Fecondazione eterologa, social freezing, test genetici e altre metodiche ginecologiche innovative. Il gruppo con oltre 190 centri nei cinque continenti, sette in Italia, apre a Cagliari e si affida alla guida scientifica di Gianni Monni, per decenni primario al Microcitemico
Mario Frongia
La premessa è obbligata e preoccupante al tempo stesso: in Sardegna il fenomeno delle “culle vuote” è ben noto. Dietro si celano ragioni economiche, sociali, culturali e non solo. Intanto, i numeri inchiodano: la denatalità isolana, che cammina con l’età media della donna al primo figlio, è la più alta in Italia. Ed è pari a 33,2 anni. Nel resto del paese è abbastanza alta ma si colloca a 32,4 anni. Ma non è tutto. L’isola del sole, del mare e del vento si piazza stabilmente sotto il livello di un figlio (0,91) per donna. Traduzione impietosa: da Cagliari a Olbia nella finestra temporale 2014-2023 il numero di nati è sceso da 11.473 a 7.242. Per cui nell’ultimo decennio si sono registrati quattromila sardi in meno. E nel 2022, dice l’Istat, su scala regionale ci sono stati cinquecento nuovi nati in meno. Nel dettaglio, sono stati 7.703 nel 2022 con un calo di 529 rispetto al 2021. Dietro numeri e statistiche si celano drammi, tensioni e ferite profonde. Il desiderio della genitorialità e dell’avere uno o più figli passa anche dai problemi di infertilità. Anche da queste prospettive la è pregiata scelta del gruppo che controlla oltre centonovanta centri di ricerca, cura e assistenza nel mondo, di approdare nel capoluogo sardo. E il timone medico e scientifico non poteva che andare a uno dei pionieri delle innovazioni e delle metodiche del settore ginecologico-ostetrico più avanzate. Gianni Monni, primario per decenni del comparto all’ospedale Microcitemico, se la cava con una battuta: “Tutta colpa della legge Madia che, a chi compie settant’anni, impedisce di proseguire le attività mediche nel comparto pubblico. Ed è così - spiega lo specialista, maestro di decine di ginecologi cagliaritani e non solo - che dopo 42 anni in ospedale, ho accettato la proposta fattami da Genera”.
Il primo centro privato specializzato in Procreazione medicalmente assistita della Sardegna ha aperto i battenti in via Jenner. A pochi passi, nella strada degli ospedali, tra Microcitemico, Businco e Brotzu. “La nuova clinica del gruppo Genera consentirà alle coppie sarde di avere accesso a tutte le tecniche di Pma, inclusa la fecondazione eterologa con donazione di gameti, ovociti o spermatozoi, esterni alla coppia. Possibile anche la preservazione della fertilità, con la crioconservazione dei gameti o social freezing, per motivi anche personali e non solo medici. Inoltre, sarà possibile effettuare i test genetici pre-impianto sull’embrione, per i quali fino a oggi i pazienti erano costretti al pendolarismo sanitario con consulti nelle strutture d’oltre Tirreno, in Italia o all’estero. “La scelta o la necessità di procrastinare la gravidanza è uno dei principali motivi alla base dei problemi di infertilità. Anche se la vita media delle donne è brillantemente aumentata, superando gli 85 anni, il sistema riproduttivo femminile - dice il professor Monni, già direttore della struttura complessa di Fisiopatologia della riproduzione umana e diagnosi prenatale, con incarichi nella Asl 8 e all’Arnas Brotzu - continua ad avere il suo picco di funzionalità attorno ai 30 anni, per poi calare progressivamente dopo i 35 anni”. Ai vertici di alcune delle principali società scientifiche nazionali e internazionali come Aogoi, Sieog, Wapm, direttore della Ian Donald School italian branch, professore onorario dell’Università di Buenos Aires, docenze e incarichi in altri atenei, da Dubrovnik alla Cornell fino alla Columbia university di New York, lo specialista dalle origini ogliastrine Ha avviato dalla scorsa estate il centro Genera di Cagliari. “Ottenere le autorizzazioni e il via libera è stato un piccolo percorso di guerra. Ma adesso ci siamo. Da luglio siamo a disposizione delle coppie sarde. Qui da noi abbiamo l’età media al parto più alta d’Italia. Significa che le donne si affacciano più tardi alla ricerca della maternità rispetto alla media italiana e sono per questo più esposte al rischio di incontrare ostacoli al concepimento”. La riflessione è nitida: “Il nostro centro è in grado di rispondere a tutte le esigenze in termini di diagnosi e cura dell’infertilità di coppia, offrendo per la prima volta in Sardegna la possibilità di avere accesso anche al test genetico pre-impianto e alla donazione di gameti, opzione che le coppie sarde finora hanno potuto scegliere solo spostandosi in altre Regioni o all’estero. Insomma, si tratta di un bel messaggio: possiamo finalmente dire loro che ora non occorre viaggiare, per avverare il sogno di un figlio”.
Qualità e garanzie, dalla scienza alla ricerca. Con oltre trecento ginecologi formatisi con il professor Monni (“Di questi, circa la metà stranieri” dice con un filo d’orgoglio), la clinica Genera si piazza in uno scenario medico-sanitario che consiste in tre centri di Procreazione medicalmente assistita pubblici. Nel 2022, stando a un’elaborazione dei dati del registro dell’Istituto superiore di sanità, in queste strutture sono stati effettuati circa 500 cicli di Pma. E l’anno precedente sono nati 86 bambini grazie alla medicina della riproduzione. “Si stima che in Sardegna ci sia un fabbisogno non soddisfatto di almeno ulteriori 1.500 cicli di Pma rispetto a quanto effettuato a oggi” precisa Blasco de Felice, amministratore delegato del gruppo Ivirma Italia che controlla Genera. “Il team di specialisti medici ed embriologi della nostra clinica si propone di rispondere a queste esigenze insoddisfatte delle coppie residenti in Sardegna con problemi di infertilità, secondo quello che è il principio del nostro gruppo, quello di mettere a disposizione cure d’eccellenza ovunque il cittadino si trovi sul territorio italiano. La nostra garanzia di qualità sarà di supporto a tante coppie in cerca di un bambino”. Genera è il più grande gruppo attivo in Italia nella diagnosi e nella cura dell’infertilità, un network di 7 centri specializzati privati con sedi a Roma, Napoli, Cagliari, Umbertide (Pg), Milano e Marostica (Vi) e Torino. I centri effettuano oltre 4.500 trattamenti con circa mille bambini nati ogni anno. Il gruppo ha un’esperienza di oltre trent’anni nella medicina e nella biologia della riproduzione. E ha all’attivo oltre trecento pubblicazioni scientifiche.

