo, utilizzando esclusivamente l’apposito sistema informatico della Regione (SIPES), organismi pubblici o privati, nel periodo compreso tra il 3 ed il 20 aprile.

Tra i criteri premiali assume un ruolo centrale il punteggio legato alla rilevanza dell’evento, con specifico riferimento alla radicazione dell’evento sul territorio e alla risonanza ottenuta nelle precedenti edizioni. Ulteriore elemento di valutazione è rappresentato dalla partecipazione di soggetti di riconosciuto prestigio internazionale: sono infatti attribuiti punteggi premiali per la partecipazione di personalità insignite di importanti riconoscimenti a livello mondiale, quali Premio Nobel, Premio Oscar, Golden Globe, Grammy Awards, Premio Pulitzer, Leone d’Oro, Palma d’Oro, David di Donatello, Laurea Honoris Causa attinente al tema della manifestazione.

“Il programma mira a sostenere e valorizzare manifestazioni di notevole rilevanza, premiando in particolare la capacità di attrarre pubblico, visitatori ed interesse mediatico, così da rafforzare l’immagine della Sardegna come destinazione turistica di qualità – afferma l’Assessore del Turismo Franco Cuccureddu – l’obiettivo è promuovere eventi significativi, capaci di crescere nel tempo e di fare sistema, contribuendo alla destagionalizzazione e all’incremento dei flussi turistici. Manifestazioni che sappiano valorizzare in modo integrato i territori e le loro eccellenze, aprendosi al contempo a un pubblico nazionale e internazionale e generando ricadute economiche diffuse per le comunità coinvolte, dall’artigianato al commercio, fino al comparto della ristorazione e dei servizi”.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute nel link: https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/177503865455710

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Era il 28 febbraio 1796 quando Giovanni Maria Angioy, nominato Alter Nos dal viceré di Sardegna, entrò trionfalmente a Sassari, dopo avere attraversato una Sardegna dilaniata dalla fame, dai soprusi e dal sangue. Il 230° anniversario dell’ingresso a Sassari di Angioy sarà ricordato, insieme ad altri importanti anniversari di figure illustri della storia e della cultura isolana, dalla Giunta regionale, su proposta della assessora della Cultura Ilaria Portas. Sono stati infatti programmati 110 mila euro, dei quali 60 mila destinati ad eventi a regia regionale, per finanziare le manifestazioni celebrative del 2026. Oltre alla spedizione sassarese di Angioy, saranno celebrati il 150° anniversario della morte del politico e intellettuale Giorgio Asproni, il 140° anniversario della nascita della scienziata naturalista Eva Mameli Calvino, madre dello scrittore Italo Calvino, e il centenario dell’attribuzione del Premio Nobel, a Stoccolma, alla scrittrice nuorese Grazia Deledda.

“L’anno Deleddiano e le celebrazioni della scrittrice premio Nobel nuorese – ha affermato l’assessora Ilaria Portas – ci riempiono di orgoglio e hanno preso e prenderanno molto spazio e avranno un seguito molto importante, come è giusto che sia. Ma non potevamo trascurare di certo altre figure di rilievo per la nostra isola, che meritavano pari attenzione e cura nell’ottica di tramandare alle nuove generazioni il senso della storia della nostra isola e delle persone che questa storia hanno contribuito in larga parte a scriverla attraverso il loro operato”.

Le risorse programmate dalla Giunta saranno così suddivise. Quindici mila euro al Comune di Cagliari, per l'organizzazione di convegni, seminari, eventi culturali, giornate di approfondimento e celebrative, incentrati sul percorso di studi superiori, la docenza universitaria e la direzione dell’Orto botanico di Cagliari di Eva Mameli Calvino. Ulteriori 15 mila euro saranno destinati al Comune di Bitti, per l'organizzazione di convegni, seminari, eventi culturali, giornate di approfondimento e celebrative sulla vita e l’opera di Giorgio Asproni; 20mila euro andranno al Comune di Bono, per l'organizzazione di convegni, seminari, eventi culturali, giornate di approfondimento e celebrative aventi come tema la figura e il ruolo storico, sociale e culturale di Giovanni Maria Angioy. Infine, i restanti 60 mila euro, finanzieranno un programma di attività a regia regionale per la realizzazione di manifestazioni, eventi, laboratori con le scuole del territorio in occasione del centesimo anniversario dell’attribuzione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda.

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La candidatura italiana a ospitare Einstein Telescope (ET) è stata al centro di una conferenza di presentazione a Bruxelles nell'edificio Altiero Spinelli, nella sede del Parlamento Europeo.

L'evento, promosso dalla Regione Sardegna in collaborazione con il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e il Parlamento Europeo, ha avuto l'obiettivo di portare il progetto Einstein Telescope e la proposta italiana all'attenzione della massima istituzione europea, in una fase ormai cruciale nel percorso che porterà alla scelta del sito o dei siti che ospiteranno il futuro esperimento, attesa nel 2027. ET è considerato un progetto di punta a livello internazionale: nel 2021 è stato incluso nella Roadmap di ESFRI (European Strategy Forum on Research Insfrastructures), l’organismo europeo che indica su quali infrastrutture scientifiche è decisivo investire in Europa, grazie a una proposta a guida italiana, supportata da Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Spagna.

Nella prima parte della conferenza che si è tenuta ieri sera, moderata dalla giornalista Lavinia Spingardi, sono intervenuti il rappresentante aggiunto permanente dell'Italia presso l'Unione Europea, Marco Canaparo, l'ambasciatrice italiana in Belgio, Federica Favi, il parlamentare europeo, Gaetano Pedullà, il presidente dell'INFN, Antonio Zoccoli (in rappresentanza anche del Ministro dell'Università e della Ricerca), la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e il Ministro della Scienza dello Stato libero di Sassonia, Sebastian Gemkov. La presenza dei rappresentanti delle due regioni, entrambe candidate a ospitare ET rispettivamente nelle aree di Sos Enattos, nel Nuorese, e in Lusazia, conferma il forte spirito di collaborazione tra Sardegna e Sassonia, sancito dalla firma di una dichiarazione di intenti per consolidare la cooperazione scientifica, lo scorso 12 gennaio a Roma, e rafforzato da un recente incontro operativo a Dresda.

“Sono la Presidente della Regione Autonoma di Sardegna, mi sento profondamente sarda, italiana ed europea”, ha esordito la presidente Todde, sottolineando la natura continentale del progetto. “Quello che stiamo facendo - ha continuato - parla non solo di scienza e ricerca, ma anche del mondo economico e sociale europeo. Dobbiamo promuovere la cooperazione e il dialogo e l’Einstein Telescope, motivo per cui tutti siamo qui oggi, è lo strumento che ci permette di farlo”. E a tal proposito la presidente ha ricordato l’accordo di cooperazione sottoscritto a gennaio con la Sassonia: due regioni europee geograficamente molto lontane tra loro, ma unite verso un obiettivo comune. “Siamo qui oggi, tutti insieme, per ribadire il percorso che abbiamo intrapreso e per dire, in questo contesto, quanto intendiamo fare insieme per superare questa sfida e rendere le nostre regioni luoghi di riferimento per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico”, ha concluso la presidente.

“La presentazione del progetto Einstein Telescope a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, è un’occasione preziosa per sottolinearne il carattere fortemente internazionale”, ha dichiarato il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli. “ET è un’impresa molto importante sia dal punto di vista socio-economico, sia da quello scientifico e tecnologico. La sua realizzazione deve essere sostenuta da un insieme coeso di Paesi europei: solo così potremo trasformare in realtà questa grande infrastruttura di ricerca e spostare in avanti le frontiere della conoscenza”.

A seguire, dopo una presentazione scientifica di Marica Branchesi, docente al Gran Sasso Science Institute e membro del comitato tecnico-scientifico istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana, l'evento è proseguito con una tavola rotonda dedicata all'approfondimento delle sfide e opportunità aperte dal progetto Einstein Telescope in termini di innovazione tecnologica, partnership industriali, politiche pubbliche, risultati scientifici e impatti territoriali. Alla discussione hanno partecipato rappresentanti del comitato del Parlamento Europeo su industria, ricerca ed energia (ITRE), dell'interguppo parlamentare "Sky and Space" e del Comitato economico e sociale europeo (EESC).

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La Sardegna è ancora “poco amica delle giovani imprese”. L’Isola, infatti, si posiziona all’ultimo posto della classifica nazionale per quanto riguarda l’attrattività e le opportunità offerte alle nuove generazioni.

E’ questo ciò che emerge dalla classifica delle regioni e delle province “amiche” dei giovani imprenditori è stata stilata dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che ha elaborato l’indice
“Youth Friendly 2025”, su dati UnionCamere-Infocamere, INAIL, INPS, Excelsior, e contiene l’indice dei territori a misura di giovane per impresa e lavoro che monitora le condizioni dell’habitat sulla base di 27 indicatori, suddivisi in 4 “pilastri”, che comprendono, tra gli altri, il tasso di occupazione under 35, la presenza di giovani imprenditori, la collaborazione scuola-impresa, la diffusione dell’apprendistato, il saldo migratorio dei giovani all’estero o altre regioni. L’analisi dettagliata di queste dimensioni permette di comprendere dove risiedano le criticità maggiori e dove, invece, l’Isola mostri segnali di resilienza.

I dati dicono come il territorio sardo sia in coda alla graduatoria delle regioni con un punteggio di 403 punti, una quota sensibilmente inferiore alla media nazionale di 579 e ben lontana dai 709 punti della Lombardia, capolista del ranking. Il dato sardo risulta essere del 30,3% inferiore alla media italiana, evidenziando un divario strutturale profondo rispetto al resto del Paese per quanto concerne il lavoro, l’impresa, l’istruzione e l’inclusione territoriale.

“L’analisi ci restituisce l’immagine di una regione ancora in equilibrio precario tra fragilità e potenziale - commenta Mattia Urru, Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato Sardegna - e indica con chiarezza quali siano le priorità per una reale crescita: lavoro, competenze, credito, servizi e politiche di lungo periodo. Solo rafforzando questi “pilastri” la crescita delle giovani imprese potrà essere un fatto concreto e non l’ennesima scommessa individuale affidata alla buona volontà dei singoli”. “Quando parliamo di giovani, di nuove energie, di passaggio generazionale ma anche di glaciazione demografica - continua Urru - dobbiamo sempre aver ben chiari questi dati che ci dicono come ai giovani sardi non manchino di certo idee, coraggio e spirito imprenditoriale ma solo un contesto che li metta davvero nelle condizioni di crescere: accesso al credito, formazione mirata, meno burocrazia e servizi adeguati. Rimanere nel proprio
territorio significa trasformare una scelta difficile in una scelta di valore”.

Ecco il risultato dell’analisi dei “pilastri”:

1. “L’occupazione e le dinamiche giovanili” rappresentano il settore più critico. La Sardegna si posiziona al 20° e ultimo posto nazionale con un indice di appena 267 punti (contro una media Italia di 604).
Questa categoria misura variabili pesanti come il tasso di occupazione 15-34 anni, la presenza di NEET (giovani che non studiano e non lavorano), la diffusione di apprendistato e la proiezione demografica dei giovani per i prossimi 25 anni.

2. Nella “Struttura e vitalità del sistema produttivo”, la Sardegna occupa la 16ª posizione con 388 punti. Il pilastro valuta la capacità del sistema imprenditoriale di rigenerarsi e coinvolgere le nuove generazioni, monitorando l’incidenza di imprese giovani (gestite da under 35), la loro sopravvivenza e la propensione alla collaborazione con le scuole tramite tirocini e PCTO.

3. Nel “Capitale umano e istruzione”, l’Isola si attesta al 17° posto con 392 punti. La categoria analizza la qualità del sistema educativo, la quantità di laureati (25-39 anni), le competenze alfabetiche e numeriche degli studenti e la capacità del territorio di attrarre e valorizzare giovani ad alto titolo di studio.

4. La “Capacità amministrativa e inclusione territoriale”, al contrario, rappresenta l'unico vero dato positivo per la regione. La Sardegna balza al 9° posto in Italia con un indice di 660, superiore alla media nazionale di 546. Questo pilastro premia la qualità dell'amministrazione pubblica locale, l'efficienza dei servizi per l'infanzia, le relazioni digitali con la PA e la capacità di
conciliare vita-lavoro, oltre alle condizioni abitative relative all'incidenza dei canoni d'affitto.

L’analisi territoriale dice come Nuoro sia la più “giovane”, mentre Cagliari arranca.

Scendendo nel dettaglio provinciale, la classifica disegna una Sardegna a più velocità, sebbene tutte le province si trovino nella fascia di livello “Basso” (Level B) della classifica nazionale.

• Nuoro emerge come la provincia più performante dell'Isola, occupando la 90ª posizione nazionale con un indice di 463 punti. Il Capoluogo barbaricino si distingue in particolare per la “Struttura e vitalità del sistema produttivo”, risultando la migliore in Sardegna per questo pilastro.

• Oristano e Sassari-Gallura seguono appaiate con un indice di 456 punti, posizionandosi al 94° posto della classifica generale delle province italiane. Oristano si segnala per le migliori performance regionali nel pilastro “Occupazione e dinamiche giovanili”, mentre Sassari-Gallura eccelle a livello regionale per “Capacità amministrativa e inclusione territoriale”.

• Cagliari, pur essendo il capoluogo regionale, si posiziona al gradino più basso in Sardegna e al 102° posto nazionale su 105 territori analizzati, con un punteggio di 439. Nonostante le
difficoltà generali, Cagliari mantiene il primato regionale nel pilastro “Capitale umano e istruzione”. Tuttavia, la provincia è citata nel rapporto tra le peggiori d'Italia per quanto riguarda
l'occupazione e le dinamiche giovanili.

L’analisi nazionale.

Il rapporto di Confartigianato evidenzia come la Sardegna sia inserita in un contesto nazionale dove i territori del Nord, come la Lombardia, il Veneto e l'Emilia-Romagna, dominano le classifiche di “youth friendliness” grazie a dinamismo economico e istituzioni efficienti.
Al contrario, l’Isola condivide le ultime posizioni con Campania, Calabria e Sicilia.

L’Indice 2025 ha introdotto 15 nuovi indicatori (rispetto ai 12 della versione 2023) per catturare meglio fenomeni complessi come la mobilità dei laureati, la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti e l’incidenza dell’affitto sul reddito. Proprio la variabile degli affitti è stata stimata per alcune province sarde sulla base di confini amministrativi precedenti per garantire un confronto omogeneo.

In conclusione, se da un lato la Sardegna soffre per un sistema produttivo poco dinamico per i giovani, dall’altro le amministrazioni locali dimostrano una capacità di gestione dei servizi (specialmente digitali e per le famiglie) superiore a molte altre regioni italiane.
È su questa base di efficienza amministrativa che si dovrà fare leva per invertire il trend demografico e occupazionale che attualmente penalizza l'Isola

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In Sardegna solo 3 capoluoghi su 12 hanno approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche con delibera del Consiglio comunale, come previsto dalla legge del 1986. È quanto emerge dall’indagine dell’Associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei PEBA con la Legge 28 febbraio 1986 n. 41, ha monitorato lo stato di attuazione nei Comuni capoluogo italiani per verificare quanto il Paese sia ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione.

In Sardegna risultano in regola Iglesias, che ha approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale n. 43 del 2025, Oristano, con delibera n. 57 del 2025, e Tortolì, con delibera n. 40 del 2025. Nuoro ha adottato il PEBA con delibera della Giunta comunale n. 172 del 2025, ma il Piano dovrà ora essere approvato dal Consiglio comunale. Sassari risulta in fase di realizzazione del PEBA: con delibera di Giunta comunale n. 107 del 2025 è stato istituito il gruppo di lavoro e con delibera n. 231 del 2025 è stato promosso il documento di indirizzo per la redazione del Piano relativo all’infrastruttura stradale.

Nessuna informazione disponibile invece per Cagliari e Carbonia, che non hanno risposto alle richieste di accesso agli atti promosse dall’Associazione, e per Lanusei, Olbia, Sanluri, Tempio Pausania e Villacidro, dove sui siti istituzionali e nelle sezioni Amministrazione trasparente non risultano informazioni relative al PEBA.

Il quadro regionale mostra dunque una situazione fortemente arretrata, con la maggioranza dei capoluoghi che non ha ancora adottato lo strumento previsto dalla legge da quarant’anni o che non garantisce trasparenza su un Piano fondamentale per l’accessibilità.

A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.

“Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai PEBA – dichiara l’Avv. Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’Associazione sull’accessibilità –. In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia sono stati condannati ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi”.

«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».

Come è stata svolta l’indagine – L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it

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"Il traffico aereo in Sardegna conferma nel triennio 2023–2025 una crescita complessiva significativa, con il superamento nel 2025 della soglia degli 11 milioni di passeggeri tra nazionale e internazionale e un incremento percentuale dell'8,6%". Lo comunica l'assessora dei Trasporti Barbara Manca facendo il punto sui dati del traffico aereo dal 2023 al 2025.

Tra i dati particolarmente rilevanti, l’assessora sottolinea “l’importante crescita dell’offerta di posti in continuità territoriale, resa possibile anche grazie all’attivazione, nel 2024, della clausola 3.2.8 del Decreto Ministeriale 466, che ha consentito l’inserimento strutturale di nuovi voli e di altri operativi che si sono resi mano a mano necessari in base all’incremento del load factor giornaliero. I numeri dimostrano in modo incontrovertibile che le implementazioni attivate dalla Regione hanno rafforzato l’accessibilità dell’Isola”.

Per quanto riguarda il traffico nazionale, nel 2023 i passeggeri sono stati 6.539.602. Nel 2024 si è registrato un forte incremento, con 7.082.072 passeggeri (+8,3%), mentre nel 2025 il dato si è attestato a 7.101.071 passeggeri, con un ulteriore incremento dello 0,3%.

All’interno di questo dato complessivo, la continuità territoriale (OSP) ha registrato una crescita molto marcata tra 2023 e 2024: si è passati da 2.338.163 passeggeri nel 2023 a 2.814.878 nel 2024 (+20,4%), per poi raggiungere 2.837.984 passeggeri nel 2025 (+0,8% rispetto al 2024). Il traffico nazionale in libero mercato è passato invece da 4.201.439 passeggeri nel 2023 a 4.267.194 nel 2024 (+1,6%), per attestarsi a 4.263.087 nel 2025, con una flessione del 4,1% rispetto all’anno precedente ma sostanzialmente stabile rispetto al 2023.

Analizzando i singoli scali, l’aeroporto di Cagliari ha registrato nel 2023 un totale di 3.603.689 passeggeri nazionali (2.351.731 in libero mercato e 1.251.958 in OSP). Nel 2024 il totale è salito a 3.792.791 (2.380.240 libero, 1.412.551 OSP), mentre nel 2025 si è attestato a 3.793.501 passeggeri (2.482.969 libero, 1.310.532 OSP). Rispetto al 2023, nel 2024 si è registrato un +5,2% complessivo e nel 2025 un +5,3%, con una sostanziale stabilità tra 2024 e 2025 (+0,02%).

L’aeroporto di Olbia è passato da 1.814.421 passeggeri nazionali nel 2023 (1.176.791 libero e 637.630 OSP) a 2.146.526 nel 2024 (1.294.986 libero e 851.540 OSP), con una crescita del 18,3%. Nel 2025 il totale è stato di 2.056.814 passeggeri (1.181.238 libero e 875.576 OSP), con un calo del 4,2% rispetto al 2024 ma un +13,4% rispetto al 2023. Particolarmente rilevante la crescita dell’OSP tra 2023 e 2025 (+37,3%).

Ad Alghero il traffico nazionale complessivo è passato da 1.121.492 passeggeri nel 2023 (672.917 libero e 448.575 OSP) a 1.142.755 nel 2024 (591.968 libero e 550.787 OSP) e a 1.250.756 nel 2025 (598.880 libero e 651.876 OSP). Il 2025 segna un +11,5% rispetto al 2023 e un +9,5% rispetto al 2024, con un incremento molto significativo dell’OSP (+45,3% rispetto al 2023).

Considerando il traffico complessivo linea+charter (nazionale e internazionale), nel 2023 la Sardegna ha registrato 9.560.159 passeggeri, di cui 3.020.557 internazionali e 6.539.602 nazionali. Nel 2024 il totale è salito a 10.559.254 (3.477.182 internazionali e 7.082.072 nazionali), con un incremento del 10,5%. Nel 2025 si è arrivati a 11.018.433 passeggeri complessivi, di cui 3.917.362 internazionali e 7.101.071 nazionali, con un ulteriore +4,3% rispetto al 2024.

A Cagliari il totale complessivo è passato da 4.845.162 passeggeri nel 2023 a 5.154.377 nel 2024 e a 5.246.615 nel 2025. L’internazionale è cresciuto da 1.241.473 nel 2023 a 1.361.586 nel 2024 e a 1.453.114 nel 2025. A Olbia il totale è passato da 3.282.858 nel 2023 a 3.808.005 nel 2024 e a 4.009.563 nel 2025, con una crescita molto sostenuta dell’internazionale (da 1.468.437 nel 2023 a 1.952.749 nel 2025). Ad Alghero si è passati da 1.492.139 passeggeri complessivi nel 2023 a 1.595.872 nel 2024 e a 1.762.255 nel 2025, con un incremento dell’internazionale da 370.647 a 511.499 nel triennio.

“Il salto tra 2023 e 2024 – dichiara l’assessora regionale dei Trasporti – è chiaramente legato all’uscita definitiva dall’emergenza Covid, che ha determinato una riesplosione generale del traffico aereo. La Sardegna ha intercettato in modo significativo questa ripresa. Nel 2025 questo exploit è diventato a tutti gli effetti strutturale, portando anche a un nuovo incremento con il superamento della soglia degli 11 milioni di passeggeri”.

“Questi dati – prosegue – confermano che il trasporto aereo non è solo uno strumento di mobilità, ma anche un potente stimolo alle presenze complessive. Le partenze e gli arrivi dei residenti sono tradizionalmente stabili, perché ancorati a una popolazione stazionaria o in lieve calo. La crescita registrata è quindi legata in larga parte alla maggiore attrattività della Sardegna e all’aumento dell’offerta”.

La Regione comunica, infine, che i dati sul traffico aereo saranno pubblicati periodicamente sui canali ufficiali istituzionali, al fine di garantire trasparenza e aggiornamento costante a cittadini, operatori e categorie del settore.

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Il nuovo decreto energia dovrebbe alleggerire le bollette 2026, ma quanto hanno pagato lo scorso anno le famiglie italiane per luce e gas? Secondo l’analisi* di  Facile.it , la spesa media 2025 per i clienti domestici con fornitura nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata pari a 2.055 euro, valore solo di poco inferiore al 2024, ma ben più alto rispetto, ad esempio, al 2018, quando le bollette pesavano meno di 1.200 euro.
Nello specifico, a pesare maggiormente sulle tasche degli italiani è stata la bolletta del gas che, in media, è arrivata a 1.316 euro, mentre per quella elettrica i consumatori hanno dovuto mettere a budget appena meno di 740 euro.
«Sebbene al momento non siano previsti aumenti nel costo dell’energia per i prossimi mesi, il consiglio è di non abbassare la guardia perché i prezzi sono volatili e, in caso di aumenti improvvisi, chi ha una tariffa variabile potrebbe veder salire le bollette in modo repentino», commentano gli esperti di Facile.it. «Confrontare periodicamente la propria offerta con quelle presenti sul mercato per verificare che sia ancora vantaggiosa e, in caso contrario, cercare un nuovo fornitore è il modo migliore per difendersi dai rincari.».
L’andamento regionale della bolletta elettrica
L’analisi – realizzata tenendo in considerazione i consumi dichiarati di oltre 1 milione di utenze – ha permesso di fotografare le differenze a livello territoriale; e allora, in quali regioni si è speso di più e in quali di meno?
Guardando alla sola bolletta elettrica, la Sardegna è la regione con il conto più salato; nell’Isola le famiglie hanno consumato, in media 2.751 KWh, spendendo 826 euro, il 12% in più rispetto alla media nazionale. 

L’assenza di riscaldamento con gas di città in alcune aree della regione e l’uso di dispositivi elettrici per riscaldare le abitazioni può spiegare, almeno in parte, perché i consumi siano così elevati.

Continuando con la classifica, in seconda posizione c’è la Sicilia, dove lo scorso anno le famiglie hanno consumato in media 2.511 KWh spendendo circa 768 euro. Al terzo posto, staccato di un soffio, c’è il Veneto, con una bolletta media pari a 767 euro, (per 2.505 KWh annui consumati).
Guardando alle regioni dove le bollette della luce sono state più leggere, grazie a consumi più ridotti, al primo posto si trova la Basilicata, con una spesa media che si è fermata ad “appena” 611 euro (a fronte di consumi annui pari a 1.862 KWh), seguita dalla Liguria (635 euro per 1.960 KWh) e, al terzo posto, dell’Abruzzo (665 euro per 2.085 KWh annui).

L’andamento regionale della bolletta del gas
Analizzando le bollette del gas 2025, la classifica cambia radicalmente. La regione con la bolletta più salata è il Trentino-Alto Adige (in media, 1.548 euro, a fronte di consumi annui dichiarati pari a 1.261 Smc), seguita dal Veneto (1.529 euro con consumi pari a 1.215 Smc) e, sul gradino più basso del podio, l’Emilia- Romagna, con una bolletta media annuale pari a 1.525 euro (1.204 Smc). Quarto posto per la Lombardia, con una bolletta media 2025 pari a 1.416 euro (1.146 Smc).

Le aree in cui, di contro, le bollette del gas sono state più leggere sono la Sicilia, (636 Smc con una bolletta annuale arrivata a 942 euro), la Calabria (967 euro per 642 Smc) e il Lazio (979 euro per 665 Smc).

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Un intervento massiccio per alleggerire la pressione fiscale sulle bollette e rispondere ai danni causati dalle recenti calamità naturali. Il Consiglio dei Ministri, riunitosi mercoledì 18 febbraio, ha approvato una serie di decreti d'urgenza che mettono sul piatto oltre 6 miliardi di euro tra risparmi energetici e aiuti diretti ai territori colpiti dal maltempo.

Il "Decreto Bollette" punta a ridurre l'impatto dei costi energetici per circa 2,7 milioni di famiglie vulnerabili e per il tessuto produttivo. La strategia del Governo si basa su una ridistribuzione del carico fiscale: è stato approvato un aumento del 2% dell'aliquota Irap per le grandi aziende del settore energia.

Questi proventi serviranno a tagliare la componente "Asos" (gli oneri legati alle rinnovabili) dalle bollette di artigiani e PMI. Le stime fornite da Palazzo Chigi indicano risparmi significativi. Piccoli ristoratori e artigiani: riduzione media di oltre 700 euro l'anno (500 sull'elettricità, 200 sul gas).

Medie imprese: benefici fino a 19.000 euro annui.

Grandi industrie "gasivore": tagli che possono superare i 220.000 euro. 

Per le famiglie con Isee basso, il bonus sociale sale complessivamente a 315 euro, grazie a un contributo aggiuntivo che il CDM ha deciso di elevare a 115 euro (rispetto ai 90 inizialmente ipotizzati).

Il "Decreto Maltempo" risponde all'emergenza scatenata dal passaggio del ciclone Harry, che ha flagellato Calabria, Sardegna e Sicilia. Per questi territori è stato stanziato oltre un miliardo di euro. I Presidenti di Regione, in qualità di commissari delegati, avranno il compito di gestire i fondi per il ripristino delle infrastrutture stradali, la messa in sicurezza delle coste colpite dalle mareggiate e il sostegno alle attività economiche danneggiate nelle aree interne.

Particolare attenzione è stata rivolta al Comune di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, devastato da una frana che dal 25 gennaio ha costretto decine di famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. Il decreto dedicato stanzia 150 milioni di euro e affida a Fabio Ciciliano la carica di commissario straordinario. 

Le misure per Niscemi includono: contributi per l'acquisto di nuove abitazioni per chi ha perso la casa definitivamente, sospensione di tributi e contributi finanziari, sostegno al reddito per lavoratori dipendenti e autonomi, sospensione delle bollette: l'autorità Arera ha già disposto lo stop ai pagamenti dei servizi essenziali per sei mesi a favore della popolazione colpita.

"È un provvedimento molto significativo", ha commentato la Premier Giorgia Meloni in un video social. "Garantiamo risparmi e benefici diretti per oltre cinque miliardi, rispondendo alla priorità di ridurre il peso delle bollette su chi produce e sulle famiglie più fragili".

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